Creato da siupostar il 15/02/2008
I teorici del nazismo sostenevano che piu' fai cose assurde piu' il popolo ti segue. Si trattava solo di avere scorte economiche sufficienti per sopravvivere ai disastri combinati... ...ma hanno fatto la fine che li aspettava. Just because there's a reason It doesn't mean it's understood: se c'e' una ragione non significa che sia sottintesa. "Doesn't Make It Alright" (Jerry Dammers, Dave Goldberg) ...qui sotto puoi vedere le poche idee di Francesco Salzano su attualità politica trasporti sport musica

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Lo scorpione

Post n°51 pubblicato il 20 Novembre 2009 da siupostar
 

Esiste una lettura dei segni astrologici legata alla stagione in cui si trovano e lo scorpione si trova in mezzo all'autunno: tra fine ottobre e fine novembre. I pianeti che governano lo scorpione sono marte e plutone. Marte rappresenta la lotta e plutone le forze di distruzione e rigenerazione. Le caratteristiche dello scorpione sono di rifiuto della gioiosita' materialistica in nome di una tematica esistenziale complicata. Se conosci qualcuno dello scorpione vedi che questo e' abbastanza vero. Allo scorpione piace "la polemica, combattere, vincere". Lo scorpione pur essendo combattuto da mille passioni riesce a mantenere di solito il sangue freddo ed e' come il leone un segno di poliziotti. Se guardiamo la storia del secolo scorso molte lotte politiche fisiche sono avvenute con pianeti in scorpione ed in leone. Rispetto al leone lo scorpione e' piu' eversivo quindi meno rispettoso dell'ordine costituito e piu' evolutivo. Giuda che ha tradito Gesu' non lo ha fatto per il gusto di farlo ma perche' i soldi gli servivano per un'altra nuova dottrina che aveva cominciato a seguire. Giuda e' tradizionalmente saputo che fosse dello scorpione. Picasso era dello scorpione, Benvenuto Cellini era dello scorpione, Rino Gaetano era dello Scorpione ed anche Roberto Benigni lo e'. Tutte persone le cui opere sono una messa in discussione di quanto fatto fino ad allora. Pertanto lo scorpione puo' anche essere sensuale, ma non"a vuoto", spensieratamente, bensi' con la consapevolezza di farlo in risposta a dei rapporti "problematici", "polemici", cercando un'evoluzione complicata come e' complicata a volte la natura delle cose.

 
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The selecter - Selling out the future - traduzione in italiano

Post n°50 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da siupostar
 

accendendo le luci della citta' tutte le case sembrano cosi' sicure perche' l'occidente si sta' sempre preoccupando puo' evitare che il fuoco bruci la sua casa accendendo la luce accanto ad un letto nascondendo che sotto sotto sei insicuro tu dici mani intorno alle candele domani non arrivera' nessuna gioia

preso nel gesto stavi prendendo il tuo tempo dicevi niente cambierebbe niente cambierebbe niente sarebbe


vendendo il tuo futuro

vendendo il tuo futuro


si chiusero le tende si spensero le luci dormisti da solo sul pavimento ma non potesti fermare la corrente che si insinuava sotto la porta d'ingresso ignorasti la cricca della stampa che vendeva  biglietti della lotteria sulle scale ma tu gia' avevi venduto ieri il tuo cappello per un elmetto verde scuro


preso in trappola tu non avevi niente da scegliere tu dicevi che tutto era perso tu non avevi niente da dire niente da dire, cosi' stavi


vendendo il tuo futuro

vendendo il tuo futuro


si accendono le luci della citta' tutte le case si sentono cosi' sicure perche' l'occidente si sta' sempre preoccupando lei puo' tenere la telecamera ad osservare mentre si accende la tua visione a colori facce sorridenti che ti sorridono voci sbiadite che piangono "allinearsi" il disastro arriva domani

 

preso in trappola stavi prendendo il tuo tempo stavano comprando la tua mente non avevi niente da dire niente da dire, cosi' stavi


vendendo il tuo futuro

vendendo il tuo futuro


ascolta "selling out your future" su youtube 








 
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riguardo "HO VISTO L’AQUILA" (leggere attentamente in fondo)

Post n°49 pubblicato il 20 Maggio 2009 da siupostar
 
Tag: G8, L'AQUILA

Oggetto: HO VISTO L’AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte

Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.

Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.

Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.

Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.

Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".

Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

Che il governo usi mezzi di distrazione di massa per imbabolare la gente è risaputo, ma ci sono organizzazioni, associazioni e media che non si lasciano imbrogliare dai giochi delle tre carte.
Sicuramente la situazione delle tendopoli è dura, e chi ci vive ha una prospettiva ed un orizzonte che chi vive ancora con le comodità della propra abitazione non si immagina nemmeno. Certo, non è come il campeggio(tanto per citare l'imperatore), ma penso che se ci fosse il pur minimo sospetto di un esperimento sociale organi di iformazione liberi ed indipendenti (si, ancora esistono), nonchè gruppi di uomini impergnati politicamente, nel volontariato, nelle associazioni, ed anche professionisti, medici, sanitari, se ne sarebbero accorti.
Non voglio gettare acqua sul fuoco, ma di allarmi e catastrofismi le ecomafie ci campano, e la politica appresso, non legittimiamo questa pratica, non nutriamo la paura e l'allarme. Vigiliamo, leggiamo gli articoli dei giornali, anche on line, senza soffermarsi solo sui titoli.
D'altra parte ogni intervento dopo una catastrofe è un esperimento di intervento. Nel nostro caso il governo tende a non fare vedere i difetti, difetti che escono fuori perchè è la gente che comunica, i giornalisti che indagano, i volontari che operano sul territorio. Il grande affare sarà invece la ricostruzione e i capitali che orbiteranno intorno ad essi. La corsa è appena cominciata.

duccio

 
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Petizioni

Post n°47 pubblicato il 17 Aprile 2009 da siupostar
 



 

To:  Presidente del Consiglio dei Ministri - Italia

Presidente Berlusconi
l’Abruzzo ha bisogno di aiuti immediati per far fronte all’emergenza di queste ore e tra brevissimo tempo dovrà affrontare il più velocemente possibile la fase di ricostruzione.
E’ per questo che un paese responsabile il 7 giugno, senza ombra di dubbio, sceglie di fare l’election day accorpando le elezioni europee, amministrative e il referendum risparmiando così quei 400 milioni di euro che potrebbero servire a ridare una casa agli abruzzesi che sono rimasti senza tetto, a ricostruire le scuole, gli ospedali e tutti gli edifici pubblici danneggiati o distrutti dal terremoto.

Cordialmente,

Se vuoi firmare clicca qui

 

 

Per firmare on line anche contro il ponte sullo stretto: http://www.sinistraeliberta.it/petizione-un-ponte-per-l-aquila/ - http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=7950182168afbb87 http://www.legambientesicilia.com/sito/noalponte.asp


 
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Il passaggio dei pianeti lenti urano e nettuno da acquario a pesci.

Post n°46 pubblicato il 16 Aprile 2009 da siupostar
 

Internet era dare ed avere senza volere niente indietro con uno spirito tipicamente acquariano di scambio di informazioni e con uno scopo accomunante di progresso. Niente a che fare con le beghe che ci sono ora anche qui su internet.  Beghe dovute ad un avvelenamento dei rapporti ed una autocommiserazione tipica dei pesci, un mero rispetto delle convenzioni da una parte ed un cercare cose metafisiche dall'altra. In sostanza chi lavora per migliorare internet ora forse e' chi lo fa' per lavoro, e forse neanche quelli. Guardiamo Microsoft Vista che fallimento che e' stato. L'innovazione e' frenata notevolmente. Non a caso c'e' anche la ventilata crisi economica che e' figlia di questo pessimismo tipico dei pesci.

Frasi che si dicevano prima come "c'e' chi sta' peggio" non si sentono piu' tranne che nel caso del terremoto. Perche' quello e' una convenzione (pesci) che se un tuo fratello sta male tu cerchi di aiutarlo, ma la capacita' di progettare un mondo migliore insieme agli altri, giorno per giorno, manca. Manca perche' se tu aiuti chi sta peggio o cerchi di migliorare il mondo non sei incoraggiato. Non sei incoraggiato perche' tutti ormai seguiamo le convenzioni. Se vuoi fare qualcosa per gli altri e (forse, ahime') per il progresso: LAVORA E NON INVENTARTI NIENTE DI STRANO salvo poi cercare rifugio in paradisi artificiali. Questo e' causato dal passaggio dei pianeti lenti saturno, urano e nettuno dall'acquario ai pesci tra il 1993 e il 2010.

 
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Luna Rossa - Banda Bassotti - english translation

Post n°45 pubblicato il 11 Marzo 2009 da siupostar
 

Banda Bassotti - Luna Rossa

 

The 12th December afternoon you turned the light on Piazza del Duomo, but there are no lights in Via Del Corso. For the hot autumn  the major putted them away.
In Piazza Fontana there is animated traffic There is the farmers little market.
On the bus in Milan in few hours the head in the lifted up collar of the  coat
Got to do everything very fast because the bank close the doors.
Oh how everything fly so fast. People let’s save Everything so fast.

No, no, no you can’t sleep anymore The moon is red, red of violence.
You  got to cry your dreams to understand that the last bourgeois justice has turned off.

Over the night December falls. Over the people who's talking about Christmas.
If this life will have a future I'll get my house, it could be ok.
People says that in Piazza Fontana perhaps  a boiler has burst.
There in the square sixteen deaths. A cardinal was blessing them.

No, no, no you can’t sleep anymore The moon is red, red of violence.
You  got to cry your dreams to understand that the last bourgeois justice has turned off.

Nights of blood and terror come down to valley on my country.
Who will pay the innocent victims? Who will give life to Pinelli the railway man.
Yesterday I dreamt my master. He has a confidential reunion.
Everybody take off their hat before doing this slaughter.

 No, no, no you can’t sleep anymore The moon is red, red of violence.
You  got to cry your dreams to understand that the last bourgeois justice has turned off.

Over the mountain of our martyrs they are swearing on Gramsci and Matteotti.
On the worker fallen in yard. On all the friends buried in jail.
Fascism goes down like an old man. It sucks up life to every youthood.
But don’t you hear the shout on the barricade the working class keep on his struggle

No, no, no you can’t sleep anymore The moon is red, red of violence.
You  got to cry your dreams to understand that the last bourgeois justice has turned off.

 
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Il moto dei pianeti lenti

Questi anni poiché nettuno é signore dei pesci e nettuno rappresenta l'irrazionale, saranno all'insegna del misticismo ma anche del rispetto delle convenzioni, pur nella ricerca di esperienze sensazionali tipica dei pesci. In sostanza sarà un periodo da una parte di chiusura di un ciclo (i pesci sono l'ultimo segno e sono un pò il fare un bilancio, un pò essere vittimisti, ma anche essere caritatevoli). Urano - altro pianeta lento - e' stato negli ultimi 6 anni circa nei pesci che poco gli si confa come segno essendo urano il pianeta delle invenzioni e dei cambiamenti improvvisi ed i pesci segno convenzionale e irrazionale anche se geniale. Nel 2011 mentre nettuno entrando nei pesci significherà la fine di un ciclo e il chiudersi su se stessi, urano continuera' il suo moto nell'ariete in nome di una rinascita. In sostanza ottimismo, dinamismo, ma anche irruenza. L'ariete rappresenta l'io che ancora non ha preso una forma precisa. Dalla introspezione dei segni notturni (capricorno, acquario e pesci) i 3 pianeti più lenti (urano nettuno e plutone) si sposteranno nei segni che rappresentano la primavera: dall'ariete passeranno al toro e quindi si avra' un gioioso edonismo che gia' viviamo in questo 2011 in cui giove e' in toro - poi con saturno e urano in gemelli quello che si sviluppera' maggiormente saranno le comunicazioni. La congiunzione urano plutone giove del 1968 in vergine (inizio di un moto dei pianeti lenti verso la declinazione sud) invece ha portato l'inizio di quella rivoluzione culturale di cui ancora sentiamo i riflessi. I pianeti lenti continuavano fino ad oggi un cammino in declinazione sud, con conseguenze quindi sentite piu' a livello culturale che a livello  di conflitti diretti. Sulla congiunzione a fine capricorno c'e' da dire che vi e' stata una congiunzione nel 1990 in capricorno tra urano, nettuno e saturno. In quel periodo abbiamo assistito, tra i principali avvenimenti, alla caduta del muro di Berlino, al movimento di Mani Pulite in Italia ed alla liberazione di Nelson Mandela in Sud Africa oltre che alla massima accelerazione della rivoluzione informatica che ha portato all'era di internet quando gia' urano e nettuno erano ormai in aquario.

Ultimo aggiornamento: 07 settembre 2011.

Francesco Salzano

 
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Sfrecciavano sul Ponte della Libertà, fotografati dall'autovelox.

Post n°42 pubblicato il 04 Novembre 2008 da siupostar

Il
fatto risale allo scorso 2 ottobre alle 11. Le auto erano quasi
certamente dirette al «Monaco Car Meeting», raduno automobilistico
monegasco per milionari





Una gara a folle velocità, in una mattina qualunque, sul Ponte
della Libertà a Venezia. Quando hanno scaricato i dati dell’a
utovelox i vigili non credevano ai loro occhi. Quattordici auto di
lusso - Ferrari, Lamborghini, Porsche - pizzicate mentre
sfrecciavano tra i 180 e i 209 Km/h. A bordo di una Porsche coupè lanciata a 204 km/h, in particolare,
il passeggero in piedi riprendeva con una telecamera una Ferrari
che lo seguiva a circa 180 Km/h. Le auto erano dirette a un raduno
per miliardari nel Principato di Monaco. Il fatto risale allo scorso 2 ottobre alle 11. Le auto erano quasi
certamente dirette al «Monaco Car Meeting», raduno automobilistico
monegasco per milionari. Lo confermerebbero diversi elementi: il
fatto che il meeting esclusivo fosse in programma dal 3 al 5
ottobre, il fatto che le auto avessero un numero sulla fiancata e,
infine, la concentrazione, nell’arco di pochi minuti di un numero
così considerevole di fuoriserie lanciate a folle velocità sul
Ponte della Libertà. Dopo lo scarico dei dati contenuti nell’autovelox sul Ponte, nei
giorni scorsi il comando della polizia municipale ha approfondito
le indagini, grazie anche alla collaborazione con la Polstrada di
Sestri Levante e Ventimiglia. Proprio qui, infatti, il giorno
successivo al misfatto sul Ponte della Libertà, alcune delle auto
pizzicate a Venezia hanno causato un incidente stradale a
conclusione di un’altra gara sui 200 Km/h lungo l’autostrada tra
Livorno e Sestri Levante. Le velocità rilevate dall’autovelox vanno dai 108 ai 209 km/h. Il
picco - tra 182 e 209 km/h - è stato raggiunto da cinque auto,
lanciate una di seguito all’altra nell’arco di un minuto. Segno
evidente che sul Ponte, la mattina del 2 ottobre, si è svolta una
vera e propria gara tra auto di lusso. Le violazioni, in fase di
contestazione, prevedono sanzioni che vanno fino a 500 euro, con la
sospensione della patente tra 6 e 12 mesi e decurtazione di 10
punti dalla patente.
Questo prevede il codice della strada. Sanzioni dall’importo
ridicolo, che potrebbero anche far sorridere i milionari conducenti
provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Austria, Russia, Ucraina
e sbarcati a Venezia per vivere, il giorno successivo, un evento
memorabile. Verranno comunque attivate - fa sapere la polizia municipale -
anche le indagini per l’eventuale deferimento dei conducenti all’a
utorità giudiziaria per il reato di gara di velocità abusiva. Le
multe saranno notificate dalla polizia municipale entro i 150
giorni dal fatto.

(03 novembre 2008)  www.repubblica.it

Secondo l'autore di questo blog Francesco Salzano:
Il codice della strada é da riscrivere. Questi si meritavano il
ritiro della patente per almeno 3 anni e multe di 2000 euro (tanto i
soldi per pagarle ce li hanno di sicuro con delle automobili che fanno
i 200 km/h), ed anche probabilmente il carcere. Non vedo la differenza tra guidare a quella velocità e guidare ubriachi. Consideriamo anche i rischi per gli altri in caso di
incidente, che effettivamente c'é stato il giorno successivo. Consideriamo infine l'impatto di un fatto mediatico che meriterebbe una punizione esemplare.

 
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Pubblico questo articolo di Repubblica con l'invito a fare tutti tanto rumore.

Post n°40 pubblicato il 14 Ottobre 2008 da siupostar

La confidenza di un pentito di camorra alla procura di Napoli
"Gomorra ha fatto troppo rumore". Al vaglio nuove forme di tutela
"I Casalesi prima di Natale
uccideranno Saviano e la scorta"

di ANGELO CAROTENUTO e CONCHITA SANNINONAPOLI -
Hanno stabilito una data, come stessero scrivendo il loro "romanzo"
nero dei conti da regolare. Stavolta i padrini che dirigono il gruppo
stragista del clan dei casalesi avrebbero deciso persino un termine per
distruggere la vita di Roberto Saviano. Ed è la prima volta che affiora
una dead line. "Entro dicembre morirà", racconta un ex criminale ormai
diventato collaboratore di giustizia da oltre un decennio.

 
I casalesi stavolta
tirano in ballo anche la sua scorta, i sette carabinieri che sono il
suo scudo e i suoi amici, la sua ombra e la sua compagnia. "Succederà entro la fine di dicembre. Quel libro ha fatto troppo
clamore", aggiunge il superpentito dei casalesi. Si tratta di un
personaggio che da tempo, come ovvio, risulta estraneo agli affari
criminali, e tuttavia è radicato in quei luoghi d'origine e considerato
troppo attendibile per non far sospettare che abbia colto voci
convergenti dalla sua Casal di Principe, nel cuore della provincia di
Caserta, devastata dal disegno stragista di questi mesi, con 15 morti
innocenti in poco più di cinque mesi.
Il clan del terrore alza
dunque il tiro sullo scrittore-simbolo di Gomorra. Ma lui, sorriso
sghembo di sempre, finge normalità. "Che dovrei fare? Continua tutto
come prima. Non ho mica altra strada che resistere, resistere,
resistere". Poco dopo, a chi lo strattona, risponde ironico: "Una cosa
mi hanno insegnato questi due anni passati in solitudine: cucino,
elaboro ricette; ehi, sto diventando un cuoco". Fuori dal suo itinerante covo protetto, l'ultima minaccia contro
Roberto Saviano è ritenuta "attendibile". Sono in corso ulteriori
accertamenti, è stata registrata nelle ultime ore agli atti della
Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli. È un foglio
datato 1 ottobre 2008. Venti righe. E si riferisce a un incontro
avvenuto tre giorni prima. Quelle venti righe che
continuano a sbarrare la fiducia in una vita normale, per il giovane
autore diventato emblema della lotta alle mafie, alle collusioni e
all'omertà dei territori che piegano la testa. In gergo giudiziario si
chiama "annotazione".

Quattro righe, a metà foglio, riportano
fedelmente la confidenza che il superpentito della cosca mafiosa dei
casalesi ha affidato, a fine settembre, ad un funzionario dello Stato,
che ha poi riferito tutto alla polizia. Un incontro non casuale, ma
dettato probabilmente da motivi di vecchia consuetudine. Forse i due si
sono fermati a parlare intorno a un caffè; forse a cena. Durante quel
colloquio, il pentito dei casalesi, uno dei primi a collaborare con lo
Stato, già imparentato con le famiglie più in vista del gotha
criminale, spiega di aver saputo che a ridosso di Natale scatterà la
tragica vendetta contro lo scrittore. Perché? "Troppo caos ha provocato
quel libro, un fenomeno", spiegherà a voce la persona che assume le
informazioni dal pentito. Nella trascrizione l'alto esponente della polizia, da Milano, scrive:
"Quest'ultimo (il pentito dei casalesi, ndr) avrebbe riferito (al
funzionario) che entro fine dicembre il famoso scrittore del libro
Gomorra, Saviano Roberto, sarebbe stato ucciso insieme alla sua scorta,
in quanto con il suo libro aveva fatto troppo clamore". La segnalazione
investe subito i vertici della polizia e del Comando generale
dell'Arma. Si restringono ulteriormente le maglie della protezione:
cautela massima, non c'è spazio per minimi cedimenti all'impenetrabile
rete dei controlli e delle bonifiche previste a ogni spostamento di
Saviano. C'è chi, dai massimi livelli delle forze dell'ordine, valuta
anche la necessità di misure radicali: non ultima quella di prevedere
un temporaneo trasferimento all'estero. Franco Roberti, il
procuratore aggiunto antimafia, non entra nel merito della vicenda ma
ribadisce: "Sappiamo da tempo che lo scrittore Saviano è esposto, le
misure di protezione intorno alla sua persona saranno le più adeguate".
Ma nessuno può escludere, rispetto all'eco dettagliato di questa
presunta sentenza di morte - "entro dicembre, con la scorta" -
eventuali collegamenti con l'agghiacciante scenario di vendetta che
emerge dopo i blitz messi a segno da polizia e carabinieri, in Terra di
Lavoro, con il pool esperto di casalesi della Dda di Napoli. Più circostanze giustificano la massima allerta degli inquirenti
Quell'incontro tra il superpentito e il suo ospite risale al 27
settembre scorso. Cioè: nove giorni dopo i 7 morti innocenti (prima
Antonio Celiento, ammazzato perché un confidente di polizia; poi i sei
ghanesi massacrati nella sartoria); e tre giorni prima che lo Stato
assestasse un colpo di maglio al gruppo stragista, con la cattura di
tre dei suoi più fidati killer, Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e
Oreste Spagnuolo, e il sequestro di uno spaventoso arsenale - 11 armi,
tra cui un kalashnikov. Proprio Spagnuolo il 6 settembre decide di
collaborare con lo Stato. Il 7 racconta un dettaglio che oggi,
collegato alla minaccia indirizzata a Saviano, mette i brividi. Setola
infatti, il superlatitante in fuga, il killer ritenuto ideatore (con
placet del boss Bidognetti) della sequenza di omicidi e terrore contro
imprenditori coraggiosi e parenti di pentiti, da alcune settimane "era
a caccia di un detonatore con un telecomando". Lo racconta il
neopentito Spagnuolo. "Setola mi ha parlato del fatto che cercava di
procurarsi un detonatore con telecomando. Diceva che era un modo facile
per uccidere", ha precisato. Roberto Saviano oggi ripete: "Non cambia niente, l'importante è tenere
la testa sollevata". È la stessa cosa che ripetè, il 17 settembre del
2007, in piazza a Casal di Principe, l'ultima sua apparizione in una
piazza: "Ragazzi, non fatevi strappare il diritto alla felicità".
Forse, lo stava dicendo anche a se stesso.





(14 ottobre 2008)

www.repubblica.it

 
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