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Creato da: r.capodimonte2009 il 13/10/2009
attualità, politica, cultura

 

 

Ma chi ci governa è o no un "criminale"?

Post n°215 pubblicato il 28 Maggio 2012 da r.capodimonte2009
 

 

Ieri sera su RAI2 a L’Ultima Parola il talk-show di Gianluigi Paragone è scoppiata una bagarre dopo le affermazioni autenticamente critiche, basate su fatti di storia economica (l’idea di una moneta unica europea che deflazionasse il sud-Europa, producendo manodopera a costo zero è del nazista francese Perroux, al quale hanno attinto sia la scuola monetarista di Monti che la Merkel) di Paolo Barnard (abituato ai cazzi e cazzotti, ma il cui coraggio ideale è sempre più ammirevole!), quando al relatore è sfuggita la parola “criminale” nei confronti del Presidente del Consiglio. Matteo Colaninno, erede di una delle famiglie industriali più chiacchierate del Dopoguerra, è stato l’unico, in vero, ad abiurare sonoramente l’ “offesa” di Barnard, perché la maggior parte degli interlocutori e del pubblico (compreso Oliviero Beha che non è certo un uomo di destra!) l’hanno “giustificata”, in quanto, solo poche ore prima lo stesso Monti aveva ammesso che in Italia le banche si sono tenuti i soldi emessi dal suo amico Mario Draghi (vecchio compagno di merende) all’1% per investirli al 5% (il tasso dei titoli di Stato acquistati), per “equilibrare lo spread” (che è manovrato dallo stesso Draghi), strappandoli alle imprese e alle famiglie, e decretando il default dell’Italia. “Adesso” ha aggiunto il professore con la sua solita faccia tosta, “le banche penseranno alla ripresa.”

Di fronte a queste affermazioni, è logico allora che dal Paese salga un odio sempre più profondo, destinato poi a trasformarsi in strategia della tensione, perché il regime cripto-europeista continui a imperversare.

Ma quale ripresa, professor Monti? Risponda una volta per tutte al fatto che le banche italiane, in linea di massima sono tutte fallite o in fase di fallimento! Cosa significa che l’Unicredit certifichi un bilancio (chi lo certifica dovrebbe andarsene in galera, ma Berlusconi ha tolto dalla circolazione il reato di falso in bilancio!), con un incremento di 350 milioni di €, quando le sue azioni valgono meno di 1 €? E che il Montepaschi, secondo gli stessi certificatori, vede i suoi conti a posto, quando le sue azioni valgono la metà di un francobollo? E poi Casini se la prende con Standard & Poor’s perché mette i nostri istituti di credito all’indice? Ma perché la gente non comincia ad aprire gli occhi prima che sia troppo tardi e a portare via i propri risparmi? Se non sono bastati i 250 miliardi di € di Draghi e i 100 milioni di € di interessi fagocitati a metterle a posto, è perché sulla parte della colonna del bilancio-passività le posizioni incagliate (fallimenti, mutui non pagati, debiti della clientela, svalutazione patrimoniale del monte-azioni) pesano come macigni e quello che le regge in piedi è la colonna opposta-attività, dove si falsifica il valore del monte-immobili (compreso quello pignorato) fermo ai mercati immobiliari di venti anni fa! Allora? Monti non lo dice, ma i nostri istituti stanno molto peggio di quel che dice il rating: da un momento all’altro dovranno chiudere gli sportelli, e la gente perderà tutto, né più né meno di quel che accadde in Argentina e sta accadendo in Grecia. E sapere cosa manca all’appello perchè ciò avvenga? I 100 miliardi che lo Stato deve alle imprese (tra fatture non pagate e rimborsi di tasse), oltre ai tributi e ai ricavi delle amministrazioni locali (altri 70miliardi), che servono alle banche per stare a galla (e continuare a pagare gli stipendi del personale, compresi quelli a sei cifre dei manager). Colaninno, ex-braccio destro di De Benedetti, il quale già vent’anni fa prese la cittadinanza svizzera per portare là i suoi soldi senza fare l'evasore, questo non lo dice, ma se lo dice Barnard s’inalbera!

Oggi chi va a chiedere denaro alla banca per lavorare e se lo vede rifiutare viene truffato due volte: primo perché la banca ha adoperato il denaro messo a disposizione della BCE per la ripresa economica e quindi per i soggetti attivi, imprese e famiglie, per speculare sui tassi dei titoli di Stato; secondo perché si trattiene indebitamente denaro non suo ma delle stesse imprese e dei cittadini (sia guadagnato che versato), grazie alla collusione di quel Presidente del Consiglio che Barnard ha chiamato “criminale”.

E poi arriva il ministro-Dumbo, quello incaricato, insieme ai tre soloni eletti da Monti, che dichiara ai giornali, candido candido: “Il mandato affidatomi dal Presidente del Consiglio (e da quello della Repubblica, il parlatore con la lacrima sul viso), purtroppo è impossibile a realizzarsi: “E’ difficile dire dove sono gli sprechi maggiori.”

Avete capito? Il deus-ex machina che avrebbe dovuto realizzare il c.d. “spending review” strombazzato nella varie conferenze stampa come la panacea di tutti i mali, non sa dove mettere le mani per intervenire su uno Stato fatto di caste, di privilegi, di corruzione e di spese folli. Si limita a indicare in 100 miliardi la zona torrida (dove ci sarebbe da intervenire subito con la mannaia) e in 300 miliardi la zona calda (dove ci sarebbe da intervenire con le forbici), quindi 400 miliardi, e il Paese sarebbe in salvo. Peccato che i professori non abbiano alcuna intenzione di eseguire l’amputazione, avallati in questo dalla congerie di “criminali” che li sostengono in Parlamento e nel Paese, e ne giustificano i comportamenti lesivi della dignità della nostra nazione.

Quindi, alla fine, guarda un po’ che aveva ragione Barnard!

R.Scagnoli

 

 

 

 
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Monti va a benedire i giovani allievi gabellieri

Post n°214 pubblicato il 27 Maggio 2012 da r.capodimonte2009
 

Ieri a Bergamo, al giuramento del braccio armato del Governo, cioè la Guardia di Finanza, Monti è stato accolto dai giovani cui ha promesso un futuro.

I giovani di destra lo hanno accolto con un  lenzuolo di 70 metri esposto sulle mura antiche di Bergamo Alta, con scritto “MONTI A CASA!”.

I giovani di sinistra hanno organizzato un corteo di protesta che ha invaso la città entrando in contatto con i mille poliziotti approntati dal regime per salvaguardare il professore, al grido di “ADESSO-BASTA!”

I giovani della Lega hanno affittato un aereo con uno striscione che ha sorvolato molte volte il cortile dove i giovani allievi gabellieri giuravano (non si sa a chi o a che cosa!) con su scritto: “BASTA MONTI, BASTA TASSE!”

I giovani presenti alla cerimonia, pur parenti e amici dei gabellieri (sic!) lo hanno accolto con urla e fischi interrompendo più volte il suo solito discorso da “volpone”, al grido di “E’ ORA DI FINIRLA CON LE BAGGIANATE, VAI A CASA, MARIONETTA!”.

Mancavano i giovani grillini, che però hanno già risposto durante le ultime elezioni, sfasciando il vecchio sistema dei partiti che sorregge Monti

 

 
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NAPOLITANO E I VESPRI SICILIANI

Post n°213 pubblicato il 25 Maggio 2012 da r.capodimonte2009
 

La domanda angosciosa di ieri, dov’è finita la destra con le palle, resta senza risposta, anzi crediamo che i pannicelli caldi tirati fuori dall’incartapecorito uomo di Arcore, un direttorio con le facce giovani-stravecchie (per commissariare il povero Alfano) e il lancio di una legge elettorale alla francese (che in questo momento in Italia creerebbe maggior caos del solito, ma il tentativo è sempre anti-Grillo!), ci dia già una mezza risposta: è finita in Francia, appunto, dalle parti di Marine Le Pen. Povero PDL!

 

Siamo piuttosto incazzati, dopo l’ennesima sfilata di antifascismo e antimafia (e lacrimucce) prospettataci anche ieri da Napolitano a Portella della Ginestra, dove, tanto per cambiare è stata “mistificata” la storia, sotto lo scrosciare di applausi di scolaresche e leccaculi, che non si sono neppure mai premuniti (ovviamente le scolaresche solo perché i libri di storia italiani trattano falsi ideologici!) di andarsi a scartabellare gli accadimenti. Be’ gli undici morti di quel 1° maggio 1947, ammazzati dai colpi di mitraglia del bandito Giuliano, non c’entrano un  piffero con la mafia. Fu un intrigo interno  all’antifascismo, di cui il nostro capo dello Stato è l’espressione più alta, che nasceva dallo scontro tra gli indipendentisti siciliani di Andrea Finocchiaro, di cui Giuliano era un ufficiale del movimento armato EVIS di Antonio Canepa, e il PCI, vincitore delle elezioni alla prima assemblea regionale, che non aveva alcuna intenzione di cedere l’iniziativa di staccare la Sicilia dall’Italia, nonostante l’alleanza che i due movimenti avevano portato avanti durante la Guerra di Liberazione. In realtà, l’operazione di sterminio (perchè così doveva essere in quanto c’era di mezzo una mitragliera Breda 7,65) ebbe un mandante politico molto evidente, lo Stato, quello che Napolitano continua pedissequamente ad ignorare e che invece è al centro di tutti gli assassini politici del dopoguerra in Italia, dando la colpa ai fascisti, agli anarchici, alle BR e alla mafia.

Non si sa come, ma quella mitraglia sbucò fuori dalla Polizia, retta allora da quell’anima candida di Scelba, che odiava molto gli indipendentisti e un po’ meno i comunisti, tanto che, non si sa bene perché, ben due oratori che avrebbero dovuto parlare ai poveri contadini di Portella, il senatore comunista Li Causi e il professore universitario comunista Francesco Renda, non si presentarono e finì ammazzato il calzolaio Giacomo Schirò! Furono avvertiti dai futuri alleati democristiani, in modo che il MIS ( Movimento Indipendentista siciliano, poi comunistizzato in MISDR) fosse lui a lasciarci le penne?

Secondo la maggior parte degli studiosi si trattò di una faida politica, altro che mafia, altro che terrorismo. Mafia e terrorismo, già dal 1947 si “creavano” a favolino. Certo, la mafia esiste eccome, ma oggi come allora colpisce chi le pesta i piedi: né poveri contadini, né ragazzine.

 

A proposito di siciliani, vi presentiamo l’avvocato siciliano Anna Finocchiaro di Modica, la patria del cioccolato (triste coincidenza di cognomi!)la quale è stata fotografata al supermercato mentre fa la spesa e i guardia spalle pagati dai cittadini italiani (4!) gli tengono il carrello. E brava la signora, sposata con un pezzo grosso della sanità italiana, Fidelfo Melchiorre, comunista della prima ora. Volete sapere il suo curriculum? E’ nata nel 1955, nel 1979 si laurea in Giurisprudenza, nel 1981 diventa funzionario della banca d’Italia, nel 1982 pretore, nel 1985 sostituto procuratore. Le cose sono due, o per lei gli anni sono come aria pura, o è una raccomandata di ferro (informatevi a quanti anni si diventa funzionario di banca, specie in B.I. e quanti poi ne devono passare per diventare procuratori!). Voi cosa ne pensate?

 

Da ieri il professor Ettore Gotti Tedeschi, potente presidente dello IOR, la banca vaticana, che per un’amara offesa al buongusto di chi ancora si sente un cattolico (ma sono sempre meno quelli che hanno cultura, i più sono popoli poveri ideologizzati e plagiati), il Papa chiama Istituto per le Opere di Religione. E che tipo di opere di religione facessero capo allo IOR ce lo fece intendere mons. Marchinkus negli anni Ottanta, durante le vicende Sindona-Calvi; ma evidentemente la terribile lezione non è bastata se oggi la creatura di Tarcisio Bertone, appunto, il banchiere di Dio Gotti Tedeschi viene cacciato via, senza che la banca sia ancora riuscita a superare il divieto di sedere nella “white list” cioè la lista delle banche “oneste” (come se ce ne fossero!), comunque quelle che ufficialmente non riciclano denaro sporco, cosa che lo IOR ha l’abitudine di fare, così come ci dicono le sue vicende giudiziarie. A noi che siamo agnostici risulta però che Gesù cacciò via a scudisciate i mercanti di denaro dal tempio. Evidentemente sono cose superate per papa Benedetto e per il suo segretario di Stato, se il Vaticano continua a mantenere in piedi certi giocattoli. Sta a vedere che quei poveri Catari, che nel 1300 furono bruciati vivi dai cattolicissimi sovrani di Francia per ordine dei papi, e che la solita storia falsificata descrive come eretici, perchè richiamavano la dignità dell’abito talare e la condanna all’usura, avevano ragione!

 

Ieri sera, su La7, Monti ci ha tenuto semisvegli con un’altra delle sue lezioncine da mentecatti.

Allora, ecco alcune frasi. “Gli eurobond ci saranno, ma non si sa quando e poi c’è bisogno dell’approvazione tedesca”. “La Grecia non uscirà mai dall’euro, ma abbiamo discusso insieme al G20 per studiare come farla uscire”. “La Grecia ha sbagliato a ospitare le Olimpiadi, a impostare una spesa statale troppo alta, ad avere una vasta evasione fiscale, a fornire troppi aiuti di stato alle imprese, a finanziare i partiti, a tollerare la corruzione. Ma non ha niente a che vedere con l’Italia.” “Se la Grecia fosse brava dovrebbe uscire dall’euro, svalutare la sua moneta e così mettere in seria difficoltà la Germania con le sue esportazioni. Così dovrebbe fare anche l’Italia se abbandonasse l’Eurozona.”

Capito?

 

Alle 2.30 di stanotte Rai 1 ha mandato in onda un filmato della durata di due ore che trattava della vicenda argentina, vale a dire i misfatti compiuti dalle banche, il FMI, la Casa Bianca e un paio di presidenti venduti, e che portarono al default di una delle nazioni più ricche del mondo. La Rai è saggia, è roba molto pericolosa da trasmettere nei palinsesti di massimo ascolto, anche perché ha fatto vedere come un popolo ridotto ai minimi termini, scende in piazza (la rivoluzione delle pentole), nonostante l’apparato poliziesco, i servizi segreti, il falso terrorismo e si riprende lo Stato, piazza dopo piazza, via dopo via, uomini, donne, vecchi e ragazzi tutti uniti contro chi, nel mondo vuole da distruggere i popoli per intascare denaro sporco a usura, sfruttando i poveri per arricchirsi. E si vede che i vari presidenti, del consiglio o della repubblica poco conta, ad un certo punto, scappano via dal palazzo con l’elicottero, protetti dai marines. Così come i ministri dell’economia e i banchieri.

ITALIADOC

 

 

 

 

 

 
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Il 24 MAGGIO 1915 è una data da ricordare

Post n°212 pubblicato il 24 Maggio 2012 da r.capodimonte2009

Il 24 maggio 1915 l'Italia entrava nella Prima Guerra Mondiale, per completare il suo Risorgimento. Una guerra dura e terribile, durata tre anni e mezzo, costata oltre un milione di morti (500.000 al fronte, 500.000 a causa della successiva epidemia di Spagnola, la febbre delle trincee) e centomila mutilati, e che, alla fine vide l'Italia raccogliere solo briciole, a causa delle prepotenze anglo-francesi, il che aprì le porte al Fascismo.

Questa data, insieme a quella della susseguente e sofferta vittoria del 4 Novembre 1918 è stata cancellata dai calendari come festività, sostituita da quella luttuosa e segnata dal tradimento del 25 aprile 1945, a causa di una storia politicizzata da partiti egemoni e antinazionali, che non vollero mai riconoscere l'eroismo imperituro di generazioni e generazioni di giovani italiani morti per la Patria.

Noi vogliamo ricordarla, a prescindere da qualsiasi ideologia e settarismo.

ITALIADOC

 
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FINALMENTE L'ADDIO DEL CAVALIERE. ORA VEDREMO CHI HA GLI ATTRIBUTI!

Post n°211 pubblicato il 24 Maggio 2012 da r.capodimonte2009
 

 

Dopo essersi guardato allo specchio come la regina di Biancaneve e avergli domandato chi fosse la faccia più adatta a risollevare il centro-destra… lo specchio magico è andato in mille pezzi! Così, mesto, ha deciso che per lui non c’è altra strada che il… Milan e tutti i miliardi che possiede.

Finalmente (tranne ovviamente ripensamenti dell’ultima ora) il cavaliere abbandona, si ritira, va a riposo, ma prima si vendica e fa a pezzi il coordinamento del PDL, in modo che chi protesta, d’ora in poi non avrà altro da fare che andarsene dal partito.

Era ora! E’ il momento per Alfano di mostrare gli attributi, se ce l’ha. Prendere la pattuglia dei falchi (quelli che non hanno nessuna intenzione né di mettersi con il Vaticano (Casini) né di inginocchiarsi da capo a poteri forti (Montezemolo), paralleli a quelli di Monti), portarli fuori dal PDL, e fondare un partito autenticamente rinnovatore (e qui ci dispiace dirlo, ma il “vecchio” di Arcore ha ragione), con molti dei contenuti del 5 Stelle, che sono la base di un vero cambiamento del Paese, e lo dimostra il concentramento dei voti moderati ricevuti da Grillo a Parma.

Dal PD giungono notizie allarmanti: dopo i risultati deludenti, che dimostrano che l’astensionismo si è alleato con quei quattro gatti ancora di centro-sinistra, Bersani, a meno che non prevalga la sua natura di pollo, ha deciso di forzare la mano. Monti ormai è cotto, il PDL lo abbandona e lui non può più sostenere un regime che affama la povera gente e favorisce solo le banche e i gabellieri di Stato. Vuole le elezioni anticipate, prima che all’orizzonte si crei una nuova opposizione interna dopo quella di Doria, de  Orlando, Renzi, ecc. dopo quelle di Vendola, De Magistris e Pisapia. Anche perchè sa bene di non potersi fidare dei suoi ex-Dc morotei, dalla Bindi a Letta, se Casini dovesse girare la frittata e convergere a sinistra, e attirarli dalla sua parte. Prima che il fumoso progetto casiniano prenda corpo e si affacci alla politica anche Montezemolo, che attrarrà un’altra fetta di elettorato pidi, quello che alita attorno agli industriali più progressisti, dai Benetton ai Della valle, dai Moratti ai De Benedetti, dai Colaninno ai Soru, fino agli Illy, Bersani vuole andare alle elezioni col “porcellum” e andare a governare il Paese, per poi allacciarsi all’ombrello Hollande in nome di una comune fraseologia (non ideologia). E’ anche il modo di dimostrare all’astensionismo che il PD ha ancora un lembo di pelle tra le gambe, e quindi il coraggio di rischiare: cosa che Berlusconi non fece, scappando via in piena notte, abbandonando la sua maggioranza!

L’enorme spazio politico liberatosi a destra (circa il 20% dell’elettorato) che ancora non ha dato il voto ai grillini (ma nel 2013, se le cose non cambieranno lo farà e il movimento 5 Stelle arriverà al 19%!), aspetta di essere riempito da gente giovane che opera sulla rete ed è aperta ad una nuova cultura e una nuova storiografia, si oppone al falso ambientalismo di matrice capital- finanziaria (Rockefeller, Greenpeace, WWF), e per il ritorno graduale all’energia atomica di Va generazione, chiede il ritorno delle banche sotto l’egida dello stato nazionale e l’uscita graduale dall’euro, la diminuzione totale dei privilegi, la ripresa del federalismo e la sua conclusione, un graduale rientro del debito pubblico con la vendita della riserva aurea, l’apertura di nuovi mercati alternativi alla UE che scavalchi il WTO e quindi i mercati asiatici (America Latina, Australia e Nuova Zelanda, Russia), l’implemento della domanda interna e la svalutazione graduale della nuova moneta (lira-euro) per incrementare le esportazioni, il mutamento globale della politica dell’emigrazione, facilitando l’ingresso dei giovani italiani nei lavori secondari, con aumento della retribuzione, e la limitazione secca delle quote, eliminando totalmente i ricongiungimenti selvaggi. Un vasto programma di lavori pubblici, con i raddoppi ferroviari (altro che TAV!), la chiusura dei passaggi a livello, una politica di edilizia popolare allargata. Redistribuzione della proprietà agraria con l’assegnazione dell’incolto e la ristrutturazione dei fabbricati rurali senza oneri urbanistici e facilitazioni bancarie. Regolamentazione dei partiti in base agli articoli costituzionali che ne fanno delle organizzazioni a carattere privato e quindi non suscettibili assolutamente di contributo pubblico; e dei sindacati, i quali detengono personalità giuridica, ma rappresentano solo i loro iscritti e quindi, abolendo il terzo comma dell’art. 39, non stipulino più contratti di lavoro erga omnes (e quindi realizzare una vera libertà sindacale, con la nascita di sindacati o corporazioni di categoria!) Questi punti, assieme a quelli relativi ai tetti retributivi e pensionistici, qualunque sia l’accumulo di prestazioni o di anzianità (250.000 € per le retribuzioni e 100.000 € per le pensioni) e ai limiti minimi degli stessi (20.000 € per le retribuzioni e 12.000 € per le pensioni, queste ultime per tutti), compongono un programma elettorale facile facile.

Il problema è: dov’è andata a finire la destra con le palle?

 

Riccardo Scagnoli

 

 

 

 

 
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