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Creato da: r.capodimonte2009 il 13/10/2009
attualità, politica, cultura

 

 

Il risultato elettorale: i sogni muoiono all'alba!

Post n°1604 pubblicato il 26 Giugno 2017 da r.capodimonte2009
 

I giornali di stamane sono unanimi nel dare la vittoria elettorale (una vittoria senza se e senza ma!), al c.d. “centro destra”, anche se per lo più mascherato da un fottìo di “liste civiche” entro cui si sono celati per la vergogna tutti i “minipartiti”, dall’Udc alle varie escrescenze “azzurre”, perfino FdI: ci dispiace per Berlusconi, ma la vittoria è stata solo della Lega, e questo, per i commentatori di regime, apre ad una speranza inconfessabile: che Salvini riesca a convincere Berlusconi ad appoggiare una legge elettorale in qualche modo “maggioritaria”, che possa spazzare via l’incubo Cinquestelle. Un’operazione che taglierebbe via, inoltre, ogni opzione “nazareniana”, di cui, pare, l’ex-cavaliere voglia fare il suo obiettivo primario.C’è però un’altra cosa inequivocabile da dire: che il nostro Paese, esattamente come la Francia (anche se là è stato il lepenismo a fungere da vittima!), è governato ormai da maggioranze “effettive” del 25-30% dei cittadini votanti, perché il resto si astiene, e mentre ciò accade, la democrazia s’invola: i popoli bastonati, svaligiati e angariati dalle caste, un tempo, si sollevavano in armi contro queste; oggi preferiscono consolarsi con il motto “io non voto, tanto a cosa serve!”, si chiudono in casa o in Chiesa, e pregano! E’ chiaro che la gente non crede neppure più all’anti-politica, la quale, come volevasi dimostrare, era l’unico appiglio contro un ritorno disordinato al “voto di pancia”, che sa soprattutto di tematiche nazionaliste e revansciste, ma è desolatamente vuoto di programmi. Alla fine, come in Francia, sarà la prova elettorale politica, a spazzare via i sogni di questa “destra” che fa del voto di protesta (appunto il 25% di tutto l’elettorato!) il suo scudo, ma che non potrà mai convincere il centro-sud del Paese, quella parte del popolo “piagnone e codardo” che premia le lobby, anche corrotte, perché gli danno molto più affidamento della democrazia (basti guardare al voto di Taranto, Trapani, Palermo e l’Aquila), oppure se ne va al mare. E’ qui che Berlusconi aspetta Salvini, come la serpe aspetta il ranocchio: ad Arcore si sa molto bene che il tradizionale “patto sociale”, tra malavita organizzata e politica risale al 1994, nel momento stesso che Forza Italia nacque, e travasò i suoi intendimenti “reazionari” dalla P2 alla mafia, e da allora non è mai stato sciolto: esso copre, come un’ombra maligna, metà del Paese, e non ama di certo la Lega, né Salvini oggi può pretendere di farsi amare dai masanielli e ciceruacchi che infestano la politica meridionalista; esattamente come quest’ultima teme il M5S, perché semplicemente, è inossidabile.La leggenda che il centro-destra unito possa conquistare il Paese, perciò, è legata ad un sogno, ma un sogno maggioritario: allora ad A.N. fu demandata la conquista del Sud, e a F.I.-Lega quella del Nord, e funzionò per quindici anni: ma oggi c’è di mezzo un PD diventato la fotocopia di F.I., una sua “schermatura” che si ritrova puntuale in Parlamento, dove fa da predellino ai Governi più letali della storia (basti pensare alla vicenda dei fallimenti bancari!), e Berlusconi sa bene che la Lega non conquisterà mai il potere in Italia: lui con il PD a braccetto, invece, potrà farlo, e re-impiantare la mala pianta della grande coalizione (legale o trasformista) che governa il nostro Paese dal 2012.D’altra parte i cinquestelle escono da questa prova con le ossa ammaccate: fortuna vuole che otto dei dieci ballottaggi siano stati vinti (ad Asti ci sono quasi riusciti, ma li ha sconfitti l’astensionismo!), ma la vittoria di Pizzarotti è una medicina molto amara, che merita qualche minuto ulteriore di ripensamento. Le elezioni amministrative si vincono con il trucco, cioè con le liste civetta, che, o convincono l’elettore a starsene a casa, o lo confondono; e questa strategia da “repubblichetta delle banane” il movimento non la condividerà mai: e quindi deve accontentarsi di vincere nelle città minori, ormai una cinquantina. Ma deve stare attento, perché molti suoi elettori non l’hanno votato, o hanno votato Lega, per rinfocolare il voto di protesta, che Grillo ha saggiamente abbandonato, per costruire una piattaforma programmatica rivoluzionaria, in grado di portare il Paese verso la salvezza. E di questo approfitterà Berlusconi, dipingendosi la faccia degli stessi colori del 1994, quelli di “salvatore della patria”, continuando a dare ai grillini “sprezzanti appellativi”. E il popolo, abbagliato dai propri drammi quotidiani, già non ricorda più come andò a finire questo satrapo!La battaglia è solo all’inizio, ma il tempo stringe: dopo i 20-25 miliardi di mero spreco che il Governo ha dedicato al salvataggio dei cadaveri bancari (IIa puntata!), l’Italia non solo è fuori dai parametri di Maastricht, ma è presa irrimediabilmente nella tenaglia della Troika. E’ solo questione di tempo, la primavera del 2018, con un nuovo esecutivo, quando essa s’imporrò agli italiani: allora il nostro Paese assomiglierà maledettamente alla Grecia di Tsipras e del referendum anti-euro, quando molti sperarono inutilmente in un cambiamento radicale dell’Europa.Se il popolo italiano continuerà, purtroppo, a fidarsi di Berlusconi e di Renzi, andrà a finire ancora peggio di quello greco! (R.S.)

 
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Fallito il nuovo attacco concentrico contro Virginia Raggi

Post n°1603 pubblicato il 23 Giugno 2017 da r.capodimonte2009
 

Il sintomo più evidente che Virginia Raggi stia lentamente ma inesorabilmente recuperando il tempo perduto nelle diatribe interne e nella lotta serrata contro i poteri inaccessibili romani, è la schiuma rabbiosa che fuoriesce dalla labbra siliconate della maga morgana dei talk-show, la principessa del Bilderberg, Lilly Gruber, la quale deve, purtroppo per lei, rassegnarsi all’ennesima sconfitta!Questa giovane donna, che ha passato un anno “horribilis” come fossero dieci, solo per essersi assunta una responsabilità che gli gnomi suoi concorrenti avrebbero negoziato coi soliti sistemi, svaligiando la capitale per altri cinque anni, merita tutto il rispetto, soprattutto delle donne; mentre è fin troppo evidente che le “donne progressiste”, che a decine popolano il caravanserraglio del sultano fiorentino, e si dilettano nell’unica dote che hanno, lo scambio di favori, predicano la “difesa della donna” poi razzolano spudoratamente nella melma per colpirla in modo brutale e “razzista”, e questo la dice lunga sull’ipocrisia di costoro: se poi al coro dello sciacallaggio si uniscono ragazzotte come la Meloni e la Mussolini, allora la peggior risma femminile sa veramente dare il peggio di sé!L’ordine di scuderia, concordato al solito con la procura, e con i media di regime, interpretati dal giornalismo più becero, prevedeva di dare il colpo di grazia alla Raggi, subito dopo la batosta elettorale del movimento: contemporaneamente a Torino, gli ordini di scuderia partiti dal Ministero degli Interni (dove alloggia tal Minniti, ex-capo dei servizi segreti), e poi via via passati dal prefetto al questore, prevedevano di incastrare Chiara Appendino, prima tralasciando ogni controllo sulla manifestazione di Piazza San Carlo (operazione criminale, costata la vita ad una povera donna!); poi mettendo a ferro e fuoco le strade, con la scusa dei centri sociali, per mezzo dei caporioni della milizia di Stato più collusa.Ma niente di tutto questo è accaduto: Virginia ha surclassato i suoi nemici di paglia, con una conferenza stampa che ha aperto gli occhi anche a chi li aveva foderati di letame. Chiunque vada a Roma, oggi, può comprendere il perché: la città si va trasformando, la gente lo sa, anche chi sperava in una velocizzazione impossibile. I miracoli, un tempo, li facevano le statue dei santi, quando i beoti abboccavano, e la chiesa s’ingrassava di reliquie. Oggi neppure il papa gesuita ci crede più, se si accontenta dei don Milani e delle ONG fasulle.Nello stesso tempo, il M5S muta strategia, e questo fa imbestialire ancora di più gli agenti dell’alta finanza e dei poteri occulti, di cui la infima Gruber fa il verso: l’Italia ormai è circondata, dopo che in Francia essi hanno modellato il loro nuovo “messia” in salsa massonica, pronto a uniformarsi alle paranoie imperialiste del nuovo Reich tedesco. L’idealismo puro che ha promosso per tutti i questi anni lo “splendido isolamento” grillino non basta più. La gente ha capito che è in gioco la democrazia, esattamente come lo è stata in Grecia, dove i greci, invece, non si sono accorti della trappola, trascinati da un movimento che, di fronte al compromesso, si è sciolto come neve al sole!Adesso il M5S è a un passo dal potere, ma questo non basta ancora, perché non sarà facile ottenerlo, senza pagare lo scotto. E lo scotto è la fase “movimentista” e “antagonista”, quando il popolo dovrà scendere nelle piazze, a lottare per la libertà: libertà che non è solo quella “fisica” o quella “di stampa”, ma è quella “dalle leggi liberticide” che la maggioranza sta rovesciando sugli italiani dal 2012, e che vanno cancellate, anche con la forza. E questo sarà il momento di ritrovare, accanto a chi ci ha creduto finora, tutta quella gran massa di “ignavi”, convinti che fossero altri a dover risolvere i loro problemi. La maggioranza dei quali, si stanno accorgendo che si tratta di una chimera!Ecco la pura che tinge di giallo il volto della Gruber, ma anche dei tanti “schiavi” e “ruffiani” che vivono alle spalle della verità. Sbugiardando anche la più semplice delle regole del vivere civile, il rispetto. Il quale è una dote solo quando non compromette la sua parte più preziosa, verso se stessi! (Riccardo Scagnoli)

 
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La "sinistra" deflagra rovinosamente, il M5S al bivio

Post n°1602 pubblicato il 22 Giugno 2017 da r.capodimonte2009
 

Lo squallore offerto da Articolo Uno, il pezzo di PD uscito dal corpo principale, sotto l’egida della coppia D’Alema-Bersani, non ha limiti: in quattro mesi, il cosiddetto Movimento Democratico Progressista, nato dalla scissione della “sinistra piddina”, a cui si è unita la “destra” di Sinistra Unita, non è riuscito a organizzare altro che una manifestazione “unitaria”, a cui ha partecipato anche Campo Progressista, il movimento politico dell’ex-sindaco milanese, Pisapia, alla quale non si è, però, neppure affacciato il partito di Fratoianni, restato orfano del gruppo di Scotto, e che, secondo le regole, incrementato dal gruppo di Civati, non si sa bene dove voglia andare a parare. A tutto questo dobbiamo aggiungere la “sinistra interna” al PD, dai cuperliani, agli emiliani, fino agli orlandiani, che non lasciano il partito renziano, convinti che l’opposizione interna sia più efficace di quella esterna!Si tratta dell’ennesimo “caravanserraglio” della sinistra italiana, la quale, come al solito, nell’intento di opporsi ai “compagni imborghesiti”, nel frattempo accettano ogni tipo di compromesso, dall’appoggio al Governo che “contestano”, al godimento dei vitalizi (come interpretare se no questo appoggio incondizionato per non farlo cadere prima di settembre!), alla pappatoia che tutti assieme compiono nelle regioni, nelle province, nei comuni e negli enti di Stato che controllano.Poi, da qualche giorno si è rifatto vivo il “pater familias”, “nonno ulivo”, cioè Romano Prodi, l’uomo che ha distrutto il sogno agognato da tutto il “prurito progressista e modernista” di una sinistra-neo-liberista, nel vero senso della parola (perché il liberismo è ideologicamente a sinistra, non certo a destra!), che si è limitata, negli anni catastrofici in cui ha conteso il Governo all’altra fetta neo-liberista capitalistico-borghese di Berlusconi (e che, appunto, di “destra” aveva solo la nomea!), a disintegrare il Paese. E che cosa cerca questo “professore” che ha gettato l’Italia nella fornace dell’euro, senza che ne avesse i presupposti né politici né economici? Cerca di capire, nella sua paranoia arteriosclerotica, se potesse casomai “amalgamare” da capo tutto il ciarpame di cui sopra, non per opporlo al vecchio despota di Arcore, ma al Movimento di Grillo.Movimento di Grillo, che ancora stentiamo a crederlo, all’inizio lo scelse anche come candidato, sia al Governo, sia alla Presidenza della Repubblica, crediamo col solito sistema di mettere insieme l’olio e l’acqua, cioè Rodotà e Prodi, in un distillato imbevibile!E poi ci chiediamo perché gli italiani se ne stanno per la metà e più, a casa, durante le elezioni! Certo, la malattia dell’astensionismo ha colpito duro anche i grillini, i quali si sono visti privati, in parte, del loro elettorato di “destra”, il quale si è rimesso nelle mani della Lega (per questo è nato il “nuovo corso” sul problema dell’immigrazione, per un pelino, tuttavia, troppo tardi!), e in parte abbandonati da chi ha visto troppa “onestà”, ma poco “radical-antagonismo”.Con una “sinistra” ridotta al trasformismo più degenere, che da anni, prima dentro il Pd e poi fuori, continua a fare da ponte per i Governi e le leggi peggiori della storia, specie in tema di leggi economiche e sociali, c’è poco da stare allegri: non sarà mai possibile fidarsi di un tale amalgama geneticamente instabile, anche se, per ipotesi, il M5S ottenesse la maggioranza relativa, e quindi fosse chiamato, dal Quirinale, a tentare la formazione di un Governo, che potesse ricevere, di volta in volta, l’appoggio su certi programmi. Si tratta di anime perdute, corpi ignavi, truppe zombie, che dal 2012 hanno consegnato il Paese a iene, sciacalli ed avvoltoi, d’accordo con l’altra faccia della medaglia “di bronzo”, quel neo-liberismo capitalistico-borghese che di “destra” non ha che la puzza. Perché la “destra” è morta in Italia, sopravvive soltanto negli opuscoli e nei blog, nella pervicace volontà dei gruppuscoli, nelle menti schizofreniche degli intellettuali, nelle battaglie di princìpio, nella fede ideale che assomiglia più al “raggio verde” che si dovrebbe cogliere al tramonto del sole.Ma forse non tutto è perduto, basterebbe che il M5S tirasse fuori ufficialmente quel che sta meditando in fatto di programmi, per cambiare radicalmente il Paese: non nel senso della destra o della sinistra, che furono, come ha giustamente affermato Luidi Di Maio, di Almirante come di Berlinguer (figure “adamantine” rispetto ai “loschi figuri” odierni!), ma nel senso della storia dell’Italia. La quale, ci fu un tempo, era maestra di vita e di diritto, di cultura e di civiltà, e non ha mai avuto bisogno né dei demagoghi yankee, né dei despoti islamici.Basterebbe rispolverare le nostre tradizioni, né troppo lontane né troppo vicine, per dare una scossa al Paese, ma anche a questa Europa di donnole e sorci, e ribaltarli, come un vecchio calzino! (R.Scagnoli)

 
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L'Italietta codarda ed imbrogliona scopre lo "ius soli"

Post n°1601 pubblicato il 21 Giugno 2017 da r.capodimonte2009
 

Il manicheismo giudiziario colpisce la Raggi a metà: da una parte la accusa di falso perché, dicono i magistrati, il curriculum del fratello di Marra, Raffaele, capo dei vigili, nominato assessore con lauto stipendio, non l’ha curato lei, ma lo stesso Raffaele(?); e, forse, di abuso d’ufficio, per la nomina del famoso “elargitore di polizze”, Salvatore Romeo, spostato alla segreteria politica con uno stipendio, prima troppo alto, poi abbassato e notificato dall’Anac. Se le polizze, come ammise la procura, erano state accese del tutto impropriamente e senza l’approvazione della Raggi (per la somma di 41.000 €), non si capisce a cosa l’accusa si riferisca. Adesso è chiusura delle indagini, perciò, si vedrà. Intanto i magistrati, dall’altra parte, hanno archiviato, però, due denunce “farlocche” da parte di Pd e FdI.

Nello stesso tempo, in Parlamento, si materializza l’horror: cioè l’insabbiamento, vero e proprio, da parte del Governo “fascista” dello scandalo Consip, condotto dalle truppe cammellate di PD, F.I. e di tutti i trasformisti della legione straniera: concordi sulle dimissioni dell’a.d. Marroni, il grande accusatore dei generali dei CC, di Lotti e di Tiziano Renzi; l’unica novità, se di novità trattasi, è che MDP ha votato contro la mozione del PD, e, quindi di fatto, “sarebbe”, diciamo “sarebbe”, fuori dalla maggioranza (ed è dura da capire cosa ci stia a fare ancora dentro, se non per aspettare il fatidico mese di settembre, per riscuotere il vitalizio!).

Nello stesso tempo, con grande strombazzamento di fiati e tamburi, il buon Enrico Mentana ci fa sapere che il suo sondaggista di fiducia segna un -1,4% di caduta per il M5S, mentre, caso unico nella storia dei sondaggi, tutte le altre agenzie tacciono all’unisono; e questo fa capire che non sarà proprio così, anzi, giorno dopo giorno, mentre si avvicinano i sondaggi, evidentemente i grillini risalgono.

Beppe Grillo, d’altra parte, e se dio vuole, è uscito alla scoperto sul problema immigrazione clandestina: che ci siano stati incontri con la Lega, a questo punto, interessa molto poco, perché sono cambiate le strategie, anche dopo la netta presa di posizione politica della CEI, col solito monsignor Galantino, “renziano di ferro”, il quale lo ha attaccato, dopo la famosa uscita sul “francescanesimo”. Tuttavia, Galantino, Becciu, Montenegro (ebreo, convertito), Scola, Bassetti, Perego dimenticano, nella continuità menzognera che la Chiesa coltiva dal 313 d.C., che fu proprio San Francesco d’Assisi, che, nel 1219, partito da Ancona, incontrò a Damietta il sultano d’Egitto Malik al Kamil, durante la Quinta Crociata, in un incontro dal sapore molto diplomatico, che segnò, nonostante le strumentalizzazioni dall’una e dall’alta parte, e l’atmosfera di grande rispetto reciproco, la definitiva ed ineluttabile presa d’atto di una definitiva divisione tra le due culture e le due religioni; anzi il santo non ebbe peli sulla lingua, in merito al destino inequivocabile che avrebbero avuto le crociate!

Non ci pare, a questo punto, che si possa ritornare indietro, anche dopo le prese di posizione del movimento contro le ONG, che continuano, imperterrite, a lottare ai ferri corti con le navi libiche, intenzionate, invece, a bloccare i barconi e a riportarli a casa! Una situazione “all’italiana”, in cui assistiamo al paradosso di una Marina Militare schierata con le ONG “negriere”, e un Governo che ha fatto accordi con i libici per impedirlo!

E quindi, ancora una volta, Grillo ha visto lungo: lo “ius soli” è solo un’arma di propaganda del PD, una normativa che non esiste in nessun paese europeo, se non  in termini di compromesso con lo “ius sanguinis”, visto che anche da noi lo straniero diciottenne, con genitori residenti da cinque anni, ha diritto alla cittadinanza italiana, senza se e senza ma. Non si capisce, allora, il perché l’Unione Europea, pure “tanto sensibile” ai problemi etici e sociali, ma squassata dalla contestazione dei 2/3 dei Paesi aderenti, in merito all’immigrazione clandestina, non metta lo “ius soli” in cima alle sue preoccupazioni!

La speranza è che, all’interno del movimento, l’”ala sinistra talebana” se la smetta di contestare le decisioni e le uscite del leader, o altrimenti rischia che questi, perda la pazienza, ritiri la delega al Movimento, e se ne ritorni a teatro a fare il comico!  (R.S.)

 
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I giovani italiani sono stati ingannati, ma non se ne accorgono

Post n°1600 pubblicato il 20 Giugno 2017 da r.capodimonte2009
 

Mentre il Paese campicchia, tra una “sgridatina” di Moscovici, qualche altra bugia di Renzi, Padoan e Gentiloni, tutti e tre come le famose “scimmiette” manichee, un’altra decina di sindaci PD-NCD in galera con varie imputazioni, alcuni addirittura appena eletti, e gli sproloqui moralisti di un Papa, e del suo omologo della Cei, che pensano a fare solo politica spicciola, mentre gli immigrati “ricchi” sbarcano a milioni in Europa, e quelli “poveri” continuano a morire di fame in Africa; i giovani italiani, tutto smartphone e birre, si stanno scervellando, come fossero davanti all’esame di Economia Politica o di Anatomia, per i destini di Annarumma o il contratto stellare di Max Allegri; sono stufi (qui hanno quasi ragione!) di cercarsi un lavoro che sia all’altezza delle loro qualità intellettive; e magari bussano a nonno e nonna per farsi una bella moto nuova, o a papà professionista per sfilarsi dal conformismo dell’Italietta, e viaggiare per l’Europa con le èlite dell’Erasmus.

Oggi i giovanotti ci perdoneranno se parliamo un po’ di quelli calcio-tossici, molti dei quali, fortunatamente, se la sono cavata con tagli ai piedi  e al corpo, dopo la vicenda di Piazza San Carlo a Torino, e nessuno, neppure un cane, ha avuto il coraggio di incolparli di essersi riempiti, al solito, di birra e vino, in ore e ore di attesa spasmodica di assistere alla figuraccia della Juve, attraverso mescite abusive in bottigliette di vetro. La colpa ovviamente è della sindaca grillina, non di queste masse amorfe di ubriaconi, che addormentano le loro tensioni, fumando o sbrodando; e poi, alla prima pernacchia, si svegliano di botto, e scappano come conigli!

Né, immaginiamo, si siano accorti, presi dallo sventolio bianco-giallo-rosso-azzurro-nero (gli altri colori sportivi contano come il due a briscola!), che è in corso una maxi-inchiesta sui “diritti televisivi”, l’unico vero interesse a cui oggi è legato il calcio, grazie a milioni di beoni, plagiati e, appunto, avvinazzati, che non distinguono neppure più cos’è il gioco del calcio rispetto ad un lurido businness finanziario. Non che ci si possa aspettare giustizia dentro questo calderone di mazzettari e faccendieri, disposti a tenere a libro paga anche la magistratura: pur tuttavia le accuse sono molto forti e sorrette da intercettazioni telefoniche esplicite. Insomma INFRONT ITALY, che detiene il monopolio dei diritti Tv ha distribuito un po’ a tutti, tramite il lobbista Marco Bogarelli & soci, 3 miliardi in più, con contratti fasulli e sponsorizzazioni al nero. Dentro ci sono tutti, da Galliani a Lotito, da De Laurentis, al solito Preziosi, tutti coalizzati contro Roma e Juve, accusate di “arroganza”, per la parte del leone esercitata nella distribuzione del businness. Se Roma, però, piange, Cartagine non ride: guarda caso, si sono da poco conclude le “assegnazioni” dei diritti internazionali del calcio, e indovinate chi se li è assicurati? L’altra faccia del doblone, la Tv lobbista per definizione, quella di Murdoch, il tycoon “imparentato” con Soros, Buffet, Gulen, ecc., che, oltretutto, è il padrone di un network a pagamento, e quanto costa! Niente paura: oggi abbiamo il whatsapp, e si possono tranquillamente seguire le partite dalla spiaggia o dai luoghi di sbraco: quel che poi costa tutto questo, conta poco: pagano paparino o mammina!

Ecco la situazione: questo è il calcio in Italia, ma non solo. Basti pensare al contratto di Ronaldo, che da solo manterrebbe una piccola città di operai, o personaggi come Mino Raiola, il procuratore sportivo più ricco d’Europa, e meno controllato dal fisco (sic!).

Tuttavia per i nostri ragazzi quel che accade conta molto poco, perchè quel che urge è la passione, l’entusiasmo, gli argomenti di conversazione, gli sballi!

E, in realtà, siamo un po’ tutti stanchi delle solite tiritere psicologiche, secondo cui, i soloni delle scienze sociali attribuiscono ad altre cause questo stato di “torpore mediatico” delle generazioni. Ed insistono nell’attribuire le responsabilità primarie di una generazione infettata dall’ignoranza culturale, dalla codardia intellettuale, dalla superficialità sociale, dal sesso scontato e generalizzato, alla famiglia e alla scuola.

La famiglia ha, indubbiamente, delle gravi responsabilità, che sono quelle “educative” ormai del tutto assenti, sostituite dal permissivismo, dall’elargizione senza limiti (il limite se c’è, è solo finanziario, e quindi, chi non riesce a parificarlo con gli altri del gruppo, entra in crisi!), da un egualitarismo forzoso e inattuabile verso l’alto, che le ideologie di sinistra hanno trasformato in un boomerang, nel momento stesso che si sono fatte lobby, cacciando via i poveri! Da un menefreghismo e una incapacità etica di dare l’esempio ai propri figli, che, spesso, diventa proprio il volano degli eccessi.

La scuola è ormai dispersa, sia nell’insegnamento che nelle finalità: in essa domina la viltà di insegnanti e dirigenti, ridotti ai minimi termini dallo Stato, che si comportano come quei poliziotti che desistono dall’intervenire quando la pelle è a rischio. Le famiglie, da parte loro, ne contribuiscono a fare, un obbiettivo del proprio sadismo piscologico, quando, raramente l’insegnante tenta di riprendere un minimo controllo sulla massa amorfa. L’anarchia generale (ma con il movimento anarchico la definizione non c’entra nulla!) coesiste con quanto dicevano prima: mentre l’interesse per la conoscenza, per il cameratismo, per l’acquisizione delle nozioni in senso socio-pedagogico, non esistono più, in quanto non esistono più i “VALORI”, relegati a vani traguardi.

Perché il 50% dei giovani, con una situazione così grave, non reagisce come fecero le generazioni passate, che pure non vivevano in uno stato di disagio permanente come quello ingeneratasi dagli anni Duemila? Perché non si sono dati alla politica, anzi la disprezzano a tal punto, da rifiutarla in toto, prima di tutto astenendosi dal voto?

Qui la responsabilità primaria è dello Stato, che tutto fa e predispone perché questo allontanamento dei giovani dalla consapevolezza civile diventi lo scopo precipuo: uno Stato gestito dalle vecchie generazioni può vivere di corruzione (il bisogno di procacciarsi sempre più ossigeno!), può fare a meno di legiferare per le future generazioni (le quali non controllano che ciò avvenga!), è libero di distribuire, tramite la malavita organizzata e la sua incapacità organizzativa, di cui si serve abbondantemente, i mezzi per disintegrare la forza antagonista del giovane, che fa parte della sua stessa natura. E lo fa sapientemente, con lo spaccio delle droghe, con la distribuzione libera degli alcoolici, con la prostituzione “professionale o indotta”, maschile e femminile; con l’edonismo e la corsa spasmodica al successo, trasmesso dai media obbedienti alle lobby di potere; con una magistratura che lascia correre in modo svergognato sui reati giovanili, anche di minorenni, costruendo così  banditismo di quartiere, giorno dopo giorno!

A questo punto, sarebbe anche logico che un giovane ci chiedesse: ma voi, al posto mio, cosa fareste?

A voglia a dire, “noi reagiremmo, ci ribelleremmo, sbraiteremmo, scenderemmo in piazza”! C’è chi lo fa, e lo Stato lo aggredisce senza remore. C’è chi, raramente, fa politica: ma se lo fa non cerca lo scontro diretto, casomai si rifugia nei partiti che contano (per fare carriera, magari con la spintina di un familiare compromesso col regime!), oppure nelle opposizioni, che, tuttavia, si guardano bene dal pronunciare la fatidica parola “rivoluzione”. C’è, infine, chi va all’estero, tagliando la testa al toro, e rinuncia ad una patria così amara.

Alla fine manca il quid, l’innesco della polveriera: quella figura che riesca a ridurre in cenere lo smartphone e la Juve, la birra permanente e la corsa mortale del sabato sera; che trasformi le speranza assopite, le nostalgie pronunciate a mezza bocca, e le rabbie contenute, in RIBELLIONE. A quel punto non ci sarà Stato che tenga...

Forse, ragazzi, forse quella figura è già tra noi, e ancora non lo sappiamo. Oppure è solo un sogno, una chimera, e allora non ci resta che gettare la spugna, VOI, GIOVANI DI PLASTICA, e NOI, VECCHI DI MARMO. (C. Codreanu)

 

 
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