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Ricordate Petronio Arbitro e il suo Satyricon?
L'impietoso affresco del decadente impero romano?
Beh, noi non siamo "arbitri" .. siamo "sarchiaponi"!
Misteriosi animali che tutti dicono di conoscere ..
questoblog
"affresco della decadente Italia" vi dice quello che pensiamo ..
buona lettura!

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Post n°378 pubblicato il 26 Maggio 2012 da sarchiaponicamente
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Post n°376 pubblicato il 21 Maggio 2012 da kiwai
Il mio post di ieri ha ricevuto un commento che mi ha colpito: “Credo che oggi, ciò che conti di più è la martire di Brindisi e il terremoto in Emilia Romagna... il resto può attendere.” Il primo istinto è stato di rispondere con un breve commento, ma poi ho pensato che non sarei riuscito a chiarire il mio pensiero in qualche riga e allora vi annoio con queste mie considerazioni.
Ieri, grazie alla giornata poco primaverile, sono stato al pc e, come dire, ho “navigato” in lungo e in largo : Libero era pieno di blog “a lutto”… giornali on line e tv sfornavano aggiornamenti, con un numero di vittime crescente, sul terremoto alternati a reportage su Brindisi, in un’orgia di interviste di una sconvolgente banalità … Intanto l’affluenza al voto dei ballottaggi crollava a minimi storici …
Non vorrei sembrare cinico, ma in tutto questo vedo la “solita Italietta”. Non ho assolutamente nulla contro le manifestazioni di doverosa solidarietà e condivisione del dolore dei “blog a lutto” … Magari ho più di qualche riserva sui “cacciatori del dolore” che in queste situazioni si affannano a raccogliere le lacrime dei “superstiti” … Ma soprattutto trovo disarmante che NESSUNO si sforzi di “leggere” i segni di una realtà malata che questi fatti di cronaca ci mettono davanti.
I cultori della “dietrologia” parlerebbero di “tragedie utili alla distrazione di massa”… io non credo che sia serio attribuire a un terremoto “valenze cospiratorie”, né credo che “per forza” a Brindisi si sia trattato di una strategia delinquenziale e mafiosa .. ma qualche considerazione “oltre i fatti” mi sembrerebbe doverosa.
Invece si ripete il solito rito. Che senso ha, trasmettere un mare di servizi “in diretta” sul funerale del “tifoso di Pescara”, se nessuno riflette sull’assurdità di un omicidio, che se non è espressione di una faida criminale è comunque il segno di una realtà malata ? Che senso ha, “il dramma collettivo” per la disgraziata morte sul campo di calcio di un ragazzo, se non si riflette sulla mercificazione della vita? Che senso ha, documentare la rovina di tanto patrimonio artistico, se nessuno si pone interrogativi “politici” .. sulla Protezione Civile, sulle risorse per la futura ricostruzione, sui sistemi di conservazione e manutenzione ?
Ecco allora che “la politica”, quella che ci coinvolge tutti i giorni, si dovrebbe riproporre con forza nei nostri pensieri e una riflessione consapevole dovrebbe aiutarci a leggere la cronaca in modo diverso ... “è il resto che NON può attendere.” Solo così ha un senso la condivisione del dolore, solo così c’è una partecipazione. O no ??? |
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15.5.2012 - Spread a 450 (rendimento al 6%), Piazza affari perde il 2,5% , euro sotto 1,28 sul dollaro. Casini se la prende con le agenzie di rating per il declassamento delle banche e denuncia un “disegno criminale” … ma solo pochi mesi fa il problema era la “credibilità del governo”.
Monti, incapace di realizzare vere riforme e di tagliare la spesa, ormai punta tutte le sue carte sull’Europa per vedere di strappare un ammorbidimento del “fiscal compact”, tramite deroghe che permettano di scomputare dal rapporto deficit/Pil le spese per investimenti “produttivi”.
Se, come e quando succederà poco importa … intanto la recessione sta mordendo e buttando nel cesso le ottimistiche previsioni del governo. Le stime dell'Istat sul Pil nel I trimestre 2012, parlano chiaro: un impietoso -0,8% sul trimestre precedente e -1,3% rispetto al I trimestre 2011, in un solo trimestre abbiamo già perso più di quanto secondo la previsione dei “professori” avremmo dovuto perdere in tutto il 2012 (-1,2%). E devono ancora arrivare gli effetti recessivi dell'Imu e dell'aumento dell'Iva a ottobre.
E allora? Una risposta l’ho trovata in questo articolo di Davide Giacalone , di cui riporto sinteticamente uno stralcio:
“ Da destra a sinistra, da sopra a sotto il dimenarsi è inconcludente perché tutto interno ad un modello culturale sbagliato, quello secondo cui per rilanciare il mercato ci vuole più Stato.
La falsa soluzione, che vorrebbe chiudere con l’era del “liberismo selvaggio” (ma quando mai c’è stata?), per chiedere allo Stato di rimediare ai fallimenti del mercato, è una strada suicida, perché quello cui assistiamo è l’opposto: il fallimento dello Stato che tassa e spende.
Il governo, auspicabilmente politico e regolare, dovrebbe piantarla di pensare alla tassazione del patrimonio privato e dedicarsi alla dismissione di quello pubblico. Da lì verrebbero risorse aggiuntive, con le quali abbattere il debito e rilanciare gli investimenti pubblici nelle infrastrutture. Questa è l’unica strada per conciliare rigore e crescita, perché porta a minore spesa e minore prelievo fiscale.
Come capita a molti giochetti d’enigmistica, la soluzione non è difficile, quando poi è svelata a tutti pare ovvia, ma non ci si arriva perché si adotta un modello culturale, un modo di pensare sbagliato.
Non ci serve più crescita indotta da ulteriore dilagare della mano pubblica, ma più libertà portata da minore invasività statale; al tempo stesso ci servono più investimenti pubblici, ma non alimentati dal gettito fiscale, bensì dalla vendita di un immenso e improduttivo patrimonio pubblico. “
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Post n°374 pubblicato il 17 Maggio 2012 da angeligian
Mi sento piccola. Mi sento come quando da bambina andavamo a spasso e mamma mi teneva la mano destra e papà mi stringeva quella sinistra e se facevo i capricci, mia madre mi strattonava a destra e mio padre a sinistra. Ero costretta a seguire i loro passi, a fare i percorsi che loro sceglievano per me e se mi arrabbiavo di brutto e a cinque anni, con un calcio, frantumavo la vetrina di un negozio per arraffare la bambola che non volevano comprarmi, allora erano botte. Oggi mi sento nello stesso modo con Monti che mi schiaccia di qua e Europa che mi blocca di là. Con la differenza che non mi picchiano per amore o per insegnarmi a vivere bene in società. No, si comportano come quei genitori che ti picchiano perché hanno le paturnie e tu devi subire in silenzio perché loro sono grandi e tu sei piccola. “La bambina è piccola e dunque non può capire”. Quante volte hanno ripetuto questa frase e Monti sta dicendo la stessa cosa a noi tutti. Ma è così vero che non possiamo capire? Certo, io non posso sapere come risanare economicamente un paese, però so capire che la strada lungo la quale mi stanno trascinando i grandi è impervia, disseminata di crateri e irta di rocce appuntite. Certo, io non so capire perché i grandi abbiano scelto proprio quella strada, ma so sentire il dolore che quel percorso mi provoca. E c’è anche da dire che se io sono piccola e dunque non posso capire, ci sono eminenti “grandi” che invece capiscono e capiscono che quella via spinosa e accidentata non porta da nessuna parte come ha ripetuto l’economista Paolo Savona in un’intervista a Libero :”Uscire dall'euro e tornare alla lira non è più un tabù. I costi per un ritorno al passato sarebbero alti, ma non fare nulla sarebbe peggio”. O, come sostiene Steve Keen, altro grande economista (uno dei pochi che predisse la crisi finanziaria globale), per risolvere l’attuale situazione recessiva occorre che i governi diano soldi e sussidi direttamente ai cittadini anziché alle banche. Pochi di noi hanno vissuto durante l’ultima grande guerra, ma tutti sappiamo cosa ci è costata in termini di fame, povertà e caos. E morti. Ecco, l’11 novembre 2011 siamo entrati in guerra e la stiamo combattendo consapevoli che comunque vada la perderemo … |
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