TEMPIO DI SARASWATI

Difficile non è sapere, ma sapere far uso di ciò che si sa.

Creato da lady_elektra il 07/10/2005

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Mondo Internet...

Post n°40 pubblicato il 04 Febbraio 2008 da lady_elektra

PC

leggevo un articolo alquanto...'a tema', ne riporto un pezzo:

(una donna scrive delle delisioni di un reale incontro con uomini 'virtuali' delle chat e l'esperto risponde quanto segue)
"[...]ed è la ragione per cui tutti avete scelto di avvicinarvi via internet,che non è luogo di incontro, ma di osservazione virtuale. L'altro viene studiato attraverso la sua immagine, ciò che racconta di sè, le sue reazioni a quello che noi raccontiamo.[...]Quando poi i due si incontrano, questa fitta rete di informazioni e fantasie si sovrappone all'immagine fisica dell'altro, al suo modo di muoversi, di guardare, di camminare.Insomma alla sua imprevedibile realtà.Che risulta regolarmente deludente-per l'uno, per l'altro o per entrambi-perchè non riesce a convivere con le fantasie precedentemente costituite.Ma l'incontro svela soprattutto l'inadeguatezza dei partecipanti a reggerlo.Che era poi la ragione della scelta iniziale di internet,luogo dell'immaginario e non della realtà."

Devo dir la verità,appena finito di leggere il pezzo ho pensato:'wow,ha ragione!'...poi però ho riscontrato alcune inadeguatezze.
Sicuramente credo sia un discorso applicabile all'età della donna in questione(45 anni),in quanto è vero che a quel punto della propria vita ci si avvicina ad un mezzo di comunicazione (e d'incontro) come internet per far delle 'conoscenze' che andranno poi al di là della semplice amicizia.Insomma, è vero che per persone di quella età la chat è una vetrina dove cercare,valutare e 'toccar con mano' la 'merce' prescelta.
Per i giovani(e questi siamo noi!)il discorso cambia.
Il tutto ha inizio come 'gioco':erotico per alcuni(quelli che stanno proprio fuori di testa io dico!!!),di scambio di opinioni per altri, di 4 chiacchere in buon compagnia e senza pregiudizi di età,sesso,razza,religione o aspetto fisico, per altri ancora.
Ed ecco che internet non è più una vetrina, ma semplicemente un 'bar' virtuale di appoggio;un 'luogo non luogo' di tutti e di nessuno.Si può esser sè stessi o 'giocar' ad esser qualcun'altro.E farlo semplicemente quando si ha veramente voglia.
E se mai ci sarà un incotro, sicuramente non sarà con la prospettiva 'adesso incontrerò dal vivo l'uomo della mia vita, quello che mi accompagnerà per il restante cammino', ma semplicemente 'oggi vedrò il mio/a amico/a in un luogo diverso da solito 'bar'!'
Ecco come la vedo io.

 
 
 

Libera la tua Anima...

Post n°39 pubblicato il 22 Giugno 2007 da lady_elektra

 
 
 

SLOW DANCE

Post n°38 pubblicato il 16 Maggio 2007 da lady_elektra

Have you ever watched kids
On a merry-go-round
Or listened to the rain
lapping on the ground?
Ever followed a butterfly's erratic flight
Or gazed at the sun into the fading night?
You better slow down
Don't dance so fast
Time is short
The music won't last.

Do you run through each day on the fly?
When you ask "How are you?"
Do you hear the reply?
When the day is done,
Do you lie in your bed
With the next hundred chores
Running through your head?
You'd better slow down
Don't dance so fast
Time is short
The music won't last.

Ever told your child,
We'll do it tomorrow
And in your haste, not see his sorrow?
Ever lost touch,
Let a good friendship die
'Cause you never had time
To call and say "Hi"?
You'd better slow down
Don't dance so fast
Time is short
The music won't last.
When you run so fast to get somewhere
You miss half the fun of getting there.
When you worry and hurry through your day,
It is like an unopened gift....
Thrown away...
Life is not a race.
Do take it slower
Hear the music
Before the song is over.

By Dr. David L. Weatherford

Danza Lenta

Hai mai guardato I bambini
In un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
Quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno
In volo?
Quando dici "Come stai"?"
Ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
Ti stendi sul tuo letto
Con centinaia di questioni successive
Che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà
Mai detto a tuo figlio, lo faremo domani?
Senza notare nella fretta,
Il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
Con una buona amicizia che poi è finita
Perchè tu non avevi mai avuto tempo
Di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà

Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte
Ti perdi la metà del piacere di andarci.

Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno,
E´ come un regalo mai aperto .. . . Gettato via.

La vita non è una corsa.
Prendila più piano
Ascolta la musica
Prima che la canzone sia finita.

 
 
 

PENSIERI...

Post n°36 pubblicato il 23 Marzo 2007 da lady_elektra

Star lontani dalla propria casa, dai propri affetti, non è facile, ancor meno facile è stare dall'altra parte del mondo...
Ci son cose nella vita che DEVONO essere fatte....devono...ma chi lo dice???
Nella vita si dovrebbe cogliere ogni aspetto positivo, tutto ciò ke tu provi dovrebbe esser vissuto fino in fondo...ma davvero nn lo facciamo mai.
Forse perchè abbiamo paura di deludere...abbiamo paura di mollare per primi...aspettiamo sempre una spinta per far ciò ke veramente sentiamo.
Non dovrebbe essere così...mai...

addio

 
 
 

Tratto da 'Il Secolo Cinese'

Post n°35 pubblicato il 21 Marzo 2007 da lady_elektra

 

''Il fascino unico che la Cina esercita su coloro che l'avvicinano può essere paragonato all'attrazione tra i sessi. Di fatto si basa su una realtà elementare: dal punto di vista occidentale, la Cina è semplicemente il polo opposto dell'esperienza umana. Le altre grandi civiltà sono morte (Egitto, Mesopotania, America precolombiana)o sono troppo vicine a noi (India,Islam)per dare luogo a un contrasto così assoluto, a un'originalità così radicale e illuminante come quella della Cina.
La Cina è l'indispensabile Altro che l'Occidente deve incontrare per prendere davvero coscienza del profilo e dei suoi limiti del suo Io culturale.''
Simon Leys

 

 
 
 

X TUTTI...

Post n°34 pubblicato il 09 Marzo 2007 da lady_elektra

Un saluto a tutti voi...

mi dispiace se mancano gli aggiornamenti al blog, ma sn fuori ed ho problemi nella connessione.
Spero di scrivere presto...
Un abbraccio

 
 
 

Festa della Purificazione

Post n°33 pubblicato il 19 Febbraio 2007 da lady_elektra

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Imbolc or Candlemas is a Sabbat that celebrates the midwinter and the return of the sun. As the days begin to get longer, it is tradition for every candle or lamp in the house to be lit for a little while welcoming the return of the Sun. Reverence of the snow is also a part of this celebration. Some symbols or tools to have for present for ritual include a representation of a white flower, snowflake, or snow in a crystal container if available. An orange candle annointed in musk ,cinnamon, frankincense or rosemary oil can be used to sybolize the renewing energy of the Suns rebirth. For a festive meal for the Sabbat dairy foods are good since Imbolc marks the festival of calving. My suggestion would be a mexican meal, since spicey and full bodied foods in honor of the Sun's rebirth. Candlemas is also a time of light, creativity and dedication.

A Candlemas Poem

Night of lit white candles

darkness turned into light

"everything she touches changes"

feast of waxing flame

fire of heart and hearth

fire on the mind

flickering of spark

quickening of air

warming into inspiration

thawing in her innocence

snow into desire



"she shines for all of us

she burns within us all"

sipral heat of life

"she shines for all of us

within us all she burns"

the fires to create

"she shines in all of us

she burns us all within"

awakening arising is her need

"she shines for all of us

she burns within us all"

Her candle is our only source

-From Diane Stein's book "Casting the Circle"

 
 
 

A tutti..

Post n°32 pubblicato il 16 Febbraio 2007 da lady_elektra

                                     immagine

   X   LE   Created by FollettarosaCreated by FollettarosaCreated by FollettarosaCreated by Follettarosa   VISITE !!!

 
 
 

StarLontaniE'..

Post n°30 pubblicato il 08 Febbraio 2007 da lady_elektra

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...buon viaggio Amore mio!

 
 
 

Che Sonno..

Post n°29 pubblicato il 06 Febbraio 2007 da lady_elektra

                                   

Questa sera nn vedo l'ora d'infilarmi sotto le mie calde coperte..
anke se per me ciò è strano..la Notte mi fa compagnia, la sento nel mio profondo..
e poi..la Notte è nostra..soltanto nostra..le sensazione più profonde nn possono più nascondersi, i nostri desideri più intimi ci assalgono ed è proprio nel profondo di una Notte buia ke nn possiamo più mentire, nn possiamo più nasconderci...!
Nn posso trattenermi..ti sento nella Notte..avverto il tuo caldo respiro, la tua dolce e sfrenata voglia, identica alla mia..
E poi proprio questa fantastica Notte ha permesso alle nostre anime di conoscersi così bene..
Ed io kiedo soltanto una Notte ancora con Te..ke sia questa unica, la porta magica per altre 1000, infinite Notti!!!

Created by Follettarosa

 
 
 

Un Saluto...

Post n°27 pubblicato il 24 Gennaio 2007 da lady_elektra

Created by Follettarosa

...a tutti voi in giro x blog!!!

^_-

 
 
 

Amore

Post n°25 pubblicato il 19 Gennaio 2007 da lady_elektra

L'amore è un sentimento intenso ed esclusivo verso qualcosa o qualcuno, basato sull’affetto, sull'interesse (in senso lato), e sul desiderio erotico.
In italiano:
Quando l'amore fra due esseri umani assume caratteristiche riconducibili al romanticismo (struggimento, comunione, affetto, passione anche fisica), questo viene definito amore romantico, per distinguerlo dal sentimento d'affetto verso i membri di una famiglia o verso altri esseri umani, o anche tra esseri umani e animali domestici.
Il termine amore viene anche utilizzato per definire l'intensa passione per qualcosa (un'attività, un oggetto).
Il gesto della condivisione disinteressata di qualcosa di proprio con un altro, è solitamente inteso come un gesto d'amore.
Il dibattito sul significato di amore nella lingua italiana è ampio, il termine racchiuderebbe comunemente le seguenti sfaccettature:
amore familiare
amore vero
amore per gli amici
amore romantico
amore sessuale (considerato da alcuni più un istinto che una vera e propria forma d'amore)
amore platonico (amore romantico verso qualcosa o qualcuno in cui un eventuale coinvolgimento fisico è solo un mezzo per raggiungere l'amore spirituale)
amore caritatevole (detto anche bontà o misericordia, aiutare i bisognosi, gli affamati, gli animali feriti amore ideale, per qualcosa di astratto o inanimato, come un'idea o un obiettivo)
amore politico o sociale ( per i propri principi, la propria nazione o patria, la propria dignità, il proprio onore e l'indipendenza)
amore di fede verso qualche essere divino o Dio (detto anche devozione)
Nel greco antico i termini utilizzati per definire i vari sensi con cui attualmente si usa la parola "amore" sono maggiori e perciò più precisi, rispetto che in molte lingue moderne:
philia indica l'amore tra amici o l'interesse verso qualcosa
eros definisce l'amore sessuale
agape è amore incondizionato, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: è la parola usata nei vangeli
storge è l'amore familiare
Anche nel greco antico non è comunque possibile tenere i vari sensi ben separati e così troviamo agape talvolta con lo stesso significato di eros, e il verbo agapao con lo stesso significato di phileo (come nell'antico testo greco della Bibbia).
L'ebraico contiene la parola ahava per "affetto" e "favore", ma la più importante è la parola khesed che combina i concetti di "affetto" e "compassione" e viene talvolta tradotta con "tenerezza".

Pur essendoci dei caratteri comuni, la maggior parte delle reazioni o delle pulsioni amorose sono soggettive e variano da individuo a individuo.
Ci sarebbero, secondo alcuni, tre fasi principali nell'amore fra esseri umani: infatuazione o (Innamoramento), attrazione e attaccamento, composte da vari elementi (passione, affetto, attaccamento, fedeltà, ecc.).
Generalmente, l'amore comincia nella fase dell'"infatuazione", forte nella passione ma debole negli altri elementi. Il primo sprone di questa fase sarebbe l'istinto sessuale. L'aspetto fisico, e altri fattori, giocherebbero infatti un ruolo decisivo nel selezionare possibili compagni o compagne. Tuttavia, il procedimento psicofisiologico tramite cui l'uomo si innamora rimane tuttora un mistero per la scienza.
Con il passare del tempo gli altri elementi (affetto, attaccamento) possono crescere e la passione può diminuire d'importanza, mantenendo però quell'equilibrio alla base della relazione. Quello che inizia con l'infatuazione può svilupparsi in uno dei tipi d'amore più pieni. Nella fase dell'"attrazione", la persona si concentra su un singolo compagno e la fedeltà assume importanza. Sebbene gli esseri umani non siano generalmente sessualmente monogami, sono di solito emozionalmente monogami: possono amare (romanticamente) una sola persona alla volta.
Quando una persona condivide con un'altra un amore per un lungo periodo di tempo, sviluppa un "attaccamento" sempre più forte verso l'altro individuo. In accordo con le recenti teorie scientifiche sull'amore, questa transizione dall'attrazione all'attaccamento avverrebbe in circa 30 mesi: il tempo di portare a termine una gravidanza e di curare la prima infanzia del bambino. Dopo questo periodo la passione diminuirebbe, cambiando l'amore da romantico a un semplice piacere nello stare insieme. Quest'ultima fase durerebbe dai 10 ai 15 anni: finché la prole ha raggiunto l'adolescenza o più tardi (con variazioni considerevoli da cultura a cultura). Di solito una relazione che si basa su più fattori (affetto, attaccamento, stima, attrazione sessuale) ha più possibilità di riuscita di una basata sulla sola attrazione sessuale. Questo "determinismo dell'amore", funzionale unicamente alla cura del bambino, è stato criticato da più parti, in particolare dai sostenitori dell'intelligenza emotiva.
L'amore e la paura di perdere la persona o la cosa amata, accompagnano spesso un sentimento di protezione e/o gelosia verso l'oggetto di tale sentimento. In taluni casi l'amore assume aspetti patologici, quando è la causa che impedisce la conduzione di una vita normale o l'elemento scatenante di un attaccamento morboso.

Varie culture hanno divinizzato l'amore, sia nella forma maschile che in quella femminile. Questa è una lista di dei e dee dell'amore in mitologie differenti.
Cupido o Amore: dio della mitologia romana.
Venere: dea della mitologia romana.
Afrodite: dea della mitologia greca.
Eros: dio della mitologia greca.
Freyja: dea della mitologia norrena.
Kama: dio della mitologia indù.
Xochipilli: dio della mitologia azteca.

L'amore platonico è una forma di amore sublimata, che esclude la dimensione sessuale e passionale.
Prende il nome da una teoria di Platone, che nel Σύμποσιον (Simposio) racconta come l'Amore (Eros, in greco
ρος) fosse figlio di Pòros e Pènia. Pòros, l'intelligenza, aveva fatto innamorare Pènia, ossia la povertà che genera bisogno. Approfittando di un momento di ubriachezza di Pòros, Pènia giace con lui e dalla loro unione nasce Eros, l'amore.
Questo mito mette in luce come Eros, la forza che fa andare avanti il mondo, abbia una natura contraddittoria, che partendo dall'amore delle forme, che porta alla procreazione e alla continuazione della razza umana, lo fa arrivare all'amore della conoscenza, ossia alla stessa filosofia.

L'amore romantico è una forma d'amore caratterizzata dal forte coinvolgimento emotivo del soggetto coinvolto e dalla presenza di quelle caratteristiche tipiche del romanticismo (struggimento, partecipazione emotiva, affetto, ecc.).
Esso generalmente implica un amore sia spirituale che fisico; in questo senso si oppone all'amore platonico. V'è però più enfasi sul lato emotivo che sul semplice desiderio sessuale, dal momento che l'intimità fisica ne risulta comunque coinvolta.
A partire soprattutto dal XIX secolo, la società occidentale ha posto l'amore romantico quale base iniziale del rapporto di coppia molto più di altre culture, nelle quali, per esempio, i matrimoni combinati costituiscono una convenzione sociale.
E’ spesso visto come l'idealizzazione di un'altra persona e della relazione con essa instaurata. Molti filosofi occidentali hanno espresso teorie ed idee sull'amore.
Le caratteristiche dell'amore romantico proprie della cultura occidentale includono:
la mancanza o difficoltà di controllo delle emozioni
il costituire la base di una relazione idealmente eterna
l'arricchimento del
il dissidio interiore
il tendere all'amore, non il compimento d'amore
la sensazione di leggerezza dell'anima
Nell'ambito letterario, l'amore romantico è stato espresso per la prima volta da Francesco Petrarca, anticipatore dei concetti cardine del romanticismo (il Canzoniere).


 
 
 

X te ke vai via

Post n°24 pubblicato il 17 Gennaio 2007 da lady_elektra

 

i miei occhi già piangono tristi per te ke vai via..
vorrei urlare...NON LASCIARMI!
ma so ke devi andare
vorrei dirti...PORTAMI CON TE!
mo so ke non puoi farlo
una cosa però posso kiederla
NON DIMENTICARMI...MAI!
Tua..

 
 
 

Devi Sapere Ke..

Post n°22 pubblicato il 15 Gennaio 2007 da lady_elektra

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EPIFANIA & BEFANA

Post n°21 pubblicato il 03 Gennaio 2007 da lady_elektra

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Il termine epifania deriva dal greco πιφάνεια, epifaneia, che significa manifestazione (della divinità). Esiste anche l'aggettivo epifanico.

Nel linguaggio contemporaneo Epifania sta ad indicare l'Epifania del Signore, una festa cristiana che cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale ma ha origini più antiche.

Il termine πιφάνεια veniva utilizzato dai greci per indicare l'azione o la manifestazione di una divinità (mediante miracoli, visioni, segni, ecc.).

Per i cristiani l'epifania (non prima del III secolo [1]) commemora le manifestazioni divine (miracoli, segni, visioni, ecc.) di Gesù che nella liturgia attuale sono il battesimo di Gesù nel Giordano (secondo gli gnostici momento nel quale l'uomo è diventato Dio), l'adorazione da parte dei Magi e il primo miracolo.

Per i cristiani orientali l'epifania è rimasta più vicina al suo significato originario del battesimo di Gesù nel Giordano mentre per i cristiani occidentali la ricorrenza ricorda, oramai, solamente la venuta dei Magi ossia la presentazione di Gesù ai pagani.

Che il battesimo di Gesù coincida con la sua nascita come divinità era un idea piuttosto diffusa in Oriente come ci riporta Epifanio

«...Quando tutto il popolo si fu battezzato, venne anche Gesù e fu battezzato da Giovanni. E allorché uscì dall'acqua, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito Santo in forma di colomba che discendeva e penetrava in lui. E dai cieli venne una voce che disse: Tu sei il mio figlio diretto: in te mi sono compiaciuto. E poi ancora: Io oggi ti ho generato. E in quel momento una gran luce illuminò tutto il luogo. Vedendolo Giovanni gli disse: Tu chi sei? E di nuovo una luce dal cielo a lui: Questo è il mio figlio diletto in cui mi sono compiaciuto. Allora Giovanni gettandosi ai suoi piedi disse: Ti prego Signore, battezzami tu! Ma egli vi si oppose, dicendo: Lascia, perché così conviene si adempiscano le cose»

 

(Epifanio, Haer. XXX 13,7)

 

Riguardo la nascita di Gesù il testo dei Vangeli, come quello di tutte le altre opere di scrittori antichi, è il frutto di un lavoro storico, filologico e dottrinale che richiede delle scelte tra alternative differenti. Ad esempio Epifanio cita un passo del vangelo di Luca 3,22 diverso da quello riportato dalle attuali traduzioni della Bibbia; questa discrepanza è presente in vari codici, tra cui il codice Bezæ: le parole di Dio sono rese houios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se (Tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato) al posto di en soi eudokesa (in te mi sono compiaciuto)[2].

I Magi sono stati interpretati come Re Magi per l'influsso di Isaia 60,3, e sono stati attribuiti loro i loro nomi di Melchiorre (semitico), Gaspare (camitico) e Baldassarre (giapetico).

Secondo il Vangelo di Matteo i Magi (non precisati nel numero), guidati in Giudea da una stella (la "stella cometa"), portano in dono a Gesù bambino, riconosciuto come "Re dei Giudei", Oro (omaggio alla sua regalità), Incenso (omaggio alla sua divinità) e Mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorano.

Con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l'adorazione dei magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo. Avvenimento di fondamentale importanza per la tradizione cristiana, che ha trovato riscontro in numerosissime opere d'arte.

Nelle chiese cristiane ortodosse, il 6 gennaio si celebra la Nascita di Gesù, a causa di una differenza fra calendario gregoriano, in uso in occidente dal 1581, e il calendario giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse.

Nelle varie culture la celebrazione dell'Epifania si accompagna a simboli e tradizioni diverse di derivazione molto antiche (culti solari) frammiste a contaminazioni più recenti come:

  • la Stella Cometa che guida i Re Magi (tradizione orientale contaminata dal cristianesimo);

  • l'accensione di fuochi augurali (culti solari);

  • lo scambio di doni;

  • le feste popolari;

  • la tradizione dei regali ai bambini (nella calza), viva soprattutto nei paesi di tradizione cattolica. Portati dai Re Magi in Spagna; dalla Befana (impersonificata da una vecchia brutta ma buona, e legata secondo la tradizione all'adorazione dei Re Magi) in alcune parti d'Italia.

Nel rito bizantino dei cristiani orientali l’epifania è rimasta più vicina al suo significato originario del battesimo di Gesù nel Giordano mentre per i cristiani occidentali la ricorrenza ricorda, oramai, solamente la venuta dei Magi ossia la presentazione di Gesù ai pagani.
Insieme ai Re Magi che giungono nella grotta di Betlemme a portare i doni, in questa giornata giunge anche un altro personaggio: la Befana.

La befana è conosciuta dai bambini perché porta i doni nella notte dell’Epifania.
Il nome “befana”, infatti, è la versione popolaresca del termine greco “epifania”.
Della Befana si dice che rifiutò di uscire di notte con i pastori per andare a trovare Gesù Bambino nella grotta.
Ci si recò il mattino successivo, provvista di doni, ma quando arrivò non trovò nessuno.
Così da quel giorno il suo vagare non conosce sosta, impegnata a far visita ai bambini di tutto il mondo nel tentativo di trovare Gesù.

Gli studiosi delle tradizioni etnico-popolari fanno notare come la Befana, al contrario di Gesù Bambino e Santa Lucia, conservi anche un tratto ambiguo, quasi da strega.
La befana potrebbe avere così una qualche parentela con la “vecchia” che si brucia in piazza per festeggiare la fine dell’anno: un simbolo della ciclicità del tempo che continuamente finisce e ricomincia.

E allora scopriamo che la Befana ha origini più antiche dell’Epifania dalla quale ha preso il nome!
La sua origine si perde nella notte dei tempi discendendo da tradizioni magiche precristiane, prima di fondersi con elementi folcloristici e cristiani.

E’ infatti una tradizione dei popoli celtici, che erano insediati in tutta la pianura padana e su parte delle Alpi.
I Celti celebravano strani riti (officiati da maghi-sacerdoti chiamati druidi) durante i quali grandi fantocci di vimini venivano dati alle fiamme per onorare divinità misteriose.
Divinità che non dovevano essere molto benigne, se è vero quanto riferiscono alcune fonti: in epoche antiche e feroci all’interno dei fantocci si legavano vittime sacrificali, animali e, talvolta, prigionieri di guerra.

Insomma la befana è un personaggio molto meno rassicurante degli altri portatori di doni che tutti abbiamo conosciuto da bambini!

L’iconografia classica raffigura la Befana come una vecchina dal naso aquilino che indossa un gonnellone scuro e ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.

Nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle, la befana vola sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini.

Per fortuna dei più piccoli, della cattiveria di un tempo antico, oggigiorno la Befana conserva solo… un po’ di carbone per riempire la calza dei bambini cattivi!

 
 
 

Elektra...il mio nick!

Post n°20 pubblicato il 03 Gennaio 2007 da lady_elektra

elektra

Elektra è un personaggio dei fumetti creato da Frank Miller nel 1981, pubblicato dalla Marvel Comics.

 

È un personaggio unanimemente considerato fra i più innovativi ed originali fra quelli partoriti dalla penna di Miller, che ha contribuito a dare origine al fenomeno delle Bad Girl nei fumetti soprattutto statunitensi.

 

Elektra è stata molte cose nella sua vita: amante, assassina ed eroina forgiata dalla tragedia della morte del padre.

 

È apparsa per la prima volta su Daredevil n. 168 del gennaio 1981, tradotto in Italia sui Fantastici Quattro (ed. Star Comics) n. 1 (ottobre 1988). In seguito è stata protagonista di diverse graphic novel e alcune serie e miniserie a lei intitolate. Il romanzo grafico più famoso con Elektra protagonista è Elektra Assassin con testi di Frank Miller e disegni di Bill Sienkiewitz.

 

Elektra è figlia dell'ambasciatore greco Hugo Natchios, e fin da piccola è stata seguita da un Sensei giapponese per apprendere le arti marziali. L'importante posizione del padre non garantiva però la sua sicurezza. Infatti il suo brutale assasinio la porterà a seguire il lato oscuro della sua personalità, portandola a diventare una killer a pagamento.

 

Elektra è fortemente inserita, inizialmente, nella continuity di Devil, sulle cui pagine è nata. La vita di Elektra iniziò a cambiare nei suoi 19 anni, quando seguì il padre a New York, dove iniziò a frequentare la Columbia University, lì incontrò il giovane Matt Murdok (alias Devil), fra i due nacque un amore passionale e travolgente. Dopo un periodo idilliaco il padre di Elektra viene assassinato da Bullseye, assassino prezzolato che perseguiterà Elektra (e Devil) per un bel pezzo della loro vita.

 

Trasferitasi in Giappone per sfuggire ai propri demoni personali, venne a sapere da un maestro di arti marziali che c'era un uomo al mondo che avrebbe potuto darle la pace dal desiderio di vendetta che non le dava pace. Elektra viaggiò così fino all'Himalaya e lì incontrò i "Casti" setta di ninja dediti al bene guidati da Stick, un uomo cieco dotato di enormi poteri; rimase per un anno con loro poi venne cacciata perché ritenuta ancora impura; infatti il desiderio di vendetta e un qualcosa di più "oscuro" (delle voci che la tormentavano fin da bambina) la spinse a tornare in Giappone fra le braccia della Mano, setta di ninja killer orientali che per portarla dalla loro parte la costrinsero con l'inganno ad uccidere il suo vecchio maestro giapponese. Elektra da quel momento si considerò perduta e divenne una sicaria a pagamento.

 

Successivamente, dopo aver tradito la Mano divenne una mercenaria e venne assunta da Kingpin (il più potente signore della mala della città e eterno nemico di Devil) per uccidere Devil: ben presto si rese conto che il supereroe altri non era che il suo ex-amato Matt e non adempì al suo compito. Nel corso di un'intricata vicenda di tradimenti e manipolazioni, Elektra si sacrificò in difesa di Devil e venne uccisa da Bullseye con i suoi stessi sai. In seguito si venne a sapere che il cadavere di Elektra fu recuperato dalla Mano, che la fece resuscitare con uno dei suoi mistici rituali. Devil, venuto a saperlo, bloccò il rituale per impedire alla Mano di usare il corpo e l'anima della sua ex amata, in questo venne aiutato da Stone, membro dei "Casti"; alla fine del combattimento, dopo che Devil provò a purificare l'anima di Elektra con il suo amore, questo misterioso ninja bianco scomparì, portando con se il corpo della ragazza.

 

Anni dopo Elektra ricompare per aiutare Wolverine a recuperare la sua umanità in uno dei periodi più bui della storia del vecchio canadese (Wolverine si autodefinisce così); i due diventano più che sensei e allievo e per un certo periodo formano coppia fissa, poi le loro strade si ri dividono. Successivamente si viene a scoprire che Elektra è stata resuscitata dai "Casti" e che la ragazza è ormai pura essendo la sua parte malvagia confluita in un entità che si fa chiamare "Erinni" con la quale essa combatte uccidendola e.. facendola ritornare una parte di lei, rendendola finalmente una persona completa.

 

Protagonista per molti anni di avventure in solitaria, dopo molti anni ha iniziato una collaborazione con lo S.H.I.E.L.D. (Strategic Hazard Intervention, Espionage and Logistics Directorate), che l'ha portata a dirigere la Task-Force contro Wolverine nella saga Nemico Pubblico, in cui torna la Mano a tormentare la sua esistenza. Infatti è la stessa organizzazione a rendere Wolverine una pericolosa macchina di morte, con un complesso procedimento sempre legato alla resurrezione.

 

Così come molti altri personaggi Marvel ha una sua versione Ultimate, che si distacca, come tradizione di questo universo, dalla versione classica.

 

Elektra è stata anche protagonista di uno dei tanti team-up, di moda a partire dagli anni novanta, tra personaggi di diverse case editrici con Witchblade, l'eroina della Top Cow.

 

Ad Elektra è stato dedicato un film nel 2005, interpretato da Jennifer Garner (la popolare protagonista del telefilm Alias), che aveva già interpretato il personaggio nel film Daredevil (2003).

 

In entrambi i film l'attrice è doppiata in italiano da Francesca Guadagno.

 

 

 

 
 
 

Pensiero.....

Post n°19 pubblicato il 01 Gennaio 2007 da lady_elektra

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In ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e l'altro nell'abisso!

 
 
 

Memo...

Post n°18 pubblicato il 17 Dicembre 2006 da lady_elektra
Foto di lady_elektra

Ciao a tutti....
se volete ricordare qualcosa di importante nella casella 'MEMO' ,lasciate qui come commento ciò ke volete ricordare ed io lo trascriverò!!!

 
 
 

Post N° 17

Post n°17 pubblicato il 17 Dicembre 2006 da lady_elektra

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POESIA

Post n°13 pubblicato il 13 Dicembre 2006 da lady_elektra
Foto di lady_elektra

Sogno e desiderio
Se nell’anima di un nuovo giorno,
scorgessi una luce candida,
tu forse non la prenderesti per tenerla?
Se nell’oscuro silenzio,
sentissi un lieve sospiro,
non lo cattureresti per cullarti di notte?
Lievi fiamme di azzurra malinconia,
illuminano questo cielo grigio che ci guarda.
Resta qui. Attendimi ora nell’immortale tempo,
affinché possa congiungermi a te,
ancora una volta. Una volta sola.
Quanto desiderio scorre come sangue
Che pulsa nelle nostre vene
Forse un giorno mi dirai di andare,
ma fino ad allora, conserva il tuo cuore per me.
Voglio solo amarti ancora. In silenzio.
Finché l’alba verrà a ridestarmi dal sonno.

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PICCOLE PERLE DI...SARASWATI!

libro

[...]staccandoci dall'esistenza e cadendo nella vita, non ci saremmo più sentiti soli.
Fabio Volo, E' una vita che ti aspetto, p.79

 
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LIBRO DEL MESE

Piccolo dizionario cinese-inglese per innamorati
Quante parole servono per non perdersi nel groviglio di un paese (e di un cuore) stranieri? Z. sbarca a Heathrow dalla Cina. Nulla è come aveva immaginato. Pensa: "Sto in mezzo alla stanza, sono strana. Questo è l'Occidente". Ma il viaggio è cominciato, e fuori c'è Londra da vedere, da vivere, da esplorare parola per parola. Il vecchio mondo si specchia e si deforma nei suoi occhi, nei suoi pensieri saggi e stralunati. Si incontrano al cinema, una sera. Lui è inglese e ha 20 anni più di lei. Nella sua casa e nel suo letto Z. scopre l'amore: un tormento sottile che le insegna le parole e al tempo stesso gliele toglie. È come partire un'altra volta, senza mappa e senza dizionario. Romanzo rivelazione di una delle voci più fresche e originali della narrativa contemporanea, "Piccolo dizionario cinese-inglese per innamorati" parla di noi e degli altri, dell'amore e di quanto sia difficile, e inevitabile, incontrarsi.

 

1 STORIA..1 CANZONE