Creato da: chinasky2006 il 01/08/2007
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SE BASAGLIA E LA MERLIN POTESSERO VEDERE

Post n°223 pubblicato il 14 Aprile 2012 da chinasky2006

Foto di chinasky2006

Eravamo in crisi d'astinenza.
Complice il clima di tecnici che come automi proseguono per la loro strada senza lasciarsi sedurre dai salotti tv, quasi avevamo dimenticato le immonde e ripugnanti scenette di qualche mese fa. Una serie di personaggi emblema della nuova repubblica televisiva sempre più simile al "Grande Fratello", sguazzavano giulivi ed impuniti nella loro merdosa filippica propagandista. Il politico che appare, smania, cerca il consenso, prova a sedurre lo strumento televisivo e l'idiota spettatore che non capisce nulla. Talvolta, spesso, il sinistro personaggio congegnato nelle segrete stanze di Arcore da scienziati nazisti, si spingeva in rutilanti frasi sensazionalistiche che lasciavano lo spettatore-elettore a bocca aperta, inebetito da quel nulla arricciato. Altre volte si lanciava in artate zuffe, liti e schiamazzi, cui anche gli altri partiti si sono orridamente adeguati, perdendo in partenza, ovvio, perché l'orrore originale trionfa sempre. Sempre secondo il manuale del buon politico scritto nel pensatoio di Arcore dal messia in persona, il buon politico-ospite-giuocatore deve dare del distaccato "lei" all'interlocutore, non familiarizzare mai con l'avversario politico, sorridere alla camera in modo da tranquillizzare lo spettatore, scuotere il capo mentre parla l'oppositore politico...ed altre gemme che nemmeno si aveva il buon gusto di negare. La tv ok...ma la nuova repubblica arcorina in parlamento? Ogni tanto ci andavano anche. Diciamo una volta su dieci. Quando si doveva votare per salvare un colluso con sei/sette mafie, un cannibale o un depravato ittico.
Possibile che si è vissuto tutto ciò? Sì, purtroppo. I luridi e striscianti lombrichi, potrebbero tornare alla carica, prima o poi. Ora, per qualche mese sono congelati. Paralizzati nel ruolo di parlamentari assenteisti ed in crisi d'astinenza da telecamera. Chiamano in modo concitato il loro agente per capire quante possibilità ci sono di apparire. Qualcuno è fregato perché la sua immagine era curata da Lele Mora ora al gabbio (Già, Lele Mora. Tutto torna in questa repubblica di banane, fard, sterco e tv). Non si danno pace. Qualcuno accetta anche a presenziare all'inaugurazione di una pizzeria al taglio, sperando nella furtiva zoomata di una telecamera amatoriale. Cominciano anche ad aprirsi comunità di recupero per politici in crisi d'astinenza, utili alla bisogna.
Proprio come un disperato concorrente da reality che teme di tornare nel dimenticatoio dopo la sovraesposizione mediatica, ci pensa la Saltamiquì a far parlare di sé, con una trovata geniale. Tranquilli, nessun bestemmione o insulto a Maometto, nemmeno un inno alla pena di morte per gli stupratori clandestini (agli italiani basta un ergastolo, perché legittimi cittadini), alcun richiamo alla necessità di ripulire le strade dal degrado delle puttane nigeriane. Ci risparmia, la politica da "billionaire", anche le proverbiali e stordenti difese del sultano, manco fosse una vedova dei martiri di ad acta. Quei violenti strali contro le invidie degli impotenti comunisti che non possono permettersi una escort di lusso da ripagare con un posto in parlamento, appartengono al passato. Questa volta la valente politica di caucciù tende a stupire l'uditorio parlando di raccomandazioni: Non è un male, raccomandare una valente nipote. E' negativo raccomandare il trota invece, perché il poveretto è un pirla. E allora uno è tentato anche di rivalutarlo, il trota, considerandolo meritevole di un qualche Nobel ittico. Ci fa ripensare all'affare Vendola, indagato perché reo di aver raccomandato uno dei migliori specialisti nei traumi al torace. Pirla autentico, lui.
Poi la Saltamiquì, sempre mantenendo l'aplombe e la classe tipica, alza il sopracciglio posticcio, l'acconciatura anni trenta si alza come un gatto in calore, gonfia la jugulare e gli zigomi ripieni di cera ponga sembra debbano esplodere. E' lei, è lei: E' sul punto di dire la cazzata consapevole. Il labbro leporino si torce come vittima di un ictus, spalanca la fornace e parte a testa bassa: Si parla tanto della Minetti, dice, ma anche Nilde Iotti fu amante di Togliatti.
Ecco mancava l'accostamento Minetti-Iotti, al campionario di nefandezze senza fine che questa gente indegna continua a proferire, indisturbata, stuprando il decoro. Possibile che non si possa fare niente, per ricondurre il paese alla decenza? Quale immane colpa deve ancora scontare la nazione di Dante e Leonardo, per sopportare in silenzio tutto ciò? Su 50mila elettori disadattati che inconsapevolmente l'avranno mandata in Parlamento, milioni di cittadini la reputano indegna di proferire quelle bestemmie insultanti. Ecco, un referendum ci vorrebbe. Perché non allargare questo strumento anche alle persone? Almeno venti milioni di cittadini la leverebbero dallo scranno, mandandola a fare qualcosa di socialmente utile per questo paese: pulire la bava alla bocca dei detenuti, drogati in crisi d'astinenza, clandestini, neri e comunisti.

 
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