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- 35 borghi montani imperdibili della Lombardia (2019)

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- I grandi delitti italiani risolti o irrisolti (2013, nuova edizione aggiornata)

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- Bande criminali (2009, esaurito)

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- 101 personaggi che hanno fatto grande Milano (2010)

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- Il grande libro dei misteri di Milano risolti e irrisolti (2006, III edizione)

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- Milano criminale (2005,  esaurito)

 

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I LIBRI DI DANIELA

- Josephine Baker Tra palcoscenico e spionaggio (2017)

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- L'eterno ritorno, un pensiero tra "visione ed enigma" (2005)

 

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TAGLIARE la P.A. va bene, ma non rimanga uno slogan e sia fatto CON METODO

Post n°1733 pubblicato il 08 Settembre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Garavaglia: «Limitarsi a bloccare gli stipendi non farebbe altro che ridimensionare il Pil. Meglio un blocco secco del turnover negli Enti in sovrannumero, come il Comune di Napoli»

di Andrea Accorsi

Per Matteo Renzi «è doveroso fare dei tagli alla macchina pubblica dove c’è troppo grasso che cola». Nel suo intervento durante l’inaugurazione delle Rubinetterie Bresciane Bonomi a Gussago, in provincia di Brescia, il presidente del Consiglio ha ricordato la scelta del governo di inserire un tetto allo stipendio dei dirigenti pubblici, ma ha anche ricordato il dovere di semplificare le norme per le imprese e di ridurre la pressione fiscale. «Purché non rimanga l’ennesimo slogan» commenta l’assessore all’Economia della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia. Che avverte: attenzione, tagli sbagliati potrebbero rivelarsi controproducenti.

Assessore Garavaglia, che cosa pensa dei tagli alla «macchina pubblica» auspicati da Renzi?

«Renzi, per una volta, ne dice una giusta. Noi in tempi non sospetti avevamo già sollevato il tema della necessità di un dimagrimento della Pubblica amministrazione a Torino, quando abbiamo aggiornato il programma della Lega (agli Stati Generali del Nord del settembre 2012, nda). Allora avevamo proposto di ridurre di un milione di posti il contingente della P.a. Ma il tema, semmai, è un altro».

Quale?

«Come arrivare a questi obbiettivi e quali risultati ed effetti ci si propone. Perché ridurre la P.a. solo per ridurre la spesa avrebbe per assurdo un effetto negativo».

Com’è possibile?

«Ad esempio, tagliare di 3 miliardi la spesa del personale della Pubblica amministrazione quando il buco tra entrate e uscite è di 40 circa, avrebbe un unico effetto: quello di ridurre la crescita del Pil nella misura dello 0,2 per cento».

La Pubblica amministrazione è fatta di grandi numeri, posti fissi, sacche di privilegio nelle retribuzioni. Da dove cominciare per risparmiare davvero?

«Si tratta di intervenire in maniera precisa, applicando i costi standard con l’obbiettivo di ridurre i costi delle amministrazioni in sovrannumero e ridurre di conseguenza la fiscalità di questi Enti».

Non c’è il rischio di ripetere quanto sta succedendo alle Province, abolite ma senza nessun taglio al personale?

«Questo più che un rischio è una certezza. Quello di Renzi si propone come l’ennesimo slogan, senza avere dietro uno straccio di ragionamento e di progetto. Limitarsi a bloccare gli stipendi avrebbe l’unico risultato di ridurre la crescita del Pil. Occorre piuttosto intervenire in maniera selettiva, applicando un blocco secco del turnover laddove siamo in sovrannumero. Non è difficile».

Però bisogna volerlo fare...

«Per capirci: il Comune di Napoli ha un costo del personale pro capite, tenendo conto del numero di dipendenti per abitanti, di circa 440 euro. Lo stesso costo per la Regione Lombardia è di 17 euro. Quindi è facile capire dove intervenire. In questo modo si ridurrebbe il costo dei servizi erogati e ci sarebbe quindi una minore tassazione».

Eppure il governo, per contro, vuole stabilizzare 150 mila insegnanti. Com’è possibile?

«Fare un’operazione del genere in modo lineare è folle. Bisogna abbinare il numero del contingente al numero degli alunni e alla qualità del servizio erogato. Oggi le Regioni del Sud hanno un indice Ocse Pisa (un coefficiente dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che valuta qualità dell’insegnamento e livello di preparazione degli alunni nei principali Paesi industrializzati, nda) in linea con i Paesi in via di sviluppo, mentre al Nord siamo in linea con i Paesi del Nord Europa, pur avendo un numero di insegnanti per alunni molto piu basso. Significa che anziché assumere per assumere, devi assumere dove serve. Ma soprattutto devi assumere personale di qualità. E magari pagarlo anche di più».

I sindacati di polizia hanno riproposto la questione della riorganizzazione dei tanti (troppi) corpi di sicurezza. In che modo?

«È fuori di dubbio che ci sia la necessità di razionalizzare e di un migliore coordinamento. Oggi che le Province sono state abolite, pardon, che hanno cambiato nome, c’è da fare un ragionamento sulla polizia provinciale. Ha ancora senso? A questo punto, probabilmente è meglio portare questo corpo a livello regionale. E fare un po’ di razionalizzazione».

L’Associazione bancaria italiana (Abi) si vanta del fatto che le banche hanno erogato quasi 5 miliardi di finanziamenti alle piccole e medie imprese nell’ambito dell’iniziativa “Progetti investimenti Italia” da gennaio 2013 a oggi. È tanto o poco?

«È una goccia nel mare. I dati purtroppo sono drammatici: dal 2009 alla fine del 2013, le banche hanno ridotto i prestiti alle aziende di oltre cento miliardi di euro. Quindi che si venga a dire che per un settore ne sono stati dati 5, fa sorridere».

dalla Padania del 7.9.14

 
 
 
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Il Prof. Dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionato con la mutua**

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