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Messaggio N° 2088 26-01-2007 - 09:00

LA RICERCA DELLA FELICITA' ( recensione)

 

FILM: LA RICERCA DELLA FELICITA'


immagineTitolo Originale: THE PURSUIT OF HAPPYNESSRegiaGabriele MuccinoInterpretiWill Smith, Thandie Newton, Jaden Smith, Chandler Bolt, Domenic Bove, Ian Baptiste, Aida Bernardino, Mia Bernardino, Richard Bischoff 

Durata: h 1.57
Nazionalità: Usa 2006
Genere
drammatico

Un uomo molto sfortunato,ma tenace ed intelligente, si trova a grattare il fondo di una vita poverissima con un figlio piccolo accanto e tanta voglia di riuscire a combinare qualcosa di buono nella vita.
In una società meritocratica dove non esistono raccomandazioni e dove non si concede nulla,riuscirà ad esaudire il suo sogno con estrema fatica,impegnandosi duramente e offrendo energia ad una società pronta a premiare chi riuscirà a dimostrare di essere il miglior lavoratore.
Una commedia nazional-popolare che tocca i buoni sentimenti del politically correct made in U.S.A.,che coinvolge le madri di famiglia, i padri non realizzati e i figli pieni di speranze,ma che non appassiona, non tocca il cuore,vorrebbe sfondare lo schermo,ma non ce la fa.
Non è il finale prevedibile ad annoiare,ma le forzature continue ed ogni coincidenza diventa con il passare dei minuti una catena di eventi esagerati come una macchina da spostare nel momento sbagliato,una banconota da 5 dollari da prestare quando se ne ha assoluto bisogno,un ricovero per mendicanti che termina la disposizione proprio davanti al protagonista,commissioni faticose. Tutti eventi fortuiti tali da rendere scanzonata una storia che poteva essere descritta in modo più profondo e meno spettacolare,meno esteriore. 

 Will Smith è molto bravo ma per mostrare le sue reali doti è costretto ad esibirsi nel vecchio cubo magico e in un sentimentalismo paterno esemplare. Su questa vicenda 100% 'made in America', il regista romano tenta di gettare un'occhiata europea, evitando ogni patinatura sentimentalistica e utilizzando tutti gli elementi reali che riesce a mettere insieme. Ma ciò che ne scaturisce non potrebbe avere sapore più americano. Del resto, in tale contesto la spinta individualistica è tale da rendere superflua la volontà di affrontarla 'incidentalmente', agevolata com'è da una società nettamente spaccata in due, dove il confine tra 'winners and losers' è tanto marcato da essere ormai penetrato nel Dna stesso di cives e civitas.

E forse è proprio qui che il cineasta romano compie l'errore più grande, nel voler ostentare tale contrasto con una didascalicità che rischia di indispettire, se non offendere lo spettatore. Quello che resta di Muccino è la capacità di trasmettere un costante senso di angoscia che smette di mordere alla gola solo con l'arrivo dei titoli di coda. Ma questa volta la lacrima fatica ad arrivare, la noia avrebbe preso il sopravvento se non fosse stato per la magistrale prova attoriale di un Will Smith a dir poco da Oscar.

Qui alla sua più matura interpretazione, riesce a costruire il suo personaggio a 360 gradi, con una espressività ed una fisicità talmente penetranti da lasciare il segno in chiunque. E meno male che il suo punto forte era la vis comica...del Principe di Bel Air!!! 

Da questo film non aspettatevi che delle tiepide emozioni e risate agrodolci qua e là.




scritto da: pepitadellapampa