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Praj
   
 
Creato da Praj il 30/11/2005
Riflessioni, meditazioni... la via dell'accettazione come percorso interiore alla scoperta dell'Essenza - ovvero l'originale spiritualità non duale di Prajnaram

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QUALITA' DEL SORRISO

Post n°2519 pubblicato il 02 Settembre 2014 da Praj
 

Non è la faccia corrucciata che ti rende un individuo serio e responsabile,
ma lo sono piuttosto la qualità delle tue risate e la benevolenza dei tuoi sorrisi.





 
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L'UNICO RIFUGIO

Post n°2518 pubblicato il 02 Settembre 2014 da Praj
 

Sperare e credere di trovare la pace interiore attraverso un cambiamento del mondo esterno è una grande illusione: perchè questa sarà, casomai, una pace solo momentanea e sempre provvisoria.
L'unico rifugio permanente è dentro di noi. Trovarlo è il vero scopo e senso della vita.




 
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OLTRE LE APPARTENENZE

Post n°2517 pubblicato il 01 Settembre 2014 da Praj
 

La tunica, l'abito, l'appartenenza... prima o poi vanno lasciati. Quando si è spiritualmente maturi li si deposita semplicemente perchè si comprende che sono solo degli strumenti serviti per un certo processo, per un particolare lavoro su di sè. Si riconosce l'utilità soggettiva e temporanea di questi mezzi, ma si lasciano andare perchè nella maturazione interiore non hanno più senso, se non per una bella risata insieme ad altri che hanno condiviso lo stesso 'device', metodo, di ricerca, lo stesso maestro ispiratore di quel cammino. Restare attaccati allo strumento, segnala solo che una comprensione più ampia non è ancor maturata o che il sanga (comunità) è ancora indispensabile per noi. Si 'dovrebbe' arrivare ad un punto che non si è più nè anti nè pro, ma semplicemente oltre...




 

 
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STARE CONTENTI...

Post n°2516 pubblicato il 31 Agosto 2014 da Praj
 

Essere contenti solo perchè le cose ci vanno bene ci rende emotivamente dipendenti dal caso. Essere invece contenti, a prescindere dagli avvenimenti che ci capitano, fornisce il carburante al motore psicologico che poi fa pure andare nel verso giusto anche cose che ci riguardano, alimentando un circolo virtuoso che ci alleggerisce la vita.



 
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PIU' FOLLI DI QUANTO SI CREDE

Post n°2515 pubblicato il 30 Agosto 2014 da Praj
 

Se osserviamo distaccati - senza interferire con il giudizio su di essi, come fossimo in laboratorio - il traffico caotico e convulso dei pensieri che accade nella mente quando siamo agitati, non fatichiamo a vedere che il confine con la follia è meno lontano di quanto crediamo.

 

 

 

 
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E' UN BOOMERANG

Post n°2514 pubblicato il 29 Agosto 2014 da Praj
 

L'insulto, la derisione arrogante, il turpiloquio volgare, la minaccia, la cattiveria offensiva, ecc... sono strumenti comunicativi e modalità di relazione che qualificano lo stato di coscienza di chi li usa e incoraggia ad usare. Anche se possono sortire degli effetti suggestivi nell'immediato, sono dei boomerang che ritornano addosso, prima o poi, a chi se n'é servito, a chi li ha scagliati con boria e presunzione...





 
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BANALE SFOGO

Post n°2513 pubblicato il 29 Agosto 2014 da Praj
 

Il 'vaffanculismo' è un banale sfogo mentale che si nutre d'ignoranza e rabbia.
E' una specie di disturbo emotivo che va comunque 'curato' prima che divori tutto il cervello e il cuore, in cui spadroneggia caoticamente.

 


 


 
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LA VIA DI MEZZO

Post n°2512 pubblicato il 28 Agosto 2014 da Praj
 

Essere e stare nella Via di mezzo è un'arte molto difficile da realizzare, anche se è molto semplice da praticare. E' per tutti ma solo pochi l'attuano nel quotidiano. Credendo di sentirsi più vivi, cedono alla tentazione degli estremi(smi), perdendo quel sottile e magico equilibrio che dona la pace.



 

 
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TROVARE L'INASPETTATO

Post n°2511 pubblicato il 28 Agosto 2014 da Praj
 

Chi cerca trova... ma trova l'inaspettato rispetto a ciò che ha cercato.
Cerca, cerca... una grande sorpresa t'aspetta!

 


 
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DOV'E' QUEL POSTO?

Post n°2510 pubblicato il 27 Agosto 2014 da Praj
 

Un monaco domandò al maestro Tung-shan (807-869): "Come posso evitare il caldo e il freddo?"
Il maestro rispose: "Perché non ti trasferisci là dove non fa né caldo né freddo?"
"E dov'è questo posto?"
Disse Tung-shan: "La dove, quando fa caldo, il monaco si sventola e, quando fa freddo, il monaco si riscalda".




 
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APPREZZARE QUEL CHE SI HA

Post n°2509 pubblicato il 27 Agosto 2014 da Praj
 

E' nei piccoli atti quotidiani fatti o accolti con amore, nell'apprezzamento delle semplici cose che si nasconde il gusto del ben vivere. Il resto, comunque appaia, è peso, ridondanza. Non serve avere tanto e apprezzarlo poco. E' preferibile avere quel che serve davvero, sapendoselo però godere pienamente.

 

 
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MARE NOSTRUM?!

Post n°2508 pubblicato il 26 Agosto 2014 da Praj
 

Osservando la confusione che regna intorno a decisioni da prendere per fare fronte alla realtà, anche drammatica, dello sbarco incontrollato, invasivo, dei profughi, forse è il caso di fare alcune osservazioni non conformi a logiche che sembrano scontate, obbligate da remore solo esteriormente buoniste, umanitarie. Come sempre di fronte a certe situazioni imbarazzanti, difficili, c'è la paura di dire "no", temendo di apparire cattivi, incivili... Quel "no" motivato e consapevole come quello che i genitori non sanno più dare ai figli, con le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Un "no" che non è escludente, definitivo, discriminatorio, pregiudiziale, ma semplicemente condizionato dal buon senso, dalla necessità, non dalla ideologia. temendo di apparire cattivi, incivili...
Quando questo "no" è onesto, realistico e non è un mero riflesso di una chiusura d'animo, paura del diverso, può essere espresso con schiettezza. E' un "no" legittimo quando è aperto e favorevole ad essere rimesso in discussione appena si vanno a creare le condizioni per offrire un autentico e non ipocrita "sì". Bisognerebbe dunque non farsi determinare dai sensi di colpa, da un buonismo di maniera. Ciò non nega la disponibilità all'accoglienza, ma vuole solo offrirla in modo degno, non subirla in modo ricattatorio. Quando c'è forzatura, superficialità nel valutare le conseguenze delle scelte, sotto i molti aspetti che queste comportano, si creano le basi per un conflitto in tempi successivi. L'integrazione coatta è foriera di disagi per tutti. Disagi economici, sociali, umani.L'ambiguità è sempre fonte di guai. Condivido quel che ha detto qualcuno: se c'é un emorragia... prima fermi il sangue, poi analizzi e si cerca di capire come ricondurre il sistema in un buon setup.Mi sembra molto sensato. Non ci si può far guidare nella cura dalle ideologie umanitaristiche. Prima si ferma l'emorragia... con la chiarezza e determinazione che sa che quello è il primo e necessario passo per la risoluzione seria del problema. Poi si procede per gli interventi opportuni, ovviamente in uno spirito umanitario. La retorica dell'accogliamoli sempre e comunque non mi sembra un modo responsabile per affrontare il grande e scottante problema.Trovare furbeschi escamotages per non stare di fronte alla cosa con una determinazione che è sostenuta da principi di regolazione e gestione del fenomeno ben chiari, è frutto solo di una demagogia buon pensante che non sa guardare più in là del proprio naso. Dunque, questo per me non il momento dei non so, dei mezzi "si", dei mezzi "no". Si prendono decisioni forti, coraggiosamente,onestamente: prima si ferma l'emorragia...!E' sempre bene ricordare che il medico pietoso fa la piaga cancrenosa. 


 
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TEMPO PROPIZIO

Post n°2507 pubblicato il 26 Agosto 2014 da Praj
 

Terre oscure e insanguinate, tempi bui e affamati, anche se mettono a dura prova i sopravviventi in affanno, non devono piegare lo spirito dei ricercatori del vero, soccombendo alle follie dei bruti. Incredibilmente, la traversata del delirio dilagante, per andare oltre l'inferno fisico e mentale degli ego allo sbando, è propizia al Risveglio dai sogni, dagli incubi... accecanti.

 
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IL VALORE AGGIUNTO

Post n°2506 pubblicato il 25 Agosto 2014 da Praj
 

Fare del bene e mostrarlo in sè non è un problema: anzi, è sempre cosa buona e testimonianza positiva.
Il valore aggiunto per chi lo fa, casomai, sta solo nello spirito con cui è stato veramente fatto.




 
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PASSO DOPO PASSO

Post n°2505 pubblicato il 25 Agosto 2014 da Praj
 

Istante dopo istante vai pellegrino
inoltrandoti nella terra senza tempo.
Passo dopo passo t'incammini
nello sconfinato spazio del mistero.
Parola dopo parola andrai
spegnendoti nel Verbo silenzioso.
Respiro dopo respiro infine t'aspetta
l'accoglienza nel vuoto essenziale.




 
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CON LUI NON PUOI DISCUTERE

Post n°2504 pubblicato il 24 Agosto 2014 da Praj
 

Con qualunque genere di fanatico, d'invasato, non puoi discutere, confrontarti, dialogare con calma, ecc... puoi solo subire le sue farneticazioni o andartene prima che ti spossi. Non è questione di pregiudizio, ma di pratica consolidata. Provare per credere. Naturalmente questo è solo un suggerimento d'igiene psicologica per i non fanatici. Insistere fino allo sfinimento, coinvolgersi oltre misura nei battibecchi, evidenzia che il fanatico forse non è soltanto l'altro. Il fanatismo comunque non dipende dalle idee sostenute, ma è un abito mentale che si usa anche se le si cambiano.



 
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PIU' CERCHI D'AVVICINARTI PIU' TE NE ALLONTANI

Post n°2503 pubblicato il 23 Agosto 2014 da Praj
 

Non “cercate” la via dello Zen

Un monaco domandò al maestro Nan-ch’uan:
“Che cos’è lo Zen?”.
“E’ la vita di tutti i giorni”.
”E come posso avvicinarmi ad esso?”.

“Più cerchi di avvicinarti, più te ne allontani”.

Questo è ciò che lo Zen ci dice.
Ci avviciniamo alla giusta via solo vivendo esperienze essenziali, naturali.
E più introduciamo elementi artificiali, mentali, più ce ne allontaniamo. Per questo lo sforzo deliberato, l’intenzione calcolata, ci impedisce di raggiungere l’obiettivo, la meta senza meta, la porta senza porta. Ogni scelta razionale, concettuale, ideologica, si frappone come ostacolo tra noi e la possibilità di essere spontanei e “veri”, di fluire sereni nell’eterno presente.
“Che cos’è lo Zen” fu chiesto a Pai- Chang. E lui rispose: “mangia quando hai fame, dormi quando hai sonno”.
Anche se sembra la cosa più banale che esista, solo pochi lo sanno veramente fare.
Molti di noi sono sempre altrove con la testa rispetto a ciò che stanno facendo, vivendo, perdendo così la pienezza di ciò che accade, attimo dopo attimo.
Anziché cercare nuovi stimoli, curiamo i fatti essenziali della vita, perché ogni suo momento. sia vissuto con consapevolezza.
Lo stesso zen insegna che la felicità non sta nel fare ciò che desidera, ma nel “desiderare" ciò che si fa, capovolgendo padossalmente l’ottica con cui il nostro apparato mentale è abituato e condizionato a pensare e ad agire da sempre.



 
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EGOCENTRISMI INFETTI

Post n°2502 pubblicato il 23 Agosto 2014 da Praj
 

L'inconsapevolezza del senso dell'ego ha creato una malattia gravissima per la pelle biologica della terra: estese infezioni fatte da moltitudini di pseudo ombelichi del mondo in contrasto feroce tra loro. Dura sarà la cura.



 
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TRANQUILLI, SENZA ASPETTATIVE

Post n°2501 pubblicato il 22 Agosto 2014 da Praj
 

La coscienza rivolta verso l’oggetto esterno oscura il discernimento. L’essere non vive più libero da ciò che arriva, da ciò che desidera e che attende.
Finché c’è un io e un oggetto d’amore, c’è desiderio di possederlo, di unire l’io all’oggetto. Vivere l’Amore, la Pace profonda, la Pienezza, è non essere più separati, è realizzare che lo spazio tra l’io e l’oggetto è sofferenza o piacere, e ciò non è che una formazione mentale. Quando la mente tace, lo spazio, l’io, l’oggetto, sono assorbiti nella Pace. L’ego riconosce che si sente pronto a lasciare la sofferenza, ma non è lo stesso per il piacere. Non c’è da fare lo sforzo o da accettare di staccarsi dalla sofferenza o dal piacere, perché quello non sarebbe che controllo. C’è semplicemente da restare tranquilli, senza aspettativa, senza volere; lasciare fiorire la Grazia.
E’ il nostro vissuto della Pienezza, della Pace, dell’Amore che tutto riempie, che assorbe ogni attaccamento.



 
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NON POSSIAMO PERCHE' NON VOGLIAMO

Post n°2500 pubblicato il 22 Agosto 2014 da Praj
 

Spesso quando diciamo che non possiamo è perchè non vogliamo, sia che la cosa riguardi gli altri che noi stessi. Non abbiamo però il coraggio e l'onestà di ammetterlo. E con belle scusanti poi condiamo la nostra finzione. In questi casi il non potere è il non volere veramente. Basterebbe solo riconoscerlo.



 
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