Creato da Praj il 30/11/2005
Riflessioni, meditazioni... la via dell'accettazione come percorso interiore alla scoperta dell'Essenza - ovvero l'originale spiritualità non duale di Claudio Prajnaram

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L'AMORE HA PUDORE

Post n°2863 pubblicato il 24 Maggio 2015 da Praj
 

Non possiamo imporci di amare, nonostante tendiamo a disciplinarci in tal senso. Non riusciremo ad amare veramente anche se ci affidiamo volenterosamente a ideologie che ci spiegano come si dovrebbe e potrebbe amare...
In realtà non possiamo amare niente che consideriamo separato da noi, perchè fondamentalmente ne abbiamo paura. Più ci proviamo più diventa improbabile. In fondo in fondo temiamo il presunto altro, seppure in apparenza possa apparire il contrario. E' una contr
addizione dire che dobbiamo amare, perchè l'Amore nel senso più nobile del termine, per definizione, non può essere un dovere. Tradirebbe la sua stessa essenza, qualità intrinseca.
Ciò vuol dire anche che un semplice atto di fede non è sufficiente, in quanto l'amore che viene offerto non può soltanto apparire come tale, ma deve essere un amore reale, genuino. Un individuo può comportarsi come se amasse, ma come può essere sicuro di amare veramente? Come può essere sicuro di essere spontaneo? Con questo voglio dire che senza la piena realizzazione del Divino, che é in ognuno di noi, nessuna virtù amorevole è autentica. E' solo una imitazione di un sentimento, un condizionamento etico, una recita affettiva inconsapevole.
Solo quando giungiamo alla profonda consapevolezza che la stessa vita scorre in tutto ciò che è, e che noi siamo quella stessa vita, cominciamo ad amare tutti e tutto in modo spontaneo. E' una naturale conseguenza. Questa è una Consapevolezza che non rivendica per sè una capacità, un valore, un merito. Quest'Amore è delicato e ha pudore nel definirsi tale.



 
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ESSERE PRONTI

Post n°2862 pubblicato il 24 Maggio 2015 da Praj
 

Anche se ci venisse rivelata la più profonda delle saggezze, se il nostro cuore non è aperto e fiducioso nel modo giusto ed il nostro spirito non è pronto ad accogliere la scintilla che incendia le nostre illusioni, non potremo svegliarci dal sonno sognante della mente che oscilla sempre tra lo ieri ed il domani.

 
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ECCE HOMO HERETICUM

Post n°2861 pubblicato il 23 Maggio 2015 da Praj
 

C'è chi ha una particolare attitudine a scavare in dimensioni della conoscenza interiore laddove altri le danno per scontate, acquisite. L'eretico psicologico è l'anticonformista non formale per eccellenza. Non segue dogmi e convenzioni
o capi, supinamente. Non si accontenta di seguire, ma ama esplorare anche dove il gruppo o le masse non osano inoltrarsi. Spesso fa tutto ciò in solitudine. Vuole vivere attraverso l'esper
ienza diretta ciò di cui parla: al contrario del credente, del fideista. L'eretico non si occupa di ribellioni esteriori, ma piuttosto di libertà, fatte di nuovi e non convenzionali cammini e spazi interiori. Non è detto però che tutti gli eretici abbiano il coraggio di manifestarlo e coltivare questa particolare disposizione dell'animo pubblicamente. Le tentazioni verso il riflusso della propria natura sono tante e seducenti. Eretici forse si nasce o forse si diventa. L'importante che in qualche misura tutti lo siano, almeno un po', per non vivere totalmente appiattiti mentalmente e spiritualmente, in un mondo che ci vuole omologati.

 
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VENTICELLI EMOTIVI

Post n°2860 pubblicato il 22 Maggio 2015 da Praj
 

Uscire e rientrare nei socialnetwork, cambiare nick, cambiare maschera... fa parte di un gioco in cui si manifesta la superficie del nostro carattere e dei suoi bisogni... La sostanza del nostro essere invece rimane sempre la stessa. Pause e ritorni, chiusure e abbandoni, sono venticelli emotivi che increspano innocuamente il mare della mente che ricerca attenzione, ma non intaccano Chi li osserva, imperturbabile e distaccato questo via vai, questo apparire e scomparire, che lascia quasi sempre il tempo che trova. Niente di rilevante.

 
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NON SI DISCUTE CON I MURI DI GOMMA

Post n°2859 pubblicato il 22 Maggio 2015 da Praj
 

Dopo aver detto ciò che pensi, con franchezza e gentilezza, e ascoltato le altrui ragioni, lascia le discussioni se i toni si fanno troppo accesi e si scivola nella provocazione personale. Hai tutto da guadagnare nel non farti coinvolgere nella spirale energetica discendente. In quel momento non serve insistere e controbattere, anche perché i muri diventano sempre più gommosi.

 
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IL FUOCO DELL'IRA

Post n°2858 pubblicato il 21 Maggio 2015 da Praj
 

C'era una volta un cercatore di verità, eccezionalmente risoluto e fiero, di nome Suthra. Un amico un giorno andò a trovarlo e gli disse: «C’è in città un famoso guru, molto venerato da tutti nel vicinato. Andiamo a fargli qualche domanda». Suthra acconsentì e insieme si recarono alla capanna del guru, rendendogli omaggio con un inchino e con la formula di rito «Sia lode al Signore misericordioso». Il guru ricambiò il saluto e invitò entrambi a sedersi.
Dopo qualche minuto di silenzio, Suthra chiese al guru: «Avreste del fuoco? Ne avrei bisogno». «No, non ne ho al momento», rispose il guru. E seguì un altro lungo silenzio, che fu di nuovo rotto da Suthra che chiese ancora: «Sadhu, non avete del fuoco?». «Vi ho già detto che non ne ho» rispose il guru, leggermente infastidito. Ma la risposta non parve soddisfare Suthra perché chiese subito, di nuovo, per la terza volta: «Sadhu, ho un gran bisogno di fuoco. Per favore, datemene un po’». A questo punto il guru si arrabbiò e rispose con asprezza: «Stupido! Smettila di chiedermi del fuoco, non riesci a capire quel che dico? Ti ho detto tre volte che non ho fuoco. Non ti basta? O vuoi continuare a ripetere la stessa domanda idiota in continuazione?». Suthra rimase in silenzio, imperturbabile per tutto il tempo che durò la filippica. Quando il guru alla fine tacque, disse: «Fratello, davvero ho bisogno del fuoco. Sei sicuro di non averne?». Ora, letteralmente imbufalito, il guru raccolse un bastone e si mosse verso Suthra e lo percosse fino a romperlo. Suthra allora sorrise e disse: «Pace, fratello. Hai risposto alla mia domanda. Entrando qui dentro ho visto e fiutato del fumo, perciò sapevo che c’era del fuoco. Ora, come tutti possono vedere, il fuoco è divampato e sta bruciando con fiamme rabbiose. Eppure, stranamente, tu continui a sostenere di non averne».

 
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LA VERITA' NON SI PUO' IMBOTTIGLIARE

Post n°2857 pubblicato il 21 Maggio 2015 da Praj
 

Non si può imbottigliare la verità nei concetti: è ancora più difficile che cercare di afferrare l'acqua che fluisce, il fiume che scorre.

 
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INDEFINIBILE

Post n°2856 pubblicato il 21 Maggio 2015 da Praj
 

Lo Zen ha molti significati, nessuno dei quali completamente definibile.
Se sono definiti, non sono Zen.
(detto Zen)


 
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SE TUTTO E' ILLUSIONE...

Post n°2855 pubblicato il 20 Maggio 2015 da Praj
 

Ai satsang (incontri con la verità?!) dove si afferma che tutto è falso, sogno, illusione, ecc, si dovrebbe quantomeno anche accettare come pagamento, da chi è interessato ad ascoltare queste cose, questi discorsi risveglianti, anche i soldi del monòpoli.


 
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ATTI MERITORI

Post n°2854 pubblicato il 20 Maggio 2015 da Praj
 

Un giorno Chao-chou trovò un discepolo inchinato davanti ad una statua del Buddha e lo colpì con un bastone.
Il monaco protestò: "Non è un atto meritorio adorare il Buddha?".
"Sì", rispose il maestro ", ma è ancora più meritorio lasciar perdere gli atti meritori".

 
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LA RISPOSTA NEL SILENZIO

Post n°2853 pubblicato il 19 Maggio 2015 da Praj
 

Se non intuisci che ad una risposta filosofico concettuale la mente si farà un'altra domanda, all'infinito, sei perso in un loop tormentoso da quale non puoi uscire. Togli le pile a quel meccanismo infernale. Goditi e riposa in quell'ignoranza mistica che risponde a tutto nel Silenzio, semplicemente.

 
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OKKIO AL BIDONE!

Post n°2852 pubblicato il 19 Maggio 2015 da Praj
 

"Stai tranquillo, non preoccuparti..." è molto spesso l'invito sorridente e falsamente rassicurante ribadito dal cialtrone inaffidabile alla vittima incauta di un'imminente fregatura o imbroglio. Di "Stai tranquillo, non preoccuparti..." ahimè, si sono riempite le valli di lacrime. Essere tranquilli e non preoccupati va bene, ma occorre essere anche all'erta e consapevoli, se non si vuol essere il raggirato di turno. Essere fiduciosi non vuol dire farsi prede degli imbroglioni di razza varia intorno a noi. Occhio al bidone dunque!


 
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LA PERFEZIONE? NO GRAZIE!

Post n°2851 pubblicato il 18 Maggio 2015 da Praj
 

La ricerca della perfezione è una sorta di nevrosi che passa gradualmente, accettando semplicemente d'essere spontanei e naturali. Allora non c'è pericolo che ritorni. Non è dell'essere umano sano questa necessità di perfezione. E' un virus che s'insedia nella mente quando ancora non hai ben realizzato chi già tu sei. La tua perfezione consiste solo nel far sbocciare il seme unico di cui sei portatore. Questa fioritura naturale non ha a che vedere con l'idea umana di uno scopo o perfezionamento da conseguire, ma ha in sè tutta la potenza che serve all'opera creatrice di cui tu sei viva espressione e incarnazione.


 
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C'E' SEMPRE UN EQUILIBRIO

Post n°2850 pubblicato il 18 Maggio 2015 da Praj
 

Se non si ha un cuore di plastica o indurito, è impossibile non deprimersi di fronte alle crudeltà, alle violenze... Fortunatamente però, a fronte dell'orrore, sorge sempre un vario manifestarsi dell'amore a ristabilire un sacro equilibrio.


 
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IL BAR VIRTUALE

Post n°2849 pubblicato il 17 Maggio 2015 da Praj
 

Bisogna onestamente ammetterlo: spesso le dispute e le chiacchiere nel social networks sulla spiritualità, sui maestri o su chi è risvegliato o meno, assomigliano non poco a quelle fatte nei bar riguardanti lo sport, le donne, i motori o la politica.
Un caffè macchiato, grazie! :-)


 
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AMATE ANCHE VOI STESSI

Post n°2848 pubblicato il 17 Maggio 2015 da Praj
 

Amate voi stessi. Non torturatevi mai. Amatevi. Non paragonatevi mai a nessun altro. Diamine, non esiste nessun altro come voi. Amatevi!
Non pensate che l’amore abbia a che fare col vostro aspetto. L'amore ha a che fare con tutto ciò che è sostanziale in voi. Quindi datevi amore.
Non c’è nessuno come voi, quindi smettetela di essere come tutti gli altri. Smettetela di pensare che il mondo vi debba qualcosa. Non vi deve niente. Voi dovete a voi stessi. Amatevi per perdonare le
persone nella vostra vita. Perché? Non è che volete soltanto che loro siano perdonate; ma siete voi a voler essere perdonati. Questo è amare se stessi.
Comprendere la vostra vita non deve significare la fine della vostra felicità. Molte volte ne è l’inizio, perché avete cercato di trovare la gioia in tutti quelli che vi circondavano. Avete sposato delle persone e avete fatto promettere loro che vi avrebbero amati. E se foste voi a promettervi che vi amerete?
Perché mai avete piazzato quel peso su qualcun altro? Nessuno è in grado di farlo. Non esiste nessuno che abbia il potere di sostenervi ed amarvi al posto vostro. E perché vi aspettate che qualcun altro debba avere una tale responsabilità? Trovare la felicità negli altri è soltanto cercare la sofferenza, poiché tutti loro vi deluderanno proprio come voi avete deluso chiunque altro.
Quante persone sono rimaste deluse perché non siete risultati come loro pensavano che avreste dovuto, o non avete l’aspetto che secondo loro dovreste avere? Quante persone sono rimaste deluse o imbarazzate dal vostro modo di agire? Deludete continuamente la gente. Questa non è una novità. Non vi deve preoccupare il fatto di non amare più le persone se sono troppo magre o troppo grasse, o sono troppo vecchie o troppo giovani, o il colore della loro pelle non va bene, o il loro bilancio è negativo. Tutto ciò sparisce perché la genuinità di ciò che siete c’è già, e ha posto per tutti. E questo è ciò che intendiamo con la frase “l’amore incondizionato dev’essere dato
innanzitutto a voi stessi."
(Ramtha)


 
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ESSERE MEDITAZIONE

Post n°2847 pubblicato il 16 Maggio 2015 da Praj
 

Leggere che la meditazione non è la pratica della stessa e che quindi si può solo esserla, indipendentemente dal praticarla, trovo che sia un controsenso, un distinguo del tutto mentale, una affermazione affatto meditativa.
Il praticarla è esserla! Sarebbe come dire che il suonare è separato dalla musica: sono un tutt'uno, sono dimensioni inseparabili. Dunque il meditare è essere meditazione. Questo non vuol dire che la pratica sia solo quella cosa che si fa a gambe incrociate e occhi chiusi, ma è piuttosto una disposizione all'ascolto, alla visione, uno stato che si apre al silenzio, che non si fa catturare da interferenze mentali, emotive, ecc... Sostanzialmente è pura presenza impersonale - quindi non giudicante - consapevolezza accesa nel tempo presente che si manifesta in ogni atto.


 
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UNA BUONA COMUNICAZIONE

Post n°2846 pubblicato il 15 Maggio 2015 da Praj
 

Promemoria per una buona comunicazione. E' buona cosa tenere presente che l'individuo si comporta seguendo la propria mappa interiore, e non secondo la sua esperienza sensoriale. E in ogni circostanza, fa la scelta che per lui è migliore. Le spiegazioni, le teorie o la metafore cui si ricorre per dire qualcosa su un individuo non esauriscono l'interezza dello stesso. Ogni suo messaggio va rispettato. Se lo si vuol aiutare, casomai lo richiedesse e ce ne fosse bisogno, lo si aiuti a scegliere, senza cercare mai di limitargli la scelta. Le risorse di cui ha bisogno risiedono soprattutto nella sua storia personale. Andategli incontro all’interno del suo modello di mondo, ricordandovi che ciò che ha di più forte in lui è il grado di flessibilità o possibilità di scelta. Non è possibile non comunicare con un individuo: se ciò si rivela troppo difficile, suddividete la comunicazione in spezzoni più facilmente trattabili. Va anche detto però che il risultato di una comunicazione resta comunque determinato a livello inconscio e dai livello più sottili dell'essere. Quindi anche la comunicazione rimane, per quanto sempre migliorabile, un fatto relativo.



 
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TECNICA DI NASCONDIMENTO

Post n°2845 pubblicato il 14 Maggio 2015 da Praj
 

Vendere e tenere neo satsang (incontro con la verità?!) per affermare, tra altre cose ridotte a banalità, che la meditazione non serve è una sorta d'inganno psicologico: infatti è una sofisticata tecnica di raggiro del senso dell'ego e scorciatoia riguardo al lavoro su di sè che la mente adora. Non poteva trovare tecnica migliore quanto a invisibilità per riaffermarsi, negandosì a parole.

 
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RALLEGRARSI CON IL CIELO

Post n°2844 pubblicato il 13 Maggio 2015 da Praj
 

Confucio stava riposandosi, Zigong entrò per servirlo e vide che il maestro aveva un'epressione preoccupata. Zigong non osò fare domande e uscì a informare Yan Hui. Yan Hui prese il liuto e si mise a cantare. Confucio lo udì, lo invitò a entrare e gli chiese: "Perchè da solo ti rallegri?"
Hui rispose: "Tu, maestro, perchè da solo ti preoccupi?"
"Prima dimmi cosa intendi," disse Confucio.
"Un tempo", rispose Hui, "ti ho udito ti dire: rallegrati con il cielo e comprendi il destino, così sarai libero dalle preoccupazioni. Per questo Hui si rallegra.
Il volto di Confucio si rasserenò un poco. "Veramente l'ho detto? chiese. "Tu però l'hai capito in un senso troppo limitato. Le mie parole di un tempo ti prego di correggerle con quanto ti dirò ora. Tu conosci solo il lato spensierato del rallegrarsi con il cielo e comprendere il destino; non sai che il rallegrarsi con il cielo e comprendere il destino comporta anche le più grandi preoccupazioni. Ora ti dirò come stanno veramente le cose. Coltivare la tua persona, incurante dell'esclusione o del successo, sapere che ciò che va e ciò che viene non dipende da te, non lasciare che la turbolenza degli eventi porti ansia nel tuo cuore, questa è l'assenza di preoccupazioni che discende dal rallegrarsi con il cielo e comprendere il destino.

dal libro: "Lieh Tzu" - Edizioni Urra


 
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