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Creato da victoria.v il 06/05/2012

Emeraude

Anime gemelle

 

 

Eméraude

Post n°18 pubblicato il 01 Febbraio 2013 da victoria.v
 
Tag: emé

 

 

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                                                         Arrivo, eh!

Sono in viaggio.

Arrivo presto

Eméraude

 

 

 

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ה È - vivere - 5 -- (2)

Post n°17 pubblicato il 03 Dicembre 2012 da victoria.v
 
Tag: emé

 

 

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♠ Cosa vedi. Chi vedi. Chi c'è.

E, in quello che sembra un personaggio, spesso un uomo che avanza dentro la mia testa, c'è un evento, una situazione, una composizione che riguarda noi e i più, là fuori nel mondo. Così io sgrano desideri e voglie inconfessabili a te e tu assecondi, accompagni la mia fantasia rovente, sgorga l'eros, un fascio di correnti che ci attraversa e circonda. Tutto ci travolge, il mio mondo interiore viene inondato da amore e compassione, formulo l'intento, dico dove sta l'evoluzione di ciò che vedo, dico il Nuovo Programma che vedo. Qualcosa si modifica e quell'evento, quella situazione all'esterno, sono raggiunti dalla forza. Hanno un nome, un senso, è la rinascita. Qualcosa, nel mondo di fuori, comincia a funzionare meglio. In seguito abbiamo anche i riscontri.

Poi torniamo. E io cammino per le strade come se addosso avessi uno vestito sottile e trasparente attaccato alla pelle. Ma non esterno sul corpo, no, tu mi vesti, mi impregni delle forze dell'universo che aprono il segno e lasciano scaturire le correnti energetiche compresse che in me iniziano a scorrere libere come i modi in cui la forza si dà. I simboli e le parole sono vivi in me e dilagano così da nutrirmi, appagarmi, elevarmi. Io creo con tutta la potenza che so di potere. Risuono, vibro. E parlo di te. Tu senti che io posso dire di te, della tua forza, plasmando con essa il mondo.

Torniamo tra la gente. Tocchiamo le persone, le cose e il timbro, l'imprinting dell'amore degli dei creatori passa al mondo. Siamo messaggeri di felicità. La potenza creatrice è accesa e feconda. Diventiamo Parola viva. Perché noi? Ci siamo messi d'accordo quando abbiamo creato tutto, questo è il gioco che a noi è piaciuto portare qui, sulla Terra, lasciando la Casa. Ci guardiamo, e in noi vediamo i segni, i geni dell'universo, perché essi ci parlano e noi li amiamo.

Siamo questo, così come lo abbiamo visto oggi in questa stanza. Abbiamo visto ciò che da sempre facciamo. Il vento s'è placato. È arrivata la brezza, questa piena di sole e di mare che sento dalla mia finestra, che mi fa sorridere e mi eleva. Ora i segni e la loro potenza creatrice si rinnovano ogni istante. La pace, queste correnti hanno trovato il loro flusso sereno.

Siamo qui, in questo piano del grattacielo, congiunzione tra terra e cielo e lasciamo passare luce in ogni particella libera con l'intento, ovvero ad ogni nostro progetto che s'affaccia sul bordo del tunnel. Le parti di noi che condividiamo col mondo di fuori si allineano o si sciolgono, il sogno coincide col quotidiano.

 
 
 

ה È - vivere - 5

Post n°15 pubblicato il 30 Ottobre 2012 da victoria.v
 
Tag: emé

 

 

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Sale un magma, denso, quasi incontenibile.

Travolgente.

Dentro ha la ri-formulazione

la cura e la rinascita.

Va lasciato essere e le parole si compongono nel nuovo ordine.

È l'allineamento.

 

Siamo entrati. Catapultati, risucchiati da una forza dentro queste stanze. Quel giorno non ci siamo dati vie di fuga.

E quello che spaventava s'è presentato come un fantastico gioco.

Ci siamo ritrovati dentro la piramide, in quella camera con il tunnel sotto il letto; quella che per te era la stanza del tuo lavoro, in cui mi conducevi per amarmi. Quella con nascosto il cunicolo in cui ci infilavamo per sparire agli occhi del mondo. Emergevamo dall'altra parte dell'oasi con il tramonto complice del nostro gioco. Ancor oggi così.

Inizia la danza: mi guardi a lungo, poi cominci a coprire di baci le carezze che tracci su di me. Fremo, vortico e ti attraggo in un sentire acceso. Mi plasmi della mia stessa carne. Le tue mani come cucchiai a scavare nelle mie sinapsi. Mi perdo. Mi lascio andare, a te. Divento un magma incandescente. Comincio a scattare, a chiudere gli occhi per poi spalancarli su di te. Dentro di te. Dicendo sì, sì. A che, lo sappiamo.

Appoggi la testa al mio orecchio e cominci a sussurrarmi parole di fuoco che rimbalzano in me e stampano un solco rovente nelle ghiandole del mio corpo. Quasi impercettibili segni vivi. Mi accarezzi e ad ogni spasmo fai entrare nella mia carne un suono. Tocchi con forza, intensità e la pressione si fissa dentro di me come un sigma. Sento la forza attraversarmi ad ogni tocco, ad ogni inclusione di dei, di segni e simboli, di suoni e frequenze. Divento l'universo e tu lo senti sotto le dita.

Ti attira il mio corpo fatto cosmo. Ne fai risuonare le armoniche.

Avvolgi, premi, plasmi, struggi, prendi, ti dai, ti offri. Chiami la forza e ne diventi il canale, essa mi raggiunge, mi penetra e io divento una trama incandescente in cui scrivi parole come spade. Sì, attraversando il mio corpo i segni, i suoni, si fanno laser, forze senzienti e mirate che vanno a interagire con il mondo dove tu sai. Dove è necessario, dove è bello che il tuo disegno arrivi. Senti che tu-noi-tutti, abbiamo creato il mondo e in me lo ritrovi, ci parli. Attraverso me imprimi al cosmo il tuo intento. E il tuo è sempre l'intento di tutti. La vibrazione delle tue parole svergina, nella capsula del tempo che sono, antichi archetipi criptati nelle fattezze della carne, nelle anse della pelle, in fondo al buio profondo dei miei respiri. Antiche cose tornano alla luce dell'oggi.

Nell'attimo dell'assenza, nell'orgasmo, si attiva la funzione del segno, da me parte il raggio e tu sei nel raggio. Animi le parole, vi respiri dentro, le sciogli sciogliendo la mia pelle. Chiudo gli occhi e mi seguo così, sentendoti come un raggio di sole che percorre lentamente i confini di un filo d'erba. La mia psiche si apre a visioni vaste e intense e viaggiamo, viaggiamo dentro noi stessi nei mondi che insieme conosciamo. Quei mondi di cui parliamo nel silenzio dopo l'amore, o nel sonno dove ci ritroviamo a continuare la danza.

Mi chiedi:

♠ Cosa vedi. Chi vedi. Chi c'è.

 

 
 
 

ל lamed - misurare - 12

Post n°14 pubblicato il 20 Settembre 2012 da victoria.v
 
Tag: emé

 

 

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Il mio modo per arrivare a questa coscienza è stato sperimentare e fare l'Uno di tutte le parti di me stessa. Quindi tutte le donne e tutti gli uomini che per me hanno avuto un significato sono tasselli di senso verso la mia unità. Oggi non mi serve più ritrovare la memoria delle mie storie, né della mia vita.

Mi è sufficiente rinnovare la chiave di quel tassello di vissuto che è sincronico a quanto sta accadendo. Ritrovarlo in me nelle sue espressioni più libere e gioiose e lasciare che si manifesti. Per esempio mentre scrivevo Emé come ho fatto a contattare te? e farti precipitare nel mio oggi? Mi serviva il gancio - waw - 6 - agganciare le proprie cose e le situazioni.

Sono andata al mio archivio-memoria e ho contattato quel momento in cui avevo incontrato un precedente mio compagno di viaggio. In me sta questo momento magico. Ho riattivato la forza di quest'emozione in me, l'ho lasciata scorrere... e dentro c'eri tu Così si fa.

Vedi, in Eméraude tu sei colui che mi forza l'energia. Esce il livello in cui attizzi in me la forza. L'ho dapprima attinta da dentro di me questa funzione. Ovvero io, in questa dimensione del corpo collettivo sono stata il catalizzatore di me stessa. In fondo al pozzo io sono andata da sola, attirata dalla forza che in fondo chiamava. Perché mi sono amata. Questo ho fatto.

Ho amato Alice, me stessa, più di tutto, anche più di te, logico. Qualcosa, in fondo a me, ama me al massimo. Io al centro delle cose. Io, la prima alleata di me stessa. La forza innanzitutto per me. Qui è emersa Eméraude. Così è giusto che sia.

Potrei lavorare con gli archetipi in questo dire. Sento l'unità aprirsi nella sua dinamicità profonda, un livello particellare delle cose, un continuum dell'energia dove tutto è pace e sincronia. Laggiù, in quello spazio zero limits, dove tutto è vivo, sono sempre a fianco a me stessa.

Ecco perché oggi ti stagli alleato e complice davanti a me. Qui nasce la comunicazione serena con te, nella mia unità interiore. Qui la comunicazione è forza e lei, la forza, mi fa sentire chi e dove sono, e dove andare.

Vedo il contesto in cui la forza agisce in me, è immediatamente quello delle 22 dinamiche in cui essa si dà. Leggo situazioni, vedo i movimenti delle persone, della psiche, degli elementi, ed essi prendono i nomi delle funzioni di cui i segni sono la rappresentazione grafica, il simbolo. Funzioni ed essenze, di questo si tratta. Mi dici:

♠ Racconta, spiega. Devi dirlo a chi ti legge.

© Quando sento o vedo una cosa, che non si vede nel mondo di fuori ma che intercetto con altri occhi dentro di me, la prendo per vera. Ma relativamente. Ossia è sicuro che quello che ho visto esiste e, nel mondo in cui sto, il mio interiore, ha una sua collocazione, configurazione, formulazione.

Ciò che ho sentito e visto dentro: persona, cosa, evento, ha fuori il corrispondente. Ovvero fuori c'è la proiezione di quanto sta in me, o ci sarà. Ogni realtà ha la sua "funzione" ovvero in essa la forza si esprime con una particolare modalità. È la sua "funzionalità" nell'economia del Tutto. Il suo "senso".

Sentirla, soprattutto la stessa funzione per cui, nel momento che individuo la funzione di ciò che sento e vedo in me, intercetto fuori la realtà che corrisponde alla stessa. Oppure l'inverso: è ciò che vedo fuori che ha corrispondenza con qualcosa o qualcuno dentro. Una parte di me.

E mi sa che qua parlo delle parti del DNA che stanno nei nostri corpi sottili, negli universi paralleli che siamo. Dalla funzione all'atteggiamento, qui la corrente sinaptica si fa chimica e neuronale, crea gli atteggiamenti. Di-venti-amo gli esseri. Diventiamo la realtà nuova che abbiamo pensato, immaginato, sognato.

Quindi, il corrispondente di quello che vedo sta in me. Vero, reale, non è quello che vedo nel mondo di fuori ma ciò che gli corrisponde nel mio mondo di dentro.

Dentro me sta l'universo. Se io individuo in ciò che sto sperimentando qui la funzione, essa, presa per se stessa diventa chiave-portale che mi introduce nel mondo parallelo corrispondente.

I mondi paralleli sono tutte le nostre esistenze che io avverto collegate in modo radiale più che lineare. Come dire che non attraversiamo vite e vite, ma l'esistenza - che è l'esistenza a questo punto? - è una, unica, disseminata su tanti livelli di frequenza, quindi di coscienza. Non solo questo mondo sulla Terra era disarmonico, anche in altri universi (la psiche?) erano ferme, arroccate, imprigionate determinate dinamiche e condizioni.

Il lavoro finale è questo: vivo una disarmonia in una parte di me? probabilmente c'è una mia esistenza parallela, ovvero nella mia psiche, in cui sono arenata nel problema, con altre anime. È possibile fare l'inverso: individuata la funzione della situazione problematica nell'economia del tutto delle mie esistenze, entro nell'archetipo e arrivo nell'altro universo.

È l'armonia che ho qui che mi permette di ri-sintonizzare, allineare le frequenze dell'altra esistenza sulla gioia e sulla felicità. La risultante è stare bene qui.

Quindi ci sono questi tre livelli di realtà o dimensioni, ce ne sono altri, sicuro, ma ora osservo questi che sono relativi a: la percezione e l'interazione tra me e il mondo.

1) il mio mondo interiore: l'unico reale.

2) il mondo di fuori, quello che percepisco con i 5 sensi e sul quale agisco con: corpo, movimenti, gesti, voce, è illusorio. Ma anche reale nel senso che, solo se mi do da fare in questo, lavoro su di me.

3) il mondo di mezzo. Reale concreto come l'1 e il 2 ma ad una concentrazione e vibrazione diversa. Qui io non sono "io" ma un collettivo, ovvero nell'ologramma che sono interagiscono più coscienze. Qualcosa che sono e anche mi trascende sa, sceglie e agisce. Qui stanno le mie: visioni, connessioni, sinergie, sincronizzazioni, coincidenze, percezioni, intuizioni, insight, sensazioni.

Qui agisce il pensiero Uno, la Presenza (l'esserci) e questa cosa strana che è presente nel cuore - me stessa - che mi fa sentire che il mio cuore è vivo. Che la mia psiche pulsa, è viva e attiva: pensa, crea, valuta, decide, sceglie, apprezza, ri-formula. Qui so di essere Una e di essere Il Collettivo.

Qui creo le persone e le situazioni che incontro nel mondo. Questo è il livello in cui la Forza mi fa Una col Tutto. In cui io delibero con la Forza. Creo. Ora creo te, il mio maschile rinato - corrispondente, nel mio essere donna, alla più ampia versione della più ampia visione di me stessa.

4) il laboratorio per sperimentare tutto questo, sta in noi.

Siamo un collettivo. Quando c'è un contesto di due, tre, più persone con questo livello di coscienza di "chi" e "cosa" i corpi sono, le funzioni e le essenze diventano sperimentabili. Avviene quando ci si è ri-conosciuti e ri-nominati nella Coscienza Cristica.

Tutto questo al capitolo lamed - 12 - misuro, conosco, do visibilità.

Se non mi rendessi conto di questi tre livelli del Sé, in me, come farei a continuare a reggere te? m'avresti già mangiato. No possibile. Verrebbe meno il divertimento.

 

 
 
 

ג ghimel - mettere in movimento - 3

Post n°13 pubblicato il 24 Agosto 2012 da victoria.v
 
Tag: emé

 

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Oh, che storia dolce e romantica sto scrivendo! Questo Siamo! Chi più di noi può costruirsi quello che desidera? Ciò che si è? Siamo amore, amorevolezza, dolcezza, cura. Apprezzamento, riconoscimento, comunicazione, vantaggio. Forza, intensità, gusto, vibrazione alta e alta. Amiamo, siamo amati. Viviamo il mondo alla grande.

Scrivere così alza il livello della mia contentezza. Sto ridendo! Per cui insisto.

Ecco, riemerge deciso e unico il cristallo che sono, vibra e lo sento. Ne pulso dentro. Respiro aria e luce smeraldo, in essa mi nutro, mi invento, mi do al mondo.

Torna feroce la voglia di darlo a te il cristallo smeraldo arrendevole e inossidabile che sono, nel corpo che sono. Lo tocco, palpeggio e ascolto con te e mi ri-conosco. La mia pelle, i mie fianchi sottili, le tue mani, le mie mani su di te. Sul tuo corpo che sento e che attraverso così, come un prato di stelle, un linguaggio complice, l'intreccio di curiosità e richiami che ci lanciano lassù nel cosmo. A casa. Sento quel livello che fa tornare tutto, lo riformula, gli dà il brivido del gusto della vita. E il tuo corpo cerca il mio per fare... cose loro.

Siamo Eméraude e Eméraude, questo libro, è noi. Noi al centro della scena, che abbiamo un nome stellare in Eméraude. La Tavola di Smeraldo ci ha condotto fin qui, in fondo a noi stessi. Per cui è importante che un tracciato come questo sia detto, chi sente si possa riconoscere. Sì, il messaggio di questo libro è singolare. Più avanti troverai provocazione, ma anche rigore. Siamo noi, tu sai bene cosa ci confidiamo quando siamo vicini. Quando ti parlo dal mio cuore che sente senza veli e paletti. La libertà è il prezzo, e vale sempre la pena darsi da fare per allinearsi al massimo della libertà. Libertà ha accheffare con l'essere coscienti e l'essere coscienti ha accheffare con sollevare i veli.

Come vedo noi due? Gaia, che comprende ogni aspetto della psiche e ha un cuore che batte, io. La Forza che seduce, nutre, dialoga con l'universo e con ogni essere in esso perché si svegli dal sonno, frema e fiorisca, tu.

La donna e l'uomo compresisi nel sogno, nel programma ancestrale. La vita nuova, il respiro lungo, la fedeltà reciproca e consapevole del viaggio. Il riposo, noi. Pianeti, stelle e satelliti non si fermano mai, seguono le loro rotte, si aprono a sempre nuovi orizzonti. Alleati, affiancati, fedeli alle loro orbite sanno di avere un centro in se stessi prima che fuori di sé: nel mio mondo Gaia è al centro. Gaia dà l'orientamento e la rotta al mondo del pensiero, quindi a ciò che costruiamo nel mondo e a come nel mondo ci poniamo. Io, Eméraude, sono ogni parte del sistema Gaia. Chiunque lo può dire di sé e rendersi conto della forza di questa visione[1]. La Forza dà esistenza a tutto questo, lo fa diventare ogni istante sogno-realtà. Questa la nostra coscienza.

Stiamo, dentro a un letto, i corpi sono un otre, una sacca di venti, no, di molto di più che s'irradia e riflette sulle pareti di quest'utero che il nostro corpo, fatto Uno, è. Attorno a noi c'è un altro utero che ci contiene e crea uno spazio osmotico. Siamo organicamente inseriti in un sistema, vanno e vengono sentimenti, pensieri ed emozioni, suoni intensi, battute lente, flussi, bit, input. Sembra che i pensieri non attraversino solo la nostra testa. È tutto il connettivo che canalizza messaggi. Il pensiero è un magma osmotico e funzionale. Quasi un midollo filamentoso e, senti qua, "dienneale". Molecole, particelle di DNA genetico interfacciano, scorrono, sfrecciano in ogni microspazio di questo ovulo plasmatico che ci contiene. Messaggi, messaggi, un mondo dinamico che comunica la Sostanza.

Che ho scritto? mò rileggo che non lo so. Le dita vanno da sole, la "parola" sta qua in mezzo agli occhi, di fronte a me, la sento, sembra un liquido rovente, ne sento la massa, il senso e la vibrazione. Ma diventa "parole" solo quando accetto che sia e, una ad una scelgo le lettere e le tocco sulla tastiera, mentre percepisco che qualcosa di stralunatico (estro) sto scrivendo, e ridacchio. A volte ci vogliono du palle per leggere quello che ho scritto, soprattutto a non cancellarlo.

Dunque tu: chi sei in questa pancia gigante che siamo? In questo terminal interplanetario che ci sentiamo? Queste micro-molecole midollari che scorrono sul connettivo, toccano i nodi sinaptici e da là cambiano orientamento o lo mantengono, sono i nostri geni vivi e consapevoli. Noi siamo di ben altra materia, ovvero l'abbiamo lasciata emergere dai secoli e secoli di sonno e silenzio. Il fatto è che non è come la pensano in laboratorio: un filamento di DNA, basi, aminoacidi, ecc, così si presenta il tutto all'occhio del microscopio. In realtà dentro e attorno a noi c'è una circolarità sincronica e sinergica continua del sentire e dell'esserne coscienti, del creare, fatta "gene". Una sfera, una freccia, un contenitore; una nota, una ciliegia, una goccia d'acqua, un sorriso, un bacio... una A, una B, una C, la E di Eméraude, ricondotte alla forza, al suono e movimento che sono nel corpo e nel cosmo prima di essere una cosa, un segno e un glifo[2].

Uh uh, mò brontoli lo so, ecchissenefrega. Ridi pure ma stai qua, stai qua, accarezza, insisti, premi, respira con me. Fai l'ostetrico che mi fa partorire questi significati del Dio che siamo diventati filamento di energia-pensiero. Minerali carbonio vegetali animale uomo e donna, luce stelle voce suono emozione atto.

Dio che dice di sé e dice perché è e fa. Io, tu, ciascuno di noi.

E chiedi sottile e intrigante:

 ♠ E come fai a dirlo al mondo?

© Lo stai già facendo, continua. Inventa. Continua a fare, a modulare i tuoi abbracci. Continua ad accarezzarmi, a tramare sulla mia pelle. Ad attirare e impastare quest'onda. A cercare. Tu fai, fai la realtà. Abbracciami! E toccami che il resto viene da sé e se stai zitto lo vedi nascere. Lo senti e cogli: lo stupore del mondo.

♠ Come. Come! - e mi cerchi.

© Hai ragione, è il "come" che serve al mondo per fare di questo mondo il Paese delle meraviglie.

♠ Allora cerchiamolo questo come.

 


 

 

 
 
 
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