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Un blog creato da giulia_770.it il 15/01/2008

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.... e arte....

 
 

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L'ra della figlia del maro' M. Latorre

Post n°4153 pubblicato il 01 Settembre 2014 da manu78_it

Marò: Latorre colpito da un'ischemia e ricoverato in ospedale,  esplode la rabbia della figlia Giulia: "Le belle notizie non ci sono mai, Italia di m.... fateli stare là ancora un po'"

.Si resta sgomenti di fronte a due eventi riguardanti i Marò: il primo riguarda l’immotivato, assurdo “ubbidisco!…” dei due Marò ai Superiori che li hanno voluti rispedire in India, Paese dove vige la pena di morte e perciò potevano e dovevano ribellarsi e rifiutarsi. Il secondo riguarda la mancata presa di posizione, decisione dei nostri Governanti e Parlamentari tutti, che avrebbero potuto e dovuto imporre un ultimatum.........

Di la tua...

 
 
 

"Genesi"

Post n°4152 pubblicato il 01 Settembre 2014 da manu78_it

. 

La mostra fotografica di Salgado "Genesi" toglie il fiato per quanto è bella. Immagini potentissime natura strepitosa luci e sguardi che sembrano arrivare da altri mondi. Da vedere!

 
 
 

Autunno..

Post n°4151 pubblicato il 01 Settembre 2014 da leon_moda

questi modelli ho scelto per te...

.1) per congressi....

2) guarda la linea del cappotto

3) per una serata...

Ciao tesoro, so tutto da Marika a presto...

 
 
 

Weekend con il morto.... I passeggeri giocano i numeri al lotto ..

Post n°4150 pubblicato il 30 Agosto 2014 da manu78_it

 I passeggeri della nave traghetto che, come ogni giorno, collega la Sicilia alla Calabria, non potevano credere ai loro occhi una volta sbarcati a Villa San Giovanni ................Tra le auto pronte a sbarcare, infatti, è comparsa un'utilitaria, una Matiz gialla, con una bara vuota sul portapacchi, che ha ovviamente attirato l'attenzione dei presenti.



 Pare che in Sicilia le bare costino decisamente meno che nella penisola, ma intanto alcuni passeggeri della nave hanno voluto giocare al lotto i numeri 12 e 66....

Consiglio di giocare anche :  23 o scem,  72 a meraviglia e  90 a paura....

 
 
 

Kikka non ho parole....

Post n°4149 pubblicato il 30 Agosto 2014 da manu78_it

leggi :http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ha-stuprato-anche-bambina-finito-l-incubo-maniaco-seriale.html

ieri parlando con alcuni nostri amici comuni tu sai quali sono (gli amici di via Copernico).. mi sono sentita quasi male...non ci voglio credere, e la settimana scorsa ho incontrato anche i suoi genitori ho parlato con loro chiedendo anche di Luca .. ma noi non sapevamo nulla .... 

 
 
 

Parti per Forli'? :(

Post n°4148 pubblicato il 30 Agosto 2014 da simona_780car

Ma come fai col piede?? Anche sei non guidi tu stai attenta!!

...Fammi sapere quando sei a Forli! :(( Mi spiace tanto Kikka....
 
 
 

A righe e con una stella. Cosa vi sembra?

Post n°4147 pubblicato il 29 Agosto 2014 da manu78_it

Indignazione sul web: "Ricorda l'Olocausto"

Una maglia a righe (per fortuna non verticali) con una grande stella gialla sul cuore. Nelle intenzioni degli stilisti di Zara avrebbe dovuto richiamare l'uniforme dello sceriffo americano. E, invece, a molti ha fatto tornare alla memoria tempi cupi, quando proprio una stella di colore giallo veniva utilizzata per identificare i cittadini di religione ebraica. E sul web è scoppiata la polemica tanto che la casa ha subito ritirato la maglietta...La maglietta, destinata ai bimbi più piccoli, era in vendita nei negozi online di tutto il mondo, Israele compreso. Chiaro a tutti che si è trattato di uno scivolone, di una gaffe certamente non voluta. Ma ciò non è bastato a placare l'ira della Rete. ........

Non è la prima volta che Zara finisce nella bufera per un suo articolo. Qualche anno fa era stata messa in vendita una borsa floreale sulla quale campeggiava una svastica verde. Anche in quel caso ci furono le scuse e il ritiro dal commercio.

 
 
 

Il tuo primo cd..Vasco Rossi.. Ricordi?

Post n°4146 pubblicato il 28 Agosto 2014 da pietro_791.it

 

 

Miss acidina!!  Ti addolcisco un po'!

 
 
 

Chi dice : ..........

Post n°4145 pubblicato il 28 Agosto 2014 da giulia_770.it

 

“Chi ci dice che l’omossessualità non è una malattia? La scienza? Quante volte la scienza sbaglia”
Questa è la tesi di Angelo Figuccia, consigliere comunale a Palermo: leggete qui :
http://bit.ly/VP2hzz


Anche la stupidità dovrebbe essere una malattia e precludere cariche politiche....

 
 
 

Manu!

Post n°4144 pubblicato il 28 Agosto 2014 da giulia_770.it

A me il libro di Salgado è piaciuto tantooooo....

..

 
 
 

Zia Giu!

Post n°4143 pubblicato il 28 Agosto 2014 da simona_780car

Ti voglio bene, zia Giu...

e' tutta tua zia Giu...

Carlotta...

 
 
 

E' l'uomo per te :)

Post n°4142 pubblicato il 27 Agosto 2014 da pietro_791.it

 

 

 

 

 

ma cio' che ami in lui..... non mazziarmi!!!

 
 
 

Scoprire...

Post n°4141 pubblicato il 27 Agosto 2014 da giulia_770.it

Da corso Magenta, una sbirciata alle meraviglie appena "dietro" San Maurizio....

 
 
 

zia Giu! Fammi fare anche io so cucinare:)

Post n°4140 pubblicato il 27 Agosto 2014 da giulia_770.it

 Ok aiutami Carlotta!!!!

Sogliola per Carlotta.

zia Giu sono stata brava?

Si !

Ohhhh  Carlotta guarda?

zia Giu , scusa per il disordine...

Teresaaaaaaa quando torni?!?!?!?!?

 
 
 

Milano, episodio di antisemitismo...

Post n°4139 pubblicato il 27 Agosto 2014 da giulia_770.it

Tram 27...... un uomo seduto sui sedili anteriori, il cappello che copre malamente la kippah, viene aggredito verbalmente da un immigrato arabo che gli chiede a bruciapelo “Sei ebreo?”". Poi gli sputa in faccia, prima di scendere alla fermata di piazza Missori........La notizia circola da giorni su internet. A Ferragosto, anche il sito della Comunità ebraica l’ha rilanciata, denunciando l’ennesimo episodio di antisemitismo nel nostro Paese.....

 
 
 

Beh!

Post n°4138 pubblicato il 26 Agosto 2014 da giulia_770.it

 

 

Io ci ho provato!!

 
 
 

Noi da Genova : iniziamo con Frida..

Post n°4137 pubblicato il 26 Agosto 2014 da fabio_ro2014

Inizio io su sul tema della Creazione, mescolanza di allegorie ispirate a varie religioni e alludente, attraverso la raffigurazione ....l'opera risultò un inno razionalista all'origine dell'uomo e alle sue facoltà intellettuali, realizzato con un linguaggio non immemore dei mosaici ravennati e degli affreschi del Rinascimento italiano...

Poi  continua  Asia con  Frida kahlo (ci sono gli agenti di Firenze).. ciao a dopo!

 
 
 

Arriva Chagall, capolavori e memorie...da non perdere!!!

Post n°4136 pubblicato il 26 Agosto 2014 da elis_772.it

La mostra “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985″ che si aprirà il 17 settembre a Palazzo Reale di Milano è la più grande retrospettiva mai dedicata in Italia a Marc Chagall, con oltre 220 opere – prevalentemente dipinti, a partire dal 1908, data in cui Chagall realizzò il suo primo quadro, Le petit salon, fino alle ultime, monumentali opere degli anni ‘80 – che guideranno i visitatori lungo tutto il percorso artistico di Marc Chagall, accostando, spesso per la prima volta, opere ancora nelle collezioni degli eredi, e talvolta inedite, a capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo, quali il MoMa, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Museo Nazionale Russo di S. Pietroburgo, il Centre Pompidou, oltre a 50 collezioni pubbliche e private che hanno generosamente collaborato.

All’interno di un rigoroso e completo percorso cronologico, la mostra si articolerà in sezioni, partendo dalle opere degli esordi realizzate in Russia; durante il primo soggiorno francese, e il successivo rientro in Russia fino al 1921; con l’autobiografia scritta da Chagall al momento del suo definitivo abbandono della Russia, si aprirà il secondo periodo del suo esilio, prima in Francia e poi, negli anni ’40, in America dove vivrà anche la tragedia della morte dell’amatissima moglie Bella; con il rientro in Francia e la scelta definitiva di stabilirsi in Costa Azzurra Chagall ritroverà il suo linguaggio poetico più disteso, rasserenato dai colori e dall’atmosfera del Midi.

(iniziamo con Chagall e nel pomeriggio Segantini)... ciao Kikka a dopo..

 
 
 

di Alberto Buscaglia - articolo uscito sul supplemento della Provincia di domenica 24

Post n°4135 pubblicato il 25 Agosto 2014 da AlbertoAABruno

Quel lago tortuoso che sbuca a ponente

“Un lago tortuoso che sbuca a ponente, chi sa d’onde, dietro un promontorio scosceso, e si gitta a levante, chi sa dove, dietro un’umile punta; tutto all’ingiro grandi montagne che affondano le radici nelle acque verdi te le serrano da ogni lato e vi specchiano la loro deserta maestà; una timida frotta di paeselli, parte appiattati nell’ombra d’una valle, parte nascosti al sole tra viti ed ulivi, ma pronti, si direbbe, a rintanarsi al primo rumore insolito; ecco la scena di questi versi. Se ne cercaste il nome ed il sito in un dizionario geografico, trovereste affermato audacemente che sta sul confine italiano di fronte alla Svizzera. Sarebbe forse più cauto dire che sta fuori dal mondo conosciuto…”.
La “scena”, così affettuosamente descritta da Antonio Fogazzaro nell’introduzione alla sua prima raccolta di liriche (1876), è naturalmente quella della Valsolda, il luogo avito dove lo scrittore vicentino amava passare lunghi periodi nella casa materna dei Barrera di Oria, tanto che il toponimo diventò anche il simbolicotitolo di quella sua seconda impegnativa prova letteraria.
Certo la romantica descrizione fogazzariana della morfologia paesaggistica della punta italiana del lago di Lugano (detto anchelago Ceresio), potrebbe essere assunta integralmente ancora oggiiuna contemporanea una guida turistica, anche se ad un attentoesame del panorama odierno, soprattutto se osservato dal punto di vista di un turista nautico, non saltassero subito all’occhio le tantee incaute sovrastrutture edili erette a partire dalla seconda metà del secolo XX, che, con il loro impersonale ingombro, quel dolce e riservato paesaggio hanno purtroppo stabilmente modificato.
Tuttavia, nonostante i guasti operati dal cosiddetto Progresso, che d'altronde ha coinvolto pesantemente e in modo irreparabile il paesaggio di tutto l’italico stivale, la Valsolda continua a mantenere il suo antico fascino di territorio in limine, giustapposto fra un lago di Como carico di antica e fastosa storia anche turistica e lo svizzero Cantone Ticino, di cui condivide lingua, tradizioni e cultura. E’ anche vero che proprio questa solitaria posizione geografica ha contribuito alla scarsa conoscenza del territorio valsoldese da parte soprattutto degli italiani, favorendo invece,certamente per la contiguità con la federazione Elvetica, la “scoperta” da parte di turisti germanici e svizzeri di lingua tedesca, i quali, dapprima frequentatori delle brave coste spagnole,da quei lidi hanno importato, per le loro nuove ville valsoldesiun immaginario stile ispanico-californiano-messicano composto diloggiati circondati da tonde colonnine in mattoncini rossi erecintate da muriccioli ondulati, calcinati di bianco accecante e ricoperti con tegole a coppo… 
D’altronde Il fenomeno turistico-migratorio d’oltralpe era già ben presente al Fogazzaro, il quale, sempre nella già menzionata prefazione, così descriveva il nuovo avanzante turismo postromantico: “…Nei mesi in cui si navigano i mari del polo un piccolo piroscafo esce ogni giorno dal promontorio di ponente, fugge, sbuffando dietro la punta di levante e rifà quindi la via. Porta i manipoli della invasione barbarica che si versa ogni anno dalla montagna delle nazioni, il Gottardo. Armati deglialpenstock, stringendo il primo bottino di fiori e di frutta come se avessero in pugno la dolce Italia, questi uomini forti, che sentono tuttavia la cupidigia del mezzogiorno, si accampano sulla tolda del vapore colle lor donne, i bambini e le masserizie. Non guardano né a destra né a sinistra”. Nel caustico umorismo del giovane Fogazzaro non sembra già di riconoscere unanticipazione delle nevrosi letterarie e linguistiche dell’ingegnere Carlo Emilio Gadda, attentissimo osservatore, mezzo secolo dopo, delle smanie della villeggiatura fuori porta e dell’avanzante scempio paesaggistico, edilizio e antropologico, nel caso suo riferito alla odiosamata vituperata Brianza?
Llungimirante visione fogazzariana di un moderno turismo incapace di indugiare sulla natura e sulle opere degli uomini, senza fermarsi a guardare “né a destra né a sinistra”, ci riporta ai tempi nostri, inducendoci a riconsiderare forme meno superficiali di escursionismo turistico, più adatte a coinvolgere visitatoriesterni ma anche i residenti, verso il ricchissimo patrimonio di storia naturale e culturale offerto dal nostro territorio, spesso ignorato o addirittura non godibile per mancanza non solo di idee, o di mezzi finanziari, ma soprattutto per disinteresse.
La Valsolda e i territori e le valli ticinesi limitrofe sono luoghipieni di una lunghissima storia: non solo storia naturale (basti pensare ai ritrovamenti fossili nei pressi di Osteno, borgo che ha dato il nome ad alcune specie di pesci e crostacei risalenti anche a cinquecento milioni di anni ), ma anche un’intensa e importantestoria culturale e artistica
Scalpellini, mastri muratori, pittori, decoratori: “…con questa qualifica iniziava l’avventura della maggior parte dei ticinesi che si recavano nei grandi cantieri delle città italiane in cerca di lavoro”, per citare le parole dello storico dell’arte lombarda e ticinese Giorgio MollisiE non solo nelle grandi città italiane già dai primi del Cinquecento in profonda trasformazione urbanistica e artistica, ma anche avventurandosi a Nord, oltre le Alpi gli artisti valsoldesi portavano la loro maestria e la loro arte come “ambasciatori del Barocco”, tanto che molte delle loro importantiopere architettoniche e pittoriche si possono ammirare in Polonia,in Moravia, in Lituania e in Russia, dove con la loro apprezzata e ricercata attività esportarono i loro nomi indiscutibilmente valsoldesi: Antonio e Isidoro Affaitati, Giuseppe Simone Bellotti, Pietro Puttini, Giovanni Merli, Giuseppe Piola, Paolo Fontana, Giovanni Battista Cocchi, Paolo Pagani, e i componenti della famiglia Ceroni imparentati con i Barrera, un cognome che ci riporta ad Antonio Fogazzaro… Questi artisti, pur se pienamente inseriti nei paesi d’immigrazione, non si dimenticarono della terra d’origine, dove lasciarono il segno del loro genio nelle chiese dei borghi natii, nei palazzotti di famiglia o nelle volte delle parrocchiali, come lo splendido ciclo di affreschi di Paolo Paganiammirabilnella chiesa di Castello, suo paese natale e tuttora il borgo più conservato e rappresentativo della Valsolda.
Proprio dalla memoria di questo illustre e fecondo passato è nata l’idea di istituire il Premio Antonio Fogazzaro, non solo per onorare uno scrittore che è indiscutibilmente inserito nel canone della letteratura italiana tra Otto e Novecento, ma anche per contribuire alla conoscenza di un patrimonio territoriale e regionale ancora in parte da scoprire e valorizzare. 
Un premio letterario con le sue iniziative legate alla scrittura e alla letturaalla musica e alla cultura del territorio, può certamenteessere di stimolo alle amministrazioni locali perché si impegnino apredisporre gli strumenti amministrativi e finanziari adatti a promuovere un turismo di eccellenza, liberando energie imprenditoriali private e pubbliche affinché i luoghi d’arte e quellinaturali possano essere fruibili dai visitatori nei modi più creativi, sicuri e confortevoli, perché un turismo moderno e intelligente non può che ripartire dalla cultura, dalla conservazione evalorizzazione di monumenti e musei e dal rispetto dell’ambientenaturale. 
Un esempio di questa moderna visione di offerta culturale è stato l’atto di donazione della villa valsoldese di Antonio Fogazzaro alFAI, generosamente compiuto dal marchese Giuseppe Roi,l’ultimo erede del grande scrittore, che quella casa ha conservato e amorevolmente restaurata: offrire alla Valsolda, ai turisti e agli studiosi un bene monumentale privato ma attivo e visitabile, al riparo da pastoie pubbliche e intrighi burocratici che quasi certamente ne avrebbero decretato l’incuria e la condanna alla chiusura.
Il Premio Antonio Fogazzaro, accolto con fervida approvazione dal marchese Roi, ha compiuto sette anni. Ora si appresta a entrare nell’ottavo, forse con qualche necessario rinnovamento e nuove alleanze, ma con la coscienza di aver compiuto in questi anni un lavoro necessario per mantenere viva l’attenzione sul grande scrittore vicentino (ma valsoldese per elezione!), certo di averfatto conoscere a moltissimi italiani ignari di geografia fogazzariana, quel “lago tortuoso che sbuca a ponente… che sta fuori dal mondo conosciuto”.

Alberto Buscaglia

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Biografia di Alberto Buscaglia

Ideatore e curatore del Premio Antonio Fogazzaro, la sua storia personale e artistica è strettamente intrecciata a quella del fratello gemello Gianni. Insieme lavorano come assistenti in alcune produzioni documentaristiche e nei film “I fidanzati” di Olmi, “Una storia milanese” di Eriprando Visconti e “Il terrorista” di Gianfranco De Bosio. Dopo due stagioni come fotografi di scena ufficiali del Piccolo Teatro di Milano, alla fine degli anni Sessanta i due fratelli aprono uno studio nel cuore della vecchia Milano dove si occupano di pubblicità e dove documentano l'attività degli artisti che operano in quel periodo nella città lombarda. In quegli stessi anni lavorano a numerosi progetti cinematografici e radiofonici, ideando e dirigendo per Radio Rai alcuni programmi sperimentali che realizzano nello Studio di Fonologia di Milano.
È l'inizio di una lunga attività radiofonica e televisiva per la Rai che si protrarrà sino alla fine degli anni Novanta e che attualmente prosegue, sempre nell'area del teatro e della fiction radiofonica, con la RSI-Radio della Svizzera italiana. Dall'inizio degli anni Ottanta si dedicano anche alla regia teatrale collaborando con Teatri e Compagnie di Milano e della Svizzera italiana, impegnandosi anche in attività didattiche e di laboratorio legate al lavoro dell'attore, alla messa in scena e alla drammaturgia.
Nel 2008 Alberto Buscaglia crea il "Premio Antonio Fogazzaro" di cui continua a curare la direzione artistica. Nel 2011 è stato chiamato a far parte del "Comitato Guido Morselli Genio Segreto" e della giuria del Premio letterario omonimo per il romanzo inedito.

 
 
 

Che ne dite?

Post n°4134 pubblicato il 25 Agosto 2014 da giulia_770.it

Musei : E' giusto portare anche i bambini?

Secondo  alcuni esperti portare i figli a vedere una mostra non è solo educativo in quanto li si abitua a frequentare i musei, ma serve anche a sviluppare apprendimento e capacità cognitive. Soprattutto se li si fa partecipare a uno dei tanti laboratori che sempre più struttura organizzano, laboratori che stimolano ancor di più le curiosità e gestiscono la spontaneità dell'approccio all'arte...

Ci sono laboratori per bambini tra i 3 e gli 11 anni: e in questo modo si trovano con gli strumenti per poter capire e apprezzare. Solo in questo modo si costruisce il pubblico di domani. Certo, poi bisognerebbe pensare anche i musei a misura di bambino, e spesso molti dei nostri non lo sono ancora.....

Ok!   Invece un'artista inglese rilancia la polemica: i piccoli nei musei disturbano e basta :

" Bambini al museo? Non perdete tempo a portarli, lasciateli a casa. I genitori sono degli arroganti se pensano che i loro figli possano capire artisti come Pollock o Rothko. Non c'è alcun collegamento tra le opere di Matisse e i livelli essenziali di arte dei bambini, chi lo dice è meno intelligente dello scemo del villaggio». Non usa mezzi termini Jake Chapman, artista inglese del duo Chapman brothers, portare i figli piccoli al museo non solo è inutile, ma è anche dannoso per gli altri che invece di visitare una sala di un museo con la necessaria tranquillità si vedono assaltati da bambini vocianti che tutto hanno in testa fuorché godere dell'arte" ....

Dunque è meglio lasciare i bambini a casa, o invece è assai più sano portarli alle mostre, ai musei e ovunque ci sia dell'arte?

 
 
 
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