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Un blog creato da danko1075 il 03/07/2009

STAR TREKKERS BLOG

L'ultimo avamposto per chi come me ama questa splendida saga che porta con se da oltre 40 anni i suoi inestimabili valori, regalandoci speranza e ottimismo per il nostro futuro

 
 

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RIMORCHIANDO DATA :))

 

 

 

I FANTASTICI QUATTRO

equipaggio tos con gene

 

L'AMMIRAGLIO JAMES TIBERIUS KIRK

l'ammiraglio kirk

 

IL CAPITANO JEAN LUC PICARD

il capitano picard

 

IL CAPITANO BENJAMIN SISKO

sisko

 

IL CAPITANO KATHRYN JANEWAY

janeway

 

IL CAPITANO JONATHAN ARCHER

archer

 

UN NUOVO FUTURO E' GIA' INIZIATO

logo star trek XI

 

 

GOOGLE SI ISPIRA A STAR TREK

Post n°124 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da danko1075
 

traduttore universale

In Star Trek: Enterprise, i membri dell'equipaggio usano un traduttore universale, ospitato in quello che assomiglia a una pesante torcia, per decifrare una pletora di lingue aliene. L'equivalente di oggi più vicino a questa tecnologia è il Phraselator, un dispositivo portatile usato dai militari statunitensi. Ecco come funziona: si seleziona una frase in inglese da un menu a schermo e il Phraselator riproduce la frase preregistrata nella lingua di destinazione (ad esempio, l'arabo). Oppure è possibile parlare al dispositivo, che usa il riconoscimento vocale per individuare da solo la migliore frase da riprodurre. L'idea è quella di minimizzare le analisi parola per parola che rendono così problematiche (e spesso divertenti) le traduzioni prodotte da programmi come Babelfish.

kirk con traduttore universale

Varie tecnologie sono in fase d'integrazione per realizzare il traduttore universale di Star Trek. Una chiave importante è l'associazione della voce a un numero telefonico.

Un annuncio sta facendo il giro del mondo: la traduzione multilingua in simultanea, ma automatica, sarà a breve disponibile grazie a Google. Alcune fonti si sbilanciano anche a prevedere una ipotetica data di rilascio, che potrebbe essere anche tra due soli anni. Gran parte di questo avanzamento si deve a Franz Och, Principal scientist di Google Translate.

i phone e google

In realtà leggendo bene le informazioni originali si può dire che alcune frasi molto semplici da e verso l'inglese potranno essere tradotte sul telefono e magari anche tra pochi anni. All'inizio la conversazione non sarà interattiva, perché tra l'enunciazione di una frase in lingua origine e la sua traduzione in lingua destinazione dovranno essere successive. Ovviamente prima che la cosa possa riguardare un elevato numero di lingue passerà del tempo, con livelli di servizio variabili perché i modelli di analisi semantica sono diversi a seconda delle lingue.

Inoltre l'estrema variabilità nella pronuncia delle stesse parole da persone diverse renderà molto variabile la percentuale di successo.

Siamo convinti di poter arrivare a questo software speech-to-speech nel giro di pochi anni anche se, per farlo funzionare correttamente, bisognerà arrivare alla perfetta combinazione fra un accurato traduttore automatico e un sistema di riconoscimento vocale ad alta precisione ed è proprio in questa direzione che ci stiamo muovendo.

Ognuno di noi ha la sua voce e il suo accento ma la natura personale dei cellulari dovrebbe permettere di aggirare questo problema. Naturalmente, questo software diventerà tanto più accurato quanto più verrà usato e, quindi, più dati inseriremo, migliore sarà la qualità di traduzione,“ dice Och, sottolineando che associando un profilo vocale a ciascun numero telefonico il sistema potrà apprendere più in fretta le peculiarità del singolo.

Guardando al modello anticipato per questo servizio, la prima fase consiste nella corretta acquisizione del segnale vocale sulle linee telefoniche, tendenzialmente wireless. Il segnale va registrato, analizzato e tradotto in un testo, il quale verrà tradotto in un testo nella lingua di destinazione e a quel punto affidato ad un conversione in formato audio, quindi reinviata sulle linee telefoniche.

Anche se alcune di queste fasi stanno facendo passi da gigante, i traduttori universali della fantascienza sono ancora ben lontani. L'avvento di Franz Josef Och alla guida delle traduzioni in Google, avvenuta nel 2004, è stata senz'altro un evento centrale.

In un periodo di grande discussione sui dati personali, bisognerà vedere anche come questa possibilità verrà interpretata dai singoli Governi.(fonte: http://www.b2b24.ilsole24ore.com)

 
 
 

DICIAMO NO AL NUCLEARE!

Post n°123 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da danko1075
 

NO AL NUCLEARE

Vent’anni dopo il referendum (1987) le ragioni del NO all'energia nucleare sono ancora attuali, sia per lo smaltimento delle scorie che per la quantità di uranio. Senza contare i costi reali. Non ci sono esempi accettabili per la gestione di lungo periodo delle scorie, i reattori a sicurezza intrinseca sono ancora allo studio, non esiste una filiera che non sia utilizzabile anche a fini militari, le riserve di uranio sono molto limitate. E, non meno importante, l’energia nucleare è molto più costosa di quanto si dice e rappresenta.

Questa mancata soluzione dei nodi irrisolti della tecnologia nucleare di fissione permane, nonostante decenni di investimenti pubblici in ricerca e sviluppo che hanno visto le tecnologie nucleari assorbire gran parte delle risorse nei Paesi Ocse destinate al settore energetico. Infatti, se le fonti rinnovabili, tutte insieme, nel periodo 1992-2005 hanno visto l’11% delle risorse di ricerca e sviluppo, il nucleare da fissione ha assorbito oltre il 46% e quello da fusione oltre il 12% (fonte Iea).

NO AL NUCLEARE NO AL NUCLEARE

L’uranio estraibile a costi economici calcolabili, secondo le stime correnti, è dell’ordine dei 3,5 milioni di tonnellate. Con un consumo attuale dell’ordine di 70 mila tonnellate/anno per coprire il 6% della domanda globale di energia primaria, il rapporto tra consumi e risorse è di 50 anni (ci vogliono almeno 10-12 anni per costruire una centrale nucleare).

Se davvero ci fosse un “rinascimento nucleare” l’esaurimento della risorsa sarebbe ancora più veloce. In questi ultimi 4 anni il prezzo dell’uranio è salito di circa 20 volte, senza che ci sia stato alcun aumento della richiesta. Allo sviluppo dei reattori di IV generazione (2030 secondo i promotori) è affidato anche il compito di superare questi limiti: tre delle sei filiere studiate sono reattori veloci al plutonio e, tra queste, quella più avanti nello sviluppo è raffreddata al sodio liquido. Il Superphénix, un reattore veloce al plutonio raffreddato al sodio liquido, cui era affidato il compito di trasformare in plutonio l’uranio naturale, è stato il più grande fallimento industriale della storia: 13 mila miliardi di lire anni ‘80 e ‘90, cui si devono aggiungere 2,1 miliardi di euro (stimati dalla Corte dei Conti francese per lo smantellamento) chiuso nel 1994 dopo 54 mesi per i continui incidenti.(fonte: Rino Pruiti)

I cittadini italiani non lo sanno ma hanno pagato attraverso Enel il 33% di queste cifre!.

NO AL NUCLEARE

Il 26 aprile 1986 un grave incidente ha interessato il quarto reattore della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina – allora parte dell’Unione Sovietica. I tecnici della centrale avevano intenzione di testare se le turbine sarebbero state in grado di fornire l’energia necessaria a mantenere operative le pompe dell’impianto di raffreddamento del reattore, nel caso di una perdita di energia e senza ricorrere al generatore diesel di emergenza.

Qualcosa andò storto. Appena incominciò il test il reattore andò fuori controllo. I sistemi di sicurezza erano stati disattivati. Si verificò una violenta esplosione che fece saltare la struttura di 1000 tonnellate che sigillava l’edificio del reattore. Le barre di uranio si fusero quando la temperatura incominciò a superare i 2000 °C. Anche la copertura in grafite del reattore prese fuoco. Il rogo andò avanti per nove giorni,

rilasciando in atmosfera cento volte tanto la radioattività sprigionata dalle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki.

NO AL NUCLEARE

Il nucleare è una soluzione al problema dei cambiamenti climatici?

 

www.greenpeace.it/energyrevolution 

 

Questo uno dei tanti video per capire senza possibilità di equivoco i rischi per quelle centrali che vogliono mettere vicino alle nostre case....

 CONSIGLIO LA VISIONE SOLO A PERSONE ADULTE!  +18

NUCLEARE NO GRAZIE

Alla luce di quello che avete appena visto e sopratutto al pensiero che ancora nel 2010 ci sono politiche mondiali che per misere questioni economiche "passano sopra" possibili se non sicure ripercussioni drammatiche a danni del genere umano e a volte(per non dire quasi sempre!) il tutto fatto consapevolmente...ecco! visto che ho l'opportunità di avere un blog in rete...mi concedo se permettete un piccolo sfogo dedicato non alle centrali nucleari ma alle persone di qualsiasi paese che mette il denaro sopra la vita della gente......

         MI FATE SCHIFO!

DITO MEDIO ARDENTE

Visto che il nucleare ha basse emissioni di gas serra (prodotti prevalentemente in fase di estrazione dell’Uranio), i fan dell’atomo cercano di presentare l’opzione nucleare come l’unica alternativa credibile e realistica ai combustibili fossili. In realtà il nucleare è una falsa soluzione al contenimento delle emissioni di gas serra. Nel mondo sono presenti 440 reattori che forniscono circa il 6,5% dell'energia primaria globale.

Per raddoppiare il numero dei reattori occorrerebbe inaugurare una centrale nucleare ogni due settimane da qui al 2030. Un'ipotesi irrealizzabile, che permetterebbe di ridurre le emissioni globali di gas serra di appena il 5%. Troppo poco, troppo in ritardo e con costi esorbitanti oltre i 2.000 miliardi di euro.

Inoltre, l’Uranio estraibile a costi valutabili è meno di 3,5 milioni di tonnellate e, agli attuali livelli di consumo, basterà per altri 50 anni appena.

Greenpeace ha presentato nel 2008 il Rapporto “Energy [R]evolution” in cui si mostra come il crescente fabbisogno mondiale di energia può essere soddisfatto da fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica, facendo a meno del nucleare al 2030.

Grazie a misure di efficienza energetica, sarebbe possibile stabilizzare i consumi mondiali di energia ai livelli attuali. In questo modo le rinnovabili potranno coprire circa la metà del fabbisogno energetico mondiale al 2050.

 
 
 

STAR TREK ONLINE: FINALMENTE SI PARTE! BUON VIAGGIO!

Post n°122 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da danko1075
 

star trek _nline

Atari ha annunciato di aver superato il milione di account registrati attivi al lancio del suo MMO Star Trek Online, i cui server sono aperti da appena qualche giorno. Ed in effetti Atari e Cryptik stanno già dovendo fronteggiare un aumento della capienza dei server a disposizione, avendo sottovalutato l'apprezzamento e la curiosità che hanno evidentemente portato sul gioco molte più persone di quante non si aspettassero.

star trek _nline

Complice sicuramente il brand, ma anche le promesse di un MMO dalle dinamiche un filino più originali di quelle a cui siamo abituati dai colossi del genere. Restiamo a vedere se sarà in grado di ricavarsi una sua nicchia e vincere la scommessa della longevità.(fonte: Multiplayer.it) 

star trek _nline

                              Lunga vita e prosperità!

 
 
 

Patrick Stewart riconoscente di essere identificato come il capitano Picard

Post n°121 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da danko1075

patrick stewart

 

2 settimane fà Patrick Stewart ha visitato San Francisco per un convention su Star Trek e ha concesso un'intervista al quotidiano SF Chronicle. L'attore ha discusso del suo "titolo" e come Star Trek ha influenzato la sua vita, esprimendo immensa gratitudine delle opportunità che Star Trek gli ha dato.

D: Ha fatto ultimamente molti film. Si è preso una pausa?

R: Sono stato quasi esclusivamente concentrato sul teatro negli ultimi cinque anni perché ho dovuto recuperare molto (sorriso). Il teatro è sempre stato quello che volevo fare nella vita. Non avevo nessuna ambizione di lavorare per film televisivi e ne tanto meno per il cinema, mi sembrava improbabile. Detto in maniera cruda all'epoca pensavo che il teatro fosse la scelta che mi permetteva di avere un posto di lavoro sicuro..molto più sicuro che il mondo esterno. … Tutto ciò che è accaduto dopo è stato un incidente. Un meraviglioso incidente!.

D: Un incidente che ha portato il ruolo di protagonista in due grandi franchises: "Star Trek" e "X-Men."

R: La mia sensazione è che non ci possono essere troppe franchises in una carriera! Il mio caro amico Ian McKellen era in "X-Men," La trilogia del "Signore degli anelli" e presto sarà nel terzo con "The Hobbit."

D: All'inizio di quest'anno gli è stato conferito il prestigioso titolo di cavaliere del regno unito dalla regina Elisabetta, lei pensa che se non fosse stato il capitano Jan Luke Picard le sarebbe accaduto lo stesso di diventare Sir Patrick Stewart?

R: (Lunga pausa). Esso è il risultato. Le sono grato per farmi riflettere su questo. Perché il risultato cumulativo di "Star Trek" e il "X-Men" … quando sono tornato nel Regno Unito dopo 15 anni di distanza sono andato ad interpretare un opera di Ibsen ("generatore il master"). … non uno scrittore che riempie i teatri. Ciò che ha fatto "Star Trek" fù tenermi fuori del mondo del teatro come attore shakespeariano con un pubblico molto piccolo, e mettermi su un palcoscenico internazionale. … Dopo la fine del ruolo di Picard, sono riuscito a realizzare progetti che mai avrei potuto fare prima.

D: Sappiamo che William Shatner attraversava un periodo dove ha odiato essere Capt. Kirk. E Lei? Ha mai odiato essere identificato con Jean-Luc Picard?

R: No, assolutamente..ne sono grato. Ho fatto uno spettacolo teatrale che è andato abbastanza bene, "A Christmas Carol." … Abbiamo venduto molto la prima settimana a Broadway attraverso i "Star Trek" fan club (Ride). Hanno riempito il luogo. Non importa da dove provengono. … Ian ed io, abbiamo condiviso gli spogliatoi per sette mesi (nel 2009) facendo "Attesa per Godot." Penso che è stato bello ed importante creare un nuovo audience per il teatro!(fonte: Trekmovie)

 
 
 

Zachary Quinto chiarisce ai trekkers una sua passata dichiarazione

Post n°120 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da danko1075
 

Zachary Quinto

Una tegola era caduta su tutti i fans di Star Trek, soprattutto quelli che hanno salutato con gioia il reboot di J.J. Abrams dopo l’iniziale diffidenza.

In un’intervista rilasciata al sito Wired.com, l’attore Zachary Quinto, che nel film interpreta il ruolo di Spock, aveva dichiarato: “Me ne starò lontano da Star Trek per almeno due anni, niente film, niente conventions, niente di niente per un po’”.

Dato che l’uscita di Star Trek 2 è prevista per l'estate del 2012, la dichiarazione aveva gettato un po’ tutti nel panico, ma questa mattina è fortunatamente arrivata la smentita da parte dello stesso attore, direttamente dal suo canale Twitter: “Sono stato inondato di domande sul comento che ho rilasciato durante un’intervista. Ovviamente ci sarò ogni prossimo film della saga e riprenderò il mio ruolo di Spock. Quello che volevo dire era che nel frattempo non farò nessuna apparizione legata al franchise, né progetti ausiliari all’universo di Star Trek”.

Focalizzerò i miei sforzi su altri progetti”, ha poi concluso l’attore “e mi preparerò a girare il prossimo film che uscirà a giugno 2012… due anni da ora. Non preoccupatevi trekkers. È stato un malinteso. Non sono Spock, ma sono Spock. Contemporaneamente”. Nel frattempo Quinto continua a recitare nella serie tv Heroes, prossima però secondo molti alla conclusione visto gli ormai bassissimi ascolti.(fonte: moviesushi.it)

 

 
 
 
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