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Giornalista per caso

Articoli e pensieri sparsi di una mente libera...magari poco efficiente...ma libera...ho aperto questo blog per creare un contatto con chi mi legge su Il Messaggero e Tuttosport...qui trovate i miei articoli...scrivo di calcio...e sport in generale...non prendiamoci quindi troppo sul serio...

Creato da stefano.carina il 01/05/2009

 

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MARQUINHO SI PRESENTA: "ROMA, TI CONVINCERO'"

Post n°904 pubblicato il 17 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA – Il miglior biglietto da visita glielo regala il ds Sabatini, seduto vicino a lui: «Siamo molto fiduciosi sul fatto che Marquinho possa darci un mano. È un giocatore forte, nonostante non sia stato accolto in pompa magna. Si tratta di un centrocampista polivalente con delle caratteristiche che non avevamo in rosa. Se gli basteranno 15 gare per meritare la conferma? Ne potrà bastare anche una per vedere se è forte come speriamo e sappiamo». Il brasiliano sorride e continua: «Ha ragione il direttore, non sarà il numero delle gare il fattore decisivo, ma farsi vedere e convincere allenatore e la dirigenza». In realtà, sarebbe già una notizia se riuscisse a convincere Luis Enrique a convocarlo per la gara contro il Parma: «Già domenica potrei esserci – afferma fiducioso - poi dipende dal tecnico». Non poco. Con lo spagnolo, però ha parlato molto, «mi ha spiegato cosa vuole da me in campo. E' poi difficile dire in che posizione giocherò dopo i primi allenamenti: lo vedremo e lo capiremo insieme». E a tal proposito, Marquinho,  cresciuto studiando le giocate di grandi campioni - «Sono sempre stato un grande fan di Ronaldinho e Zidane, giocatori diversi che con la palla fanno quello che vogliono. Per me sono stati fonte d'ispirazione» - spiega di essere un calciatore capace di ricoprire più ruoli: «Ho giocato sia come centrocampista interno che come terzino, non credo di avere problemi di adattamento qui a Roma». E a chi gli chiede del perché sia arrivato in Italia solo a 25 anni, replica con orgoglio: «Penso che ognuno abbia il proprio percorso. Tanti vengono qui giovani e hanno bisogno di adattarsi, io vengo a 25 anni e mi presento con una maturità maggiore».
Verso domenica: nell’allenamento di ieri, Juan ha svolto lavoro differenziato e oggi dovrebbe riaggregarsi al gruppo della prima squadra per poi svolgere la rifinitura domani ed essere presente contro il Parma. Qualora non ce la facesse, De Rossi è pronto ad affiancare Heinze, con Gago, oramai ristabilito, in regia. Ipotesi che al momento appare remota. Allarme rientrato per Pjanic: il bosniaco è uscito dal campo zoppicando e togliendosi uno scarpino. Per qualche secondo si è temuto qualcosa di serio. Poi il respiro di sollievo: semplice problema per una vescica al piede. Curiosità: ieri un sito iberico, Nuevo Futbol, ha pubblicato l'immagine di un'ipotetica nuova divisa della Roma 2012-13 marchiata Adidas. Da Trigoria è arrivata la secca smentita, essendo il club legato da un contratto pluriennale di sponsorizzazione con Kappa. Tra l'altro la maglia per la prossima stagione è già pronta. STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 17-02-12

 
 
 

LA PROMESSA DI SABATINI: " COMPREREMO ELEMENTI DI GRANDE PROFILO"

Post n°903 pubblicato il 17 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA. Doveva essere il giorno di Marquinho. Alla fine, dopo la breve presentazione del brasiliano - che si è detto certo «di non soffrire problemi d'ambientamento» - si è trasformato invece nel Sabatini-show. Il ds, dopo aver parlato del suo futuro a Roma - «Se rimarrò? Sì, ma quando firmerò il contratto voglio essere sicuro di essermelo meritato. Aspetto di vedere il finale di stagione» - ha dettato la linea da seguire per squadra e club. Sul presente: «Pratichiamo già un calcio esclusivo in Italia. Vogliamo affermarci velocemente, non sarà un piano quinquennale di memoria staliniana. E se non riusciamo qualcuno avrà sbagliato. Obiettivi? Luis Enrique direbbe che è la partita di domenica. Io dico che vincendo rientreremmo nel lotto di squadre che lottano per la Champions. L'importante è lottare, non dico poi che ci si debba andare. Magari arriviamo sesti, ma creiamo i presupposti per essere terzi. Sarebbe invece brutto arrivare sesti passivamente».

35-40 MILIONI. Sul futuro: «Siamo sulle tracce di giocatori di grande profilo, anche se non vuol dire che siano calciatori già affermati. Abbiamo stilato un piano di potenziamento della squadra. Poi certo, la Champions darebbe ossigeno alle casse e voglia di spendere. Ma la proprietà non ha mai messo paletti. Stiamo guardando di proporre cose corrette, sarebbe troppo facile fare la campagna acquisti del Manchester City. Per il prossimo anno è improbabile pronosticare lo scudetto: l'importante sarà giocare alla pari con tutti». Parole con le quali il ds prende un impegno importante - lottare alla pari con tutti - ma che sanciscono che l'identikit dei calciatori che la Roma cercherà sul mercato sarà lo stesso della scorsa estate: giovani importanti, di talento, ma che non abbiano uno stipendio da top player. Sul taccuino di Sabatini ci sono i centrali Manolas (Aek Atene) Otamendi (Porto) e Capuano (Pescara), i terzini Vanden Borre (Genk), Manolev (Psv), Ghoulam (Saint Etienne) e Demidov (Real Sociedad), oltre ai centrocampisti Tomic (Partizan), Tomecak (D.Zagabria), Jankovic (Stella Rossa), Isla (Udinese) Cirigliano e Ocampos (River Plate). E il budget a disposizione? Sui 35-40 milioni.

DIFESA. Prima del futuro, meglio però difendere il presente: «Kjaer è il nome che si sta cercando di abbattere - polemizza Sabatini - Su di lui c'è una macumba, ha una sindrome, dopo il derby è entrato in un tunnel di insicurezza facendo errori eclatanti. Va difeso. José Angel invece era partito forte, ora paga il peso di una grande maglia ma si riprenderà». Diverso il discorso per Bojan: «Ha fatto un gol più di Vucinic e 4 più di Borriello». Basteranno per la conferma?

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 17-02-12

 
 
 

DE ROSSI, IPOTESI CENTRALE

Post n°902 pubblicato il 15 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA – Difesa contata. La decisione di non intervenire nel mercato di gennaio, quando invece a novembre nell’immediato post-gara di Udine la volontà trapelata, sembrava diversa -  «Colmeremo le lacune», le parole del ds Sabatini - rischia ora di trasformarsi in un pericoloso boomerang. Con Kjaer squalificato per un turno (e in completa involuzione calcistica) e Juan non al meglio – costretto al forfait alla fine del primo tempo contro il Siena per un trauma contuso-distorsivo dell’anca – Luis Enrique si ritrova in emergenza. In teoria contro il Parma potrebbe esser riproposto Cassetti ma come rilanciare un calciatore (tra l’altro in un ruolo che non ha mai sentito suo, ndc) che non gioca dal 25 novembre (10 minuti in sostituzione di Kjaer) e che in campionato ha racimolato solamente 5 presenze? Fortuna vuole che domenica rientrerà De Rossi (che anche ieri si è allenato senza avvertire nessun problema) pronto a far coppia con Heinze qualora Juan non recuperi. In realtà l’arretramento del centrocampista potrebbe anche non servire, visto che le condizioni del brasiliano vengono date in sensibile miglioramento. Trattandosi di un problema articolare e non muscolare (provocato da un contrasto fortuito con un avversario e accentuato dal fatto che il difensore ha continuato a giocare per altri 10 minuti) il recupero non appare una chimera. Dopo i primi accertamenti effettuati ieri a Trigoria, la situazione continuerà ad essere monitorata in giornata, quando la Roma, dopo il giorno di riposo concesso ieri da Luis Enrique,  tornerà ad allenarsi. Da valutare anche le condizioni di Lamela (convocato dall'Argentina per i prossimi impegni, ndc)  che dalla partita in terra toscana è tornato con una caviglia gonfia (la sinistra, quella infortunata al Mondiale Under 20 a fine agosto). Buone notizie arrivano da Gago: out contro il Siena, l’argentino ha smaltito la contrattura muscolare e torna a disposizione. Sul difficile momento vissuto da Kjaer, è intervenuto invece Aldair: «Da difensore posso dire che in questi casi, scattano tanti pensieri e preoccupazioni per la testa – ha detto l’ex giallorosso a gazzettasportiva.it - e quando è così non ti riesce nulla. Va lasciato tranquillo».
Intanto nulla di fatto fra Baldini e Moggi a Napoli. La causa che vede coinvolto il dg giallorosso - rappresentato dall’avvocato Stagliano - chiamato a rispondere davanti al giudice di pace Schiano della definizione «Uomo senza qualità» affibbiata all’ex dirigente della Juventus il 1 ottobre del 2010 durante la testimonianza al processo di Calciopoli («citazione letteraria del capolavoro incompiuto di Robert Musil», la tesi sostenuta dalla difesa), è slittata a giugno vista l’assenza ieri del giudice.

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 15-02-12

 
 
 

LUIS ENRIQUE ALZA LA VOCE: "ROMA, TROPPI ERRORI"

Post n°901 pubblicato il 15 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA. «Abbiamo cercato di fare densità in mezzo al campo, per poi ripartire sugli esterni o lanciando i nostri attaccanti: sapevamo che così facendo ci saremmo trovati spesso uno contro uno contro i loro difensori». Elementare Watson. Il Watson in questione è il capitano del Siena, Vergassola, che ai microfoni di Rete Sport ha spiegato in poche parole le difficoltà palesate lunedì dalla Roma, che in Toscana ha rimediato la decima sconfitta stagionale (coppe incluse). Una squadra, quella di Luis Enrique, che ancora una volta ha dimostrato di non conoscere la parola continuità, perdendo nuovamente la possibilità  di rientrare prepotentemente in zona Champions.  Roma altalenante, dunque, capace di regalare emozioni, gol e bel gioco contro l’Inter per poi perdersi e mostrare il fianco ad una squadra, certamente ben organizzata da Sannino, che rimane però in piena lotta per la salvezza. Roma che illude, per poi deludere: leit-motiv stagionale.
PROBLEMI. Prendere atto dei problemi è sempre il miglior modo per risolverli. Lo ha fatto il dg Baldini - «E' il caso di chiedere scusa, è stata forse la più brutta Roma della stagione» - al quale si è accodato, a sorpresa, Luis Enrique, che per la prima volta non ha risparmiato i calciatori: «In tanti hanno giocato sotto il loro livello, non avevamo un buon possesso di palla, eravamo in difficoltà. E troppi errori, come al solito. Soluzioni? Ci lavoriamo sempre e sono in mano al calciatore: si può saltare l'uomo, lanciare lungo, andare in verticale». Cose che la Roma lunedì non ha mai fatto. Cosa non va? In primis: no De Rossi, no party. Senza il centrocampista la Roma soffre sia in fase di costruzione di gioco, che quando viene attaccata. Né Gago, tantomeno il giovane Viviani, riescono a supplire alla mancanza dell’azzurro. Secondo: per rendere al massimo, la Roma non deve mai sbagliare nulla, soprattutto in mediana. Per il tipo di gioco che attua e con i terzini altissimi, al primo errore di fraseggio - soprattutto di uno dei portatori di palla (De Rossi o uno dei due centrali difensivi) - l’avversario si trova praticamente davanti a Stekelenburg. Terzo: la squadra di Luis Enrique almeno ultimamente verticalizza poco, ostinandosi ad effettuare un possesso palla alquanto sterile e prevedibile - soprattutto quando manca l’unico centravanti a disposizione (Osvaldo) - che in serate come quella di Siena (73% a 27%), sembra quasi non prevedere il tiro in porta. Quarto: la Roma dà l’idea a volte di voler entrare con la palla in porta, dimenticandosi le conclusioni da fuori area. Quinto: se riesce a trovare il vantaggio in avvio, si aprono gli spazi e Totti e compagni diventano travolgenti. Diversamente, soffre. Sesto: l’immobilismo nel mercato di gennaio rischia di diventare un pericoloso boomerang. Dopo l’infortunio di Burdisso, serviva un centrale difensivo. Kjaer è in una fase confusionale, (domenica squalificato e Juan in forse: De Rossi torna in difesa?) che mette a serio rischio il riscatto a giugno.  Restando in difesa José Angel non è pronto per la serie A: se poi Taddei, che è un terzino adattato, è il migliore esterno basso della rosa, significa che qualcosa nella campagna acquisti è stato sbagliato (o peggio, sottovalutato). Settimo e ultimo punto: Luis Enrique paga la volontà di non cambiare anche a fronte di assenze degli uomini decisivi (De Rossi, Osvaldo e Burdisso) per il suo gioco. E così, a meno di clamorose rimonte in ottica Champions, la Roma a metà febbraio deve già pensare alla prossima stagione. STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 15-06-12

 
 
 

LA BRUTTA FIGURA DEL CALCIO ITALIANO E DI CHI LO GOVERNA

Post n°900 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA. Appesi alle previsioni meteo. E’ la malinconica fotografia del calcio italiano e di chi lo rappresenta che a febbraio ha scoperto che nel nostro paese fa freddo e che può nevicare. Meglio sorridere che prenderla sul serio, visto che la serie A – con la serie B che ha già rinviato due partite nel weekend, facendo salire il totale a sei - rischia di diventare uno spezzatino mai visto prima. Situazione che piace solo alle pay tv che preferiscono gare spalmate su più giorni e di sera (lo share ringrazia). E così, dopo che il Catania deve già recuperare due incontri (a Cesena e Siena) e altre gare della ventunesima giornata sono in attesa di essere disputate (Atalanta-Genoa, Parma-Juventus e Bologna-Fiorentina) anche in questo turno, sono almeno due le partite a rischio. La prima è Bologna-Juventus, dove il nemico numero uno si chiama Blizzard. E’ il ciclone di vento e neve che sta mettendo in serio dubbio il regolare svolgimento del match. In mattinata si riunirà il Gos: i club hanno chiesto di anticiparlo dalle 20,45 alle 15 ma non è escluso il rinvio. C’è poi Siena-Roma, in calendario lunedì alle 20,45. Anche in questo caso le due società sono d’accordo ad anticipare lo stesso giorno alle 15 ma Sky è contraria, pronta a derogare al massimo alle 18. Situazione paradossale con la Lega calcio che per non alimentare polemiche con la pay-tv e al suo interno (c’è infatti chi è contrario all’anticipo visto che non ha potuto usufruire della stessa agevolazione per la sua squadra, ndc) attende comunicazioni dalla Prefettura di Siena che però temporeggia visto che la situazione meteo è in pieno divenire. Oggi se ne saprà di più. Monitorata anche Parma-Fiorentina.
Per la stagione 2012-13 – se ne discuterà nella prossima assemblea di lega (quella di ieri, dedicata all'esito delle trattative private per quattro pacchetti di diritti audiovisivi sino al 2015, non ha dato esito) – pronte le novità. L’idea sarebbe quella di cominciare domenica 19 agosto per poi prevedere un turno anche sotto Natale (domenica 23 dicembre). In questo modo verrebbe accorciata la lunga sosta di fine anno, la più lunga dopo quella della Bundesliga che ha però 18 squadre e non 20 come in Italia. Modifiche che permetterebbero almeno in parte di risolvere il problema del gelo invernale, con l’eliminazione di due turni nel periodo più freddo dell’anno. Soluzione che dovrà però trovare il consenso del sindacato dei calciatori. Via libera non scontato.

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO L'11-02-12

 
 
 

LA MEGLIO GIOVENTU'...GIALLOROSSA

Post n°899 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA. Chissà se Baldini quando parlava di «Roma bambina» dopo la sconfitta contro il Milan ad ottobre, immaginava che un giorno Luis Enrique potesse prenderlo in parola e schierare un attacco formato da tre ragazzini: Borini, 20 anni, Lamela, 19, Piscitella 18. Se non è un record (nel 1999 il Bari schierò contro l'Inter Cassano, fresco maggiorenne, e Eniynnaya ancora 17enne) poco ci manca. E' accaduto invece a Catania dove, complice l'assenza di Totti, il tecnico spagnolo ha stupito ancora una volta, rinunciando a Bojan, per lanciare il baby della Primavera. Una rivoluzione, quella della Roma, che passa dunque anche per il ringiovanimento della rosa. I primi segnali c'erano stati in estate: 20 milioni per Lamela, classe '92, 12 per Pjanic, 21 anni, 3 per il prestito del ventiduenne Kjaer, coetaneo di José Angel, rilevato per 5 milioni dallo Sporting Gijon. Senza contare i soldi spesi per Borini (a gennaio la Roma ne ha rilevato la metà per 2,3 milioni più la comproprietà di Okaka) e il prestito di Bojan. Una linea verde che non si ferma qui: non vanno dimenticati infatti i prodotti del vivaio. Oltre a Piscitella, ci sono Viviani, classe '92, Verre, centrocampista offensivo nato addirittura l'11 gennaio del '94, in attesa di vedere due giovanissimi che il ds Sabatini ha rilevato a gennaio: l'uruguaiano Nico Lopez, anche lui del '93, e Alexis Ferrante, addirittura del '95. E il prossimo mercato continuerà su questa lunghezza d'onda: già bloccato il giovanissimo Jankovic, classe 95', centrocampista della Stella Rossa.

ALLARME GELO. Intanto Siena-Roma potrebbe esser anticipata alle ore 15 di lunedì: le due società hanno dato l'ok. Meno favorevole l'emittente satellitare Sky che nutre il timore di uno share tv ridotto al minimo e per questo motivo sarebbe favorevole ad un anticipo alle ore 18. Questa mattina se ne saprà qualcosa in più: la Prefettura di Siena vuole infatti valutare le ultime previsioni sul meteo per poi prendere una decisione. La valutazione non si farà tanto sulla temperatura (previsti, al momento, -7 gradi) ma sulle possibili condizioni del campo e degli spalti (soprattutto le vie d'accesso) per l'incombente pericolo ghiaccio, una costante per lo stadio di Siena, essendo stato costruito in una conca. STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 10-02-12

 
 
 

BENCIVENGA: " DE ROSSI? IN QUESTO RUOLO L'HO INVENTATO IO"

Post n°898 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA – Se Daniele De Rossi è diventato il calciatore più pagato della storia della Roma, qualcosa lo deve anche a Mauro Bencivenga. Classe’52, per dieci anni allenatore nel vivaio della Roma - campione d’Italia con gli Allievi Nazionali (1999) - e campione d’Albania con il Klubi Futbollit Tirana (2009), fu proprio Bencivenga a cambiare il ruolo in campo a De Rossi, arretrandolo in mediana.
Bencivenga, come nacque questa intuizione?
«Nella prima stagione, quando aveva 16-17 anni, Daniele giocava poco. La svolta arrivò in una gara che disputammo ad Arezzo: mi mancava una mezzala e lo feci giocare. Grazie a quella prestazione, gli diedi in seguito più spazio per capire successivamente che poteva rendere meglio come mediano».
Che ricordo ha di De Rossi in quegli anni?
«Ottimo, un bravo ragazzo. Simpatico, generoso, ogni tanto mi faceva arrabbiare però avevo con lui un rapporto splendido, in virtù anche dell’amicizia che mi lega al padre Alberto. E’ capitato di averlo rimproverato duramente ma lui sapeva che lo facevo per il suo bene».
Si ricorda qualche aneddoto in particolare?
«Una volta si presentò al campo con l’orecchino. Nonostante da giovane fossi quasi un hippie, appena lo vidi, gli dissi: ‘Daniè, levate quel coso’. Un’altra volta, invece, gli diedi uno schiaffo perché commise un brutto fallo su Aquilani in allenamento. Lo trattavo come un figlio».
All’epoca pensava a questa sua ascesa?
«No, sono onesto. Pensavo che si potessero affermare più Bovo, D’Agostino o Lanzaro. Per Daniele sognavo un futuro roseo ma mi limitavo a sperarlo».
La posizione nella quale gioca con Luis Enrique è quella dove rende al massimo?
«Certamente. Sarà che sono un innamorato del Barcellona e grande amico di Guardiola... Non vorrei apparire presuntuoso ma quel ruolo che ricopre oggi lo faceva già con me a 17 anni. A quei tempi giocavo con una difesa a tre e quando affrontavamo una squadra che schierava il tridente, Daniele diventava il difensore aggiunto che poi impostava l’azione in fase di ripartenza».
Lo sente ancora?
«Ci siamo visti alla presentazione del suo libro (‘Il mare di Roma’, ndc) e mi ha fatto emozionare, accostandomi ad allenatori del calibro di Spalletti, Capello e Lippi»
C’è un giovane che potenzialmente le ricorda De Rossi?
«Viviani. Non è proprio come Daniele, però è un bel calciatore. E’ bravo nell’interdizione, bel tiro. Se riuscirà ad acquisire un po’ di personalità, ne sentiremo parlare».
De Rossi può ancora migliorare o è al top?
«Come no, è la vita che lo insegna. E’ un campione ma a volte è ancora troppo precipitoso nelle giocate, si fa prendere dalla frenesia, come quando era ragazzino. Ma ha personalità, è spavaldo in campo. Gli dicevo sempre: a calcio chi è forte non deve aver paura di nessuno. Lui era un incosciente sin da piccolo, mi piaceva perché non aveva timore di niente. Affrontava le partite con il sorriso e per questo le cose gli riuscivano ancora meglio». STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 07-02-12

 
 
 

DE ROSSI FIRMA UN QUINQUENNALE SENZA CLAUSOLA

Post n°897 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA. Fine della telenovela: De Rossi firma il prolungamento del contratto con la Roma sino al 2017. E’ il dg Baldini a comunicarlo: «Credo che questa gente, a Roma, che continua a concederci tanta pazienza, si meriti di sapere che De Rossi ha trovato un accordo con la Roma e sarà un nostro calciatore per i prossimi 5 anni». Un annuncio che si attendeva da tempo e che Baldini commenta così: «Chiedo scusa a Fenucci, visto che anche nel pre-partita ha continuato a sostenere che non avevamo l’accordo che invece abbiamo raggiunto in settimana. Ritenevamo che non fosse l’ideale distogliere l’attenzione dalla partita». Ripercorre velocemente tante settimane caratterizzate dall’ansia e dal timore di perdere un calciatore che anche ieri si è dimostrato fondamentale nel gioco di Luis Enrique: «Ha ricevuto diverse richieste che non arrivavano però a noi visto che non eravamo più gli interlocutori. Era questo il motivo della difficoltà della trattativa perché Daniele era libero di firmare con chi preferiva. Siamo contenti di essere stati la squadra prescelta e questo la dice lunga sulla sua volontà di restare a Roma. E’ ovvio che De Rossi rappresenti per noi un giocatore fondamentale, tanto importante che quando i termini dell’accordo saranno rivelati, si vedrà che è stato fatto uno sforzo notevole». Gli chiedono qualche anticipazione sull’accordo: «Durerà più di un anno. E’ inutile convocare una conferenza, se ne parliamo ora». Da quanto trapela, l’accordo sarà sino al 2017 e potrebbe a sorpresa non prevedere la clausola rescissoria, sostituita da un gentleman’s agreement fra le parti che permetterebbe al calciatore di liberarsi, qualora i piani del rafforzamento del club non corrispondessero a quanto promesso. Per le certezze, appuntamento oggi a Trigoria alle ore 11,30. Prima di salutare, il dg trova il tempo per togliersi un sassolino dalle scarpe: «Sto ridendo meno, perché quando l’ho fatto dopo la sconfitta di Cagliari sono stato aspramente criticato. A quei signori che lo hanno fatto, dico solamente che se avessero un centesimo della pena che ho io quando perdiamo, non riuscirebbero nemmeno ad alzarsi dal letto».
BORINI SHOW. Terzo gol consecutivo, quinto in campionato, il sesto stagionale con la maglia della Roma. Anche Borini, come Luis Enrique, ricorderà a lungo il pomeriggio di ieri. Autore di una doppietta, l’attaccante è l’immagine della felicità: «Dedico questi due gol alla mia famiglia e agli amici venuti allo stadio. Vincere 4-0 contro l’Inter non è mai facile, siamo stati quasi perfetti, abbiamo fatto quello che dovevamo». Plaude il ritorno di De Rossi: «Un grandissimo calciatore, quanto ci fa comodo». Dopo una vittoria del genere, aumenta il rammarico per le occasioni perse, l’ultima a Cagliari: «E’ purtroppo un difetto caratteriale che ha la squadra e che è da migliorare. E’ dentro di noi e nel carattere di ogni giocatore». Poi rivela uno dei segreti del calcio di Luis Enrique: «Il nostro pressing dà un input diverso a tutta la squadra. Se stiamo corti dobbiamo correre meno sia noi attaccanti che il resto della squadra. Abbiamo concesso veramente poco e davanti siamo stati bravi a concludere e a creare  molto. Il paragone con Inzaghi? Me lo disse per la prima volta Ancelotti al Chelsea, che mi dava sempre del rompiscatole perché in allenamento andavo sempre a pressare, anche nelle partitelle. Mi fa piacere e a dir la verità un po’ mi ci rivedo. L’esultanza (mano tra i denti, ndc)? L’ho studiata con gli amici quando ero a Londra in un momento di difficoltà personale, questo simbolo mi rappresenta totalmente». E’ il turno di Totti: Questa è una giornata significativa per la Roma, dopo la brutta sconfitta di Cagliari volevamo dare una risposta forte – spiega il capitano dal suo blog - E contro l'Inter oggi è arrivato un risultato netto, di grande sostanza: per ottenerlo è stato fondamentale rimanere uniti come gruppo, ed anche poter contare sul sostegno dei nostri tifosi. Vittorie come queste costituiscono il miglior modo per ripartire di slancio, soprattutto perché rafforzano la convinzione e la fiducia nei nostri mezzi. Passerella finale per il diciottenne Piscitella, all’esordio in campionato: «Una gioia indescrivibile, sono emozioni difficili da esternare, ringrazio il mister, era il mio sogno fin da quando ero bambino. Ringrazio i compagni che mi hanno dato una mano, la mia famiglia che mi è stata sempre vicino. Non me l’aspettavo ma ci ho sperato fino in fondo, soprattutto quando la partita si è messa bene. A proposito, grande prestazione dei miei compagni. Voglio continuare così, è solo l’inizio». STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 06-02-12

 
 
 

BORINI, DUE GOL E UN SOGNO: "DIVENTARE COME INZAGHI"

Post n°896 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA. La copertina delle prime pagine dei giornali gli è stata sottratta inconsapevolmente da De Rossi, fresco di rinnovo. Tuttavia per Borini, quello di ieri, sarà comunque un pomeriggio da ricordare. Prima doppietta in Italia, terzo gol consecutivo, quinto in campionato, il sesto stagionale con la maglia della Roma: «Dedico questi due gol alla mia famiglia e agli amici venuti allo stadio – confida l’attaccante - Vincere 4-0 contro l’Inter non è mai facile, siamo stati quasi perfetti. Abbiamo concesso poco, siamo stati ordinati e cinici davanti, a differenza di quello accaduto con il Cagliari. Detto questo, non dobbiamo lasciarci trascinare dall'entusiasmo della gente. Ora c’è il Catania: 25 minuti per salire ancora di più in classifica». Un campionario, quello mostrato dall’ex Swansea in occasione delle due reti, che ha fatto ricredere chi si complimentava con lui solamente per la grande generosità, sottolineando però come segnasse sempre poco. Ieri ha semplicemente zittito tutti: sul primo gol ha messo a sedere Samuel mentre sul secondo ha resistito ad una carica di un peso massimo come Lucio superando ancora una volta Julio Cesar. A chi glielo fa notare, Borini sorride, come fa un bambino che sa di averla combinata grossa: «Giocare contro grandi campioni come quelli che ha l’Inter è uno stimolo in più».
Plaude il ritorno di De Rossi - «Un grandissimo calciatore, quanto ci fa comodo…» - prima di far trasparire un po’ di rammarico per le occasioni perse, l’ultima a Cagliari: «Dipende da un difetto caratteriale della squadra, assolutamente da migliorare. Sta dentro di noi e nel carattere di ogni giocatore. La settimana dobbiamo sempre lavorare bene, non esistono titolari con il nostro allenatore. Per fare risultato, dobbiamo essere sempre al massimo». Le domande e i microfoni si susseguono, anche perché il dg Baldini ancora non ha comunicato il rinnovo di De Rossi. Borini si gode meritatamente il momento, svelando uno dei segreti del calcio di Luis Enrique: «Il nostro pressing dà un input diverso a tutta la squadra. Se stiamo corti, dobbiamo correre meno sia noi attaccanti che i centrocampisti e i difensori. Abbiamo concesso veramente poco e davanti siamo stati bravi a concludere e a creare  molto». Immancabile arriva la domanda sul paragone con Inzaghi: «Me lo disse per la prima volta Ancelotti al Chelsea, che mi dava del rompiscatole perché in allenamento andavo sempre a pressare anche nelle partitelle. Mi fa piacere e a dir la verità un po’ mi ci rivedo». Come non può mancare il quesito sulla particolare esultanza dopo ogni gol che lo vede mettersi la mano tra i denti, mimando i pirati di una volta che al posto delle mani, quando si lanciavano negli abbordaggi, avevano i coltelli: «L’ho studiata con gli amici quando ero a Londra in un momento di difficoltà personale, questo simbolo mi rappresenta totalmente. A proposito, sono contento di aver segnato questi due gol anche per loro. In settimana avevo detto che volevo fare il prima possibile una doppietta e loro mi prendevano in giro dicendo che non ce l’avrei fatta. Eccoli serviti».
Parola a Totti: «Questa è una giornata significativa per la Roma, dopo la brutta sconfitta di Cagliari volevamo dare una risposta forte – spiega il capitano dal suo blog - e contro l'Inter è arrivato un risultato netto, di grande sostanza: per ottenerlo è stato fondamentale rimanere uniti come gruppo, ed anche poter contare sul sostegno dei nostri tifosi. Vittorie come queste costituiscono il miglior modo per ripartire di slancio, soprattutto perché rafforzano la convinzione e la fiducia nei nostri mezzi». Nessun accenno alla sua prestazione o all’assist per Juan. Ci pensa allora il brasiliano a ringraziarlo: «Il mio gol? Ci alleniamo tanto sulle palle da fermo e Francesco sa sempre come mettere bene i palloni…». STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 06-02-12

 
 
 

LUIS ENRIQUE: "NON C'E' STATA MAI PARTITA"

Post n°895 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
Foto di stefano.carina

ROMA – Stavolta il pronostico si è rivelato esatto. Prima della gara contro l’Inter, Luis Enrique era stato molto chiaro: «Nessuna paura contro i nerazzurri: possiamo batterli». Detto, fatto: «E’ un giorno molto bello, soprattutto se consideriamo che viene dopo la sconfitta di Cagliari. Favoriti dall’atteggiamento dell’Inter? No, credo che siamo stati semplicemente superiori all’avversario, dal primo minuto al novantesimo. Non è demerito loro ma merito nostro. A Cagliari avevamo fatto errori incredibili ma avevo fatto i complimenti a Ballardini per come aveva preparato la partita e per come ci aveva messo in difficoltà. Quando abbiamo questa mentalità, possiamo giocarcela con tutti». Difficile dargli torto. La Roma di ieri è sembrata una squadra letteralmente trasformata. Non tanto per il numero delle occasioni create (il paradosso vuole infatti che fossero più numerose nella disfatta in Sardegna) quanto per la ‘cattiveria’ e l’intensità mostrate in campo. E così, quando ai microfoni di Mediaset, l’ex ct Arrigo Sacchi - dopo avergli fatto i complimenti - chiede il perché la Roma continui ad essere così discontinua, lo spagnolo allarga le braccia: «Piacerebbe saperlo anche a me – sorride – La serie A è il torneo della regolarità, è inutile giocare come oggi se poi fra tre giorni non faremo lo stesso. Non lo so perché la squadra difetta in questo particolare, deve migliorare soprattutto in questo. Ma i ragazzi lo sanno, l’ho ripetuto tante volte». Parole che potrebbero essere interpretate come una presa di distanza dal gruppo. Luis Enrique impiega poco per far ricredere qualche maligno: «Con questo non voglio dire che non devo migliorare anche io – sottolinea – Questa è la mia Roma, ma lo è anche  quella d’inizio stagione. La mia Roma non è solamente quella che fa un bel pressing e che segna 4 gol all’Inter. E’ anche quella che si distrae, fa errori e prende 4 reti dal Cagliari o 3 dalla Juventus in coppa Italia. Quello che posso dirvi, però, è che questa squadra in generale mi piace, anche se deve migliorare ancora tantissimo». Lo spagnolo non cade nel tranello di chi, dopo un successo del genere, azzarda paragoni scomodi: «Ranieri dice che siamo un piccolo Barcellona? No, siamo lontani da Messi e compagni. Noi siamo la Roma e sappiamo qual è il nostro modello e la nostra forza». La giornata è talmente speciale che per una volta, fa eccezione al credo di giudicare esclusivamente la prova del collettivo. E così, via agli elogi ad personam: «Bojan e Borini sono giovanissimi, calciatori di livello diverso ma  hanno entrambi tanta voglia di migliorare. Fabio, poi, ha una mentalità bellissima e ha capito che all’attaccante non chiedo di fare solo gol. Il lavoro che fa per la squadra è incredibile. Ma mi sono piaciuti anche Piscitella e Totti, che oramai è diventato il punto di riferimento della squadra». E’ solamente una parentesi. All’ennesima richiesta di commentare la prova di un singolo, Luis Enrique ritorna al passato: «Mi chiedete se abbiamo difeso meglio perché c’erano Heinze e De Rossi ma per me il miglior modo di difendere è avere il pallone nel campo avversario. E per farlo, bisogna avere una struttura visto che dobbiamo attaccare tutti insieme, tranne il nostro portiere. Per me quello non vuol dire rischiare. Rischiamo quando perdiamo dei palloni che ancora non riusciamo ad identificare come pericolosi. Non credo che sia una questione di forma fisica, ma di mentalità, di concentrazione. Sono contento di quello che vedo adesso, i tifosi dimostrano la loro fiducia e per me è una cosa molto importante». A proposito del tifo, prima di alzarsi e lasciare la sala stampa, il tecnico non si dimentica di ringraziare il pubblico, che aveva chiamato a raccolta venerdì: «Grazie per averci sostenuto in modo così caloroso nonostante il freddo. E grazie anche a tutti quelli che hanno fatto turni di notte per rendere il campo e lo stadio agibile». Vincente e gentiluomo. STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 06-02-12

 
 
 

TRIGORIA APERTA AI TIFOSI...MA SI PAGA

Post n°894 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA - Assistere agli allenamenti della Roma sarà nuovamente possibile. Pagando sostanzialmente 15 euro. È una delle novità illustrate dal nuovo sito internet del club (online e visibile prima in Usa, poi in Italia: l’obiettivo, per Shergul Arshad, è quello di «assestarci sul milione di contatti unici in un mese»), tra le quali - oltre alla possibilità di interagire con i calciatori e comprare on line i biglietti per le gare - c’è la possibilità d’iscriversi alla AS Roma membership. Tre i livelli previsti: il primo gratuito, il secondo (costo 20 euro) che darà diritto a un buono acquisto di 25 euro sul merchandising AS Roma e il terzo, al prezzo di 50 euro, che oltre a garantire un buono acquisto (e non sconto) di 35 euro sul merchandising giallorosso, permetterà di assistere ad un allenamento della prima squadra, con tour del centro sportivo annesso. Fare i conti non è difficile: se la card costa 50 euro e solo 35 saranno utilizzabili per effettuare gli acquisti on line, i restanti 15 serviranno per entrare a Trigoria (al solo possessore). Iniziativa commerciale, certamente, che però garantisce al momento l'unico modo per assistere agli allenamenti, visto che nonostante le promesse d'inizio anno,  il club, almeno sino ad ora, non ha mai aperto i cancelli. STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 01-02-12

 
 
 

PAGELLE LAZIO-MILAN

Post n°893 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
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LAZIO
MARCHETTI 7 Bravo in avvio su un colpo di testa di Nocerino, replica alla mezz'ora con un'uscita bassa su El Shaarawy. Ottimo anche nella ripresa. KONKO 7 Preferisce non rischiare, rimanendo basso e aiutando i centrali difensivi.
BIAVA 7.5 Soffre la fisicità di Ibrahimovic ma con mestiere riesce sempre a cavarsela limitando il gigante svedese.
DIAS 5.5 L'assistente Maggiani lo grazia: il fallo di mano in avvio di ripresa era da sanzionare con il rigore. Stankevicius (6'st) 6.5 Si butta nella mischia e non sfigura.
RADU 7 Bravo nei recuperi, tiene a bada Abate e Robinho.
LEDESMA 7 Alza quasi da solo una diga in mediana.
MATUZALEM 6.5 Subito ammonito per un fallo su El Shaarawi, sfiora il gol con un tiro da fuori. Bravo in coppia con Ledesma.
GONZALEZ 6.5 Solita generosità non assistita sempre dalla lucidità anche se propizia la rete di Hernanes.
LULIC 7 Partenza soft, ripresa travolgente.
HERNANES 7.5 Inizio sofferto per il brasiliano, che nella ripresa trova però ritmo, giocate e il gol. Candreva (43'st) ng.
ROCCHI 7.5 Stretto nella morsa Nesta-Thiago Motta si vede poco per un'ora. Gli basta però un velo (a favore di Hernanes) e un tocco da centravanti di razza per risultare decisivo. Rozzi (47'st) ng. All. REJA 7.5 Con la rosa ridotta all'osso, il tecnico goriziano presenta una Lazio tutto cuore che merita la vittoria. Chapeau.
MILAN
ABBIATI 6 Può poco su Hernanes e Rocchi. Bravo su Konko.
ABATE 5 Nella ripresa Lulic lo sovrasta.
NESTA 5.5 Si perde Hernanes sull'1-0.
THIAGO SILVA 5.5 Graziato da Damato: il fallo da rigore su Radu è evidente. Mette poi fuori tempo Nesta con un tocco che permette a Hernanes di segnare.
MESBAH 5.5 Da rivedere, timido.
AMBROSINI 5.5 Al piccolo trotto. Emanuelson (21'st) 5 Allegri gli chiede il cambio di marcia: l'olandese stecca.
VAN BOMMEL 5.5 Un'incertezza, quella al 21', che poteva costare cara. Per il resto non convince. Maxi Lopez (34'st) ng. Debutta in una serata da dimenticare.
NOCERINO 6 Impegna Marchetti all'inizio, poi ingaggia un bel duello con la mediana laziale. IBRAHIMOVIC 5.5 Una serata più in versione assist-man che realizzatore. Biava gli rende vita difficile, quasi impossibile.
EL SHAARAWY 5 Quando parte in velocità, semina il panico. Peccato lo faccia solo una volta. Seedorf (21'st) 5 Trotterella.
ROBINHO 5 Serata-no per il brasiliano.
All. ALLEGRI 5 Presenta un Milan compassato, lento, quasi svogliato.
ARBITRO Damato 4 Nella ripresa non vede un rigore per parte.

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 02-02-12

 
 
 

LUIS ENRIQUE: " VOGLIO VINCERE, MAI CHIESTO PAZIENZA"

Post n°892 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA. Il terzo posto rimane distante sette punti ma Luis Enrique va avanti per la sua strada: «Non cambio quello a cui abbiamo lavorato fino a oggi: la nostra idea resta la stessa e continueremo a fare la nostra proposta». E poco importa se qualche calciatore - Juan e Taddei - abbia espresso più di una perplessità nel post-gara contro il Bologna: «Sono d'accordo con loro - spiega il tecnico asturiano - noi rischiamo. Anzi, vogliamo rischiare, avere il pallone tra i piedi nella metà campo avversaria il più possibile e attaccare: mi hanno preso per questo motivo e non cambio per una gara dove la squadra avversaria è stata più brava». Il gioco prima di tutto, dunque. Ascoltandolo, sembra quasi di risentire l'allenatore del primo periodo romano. Sembra, perché basta parlargli di obiettivi per smuovere la sua ambizione: «Non ho mai chiesto di avere pazienza, è la società che deve dire cosa si aspetta dall'allenatore e dalla squadra. Io mi aspetto solo una cosa: vincere sempre, a partire dalla gara contro il Cagliari». E' consapevole che stasera non sarà semplice: «Il Cagliari ha un centrocampo di grande livello. Forse è lì la chiave». Se Ballardini recupera Conti, la Roma, al contrario, conta le assenze: out De Rossi, non al meglio Pjanic, anche se è stato convocato. Passerella finale sul nuovo arrivato Marquinho - «Lo abbiamo preso perché pensiamo che possa aggiungere qualità diversa da quelle della squadra» - e sull'addio di Pizarro: «Non ho mai avuto problemi con lui, si è sempre comportato ottimamente. Si tratta di una scelta tecnica». STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 31-01-12

 
 
 

DE ROSSI C'E' IL SI', MA...

Post n°891 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA - Un pari indigesto. E non solo per i postumi della cena della squadra di mercoledì che ancora tengono banco in città, soprattutto ora che vengono utilizzati come pretesto per una mancata vittoria di Totti e compagni contro il Bologna. La sensazione di aver sprecato un'occasione per tornare in zona Champions - alla luce delle sconfitte di Udinese, Inter e Napoli - è evidente. Con tutte le conseguenze che questo porta, soprattutto se l'ad Fenucci, a margine del cda e dell'assemblea dei soci di ieri (che ha deliberato l'approvazione di un aumento di capitale sociale, scindibile a pagamento per un ammontare massimo di 80 milioni di euro, oltre a confermare, dopo essere stati nominati per cooptazione, i manager statunitensi Pannes e Klein) ha ribadito come gli introiti derivanti da una qualificazione nell'Europa che conta, corrispondono «al 30%, ma forse più, dei ricavi attuali del club». Tradotto: una qualificazione in Champions agevolerebbe - e non poco - il mercato in entrata a giugno. Anche perché la prima tranche di 50 milioni (da effettuare entro il 31 maggio) servirà per coprire per lo più i margini operativi negativi. Per i restanti 30, invece, ci sarà tempo sino al 30 giugno 2015 ma non saranno obbligatori a meno che i saldi del 2012 e 2013 non siano negativi: «Ci auguriamo che i risultati (quindi la qualificazione in Champions, ndc) ci risparmino le ultime tranches», ha dichiarato l'avvocato Cappelli (Unicredit). Quindi, se il bilancio sarà in pareggio procederà bel modo antico: con l'autofinanziamento.

DE ROSSI RINNOVA. Soldi utili, comunque, a coprire le perdite a bilancio, gli investimenti già fatti per l'acquisizione di calciatori (anche Marquinho è ufficiale: tornerà in Italia domani, ndc) e garantire il rinnovo di De Rossi che l'ad Fenucci assicura essere previsto dal «budget della Roma. Ovviamente per fare un matrimonio bisogna sempre essere in due». Almeno una delle parti, il dg Baldini, è pronto a dire sì: «Sto trattando il rinnovo con tutta la cura necessaria, quindi con tutta la reticenza utile. La scadenza del 31 gennaio non mi mette particolari pressioni; anche prima di questo termine, De Rossi avrebbe potuto firmare per un'altra squadra. È una partita che va avanti da molto tempo: mi assumerò tutte le responsabilità di questa gestione. E' normale che si tratta di un rinnovo che lascerà aperte tante considerazioni». Parole che lasciano intendere come in attesa dell'ufficialità, il braccio di ferro fra il calciatore e la società (sia sull'ingaggio che sulla clausola rescissoria che nella forbice fra 8 e 12, dovrebbe pendere più al ribasso) dovrebbe risolversi a favore del centrocampista. Sulla questione-De Rossi, va intanto registrato come dall'assemblea dei soci di ieri, sia uscita una presa di posizione non proprio favorevole al rinnovo di Capitan Futuro alle cifre elevate di cui si parla: «Non si può fare il tifo per i giocatori, noi tifiamo la Roma» uno degli interventi ai quali ne sono seguiti di più negativi: «Se non vuole accettare questo contratto principesco allora se ne vada, non ha dato ancora una risposta e il suo è un atteggiamento scorretto. È un pericoloso precedente rinnovare a certe cifre, e se c'è una convenienza per la Roma i giocatori vanno venduti, come fanno Barcellona e Manchester». Precisazione dovuta: non si tratta certo di un ritratto degli umori della tifoseria (per quello basta sintonizzarsi su una delle numerose radio locali) ma di uno spaccato (5 azionisti che hanno preso la parola sui 35 presenti) delle idee di chi, anche in minima parte, ha investito i propri risparmi nella Roma.

«TORNO PRESTO». Intanto se nell'ultimo giorno di mercato non dovrebbero esserci sorprese in entrata (Sini e Barusso, invece vanno al Livorno mentre Pizarro è in bilico tra Manchester City, favorito - con l'agente Bozzo pronto a partire questa mattina per l'Inghilterra - e Juventus) le buone notizie arrivano da Osvaldo che si dice pronto a tornare in campo «fra 15 giorni, speriamo con il Siena. La qualificazione in Champions? Certo che ci credo, altrimenti rimanevo a casa. Quanto allo scudetto, lo vinciamo il prossimo anno». STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 31-01-12

 
 
 

LUIS ENRIQUE SICURO: "NOTTE BRAVA? MI FIDO DEI MIEI"

Post n°890 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA. Da una settimana tremenda - 0-3 contro la Juventus al quale è seguita la cena con strascico notturno della squadra e il comunicato del club, volto a smentire le indiscrezioni su giocatori «non in condizione di sostenere gli allenamenti»- è uscito ancora una volta vincitore. Luis Enrique può piacere o meno, ma certamente è una persona cristallina. Possono essere discutibili alcune sue idee sul calcio: «Per me abbiamo giocato molto meglio l'altra sera contro la Juventus che abbiamo perso 3-0, rispetto alla gara pareggiata 1-1 all'Olimpico». E' certamente aziendalista quando la situazione glielo impone: «Imbufalito? Imparo una parola nuova al giorno. Sapevo che loro andavano a cena e non sono arrabbiato. Sono professionisti, la squadra si allena adesso come mai da quando sono qui. I tifosi possono stare tranquilli, se non fosse così lo direi». Ma se poi viene tirato per i capelli in una polemica, che avrebbe evitato volentieri, gli basta una battuta per annullare di colpo comunicati, arrabbiature dirigenziali e per far capire che provare a nascondere, quello che oramai è sulla bocca di tutti (con foto e filmati che non sono stati resi pubblici, ndc), è inutile. E così, in un momento di pausa della conferenza stampa, dopo aver spiegato il perché non partecipasse a questi ritrovi del gruppo - «Per i ragazzi non sarebbe la stessa cosa se è presente l'allenatore» - una voce dal fondo della sala chiede: «Ma lei non va alle cene anche perché è astemio?». Luis se la cava con un sorriso: «Anche per questo...». Ancora una volta lo spagnolo si dimostra persona intelligente che lascia intendere che un conto è voler (o dovere?) essere aziendalisti, un altro chiudere gli occhi: «Non so se fosse una cena opportuna o meno. Io da giocatore ho quasi vissuto una vita monacale. Ho fiducia nei giocatori e sono sicuro che con il Bologna daranno il 100%». Continuando su questa linea, la fiducia a Lamela (reduce da una settimana che lo ha visto espulso a Torino, multato dal club e al centro del gossip notturno, derivato dall'uscita borderline) è scontata: «Se riposerà con il Bologna? No, sarà titolare. Così farà due gol, farà tremare l'Olimpico e sconterà la multa, portando tutti a cena fuori».

SKETCH DE ROSSI. Intanto nell'attesa di firmare il rinnovo contrattuale, De Rossi in uno sketch televisivo in onda su 'La7', firma un autografo all'amico Zoro. Al calciatore che sale sul taxi e chiede di esser portato a Manchester, il blogger prova a fargli cambiare idea. Scena che si conclude con De Rossi che dichiara: «Vabbè dai, scendo qui e ti firmo...l'autografo». STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 29-01-12

 
 
 

DE ROSSI: "MI FERMO A ROMA"

Post n°889 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA. Uno sketch che può essere l’ulteriore conferma di un rinnovo imminente. Interpreti Daniele De Rossi e Zoro, blogger comico e amico del calciatore, per l’occasione in versione tassista. La trasmissione è quella di Serena Dandini su La7. Tutto si svolge in pochi secondi. Il centrocampista, dopo esser salito sul taxi, chiede di esser portato prima a Manchester per poi essere assalito dai dubbi: «Parigi? Dubai? Budapest? Tokyo? Honolulu? Boh, non lo so, fai tu». Il video si conclude con De Rossi che dice: «Alla fine dai...resto qua, scendo qua, quant'è?». E Zoro risponde: «A me basta una firma, un autografo», De Rossi prende penna, foglio e lo accontenta. In attesa della firma vera, quella sul rinnovo contrattuale, la Roma ha intanto trovato in nottata l’accordo con il Fluminense per Marquinho. I due club, infatti, dopo una giornata caratterizzata dai molteplici contatti telefonici, si sono dati appuntamento – visto il fuso orario - intorno alla mezzanotte di ieri, ora italiana, per definire l’operazione: prestito per 370mila euro e diritto di riscatto fissato a 5. Per l’ufficialità dell’acquisto del centrocampista gaucho, si attenderà l’apertura della Borsa. Venerdì il presidente del River Plate, Passarella, era a Roma dove ha chiesto in anticipo a Unicredit una tranche (quasi 6 milioni) del pagamento di Lamela in modo da compensare il calo della valuta argentina. Discorso che non tocca il club giallorosso, visto che i pagamenti, bonus inclusi, sono stati regolarmente effettuati. STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 29-01-12

 
 
 

SPIFFERI E SMENTITE: I DUE VOLTI DELLA ROMA

Post n°888 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA – Una cena indigesta quella che mercoledì sera ha visto coinvolti i calciatori della Roma in un noto locale di via Veneto. Difficile da digerire, soprattutto dopo i resoconti apparsi ieri sui media. Al punto che la società, caldeggiata dalla squadra, ha deciso di diramare un comunicato nel quale si definiscono come «destituite di fondamento, le indiscrezioni riguardanti l’allenamento di giovedì» con Luis Enrique, quindi, che «non ha stigmatizzato il comportamento dei calciatori». In effetti lo aveva già fatto qualche tempo fa in conferenza stampa - «I giocatori devono fare una vita monacale, devono vivere ogni momento con grande professionalità. È importante controllare alimentazione e riposo» - lanciando un segnale (riferito in quel caso ai numerosi infortuni occorsi in stagione) che pochi all’epoca avevano colto. Tuttavia, alla luce del comunicato, appare alquanto singolare che la società non faccia nessun accenno alla cena e smentisca delle indiscrezioni «sul risentimento del tecnico e della dirigenza», che proprio qualcuno al suo interno ha invece contribuito a rendere note. Intanto ieri la squadra è tornata ad allenarsi, senza De Rossi, Burdisso e Osvaldo (che però ha lavorato con il pallone). Poca voglia di scherzare, rispetto ai giorni scorsi, e concentrazione massima in vista dell’impegno di domani contro il Bologna, acceso dalle dichiarazioni di Diamanti - «Totti bandiera della Roma? Le bandiere non esistono, lo è chi gioca gratis per la sua squadra. Anche a me piacerebbe essere una bandiera a 10 milioni l’anno» - che poi il fantasista ha ritrattato a Sky, ribadendo come il suo fosse un discorso in generale e non riferito al capitano giallorosso. STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 28-01-12

 
 
 

LAMELA MULTATO, ORA RISCHIA ALMENO DUE TURNI DI STOP

Post n°887 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA – Come era prevedibile, Erik Lamela sarà multato. Ieri il calciatore ha provato a fornire la sua versione dei fatti alla dirigenza giallorossa per l’espulsione rimediata martedì in coppa Italia: «Quando sono caduto a terra con Chiellini – ha spiegato - nel rialzarmi l’ho colpito anche se non volevo fargli male», il senso del discorso. Le nuove immagini, che circolano oramai su internet, sono però eloquenti e testimoniano la volontarietà del fallo: l’argentino rischia almeno due turni di stop. Tutto dipende dal referto dell’arbitro Banti: qualora il direttore di gara avesse ravvisato nel gesto dell’argentino una condotta violenta - e non esclusivamente anti-sportiva - la sanzione minima prevista dall’articolo 19 del codice di giustizia è di tre giornate di squalifica.
Intanto ieri la squadra è tornata ad allenarsi, per la verità in modo molto blando. La quasi totalità del gruppo ha svolto lavoro differenziato (palestra) tanto che la partitella di fine allenamento (durato poco più di un’ora) è stato un inedito cinque contro cinque: Rosi, Juan, Greco, Perrotta, Borini contro Cicinho, Cassetti, Pizarro, Viviani e Caprari con Bojan in veste di playmaker. Particolare che non è passato inosservato, come quello di un Luis Enrique a dir poco indispettito che ha strigliato il gruppo. Ufficiosamente è trapelato come non sia la prima volta che dopo una gara disputata, la maggior parte dei calciatori svolga del lavoro defaticante. Strano che questo accada dopo un giorno di riposo. Ed infatti la seduta anomala è dipesa dalla cena organizzata nella serata di mercoledì, che si è protratta più del lecito e con risvolti piacevoli. Parziali conferme arrivano dai diretti interessati. Osvaldo su Twitter si è lasciato andare ad un commento a dir poco eloquente: «Notte bellissima». Anche i dirigenti hanno comunicato di non aver apprezzato l'uscita border-line.
STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 27-01-12

 
 
 

LA ROMA FA TARDI A CENA E LUIS ENRIQUE SI ARRABBIA. MARQUINHO, CI SIAMO.

Post n°886 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA – Quello di nascondere i calciatori, almeno a Roma, sta diventando una moda. Era accaduto con Erik Lamela, si è poi concesso il bis con Nicolas Lopez e si è replicato ancora una volta ieri con Marquinho, alla anagrafe brasiliana Marco Antonio de Mattos Filho. Il calciatore gaucho è sbarcato all’aeroporto di Fiumicino alle ore 6,45, accompagnato dal suo manager Marcio Rivelino, figlio del celeberrimo padre Roberto, che fece piangere lacrime amare a milioni di italiani nella finale dei Mondiali del ’70. Ha dribblato giornalisti e fotografi e per l’intera giornata è rimasto nascosto in un albergo della capitale. Poi, lontano da occhi indiscreti, ha effettuato le visite mediche mentre il suo manager ha lavorato alla stesura del contratto. Serata nuovamente in albergo e partenza questa mattina, per far ritorno a Rio de Janeiro. Perché tutto questo mistero? Semplice: Roma e Fluminense non hanno ancora trovato l’accordo per il riscatto del centrocampista. Tra i due club è in atto un braccio di ferro: il ds Sabatini non vuole spingersi oltre i 4,5 milioni, la società carioca chiede il doppio (9). Trattativa che rischia di protrarsi più del lecito con la finestra di mercato che volge oramai alla conclusione. Proprio per questo motivo la Roma ha definito tutti i dettagli del contratto con il calciatore (quadriennale da due milioni lordi, esclusi i premi) ed ora è pronta a depositarlo in Lega sempre che venga trovato un accordo con il Fluminense che detiene il 30% del cartellino. Il restante 70% è dell’agente. Proprio per questo motivo, anche in virtù dell’incontro di ieri, l’intesa dovrebbe essere prossima con Rivelino convinto ad abbassare le pretese. Il calciatore oggi tornerà in patria, per sbrigare le ultime pratiche burocratiche.
LAMELA MULTATO. Intanto il fallo di reazione di Lamela su Chiellini, è costato – dopo il consulto di ieri con la dirigenza – una multa all’argentino che ora rischia almeno due turni di stop. Tutto però dipende dal referto dell’arbitro Banti: qualora il direttore di gara avesse ravvisato nel gesto dell’argentino una condotta violenta e non esclusivamente anti-sportiva, la sanzione minima prevista dall’articolo 19 del codice di giustizia è di tre giornate di squalifica.
NOTTE INSONNE. Ieri la squadra è tornata ad allenarsi, per la verità in modo molto blando. La quasi totalità del gruppo ha svolto lavoro differenziato, preceduto da un colloquio tra Luis Enrique e la squadra, nel quale  il tecnico è sembrato a dir poco indispettito non solo per la sconfitta subita contro la Juventus. Il motivo della sua arrabbiatura è dovuta al fatto di esser stato costretto, a tre giorni dalla gara contro il Bologna e dopo aver concesso un giorno di riposo, a svolgere una seduta anomala. Motivo: i postumi di una cena organizzata dalla squadra mercoledì, che si è protratta più del lecito e con risvolti piacevoli. Parziali conferme arrivano da Osvaldo che su Twitter si è lasciato andare ad un eloquente commento: «Notte bellissima». Il risveglio e il ritrovo a Trigoria, con la dura reprimenda dell’allenatore e della dirigenza, probabilmente lo è stato un po’ meno. STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SU TUTTOSPORT IL 27-01-12

 
 
 

DIBENEDETTO RIMANE PRESIDENTE MENTRE PER LAMELA E' IN ARRIVO UNA MULTA

Post n°885 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da stefano.carina
 
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ROMA – Sconfitta ed eliminazione a parte, il viaggio a Torino di Thomas DiBenedetto non è stato infruttuoso. Il presidente della Roma è rimasto impressionato dallo Juventus stadium – e non solo lui, così Taddei: «Uno stadio del genere ci garantirebbe 15 punti in più» - e prima della gara è stato accompagnato dalla dirigenza bianconera in un tour nel quale si è fatto spiegare alcune caratteristiche dell’impianto torinese. Oggi l’imprenditore statunitense sarà a Trigoria dove è prevista una riunione con Mark Pannes (sbarcato nella capitale in queste ore) e il resto della dirigenza giallorossa, Franco Baldini in primis. Dopo le ultime voci circolate nelle ultime settimane – all’indomani dell’ultimo cda nel quale sono stati ridisegnati i ruoli all’interno del club - che lo volevano pronto a fare un passo indietro dalla carica di presidente, DiBenedetto ribadirà come sia sua ferma intenzione rimanere al comando della società. La sensazione è che tra il cda e l'assemblea dei soci, fissata per lunedì, la sua figura riacquisterà prestigio e operatività.
Intanto domenica inaugurerà alle ore 12 il Cuore Sole Village by As Roma, il villaggio d'intrattenimento nella zona del parco del Foro Italico. Un villaggio che verrà aperto in occasione di tutte le partite in casa della Roma nella zona dello stadio Olimpico, che vedrà al suo interno zone-gioco con biliardini e tavole di subbuteo, schermi con immagini di calcio, stand gonfiabili espositivi di enti e aziende, oltre a vari show di di freestyle del calcio e altri spettacoli al ritmo di musica.
Notizie dal campo: la ripresa degli allenamenti è fissata nel pomeriggio alle ore 14. Prima della seduta, Luis Enrique ha intenzione di parlare con il gruppo. Nonostante le dichiarazioni rilasciate martedì sera a caldo nel post- gara - «Nel complesso ho visto una sfida equilibrata. Mi sento di dover fare i complimenti ai ragazzi, che hanno interpretato la partita in maniera corretta»  - l’atteggiamento della squadra contro la Juventus non gli è piaciuto. E come sempre gli capita, lo farà presente ai calciatori. Tra questi, Lamela è atteso a rapporto dalla dirigenza: per lui multa in arrivo. L’argentino dovrà spiegare il gesto che gli è costato l’espulsione sia al tecnico che al ds Sabatini e al dg Baldini. Probabilmente verranno visionate insieme le immagini dell’accaduto anche se sinora a Trigoria circola solo una ripresa dall’alto che non chiarisce del tutto la dinamica dell’azione. Nonostante il giorno di riposo concesso alla squadra, ieri De Rossi, Cassetti e Osvaldo si sono allenati. Se per rivedere in campo il centravanti ci vorrà almeno un altro mese, il centrocampista ha svolto un lavoro incentrato su determinati esercizi ginnici per poi dedicarsi alla consueta fisioterapia. Tra oggi e domani, verrà effettuato un consulto per decidere quando De Rossi potrà tornare ad allenarsi con il gruppo, cosa che dovrebbe fare entro il weekend Cassetti.
STE CAR

ARTICOLO PUBBLICATO SUL MESSAGGERO IL 26-01-12

 
 
 
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