Creato da Praj il 30/11/2005
Riflessioni, meditazioni... la via dell'accettazione come percorso interiore alla scoperta dell'Essenza - ovvero l'originale spiritualità non duale di Claudio Prajnaram

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SACRO E PROFANO?!

Post n°2820 pubblicato il 27 Aprile 2015 da Praj
 

La divisione delle cose in sacre e profane è una caduta dualistica nella coscienza. L'unità perduta si ritrova piuttosto andando oltre la scissione inventata e interiorizzata dalla cieca mente egoica. Lo si fa sacralizzando anche il profano e profanando anche il sacro che nega l'integrità essenziale della dimensione naturale e spirituale umana. Lo si fa sorridendo e lasciando andare quella patetica separazione indotta dall'esterno, causa di tante sofferenze e infelicità... e diventando anche strumento di potere sugli uomini. Nell'Uno senza secondo, o tutto è sacro o tutto è profano, aldilà della mente...

 
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LA DANZA DEL PALPITO UMANO

Post n°2819 pubblicato il 26 Aprile 2015 da Praj
 

La musica e la danza del palpito umano
tentano il capolavoro
nel concerto profano dell'unità nella carne,
ma solo nell'invisibile silenzio dell'anima
vi è l'eterno legame.

 

 
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PERFEZIONE NATURALE

Post n°2818 pubblicato il 26 Aprile 2015 da Praj
 

La tendenza abituale è immaginare che il nostro compito sia di migliorare le cose, migliorare noi stessi, migliorare il mondo. C'è la propensione a ritenere che, se non fate qualcosa, non c'è miglioramento. Ma lo dzogchen inizia con questa affermazione secondo cui tutto è sin dal principio perfetto, cosicché non c'è nulla da migliorare. Se avete esperienza di una qualsiasi arte creativa, converrete che quando dipingete o scrivete una poesia o create un vaso, e volete migliorare ciò che avete fatto, allora ne viene fuori un pasticcio. Dobbiamo avere fiducia nella nostra relazione intuitiva con la cosa, che ci fa dire: «Oh, è perfetta!», e fermarci lì. Lo dzogchen riguarda lo sviluppo di un'intuitiva relazione estetica col mondo. E qui il mondo include noi stessi, il mondo in cui cerchiamo di rilassarci, di lasciare che ogni cosa diventi libera. Ma ovviamente non abbiamo bisogno di lasciare che ogni cosa diventi libera, perché è già libera; tuttavia immaginiamo che non lo sia, così cerchiamo di renderla libera. È difficile imparare ad abbandonare lo sforzo inutile, perché gran parte della nostra identità si basa sull'attività, sul fare cose.

Cerchiamo di sperimentare la nudità. La semplicità della perfezione naturale delle cose è la ragione per cui non c'è bisogno di alterarle in nessun modo. Così lo stato d'animo è più rilassato. Il cuore della pratica dzogchen è la consapevolezza e, se siamo consapevoli in ciò che facciamo, non ha molta importanza ciò che facciamo.
 

Dal libro: "Esserci" di James Low - Ubaldini Editore




 
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SILENTE SAPIENZA

Post n°2817 pubblicato il 25 Aprile 2015 da Praj
 

Quanto prima riconosci la tua ignoranza riguardo alla dimensione spirituale e smetti di mascherarla con concetti e idee raccattate qua e là, tanto prima accedi alla silente Sapienza.


 
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SCENDERE DAL PIEDISTALLO

Post n°2816 pubblicato il 24 Aprile 2015 da Praj
 

Più che ascendere ancora, si dovrebbe invece scendere dal piedistallo su cui ci si è posti, da quando ci si è illusi di essere entità speciali, elette, superiori.Solo l'ordinarietà autentica è in grado di smontare l'ambizioso e arrogante trip dell'ego spirituale. Meno si cerca d'ascendere verso presunte altezze immaginarie più si cresce dentro... come uomini e come anime. La semplicità è un efficace antidoto all'orgoglio e alla vanità, sempre in agguato.

 
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IL LIBERATO SPIRITUALE

Post n°2815 pubblicato il 23 Aprile 2015 da Praj
 

IL REALIZZATO

D - Lei è un Liberato in vita?
R - Si comprende quanto la sua mente voglia confrontarsi con simboli molto alti, è gratificante poter dire che si pratica il cammino con un Realizzato.
E' successo a molti e, ancora, alle volte succede. Che importanza ha se questo ente abbia sciolto o meno l'individuazione?
D - Quando parla usa parole che non vengono dai libri e che manifestano quanto lei conosce ciò che dice perchè l'ha sperimentato e non certo perchè l'ha saputo o letto.
R - Perchè si occupa dell'altrui realizzazione? Lei ha bisogno di credere in qualcuno, di appoggiarsi, di sgravarsi della responsabilità di discriminare da solo: "Ecco faccio quello che dice Tizio, così sono a posto." Cosa le interessa sapere chi o cosa sia l'essente che ha di fronte? Se anche le si rispondesse "Si", che riscontro potrebbe averne? Potrebbe trattarsi di un furbo o un millantatore abbastanza abile nel gabbarla. Se lo si negasse e, invece, questo ente fosse ciò che il mondo chiama "Realizzato", cosa cambierebbe?
Alcune delle più grandi anime erano considerate folli dai loro contemporanei o conterranei. Dicono che solo chi ha esperito il Sè possa riconoscere chi ha esperito il Sè. Dicono che muti la consapevolezza, che l'io scompaia e, agli occhi degli uomini, l'io che si vede, sia solo apparente. Dicono che un Realizzato sia esattamente uguale ad ogni altro uomo. Come vede non è dato mezzo per comprendere se chi le sta di fronte abbia sperimentato il Sè. Occorre una predisposizione, occorre discriminazione, occorre che sia lei a realizzare ciò che é.
D - Chiunque ha sperimentato il Sè è un Liberato?
R - La Dottrina afferma che il Realizzato è colui che sia fermamente stabilizzato nel Sè.


dal libro: "Dialogo dIstruzione" di Premadharma - Edizioni I Pitagorici
tratto dal forum: Pitagorici.it

 
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E' INVASIONE?

Post n°2814 pubblicato il 22 Aprile 2015 da Praj
 

Pur partecipando con commozione e solidarietà alle tragedie a cui cui siamo costretti ad assistere, i continui sbarchi d'immigrati sono sostanzialmente un'invasione sistematica, che però non si vuole e si ha paura ad ammettere. Questa realtà, possiamo chiamarla come vogliamo, aldilà di ogni giusta e doverosa considerazione umana... è invasione. Siamo disposti ad accettarla in questo modo solo perchè s'impone con la forza dei fatti e della disperazione?

 
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I DUE FANTASMI

Post n°2813 pubblicato il 22 Aprile 2015 da Praj
 

Illusione: ne vedi due. Nei fatti appaiono opposti ma sono sempre inseparabili. In realtà sono Uno, e sei Tu a tenere vivi i due fantasmi.

 
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ERA UN TIPO SOLARE

Post n°2812 pubblicato il 21 Aprile 2015 da Praj
 

Mi racconti che era un tipo solare... per˛ tu non sapevi che il suo sole era malato,á accecava l'occhio della mente, inaridiva il cuore e portava poi a sparare...



 
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QUANDO NON VENIAMO CAPITI

Post n°2811 pubblicato il 21 Aprile 2015 da Praj
 

Si dice sempre che siamo responsabili di quel che diciamo e non di quello che l'interlocutore capisce. E' forse vero invece, al contrario, che siamo noi spesso responsabili per la comunicazione non avvenuta: in base alla chiarezza con cui ci siamo espressi e per come abbiamo tenuto conto del livello empatico e comunicativo nel rapporto con l'altro.

 
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LOCANDE DI PASSAGGIO

Post n°2810 pubblicato il 20 Aprile 2015 da Praj
 

La bontà e la giustizia sono soltanto locande di passaggio. L'uomo saggio passa per la bontà e sosta nella giustizia, ma gode della sua libertà, vive sobriamente e conserva così la propria indipendenza. Chi è veramente libero non agisce. Chi vive sobriamente è presto soddisfatto. Chi è indipendente non si dà facilmente. Chi si tortura lo spirito per elevare la propria condotta si allontana dal mondo e prende abitudini eccentriche, si fa un'alta opinione di sé e denigra gli altri; costui non ha che orgoglio. È solo un eremita dei monti e delle valli, un uomo che condanna il mondo. È questo l'ideale di coloro che aspirano a disseccarsi nell'ascesi e a gettarsi nell'abisso.
(Chuang Tzu)


 
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LA VIA DEL TAO

Post n°2809 pubblicato il 19 Aprile 2015 da Praj
 

È inappropriato volersi conformare al Tao e cercarlo per mezzo della vista, dell’udito, della forma e della sapienza. Quando lo si contempla davanti, ecco che subito è dietro, più si dispende più è pieno, [...] non si sa dove sia. Non è cosa che chi vi mette intenzione possa allontanare e chi non vi mette intenzione possa avvicinare. Vi si perviene solo nel silenzio e vi perviene solo chi lo perfeziona nella propria natura. Sapere e obliare le passione, essere capace e non agire, è la vera sapienza e la vera capacità.

Chi nel suo interno ha le cose facili non le trova difficili all'esterno.

Il sommo parlare è evitare di parlare, il sommo fare è il non fare. Chi ha una sapienza superficiale lotta per cose insignificanti.

dal "Lieh Tzu"

 
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LA MASCHERA BUONISTA

Post n°2808 pubblicato il 18 Aprile 2015 da Praj
 

Meglio un vero atto di bontà che mille chiacchiere da buonista.
Meglio ancora se non mostrato pubblicamente.
Ilbuonismo ideologico è in molti casi la maschera dell'indifferenza emotiva reale, una sceneggiata che vorrebbe celare l'ipocrisia di cuici si vergogna.

 

 
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CHI E' 'LA MADRE DEI VIZI?

Post n°2807 pubblicato il 17 Aprile 2015 da Praj
 

Si sa che l'ozio è il padre dei vizi,
ma non si è mai saputo chi sia la madre.

Non è strano?


 
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PROFETA IN CASA

Post n°2806 pubblicato il 17 Aprile 2015 da Praj
 

Raramente qualcuno è profeta in patria,
men che meno a casa sua.



 
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OCCORRE UN CAMMINO

Post n°2805 pubblicato il 16 Aprile 2015 da Praj
 

Voler scoprire ciò che siamo davvero implica l'ammissione che qualcosa lo copre e impedisce di vederlo direttamente. La ricerca sta appunto nel togliere quel qualcosa. Altrimenti non lo si dovrebbe scoprire: lo si vedrebbe, semplicemente. Cosa che invece non accade nella realtà delle esperienze individuali. Non basta raccontarsi le belle fiabe sulla terra di nessuno: occorre un cammino... aldilà delle allettanti scorciatoie proposte da persone sedicenti 'non esistenti' in quanto tali e non portatrici d'ego.

 

 

 
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IL PAPPAGALLO

Post n°2804 pubblicato il 16 Aprile 2015 da Praj
 

Il fatto che un pappagallo possa anche ripetere continuamente delle cose giuste non vuol dire che le abbia comprese.


 
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LIBERO E NON LIBERO

Post n°2803 pubblicato il 15 Aprile 2015 da Praj
 

Sei libero nella misura in cui sai e vedi in profondità di non esserlo.
Al contrario, non sei libero nella misura in cui sei convinto di esserlo.


 
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PURA CONTEMPLAZIONE

Post n°2802 pubblicato il 15 Aprile 2015 da Praj
 

RIGPA -  PURA CONTEMPLAZIONE

Dopo che il pensiero passato si è dileguato senza lasciar tracce e il pensiero futuro non è ancora sorto, [la mente] è fresca e come nuova; in questo momento, mentre si osserva nudamente sé stessi, rimanendo naturali nel presente senza creare nulla, il sentire ordinario, qui e ora, è una chiarezza in cui non c’è nulla a vedere; è una limpidezza in cui la consapevolezza è evidente e nuda; è uno stato puro e vuoto in cui non c’è nulla di determinabile; è una lucidità in cui la luminosità e il vuoto non sono duali.
Non è una cosa, infatti è del tutto indeterminabile; non è neppure nulla, perché è uno stato di limpida chiarezza. Non è singola, in quanto è chiara consapevolezza nella molteplicità; non è neppure determinabile come molteplice, perché è l’unico sapore dell’inseparabilità. Non è estrinseca, è proprio la consapevolezza di sé.

Padmasambava: Consapevolezza Rigpa - di Giuseppe Baroetto

 
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SE BASTASSE CREDERE...

Post n°2801 pubblicato il 14 Aprile 2015 da Praj
 

Se bastasse soltanto credere che l'ego non esiste, quando capita davvero la capocciata esistenziale, non penseremmo: che dolore, perchè proprio a me...

 
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