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L'equilibrio...

Post n°1063 pubblicato il 10 Settembre 2012 da nadalo72

L’equilibrio, la sostanza sfugge incontinente sulla linea dolorante del pensiero, simulo onde magnetiche per schiudere porte distanti e solchi troppo depressi per poterci entrare, sospiro a mani intrecciate mantenendo il mento alto, lo sguardo fiero sull’attenti,  mentre piccoli esseri santi vibrano intermittenti sul video luminoso dei perché.

Allora invoco nuovi involucri di carta stagnola, nuove forme che ingaggiano materia, nuove filosofie per parlare chiaro ad alta voce, che qua la vita è storta come i fili dell’alta tensione bagnati dall’odore di un cane che passeggia solo nell’umidità di questa notte di settembre, che dei sogni non ne vuol sapere, che di tutte le nuvole ne ha fatto un pugno, che i nervi cedono sorridendo d’ironia scomposta alle puttane che fumano sedute agli angoli di strada.

Immaginate ora vetri rotti di una bottiglia intatta, finestre chiuse per far entrare vento, soli abbaglianti per conficcare aghi d’ombra nelle braccia di un punto morto, le pupille sulla soglia di casa, gli sguardi bianchi appoggiati su Dio, l’ostia che preme sulla gola, l’arido che ci rende fertili, i bambini che muoiono lenti sulla tua pancia piena di bolle.

Cataclisma del silenzio, oltraggio alla corte, sembianza di farfalla, muto moto mutevole e mutante, la filastrocca che si ripete sorda sul tutto che imprime forma al niente, come addormentarsi in un insieme di contrasti mentre sorda la tua maschera riposa fresca sul cuscino dei sogni.

Manca la poesia? Manca la purezza?

Incanto il mio vedo sul tuo sguardo, sei immensa per la mia piccola vita, un vaso di fiori sul tavolo, le tue dita che riportano miracoli.

 
 
 

c'è...

Post n°1062 pubblicato il 10 Settembre 2012 da nadalo72

C’è un sentiero che si sdraia nell’immenso precipizio della sera, luci e ombre parlano insieme e la lingua ingoia senza parole le sillabe che stillano acqua santa, che non ci pensa neanche a farsi redimere, perché l’essenza di ciò che cogliamo è sottile come un filo bavoso di seta, l’oro che sfavilla nelle cantine sorde delle nostre inquietudini è ciò che dobbiamo cercare, il fortunato ha sempre una sigaretta, anche se quella prima era l’ultima.

Così in fila indiana avveleniamo le nostre frecce, pubblicità volano sulle nostre teste, robot che ci fanno da mangiare, sentimenti microfiltrati sulle pagine elettroniche del mondo…che dolce disfatta, il non saper più parlare bene, il non saper dormire bene, siamo le pillole che ingoiamo, i vestiti che non ci piacciono, le fragole che d’inverno diventano più rosse.

Fuori stagione, fuori campo, fuori fuoco, Abemus Papa con contorno di bestemmie, talmente liberi che chiamiamo case le nostre regole, aria condizionata, a condizione che, firme che ci trafiggono meglio di chiodi  arrugginiti sul legno disarmonico della nostra croce, siamo il bue o l’asinello?

E allora ti vorrei qua mia dolce Maria Maddalena a lavarmi i piedi e a concedermi una notte d’orgasmi, vorrei che i tuoi capelli divenissero manto reale, ermellino morto sulle mie spalle, occhi che insultano ogni visione, cuore che regge a stento, ore che passano e impartiscono lezioni di tempo, che non aspetto tempo nei minuti che tristemente sorseggiano secondi santi, mescendo nel mio bicchiere vuoto il vino sporco del tuo logoro riflettere.

 
 
 

Accanto...

Post n°1061 pubblicato il 10 Settembre 2012 da nadalo72

Accanto al cielo ho reagito all’azzurro che mi avvolgeva, era come restare immobile e contare a una a una tutte le nuvole che il mondo potesse concedere, ho bevuto la pioggia e la sua danza, il vento e il suo schiamazzo, l’idea del sole e l’incontro passionale del suo essere, come due sposi accostati sul filo di una risposta, come quando gli uccelli si posano nel centro di un bilico sui rami, come il becco che canta sottili melodie al verme che diventerà cibo buono per giovani piume, come la terra che ne mangerei il profumo stringendola unicamente tra le mie mani.

E me ne vado così, avvinghiando il corpo della mia anima, riassumendo concetti che mi portano luce, sfiorando la lotta soltanto per colpire la difesa, bevendo ciò che disseta, come se  l’intero fosse pioggia fresca, quando lieve scioglie colori per la tela del tutto che si acquerella al miracolo.

E mi viene da sorridere adesso, perché tutto è tranquillo in questo camminar leggeri, mi sembra di diventar anche  più bello con i miei capelli bianchi e la  tua mano furtiva appoggiata sul culo…..

 
 
 

E se...

Post n°1060 pubblicato il 10 Settembre 2012 da nadalo72

E se tutto all’improvviso cambiasse, se le favole insomma finissero male, avresti il coraggio di vivere felice e contento?

Perché il vento a volte non soffia, e i vecchi di certo non tornano bambini, le ore del mattino non hanno il sapore delle stelle ma arrivano sempre quando meno te lo aspetti, quando suona la sveglia, quando  crocchiano le ossa…

Passa il tempo, le nubi filano nella direzione giusta, che alla fine la pioggia arriva e finalmente ti potrai lavare guardando fisso su nel cielo ad un passo dai sorrisi perduti…correre, camminare, appoggiare le stampelle al muro e vergognarsi della propria paura, affrontare  il niente richiede più coraggio, come quando urli e nasci, come quando manca qualcosa, come se qualcosa potesse cambiare…

E se all’improvviso tutto cambiasse veramente, se le favole cominciassero a finire male, se il tuo vivere felice e contento fosse un gioco del destino, se l’inganno fosse la sola verità per capire il mondo, da quale parte ti addormenteresti per restare sveglio?

Mille filosofie, una tazzina di caffè, una mano che ti aiuta e ti sorprende sollevandoti come un palloncino di plastica che sale all’improvviso, una voglia che ti riempie un vizio, un sordo che sente vibrare i colori nel silenzio, una resa che non è sconfitta, un pulpito che non insegna niente eppure impone la cura, ammalarsi solo delle proprie capacità, scrivere una lettera sopra un foglio di carta bianco, finire iniziando qualcosa, rimanere intatto frantumandosi in mille pezzetti d’aurora.

Le cicale cantano ancora e le stanze della quiete sono troppo silenziose.

 

 
 
 

Ho scritto....

Post n°1059 pubblicato il 26 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesie

Ho scritto parole buone, parole che si scollavano dalla bocca, parole che nessuno mai ricorderà…sensi unici, unici respiri, uniche sillabe per l’alfabeto perfetto…che non esiste…

E mi guardo un film francese un po’ snob un po’ nebbioso simile a due scheletri che si contendono l’ultimo pezzo di carne, carnale, viscerale, a suo modo romantico, come un fiore lasciato sulla tavola ancora unta di briciole e sesso.

Le tue mani che del miracolo hanno l’inatteso stupore, il tuo respiro che s’infila nei pantaloni che senza cintura rischiano di cadere, la pancia che si riempie di tutto come quando un battito d’ali si frantuma indifferente nel cielo di quest’Agosto che ci soddisfa.

Bocca, occhio, lente d’ingrandimento per vedere le parole scritte tra le righe, accendere l’ennesima sigaretta e leccare il fumo che sale distorto, poi scende, poi sale…un po’ come noi che infondo all’anima danziamo come granelli di polvere scordati nell’angolo del piacere, eco della tua voglia, voglia che include una richiesta, adesso vuoi solo gridare ma da dentro, sottovoce, sui miei capelli madidi e neri.

Nuda adesso non hai rifugi, come un bambino che nasce, come un’ombra che incontra il sole, come un fiume che torna indietro, come la noia che ti fa starnutire…

Pensa alla traiettoria perfetta del nostro sfidarsi, a faccia a faccia, gambe tra le gambe, due farfalle che si fermano di colpo per poi riprendere l’aria che conduce all’eterno godere godendosi ciò che i brividi possono ancora offrire.

Solo piacere, e ripetiamolo il piacere, moltiplichiamolo il piacere e che sia  puro come un Cognac invecchiato in cantina, aperto all’improvviso in casa a caso un giorno come un altro…

 

 
 
 

Ora....

Post n°1058 pubblicato il 26 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesia

Ora, che scodinzoli nel tuo pianto, il sereno del cielo sembra un temporale quietato senza lampi, senza tuoni, senza l’odore umido che precede la pioggia e bagna i vestiti appesi al ramo spoglio del sole, quale frutto coglierai se la terra è arida come il tuo respiro e le crepe del ricordo ingurgitano il morbido brusio del bosco che sorride ai folletti danzanti.

È la menzogna che ti rende fiera, l’apparire che ti rende debole, il dimostrare che ti rende inerme davanti a tanta semplicità, perché se ci provi è facile essere sinceri, davvero facile, come afferrare per mano la notte e trasformare tutto in un semplice sorriso, un gatto che si affaccia alla finestra, un cane che ti riporta il bastone, una luce che si addormenta all’improvviso, la trapezista leggera che volteggia nel buio.

Ed io ignoro il tuo sublime essere, perché nel cerchio non sono mai nel mezzo e la mia santità si rifugia nell’anello che cinge il dito che indica una via d’uscita, emergenza a “spinta” spintonata in un gioco manesco che priva e non concede, come dietro alle sbarre di un carcere, un’ora d’aria, una passeggiata sulle ginocchia, una punizione che parte dal perdono, un santo che prega in silenzio e ospita disorientato tutti i peccati del mondo.

 
 
 

SE....

Post n°1057 pubblicato il 21 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesie

La serenità si appoggia sulla parte viscida del sussulto, cambiare le armonie che sterzano nel cielo e raggiungere con un ultimo guizzo d’ascesa l’azzurro, per toccare il punto più debole del progetto sacro che dimora dormiente nell’Io che siamo. (CAMBIARE).

 

Cercare nuove speranze nel trovare nuovi equilibri, riposare le braccia snervate dall’abbraccio cosciente che ci fa respirare, come un pesce uscito dall’acqua, come un volo d’ali ingarbugliato, come la proporzione che diventa qualcosa di troppo… …  all’improvviso traboccare con tutto il vaso.

Se le parole non bastano immaginerò frammenti, frammentari di vita passeggera, chiederò alla luce nuovi riflessi, al vento nuove cospirazioni, alle foglie nuove traiettorie, alle giovani donne nuovi figli, tu che mi guardi strano, hai mai visto il dentro dei miei sguardi?

Tutto alla deriva, derivato dal tutto che amplifica il perdersi ancora e ancora e ancora…come quando il respiro s’innaffia nel pianto, come quando le lacrime si uniscono nell’espressione del viso stretto delle fate lasciate storte ad asciugar al sole.

Il caldo mi quieta, la strada mi segue, il barattolo della marmellata è lì che aspetta nel frigo rumoroso, note dolci d’attesa per il gusto che poi sarà sublimato.

Perdonate la mia resistenza, vi ospito nella mia trincea, vi attacco per ferire il lato opposto al vostro dolore.

 

 
 
 

Gli Occhi....

Post n°1056 pubblicato il 11 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesie

Gli occhi si fecero cenere, come le sigarette spente schiacciate nervose nel posacenere, viscerale oblio dei sensi, democratico bene che addolora, pensiero come scia di stella abbandonata al suadente, sterile firmamento fermo.

Abbandonati ora all’ora tarda che questa notte propone, diventa madre di quieta illusione, resta con i resti frantumati di questo misero e misterioso giorno, che nasce da un fiore che sprofonda in ebbrezza di profumi antichi come naftalina nell’armadio di scheletri scarnificati.

Se solo avessi l’esempio da emulare, se potessi aggirarmi guardingo come un lupo per queste strade incolte, se le conchiglie avessero davvero dentro il mare, potrei guarire con le mani sulla faccia e le braccia immobili sui fianchi, taglio di parole, copione da riscrivere, batuffolo di seta, ape regina che non sostiene più l’odore del miele… appiccicoso, nauseabondo, stonato, distorto…plateale.

E ci rimane il coraggio sulla punta della lingua mentre mille fauni distorti suonano corni sordi per echi che non ritornano, piccole lucciole danzano sul grano e seppelliscono le piume dei sogni, che di certo non migliorano sulla terra umida dell’alba che include e spartisce.

 
 
 

Vorrei

Post n°1055 pubblicato il 10 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesie

Vorrei vivere a Paris, immobile seduto davanti ad un bistrot con una sigaretta spenta e fiacca che scende appena di lato sulla linea delle mie labbra umide di Bordeaux , sentire l’odore della Seine sulla pelle, guardare il ticchettio di una Chanel parlare ad una femmina che passeggia veloce sui ciottoli di Montmartre…sciupare le albe passeggiando per quelle vie deserte e umide stringendo tra le mani le ultime luci accese della tour Eiffel, che sogno bislacco credere d’essere una lacrima nera di un Pierrot strafatto d’immenso, un Croissant che cresce nel forno alle quattro del mattino, un pantalone sgualcito che non conosce moda, bohemienne con una penna in mano a trascrivere  poesie che scendono dal Metrò per andare al lavoro…

Baguette di burro e grano, Macarons come coriandoli dietro vetrine antiche, poeti incerti agli angoli di strada…mia dolce vita, mia isterica dolce vita, un cadeaux sbagliato, un pizzo bianco di una Jarrettière, una collana di perle, un pennello acquoso di Degas per le mie orme e le mie ombre.

Vorrei vivere a Paris, a mezzanotte, ad ogni ora, tra le braccia di una fisarmonica che suona stanca e il pudore roseo ormai svelato di Marie Antoniette.

Ma adesso basta Mes Amies, il tempo stringe e logora troppo i miei pensieri che prendono il volo e si lasciano cadere sulle piume di un dolce perlage e sulla Gauloises alla quale finalmente do fuoco e avidamente inspiro.

Bonjour.

 
 
 

Angolo

Post n°1054 pubblicato il 10 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesia

In quell’angolo nascosto derubai le ali a un angelo e respirai i miei sogni un ultima volta, il sole burlava le nuvole aggirando con raggi precisi l’armonia della loro debolezza..Era  tutto bello quando il mondo capiva ogni tiepido sorriso, ogni foglia turbinare nell’aria, ogni singhiozzio di lacrime, pura gioia.

Il cammino e le scarpe facevano male, un male squisito appena accentato, appena più forte di un soffio di cicala…boschi, favole bagnate dall’acqua di un fiume, capitomboli di sassi su pendii d’erba e fragole, sabbia fuggevole tra le mani come quando sfioravo i capelli dell’oblio e ributtavo nei crepuscoli ogni speranza tormentata, che qualcuno chiama ancora preghiera.

Il problema non risolto non lo voglio risolvere, drammi inutili sul proscenio dei mille volti che ho visto, nasi storti e occhi neri, mani di rughe adorne per saggezze mai espresse, odore di caffè, odore di ruggine, odore del tempo, onore alle rondini che fanno il nido, avorio per collane che non si spezzano, alberi di pesco con i fiori del rosa più vero.

Tutto inutile, non sono beato, non sono né cane né pecora e mi sento un Kerouac sulla cima del basso che scrive Haiku sistematici nella luce di una candela spenta.

 

“Le foglie ferme sui rami

Il vento non si muove

Lo sguardo ora è ricolmo”

 
 
 

pregare

Post n°1053 pubblicato il 03 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesia

Pregare all’ombra di una chiesa nel disattento dondolio di una candela offerta, sprangare gli occhi mentre  supplichi a Dio che resta sveglio con i chiodi conficcati nel sangue…dimmi, vestale del pianto, a cose serve tutto questo? Tutti i fracassi dell’anima, tutte le lacrime del destino, tutti gli avvertimenti delle parole bisbigliate a cosa servono ora? Morte che si acquerella nel cielo del mondo, animali sacrificati per un ora di pace, cipressi che cantano favole per bambini che vuoti nello stomaco marciano su sabbia rovente, è forse l’inferno con i suoi denti di ceramica a comandare i destini?

Fermati ora che puoi nella tua bontà che esplode, gli occhi mi si rigano di pianto le gambe tremolano, le braccia non riescono più a stringere neanche il fumo di questa sigaretta accesa per sbaglio.

Cielo, ti metterei al posto di questi fiori, profumerei la terra d’incenso, macchierei di nuvole ogni mio respiro donando al lento roteare della vita quell’attimo eterno appena prima di morire, scoprirei il viso dal sudario, guardando le labbra livide e sorridenti per ciò che di reale si esplicita nell’immenso.

 
 
 

Rumore

Post n°1052 pubblicato il 02 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesie

Mi piacciono i rumori quando pronunciano qualcosa...

La porta che cigola, il passo debole delle fate, la luce che lenta si scioglie sul viso…rumore di vento, di pioggia, di parole che son meglio i riposi, di coccinelle posate sul vetro della mia finestra, quando ero bambino..

Rumore, rumore, rumore croccante di un biscotto, di carta accartocciata poi buttata, di gusti complicati sotto i denti, sotto la tua lingua, sotto al sotto… rumore di caffè, di pasta cruda che lenta ricade sul piatto, di calma e spazio, di vitamine, di soffici cuscini con dentro le piume, di coriandoli che arriva il carnevale…rumore che è sottile sul filo dei pensieri, rumore dei neon accesi, di pazzi che sorridono alla vita, di rumori, di poter credere d’esser infinito…rumore di stelle stellate, di puntini sulle i, di quel che accade quando mordo l’ansia, di coltelli che tagliano mele, di profumi che ricoverano odori…rumore di non controllo, di rifare ogni cosa, di ricordi che diventano giallo a poco a poco…

Silenzio che sei il rumore più acuto, l’acido che scava anche il buio,  paura che tocca la fame e distoglie voglie che un tempo erano certezze.

Rumore, rumore, rumore alla resa dei conti, il baro che si copre gli occhi, l’imputato colpevole a cercar prove contrarie.

 
 
 

Post N° 1051

Post n°1051 pubblicato il 01 Agosto 2012 da nadalo72
 
Tag: poesia
Foto di nadalo72

Gli angeli indugiano al riposo  quando il sole la mattina si sveglia…colori che non hanno forma  si ammantano di brezza e brina, riavvio assoluto dei sensi nell’essenza essenziale del miracolo che diviene materia e orizzonte, linea distesa e distante che bisbiglia ai sogni le prossime fortune per la notte, mistero e vicinanza, al tuo cospetto mi piego debole e impotente come l’assoluta perfezione d’ogni farfalla, d’ogni cerchio che si chiude, d’ogni lenta carezza che l’onda ribatte sulla sabbia…

E qua mi conquisti, mia dolce piccola enorme femmina, le tue dita che sorvegliano i miei capelli, il tuo profilo che m’insegna a pregare, la tua sagoma di rondine che porta in giro ogni mia eccentrica primavera…quel calore che mi soccorre, quella pioggia che genera pozzanghere, quell’infinito soffio quando doni vita e vagito insieme…..

E qua mi fermo, nell’istante che precede l’attimo, il tuo profilo che non fugge al miracolo e destina chiarezza al grembo che si chiude nell’immenso tuo essere perfetto…Tu  essere perfetto canta ancora il tuo sorriso per me, come una leggenda, come un bambino che si lecca le dita sporche di gelato, come l’ubriaco che si regge al lampione, come l’amore quando amare rimane semplice e torna la neve a ovattare ogni cosa.

(Per il grande fotografo e la foto di Gabesch  “poesie nell’angolo”)

 
 
 

pensa

Post n°1050 pubblicato il 25 Luglio 2012 da nadalo72
 
Tag: poesie

Pensa, dietro quella finestra…la  luce accesa, forse due anime stanno facendo l’amore…il recinto della luna, le strade deserte di Parigi, le scatolette del gatto chiuse.

Pensa a tutti i ponti sopra ai fiumi, ai possibili giorni che accadranno, alle musiche quando silenziose riposano nelle note di un cuore…

Pensa ai risvegli, quelli facili, quelli difficili che però guardi l’alba…e  tutti i colori s’infiammano d’improvvisa beatitudine, spargendo sul tuo prato milioni di briciole di stelle, milioni di frammenti sulla terra che di brina ancora si appaga

Pensa all’ombra che distende il tuo torpore, al vento che ti fa stringere gli occhi, all’odore del giornale ancora da leggere, alla spremuta d’arancia, alle focacce crude che nelle mani del fornaio assaggiano il dono del prossimo tuo gusto.

Pensa alle mie labbra intossicate dalla prima sigaretta accesa, l’odore della tua pelle che s’insinua nelle fessure della finestra appena socchiusa…tutti quei rumori che ti viziano, le voci che spiamo, le serrande che rumoreggiano nel docile formicolio del primo raggio che germina…

Pensa alla paura di non trovare più il mondo, l’attimo, l’estasi, la tana, il rosicchiar dei tarli nel legno, il tuo vestito fiorato, il tuo cappello, la tua borsa di pelle comprata al mercato…la bottiglia di vino rosso che fresca sonnecchia in cantina…

Pensa alle facce della gente, alle fotografie che nascondono la luce, al bianconero dei vecchi film, ai sorrisi che non rivedrai mai più, ma saranno sempre i tuoi…a tua madre con un foulard in testa mentre ricama parole sante che si avvicinano quasi alla voce di un Dio, a tuo padre che ti chiama amore e mai nessuno arriverà a quell’intonare

Pensa al cigolio della tua bicicletta, alla ruggine delle tue catene, alle pedalate forti che arriva una salita…pensa al tutto nella tua moltitudine immensa, pensa che sei tu tutto quello che puoi essere, affacciata a un balcone ti vedo, la fisarmonica stonata di uno  zingaro triste sotto casa tua…i tuoi pensieri…

Pensa.

Risveglio…

 
 
 

Ci sono......

Post n°1049 pubblicato il 20 Luglio 2012 da nadalo72
 
Tag: poesie

Ci sono ombre, ci sono luci e leggere note tediate di colore…spasmo, battito, rintocco e ancora ombre che sanno di luce, luccicante, luminosa… …. …. …. …. Fata del bosco di fragole.

Ci sono le ore che dosano secondi, attimi che immortalano frazioni d’attesa…gorghi d’anima e vuoti, litri d’acqua che si arrovesciano in cascate d’immenso………Noi chi siamo?...

L’immenso siamo!!!! Questo  punto dell’orizzonte è nostro,  che sfoca e sfocia nell’oceano del concetto che ci rende “Artisti” nell’imbarazzo che ci tiene acuti…L’incontro con il destino, con la notte, con le note che sono sette ma adunano  capolavori illimitati…….     …….Tutto  è semplicemente un miracolo magico festante che non riesco a spiegare, ma piego ansioso e assonnato, tra le righe sterili di questo stupido turpiloquio.

Vele decifrate al cospetto del tutto che non riesco a generare, anche se scrivo per Voi, miei dolci Signori,  che dorate i miei occhi con vedute altisonanti.

Il bambino che dorme genera sogni segreti, la curva ci insegna a cambiare direzione, la spiaggia racchiude granelli di montagne sgretolate…non so che altro dire. Non dico.

 
 
 
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