Creato da Praj il 30/11/2005
Riflessioni, meditazioni... la via dell'accettazione come percorso interiore alla scoperta dell'Essenza - ovvero l'originale spiritualità non duale di Prajnaram

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CONNESSIONI MISTERIOSE

Post n°2568 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da Praj
 

Non poche volte capita di constatare che umanamente si ha più feeling con chi ha idee diverse dalla proprie, che con chi invece le condivide.
Si vede che il cuore offre delle connessioni misteriose che la mente spesso non sa riconoscere.


 
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IL MESSAGGIO NELLA PAURA

Post n°2567 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da Praj
 

La paura, se rifuggita, è certo che si ripresenterà ancora sotto nuove vesti e in nuove occasioni. Se invece è accolta, accettata, osservata, studiata... può essere una buona maestra che ci conduce ai nodi irrisolti nella nostra anima.
Nodi da sciogliere sui quali è impostata la nostra difficoltà di vivere la vita così come ci è data. La paura va trasformata, ma per essere trasformata necessita paradossalmente del coraggio di lasciarla entrare in noi, viverla per quel che ha da farci conoscere di noi stessi... per poi lasciarla quando ha esaurito il suo compito, ha svelato il suo messaggio.


 
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LA META E' ADESSO

Post n°2566 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da Praj
 

Ogni passo fatto ci ha condotto dove siamo adesso. E non c'è altro luogo in cui possiamo essere ora. In ogni passo dunque c'è sia il cammino che la meta del nostro esistere, aldilà di ogni ipotesi o fantasiosa idea sul futuro.



 
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UNO STOP COME DONO

Post n°2565 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da Praj
 

Quando l'esistenza t'impone uno stop traumatico improvviso, lo spazio mentale per l'autoinganno si riduce, e ciò ti costringe ad aperture che forse prima rifuggivi. Meglio allora approifittare della condizione di fragilità dell'ego per aprirsi a più ampie visioni e sensibilità. Paradossalmente il danno fisico o mondano può rivelarsi e trasformarsi in un dono per la tua anima.

 


 


 
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LE DUE FACCE DI UNA FALSA MONETA

Post n°2564 pubblicato il 15 Ottobre 2014 da Praj
 

Dubbio e certezza sono le due facce di una falsa moneta: la mente discorsiva.
Queste due categorie mentali si sostengono l'un l'altra, essendo complementari al gioco degli opposti che avviene nell'universo dei pensieri.
Il dubbio sussiste solo come contr'altare della certezza e viceversa.
Esso è una specie metodo concettuale che si contrappone alle certezze, mentre la certezza è una sorta di falsità che necessita di una assolutezza di principio per imporsi ai dubbi che sottostanno alla sua credenza.
Queste due facce si specchiano fra loro senza mai riconoscersi e sono in permanente conflitto riguardo alle principali tematiche che si pongono nel campo della coscienza.
Ma la verità è sempre oltre al dubbio e alla certezza, e fugge ogni definizione, perchè risiede nello spirito del silenzio o nel silenzio dello spirito.
Essa non appartiene a nessuna categoria filosofica che possa costruire la mente umana, inevitabilmente relativa.

 

 
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ACCETTA ANCHE LA NON ACCETTAZIONE

Post n°2562 pubblicato il 06 Ottobre 2014 da Praj
 

Se sei capace di accettare anche la tua non accettazione; se sei in grado di accettare di avere preferenze (con i 'mi piace e non mi piace') e non fingere quello che non sei; se accetti anche di desiderare, di avere paura, di avere rabbia, disagio, tristezza... di essere umano, allora forse sei pronto per essere te stesso, di accettare l'altro e il ciò che è. Allora puoi varcare la soglia dell'illusione per entrare nel mondo dell'accettazione reale e amare la tua ordinarietà, addirittura anche il tuo ego. Allora sei pronto per essere quello che sei e non il personaggio che vorresti rappresentare al tuo posto. Solo dopo l'attraversamento di questa ineffabile porta, puoi aspirare alla trascendenza, pur vivendo pienamente nell'immanenza mondana.


 
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MOLLARE LA PRESA

Post n°2561 pubblicato il 05 Ottobre 2014 da Praj
 

Se si serra il pugno, dopo aver inserito la mano in una fessura, fra le sbarre di una gabbia per prendere un qualcosa che ce la riempie, non si riesce poi ad estrarla, se non si lascia la presa.
Questa è una metafora della nostra condizione di fronte alle cose della vita... che invece vogliamo possedere, trattenere…
Noi siamo nella stessa condizione: siamo intrappolati dal nostro volere, prendere… e ci imprigioniamo da soli con il nostro egoismo. L’unica possibilità di liber
arci è mollare la presa. Non possederemo... ma saremo di nuovo liberi.
Questo vale per tutti gli aspetti del vivere umano dell'individuo: dagli aspetti materiali, psicologici, spirituali… a ciò che concerne l'avere.
Lasciar andare, mollare la presa… invece è la chiave della libertà dell'Essere.



 
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NE' DUBBI NE' CERTEZZE

Post n°2560 pubblicato il 04 Ottobre 2014 da Praj
 

Guardati dalle certezze perché, se possono farti credere di essere delle sfere di cristallo, un giorno potrebbero rivelarsi evanescenti bolle di sapone. Pure dubita dei dubbi, perché anche di colui che dubita si può sempre dubitare. Dubbi e certezze non sono che ombre passeggere, ospiti senza fissa dimora, nuvole destinate a scomparire dallo specchio vuoto della Coscienza. Quando vengono spalancate porte e finestre della mente i dubbi e certezze se ne ritornano nell’oceano dei pensieri.
E il nudo cielo dell’intelligente ignoranza allora ti appare nel suo splendore. Ed è pura beatitudine senza un beato.



 
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FRA SOGNO E REALTA'

Post n°2559 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da Praj
 

Si può essere dei realisti che sanno sognare oppure dei sognatori che sanno essere realisti. Ciò che conta è che il matrimonio fra sogno e realtà funzioni armoniosamente nella testa e nel cuore dell'individuo, e che non arrivi a separazioni conflittuali, tantomeno al divorzio.


 
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ALCHIMIA QUOTIDIANA

Post n°2558 pubblicato il 02 Ottobre 2014 da Praj
 

Sembra difficile coniugare la fermezza con la tenerezza. Invece questi due aspetti, apparentemente contraddittori, si sostengono a vicenda. Possono e devono stare insieme. Altrimenti la tenerezza diventa mollezza e la fermezza diventa durezza.

 

 
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PICCOLO E GRANDE SONNO

Post n°2557 pubblicato il 01 Ottobre 2014 da Praj
 

Dicono che il sonno sia come una piccola morte e la morte come un grande sonno.
Va beh, sono dicerie, tra le tante, che accolgo con piacere nella mia accettata ignoranza.
Sono curiosità che nessun ego potrà mai appagare in vita.
Dopo, immagino, avranno ancora meno senso.



 
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IN RETE NON ESISTE L'OBLIO

Post n°2556 pubblicato il 30 Settembre 2014 da Praj
 

Dato che nella rete (Web) non esiste l'oblio, la cancellazione totale di ciò che vi abbiamo immesso, mi sembra sensato, qualora lo si faccia, pubblicare in essa semi e segni che meritano, almeno secondo il nostro parere, di non essere poi rinnegati. Se questa è la realta, preferisco allora lasciare al ricordo nella memoria del Web, per quanto è possibile, sostanzialmente espressioni in cui so di potermi riconoscere anche nel tempo, riducendo al minimo le scorie inevitabili, tracce sgradevoli e negative che potrei invece pentirmi di aver scritto. Naturalmente il tutto viene fatto in un'ottica di consapevole spontaneità.


 
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INDAGARE LA SOFFERENZA

Post n°2555 pubblicato il 29 Settembre 2014 da Praj
 

Non si dovrebbe fuggire la sofferenza; nemmeno rassegnarsi ad essa va bene: andrebbe invece capita a fondo. Andrebbe esplorata, osservata e sviscerata con coraggio. La sofferenza ha una causa basilare che ha molteplici effetti che si riverberano nel nostro esistere.
La sofferenza psicologica nasce fondamentalmente da un senso illusorio di separazione e termina quando comprendiamo che quella separazione non è reale, che non esiste. Quando si è intuito questo principio fondamen
tale, ci si può pure aggrappare alle nostre tensioni, alle nostre convinzioni, sia a livello psichico che fisico. Questa resistenza è comprensibile dal punto di vista dell'ego. Gli attaccamenti al nostro modo di pensare e di sentire, che affondano le loro radici in lunghi anni di abitudinarietà e conformismo, hanno bisogno di un pò tempo per essere smontate. Il presupposto, la precondizione al de-condizionamento è una comprensione, un’intuizione essenziale di ciò che siamo. Se la sorgente dell’ignoranza non è debellata, nessun argine può contenere i sintomi dolorosi che ne scaturiscono e si riflettono continuamente nel nostro vivere quotidiano . Se non avviene questo potente insight, tutto ciò che andiamo smontando si riformerà, si ricostituirà in nuove forme, con molta probabilità. La sofferenza psicologico-spirituale può dunque attenuare la sua presa, fino a lasciarci, solo se siamo capaci di Vedere da dove realmente nasce e dove può anche svanire.



 
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L'INFERNO E' VICINO

Post n°2554 pubblicato il 28 Settembre 2014 da Praj
 

L'inferno è già qui. E' inutile pensare l'inferno altrove. E' nella coscienza dell'ego ottenebrato. E' nella crudeltà, nella miseria, nell'odio, nella cattiveria, nella falsità, nella stupidità, nella violenza, nell'avidità...
Per cui pensarlo nel divenire è senza senso. Noi quando siamo persi nei labirinti della follia vendicativa, nella competizione idiota, nella violenza gratuita siamo già dimorando in esso. Quando siamo posseduti dall'avidità, dalla calunnia, dalla perversione, stiamo sguazzando nelle piazze del suo impero. L'inferno è una condizione della Coscienza che poi si traduce nella realtà fisica ed emozionale.
Ci sono gironi infernali all'interno di noi stessi che percorriamo ogni qualvolta diventiamo adirati, gelosi o invidiosi... Con queste condizioni psicologiche siamo destinati ad incontrare altri dannati temporanei nello stesso stato. Le fiamme di queste negatività quando interagiscono non possono che divampare. Dunque il castigo non è ipotetico, in un divenire post mortem, ma è il terreno stesso nel quale ci muoviamo nel momento stesso in cui abbiamo smarrito noi stessi, in cui siamo profondamente squilibrati nel senso essenziale. Lo spauracchio sventolato come deterrente di un inferno in cui si dovranno espiare colpe e peccati per me è metaforico. Quel tempo è soltanto una proiezione delle nostre paure e senso di colpa che domina la nostra mente.
Le colpe ed i 'peccati' si scontano già qui ed ora nella coscienza sempre più lontana dalla pace, dalla gioia e serenità che sarebbero possibili, solo che noi avessimo scelto la strada opposta a quella che, invece, ci ha condotto o può condurci negli stati infernali del tormento e angoscia mentale. Quella che, a mio avviso, è la notizia consolatoria e di estremo aiuto è che niente è irreversibile. Che è possibile pure un cammino a ritroso che può ricondurci alla Casa lasciata e poi perduta, sede eterna di ogni beatitudine.
Si tratta di fare un viaggio di risalita alla Sorgente dell'Essere, della nostra autentica natura. Perchè tanto più ci allontaniamo da essa tanto più ci caliamo nel nostro inferno personale e contribuiamo all'espansione dell'inferno collettivo.



 
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L'UTILITA' DEL DOLORE

Post n°2553 pubblicato il 27 Settembre 2014 da Praj
 

Il dolore è un potente mezzo per ottenere l'attenzione.
Un dolore ci chiama con forza a essere colui che ne fa esperienza.
Al fine di sviluppare l'autoconoscenza, per far sì che l'esperienza del dolore non rimanga fine a se stessa, è bene s
apere che ci sono pratiche che consentono di osservare il dolore e distaccarsene invece che provare semplicemente il dolore identificandosi con esso.
Applicarle può favorire una nuova percezione della nostra natura interiore e evolvere il livello di comprensione di sè.



 
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IO PROMETTO

Post n°2552 pubblicato il 26 Settembre 2014 da Praj
 

Anche nella misura in cui onora le promesse fatte, soprattutto sul piano personale, si scopre il valore di un individuo. La capacità di mantenerle appieno, nei tempi e nei modi, mostra sia la sua consapevolezza previsionale che la sua abilità attuativa. Più sono significative più valore hanno; anche però le meno importanti devono essere sempre rispettate. Altrimenti ne va della della parola e della credibilità di chi le ha espresse incautamente o in malafede.


 
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NE' LASSU' NE' QUAGGIU'

Post n°2551 pubblicato il 26 Settembre 2014 da Praj
 

E' inutile sognare il paradiso in terra. Non è possibile, perchè esso non è lassù ma nemmeno quaggiù. Se proprio lo vogliamo trovare, lo dobbiamo cercare solo dentro noi stessi.


 
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SEMPRE DI PIU'

Post n°2550 pubblicato il 25 Settembre 2014 da Praj
 

Di abuso in abuso il mondo si è chiuso.
Di eccesso in eccesso poi si trova il decesso.
Anche volendo sembrare leoni, nei fatti si rimane coglioni.



 
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SALVIFICO ELISIR

Post n°2549 pubblicato il 25 Settembre 2014 da Praj
 

Non cercare nella spiritualità un dolce e consolatorio anestetico, ma fanne piuttosto un elisir che dona beatitudine e consapevolezza. Non preoccuparti se inizialmente questa bevanda ti sembrerà amara. E' la medicina indispensabile che serve primariamente a disilludere...


 
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OSSERVARE LA SOFFERENZA

Post n°2548 pubblicato il 24 Settembre 2014 da Praj
 

Sarebbe bene essere disposti a osservare la sofferenza, nostra e di coloro che abbiamo intorno, senza distogliere lo sguardo e permettere che quella condizione esista nel momento presente. Invece di chiuderci alla paura impariamo ad aprirci, a stare con lei, a lasciarla arrivare e andare con i suoi tempi. Quando ci si limita a osservare tutto ciò senza fare subito qualcosa la consapevolezza si rafforza. Scopriremo allora che i pensieri "terribili" e i sentimenti angosciosi che stiamo osservando e sentendo con neutralità sono piuttosto diversi dai timori che prima fuggivamo: nel momento in cui osserviamo quei pensieri e li accogliamo, il potere sulla sofferenza passa dall'esterno alle nostre mani... e allora possiamo fare qualcosa per noi e per gli altri che non sia sterile commiserazione.


 
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