Creato da biangege il 29/12/2009

Bian e Gege

I diari di viaggio di due mototuristi

 

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10 luglio 2011: facciamo due passi... Vivione e Presolana

Post n°25 pubblicato il 10 Luglio 2011 da biangege
 

Decisamente "ci ha preso la scimmia" di percorrere passi già noti in senso opposto al consueto, sia per variare i panorami che (col senno del poi) non dover percorrere la strada più noiosa al ritorno: e così, in una gita dallo schema orario ormai collaudato, siamo partiti alle 11.30 via A4 per Palazzolo s/O, quindi la ex Sebina Orientale per Clusane, Iseo, Marone, Pisogne e su per la Valcamonica lungo la relativamente recente SS42 senza incroci a raso che consente una discreta velocità, se non altro non siamo rallentati dai paesi. La Val Camonica comunque è lunga, davvero lunga, e noiosa quasi quanto la Valtellina...

A Forno Allione lasciamo la SS42 per la SP ex-SS294 "del passo del Vivione": sissignori, anche se la carreggiata è larga 2,5m (con qualche slargo qui e là) questa era una strada statale. Verso le 13.30 ci fermiamo su una panchina all'ombra della chiesa di Paisco e scambiamo due parole con una signora anziana, nata e cresciuta nel paese, che ci racconta di quando i 1500 abitanti vivevano soprattutto di agricoltura: frumento, patate ed altri ortaggi (in dialetto di un ceppo tra il bergamasco e il bresciano) coltivati sulle balze strappate alla montagna. Ora a Paisco vivono solo 187 persone, i giovani sono scesi in valle e il bosco si è riappropriato dei terreni coltivabili.

Lasciamo Paisco e superiamo altri borghi, quindi la strada inizia a salire con la marcata pendenza del 12% e si inerpica con alcuni tornanti sulle pendici boscose finchè, proprio al limite della vegetazione d'alto fusto, ci troviamo in un'ampia sella di prati verdi e massi erratici, quindi raggiungiamo il rifugio del Passo del Vivione 1828m slm, fermandoci per un caffè e una passeggiata. Il clima non è dei migliori, mai trovato bel tempo al Vivione, ma non piove. Lasciamo il Passo con l'augurio di strada piacevole annunciato da uno dei cartelli da noi preferiti


Dopo la lunga teoria di stretti tornanti del versante bergamasco raggiungiamo e superiamo Schilpario e, al bivio di Dezzo di Scalve, svoltiamo a destra. Dritto si scenderebbe ad Angolo Terme e poi Boario Terme,e ricordiamo com'era la Via Mala solo vent'anni fa, con la strada strappata a forza alla montagna e al torrente. Saliamo quindi al Passo della Presolana 1297m slm dove non ci fermiamo ma proseguiamo per Rovetta e quindi Lovere, per un gelato sul lungolago.

Il ritorno ci vede percorrere la Sebina Orientale (pur con i suoi mille limiti) e di nuovo la A4 sino a casa, dove arriviamo alle 19.30 dopo aver percorso 350 km ancora con consumi di tutto rispetto per una moto di dieci anni cavalcata sempre in due: 19,5 km/l di media sull'intero percorso, 16,5 km/l (e forse qualcosa in più) nel tratto autostradale percorso a 140 km/h di tachimetro...

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