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daphne7320
   
 

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Il rumore dei propri pensieri...

Post n°257 pubblicato il 29 Giugno 2009 da daphne7320

Eccomi qua,

dopo tanto tempo riesco finalmente a scrivere nuovamente...

Una tristezza immensa si era impadronita della mia anima...dai primi giorni di aprile mi sono sentita persa disperata sconfortata...

Il terremoto qui in Abruzzo mi ha lasciata sopraffatta, tutta quella morte, quel dolore....

Ho vissuto sensazioni contrastanti, la paura che ti blocca il cuore in petto e ti attanaglia lo stomaco....

La gioia di essere vivi, di avere tutti i miei cari incolumi....

L'incredulità del vivere una tragedia così grande......

Il senso di colpa.....

Il sentirmi piccola, senza reali difese...

Voler fare, agire e non esserene capace...

La consapevolezza di quanto alcune cose in realtà siano frivole ed inutili...

Ma le cose adesso stanno cambiando... le persone vogliono tornare a vivere, alla normalità....

Anche se so che sarà impossibile dimenticare, anche se so che ci sono persone che non supereranno mai questa sconvolgente esperienza, vedo intorno a me la forza e la volontà di essere nuovamente sereni...

Ed io spettatrice di tutto questo mi sento onorata e fortunata...

La vita è una cosa bellissima.

DAPHNE

 
 
 

DOPO

Post n°256 pubblicato il 05 Aprile 2009 da daphne7320

Al centro della stanza con il pavimento e le colonne di marmo,

in un ampio letto a forma di vasca e colmo di petali di rosa,

riposava un efebo dalla pelle bianca,

dal corpo perfetto di statua greca.

 Volse verso di me il bel viso armonioso e mi tese la mano.

Mi spogliai e gli andai accanto.

Passò con indolenza le mani sul mio corpo.

Io accarezzai i capelli ricci, gli baciai il petto.

La sua carne era tenera e soda, 

la pelle glabra e così morbida che sembrava fosse stata immersa

nel latte.

Le rose ci facevano da letto soave

,molle,

incredibilmente vellutato e di un profumo squisito.

Lui prese un petalo fra le dita bianche e paffute,

e me lo infilò fra le labbra.

Lo morsi, lo assaporai e, a mia volta,

gliene tesi uno che misi nella sua bocca carnosa,

e che lui pure mangiò,

mentre io gli succhiavo delicatamente il dito medio.

............................

Alina Reyes

 
 
 

E' meglio....

Post n°255 pubblicato il 24 Marzo 2009 da daphne7320

È meglio soffrire come ho già fatto in precedenza...

È meglio che mi lecchi le ferite come ho fatto in passato.


Soffrirò giorno e notte, notte e giorno.

E questo potrà durare settimane, mesi, forse anche un anno.
Finché una mattina, al risveglio, mi renderò conto che sto pensando a qualcosa di diverso, e capirò che il peggio è ormai passato.

Il cuore è affranto, ma si riprendrà e riuscirà a scorgere ancora la bellezza della vita.

 È già successo in precedenza e accadrà di nuovo...

"Lo Zahir" P. Coelho

 
 
 

LA FUGA DELLA LUNA

Post n°254 pubblicato il 23 Marzo 2009 da daphne7320

C'è una pace per i sensi esterni
una pace sognante d'ambo i lati
profondo silenzio nella ombrosa terra
profondo silenzio dove le ombre cessano.

Tranne per un grido che stridulo echeggia
da un solitario uccello sconsolato;
una cornacchia che chiama il compagno,
la risposta dal nebbioso colle.

E d'un tratto la luna ritira
la sua falce dai cieli che si illumina
e fugge alla sua cupa caverna,
avvolta in un velo di gialla mussola.

Oscar Wilde

 
 
 

Ostara, el despertar de Madre

Post n°253 pubblicato il 20 Marzo 2009 da daphne7320

Los ritos de Ostara (segundo de los Sabbats Menores) se celebran el 20/21 de marzo y se asocian al elemento Fuego. Corresponden al Equinoccio de Primavera, siendo la época en que la Diosa despierta de su descanso.
Tras la inactividad del invierno se abre paso la exuberante expansión de la primavera, donde la Diosa fertiliza la Tierra con su energía vírgen, mientras el Dios crece fuerte y voluntarioso, como un hermoso animal, hasta convertirse en el Señor de los Bosques. Y así, unidos ambos, incitarán a las criaturas salvajes para que se reproduzcan.
Es momento de comienzos, de acción y de renacimiento interior… sin amedrentarse, sin ceder, asistidos por la herencia de nuestros ancestros.

 
 
 

A MIO PADRE

Post n°252 pubblicato il 19 Marzo 2009 da daphne7320

 

Padre, se anche tu non fossi il mio

padre, se anche fossi a me un estraneo,

per te stesso egualmente t’amerei.

..................

CAMILLO SBARBARO

 
 
 

LA VITA CHE HO DENTRO

Post n°250 pubblicato il 18 Marzo 2009 da daphne7320

Io ho bisogno di guardare la vita che ho dentro,

questa vita buia e disconnessa da tutte le altre,

ho bisogno di vivere dentro di me,

             perché all'infuori di me                                                  non esiste                                     nessuno che riesca a farmi vivere.

Melissa P.

 
 
 

...IO TI AMO PIU' DI ME STESSO...

Post n°249 pubblicato il 17 Marzo 2009 da daphne7320

...."Io ti amo più di me stesso". Se riuscirò a dirle queste parole, allora potrò andare avanti, in pace, perché questo amore mi ha redento.
L'amore è una forza selvaggia. Quando tentiamo di controllarlo, ci distrugge. Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi. Quando tentiamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi...

"Lo Zahir" di Paulo Coelho

 
 
 

NON TENTARMI DAI...

Post n°248 pubblicato il 16 Marzo 2009 da daphne7320

Biagio Antonacci

 
 
 

TOCCARE

Post n°247 pubblicato il 14 Marzo 2009 da daphne7320

Le mie mani
aprono la cortina del tuo essere
ti vestono con altra nudità
scoprono i corpi del tuo corpo
le mie mani
inventano un altro corpo al tuo corpo.

Octavio Paz

 
 
 
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Un blog di: daphne7320
Data di creazione: 24/02/2008
 

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QUESTO AMORE

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

 
 

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