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grandedrago
   
 
Creato da: grandedrago il 21/10/2004
Meravigliosa/ Luna, a notte fonda/ mi siede accanto.

***

A tarda sera

coi gusci

di noce disegnavamo

stelle più luminose.

La tv era spenta,

ma trasmetteva

un Sogno lieve,

una voce nella notte

che animava

i quadri,

le rose del lenzuolo

gonfio appena

d'un alito

di quiete.

 

Nel cassetto,

ieri, ho ritrovato

il tuo sguardo,

un piccolo

veliero,

questo guscio

nascosto

sopra un raggio

di vecchia Luna.

***

 

Scusa se ho

osato sognarti

ma la mia mente

sai, non m'appartiene più

 

come la barca

del pescatore

in tempesta

 

come il petalo

ghermito dal vento

all'Anemone

 

trasvola

i flutti

del sogno

estatico.

 

 

Carlo Bramanti

 

 

 

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Ho avuto in dono una porzione di cielo,
ci ho messo dentro i pensieri più neri
e ora aspetterò che diventino stelle.

 

***

 

Dimentica

il desiderio,

domande e risposte.

Dimentica

le persone e il mondo.

Sii l'attimo illuminato,

la rosa

che nessuno coglie.

 

 

Carlo Bramanti

 

 

 

Io le conosco quelle notti

Post n°42 pubblicato il 28 Marzo 2012 da grandedrago
 

stelle poesia carlo bramanti

 

Io le conosco quelle notti troppo lunghe, quelle notti in cui arrivi perfino a dubitare che il sole possa sorgere di nuovo, quei passaggi bui in cui tutto ciò che desideri è un giorno spoglio di parole, di ricordi, un giorno che non chieda più di te. Hai solo bisogno di imbrogliare, di credere che al mondo non ci siano malattie o persone capaci di rapire chi e ciò che ami dall'oggi al domani, bisogno di sapere che il tuo giorno servirà a qualcosa che va oltre gli interessi personali e la cattiveria della gente. A volte può crollare il mondo ma tu devi andare, armato di penna, fino al rifugio sul lago immune al tempo e lì scorgere una stella, per chiamarla Madre, Dio o Amore.

 

***

Non puoi definire una persona "sbagliata" se non sai cos'è giusto davvero. Non puoi chiamare "fallito" uno che non ha mai smesso d'inseguire il suo sogno lottando contro tutto e tutti, perfino contro la parte oscura del suo cuore. Piuttosto, per quanto fragile, io lo chiamerei "eroe"; un testardo, silenzioso eroe di porcellana simile a tanti che il frastuono dei giorni nasconde alla gente ma non a Dio e ai fiori dello spirito. Certe anime non possono prendersi rivincite in questa vita, troppo diverse, piccole o grandi, a seconda dei punti di vista, dinanzi al malcostume sociale, al bisogno di apparire più che di essere, pilastro del comune pensare; la loro vittoria però è insita nel fatto stesso che continuino a lottare, a sperare in una zona reale o fantastica in cui la vita è meno iniqua e la mano di Dio più vicina. E' un sabato come tanti altri questo, potrei dire, ma so che ogni giorno è unico, imperdibile, e tante domande senza risposta mi frullano in testa. Quel tipo che vedo sempre in strada e che ho visto anche poco fa con l'ombrellino agganciato al polso e la camminata alla Charlot nel primo sole di Primavera, dove va? Vorrei dirgli che lo vedo, mentre tutti lo scansano, ma le parole di rado escono dalla mia bocca al momento giusto, spesso non possono. Per questo le affido alla mia penna, per poi lanciarle, imbottigliate, nel mare più lontano che conosca. Follia? forse... siamo punto e a capo: chi può dire cosa è folle e cosa è sano? Chi può dire dov'è andato lo spirito di quel gatto che ieri mi è morto in mano, gelido, e che solo una settimana fa andava dietro alla vecchia palla che gli lanciavo, dietro alla foglia caduta dal mandorlo appena fiorito? Ecco la mia zona fantastica. Lontano da qualsiasi prigione dorata, mi piace pensare che ora sia pura energia in attesa di una nuova esistenza, un granello di luce dentro un fiore che nessuno vede, nessuno a parte te, Mamma.

 

Carlo Bramanti

 
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"Fino a quel faro che chiamasti Amore". (libro)

Post n°41 pubblicato il 26 Maggio 2011 da grandedrago
 

 

 

 

 

I sognatori sono di passaggio, ma i loro sogni restano, a lambire il sole come aquiloni ebbri, a cercare giardini segreti di ombre immerse nel fiume Lete. Comprendo soltanto ora il mio grande sbaglio. Nessuno è veramente solo. Tutti hanno un giardino nascosto, seppure fugace, e un angelo da qualche parte. Non esiste universo interiore che non meriti di essere esplorato. L’apparenza non inganni. L’angelo può avere mani vecchie e stanche, una cattiva reputazione o guardarti dal cielo. La situazione, il momento e la consapevolezza degli errori passati, da ciò nasce una creatura celeste, da lì ha origine la speranza che oltre questo caos ci sia qualcosa per cui valga la pena arrivare fino in fondo. E forse rinascere, dare senso allo spazio e al tempo scorgendo nuovi rosai.

   

 

 

Libro Carlo Bramanti

 

Sono i piccoli gesti, il sorriso di una persona amata, due vecchie mani l’una dentro l’altra, che danno senso alla vita...

 

 

Dal libro "Fino a quel faro che chiamasti Amore", Carlo Bramanti

www.ibs.it

carlobramanti@tin.it

Disegno in copertina di Elisa Serena

 

 

castello della fantasia

 

Perle d’acqua.
In una cascata
di foglie
s’insinua una farfalla
bianca, suadente.

 

 

 
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Il suono della prima neve

Post n°38 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da grandedrago
 

 

 

 

 

 

Vedevo quel bambino quasi tutti i giorni, lo vedevo scendere le scale in un delirio ogni volta diverso, chiuso in un mondo che per gli altri non aveva porte. Biondo, occhi azzurri e incredibilmente alto per la sua età, si appoggiava, ma non certo al corrimano che noi tutti vedevamo; sembrava piuttosto spingere una maniglia dorata ed entrare in un sogno di creature incantate che bisbigliavano, invece di urlare come sua madre. Lei non poteva capire il suo mondo, i graffi sulla porta del vicino, la solitudine racchiusa nei suoi grandi occhi di mare; lei sapeva solo urlare, perché lui si attardava sulle scale a discutere con elfi e gnomi e chissà quali altre fantastiche creature. Nell’oscurità dell’andito, immerso nella mia di solitudine, riuscivo per un attimo a vedere ciò che lui e io desideravamo: un grande faro al tramonto, un faro che ci guidasse sulle acque vermiglie della vita.

 

 

 

faro

 

 

 

Dal libro 'Dove un tempo luceva l'essenza del ricordo', Carlo Bramanti.

Disegno in copertina di Elisa Serena.

 

www.ibs.it

carlobramanti@tin.it

 

 

 

 

 

************

 

 

“Mi sembrava quasi di respirare, eppure continuavo a morire al pensiero che tu eri di un altro”.

 

Una voce roca.

 

Una dimensione lontana.

 

Il viso di lei sotto la neve, tra le mani di lui, metalliche ma mai così gentili, calde.

 

“Non m’importa se tra un attimo tutto svanirà, Maria. Mi hai abbracciato”.

 

 

 

 

 

 

 

Dal libro "Il suono della prima neve", Carlo Bramanti.

 

 

www.ibs.it

 

 

 

 

 

 

disegno in copertina di Elisa Serena

 

 

 

 

 

Disegno in copertina di Elisa Serena.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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Vita

Post n°37 pubblicato il 21 Dicembre 2008 da grandedrago
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Sardegna, 2004. Carlo Bramanti)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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Silenzio

Post n°36 pubblicato il 08 Dicembre 2008 da grandedrago
 

 

 

 

  

 

Il silenzio

a me caro,

non posso lasciarti che quello...

e non confonderlo ti prego

con l'indifferenza,

l'ipocrisia

o la superbia

di tutti

e d'ogni giorno.

A me mancano le parole,

sono mancate sempre

ma il mio, ti giuro

mentre mordo la polvere,

è Amore.

 

 

 
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