|
Creato da: grandedrago il 21/10/2004
Meravigliosa/ Luna, a notte fonda/ mi siede accanto.
|
|
*** A tarda sera coi gusci di noce disegnavamo stelle più luminose. La tv era spenta, ma trasmetteva un Sogno lieve, una voce nella notte che animava i quadri, le rose del lenzuolo gonfio appena d'un alito di quiete. Nel cassetto, ieri, ho ritrovato il tuo sguardo, un piccolo veliero, questo guscio nascosto sopra un raggio di vecchia Luna. ***
Scusa se ho osato sognarti ma la mia mente sai, non m'appartiene più come la barca del pescatore in tempesta come il petalo ghermito dal vento all'Anemone trasvola i flutti del sogno estatico. Carlo Bramanti
Area personale- Login
TagCerca in questo BlogMenuCitazioni nei Blog Amici: 7 Ultimi commentiChi può scrivere sul blog
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
Ho avuto in dono una porzione di cielo, ***
Dimentica il desiderio, domande e risposte. Dimentica le persone e il mondo. Sii l'attimo illuminato, la rosa che nessuno coglie. Carlo Bramanti |
Ci sarà un'altra vita
Arriva un momento nella vita in cui ti chiedi cosa stai facendo per te stesso e per gli altri, un momento in cui vorresti lasciare alle spalle ogni cosa che ti ha ferito o fatto gioire, e ricominciare come se nulla fosse mai successo. Un altro viaggio che non sia un sogno illumina la mente, lo immagini pieno di sorprese e fiori sconosciuti. Ci sono giorni che sanno stare sulla soglia del tempo e della ragione, risvegli che spingono verso la magia di questo viaggio: nessuna spina, nessuna malattia dell'anima o del corpo può turbarli. I ricordi sfumano, ridandoti il sorriso di volti amati, mentre irrompe la chiara consapevolezza che il senso di tutto è a un millimetro dal tuo essere. Ci sono giorni in cui hai il coraggio di lasciare l'apparenza agli altri e gioire del volo di un passero che hai salvato dalla bocca di uno dei tuoi gatti, sapendo che a spiccare il volo non sarà il passero ma la tua anima.
Carlo Bramanti
Se vuoi buttare le ore vissute insieme, non aggiungere altro. Basta il silenzio a cancellare le confessioni, il mare e tutto il resto. Nel finestrino del treno mai preso i sogni continuano a scorrere come alberi spogli. O forse no, non scorre niente, e anch'io non sono che l'eterno accenno di un sogno dentro una valigia che nessuno ha aperto. A me basta il silenzio, un finestrino, il tuo sentire nel mio ricordo, perché, detto tra noi, tu sei il viaggio dal quale non ho più fatto ritorno.
E si sta tutti lì aggrappati a quel nulla vestito d'incanto
mentre ti cerco ancora nei visi della gente tra versi oscuri di poeti infelici.
Lì, il bimbo che ho dentro ti sente capisce che il nulla è solo una veste
da lasciar cadere alla luce che tutto pervade. Strane creature i poeti... Tra le fronde dei loro versi spesso si annida una richiesta d'aiuto che essi sperano nessuno scopra.
*
Chissà dove dormono gli angeli, cosa sognano, se con la tua ala implume e segreta i diorami dei miei sogni sfiori ancora.
Ho scritto parole
Ci sono cose che si aggrappano soltanto alla memoria, e altre che la espandono, la arricchiscono toccando le corde del cuore. Qualunque cosa accada, il mandorlo tornerà a fiorire e il gatto cieco ne sentirà l'odore.
I versi sono frutto del momento, di uno stato d'animo, di tutto ciò che ha fine. Ma la poesia non verrà consumata dal tempo, anzi, da esso verrà levigata come lo scoglio carezzato dall'onda, così che a ogni granello di sabbia possa gridare in silenzio la sua immortalità.
Carlo Bramanti
Ho salvato la tua foto per ricordarmi cos'è la bellezza e per non cercarla più.
*** Puoi far fiorire un verso, è vero, ma non c'è luogo in cui troverai rifugio da te stesso. Su, scappa, scappa ancora. Dio guarda (speri) da quella luna che ieri si stagliava nitida, quasi perduta sul dirupo dipinto dai tuoi pensieri.
*** Ogni giorno una scusa per aggrapparmi alla vita che sfugge e mi duole sentirmi parte del niente, sapere che dai miei versi manca il tuo colore. Voltarsi tra la moltitudine che parla, vive e sorride, sentirsi alieni anche nei propri sogni.
*** Il bimbo della vicina s'è appena addormentato. Il Vento no. Nel buio, continua a premere sulle mie tempie di vetro, a cercare ricordi e sogni che ho amato. Ma anche i bagagli di sogni più leggeri pesano, se portati da una vita, se una corrente li allontana pian piano dal domani. E se poso il cuore nudo come poesia in una bottiglia, come adesso, non posso che pensare a te, prima di donarla al mare. La deriva di ciò che ho dentro è nei tuoi occhi, dai quali non potrò più guardarmi.
*** Un origami sono, per l'alba muta. L'aura di un sogno. Carlo Bramanti
Post n°42 pubblicato il 28 Marzo 2012 da grandedrago
Tag: amore, blog, carlo bramanti, cielo, diario, emozione, emozioni, poesia, poesie, prosa, riflessione, speranza, stelle, tempo
Io le conosco quelle notti troppo lunghe, quelle notti in cui arrivi perfino a dubitare che il sole possa sorgere di nuovo, quei passaggi bui in cui tutto ciò che desideri è un giorno spoglio di parole, di ricordi, un giorno che non chieda più di te. Hai solo bisogno di imbrogliare, di credere che al mondo non ci siano malattie o persone capaci di rapire chi e ciò che ami dall'oggi al domani, bisogno di sapere che il tuo giorno servirà a qualcosa che va oltre gli interessi personali e la cattiveria della gente. A volte può crollare il mondo ma tu devi andare, armato di penna, fino al rifugio sul lago immune al tempo e lì scorgere una stella, per chiamarla Madre, Dio o Amore.
*** Non puoi definire una persona "sbagliata" se non sai cos'è giusto davvero. Non puoi chiamare "fallito" uno che non ha mai smesso d'inseguire il suo sogno lottando contro tutto e tutti, perfino contro la parte oscura del suo cuore. Piuttosto, per quanto fragile, io lo chiamerei "eroe"; un testardo, silenzioso eroe di porcellana simile a tanti che il frastuono dei giorni nasconde alla gente ma non a Dio e ai fiori dello spirito. Certe anime non possono prendersi rivincite in questa vita, troppo diverse, piccole o grandi, a seconda dei punti di vista, dinanzi al malcostume sociale, al bisogno di apparire più che di essere, pilastro del comune pensare; la loro vittoria però è insita nel fatto stesso che continuino a lottare, a sperare in una zona reale o fantastica in cui la vita è meno iniqua e la mano di Dio più vicina. E' un sabato come tanti altri questo, potrei dire, ma so che ogni giorno è unico, imperdibile, e tante domande senza risposta mi frullano in testa. Quel tipo che vedo sempre in strada e che ho visto anche poco fa con l'ombrellino agganciato al polso e la camminata alla Charlot nel primo sole di Primavera, dove va? Vorrei dirgli che lo vedo, mentre tutti lo scansano, ma le parole di rado escono dalla mia bocca al momento giusto, spesso non possono. Per questo le affido alla mia penna, per poi lanciarle, imbottigliate, nel mare più lontano che conosca. Follia? forse... siamo punto e a capo: chi può dire cosa è folle e cosa è sano? Chi può dire dov'è andato lo spirito di quel gatto che ieri mi è morto in mano, gelido, e che solo una settimana fa andava dietro alla vecchia palla che gli lanciavo, dietro alla foglia caduta dal mandorlo appena fiorito? Ecco la mia zona fantastica. Lontano da qualsiasi prigione dorata, mi piace pensare che ora sia pura energia in attesa di una nuova esistenza, un granello di luce dentro un fiore che nessuno vede, nessuno a parte te, Mamma.
Carlo Bramanti
Post n°41 pubblicato il 26 Maggio 2011 da grandedrago
Tag: amore, aquilone, carlo bramanti, diario, faro, fiaba, fiabe, libro, mani, morte, poesia, poesie, sogno, speranza
I sognatori sono di passaggio, ma i loro sogni restano, a lambire il sole come aquiloni ebbri, a cercare giardini segreti di ombre immerse nel fiume Lete. Comprendo soltanto ora il mio grande sbaglio. Nessuno è veramente solo. Tutti hanno un giardino nascosto, seppure fugace, e un angelo da qualche parte. Non esiste universo interiore che non meriti di essere esplorato. L’apparenza non inganni. L’angelo può avere mani vecchie e stanche, una cattiva reputazione o guardarti dal cielo. La situazione, il momento e la consapevolezza degli errori passati, da ciò nasce una creatura celeste, da lì ha origine la speranza che oltre questo caos ci sia qualcosa per cui valga la pena arrivare fino in fondo. E forse rinascere, dare senso allo spazio e al tempo scorgendo nuovi rosai.
Sono i piccoli gesti, il sorriso di una persona amata, due vecchie mani l’una dentro l’altra, che danno senso alla vita...
Dal libro "Fino a quel faro che chiamasti Amore", Carlo Bramanti www.ibs.it Disegno in copertina di Elisa Serena
Perle d’acqua.
Post n°38 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da grandedrago
Tag: amore, carlo bramanti, citazioni, cyborg, diario, fantascienza, futuro, generazione goldrake, goldrake, il pianeta delle scimmie, libri, libro, luce, mamma, poesia, poesie, ricordo, star trek, terminator
Vedevo quel bambino quasi tutti i giorni, lo vedevo scendere le scale in un delirio ogni volta diverso, chiuso in un mondo che per gli altri non aveva porte. Biondo, occhi azzurri e incredibilmente alto per la sua età, si appoggiava, ma non certo al corrimano che noi tutti vedevamo; sembrava piuttosto spingere una maniglia dorata ed entrare in un sogno di creature incantate che bisbigliavano, invece di urlare come sua madre. Lei non poteva capire il suo mondo, i graffi sulla porta del vicino, la solitudine racchiusa nei suoi grandi occhi di mare; lei sapeva solo urlare, perché lui si attardava sulle scale a discutere con elfi e gnomi e chissà quali altre fantastiche creature. Nell’oscurità dell’andito, immerso nella mia di solitudine, riuscivo per un attimo a vedere ciò che lui e io desideravamo: un grande faro al tramonto, un faro che ci guidasse sulle acque vermiglie della vita.
Dal libro 'Dove un tempo luceva l'essenza del ricordo', Carlo Bramanti. Disegno in copertina di Elisa Serena.
************
“Mi sembrava quasi di respirare, eppure continuavo a morire al pensiero che tu eri di un altro”.
Una voce roca.
Una dimensione lontana.
Il viso di lei sotto la neve, tra le mani di lui, metalliche ma mai così gentili, calde.
“Non m’importa se tra un attimo tutto svanirà, Maria. Mi hai abbracciato”.
Dal libro "Il suono della prima neve", Carlo Bramanti.
Disegno in copertina di Elisa Serena.
Post n°37 pubblicato il 21 Dicembre 2008 da grandedrago
Post n°36 pubblicato il 08 Dicembre 2008 da grandedrago
Tag: carlo bramanti, cielo, morte, paura, poesia, poesie, preghiera, rosa, silenzio, sogni, sogno, solitudine, tavor, vento, vita
Il silenzio a me caro, non posso lasciarti che quello... e non confonderlo ti prego con l'indifferenza, l'ipocrisia o la superbia di tutti e d'ogni giorno. A me mancano le parole, sono mancate sempre ma il mio, ti giuro mentre mordo la polvere, è Amore.
|












Inviato da: daparo
il 06/12/2011 alle 15:07
Inviato da: luce1001
il 05/11/2011 alle 12:45
Inviato da: animalacerata0606
il 14/10/2011 alle 22:43
Inviato da: animalacerata0606
il 14/10/2011 alle 16:07
Inviato da: anima_on_line
il 01/09/2011 alle 18:17