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Praj
   
 
Creato da Praj il 30/11/2005
Riflessioni, meditazioni... la via dell'accettazione come percorso interiore alla scoperta dell'Essenza - ovvero l'originale spiritualità non duale di Prajnaram

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LA VIA DI MEZZO

Post n°2512 pubblicato il 28 Agosto 2014 da Praj
 

Essere e stare nella Via di mezzo è un'arte molto difficile da realizzare, anche se è molto semplice da praticare. E' per tutti ma solo pochi l'attuano nel quotidiano. Credendo di sentirsi più vivi, cedono alla tentazione degli estremi(smi), perdendo quel sottile e magico equilibrio che dona la pace.



 

 
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TROVARE L'INASPETTATO

Post n°2511 pubblicato il 28 Agosto 2014 da Praj
 

Chi cerca trova... ma trova l'inaspettato rispetto a ciò che ha cercato.
Cerca, cerca... una grande sorpresa t'aspetta!

 


 
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DOV'E' QUEL POSTO?

Post n°2510 pubblicato il 27 Agosto 2014 da Praj
 

Un monaco domandò al maestro Tung-shan (807-869): "Come posso evitare il caldo e il freddo?"
Il maestro rispose: "Perché non ti trasferisci là dove non fa né caldo né freddo?"
"E dov'è questo posto?"
Disse Tung-shan: "La dove, quando fa caldo, il monaco si sventola e, quando fa freddo, il monaco si riscalda".




 
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APPREZZARE QUEL CHE SI HA

Post n°2509 pubblicato il 27 Agosto 2014 da Praj
 

E' nei piccoli atti quotidiani fatti o accolti con amore, nell'apprezzamento delle semplici cose che si nasconde il gusto del ben vivere. Il resto, comunque appaia, è peso, ridondanza. Non serve avere tanto e apprezzarlo poco. E' preferibile avere quel che serve davvero, sapendoselo però godere pienamente.

 

 
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MARE NOSTRUM?!

Post n°2508 pubblicato il 26 Agosto 2014 da Praj
 

Osservando la confusione che regna intorno a decisioni da prendere per fare fronte alla realtà, anche drammatica, dello sbarco incontrollato, invasivo, dei profughi, forse è il caso di fare alcune osservazioni non conformi a logiche che sembrano scontate, obbligate da remore solo esteriormente buoniste, umanitarie. Come sempre di fronte a certe situazioni imbarazzanti, difficili, c'è la paura di dire "no", temendo di apparire cattivi, incivili... Quel "no" motivato e consapevole come quello che i genitori non sanno più dare ai figli, con le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Un "no" che non è escludente, definitivo, discriminatorio, pregiudiziale, ma semplicemente condizionato dal buon senso, dalla necessità, non dalla ideologia. temendo di apparire cattivi, incivili...
Quando questo "no" è onesto, realistico e non è un mero riflesso di una chiusura d'animo, paura del diverso, può essere espresso con schiettezza. E' un "no" legittimo quando è aperto e favorevole ad essere rimesso in discussione appena si vanno a creare le condizioni per offrire un autentico e non ipocrita "sì". Bisognerebbe dunque non farsi determinare dai sensi di colpa, da un buonismo di maniera. Ciò non nega la disponibilità all'accoglienza, ma vuole solo offrirla in modo degno, non subirla in modo ricattatorio. Quando c'è forzatura, superficialità nel valutare le conseguenze delle scelte, sotto i molti aspetti che queste comportano, si creano le basi per un conflitto in tempi successivi. L'integrazione coatta è foriera di disagi per tutti. Disagi economici, sociali, umani.L'ambiguità è sempre fonte di guai. Condivido quel che ha detto qualcuno: se c'é un emorragia... prima fermi il sangue, poi analizzi e si cerca di capire come ricondurre il sistema in un buon setup.Mi sembra molto sensato. Non ci si può far guidare nella cura dalle ideologie umanitaristiche. Prima si ferma l'emorragia... con la chiarezza e determinazione che sa che quello è il primo e necessario passo per la risoluzione seria del problema. Poi si procede per gli interventi opportuni, ovviamente in uno spirito umanitario. La retorica dell'accogliamoli sempre e comunque non mi sembra un modo responsabile per affrontare il grande e scottante problema.Trovare furbeschi escamotages per non stare di fronte alla cosa con una determinazione che è sostenuta da principi di regolazione e gestione del fenomeno ben chiari, è frutto solo di una demagogia buon pensante che non sa guardare più in là del proprio naso. Dunque, questo per me non il momento dei non so, dei mezzi "si", dei mezzi "no". Si prendono decisioni forti, coraggiosamente,onestamente: prima si ferma l'emorragia...!E' sempre bene ricordare che il medico pietoso fa la piaga cancrenosa. 


 
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TEMPO PROPIZIO

Post n°2507 pubblicato il 26 Agosto 2014 da Praj
 

Terre oscure e insanguinate, tempi bui e affamati, anche se mettono a dura prova i sopravviventi in affanno, non devono piegare lo spirito dei ricercatori del vero, soccombendo alle follie dei bruti. Incredibilmente, la traversata del delirio dilagante, per andare oltre l'inferno fisico e mentale degli ego allo sbando, è propizia al Risveglio dai sogni, dagli incubi... accecanti.

 
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IL VALORE AGGIUNTO

Post n°2506 pubblicato il 25 Agosto 2014 da Praj
 

Fare del bene e mostrarlo in sè non è un problema: anzi, è sempre cosa buona e testimonianza positiva.
Il valore aggiunto per chi lo fa, casomai, sta solo nello spirito con cui è stato veramente fatto.




 
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PASSO DOPO PASSO

Post n°2505 pubblicato il 25 Agosto 2014 da Praj
 

Istante dopo istante vai pellegrino
inoltrandoti nella terra senza tempo.
Passo dopo passo t'incammini
nello sconfinato spazio del mistero.
Parola dopo parola andrai
spegnendoti nel Verbo silenzioso.
Respiro dopo respiro infine t'aspetta
l'accoglienza nel vuoto essenziale.




 
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CON LUI NON PUOI DISCUTERE

Post n°2504 pubblicato il 24 Agosto 2014 da Praj
 

Con qualunque genere di fanatico, d'invasato, non puoi discutere, confrontarti, dialogare con calma, ecc... puoi solo subire le sue farneticazioni o andartene prima che ti spossi. Non è questione di pregiudizio, ma di pratica consolidata. Provare per credere. Naturalmente questo è solo un suggerimento d'igiene psicologica per i non fanatici. Insistere fino allo sfinimento, coinvolgersi oltre misura nei battibecchi, evidenzia che il fanatico forse non è soltanto l'altro. Il fanatismo comunque non dipende dalle idee sostenute, ma è un abito mentale che si usa anche se le si cambiano.



 
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PIU' CERCHI D'AVVICINARTI PIU' TE NE ALLONTANI

Post n°2503 pubblicato il 23 Agosto 2014 da Praj
 

Non “cercate” la via dello Zen

Un monaco domandò al maestro Nan-ch’uan:
“Che cos’è lo Zen?”.
“E’ la vita di tutti i giorni”.
”E come posso avvicinarmi ad esso?”.

“Più cerchi di avvicinarti, più te ne allontani”.

Questo è ciò che lo Zen ci dice.
Ci avviciniamo alla giusta via solo vivendo esperienze essenziali, naturali.
E più introduciamo elementi artificiali, mentali, più ce ne allontaniamo. Per questo lo sforzo deliberato, l’intenzione calcolata, ci impedisce di raggiungere l’obiettivo, la meta senza meta, la porta senza porta. Ogni scelta razionale, concettuale, ideologica, si frappone come ostacolo tra noi e la possibilità di essere spontanei e “veri”, di fluire sereni nell’eterno presente.
“Che cos’è lo Zen” fu chiesto a Pai- Chang. E lui rispose: “mangia quando hai fame, dormi quando hai sonno”.
Anche se sembra la cosa più banale che esista, solo pochi lo sanno veramente fare.
Molti di noi sono sempre altrove con la testa rispetto a ciò che stanno facendo, vivendo, perdendo così la pienezza di ciò che accade, attimo dopo attimo.
Anziché cercare nuovi stimoli, curiamo i fatti essenziali della vita, perché ogni suo momento. sia vissuto con consapevolezza.
Lo stesso zen insegna che la felicità non sta nel fare ciò che desidera, ma nel “desiderare" ciò che si fa, capovolgendo padossalmente l’ottica con cui il nostro apparato mentale è abituato e condizionato a pensare e ad agire da sempre.



 
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EGOCENTRISMI INFETTI

Post n°2502 pubblicato il 23 Agosto 2014 da Praj
 

L'inconsapevolezza del senso dell'ego ha creato una malattia gravissima per la pelle biologica della terra: estese infezioni fatte da moltitudini di pseudo ombelichi del mondo in contrasto feroce tra loro. Dura sarà la cura.



 
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TRANQUILLI, SENZA ASPETTATIVE

Post n°2501 pubblicato il 22 Agosto 2014 da Praj
 

La coscienza rivolta verso l’oggetto esterno oscura il discernimento. L’essere non vive più libero da ciò che arriva, da ciò che desidera e che attende.
Finché c’è un io e un oggetto d’amore, c’è desiderio di possederlo, di unire l’io all’oggetto. Vivere l’Amore, la Pace profonda, la Pienezza, è non essere più separati, è realizzare che lo spazio tra l’io e l’oggetto è sofferenza o piacere, e ciò non è che una formazione mentale. Quando la mente tace, lo spazio, l’io, l’oggetto, sono assorbiti nella Pace. L’ego riconosce che si sente pronto a lasciare la sofferenza, ma non è lo stesso per il piacere. Non c’è da fare lo sforzo o da accettare di staccarsi dalla sofferenza o dal piacere, perché quello non sarebbe che controllo. C’è semplicemente da restare tranquilli, senza aspettativa, senza volere; lasciare fiorire la Grazia.
E’ il nostro vissuto della Pienezza, della Pace, dell’Amore che tutto riempie, che assorbe ogni attaccamento.



 
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NON POSSIAMO PERCHE' NON VOGLIAMO

Post n°2500 pubblicato il 22 Agosto 2014 da Praj
 

Spesso quando diciamo che non possiamo è perchè non vogliamo, sia che la cosa riguardi gli altri che noi stessi. Non abbiamo però il coraggio e l'onestà di ammetterlo. E con belle scusanti poi condiamo la nostra finzione. In questi casi il non potere è il non volere veramente. Basterebbe solo riconoscerlo.



 
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CONTROSENSI

Post n°2499 pubblicato il 21 Agosto 2014 da Praj
 

Se dici che capire le ragioni di massacri e violenze che ti sono lontani non vuol dire giustificarli, per ovvii motivi di coerenza e buon senso, devi come minimo poi essere anche capace di dialogare con il vicino che ha il torto solo di avere idee diverse dalle tue. Altrimenti, è probabile ci sia qualcosa che non va in te.




 
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NESSUN BRIVIDO VALE UNA VITA

Post n°2498 pubblicato il 20 Agosto 2014 da Praj
 

Sono molto diffusi dei comportamenti a rischio incolumità. C'è una gran voglia di ricerca del brivido, di situazioni estreme. C'è un certo bisogno (specialmente tra i giovani) di sentire l'adrenalina salire che li orienta poi verso attività che vanno sfidare i loro limiti psicofisici, siano essi sportivi e non. Tutto ciò mettendo spesso a repentaglio la vita stessa.
Mi domando se essi siano comportamenti e scelte che li aiutano a conoscersi meglio, a provare esperienze e piacere particolari, o sono semplicemente la faccia opposta della depressione, la sovrapressione... che li obbliga a spingere sempre sull'acceleratore per trovare delle gratificazioni esistenziali narcisistiche, coperte da reali abilità o prove di coraggio particolare. Ne vale veramente la pena o, come leggevo in un post di un'amica, nessun brivido vale una vita?



 
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BUTTARE IL VELENO

Post n°2497 pubblicato il 19 Agosto 2014 da Praj
 

Se siamo ossessionati dall'odio, dall'antipatia, dall'ostilità verso qualcuno stiamo inquinando, senza volerlo, anche la fonte del nostro benessere.
Non teniamoci mai il veleno dentro credendo di usarlo fuori: il nostro cuore non ha compartimenti stagni. Non facciamoci dunque stupidamente del male con la sola speranza malata di volerlo per altri. Buttiamo dunque questi veleni che non servono a niente di buono o trasformiamoli in medicamenti interiori, con alchemica pazienza e fiducia.




 
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ACCETTARE NON E' ASSECONDARE

Post n°2496 pubblicato il 18 Agosto 2014 da Praj
 

Per quanto mi riguarda, accettare una persona,
non corrisponde necessariamente ad assecondarla...
E' bene, secondo me, fare chiarezza su questo punto spesso equivocato.





 
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IL GENIO E' SREGOLATO?

Post n°2495 pubblicato il 18 Agosto 2014 da Praj
 

E' proprio vero che genio e sregolatezza devono per forza andare assieme per esprimere creatività? Non è possibile altrimenti?
La cosiddetta sregolatezza (a volte anche follia) che accompagna la genialità, purtroppo, sembra però sia quasi
sempre dovuta solo all'uso esagerato di sostanze stupefacenti o all'alcool, raramente emerge in uno stato di sobrietà naturale. Perchè la creatività deve così spesso essere 'drogata' per emergere, condizionando e alterando però poi l'equilibrio psicofisico di chi la manifesta artisticamente?



 
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INNOCENTI E MATURI

Post n°2494 pubblicato il 17 Agosto 2014 da Praj
 

Sono preziose qualità l'innocenza, la spontaneità e la creatività del bambino. Vanno sempre conservate nel cuore. Fioriscono ancor meglio e danno splendidi frutti, se sono accompagnate anche dalla consapevolezza, dalla giocosità e dalla maturità.



 
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IMPEGNATO A VIVERE

Post n°2493 pubblicato il 17 Agosto 2014 da Praj
 

Se non sei impegnato a vivere, sei impegnato a morire, cantava Bob Dylan.
Allo stesso tempo però, impegnandoci a vivere bene - totalmente e in accettazione -
ci impegniamo anche a ben morire.




 
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