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Post N° 136

Post n°136 pubblicato il 19 Settembre 2007 da jinny1978
 

PSICOCINESI MEDIANTE TECNICHE COMPUTERIZZATE


di William Giroldini

Introduzione

Nell’ambito dei fenomeni studiati dalla moderna Ricerca Psichica, la psicocinesi occupa senz’altro una posizione di primaria importanza. Col termine “psicocinesi” si definisce una classe di fenomeni che sembrano implicare una interazione diretta fra la mente ed un sistema fisico, sia esso un sistema inanimato oppure biologico. La psicocinesi (comunemente indicata con la sigla PK) viola apparentemente il postulato secondo cui si può agire su di un sistema fisico solo applicando ad esso energie o forze note di tipo fisico.

Per il carattere sovversivo” che tale fenomeno presenta rispetto ai postulati che sorreggono le attuali acquisizioni scientifiche, la PK, assieme agli altri fenomeni relativi alla percezione extrasensoriale, non è stata ancora pienamente accettata in ambito scientifico.

Ciò nonostante, una massa crescente di ricerche sperimentali depone a favore della realtà del fenomeno. In questo articolo riassumerò brevemente i risultati delle più recenti ricerche riguardanti la PK in sistemi biologici, oppure in sistemi fisici casuali, ed infine esporrò le premesse teoriche ed i risultati ottenuti in una ricerca sperimentale sulla PK che sto conducendo a Milano da circa due anni.

La PK nei sistemi biologici: alcuni esempi

Molte ricerche di buon livello sono state condotte per verificare la possibilità di influenzare mentalmente la crescita di piante o semi o di modificare parametri elettrofisiologici nelle piante. Possiamo citare i lavori di Barros, Quevedo e Garulo (1977) che riportarono risultati positivi sulla crescita di un elevato numero di semi, sui quali veniva esercitata a distanza una azione mentale intesa ad aumentare la velocità di crescita.

Un egual numero di semi di controllo erano tenuti nelle stesse condizioni di temperatura, umidità e luce, con scelta casuale dei lotti da considerare come “target” e come controllo. In un altro tipo di esperimento, Brier (1969) collegò le foglie di varie piante con elettrodi per registrare le variazioni di resistività elettrica. Quindi vari soggetti, a distanza, cercavano di alterare mentalmente questa variabile fisiologica per un tempo prefissato, ad esempio 5 minuti. I valori medi di resistività erano quindi confrontati con quelli dei 5 minuti precedenti e seguenti, ed in tal modo fu possibile dimostrare che c’era stata una significativa variazione rispetto ai periodi di controllo.

Qualche anno fa (Giroldini, 1986) ha replicato con successo questo tipo di esperimento utilizzando piante di Tradescantia albiflora, e con la sola variante di misurare i deboli segnali elettrici spontanei sulle foglie della pianta anziché la resistenza elettrica. In questi test, l’azione PK era basata sulla “visualizzazione mentale” della pianta da parte del soggetto, il quale agiva a una distanza variabile fra 8 e 200 metri circa, mentre nessuno era presente nel laboratorio ed i dati erano raccolti in modo automatizzato.

Nel 1982, Nash ha realizzato esperimenti in cui 60 soggetti cercavano, mediante azione mentale, di aumentare o diminuire la crescita di colonie di batteri Escherichia coli. I risultati furono molto positivi ed i tassi medi di crescita nei tubi di cultura furono esattamente nell’ordine: “promozione”> “ controlli” > ”inibizione”.

In recenti esperimenti, Braud e Schlitz (1989) hanno invece descritto esperimenti in cui 40 volontari tentarono con successo di influenzare mentalmente l’attività elettrodermica (EDA) di soggetti posti in stanze perfettamente isolate. I volontari tentarono sia di incrementare che decrementare la EDA in intervalli casuali, mentre i valori di EDA erano raccolti e analizzati automaticamente mediante un computer. La scelta della EDA come variabile fisiologica fu dettata dal fatto ben noto che la EDA è fortemente correlata agli stati emotivi di una persona, e quindi può “rivelare” l’azione mentale (PK) esercitata da una persona su un’altra persona, anche a livello inconscio.

In un altro lavoro, Braud (1990) ha studiato l’influenza mentale sul tasso di emolisi dei globuli rossi del sangue umano. Le cellule furono sottoposte a stress osmotico e il tasso di emolisi era misurato spettrofotometricamente. Ciascuno di 32 soggetti tentò di rallentare l’emolisi in 10 provette usando tecniche di visualizzazione, mentre altre 10 provette servivano come controllo.

I soggetti e le provette erano posti in stanze separate, mentre altri aspetti critici del procedimento erano a “doppio cieco”. I risultati hanno indicato una significativa differenza del tasso d’emolisi fra le provette “protette” e quelle di controllo (P = 0.00002)

Infine, Pleass e Dey (1990) hanno riportato evidenze sperimentali secondo cui l’attenzione e l’intenzione di una persona può influenzare l’attività di una cultura di Dunaliella tertiolecta fisicamente isolata da influenze esterne.

In una seconda serie di esperimenti, questi Autori usarono il sacrificio di cloni come stimolo a distanza. I dati mostravano che l’alga marina Tetraselmis suecica reagiva fortemente al sacrifico delle cellule distanti se lo sperimentatore era conscio del momento del sacrificio. In stretto contrasto, se l’esperimento era condotto in modo del tutto automatizzato (cioè lo sperimentatore non sapeva del momento) i risultati diventavano scarsamente significativi.

Quest’ultimo dato indica che molto probabilmente erano entrati in gioco effetti PK inconsci degli sperimentatori. In altre ricerche è stato studiato l’influsso PK sul tasso di attività motoria di pesci e ratti, o su diverse variabili fisiologiche nell’uomo. Molte di queste ricerche hanno fornito risultati positivi.

PK con Sistemi Fisici Casuali: una breve review

Fra i vari metodi sviluppati dalla moderna ricerca psichica per lo studio sperimentale della psicocinesi, grande attenzione hanno ricevuto i metodi basati sull’uso di sistemi fisici casuali, per esempio generatori di numeri casuali (RNG) oppure di segnali casuali (RSG).

Questi sistemi sono basati sul decadimento di atomi radioattivi, o sul rumore elettronico dei semi-conduttori, tutti processi intrinsecamente casuali. Il vantaggio di questi dispositivi è che il loro comportamento statistico può essere abbastanza facilmente stabilito empiricamente o teoricamente, in modo da avere un preciso quadro di riferimento rispetto a cui osservare una eventuale deviazione significativa. In un tipico esperimento, una persona cerca di distorcere la casualità del sistema in una direzione definita, utilizzando semplicemente la propria volontà cosciente, ed in condizioni che escludono azioni fisiche convenzionali.

Negli ultimi 10 anni molte ricerche sono state realizzate anche in prestigiose sedi universitarie. Risultati positivi sono stati riportati da Bierman (l985), Varvoglis (1986), e Michels (1987).

Questi autori hanno studiato in particolare l’influenza della condizione di feedback contro l’assenza di feedback e hanno trovato (come da studi precedenti) che il feedback, cioè la presentazione immediata del risultato del tentativo di influenzamento PK, favorisce sensibilmente il successo dell’esperimento.

Due gruppi di ricerca, il primo diretto da Jahn (1987, 1988) e il secondo guidato da Lucadou (1987) hanno condotto gli studi sino a oggi più estesi e completi sulla psicocinesi con l’ausilio di tecniche computerizzate, ottenendo entrambi risultati positivi.

Jahn ha condotto la sua ricerca per circa sei anni presso la Princenton University con decine di soggetti e ha ottenuto risultati finali altamente significativi (dell’ordine di P=0.000001), trovando che è possibile influenzare mentalmente un Random Event Generator (REG) secondo una precisa intenzionalità prestabilita, cioè nel senso di aumentare (PK+) o abbassare (PK-) il tasso degli eventi casuali rispetto a una base stabilita in assenza di operatore.Un altro dispositivo era puramente meccanico (Random Mechanical Cascade) ed utilizzava un gran numero di palline di polistirene come bersaglio dell’azione PK. Anche in questo caso sono stati ottenuti risultati altamente significativi, in accordo con l’intenzionalità del soggetto, e confermando così i risultati di studi precedenti, condotti da parapsicologi, quali per esempio Cox (1974) ed Schmidt (1970).

Lucadou ha condotto invece uno studio estremamentecomplesso in cui l’effetto PK è stato correlato con diversi tipi di dispositivi RNG, e con molte variabiii psicologiche. La valutazione dei dati ottenuti ha mostrato che la variabile psicologicapiù importante (in relazione al successo PK) è la credenza o la non credenza del soggettonelle possibilità paranormali. Un’altra importante conclusione dello studio di Lucadou è che i soggetti sono in grado di promuovere e migliorare la loro abilità PK in base all’informazione di feedback ricevuta. Risultati molto positivi sono stati riportati da Schmidt (1990) utilizzando soprattutto generatori di numeri casuali comandati dal decadimento di atomi radioattivi.

Un approccio nuovo ed interessante è invece descritto da Tiller (1990). Questo ricercatore ha utilizzato un dispositivo (una cella a scarica di gas ionizzato, simile a un contatore Geiger) il quale sembra essere facilmente influenzato dalla attenzione e volizione umana, anche a distanza. Se questo risultato sarà confermato, potrebbe diventare un dispositivo più sensibile per la realizzazione di esperimenti di psicocinesi, soppiantando i tradizionali RNGs.(.      )
http://www.elemaya.com/research/Paper1991A.htm

 

 
 
 
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