Creato da amoildeserto il 08/12/2006

beatitudineecastigo

Blog per pochi. Sono gradite menti elastiche ed eleganti. Eleganti … di chi è capace di umiltà (non solo intellettuale). Elastiche … di chi ama il confronto. Non è quindi gradito chi ama autoincensarsi.

 

Rammentare o rammendare?

Post n°185 pubblicato il 20 Gennaio 2014 da amoildeserto

Nel cancellare vecchi messaggi ne è comparso uno di una persona che faceva apprezzamenti sul mio post del 20/03, senza dirne l'anno. E così, nel cercarlo, ho riletto quasi tutto il contenuto del mio blog.

Quante cose sono cambiate da allora!

E' come leggere cose di altri, racconti non tuoi, momenti che non ti appartengono.

E pensi con affetto a quella che eri.


Post n°107 pubblicato il 21 Marzo 2008 

http://blog.libero.it/deakerres/4337765.html
 
 
 

Una canzone e ti ritorna in mente

Post n°183 pubblicato il 02 Giugno 2012 da amoildeserto

E’ su questo luogo che ho incontrato una persona che, nonostante una lunga conoscenza, stento a definire.

Mi ha cercato, rincorso, desiderato, osannato.

Centinaia di mail e messaggi.

Non è riuscito a contagiarmi con il suo amore viscerale per la poesia, non altrettanto con la musica di cui è un appassionato cultore.

Mi ha inviato delicati regali da ritirare nei luoghi più disparati: Feltrinelli, negozi di dischi, osterie e altri luoghi ancora.

Mi sorprendeva sempre, come quella volta che gli raccontai di quel libro che avevo prestato e mai più avuto indietro, di come lo avessi ricomprato, prestato e perso ancora, edizione 76 ormai introvabile, e lui,  a mia insaputa, si è mobilitato ed è riuscito a trovarne una copia, nascosta chissà dove, in una libreria del Sud. E quell’altra, quando al mio compleanno mi fece recapitare un pacco postale con un contenuto che indicava una sensibilità che non credevo esistesse.

Mai sono andata personalmente a ritirare alcunchè, mandavo amiche mie, sì perché temevo di vederlo e a questo non ero pronta.

Attraverso gli scritti sul blog, le parole di chat aveva imparato a conoscermi e quel suo saper entrare nella mia mente, quel suo attaccamento e quelle sue attenzioni mi facevano un po’ paura.

Il suo profilo era dedicato a me, negli scritti e nelle immagini.

Era tutto così strano.

Nel tempo ha poi avuto da me indirizzo e telefono, con l’accordo che non sarebbe comparso senza il mio permesso, in realtà ho sempre avuto il dubbio che, pur vivendo a un paio di centinaia di km da me, sia venuto a curiosare,.

E le chiacchiere telefoniche sono diventare tante: ad ogni ora aveva necessità di sentirmi.

Mi rincorreva, supplicandomi, le non rare volte in cui ho interrotto quel nostro “rapporto”.

Sembrava nutrirsi di me.

Non conosco il viso di quest’uomo, del quale non ho mai voluto vedere nemmeno una foto e che non ho mai voluto incontrare.

Di parecchio più giovane e pure sposato, non poteva rientrare nelle mie scelte.

Per questo o forse perché non sono abituata ad avere troppe attenzioni, ho attivato situazioni di respingimento di cui sono ottima esperta.

Ancora oggi quando passo nei pressi del luogo in cui vive gli mando un messaggio … “Saluti da …”, lui  mi chiede di fermarmi, ma fino ad oggi non l’ho mai fatto.

So che ora si nutre di un’altra, forse di un’altra ancora.

Epilogo che avevo da sempre previsto. Ma non gliene voglio.

 


 
 
 

Vik, sempre nel cuore.

Post n°181 pubblicato il 16 Aprile 2012 da amoildeserto

 

Chiamandoti

Vi chiamo tutti
vi stringo le mani
bacio la terra sotto i tuoi piedi
e dico: offro la mia vita per la vostra
vi do la luce dei miei occhi
come regalo
e il calore del mio cuore.
la tragedia che vivo
è che il mio destino è lo stesso tuo destino.
Vi chiamo tutti
vi stringo le mani
non sono stato umiliato nel mio paese
e nemmeno mi sono ritratto dalla paura
rimango in piedi davanti ai miei oppressori
orfano, nudo, scalzo
ho portato il mio sangue sulle mani
e non ho abbassato le bandiere
ho preservato l'erba verde
sulle tombe dei miei antenati
Vi chiamo tutti
vi stringo le mani.

 
 
 

Del (dis)ordine delle cose

Post n°180 pubblicato il 17 Marzo 2012 da amoildeserto
Foto di amoildeserto


Magari sarei qui a preparare un arrosto farcito, anzi no, è già tutto rigorosamente pronto, anche l’insalatina mista, tagliata a listarelle e riposta in frigo con sopra lo strofinaccio candido.

Le tagliatelle preparate ieri sera, mentre il maritino guardava la partita, e anche il ragù, fatto bollire per ore, così come mi ha insegnato la mia mamma.

Letti ovviamente perfettamente rifatti, finestre spalancate e poi richiuse.

Casa splendente, nemmeno un granello di polvere.

I figli, chi in chiesa, chi (vista l’età … la mia, voglio dire) a prendere la fidanzata (più indicata la moglie) che verrà a pranzo da noi.

Naturalmente la tavola è apparecchiata con porcellane da effetto ed è in attesa dei sorrisi (dei litigi?) che tra poco l'avvolgeranno.


A volte mi chiedo se sarei stata più felice se il destino mi avesse riservato una famiglia da mulino bianco (domanda retorica).


Inutile aggiungere che qua c'è invece un gran caos perchè, come mi ha sempre (pre)detto la mia mamma: "In casa tua, quando ne avrai una, ci si dovrà camminare con gli stivali!".

E la signora delle pulizie ha ahimè cambiato città!

 

 
 
 

Alla vita chiederei, però, un po' di leggerezza

Post n°177 pubblicato il 10 Marzo 2012 da amoildeserto
Foto di amoildeserto

 

Tempo ed energie dirottate in situazioni che necessitano della mia costante presenza, situazioni che, seppur faticose, affronto con tutto l'affetto possibile.

Non faccio cose che valga la pena di venir fermate, cose per me, intendo.

Lo stesso lavoro (la preside, no grazie, inorridisco al solo pensiero), attendo il giorno del meritato riposo, che diventa, ahimè, ahinoi, sempre più lontano.

La stessa casa, perchè vorrei sì, tornare sotto le Torri, la campagna non fa per me, ma la ricerca con annesso trasloco, mi affatica al solo pensiero.

Nessun principe nei dintorni, contenta di questo, perchè diventan inevitabilmente rospi e non è più nelle mie intenzioni sopportare alcunchè.

Quando posso, scappo sui miei monti, riposo assoluto, niente sci, niente camminate, solo chiacchiere davanti al camino.

Vivo serena, perchè ho imparato ad accettare quel che avviene, senza porvi argini.

Anche quando la vita non è buona con me.

 

 

(Ieri ho letto post di questo e dei miei precedenti blog e ho deciso di tornare a scrivere)

(Non so nemmeno più inserire le immagini)

 
 
 

stand by me

Post n°176 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da magdalene57
 

 

aspettandoti ...
a proposito, quando torni?
dai, stai con  noi

 
 
 

Senza titolo

Post n°174 pubblicato il 10 Settembre 2011 da amoildeserto

Perchè quando si torna a guidare per lunghi km in autostrada senza attacchi di panico, vuol dire che sei guarita, libera da lacci e orpelli. 

Prima o poi torno a scrivere.

 
 
 

Un uomo libero, una voce scomoda

Post n°172 pubblicato il 17 Aprile 2011 da amoildeserto

«Non credo ai confini e alle barriere, credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini, alla stessa famiglia umana»
Vittorio Arrigoni – Giornalista, pacifista, attivista per i diritti umani, militante dell’International Solidariety Movement.

 

Mi risulta ancora difficile parlare di te, il dolore per la tua perdita ci ha lasciati esterrefatti, senza parole.

Mi sarebbe piaciuto, ma non ti conoscevo di persona, ti ho conosciuto solo attraverso le parole del tuo blog “Guerrilla Radio”, una finestra a cui mi affacciavo spesso, la tua pagina di FB, che visitavo quasi giornalmente, e i tuoi video che ritraevano vita ed esistenze così lontane dai nostri agi.

Ricordo le immagini che da Gaza ci inviavi per documentare le atrocità dell’orribile Operazione piombo fuso del 2009, il tuo racconto, la tua informazione, giorno per giorno, ora per ora.

La tua voce che arrivò in diretta durante una manifestazione pro Palestina, è ancora nitida nel mio ricordo.

A volte ti immaginavo fra le strade di Gaza, allegro, bello, con quel magnifico sorriso, offrire parole ed aiuto a tutti. Ti ho visto giocare con i bambini, portare invalidi su carrozzine, stare fra i giovani e  durante quel gravoso impegno che affrontavi con caparbia, incurante del fischio delle pallottole, di farti scudo umano sulle ambulanze e fra i contadini e i pescatori della Striscia.

Sei stato un uomo coraggioso, coerente, giusto, buono.

Grazie per le tante cose che da te ho imparato.

Restiamo umani … tu l’hai sempre fatto, anche nelle occasioni più terribili, io ci proverò.

Ciao Vik!

 
 
 

Sponda sud del Mediterraneo

Post n°171 pubblicato il 04 Marzo 2011 da falco58dgl

gheddafi

Come nel 1989 nell'Europa dell'Est, con un movimento rapidissimo che si propaga da paese in paese, da nazione a nazione, la sponda sud del Mediterraneo sta vivendo una transizione epocale, una rivoluzione storica che rovescia i rapporti di forza tra le oligarchie dominanti e le popolazioni della Tunisia, dell'Egitto, dell'Algeria, della Libia.

Nel giro di un mese, è stato deposto Ben Alì, che governava la Tunisia da 23 anni, è stato cacciato Mubarak, al potere ininterrottamente in Egitto da 30 anni, sta crollando il feroce e sanguinario regime di Gheddafi, padrone assoluto da 42 anni della Libia.

Ciò che colpisce nelle sollevazioni popolari è la giovane età di molti dei manifestanti e l'adesione trasversale alle richieste di libertà e di democrazia che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di Tunisini, di Egiziani, di Libici. Una protesta popolare motivata in parte da ragioni economiche (i prezzi di molti generi di prima necessità sono aumentati anche dell'80%), ma soprattutto da esigenze di democrazia e di  libertà da regimi che hanno ingessato quei paesi fin dagli anni '70-80 dentro proposte di governo autoritarie, limitazione dei diritti civili, arricchimento sfrenato dell'entourage dei dittatori e impoverimento complessivo degli strati popolari.

Colpisce in modo particolare il coraggio dei manifestanti che hanno resistito a repressioni feroci in Egitto e in Tunisia e che stanno sfidando i mercenari e l'aviazione di Gheddafi impegnati nel  perpetrare autentiche stragi (si parla di 10.000 morti nella prima settimana di proteste). Come se chi manifesta, avesse capito  che la  posta in gioco è il loro presente e il loro futuro e non ci potessero essere mediazioni rispetto alle richieste di rinnovamento radicale.

Gli scenari devono ancora compiutamente svilupparsi. E' troppo presto per sapere quali sbocchi avrà la rivoluzione del Mediterraneo. Certo, a differenza di altri moti popolari nei paesi musulmani, non sono stati notati  accenti fondamentalisti o derive estremistiche. Nessuna bandiera americana bruciata, nessuna fatwa contro Israele, richieste di libere elezioni e di rinnovamento democratico. [leggi tutto]

 
 
 

finalmente!!!!

Post n°170 pubblicato il 03 Febbraio 2011 da il.cuculo

Eravamo tutti in pena,ci si domandava in quale deserto avessi deciso di stabilirti,le mani ormai strappavano gli ultimi capelli,quando.......

                               FINALMENTE!!!!!!

Eccoti qui.

Per favore se parti ancora lascia un biglietto che così staremo tutti tranquilli.

                                  :-)))))

 
 
 
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ANTIGUA. GUATEMALA

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Quel luogo incantato ...
Solenne città coloniale, splendida nella sua decadenza, atmosfera rarefatta, trasognata, aerea … il luogo dell’anima.
Camminare fra le stradine di ciottoli, ammirare la magnifica architettura delle case giallo-ocra, le splendide chiese, l’affascinante visione dei tre imponenti vulcani, Agua, Fuego e Acatenango, ha rappresentato per me la realizzazione di un sogno, neppur sognato.
Antigua il luogo dove vorrei vivere, non so se questo mai accadrà, mi sono però fatta la promessa di trascorrervi almeno un anno dei miei giorni.

 

LEI. FRIDA KAHLO

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In un articolo su Leon Trotskij, comparso su Frigidaire nei primi anni ‘80, venni per la prima volta a contatto con la figura di Frida Kahlo.
Mi parve da subito una donna di grande coraggio e intelligenza e decisi di approfondire attraverso alcune letture.
Moglie del più grande muralista messicano, Diego Rivera, ebbe, oltre la poliomelite, due gravi incidenti: il primo a 18 anni quando, in uno scontro fra un tram e l’autobus su cui viaggiava, rimase trafitta e ciò le comporterà nel corso degli anni la non possibilità di vivere la maternità e il dover subire un gran numero di interventi, fino all’amputazione di un piede prima, della gamba poi … il secondo … l’incontro con Diego, che lei soleva dire, a volte per scherzo, a volte per rabbia, essere stato un incidente decisamente più grave del primo!
Frida dipinse nelle opere, in modo crudo e aspro, ma al contempo dolce e delicato, la parte dolorosa della sua realtà.
Nonostante l’handicap e le grandi sofferenze è riuscita a vivere coraggiosamente, anche in modo estremo, giorni pieni di ideali, di passioni, di amori, di incontri.
E’ stata adorata da Diego e lo ha adorato nonostante i ripetuti tradimenti: non era, di questi, il rapporto fisico che la distruggeva, ma il tradimento mentale, la mancanza di lealtà e, in quelle sue ferite, penso ci si possano riconoscere e ritrovare molte donne.
Divorzieranno, si cercheranno di nuovo e si sposeranno ancora … fa venire alla mente i tanti rapporti indefiniti, a volte conflittuali, così difficili da recidere, coppie addomesticate, in cui nessuno riesce a fare a meno dell’altro, forse, per amore.
E’ stata amata da tanti per quella vivacità, trasparenza, duttilità e finezza mentale, che le hanno permesso di vivere e coltivare, nei momenti in cui tutto luccicava, i fiori del giardino della sua vita e di sostenere, con grande forza, la solitudine nei tanti momenti bui.
Fosse lo stesso per tutte quelle donne che, da regine, si ritrovano un giorno, non più accolte!
Nella sua casa, Casa Azul, ora museo, fra le sue cose, i suoi colori, le sue opere, si respira un’aria tersa, linda, che ti entra dentro e ti riempie l’anima .
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(scritto nel giorno del 50° della sua morte 13 luglio 1954 - 2004)


 

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