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Un blog creato da vocedimegaride il 09/11/2006

La voce di Megaride

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L'archivio delle video-news e delle interviste filmate per "La Voce di Megaride" è al link http://www.vocedimegaride.it/Fotoreportages.htm

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SFIZIOSITA' IN RETE

 Il traduttore online dall'italiano al napoletano
http://www.napoletano.info/auto.asp

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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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AREA PERSONALE

 

 

DIO PERDONA SULMONA NO!

Post n°1379 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da vocedimegaride
 

Prima di sottoporvi in lettura la lettera dei detenuti nel carcere di Sulmona, vogliamo ricordare che da anni questa struttura è salita all'onore delle cronache per l'elevato numero di suicidi colà verificatisi  e che, ad oggi, alcun provvedimento tangibile parrebbe essere stato adottato per arginare questo triste ed indegno fenomeno. 
La pena dovrebbe tendere alla rieducazione... seh... seh! 
ALLA DIREZIONE DEL CARCERE DI SULMONA

Chi scrive è la comunità dei detenuti ergastolani del carcere di Sulmona.

Il motivo di questo scritto è dovuto alle vergognose condizioni di vita a cui siamo sottoposti in questo istituto e che periodicamente conducono alla morte, tramite suicidio, dei soggetti più deboli o, a seconda dei punti di vista, più forti tra noi. Infatti, in questo istituto, che non a torto viene definito “il carcere dei suicidi”, vi sono uomini che si trovano ininterrottamente in galera da oltre 25 anni, ad espiare pene anacrostiche, superate non solo dal nuovo concetto di vita acquisito, ma dal tempo stesso. E quindi irripetibili! Ma per quanto possa essere spregevole una pena che non consente scampo, non è di questo, o, per meglio dire, non è solo di questo che vogliamo parlarvi.
Vorremmo parlarvi invece e soprattutto di quei diritti, che pur nei tempi oscuri in cui il “fine pena mai” è stato inserito nell’ordinamento giuridico italiano, al posto della meno atroce e discriminatoria pena di morte, già da allora prevedevano a tutela dell’espiante alcune norme basilari, quali la cella singola e il lavoro fisso. Per cercare di salvaguardare con queste misure l’integrità mentale del condannato.
Norme che in questo istituto vengono totalmente disattese, spesso allocando nella stessa cella l’ergastolano con detenuti che devono scontare pochi mesi di pensa. Creando in tal modo proprio quelle condizioni di disagio fisico e mentale che il legislatore nella sua lungimiranza aveva intuito e considerato.
Poi, sempre in questo istituto, lo stesso parametro di negligenza viene adottato nell’assegnazione dei lavori interni. Infatti, assurdamente, ad essere impiegati nei lavori fissi – cucina, lavanderia, ecc. – non sono i soggetti che devono espiare lunghe pene, bensì i cosiddetti “temporanei”. Creando anche in questo caso forti disparità tratta mentali. Senza considerare, come già detto, che in base all’Ordinamento Penitenziario dovrebbero essere i detenuti “di lungo corso” ad essere favoriti nelle mansioni lavorative. Mentre noi qui, per campare, siamo ogni mese costretti a dissanguare economicamente le nostre famiglie. Per di più tartassati dl fatto che in questo posto le derrate alimentari costano il triplo dell’esterno. Il trucco è semplicemente e ampiamente collaudato negli anni: “Paghi la merce a prezzi di prima scelta e ti portano gli alimenti che rimangono invenduti o prossimi alla scadenza”.
Invece per quanto riguarda gli alimenti forniti dalla mensa dell’istituto, a cui a sua volta vengono forniti dallo stesso fornitore che gestisce il sopravitto, anche qui il trucchetto è semplice. Alla commissione cucina viene assegnato un detenuto che usufruisce di premessi premio o aspira ad essi, e di conseguenza il “controllore”, per timore di commettere sgarri, firma la bolla di accettazione ancor prima di vedere i prodotti. Se non fosse questo il criterio adottato nell’assegnazione delle commissioni cucina, non si spiegherebbe il perché i detenuti, nei circuiti nei quali non usufruiamo di benefici penitenziari, nonostante al pari degli altri abbiamo il diritto di controllare il vitto prima che esso venga distribuito, non veniamo mai sorteggiati per tale mansione!
Inoltre, sempre in questo istituto, con il trascorrere degli anni, sono venute a mancare anche tutte quelle misure che dovrebbero essere alla base della detenzione e sancite dall’art. 27 della Costituzione. Cioè il criterio per cui, qualsiasi pena, tramite il lavoro e i colloqui con educatori e famigliari,  cui devono essere accordate attenzioni particolari, deve tendere al reinserimento socile del condannato nella società.
Invece qui gli educatori non si fanno vedere e i colloqui con i famigliari – peraltro svolti in una stanza divisa da un enorme bancone, allo scopo di evitare qualsiasi contatto fisico con il parentado, in aperta violazione del D.P.R. del 2000 che li abolisce – più che favoriti vengono palesemente osteggiati con pregiudizio di ogni sorta ei confronti degli aventi diritto. Infatti, è successo più volte che alcuni famigliari, provenienti per lo più da regioni lontane, siano giunti, per problemi inerenti il viaggio, qualche minuto dopo l’orario di chiusura o con un documento scaduto, e per questo motivo siano stati rimandai in dietro.
Poi, credo necessario, in questo scritto, porre anche un accenno sui regolamenti nterni che, di volta in volta, vengono emanati dalla Direzione di questo istituto, e che sempre più spesso rasentano la comune decenza. A tal proposito cito l’ultimo della serie che dispone: “Qualora ad un detenuto venga trovato in cella un quantitativo di vino o birra superiore al fabbisogno giornaliero, verrà sospesa la vendita degli alcolici a tutta la sezione”! In pratica una punizione collettiva in pieno stile maccartista, o più probabilmente prendendo a riferimento un’epoca italiana appena un po’ più data nel tempo, in cui instillare odio e sospetti tra vicini di casa e favorire in tutti i modi la delazione era pratica comune.
Sempre legata alla vendita degli alcolici, gira in questi giorni insistente voce di un provvedimento a tal riguardo. Ossia, pare che la solerte direzione di Via Lamaccio, pressata dai sindacati di polizia penitenziaria, stia vagliando la possibilità di togliere il vino dalla spesa. Poiché a loro detta sarebbe il vino – e non le condizioni di vita detentiva dovute alla svolta sicuritaria, figlia del clima di “caccia alle streghe” che vige in questo paese, e pienamente fatto proprio dalla Direzione e dai Magistrati di Sorveglianza di questo istituto – a indurre i detenuti al suicidio.
Anche in questo caso però, i probi difensori dell’ordine e della legalità a tutti i costi, dimenticano un particolare tutt’altro che secondario: cioè, che nei paesi dove è in uso la pena di morte, la vittima di turno, prima di essere assassinata, viene stordita con una dose di psicofarmaci. Quindi il vino non è altro che una sostanza che, in mancanza d’altro, serve  lenire il dolore e la paura del suicida, con la sola eccezione che, invece di essere iniettata ad un braccio immobilizzato, viene ingerita volontariamente.
Dunque cara Direzione, se leverai il vino, useremo il gas. E se  leverai il gas, useremo il caffè. Finché non ti resterà niente da levare, ma solo tanti dubbi da aggiungere alle tue certezze, e che speriamo turbino la tua coscienza.
Questo è il carcere di Sulmona.. chissà perché definito.. “il carcere dei suicidi”!!!

I DETENUTI DI SULMONA

 
 
 

CIANCIMINO A DOMANDA RISPONDE... ANCHE A VOI ITALIOTI

Post n°1378 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da vocedimegaride
 

Intervista a Massimo Ciancimino, a voi le domande. Io c'ho provato! Cimentatevi anche voi nell'intervista al V.I.P. !

http://palermo.blogsicilia.it/2010/02/intervista-a-massimo-ciancimino-a-voi-le-domande/


Diffondere in Sicilia il citizen journalism, ovvero la notizia raccontata e approfondita da chi ne è protagonista: è la nostra missione.
Dall'altro ieri ciò sta avvenendo con Massimo Ciancimino, il figlio di Vito,  che ha commentato in questo post, ripreso dai media tradizionali.
Ciancimino adesso ha accettato la sfida di interagire con chi vuole saperne ancora di più, proprio attraverso le nostre pagine.
Nei limiti del segreto istruttorio e degli impegni giudiziari in corso, il figlio dell'ex sindaco di Palermo risponderà alle domande che voi pubblicherete nello spazio dei commenti.
BlogSicilia selezionerà le domande più significative.

MI RISPONDERA', EL DIVO O CHI ALTRI PER LUI?

Mi rivolgo all'alter ego del signor Massimo che in sua vece - è evidente - tratta questa corrispondenza, così come, probabilmente, gli cura l'immagine. Insomma, mi rivolgo al "puparo" in ordine a questi quesiti cui sarebbe buona norma rispondere in concreto, con rispetto degli italiani senzienti, stufi di essere presi per i fondelli:
1) Lo scoop fotografico di Di Pietro alla pre-natalizia del '92 dai CC, che ha visto sbattere di nuovo il solito mostro (capro espiatorio) Bruno Contrada in prima pagina è strettamente collegato e sinergico alla sequela delle sue nuove "rivelazioni"?
2) Perchè gli italiani dovrebbero dare fiducia ai "Pentiti", ai testi molto ambigui e compromessi quali MassimobC. e NON, per esempio, ai servitori dello Stato ed ai tutori della Legge, messi ignobilmente al bando?
3) Il Pentitificio di Stato ed il Vittimificio di Stato sono vasi comunicanti?
4) E' vero che l'Antimafia in Sicilia è peggio della Mafia?
5) Perchè Gioacchino Basile non è stato MAI querelato dagli "illustrissimi" cui ha inviato parole come pietre, rese pubbliche... e, nel contempo, la Commissione Antimafia si rifiuta ancora di audirlo, preferendogli i soliti brutti ceffi?
6) Se al Ministero degli Interni, della Difesa, presso il CESIS ed il CIS e la presidenza del Consiglio dei Ministri, esistono le schede personali di ogni agente, ispettore, collaboratore dei Servizi, come mai i sigg. PM che stanno interrogando Massimo dal 2007 non gli hanno mai mostrato uno schedario dal quale egli potesse "riconoscere" il fantomatico "signor Franco" e dargli infine un'identità?
7) Come mai documenti così scottanti del dossier che Massimo sta sciorinando erano tranquillamente a dormire un sonno ristoratore in una cassaforte del papà mai sventrata dalle Forze dell'Ordine e requisita, piuttostochè nascosti sotto l'albero in un campo, sotto la tazza del water, nella testa di una pianta, nella mangiatoia di un ovile, murati in un edificio????
8) Massimo C. e chi lo imbocca ritengono così CRETINI gli ITALIANI?
**************
Oh! santa Cazzìmma addolorata! Qui son tutti cascati dal pero! W l'ITALIA!

 
 
 

LA CALUNNIA E' UN VENTICELLO...

Post n°1377 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da vocedimegaride

da REDAZIONE
ULTIME SVACCATE DI ORDINARIA ANTIMAFIA.

Ancora una volta siamo vittime di becera diffamazione da parte della scalpitante manovalanza dei Giustizialisti Riuniti. Si segnala, infatti, all’esame dei lettori e dei collaboratori di “Megaride” il seguente “articolo” vessatorio al link
http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2010/02/jannone-chiede-il-sequestro-del-libro.html Leggetevi anche i commenti al post, dove i troll di Emilio manipolano brandelli degli ultimi articoli da noi pubblicati. La nostra linea "editoriale" è ben chiara ai senzienti ma non agli invasati, evidentemente. Noi cerchiamo, sulla base delle fonti certe e certificate di esercitare la logica ed il libero pensiero, mettendo a confronto le news, le rimembranze storiche, le palesi contraddizioni di determinate compagini, i fatti, le date e quanto altro occorra per indurre chiunque a non farsi fregare dalla retorica e dai masnadieri imbonitori che imperversano – anche volgarmente – nel tentativo di chiuderci come pecore nel serraglio della loro cieca arroganza… e riconosciuta ignoranza, fatta di luoghi comuni e “militanza” nelle affamate fila dei falsi conductor assetati di potere. Siamo indotti a pensare, viste le reazioni, che il potere, di queste ore, gli sta un po’ sfuggendo di mano, rendendoli preda della PAURA ed armandoli, al solito, della più immonda rappresaglia esercitata secondo copione con la diffamazione, la calunnia, la volgarità, la presunzione, quando non si hanno argomenti, verità, programmi, alternative, idee.. da spendere civilmente. Ora, siamo arrivati addirittura ai fotomontaggi realizzati con materiale privato derubato in rete; non ce ne meravigliamo: la prima a farne le spese in questo Sud affollato di predoni voraci e traditori autoctoni, fu l’immensa ultima regina di Napoli, Maria Sofia di Borbone Due Sicilie, per passare, poi, ricorderete, alla persecuzione ultradecennale di una improbabile “imperatrice” che dovrebbe esser grata a Basaglia, ai danni di “Megaride” ( vedi  Lettera a Sua Altezza Vertiginosa Post n°973 pubblicato il 04 Marzo 2009 ) . Secondo un antico adagio “è meglio fare invidia che pietà”, è vero..  ma è anche vero che questi mezzucci  da Asilo Mariuccia ci hanno un po’ rotto le bolas e che  nell’esercizio filosofico sui grandi temi dell’Umanità, ci prostrano in una condizione inenarrabile di pena e di sconforto. Ai “signorini” in questione, comunque, abbiamo così risposto ed a questo punto non riteniamo più di dover essere generosi e vincendo la pigrizia promettiamo la giusta azione legale.

*******
"Egregio "direttore", a prescindere che il mio non è lirismo ma lessico italiano supportato da un briciolo di cultura generale che ad ella fa difetto, le segnalo che il PENSIERO UNICO ancora non è assurto a regime dittatoriale nel nostro sgangherato "Paese", nonostante tutti gli sforzi che alcuni leaders di una certa pseudo_Antimafia, per strumentale lucro, stanno addirittura organizzando in network (mi eviti, per favore, di segnalarle la lunga sfilza di siti, "giornali" on line, blog, forum.. eccetera.. a senso unico e monopolizzati dalla solita schiatta "di pietrina" assurta a "partito politico")... PENSARE NON E' REATO e la maggioranza degli Italiani la pensa diversamente dalla vostra "corporazione"; lo ha dimostrato l'ultima tornata elettorale che democraticamente ha eletto la maggioranza di Governo, i cui punti essenziali sono quelli di combattere la calunnia, il giustizialismo e l'ignoranza. Il mio blog, autonomo, libero, non foraggiato da regalìe ed oboli di parrocchia, è ovviamente sulla stessa linea "intellettuale" di quello del dott. Angelo Jannone (e di pochi altri) e senza alcuna necessità di creare network o corporazione - poichè certi, ognuno, della nostra forza intellettuale basata sul raziocinio e la logica, scevra da becere scivolate nel "pettegolezzo" da guardaporte, ci unisce nella nobile "im-presa di coscienza" della lotta all'ANTIMAFIA che - come ha asserito Vittorio Sgarbi, all'atto delle sue dimissioni da sindaco di Salemi - al Sud è PEGGIO della Mafia! Come vede, cito le fonti... a meno che ella non voglia dichiarare che io sia anche "l'AMATA" di Sgarbi... di Contrada... di Peppe Fontana... e di tutti coloro le cui battaglie difendo. Le sembrerà strano, così votato all'ARMATA BRANCALEONE, lei ed i suoi corporati, ma io non ho mai stretto la mano al colonnello Jannone, perchè non l'ho mai incontrato di persona; così come molti dei collaboratori al mio blog! Ora, rilevo che il suo fotomontaggio, oltre ad essere banale ed incomprensibile ai suoi lettori, viola volgarmente la mia privacy !!! Oltretutto, lei si è procurato le immagini tramite qualche "incursore" spedito tra i miei contatti sul socialnetwork Facebook, a curiosare sul mio "profilo" ed a rubacchiare come un miserello immagini, messaggistica riservata e scritti personali che condivido SOLO con i miei stimati, numerosi, interlocutori. E questo è REATO che si aggiunge a quello della CALUNNIA, di tipico stampo comunista-leninista: "Parlate sempre male del vostro nemico - ordinava Stalin - comunque qualcosa rimarrà" ch'è, poi, il leit-motiv di certa classe politica anti-italiana che pretende, da ben prima del fallito colpo di Stato del '92, di occupare il "Paese"! Con estrema vigliaccheria, poi, ella fa insinuazioni alle spalle della ignara dottoressa Agnesina Pozzi, guardandosi bene dall'informarla (del resto, come ha fatto con me!) o dall'invitarla ad un civile confronto: reato di CALUNNIA anche danni di quest'ultima. Credo che 'stavolta lei si sia proprio autodisintegrato ridicolmente! – Marina Salvadore -
*******
E' stato, poi, di ordine intuitivo cercare su facebook il profilo di Emilio Grimaldi e verificare che pur non figurando egli tra i miei corrispondenti, aveva in comune con me ben sei "amici"  tra i quali individuare l'incursore e che ho provveduto, ovviamente, ad eliminare subito; cosa che consiglio di fare anche ad Agnesina Pozzi e ad Angelo Jannone e, naturalmente, ai lettori e collaboratori di "Megaride" se vogliono garantirsi un po' di pace!

 
 
 

LA PREDAZIONE DI ORGANI

Post n°1376 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da vocedimegaride
 

Cari amici e lettori, vi propongo così come è arrivata nella mia casella di posta, una delle comunicazioni che periodicamente m'invia la LEGA ANTI-PREDAZIONE DI ORGANI, che ho conosciuto solo l'anno scorso, in occasione delle "primarie" che vedevano concorrere il trapiantatore per eccellenza, Prof. Marini per le primarie del PD. Chiedetevi come mai questa associazione, che pure vanta un considerevole numero di iscritti, è nell'oblio più totale dei "media", poi visitate il loro sito, iscrivetevi alla news, o associatevi, che è meglio! Il mio punto di vista è antico: non si è morti davvero senza la triade di Bichat, ossia la perdita non solo della funzione cerebrale (tanto comoda ai trapiantatori), ma anche di quella respiratoria e cardiaca. Chiedo scusa ai trapiantati, ma detesto l'ipocrisia e credo che sia davvero poco "etico", per quanto mascherato da nobile intento, l'inserirsi nel destino di una vita ancora attiva (sebbene non secondo i parametri di "mercato") e troncarla per cambiare il destino di un'altra. Mi fermo qui e vi ricopio la news

Agnesina Pozzi

immagine tratta da  http://www.altrogiornale.org/ 

 

Cari Soci,
Abbiamo inserito un commento all'articolo "Stato vegetativo-la svolta" su www.libero-news.it  che tratta del 29enne in stato vegetativo che ha risposto col pensiero alle domande dei medici tramite una moderna tecnica delle immagini  da 'risonanza magnetica' .  Riportiamo :
 
STATO VEGETATIVO E MORTE CEREBRALE
Le certezze millantate nei comi vegetativi, ora scardinate da nuove tecnologie di "scanning" tipo risonanza magnetica  funzionale, che hanno evidenziato attività di pensiero in corpi paralizzati, devono servire a sconfiggere il falso concetto di "morte cerebrale" dichiarata a cuore battente ed imposta da leggi inique per favorire il business degli espianti/trapianti.
Lega Nazionale Contro La Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente

E' già dal 2002, poi 2006 e quindi   2009  (caso di Rom Houben) che la stampa riporta studi di neuroscienziati sulla possibile individuazione di attività cerebrale nei comi vegetativi grazie a nuove sofisticate tecniche di indagine con 'risonanza magnetica funzionale'(Irmf) .  La differenza rispetto ai precedenti studi che  individuavano in alcuni casi l'attività di pensiero in base a richieste spazio-temporali,  pare sia nell'aver individuato l'area del 'si' e del 'no' che permette una comunicazione di volontà . Le implicazioni possono essere  tante e certo non tutte condivisibili.

Ma al clamore iniziale non segue mai nessuna autocritica concreta da parte dei medici che sentenziano la reversibilità o irreversibilità dei comi, compreso quello classificato "morte cerebrale" che ci riduce a pezzi di ricambio.

L'ignoranza sullo stato vegetativo comprova, per estensione,  l'ignoranza e la presunzione  che accompagnano le dichiarazioni dei comi cosiddetti irreversibili (morte cerebrale), sempre che non siano esclusivamente frutto di dichiarazioni utilitaristiche. 

Consigliamo ai soci di rileggere dal sito il comunicato stampa del 25.9.2009 dal titolo "Coma vegetativo - stato di minima coscienza - 'morte cerebrale' -  Certezze millantate"). Di seguito l'articolo scientifico pubblicato su The New England Journal of Medicine.

Cordialità.

La Segreteria

LEGA ANTI PREDAZIONE DI ORGANI

 
 Articolo su libero-news del  4 febbraio 2010 (italiano)
 
Articolo scientifico originale  su The  New England Journal of Medicine, 3 febbraio 2010
Articolo su MailOnline  (inglese)

 

 
 
 

TU VUO FA' L'AMERICANO...

Post n°1375 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da vocedimegaride
 

Se un bel giorno l'ITALIA, con una botta d'orgoglio, decidesse per l'AUTODETERMINAZIONE del Sovrano Popolo Italiota, saremmo accusati di ANTIAMERICANISMO... o peggio... saremmo cancellati dalla faccia della Terra con un solo click? A dimostrazione della ormai indiscussa sudditanza americana che ci vede colonizzati e proni a 90 gradi da immemore tempo - non ultime le mirabili gesta di Tonino JAMES TONT ( illustre giustiziere del ribelle Bettino Craxi, non gradito all'establishment americano, come, ora, Berlusconi) -lampanti  evidenze si accumulano funeste, soprattutto in ambito diplomatico e politico, tali da impensierirci sommamente sugli sviluppi futuri della pseudo-democrazia imposta dal Bilderberg. A prescindere dal rito sacrificale dei nostri migliori "servitori della Patria" (vedi Bruno Contrada... e non SOLO), dall'arruolamento nei ranghi del succitato "Club di Topolino" dei VATE della FIAT e di altri illustri esponenti dell'Economia, della Finanza e della Politica nostrane, che partecipano dell'insano progetto del Mundialismo, altro elemento di IMPOTENZA governativa è il vergognoso stato di abbandono in cui versa in un carcere USA il nostro connazionale Carlo Parlanti, ostaggio ed emblema della supremazia americana sul nostro Paese e della sua ingerenza nei NOSTRI Affari di Stato. Storicamente, i due sbarchi in Sicilia; quello garibaldino e quello "alleato" sono la cartina di tornasole dell'antica alleanza tra Mafia, Stato e USA. In procinto di celebrare il 150.mo dell'Unità d'Italia, le vergogne si assommano, i sepolcri si scoprono, le menzogne affiorano. E' l'ora di stabilire se l'ITALIA non sia davvero SOLO un'espressione geografica, prima di soffiare sulle 150 candeline di quella torta della quale neppure una fetta potremo assaggiare, accontentandoci COME SEMPRE delle briciole raccattate sotto il tavolo delle libagioni altrui! ( marina salvadore)
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riceviamo da Katia Anedda
Vi riporto in calce due lettere al ministro Frattini che non risultano considerate, nonostante queste dichiarazioni non vengono dalla famiglia del Parlanti, anzi da persone indipendenti che si sono basati esclusivamente sulla documentazione e dai fatti.
Con preghiera di divulgazione

Associazione per la Giustizia e il Diritto "Enzo Tortora" - Redazione di Giustizia Giusta -Viale Giulio Cesare, 59 - 00192 Roma

On. Ministro Franco Frattini,
come Presidente dell’Associazione per la Giustizia e il Diritto “Enzo Tortora”-onlus e come Editore del periodico “Giustizia Giusta” avverto l’obbligo di rivolgermi a Lei per invitarLa, in occasione  della Sua prevista visita  negli Stati Uniti, ad assumere una precisa posizione presso le competenti autorità statunitensi in difesa dei diritti concultati del cittadino italiano Carlo Parlanti. Una vicenda, quella di Parlanti, che a definire kafkiana rientra nella dimensione dell’eufemismo. Mi risulta che anche in tempi recentissimi il Prof. Vittorio Zingales si è rivolto a Lei per denunciare come l’intera vicenda di Carlo Parlanti “sia stata trattata (a tacer di altro) in maniera estremamente negligente, con imperizia e gravi omissioni”. E’ il cattedratico medico legale, autore di una relazione che le è sicuramente pervenuta, a parlare. Io per mio conto ed in nome dell’Associazione che rappresento e che da anni si batte in difesa  dei diritti  dei cittadini italiani vittime della mala giustizia, ho seguito e denunciato -  dal 2007 – quanto occorso a Carlo Parlanti ostaggio nel carcere californiano di Avenal. In una serie di articoli pubblicati su “Giustizia Giusta”, nell’osservatorio denominato “Diritto Coloniale”, ho in maniera puntuale e documentata  appalesato quanto di antigiuridico ed di manifestamente illegale ha caratterizzato la vicenda, nell’assoluto silenzio della stampa nazionale e nella mancanza di un qualsivoglia intervento istituzionale. Si è tollerato, peraltro, che Carlo Parlanti sia stato contro ogni norma del Diritto Internazionale ed Europeo  arrestato in Germania e, quindi , estradato negli Usa per essere assoggettato ad un processo monstre in cui la “presunta” vittima, in qualità di cittadina americana, ha sicuramente goduto di “compiacenze, favoritismi e coperture” di cui naturalmente non ha potuto beneficiare il nostro connazionale in un “ambiente estraneo ed ostile”. Parlanti – e Lei dovrebbe saperlo – è stato privato persino del legittimo diritto alla difesa. Le chiedo se sia accettabile che l’intervento di Hillary Clinton (amplificato dalla stampa internazionale) in difesa di Amanda Knox processata e condannata in primo grado in Italia per un delitto commesso in Italia ed  a lei presumibilmente attribuito, sia stato tollerato da uno Stato che di fatto rinuncia, così,  alla sua sovranità nazionale. Come, di fatto, è avvenuto per la strage del Cermis e per l’omicidio di Calipari.
E’ per questo, anche per questo, che avverto il dovere di chiederLe, a nome dell’Associazione che presiedo e – con presunzione - di tutto il Popolo italiano, un  intervento deciso presso le autorità statunitensi affinché la vicenda di Carlo Parlanti venga al più presto risolta con la sua liberazione e con l’incardinamento di un nuovo processo in considerazione delle nuove prove emerse grazie anche  a quel quid novum emerso dalla relazione del Prof. Zingales
Buon lavoro,
Paolo Signorelli
Roma 21 gennaio 2010
************
Dott.Vittorio Zingales
Medico-chirurgo
Via Longano 37
Barcellona P.G.(ME)98051
Onorevole  Signor Ministro  Franco Frattini
In nome,per conto e nell'interesse del Signor Carlo Parlanti,attualmente ristretto nelle carceri Californiane di Avenal,ho avuto modo di esaminare la documentazione medico-legale allegata agli atti processuali. Ho redatto una relazione medica che la Signora Katia Anedda mi assicura di averLe già fatto pervenire. Ritengo ,in piena scienza e coscienza,che l'intera vicenda sia stata trattata(a tacer d'altro)in maniera estremamente negligente,con imperizia e gravi omissioni. Tali enormi violazioni,gettano pesanti ombre sulla regolarità del procedimento penale avverso il Signor Carlo Parlanti,nostro connazionale. Mi sembra proprio il caso di agitare lo spettro dell'errore giudiziario(tanto per usare un eufemismo)augurandomi ed augurando al senso della Giustizia e del Diritto di ricondurre gli avvenimenti,nel perimetro del vero e giusto processo,dal momento che ci troviamo all'interno di un paese come gli Stati Uniti,che sono e danno l'immagine di una democrazia avanzata che dovrebbe essere luce di civiltà giuridica per l'intero pianeta. Un quid novum certamente è emerso,come la SS potrà verificare dalla mia relazione già in suo possesso inviatale dalla Signora Anedda. La SS si renderà conto,tra l'altro,che la presunta vittima,essendo del luogo e cittadina americana,può aver goduto di compiacenze ,favoritismi e coperture che certamente il nostro connazionale non ha avuto,trovandosi in un ambiente estraneo ed ostile.Le difficoltà squisitamente processuali, e non solo,per il Signor Carlo Parlanti sono state enormi e quindi tutto questo ha portato all'impossibilità di un equo accertamento della verità. Rilevo,altresì,un fatto gravissimo messo in essere dalla autorità giudiziarie americane le quali hanno tenuto celato alla difesa,per oltre quattro anni(fino al 2008/2009) un numero rilevantissimo di prove e di atti usati invece dalla procura. La difesa del Signor Parlanti pertanto ha dovuto agire senza l'obbligatoria e legittima conoscenza di tutto il materiale a carico o a discolpa,privando l'imputato del legittimo diritto alla difesa.Non è stato mai ammesso in processo nessun medico a difesa del Signor Parlanti,pertanto le grossolane inesattezze ed ignoranze medico-scientifiche contenute nelle dichiarazioni ufficiali dei medici americani(e ve ne sono a iosa!)non hanno trovato la legittima e doverosa controdeduzione da parte della difesa.Lasciare più di un lustro,solo ed indifeso,il nostro connazionale Carlo Parlanti,appare disumano e quanto meno inopportuno. A parte tali considerazioni di carattere umano, ritengo che tutti i punti dei quesiti medici siano stati abbondantemente smontati e controbattuti sul piano della scienza medico-legale,facendo emergere le gravi ed inammissibili omissioni e negligenze dei medici americani che hanno tenuto un comportamento delinquenziale e contraddicendosi essi stessi in quasi tutti i punti e denotando in molti casi una preoccupante incompetenza ed ignoranza della medicina .E'avvilente come tutto ciò sia a tutt'oggi avallato e coperto dal Giudice di Avenal che si rifiuta ostinatamente di ammettere le nuove prove emerse. Prego, pertanto,la SS,anche nell'interesse del nostro Stato Unitario,di raccogliere questo grido di dolore che si leva dalla compagna del Signor Parlanti e dalla sua famiglia e da quanti hanno vivo il senso della giustizia e dell'equità.
Dott. Vittorio Zingales

 
 
 

BOTTA E RISPOSTA

Post n°1374 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da vocedimegaride
 

EMBE', TONI', LA GENTE INIZIA A PORSI DOMANDE...

da www.brunocontrada.info

Gentile Signora Marina,
chiedo scusa per intervenire sul blog riservato ad esprimere solo il "dissenso"alla sentenza Contrada. La mia domanda è la seguente:
ho dato a suo tempo la mia adesione alla vostra iniziativa e manifestato al generale CONTRADA tutta la mia comprensione e il mio affetto, oggi mi chiedo: non è possibile intervenire a proposito di quanto sta accadendo intorno a Di Pietro? IL SIG CONTRADA NON HA NULLA DA DIRE SU QUESTO PERSONAGGIO, CHE SE DA UNA PARTE RACCOGLIE LE SIMPATIE DEGLI ULTIMI STUPIDI DISPOSTI A DARE CREDITO AL SUO DIALETTO, DIVIENE OGNO GIORNO DI PIU' UN ANT'ITALIANO?
Luciano
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Caro Luciano,
Grazie a quel torzo di Di Pietro, la stampa ha ripreso a parlare di Contrada; peccato che tanto la stampa di sinistra quanto quella di destra.. e quella più popolare, TELEVISIVA... abbiano di nuovo sbattuto il MOSTRO in prima pagina, solo perchè sigillato da un bel bollo della Cassazione dentro un vaso di Pandora!!! ... e tutto questo nel momento topico in cui si attende la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo: questa è PERFIDIA! Sinceramente, s'io fossi un congiunto di Contrada, querelerei Di Pietro, per le offese gratuite lanciate al dott. Contrada, con rifermento a quella pre-natalizia del '92: 1) il Tonino ex sbirro come poteva non conoscere l'organigramma dei vertici della Polizia e del Ministero degli Interni? 2) Bruno Contrada, ch'egli ha scambiato per un semplice poliziotto, era il miglior investigatore sulla piazza nazionale ed extraterritoriale; 3) quando, poi, il Tonino riferisce d'essere stato addirittura il braccio destro di Borsellino (proviamo intanto a cercare qualcuno tra i collaboratori di Borsellino che si ricordi di costui!!!) era inevitabile ch'egli apprendesse delle gesta palermitane del SUPERPOLIZIOTTO Contrada... ergo... Tonino ci è o ci fa; 4) Se è vero che Tonino ha collaborato col giudice Borsellino, come mai il giudice non gli ha parlato nemmeno in termini "negativi" di Contrada, come va cianciando da tempo il fratello del giudice, Salvatore... secondo il quale Paolo Borsellino avrebbe detto SOLO ai propri cari che "nominare Contrada significava rischiare la vita"? 5) Come mai la VERA Signora Agnese Borsellino non è sulla stessa lunghezza d'onda dei cognati che, anzi, l'hanno perseguitata fino a tentare di vietarle la partecipazione ad una manifestazione a Salemi; cosa, per la quale l'ex sindaco Sgarbi e la Giunta hanno diffidato Rita e Salvatore Borsellino? 6) Come mai il Tonino, abbandonato dai suoi primi cofondatori dell'associazione quindi Partito IDV si è alleato a stretto impatto ambientale con i peggiori esponenti papponi del Vittimificio di Stato ovvero dell'Antimafia, raccattando con la scopa cicche, mezze cartucce, pile scariche, petardi bagnati... il caso Genchi, Antimafia 2000 del santone con le stimmate, i vari Borsellini... ed addirittura l'emulo sfiatato De Magistris e la stessa Sonia Alfano, finta vittima della mafia, che un tempo non molto lontano gli fu anche teatralmente ostile e che ora è invece ostile ad Olindo Canali, il magistrato al quale dovrebbe esser grata per averla imbucata nel Vittimificio di Stato, con la false dichiarazioni estorte ad uno pseudo-pentito ch'era, in realtà, un povero tossicodipendente di Barcellona Pozzo di Gotto, utilizzato già in precedenza dal Canali per la persecuzione ultradecennale al senatore Santalco eppoi al figlio di questi, avvocato penalista di Barcellona. 7) E' vero che ormai per Contrada si può fare ben poco, stante il marchio della condanna; anche l'eventuale Riforma della Giustizia non smuoverà di un pelo la sua situazione ma se presso l'Alta Corte di Giustizia a Strasburgo si aprisse un contenzioso... un fascicolo... con la denuncia di tutte le iniquità che ancora continuano ad abbattersi su questo capro espiatorio, allora - probabilmente - il giudizio dell'Alta Corte sarebbe ordine tassativo per la revisione del Processo Contrada. 8) Tornando al "guappo" Tonino presente, a mio avviso, come Giuda all'Ultima Cena di Bruno Contrada, esattamente il giorno dopo aver deciso in camera caritatis con il pool milanese per l'avviso di garanzia a Craxi, la sua presenza e quella dell'"americano" alla medesima tavola di CHI egli asserisce in maniera poco convincente di non sapere chi fosse, faceva probabilmente parte del copione già scritto per Bruno Contrada; 9)Singolare, poi, in questo manicomio italiota che nel '92 hanno in tal modo fermato Contrada ch'era in procinto di arrestare Provenzano... mentre, poi, nel '95 se la prendono con Mori ed Obinu per il mancato arresto di Provenzano; 10) Ritengo, a questo punto, che SOLO Contrada può aiutare CONTRADA: Che parli anche lui... che ha cognizione di Causa.. che la smetta di essere così fedele alla Patria matrigna! Lo faccia per noi italiani modesti e sinceri.

(MSG in Bottiglia): ...LO VEDI, TONINO? TU NON SEI INTELLIGENTE; SEI SOLO FURBO... FINGERE DI NON SAPERE CHI FOSSE CONTRADA CHE TI HA CONCESSO ANCHE L'ALTO ONORE DI SEDERGLI ACCANTO E' STATA UNA MOSSA SBAGLIATA! CHI NEGA E' GENERALMENTE RESPONSABILE DI QUALCHE MISFATTO, DOVRESTI SAPERLO, TU CHE TI DILETTAVI A FARE L'INQUISITORE DI POLIZIA GIUDIZIARIA ANCHE QUANDO NON ERI TENUTO A FARLO PERCHE' INDOSSAVI GIA' UNA TOGA; ATTEGGIAMENTO CHE TI COSTO' NOTE DI QUALIFICA DEPRIMENTI DA PARTE DELLA PROCURA DI BRESCIA... RICORDI?
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Post scriptum di Agnesina Pozzi
Saputa l'ultima fresca fresca di Tonnino? 

 
 
 

GAETANO GANGI E' DECISO A LASCIARSI MORIRE

Post n°1373 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da vocedimegaride
 

Sottoposto al 41/bis non chiede sconti di pena, trattamenti di favore, privilegi. Chiede che siano riconosciuti i diritti dei carcerati, ed uno di questi è mantenere i contatti con i famigliari. Questa possibilità a lui sarà negata perchè il fratello non può economicamente affrontare i viaggi verso il suo carcere. Non chiede molto Gaetano, chiede solo di essere trasferito in un carcere più vicino a suo fratello. Non in Sicilia, la sua terra, ma in Toscana, visto che al momento è detenuto a Parma. Ho raccolto l'appello lanciato da un utente di Facebook per far desistere Gaetano dal suo proposito suicida e di divulgare la sua storia. La Voce di Megaride, sensibile all'urlo dal silenzio di molti detenuti, accoglie anche la storia di Gaetano e la divulga. Coraggio Gaetano!!

Agnesina Pozzi

 

 

Cari amici,

mi chiamo Gangi Gaetano, sono ergastolano e mi trovo rinchiuso nel carcere di Parma.

Dal 4 gennaio 2010 sono in sciopero della fame. Protesto per ottenere il trasferimento nel carcere di Livorno; l’unico con la sezione di regime AS-1 della regione Toscana; perché a Firenze abita mio fratello. Non può venire qui a Parma perché inciderebbe troppo sullo stipendio.

Effettuare colloqui con i famigliari è un diritto e l’Amministrazione Penitenziaria dovrebbe agevolarli, come sancisce il c odice penitenziario, ma non lo fa. Andrò avanti fino alle estreme conseguenze.

Non ho chiesto di andare nella mia città, ma rimanere qui al Nord. Sono di Catania.

La Lega Nord parla di Federalismo; anche noi detenuti vorremmo il federalismo della pena, scontarla nella nostra regione, vicino ai famigliari. Vi chiedo di sostenermi affinché non mi facciano fare la fine del detenuto di Pavia, fatto morire di fame.

Un abbraccio.

Parma 31 gennaio 2010

http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/02/03/sciopero-della-fame-per-essere-trasferito/#comment-119

 

 
 
 

2010 ODISSEA NELL'OSPIZIO

di Marina Salvadore

VOLTASTOMACO DA VOLTAGABBANA

Eh! Bravo Ciancimino junior, l’ultimo dei pappagalli senza dignità arruolato dalla Cupola delle Cupole, dalla Loggia di tutte le logge degli Illustri Mascherati che strisciano sotto i muri come le pantegane, disegnando i confini delle repubbliche alternate. Chissà cosa gli hanno promesso a ‘sto “deficitario” di Ciancimino, ritenuto tale anche dal suo più famoso genitore* … Certo, è incredibile che a quest’ologramma di bambino prodigio, più giovane di me, negli anni ’60 il papà confidasse la gestione dei suoi affari e lo rendesse testimone e complice in opere di fantapolitica e mafia. Magari era un bambino di “cristallo”, figlio delle stelle o dei marziani che al contatto con l’atmosfera terrestre e gli zolfi di Sicilia s’è disintegrato l’amigdala e la pineale in fibra ottica di cui era stato normodotato sul suo pianeta d’origine… Bah! Chissà? Io, sinceramente, della mia leggiadra infanzia di comune mortale ricordo solo l’odio per il formaggino squagliato nella pastina; intolleranza a tutt’oggi non risolta! Più “deficitari” di Ciancimino, però, ci paiono i disneyani pasticcioni della storica Banda Bassotti; i malfattori occulti dell’abortito Colpo di Stato del ’92 che nel riscrivere la sceneggiatura per il nuovo interprete, compiono errori storici madornali, a cominciare dal ricicciare sempre gli stessi nomi della solita saga infinita della Creazione: ‘o Pataterno, ‘o Malommo, ‘a Malafemmena, ‘o Serpente… Contrada, Carnevale, Berlusconi, i Ros, tanto per gradire. Faccio un esempio: avete presente il kolossal Ben-Hur? Ebbene, in alcuni fotogrammi un “antico” soldato romano, portava al polso un Rolex… Meno male che gli italioti seguono con più attenzione il Grande Fratello, Sanremo e le Telenovela piuttostochè i telegiornali e che la Stampa, per molti, equivalga alla sola Informazione della Gazzetta dello Sport e di “Novella 2000”, così che di talune incongruenze e “ingenuità” degli sceneggiatori il Popolo Bue non s’avveda ed il serial possa snocciolare – come Beautiful – le sue migliaia di puntate, con new entry e banali colpi di scena… Della saga noi apprezziamo molto lo spirito cattocomunista ch’è la redenzione e santificazione dei peccatori: pentiti, assassini, criminali… ed il Golgota riservato ai martiri, agli “Agnus Dei” o capri espiatori, per salire, dopo morti, nell’Empireo dei Santi: gli umili e muti “servitori dello Stato”, infamati!… Qualche verità che insaporisca ‘o pani ca méuza de La Vuccirìa e qualche diabetica “cazzata” siciliana della Premiata Ditta Pasticcera “Procure Riunite” salta fuori obbligatoriamente dal canovaccio del nuovo personaggio, il “deficitario”, vuoi perché gli anni passano e la memoria perde colpi, vuoi perché ab origine la trama era troppo barocca… ed i decrepiti sceneggiatori se so’ ‘mbriacate e nun sanno cchiù sbruglia’,‘a matassa! S’è proprio smarrito il senso logico e con esso il residuo rispetto dell’intelligenza altrui. Torniamo al “deficitario”… Gli hanno messo in bocca un tal “signor Franco”, misterioso angelo giustiziere senza volto, esponente dei Servizi: premesso che non si tratta di Servizi Igienici e relative ceramiche Pozzi (anche se verrebbe istintiva la correlazione ai “cessi”) trattasi evidentemente di Servizi Segreti che – guarda caso – “segreti” in questo Paese di Pulcinella non lo sono mai stati… ma nientepopodimenochè – in questo serial – il “signor Franco” è segretissimo, secretato, da sembrare inventato! Immaginiamo che dei Servizi facciano parte, da sempre, civili e militari ben noti al Ministero degli Interni e della Difesa, nonché della Presidenza del Consiglio dei Ministri che – guardacaso – ha anche il compito di sceglierli, per curriculum o segnalazione politica; trattasi quindi di persone reali, schedate presso le Istituzioni: è mai possibile che a nessuno sia venuto in mente, da quando è iniziata la tiritera del “signor Franco”, di far vedere al “deficitario” lo schedario fotografico di tutti gli agenti del Sismi e del Sisde, perché a ‘sto cacchio di signor Franco fosse restituita un’identità, un ufficio, un incarico… ed a noi risparmiata questa stomachevole presa per i fondelli? Notate che mi sto mantenendo a fatica dalla scurrilità? Vi prego di comprendere questo immane sforzo, per favore! Poi, sulla scia di Annozero, c’è la solita suppostina di glicerina per i fondelli del presidente del Consiglio, vedi la balla del riciclaggio di danaro sporco nell’investimento immobiliare di Milano 2, a Segrate! Ma ci fate così tontoloni? Ma non ti vergogni, “deficitario” di fare la parte dell’imbecille nel declamare queste pornografie scritte per il tuo ruolo nella soap-opera scivolosa di bava e vomito dal Venerabile Giuda Iscariota che, vecchio e rincoglionito, è ancora assiso sul tronetto divorato dalle tarme, stoico e in pieno delirio di onnipotenza, fino a quando il tronetto scalcagnato reggerà il peso dei suoi intrighi ed EGLI si schianterà col culo per terra! Manca poco: c’è nell’aria mefitica della complottistica di Stato un effluvio più intenso di putredine… come se la cloaca si fosse intasata, spurgando all’esterno. Prova ne sia il riciclaggio di notizie esaurite, ammannitoci di pari passo con le “rivelazioni” del “deficitario”… come se le fotine di Di Pietro del Natale ’92 avessero un nesso con le audizioni in altro contesto di Ciancimino transformer… E.. ce l’hanno, infatti! Mica ci siamo scimuniti!? C’è qualcuno, tra i Robespierre del ’92, che inizia ad avere paura e non sa come uscirsene: tutto gli rema contro, i nodi stanno venendo al pettine. Paratisi il culo Danton e Marat, monzù Antonio Robespierre Di Dietro, è ormai isolato e bersaglio unico, spiaccicato sulla tela bavosa del venerabile Ragno: più si dimena e più si intrappola, senza che altri si sporchino le mani. Il limite di Tonino è il suo narcisismo: avrebbe dovuto “levare mano” subito, alle prime avvisaglie di “utilità cessata”, all’epoca di quando fu “consigliato” di appendere la toga al chiodo. Ma lui, vorace e protetto oltreoceano, ha insistito. Errare è umano ma perseverare è diabolico… e quel vecchietto sul tronetto tarmato e la sua corte hanno deciso di eliminarlo, perché è una mina vagante. Del resto, il suo compito, per il quale era stato costruito “a tavolino”, lo svolse egregiamente, come Pioneer su Marte… ma anche Pioneer si autodisintegrò, cessata la funzione, o no? La polemica sulle foto con Contrada a quella pre-natalizia del ’92, sebbene tardiva, era già stata dipanata giorni orsono… che motivo ha la Stampa ovvero il CORSERA a riproporcele in data odierna, dopo la civilissima e generosa precisazione del dott. Bruno Contrada? Embe’, Tonino, ma tu sei proprio un ingrato! Contrada ti ha signorilmente aiutato, con le sue dichiarazioni e tu… ancora gli dai addosso, sfruttando il sigillo tombale della Cassazione che ne ha fatto un criminale incallito? Cacchio! Vai oltre… anzi, vai DI DIETRO Tonino… e basta sfruttare la stessa suola bucata di Contrada sulla quale avete deambulato tutti per i sentieri tortuosi dell’Empireo!!! Che esistesse un Patto scellerato tra Stato e Mafia… uuff… lo sapevamo dalle calende greche, il bravissimo giovane giornalista Salvo Giorgio ed altri più illustri postularono sin dalle prime udienze del Processo Contrada questi vergognosi retroscena. Il “deficitario” è stato costretto dagli sceneggiatori ad ammettere questa strana protezione e libertà a Provengano, perché, davvero, non ci si può più nascondere dietro un dito, talmente lampante è la realtà anche ad un mentecatto! Ora, si preoccupano tutti, infierendo ma depistando, del mancato arresto di Provengano, nel ’95 da parte di Mori ed Obinu: altri patiboli sono stati allestiti nella pubblica piazza dei cretini… ma tu sai, Tonino, che Bruno Contrada fu arrestato solo dopo nove giorni da quella pre-natalizia ed esattamente alla vigilia dell’arresto di Provenzano, cui stava provvedendo, per i fatti suoi, forte della sua esperienza di abile investigatore! Allora, Toni’, la trattativa era già in atto? Dava fastidio agli italiani vandeani, insorgenti della Prima Repubblica o agli “americani” del Bilderberg quell’arresto, in quel preciso momento? Cosa c’era di meglio da fare se non rendere inoffensivo quello stracciamaroni di Contrada? Toni’ padrete’, tu alla prenatalizia, come Gesù Cristo nella “figurella pasquale” sedevi tra Contrada e l’americano della CIA… che in quella sede ti premiò pure con una targa… Come la mettiamo? Nove giorni dopo DICO NOVE GIORNI DOPO il povero Contrada fu arrestato in pompa magna!!! Italioti, ma siete così cretini da non capire? Vi devo fare un disegnino? Embe’, io non aggiungo altro: il libero pensiero non è reato.. ed IO PENSO… COGITO ERGO SUM… perché le mie modeste amigdala e pineale vanno come un treno, alla faccia tua! Tra l’altro, scrivo “a gratis”, per diletto, da disoccupata, pur pagando l’annuale balzello all’Ordine dei Giornalisti, contrariamente alla tua figliola pseudo-giornalista raccomandata che non s’è mai vista in redazione, neppure a ritirare lo stipendio… COGITO che il buon Bruno Contrada, da più giorni, è ancora in attesa della decisione dell’illustre Tribunale di Sorveglianza, per deciderne le sorti: differimento della pena o, come al solito, di sei mesi in sei mesi… fino a che non vi faccia il piacere di morire… il rinnovo dei domiciliari. Com’è che tarda questa decisione, questa volta? Che nuovo evento dovrà verificarsi, quale “verità” si attende che sputi fuori il “deficitario”… chi altri dovrà essere infamato… cosa ne faranno di te, Toni’… il Bilderberg che pensa?… Risolti questi quesiti, Bruno Contrada saprà a quale “beneficio” (mi vien da ridere) è ammesso, puveriello! E’ una mia riflessione vieppiù motivata dalla notizia odierna delle dimissioni dalla carica di sindaco di Salemi di Vittorio Sgarbi, il quale ci significa che: “Qui l’Antimafia è peggio della Mafia!”

*http://www.censurati.it/blog/index.php/2010/01/22/ciancimino-day/

 
 
 

ANNELIESE MICHEL, UN CASO ANCORA APERTO?

Post n°1371 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da vocedimegaride
 

LO SPIRITO INQUIETO DI ANNELIESE

HA AVVIATO LA MIA STAMPANTE ALLE 3,25

 

Stanotte i cani erano agitati. Uno di loro piangeva ed è venuto a svegliarmi. Erano le 3.00 (adesso sono le 3.39 del 1 febbraio 2010). Credevo dovesse fare pipì, l'ho fatto uscire ma è tornato subito dentro continuando ad uggiolare. Ormai sveglia, ed incapace di riaddormentarmi decido di stampare le due perizie che avevo quasi completato ed attacco la stampante al portatile. Non appena l'accendo comincia a stampare. Vado in pannello di controllo, mi chiedo se non ci siano documenti in sospeso...ma nulla. Non c'era nessun documento in sospeso. Intanto mi aveva stampato un foglio di ricerca Google delle immagini, con un nome incompleto nel form: annel... e a seguire il nome di Anneliese Michel e a finire, dopo Anneliese Van Der Por, Annelise Van Der Por, anelli, ancora il nome di Anneliese Michel. Sono sconcertata! Non ho fatto alcuna ricerca, non ho dato nessun comando al computer ma in questo evento anomalo e paranormale, leggo il messaggio "vai a quel nome, cerca, approfondisci". E così ho fatto, alle 3.30 esatte. Ho cercato con Google questo nome. Evidentemente Anneliese vuole che la sua storia sia divulgata, forse vuole preghiere, forse vuole che si discuta la sua vicenda dal punto di vista medico. Non so. E' tremando, che vi sottopongo la sua storia, trovata sia su Wikipedia che su due blog, che ad oggi resta un grande mistero tra scienza e fede.

Intanto, una premessa: ho chiesto mentalmente ad Anneliese di scegliersi la foto che voleva fosse messa su questo articolo. Non stupitevi e vi giuro su Dio e sulla mia vita che nella ricerca, sempre su Google, di "immagini" a suo nome, una pagina intera non ha visualizzato altre immagini che una. Quindi sono obbligata a mettere questa:

Anneliese Michel

Anneliese Michel nacque il 21 settembre del 1952, in una famiglia molto cattolica a Klingenberg am Main. Suo padre avrebbe dovuto diventare prete ma poi sposò sua mamma (che già aveva una figlia che poi morì di tumore renale) e tre sorelle di suo padre erano suore. Nel  1966 cominciò  a presentare i primi disturbi di comportamento a scuola e cominciarono le convulsioni. Le venne diagnosticata L'epilessia e le furono somministrate le prime cure. Nel 1970 dopo un intervento di tonsillectomia si ammalò di tubercolosi e dovette permanere sei mesi in ospedale, ma era molto brava a scuola, recuperò e prese la maturità per poi andare alla scuola superiore di Würzburg, ospite di un collegio. Intanto le convulsioni erano sempre più frequenti e a queste si aggiunsero allucinazioni con visioni di demoni, comportamenti strani come gattonare, leccare il pavimento, ululare. Dopo varie visite diagnosticarono epilessia temporale  e somministrarono carbamazepina, ma i sintomi non si attenuarono ed anzi peggiorarono. Lei si convinse di essere posseduta, cominciò a far penitenza, dormire per terra, mangiare poco e pregare senza sosta fino a rompersi entrambe le ginocchia. Negli ultimi mesi della sua vita, col nullaosta del vescovo Josef Stangl,  due preti, Padre Arnold Renz e Padre Ernst Alt,  la sottoposero al rito del grande Esorcismo.

Cominciò a non mangiare più  deperendo progressivamente. Da quanto si legge in giro e dalle numerose foto originali in rete, si parla di denti rotti, lividi sotto gli occhi, stimmate, il parlare lingue sconosciute,  ma non essendoci alcun testimone diretto mentre le lesioni si producevano, si pensa che sia stata lei ad autoprodursele. Non mangiando più arrivò  a pesare 30 kg, si ammalò di polmonite e predisse la sua morte, che avvenne l'1 luglio del 1976.

anneliese michel

Il caso sconvolse la Germania e il Vaticano.  Fu avviata una inchiesta, gli esorcisti e i genitori furono incriminati perchè non la sottoposero a nutrizione forzata ed interruppero la terapia medica. In seguito al suo caso la Chiesa modificò il rito del grande esorcismo. Come apprendo da Wikipedia, alla sua drammatica storia si sono ispirate opere letterarie e cinematografiche (The Exorcism of Emily Rose diretto da Scott Derrickson e "Requiem" di Hans-Christian Schmid).

Il 25 febbraio del 1978 la sua salma fu riesumata su richiesta dei genitori ai quali una suora aveva detto di aver visto il fantasma di Anneliese che le diceva essere ancora intatta. Il corpo era però allo stato di decomposizione che si confaceva all'epoca della morte ma nessuno lo fotografò. Ci sono invece in rete numerose foto di questa bella, brava e sfortunata ragazza, probabilmente uccisa dalle ripercussioni psicocomportamentali di una grave patologia neurologica o da una tubercolosi disseminata. Dal momento che ancora se ne parla, a distanza di tanti anni, credo che sarebbe il caso di riesumare il corpo, proprio adesso che la tecnologia strumentale ha fatto enormi progressi in medicina, e finalmente dare pace  alla sua anima che ancora è inquieta.

Dite una preghiera per lei per favore. Io le farò dire una messa. 

Agnesina Pozzi

 

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20,57 DEL 2 FEBBRAIO 2009

Ero su Skype a parlare con mio fratello e a raccontargli l'accaduto.  Abbiamo parlato prima di altre cose, non c'è stato mai riverbero audio. Lui mi ha chiesto:" ma per caso avevi fatto il collegamento ad internet o fatto una ricerca rimasta in memoria il giorno prima, oppure hai azionato tu un qualche comando?". Gli ho risposto: "impossibile stampare qualcosa senza dare i comandi alla stampante. E' infatti settata di default su alimentatore automatico, e quindi se non dai il comando per il cassetto, non pesca i fogli". "Quindi non hai toccato nulla tu?" e gli  ho risposto: "no!"; in questo preciso momento c'è stato un riverbero di eco che ha ripetuto: "no.no.no.no.no". Allora mio fratello, quando gli ho fatto notare che nel discorso avevamo detto mille "no" senza avere nessun riverbero e che a puntualizzare la veridicità dell'accaduto era stata la stessa Anneleise ad allungare quel "no", non ha esitato un attimo a dire che questa era una ulteriore conferma.. Comunque sono tranquilla, Anneleise vuole essere aiutata a divulgare la sua storia come  evento patologico medico. Chiedo a chi abbia documenti, riferimenti, testi da consigliarmi o contatti con famigliari di Anneleise  di farmelo sapere attraverso Facebook

 

 
 
 

SOLVE ET COAGULA !

di SONIA SALVADORE

Magia e bellezza si fondono continuamente nella nostra città, una delle più misteriose del mondo e ieri sera,  assistendo allo spettacolo "Solve et coagula", nella fascinosa e splendida cappella Sansevero abbiamo fatto un salto oltre il tempo; ci siamo trovati immersi in una magica atmosfera, nella nostra vivace Napoli settecentesca, quando la città e la sua musica erano strettamente legate ed interdipedenti, da assurgere al ruolo di Capitale dell'Opera.
La formula alchemica del "Solve et coagula"¨è  il titolo dello spettacolo di Accordone Ensemble, una vera e propria opera breve, per la celebrazione del tricentenario della nascita di Raimondo di Sangro principe di Sansevero, Gentiluomo di Camera di Carlo di Borbone, Membro dell'Ordine dei Cavalieri di San Gennaro, Accademico della Crusca e Gran Maestro della Loggia Massonica; una delle personalità  più misteriose e geniali della Napoli del '700. Presenza ancora molto viva e percepibile...
Abbiamo apprezzato i testi di Marco Beasley, interpretati dallo stesso sulle note di Guido Marini al clavicembalo, Enrica Gatti e Rossella Croce al violino, Joanna Husacza alla viola, Marco Testori al violoncello e Vanni Moretto al contrabbasso.
La gradevolissma opera ha ripercorso le tappe significative della vita di Raimondo di Sangro, attraverso la simbologia delle famose opere della Cappella: la Pudicizia, il Disinganno, il Cristo velato, le Macchine anatomiche, l'Altare... che il Principe realizzò utilzzando, secondo il volgo finalmente smentito, pratiche "infernali"...
In una autentica alchimia di stati d'animo, di gouachès dipinte nell'aria dai suoni e dal verbo, di teatralità prodigiosa senza necessità di scenografia che non fosse l'essenza medesima di quel luogo intimo, lievemente decriptato e finalmente svelato, siamo rimasti rapiti dal rutilante  incrocio di stili, dalle flessibilità  dei toni, dai cambiamenti repentini - come in un fantastico poltergeist - in cui poesia e musica si sono perfettamente fusi con il pesante piombo e  il volatile mercurio umani in quell'athanor ch'è il cuore pulsante ma anche il ventre vorace di Napoli, da secoli.   La voce di Marco Beasley è sempre stata in sintonia con il pizzicato del clavicembalo e il suono dell'orchestra in un'affascinante alternanza di musicalità  settecentesche, versi in napoletano di "lazzarìate", "compianti" e "formule alchemiche", impastate di sole e di luna, di luci e di ombre, come in un sogno lucido...  e ci ha fatto vivere un'esperienza sublime, rigenerante, ricca di suggestioni, di magia, di emozioni profonde, celebrando - è vero - il grande Raimondo ma anche quella amatisima e regale Napoli che alla stregua della pietra filosofale stiamo disperatamente ricercando.

 
 
 

PAROLE COME PIETRE, INGROIA!

di Gioacchino Basile

                                                    COMUNICATO STAMPA

PREMESSO CHE: la sera del 25 giugno 1992 nell’atrio della Biblioteca comunale di Palermo consegnai al dottor Paolo Borsellino l’esposto- dossier  nel quale si dimostrava, al di là d’ogni ragionevole dubbio, che la dirigenza Fincantieri pagava “cosa nostra”: la stessa famiglia criminale che il 20 giugno 1989 attuò il fallito attentato all’Addaura contro GIOVANNI FALCONE .

RIVOLGO ALCUNE BREVI DOMANDE AL DOTTOR ANTONIO INGROIA

POICHE' E' CERTO CHE LA STRAGE DI VIA D’AMELIO COSTITUII L’UNICA CONDIZIONE PER IMPEDIRE CHE SI INDAGASSE SUL CONNUBIO TRA AFFARI POLITICA E MAFIA, CHE COINVOLGEVA ANCHE LE PARTECIPAZIONI STATALI, E’ CHE, CHI ALLORA DIRIGEVA QUELLE INDAGINI, OGGI RICOPRE  RILEVANTI FUNZIONI ALL'INTERNO DELLA STESSA PROCURA DI PALERMO.

 

POICHE' E' ALTRETTANTO CERTO CHE LEI E' BEN INFORMATO SULLA NATURA DI QUEL MIO DOCUMENTATO, LOGICO E GRANITICO MOVENTE, EMERSO PREPOTENTEMENTE  NEL FEBBRAIO 2002, LE CUI CIRCOSTANZE SI SALDANO, “CON NATURALEZZA”, A QUEL DOSSIER MAFIA E APPALTI AL QUALE ANCHE LEI, FINO ALLA FINE DEGLI ANNI 90, RITENEVA FOSSE LEGATO IL MOVENTE DELLA STRAGE DEL 19 LUGLIO 1992 CHE SEGNO L’USCITA DI SCENA DI PAOLO BORSELLINO.

SAPENDO CON CERTEZZA, E PER DIRETTA ESPERIENZA STORICA, CHE LA TESI INVESTIGATIVA DELLA “TRATTATIVA” FRA LO STATO E “COSA NOSTRA”  E' SOLO L’ULTIMA TROVATA STATALISTA PER MASCHERARE LA VERITA' ATTRAVERSO L’UTILIZZO DI REFERENTI INVESTIGATIVI DI DUBBIA MORALITA', ED HA L'EFFETTO DI COLPIRE LE SOLE ATTENDIBILI FONTI INVESTIGATIVE DI CUI SI FIDAVA IL DOTTOR PAOLO BORSELLINO.

TANTO PREMESSO,  CHIEDO AL DOTTOR  ANTONIO INGROIA:

SE NON RISPONDESSE A VERITA' QUANTO, GIA DA OTTO ANNI, HO ESPOSTO E SOSTENUTO IN SEDE GIUDIZIARIA ED IN PUBBLICHE CONFERENZE IN TUTTA ITALIA, LO SCRIVENTE NON DOVREBBE RISULTARE ALMENO INCRIMINATO PER IL REATO DI CALUNNIA CONTRO QUEI SUOI COLLEGHI DI PALERMO?!!

DOTTOR INGROIA, SEGUENDO LA CENNATA' IPOTESI INVESTIGATIVA “DELLA TRATTATIVA”, PENSA VERAMENTE DI FARE EMERGERE LA VERITA' E MANTENERE FEDE AL GIURAMENTO FATTO ALLA NOSTRA COSTITUZIONE, OPPURE ANCHE LEI SI E' “DOVUTO APPIATTIRE”, PER MOTIVI CHE “AL MOMENTO MI SFUGGONO” ALLA PREPOTENZA DI QUEL RICATTO STATALISTA CHE FORSE ANCORA OGGI TRADISCE LA NOSTRA COSTITUZIONE E CHE FINO AL 19 LUGLIO 1992, UTILIZZO' IL CRIMINE IN FUNZIONE MILITARE CONTRO I NOSTRI EROI.

 

UN’ ULTIMA DOMANDA: << COME CI SI SENTE A STARE A FIANCO DI COLORO CHE, PER ESERCITARE LE LORO INDEGNE E ROZZE OMISSIONI NECESSITARONO DELLA MORTE DI PAOLO BORSELLINO?!! >>

GIOACCHINO BASILE
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Ricordiamo il link alla Petizione Popolare, lanciata dalla ns. Agnesina Pozzi, perchè Gioacchino Basile sia audito dalla Commissione Parlamentare Antimafia!
http://www.petitiononline.com/nov2009/petition.html 

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I PALADINI DELL'ANTIMAFIA CHE INSULTAVANO FALCONE E BORSELLINO.

Seguite attentamente questo video al sottoscritto link http://www.facebook.com/video/video.php?v=104031732955443
ascoltate le parole e le allusioni con cui attaccavano Falcone pochi mesi prima di essere barbaramente ucciso dalla mafia... Quelli che oggi si ergono a paladini dell'antimafia e che presenziano in pompa magna gli anniversari della morte di Falcone, guardate come lo trattavano da vivo. Oggi, Leoluca Orlando è il braccio destro di Antonio Di Pietro ed uno degli esponenti di spicco del centro-sinistra italiano.

 
 
 

VIETATO AI MINORatI !

di Marina Salvadore

(avviso: Per l'alto contenuto pornografico di questo articolo se ne vieta la lettura ai Minori ed ai tanti Minorati della Repubblica)

Abbiamo appena assistito in TV all’Apertura del Carnevale che coincide annualmente con L’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario; kermesse periodica di filippica monocorde e soporifera di spudorata ipocrisia e inconsistenza pratica. Anacronistica pièce del Teatro della Tragedia con influssi etnici di commedia dell’Arte. Personaggi travestiti da governanti, in platea, abito scuro di circostanza e sul palco quelli abbigliati da fanti “alla Richetto” e da re di Spade che sembrano rubati senza fantasia al mazzo delle “napoletane”. Il tutto grondante di pon pon, alamari, manti regali e batacchio, pastorale e martelletti e campanelle che non riescono, tuttavia, a rendere rassicurante la rappresentazione. Ma il Popolo Italiota – se lo sono mai chiesto? – segue questi polpettoni televisivi, abituato com’è al depistaggio civile inoculato con overdose di reality show, telenovelas, “annizeri”, “ballarate”, “faziosità” e “travagliate”? Eppure, il Governo e gli “ermellini” conducono il Popolo in nome del Popolo… atteso che il Popolo non sia divenuto anch’esso entità virtuale o – com’è per i sionisti – il Messia che ancora attendono nelle sembianze dell’intero popolo di Abramo, contrariamente a noi cristiano-giudei che onoriamo il Messia Capro Espiatorio, la Vittima e non l’Eroe rapace e guerriero, sforzandoci di leggere in quell’I.N.R.I. cifrato sulla sua croce un colto motto latino e non la Promessa del messaggio di Cristo: Iniquità Non Resteranno Impunite.
Vale a dire che Governo, “ermellini” e tutti i Potenti del Paese se ne fottono altamente del destino degli Italiani che bene farebbero a confidare SOLO nella Giustizia Divina ed a con-fidare (aver Fede, letteralmente) nel Sovrannaturale non unto e bisunto dalla tridimensionalità del materialismo senza essenza; essenza quadrimensionale che non è di questa terra – meno che mai di questo Paese – un led della Divinità ormai spento e freddo nel cuore degli umani soloni e conductor. Inammissibile che un Uomo portato al Sinedrio sia spogliato della sua umanità e diventi SOLO un fascicolo, carta da macero, codicilli e numeretti da giocare, speranzosi, al Banco Lotto… Inconcepibile che – come continuiamo a verificare nel caso Contrada/D’Antone e nel caso Fontana – il Diritto esoterico venga esercitato sulle comode “presunzioni”, in barba al Gran Sacerdote Cicerone, sostituito con Venerabili Maestri che ordiscono trame complottiste e filosofie qualunquiste, utili al personalissimo Prestigio. Sono tutti coinvolti, tutti appiccicati come mosche alla ragnatela del Potere; politici e togati neri e rossi, giornalai scalpitanti… che non si sa più, davvero, chi sia l’architetto bavoso della ragnatela e chi la mosca, nell’intrico di fili invisibili che legano gli uni agli altri. Il bandolo della matassa non si troverà mai e le cosiddette “vittime” ed i cosiddetti “carnefici” sono costretti a ballare una danza macabra, avvinti l’uno all’altro per non morire, talmente si sono imbrogliate le lingue, i fascicoli, le dipendenze, le complicità… Tutti irrimediabilmente compromessi! … e ‘o Popolo che dice? Dice che si è rotto, che pretenderebbe l’attenzione che merita alla gestione salomonica, saggia, della Giustizia… alla gestione della
Cosa Pubblica del Popolo Sovrano, da parte dei politici. Mai come in questo lungo periodo post-bellico i Governi e le Toghe si sono completamente disinteressati della gente, imbastendo incredibili partite a Risiko ed a Monopoli, nell’interesse di casta quando non personale… altrimenti, ditemi, se vi fosse dignità di rappresentanza del Popolo, perché stanno buttando a terra le casette abusive degli homeless di Ischia e non gli Alberghi fuorilegge, in questa Campania Infelix, in quest’Italia dove TUTTO è condonato, anche l’abominio? Sorgeranno, ad acque calme, sulle macerie delle casine abusive altre strutture alberghiere? Perché nessuno si occupa del nostro connazionale Carlo Parlanti, detenuto innocente in America, in presenza di lampante applicazione di INGIUSTIZIA da parte dei nostri colonizzatori? Non possiamo tacere sull’inettitudine e l’ignavia dei NOSTRI governanti e dei nostri diplomatici, i quali in presenza di un documento processuale – prova fondante dell’innocenza di Carlo – rispondono laconicamente.. ed anche sgrammaticamente… a Katia Anedda che “questo Consolato Generale non puo' e non a titolo per entrare direttamente nei procedimenti giudiziari (presentando ad es alle Autorita' locali prove o perizie) qui in corso riguardanti connazionali.  Gli eventuali nuovi elementi di prova o i risultati di nuove perizie per sostenere la difesa di Carlo dovrebbero essere quindi raccolti e presentati attraverso una nuova azione legale promossa (direttamente o con l'ausilio di un legale locale) dal diretto interessato nei contronti di queste Autorita' giudiziarie ricorrendo alle vie legali e ai canali e ai procedimenti previsti da sistema legale e giudiziario californiano.”… Ebbene, cari italioti affumicati, sin dai primi tempi del processo sommario a Carlo Parlanti, era agli atti un documento prezioso che lo scagionava dall’infamante accusa di violenza e stupro ai danni della psicolabile “signora” Rebecca White. E’ la trascrizione integrale di una comunicazione telefonica rilasciata su segreteria di Rebecca a Leslie, la collaboratrice del PM Romero! Ripeto: è un documento acquisito agli atti!… Peccato che ne’ Romero, ne’ l’avvocato strapagato di Parlanti, ne’ la piccola Leslie l’abbiano tenuto da conto! Ne riporto la traduzione nella nostra lingua e nonostante la sua esplicita pornografia non mi consento i “bip” di rito perché trovo più volgare e pornografico il disinteresse totale dei NOSTRI governanti nei confronti del nostro connazionale detenuto a regime di carcere duro, ammalato, da ANNI!!! “Ciao  Leslie, sono Rebecca. Penso di aver capito. Ho frainteso la tua domanda sulla questione del sesso. Abbiamo fatto/giocato quello che Carlo avrebbe chiamato " il sesso grezzo/duro/forte/aspro ". Lui non mi ha mai legato. Abbiamo giocato con olio caldo e cera calda. Lui mi ha pizzicato il seno e abbiamo fatto sesso anale. Questo è il sesso selvaggio che abbiamo avuto. Non  mi ha mai picchiato. Se mi puoi richiamare, posso ribadire ulteriormente questo aspetto e .. uh, ho voluto fare in modo che voi ragazzi capiste con certezza che il danno cerebrale non è un problema mentale, è un problema fisico. E poi ci sono alcune altre cose che ho dimenticato di dirti. It 's (non udibile) cervello funziona, non è che il mio cervello non funziona, funziona in schemi/modelli di pensiero brevi. Uh, chiamami  quando senti questo messaggio.”. Ritengo inutile ogni ulteriore commento, a parte sottolineare l'evidente consenso e gradimento della White alla pratica sessuale. Intendo solo ricordare l’azione governativa del Senato Americano a favore di Amanda Knox processata in Italia ed il relativo impegno del Governo Americano a supportare economicamente frotte di specialisti e legali in vista dell’Appello… e tutti prevediamo che si risolverà felicemente per Amanda Knox! Ma proviamo a ricordare cosa scrisse Katia Anedda, eroina del caso Parlanti:
“ ricorderete che Jeff Chinn di innocence project aveva trovato un altro “punto di ostruzionismo”, sosteneva che l’unico modo per aiutare Carlo era trovare qualcuno che avesse sentito la donna dire che mentiva, che non era mai stata violentata, anche se secondo la logica e la legge non e’ l’unico modo. Bene, io vi prego di leggere questo documento agli atti, come vedete piu’ si spulcia nella documentazione piu’ si trova sporcizia. Questo, a mio parere e’ un altro argomento da affrontare con il governo americano, mi sembra ovvio che Carlo sia stato piu’ che incastrato e che e’ assurdo pensare di poter continuare un iter processuale a livello di Contea, dovrebbe immediatamente intervenire un grand jury, questi sono atti criminosi, la legge statunitense dice che se un PM ha dei dubbi e degli indizi che un crimine non sia stato commesso ha il dovere di perseguire chi mente e di ritirare le accuse, da questo e molte altre prove anche in vostro possesso si puo’ dedurre un’illecita privazione della liberta’ di Carlo Parlanti, i principi del sequestro di persona non sono molto distanti da questo. So che voi non siete avvocati, ma vi prego di chiedere ad un avvocato onesto e non potra’ dirvi  qualcosa di diverso. Ora, io penso che alla corte federale convenga ripulire questo marcio, e’ un loro dovere, anche perche’ la cosa non si fermera’ qui, vi prego di intervenire per richiedere chiarezza alla contea di Ventura…”
La povera Katia che si sta spremendo le meningi e la salute, da anni, ha più sale in zucca di chiunque altro: sono queste le persone coraggiose che vorremmo in Politica o nelle Istituzioni, in degna rappresentanza dei Diritti del Popolo Italiota, gravato SOLO da DOVERI, uno fra tutti, il VOTO… al Partito dei Magistrati, al Partito degli Spocchiosi, al Partito dei Dipartiti, al Partito degli Esoteristi associati… E mentre i nostri Conductor carnevaleschi – politici, toghe e giornalai – passano da una campagna elettorale all’altra: politiche, primarie, amministrative, referendarie, affiliazioni straniere, Trilateral, Bilderberg, eccetera… non dispondendo materialmente più di TEMPO utile alle istanze sociali degli Italioti, affranti non ci resta che tornare alla pratica del VOTO a tutti i Santi e Martiri di questa Repubblica delle Banane, armati di ceri e acquasanta… ed un briciolo di Fede residua non obnubilata dall’allucinogeno fumus persecutionis che vuole Parlanti ignobilmente ignorato, come i morti del Cermis, Bruno Contrada socialmente pericoloso, ora, ad ottant’anni… mentre per dodici, libero e bello, non lo è stato… Giuseppe Fontana recluso fino a quando non deciderà di vestire i panni del Pentito per inculare qualcuno che infastidisce la Casta… la sottoscritta che con milioni di italioti s’è votata ormai all’ufologia ed attende per il 2012 il ritorno di Cristo che tornerà a battezzare urbi et orbi… e sordi col Fuoco dell’indignazione!I.N.R.I. ! Così sia! 

 
 
 

LA BARBARIE DELLA DECAPITAZIONE

Post n°1367 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da vocedimegaride
 

BARBARI SPIETATI NELLA NUOVA CRIMINALITA'

Non mi rassegno a questa criminalità troglodita, barbara, spietata. Gerardo Sorbo era un piccolo imprenditore titolare di una azienda (la Valtetti) a Boscoreale (Napoli), che si occupava di soluzioni ecologiche. Soli 44 anni, magari tanti sacrifici per mettere su l'attività in piena regola, che gli consentisse di guadagnarsi onestamente da vivere. Come tanti giorni si era recato nella sua fabbrica, a lavorare, ma qualcuno lo ha ucciso ed ha oltraggiato il cadavere in modo inenarrabile. Prima gli hanno sparato, poi gli hanno tagliato la testa e l'hanno lanciata a qualche metro di distanza.

Ma esiste un modo più schifoso di essere delinquenti? Non bastava sparargli? Cosa avrà fatto di tanto grave quest'uomo? Molto probabilmente uno sgarro, forse non ha pagato delle tangenti, forse non si nè prestato a qualche traffico, forse ha disturbato qualche attività, forse  ha licenziato o non pagato qualche dipendente, forse ha corteggiato la donna di qualche boss. Chi lo sa? Ma non posso e non voglio rassegnarmi all'oltraggio dei cadaveri, sia da parte della malavita che da parte di qualche normale cittadino, sicuramente psicopatico. Il gesto racchiude e sintetizza una violenza inaudita ed inenarrabile. 

Mi chiedo quale mano abbia compiuto materialmente il gesto e inorridisco al pensiero che la stessa mano possa stringere altre mani, toccare cibi, carezzare la testa di un figlio, palpare la propria donna, maneggiare soldi che sono toccati da altre mani, e lavare il proprio corpo. Riuscirà a dormire la notte? Cosa è accaduto nei suoi pensieri e nella sua mente  spietata? Non lo sapremo mai perchè questo è un giallo in piena regola,  nessuno ha visto, era dentro la sua fabbrica col cancello automatico chiuso.

Dio mio abbi pietà di quel povero corpo smembrato e dei suoi macellai.

 

Agnesina Pozzi

 

 

 

 

 

 
 
 

SMEMORATI

Post n°1366 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da vocedimegaride
 

di Lucio Garofalo

Il concetto di Shoah, che in lingua ebraica significa "distruzione", o "calamità", nell’accezione di una sciagura inattesa, è un’altra forma adottata per indicare l'Olocausto. Molti Rom usano il termine Porajmos, ”grande divoramento”, o Samudaripen, ”genocidio”, per definire lo sterminio nazista. Oggi la voce “olocausto” è impiegata anche per esprimere altri genocidi, avvenuti prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale, e designare qualsiasi strage pianificata di vite umane, come quella causata da un conflitto atomico, da cui discende l’espressione "olocausto nucleare". Talvolta la nozione di “olocausto” serve per descrivere il genocidio armeno e quello ellenico, che provocò lo sterminio di 2,5 milioni di cristiani da parte del governo nazionalista ottomano dei Giovani Turchi tra il 1915 e il 1923. Tuttavia, in questa occasione mi interessa resuscitare la memoria di altre esperienze storiche in cui furono consumati orrendi eccidi di massa troppo spesso dimenticati dai mass-media e dalla storiografia ufficiale. Mi riferisco allo sterminio degli Indiani d’America e a quello dei “Pellerossa” del Sud Italia, cioè i briganti e i contadini del Regno delle Due Sicilie.
Quando giunsero i primi coloni europei, il continente nordamericano era popolato da un milione di Pellerossa riuniti in 400 tribù e circa 300 famiglie linguistiche. I coloni penetrarono nelle sterminate praterie e praticarono una spietata caccia ai bisonti, il cui numero calò drasticamente rischiando l’estinzione. I cacciatori bianchi contribuirono allo sterminio dei nativi che non potevano vivere senza questi animali, da cui ricavavano cibo, pellicce e altro. Ma la strage degli Indiani fu espletata dall’esercito statunitense per espandersi all'interno e nel West del Nord America. I soldati cacciarono i nativi dalle loro terre compiendo orribili massacri senza risparmiare donne e bambini. I Pellerossa furono letteralmente annientati. Oggi i nativi nordamericani non formano più una nazione, essendo stati espropriati della terra, ma anche della memoria e dell’identità culturale. Infatti una parte di essi si è integrata nella civiltà bianca, mentre un'altra parte vive ghettizzata in riserve sparse nel territorio statunitense e in quello canadese.
Un destino simile accomuna i Pellerossa ai Meridionali d'Italia. Questi furono chiamati
“Briganti”, furono uccisi, torturati, incarcerati, umiliati. Si contarono 266 mila morti e 498 mila condannati. Uomini, donne, bambini, anziani subirono la stessa sorte. Processi manovrati o assenti, esecuzioni sommarie, confische dei beni. Ma i Meridionali erano cittadini di uno Stato molto ricco. Il Piemonte dei Savoia era fortemente indebitato con Francia e Inghilterra e doveva rimpinguare le proprie finanze. Il governo della monarchia sabauda, guidato dallo scaltro Camillo Benso conte di Cavour, progettò la più grande rapina della storia moderna: cominciò a denigrare il popolo Meridionale per asservirlo e invaderne il territorio: il Regno delle Due Sicilie, lo Stato più civile e pacifico d'Europa.
I vincitori furono spietati. Imposero tasse altissime, rastrellarono gli uomini per il servizio di leva obbligatoria (già facoltativo nel Regno delle Due Sicilie); si comportarono vigliaccamente verso la popolazione e verso il regolare ma disciolto esercito borbonico, che insorsero. Ebbe inizio la rivolta dei Briganti e dei contadini. Le leggi repressive furono simili a quelle emanate a danno dei Pellerossa. Le bande di briganti che lottavano per la loro terra avevano un pizzico di dignità e di ideali, combattevano un nemico invasore grazie anche al sostegno delle masse contadine, tradite dalle false promesse dell’
“eroico” mercenario e massone, Giuseppe Garibaldi.
Contrariamente ad altre interpretazioni, non intendo comparare il fenomeno del Brigantaggio post-unitario alla Resistenza partigiana del 1943-1945. Per varie ragioni, anzitutto perché nel primo caso si trattò di una vile aggressione militare, di una guerra di rapina e di conquista che ebbe una durata molto più lunga della guerra civile tra fascisti e antifascisti: l’intero decennio dal 1860 al 1870. I briganti meridionali furono costretti ad ingaggiare una strenua resistenza che provocò eccidi spaventosi, in cui vennero trucidati centinaia di migliaia di contadini e briganti, persino donne, anziani e bambini, insomma un vero genocidio perpetrato contro le popolazioni del Sud Italia. Una guerra conclusa tragicamente, dando luogo al fenomeno dell’emigrazione di massa dei contadini meridionali. Un esodo biblico, paragonabile alla diaspora del popolo ebraico. Infatti, i meridionali sono sparsi ovunque nel mondo, facendo la fortuna di molte nazioni: Argentina, Venezuela, Uruguay, Stati Uniti, Svizzera, Germania, Australia, ecc.
Se si intende equiparare ad altre esperienze storiche la vicenda del brigantaggio e la feroce repressione sofferta dal popolo meridionale, credo che l’accostamento più giusto sia quello con i Pellerossa e le guerre indiane combattute nello stesso periodo, verso la fine del XIX secolo. Guerre sanguinose che causarono stragi e delitti raccapriccianti contro i nativi nordamericani. Un genocidio dimenticato, come quello a scapito del popolo del Sud Italia. Nel contempo condivido solo in parte il giudizio circa il carattere anacronistico e antiprogressista, delle ragioni storiche, politiche e sociali, all’origine della resistenza combattuta dai briganti meridionali. In politica ciò che è vecchio è quasi sempre retrivo e conservatore. E’ in parte vero che dietro le azioni di guerriglia compiute dai briganti si riparavano gli interessi di un blocco reazionario, filo-borbonico e sanfedista. Tuttavia, inviterei ad approfondire le motivazioni e le spinte che animarono l’aspra lotta dei briganti e dei contadini ribelli contro gli invasori sabaudi.
Non intendo annoiare i lettori con le cifre sui primati del Regno delle Due Sicilie in vari settori dell’economia, dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione ecc., né mi sembra opportuno esternare sciocchi sentimenti di nostalgia verso una società arcaica, dispotica e aristocratico-feudale, verso un passato di barbarie e oscurantismo, oppressione e asservimento delle plebi rurali del Sud. Ma un dato è certo: la dinastia sabauda era più rozza e ignorante, meno moderna di quella borbonica. Il Regno delle Due Sicilie era uno Stato più ricco e avanzato del Regno dei Savoia, tant’è vero che costituiva un boccone appetibile per le maggiori potenze europee del tempo, Francia e Inghilterra in testa. Questo è un tema complesso e controverso, che esige un approfondimento adeguato.
Concludo con una breve chiosa sulle presunte tendenze progressiste incarnate nei processi di unificazione degli Stati nazionali nel XIX secolo e dell’odierno Stato europeo. Non mi pare che tali processi abbiano assicurato un autentico progresso sociale, ideale e civile, ma hanno favorito uno sviluppo economico ad esclusivo vantaggio delle classi dominanti. Intendo dire che l’unificazione dei mercati e dei capitali, prima a livello nazionale e ora a livello europeo, non coincide con l’integrazione dei popoli e delle culture, sia locali, regionali o nazionali. Ovviamente le forze autenticamente progressiste e rivoluzionarie, devono puntare al secondo traguardo.

 
 
 

NEL GIORNO DELLA MEMORIA COLLETTIVA

Post n°1365 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da vocedimegaride
 

 

RICORDIAMO LA SHOAH,

MA NON DIMENTICHIAMO GLI ALTRI OLOCAUSTI DELLA STORIA

di Gianfredo Ruggiero


 (immagini: sui binari della memoria - 1)Auschwitz; 2) Officine di Pietrarsa )

Se è giusto ricordare la Shoah, è doveroso non dimenticare gli altri genocidi del passato che sono stati relegati in un angolo della nostra memoria.
La storia del genere umano è costellata di massacri, persecuzioni e pulizie etniche che per efferatezza, numero di vittime e motivazioni ignobili non sono seconde al dramma ebraico. Eppure solo la Shoah trova ampio spazio nei libri, soprattutto scolastici, e nella cinematografia e ci viene costantemente ricordata e solennemente celebrata.
La stessa guerra mondiale con i suoi 55 milioni di morti, in maggioranza civili, è considerata un corollario al dramma ebraico.
Il sospetto è che la persecuzione antiebraica sia utilizzata non tanto come monito alle future generazioni - se così fosse s’istituirebbe una giornata dedicata a tutti gli olocausti, anche recenti - quanto come strumento politico e ideologico a sostegno d’Israele, come attenuante e scudo per la sua politica repressiva condotta in Palestina.

Il 27 gennaio noi vogliamo ricordare:

·    Il genocidio del popolo armeno, un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente eliminati dal governo turco nel 1915;

·        i dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione europea e cristiana delle Americhe per un totale di circa 100 milioni di morti;

·        i quattordici milioni di africani prelevati dalla loro terre e resi schiavi dagli americani per essere utilizzati come animali da lavoro. A questi si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa;

·        i sette milioni di morti in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era considerato il granaio d’Europa;

·        i quattro milioni di civili vittime dei bombardamenti terroristici alleati in Italia e Germania;

·        i tre milioni di civili massacrati per vendetta dall'Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania sul finire del secondo conflitto mondiale;

·        le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni, quando il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa;

·        i tre milioni di vittime civili dell'Armata Rossa nell'occupazione sovietica dell'Afghanistan a cui si aggiungono i morti civili dell’attuale occupazione americana;

·        i due milioni di cambogiani (su sei di abitanti) morti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un immenso campo di concentramento e di sterminio;

·        le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo (compresa la Cina con la quale l’Italia e l’Occidente intrattengono ottimi rapporti d’affari), stima oscillante fra i 200 e i 300 milioni di persone;

·        i desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi filoamericani in Argentina e Cile e le migliaia di scomparsi per mano dei regimi golpisti in Grecia e Turchia negli anni ‘70;

·        i massacri in Ruanda, Etiopia, Congo e nel resto dell’Africa centrale per motivi tribali. In questi Paesi, una volta autosufficienti, manca il cibo, ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che condizionano e sostengono i peggiori regimi dittatoriali per il controllo dei ricchi giacimenti minerari;

·   le vittime innocenti, i massacri, le torture, le donne al rogo...perpretati dai cristiani durante il medio Evo nel periodo della cosidetta "Santa Inquisizione" e nel corso delle Crociate;

·   le teste mozzate della Rivoluzione Francese  e le stragi in Vandea in nome della "libertà" e dei "diritti umani";

·   le vendette partigiane in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale;

·   le più recenti vittime civili dei bombardamenti americani e della Nato in Bosnia, Iraq e Afghanistan.

 

E l’elenco continua…

Se anche queste sono vittime innocenti della barbarie umana perchè non dedicare anche a loro una giornata della memoria?

Sappiamo che sarebbe impraticabile istituire un giorno per ogni evento (probabilmente non basterebbero i giorni del calendario), potremmo allora abolire tutte quelle ricorrenze di chiaro sapore politico - 27 Gennaio, 10 febbraio e 25 aprile - e sostituirle con un’unica grande e solenne ricorrenza dedicata a tutti gli olocausti del mondo e della storia.

Sarebbe il modo migliore per ricordare senza discriminare.

Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo Culturale Excalibur - Varese
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La Voce di Megaride, meridionale e meridionalista,  aggiunge all'elenco di Ruggiero, per ulteriore approfondimento, ricordo dell'Olocausto e della Diaspora ancora in atto dei popoli del Mezzogiorno, fratelli d'ITALIA decimati dai voraci e barbari pseudorisorgimentisti, segnalando dal proprio archivio "OLO CAUSTICO", illuminante articolo al link
http://www.vocedimegaride.it/html/Articoli/olocaustico.htm

 
 
 

Caso Contrada: solita solfa come preannunciato

Verbale trasmessoci da Studio Legale LIPERA


appunti

All’udienza del 26/1/2010, relativa alla trattazione della proroga della detenzione domiciliare nonché del differimento esecuzione pena (per quest’ultimo, su rinvio della Corte Suprema di Cassazione, andava rivisitato l’aspetto della pericolosità sociale) nell’interesse del Dott. Bruno CONTARDA, oggi settantanovenne, il Tribunale di Sorveglianza di Palermo, Presieduto dal Dott. Alberto Bellet e dal giudice relatore Dott. Nicola Mazzamuto, si è riservato di decidere. 

Il Giudice relatore dopo avere esposto in maniera dettagliata e minuziosa l’attuale situazione del Dott. CONTRADA, sia per quanto concerne le condizioni di salute, ormai acclarate, incompatibili con qualsiasi regime carcerario e sia con riferimento alle informative del Questore di Palermo, della Direzione Distrettuale Antimafia  di Palermo e della Direzione Nazionale Antimafia di Roma che riferivano in ordine alla pericolosità sociale dello stesso, ha invitato prima il P.G. di udienza, Dott.ssa Gigli, e dopo il difensore del Dott. CONTRADA, Avv. Giuseppe Lipera a concludere.

Il Procuratore Generale, che ha espresso parere favorevole per la proroga, di mesi nove, della detenzione domiciliare in virtù delle gravissime condizioni di salute del CONTRADA, incompatibili con il regime carcerario, si è però opposto affinché venisse concesso il differimento esecuzione pena, assumendo che dalle informative in atti, vero è che nessun elemento è emerso in ordine ai collegamenti tra il Dott. CONTRADA e la criminalità organizzata, ma è anche vero che non sono emersi nemmeno elementi di avviso contrario e che pertanto la pericolosità va ritenuta sussistente.

Il difensore del Dott. Bruno CONTRADA, Avv. Giuseppe Lipera, dissentendo fortemente circa il parere espresso dal P.G., ha specificato in ordine alla pericolosità del proprio assistito che le note della DDA di Palermo e della DNA di Roma trasmesse al Tribunale di Sorveglianza di Palermo, vanno intese come dei pareri e non delle informative; sottolineando che  unico a poterli esprimere (i pareri) in quella sede è  solo P.G. di udienze. Cosa diverse le note della Questura di Palermo (agli atti vi è quella dell’allora Questore di Palermo Caruso, oggi questore di Roma,  e quella dell’attuale Questore di Palermo, Marangoni: quelle sì che sono informative, tant’è che escludono collegamenti del Contrada con la criminalità organizzata rifacendosi ad attività info-investigativa (e non a supposizioni)

Pertanto, l’Avv. Lipera ha esortato il Tribunale, così come ha precisato la Corte Suprema di Cassazione in sede di rinvio,  a ritenere che le stesse “informative” della DDA e DNA (si ribadisce che le stesse sono semmai pareri) fossero prive di qualsiasi riscontro specifico e concreto per sostenere l’attualità della pericolosità sociale del Dott. CONTRADA Bruno.

Per ultimo l’Avv. Lipera ha ribadito al Tribunale di Sorveglianza di Palermo che in quella sede suo interesse non era quello di sostenere l’innocenza del suo assistito (così come si evinceva da altra sentenza della Suprema Corte, aspramente criticata dall’Avv. Lipera) bensì quello di rilevare l’assenza di specifici e concreti elementi che facessero pensare a un collegamento del CONTRADA con la criminalità organizzata, atteso che l’innocenza del Dott. CONTRADA sarà affermata e manifestata certamente ma nella sua sede naturale e cioè avanti la Corte di Appello di Caltanissetta che da pochi giorni ha rubricato l’istanza, proveniente dalla Corte di Appello di Catania, di revisione del processo.

Il Tribunale, prima di riservarsi per decidere, ha ascoltato il Dott. CONTRADA che spontaneamente ha dichiarato tra l’altro che: 1) dal 1976 non ha più fatto parte della Squadra Mobile di Palermo, allora sostituito dal suo vice il compianto dott. Boris Giuliano; 2)  dal 1982, lasciata la Criminalpol della Sicilia Occidentale era passato esclusivamente alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e che non ha avuto più a che fare con la criminalità organizzata palermitana; 3) è per lui cosa insopportabile essere etichettato soggetto socialmente pericoloso.

 
 
 

SOCIETA' E COSTUME: Risate a denti stretti.

Post n°1363 pubblicato il 26 Gennaio 2010 da vocedimegaride
 

trasmessoci da Riccardo Radice


Una donna di New York ha scritto a un sito di finanza americano chiedendo consigli su come trovare un marito ricco: già ciò di per sé é divertente, ma il meglio della storia é quello che un tizio le ha risposto.

LEI: Sono una ragazza bella (anzi, bellissima) di 28 anni.Sono intelligente e ho molta classe. Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari l'anno. C'é in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito? Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila $ ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West.Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente.Quindi mi chiedo, cos'ha fatto x meritare ciò e perché io non ci riesco?Come posso raggiungere il suo livello?

LUI: Ho letto la sua e-mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione.Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila $ l'anno.Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo:Quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare.E ciò per i seguenti motivi:Lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice.Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi.Proposta molto chiara, questa. Ma c'é un piccolo problema.Di sicuro, la Sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre é molto probabile che il mio conto bancario aumenterà continuamente.Dunque, in termini economici, Lei é un attivo che soffre di deprezzamento, mentre io sono un attivo che rende dividendi.Lei non solo soffre un deprezzamento ma questo é progressivo ed aumenta ogni anno!Spiego meglio:Oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così x i prossimi 5/10 anni, ma sempre un pò meno e all'improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita.Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei è ben quotata, nell'epoca ideale x essere venduta, non x essere comprata. Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in "trading position" (posizione di commercio), e non in "buy and hold" (compra e tieni stretto), che, da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre. Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio ("buy and hold") con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine. In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su. ..Potremmo avere una relazione per un certo periodo.....Huuummm.... Pensandoci meglio e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, io, possibile futuro "affittuario" di tale "macchina", richiedo ciò che é di prassi: Fare un test drive.La prego di stabilire data e ora.
Cordialmente, suo investitore. 

 
 
 

OGGI L'ENNESIMA UDIENZA-BURLA "CONTRADA". ATTENDIAMO LA SOLITA SOLFA! NO COMMENT

“Nessuno parla male di Contrada”
(rassegna-stampa) di Marco Benanti


Sempre di attualità il “caso Contrada”, l’ex 007 del Sisde condannato con sentenza definitiva a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, che sta scontando agli arresti domiciliari. La sua difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Lipera del foro di Catania, ha comunicato, stamane nel suo studio, alcune notizie, nel corso di un incontro con i giornalisti .
Domani sarà trattata, davanti al Tribunale di Sorveglianza di Palermo, l’istanza che riguarda il differimento della pena o, in subordine, la proroga della detenzione domiciliare. La richiesta è basata, in particolare, sul grave stato di salute in cui versa Contrada e per l’età, 79 anni. L’avvocato Lipera ha comunicato che esiste un’aggiornata perizia che il Tribunale di Sorveglianza palermitano ha affidato al dottor Giacomo Badalamenti, il quale a sua volta l’ ha fatta controfirmare al dottor Marcello Scaduto dell’ Asl Distretto Sanitario 12 di Palermo, dove si acclara che le patologie di cui è affetto Contrada non sono compatibili col regime carcerario.
Lipera ha aggiunto che il Tribunale di Palermo ha più volte chiesto informazioni alla Procura Distrettuale Antimafia e alla Procura Nazionale Antimafia: “come ho facilmente profetizzato –ha spiegato Lipera- informazioni negative non ne possono sussistere e arrivano puntualmente pareri.  Il parere davanti al Tribunale di Sorveglianza di Palermo lo deve dare il Pm d’udienza, il sostituto procuratore generale che verrà in udienza. Tuttavia, sia la Procura Distrettuale Antimafia, ho qui un documento a firma del dottor Ingroia, procuratore aggiunto, sia il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso valutano che non vi sia pericolosità sociale. Su queste basi affronteremo con assoluta serenità l’ udienza di domani”.
Il legale dell’ex 007 ha anche comunicato che l’istanza di revisione del processo, corroborata di fatti e testimoni, è stata incardinata a Caltanissetta: è stata iscritta al n° 23 del 2010 del Registro Generale ed è stata assegnata al Presidente della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Caltanissetta Sergio Nicastro. “Aspettiamo adesso –ha spiegato Lipera- che tutto il fascicolo vada alla Procura Generale nissena dove verrà certamente formulato un parere, su cui noi interverremo a secondo di quanto dirà il Procuratore Generale di Caltanissetta”. Nello specifico Lipera ha spiegato: “nell’istanza di revisione vi sono tutta una serie importante di elementi che vanno rivalutati anche per la storia italiana, cioè è impensabile che si accerti che un artificiere, maresciallo dei carabinieri Tumìno, abbia calunniosamente dichiarato che era presente l’uomo di Contrada, D’Antone, al tentato attentato all’Addaura alla villa di Falcone. Il maresciallo è stato condannato per calunnia con sentenza passata in giudicato, dopo per altro essere stato interrogato da Ilda Boccassini, certamente non un magistrato tenero. Non è pensabile che ci sono due ufficiali dei carabinieri che ad un certo punto dicono che Contrada era presente in via D’Amelio, in occasione della strage Borsellino e poi risultare anche questo falso. Insomma, escludo che il giovane maresciallo e i giovani ufficiali s’inventino così cose del genere, probabilmente qualche strategia c’è stata. L’occasione per accertare la verità c’è l’ha la Corte di Appello di Caltanissetta”. Secondo Lipera “si voleva creare a tutti i costi dei mostri, non sono riusciti a crearli perché io girando per l’Italia, per due anni, non ho trovato una persona che mi parli male di Contrada e invece ho trovato sostegno di marescialli, di magistrati, di funzionari, di Prefetti. Insomma, una solidarietà infinita”. Rispondendo ai giornalisti sull’ipotesi della “creazione di mostri”, l’avvocato Lipera ha detto, altresì, che “è impensabile che nella mattinata del 22 dicembre del 1992 si presenti una richiesta di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Bruno Contrada, con allegati faldoni con centinaia e centinaia di pagine e che il gip, l’indomani, rediga e sottoscriva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, quando non c’è nemmeno il tempo per leggersi gli atti, non per studiarli. In realtà, ho scoperto che l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa allora da questo gip è la fotocopia della richiesta. Un fatto veramente censurabile, solo che abbiamo il Csm che si muove quando? Quando c’è un magistrato che ci mette otto anni per scrivere una sentenza. In generale, su questa vicenda posso avere le mie idee, ma quando farò il politico, quando mi occuperò di altre cose farò queste esternazioni, fino a quando faccio il difensore di Bruno Contrada a me interessa stabilire con la certezza di un giudicato che Bruno Contrada è innocente”.
Il “caso Contrada”  -a sentire la sua difesa- ha anche un qualche collegamento con la sentenza di assoluzione dell’ex Ministro Calogero Mannino, che comunque ha avuto una storia processuale diversa –ha specificato Lipera- da quella di Contrada. “Altro motivo per la revisione della sentenza di condanna in un processo penale –ha detto Lipera- è quando vi è antinomia con altre sentenze. Mi riferisco allo studio della sentenza emessa dalle Sezioni Unite della Corte Suprema, il 12 luglio del 2005, depositata il 20 settembre 2005. Sulla base di questa sentenza, che annullò la condanna dell’on. Mannino, disponendo un nuovo giudizio avanti alla Corte d’Appello di Palermo, abbiamo trovato spunti molto interessanti. Pur confermando la ipotizzabilità del reato di concorso esterno in associazione mafiosa –e io preciso che non sono d’accordo- tuttavia i giudici mettono dei paletti importanti che consentono al giudice territoriale, quindi all’interprete, di capire di cosa stiamo parlando. In una parola, le Sezioni Unite che hanno giudicato il caso Mannino contestano alla Corte di Appello di Palermo di avere privilegiato il metodo di lettura dell’intero compendio probatorio; insomma, in sintesi, il principio secondo il quale basta la convergenza del molteplice per poter arrivare ad una sentenza di condanna per concorso esterno viene totalmente messo in discussione”.
Lipera, comunque, ha insistito “per amore di verità” sul dato dell’ innocenza di Contrada. “Esiste una perizia psicologica in atti –ha aggiunto il legale- che analizza la personalità di Contrada in maniera scientifica e spiega come non si possa neanche immaginare Contrada colluso con la criminalità.” L’avvocato difensore ha aggiunto: “ho per certa la notizia che i funzionari della Dia nel 1992, che si occuparono delle indagini, hanno rivoltato Contrada e la sua famiglia veramente come ‘un calzino’ per usare quella frase utilizzato da quel magistrato milanese, non trovando non solo uno spillo fuori posto. Nello stesso processo si dà atto che non vi sono fatti di corruttela”.

 
 
 

IN BIP A CRISTO & MADONNA BIP

Post n°1361 pubblicato il 26 Gennaio 2010 da vocedimegaride
 

CONTRO LA BESTEMMIA

APPASSIONATAMENTE BESTEMMIANDO

(di Agnesina Pozzi)

Roba da non credere..ma concerne i sedicenti "credenti"; o meglio, quei gran bigotti d'Italia (e sono molti; oppure, se sono pochi fanno un gran baccano..)  che, nel vano tentativo di immedesimarsi con Cristo, risorto dopo tre giorni, risorgono dalle loro tombe di silenzio e preghieria autistica per scagliarsi contro un "Cristo" qualunque che osi turbare il loro presunto dialogo diretto con Dio.

Ad un componente del Grande fratello, Massimo detto Pittbull, è scappata una bestemmia durante una conversazione oltremodo rilassata e...APRITI CIELO!!!!   Ecco i titoloni di crucifige al blasfemo. Per inciso, in quella  infelice espressione, comune all'intercalare di molti italiani (credenti e non, prelati compresi), non c'era nulla di malevolo ed offensivo verso la fede, i suoi simboli, i suoi credenti, perchè alcunchè vi era di intenzionale o rabbioso, così come si conviene ad una VERA BESTEMMIA; al punto che un VERO CREDENTE non vi avrebbe prestato orecchio, sapendo forse leggere nel cuore del pronunciante, allenato il suo cuore alla parola viva del Vangelo.

Ma l'occasione era troppo ghiotta per i bigottoni d'Italia: aggrapparsi ad una espressione (magari volgare ma senza i crismi della pura ed esecrabile bestemmia) per tirare fuori la loro più profonda ipocrisia. Questi "bastardi" del cristianesimo "de noantri", sono gli stessi che indossano pellicce madide di sangue  e urlanti della sofferenza di piccoli e innocenti animali che però, da vivi, non vogliono in chiesa; eppure molti santi (San Francesco, Sant'Antonio abate, San Rocco ed altri) li hanno amati infinitamente e considerati doni e propaggini di Dio.

Sono gli stessi che chiudono gli occhi sulla simonia, sulla pedofilia, sulla corruzione, sull'avidità, sul lusso e sulla lussuria, sul peccato  che pervade tutta la "Chiesa" a cominciare dagli alti prelati e a finire alle perpetue, spesso sfruttate una vita intera, se non proprio ingravidate.

I bigottoni d'Italia se ne fregano del cuore di Massimo (il Pittbull) che moltissimo è riuscito a dare "caritatevolmente" a tutta la misera collettività del Grande Fratello, portando umiltà, pace, perdono, amore per la famiglia, gli amici, le donne, i diversi, i simili. I bigottoni se ne fregano che Dio sia offeso davvero dalle azioni più che dalle parole e continuano a vivere di falsità, giudicando l'eteriorità, le apparenze e i gusci umani.

 I  bigottoni bis-credenti  d'Italia mettono al rogo un ragazzone  profondamente buono e ne distruggono il sogno (perchè Massimo aveva serie possibilità di vincere), per una frase, certo infelice, ma che non usciva nè dal cuore nè dalla testa, mentre loro bestemmiano convinta-mente  insieme a centinaia e migliaia e milioni di persone di ogni religione in tutto il mondo e tutti i santi giorni.

Il fatto grave è che bestemmiate nel profondo dei vostri cuori vuoti, ripieni non dell'amorevole parola di Cristo, ma del nulla o della cattiveria più pura, della peggiore vigliaccheria, invidia, acrimonia, rabbia, ipocrisia.

I bis-credenti d'Italia non si scompongono neppure se in edicola sfornano collezioni di santini, di rosari, di statuette (anzi, con fervore collezionano tutto ciò, invece che spendere soldi in opere di bene); spendono 10 euro per un rosario di madreperla ma scanzano gli zingari che chiedono elemosina oppure, obtorto collo, se  i poveri stazionano davanti alle chiese, allungano un euro senza neppure guardare negli occhi colui, colei a cui lo danno. Meno che mai  si scandalizzano per il rosario elettronico "che prega sempre con te", anzi, lo comprano.

Tutto va bene! Eppure il mondo sta andando a puttane, gli animali sono maltrattati, massacrati, sfruttati, scuoiati vivi...e loro recitano il rosario e se ne fottono! Il mondo lo stanno bruciando, desertificando, cementificando, avvelenando e tutto va bene!La gente muore d'inquinamento e muore anche per colpa della malasanità, di vaccini truffa, di medicine farlocche e di ricerche scientifiche fasulle; la gente muore di fame, di freddo, di sete, di malavita, di solitudine, di guerra e tutto tace. Muoiono  i loro simili di stenti nell'appartamento accanto, nello stesso paese, nella stessa città, ma i bigottoni bis-credenti sono presi dalle loro recite e litanie e salmi.

IPOCRITI! IPOCRITI! Non vi sognate d'insorgere o di mobilitarvi quando un vostro vicino o parrocchiano ha una casa che fa schifo e che sta per crollare e poi crolla, nè se ancora i vostri simili vivono in baracche fatiscenti e galleggino nell'umido, nel freddo e nelle muffe; non avete pietà per gli zingari e i poveri, nè ve ne importa più di tanto se un barbone viene gettato a congelare in una fontana o arso vivo, nè se viene condannato un innocente, nè se viene liberato un colpevole; nè se viene ucciso un travestito o una prostituta, tanto chissenefrega peccatori erano, anche se per necessità. Continuate, fedeli autistici, a sgranare quei rosari che spesso insozzate con mani indegne, mentre tutto scorre al ritmo delle vostre vuote e noiose litanie.

Tutti morti nelle vostre cristianissime case-catacombe e con i vostri cuori cavi.

Poi succede un miracolo, ed una frase innocente nelle sue intenzioni e quindi nella sua vera essenza, sveglia i bis-credenti-fetenti-dormienti e riempie finalmente i loro cuori vuoti, di qualcosa: l'indignazione!

Miracolo, si svegliano i morti viventi. Oh!.. 

CROCIFIGGETE MASSIMO DEL GRANDE FRATELLO!

Se non erro Gesù disse:"chi è senza peccato scagli la prima pietra", ma consiglio a questi bestemmiatori incalliti di lasciar perdere Massimo, un cristiano di fatto,  e cercare una pietra grande, ma GRANDE, mettersela al collo e... buttarsi a mare.

Perfino Gesù penso sarebbe sollevato dal non avere più  simili ipocriti, come i Farisei nel Tempio, tra i suoi sedicenti discepoli.

 
 
 

NEL NOME DELL'ANTIMAFIA

di Angelo Jannone

Non smetto mai di stupirmi di fronte ai sillogismi perversi che tempestano il web. Già, il bello del web. Ognuno può dire la sua. E così si può conoscere l'Italia e capire il perché di alcune componenti politiche. Sono solo l'espressione di quello che c'è. E possiamo ben dire "abbiamo l'Italia che ci meritiamo".
Dopo le stragi siciliane dei giudici Falcone e Borsellino, la Sicilia è stata pervasa da un furente moto sociale. La società civile esasperata dal superamento della soglia di tolleranza, ha reagito in maniera coraggiosa contro la mafia.
E molti hanno trovato nel moto dell’Antimafia un loro spazio, un loro ruolo, hanno potuto giustificare la propria esistenza, finalmente.
Quando sono tornato a Palermo dopo qualche anno, nel dicembre 2000, in occasione della Convenzione ONU sul Crimine Transnazionale, ho visto una città diversa, caratterizzato da uno strano folclorismo: il folclorismo dell'Antimafia.
Feste, convegni, seminari, organizzati a latere della Convenzione, da miriadi di sigle ed associazioni sorte in nome della lotta alla mafia.
Eppoi gli uffici semivuoti della Procura, perchè in questa grande orgia dell'antimafia i magistrati erano variamente impegnati nel prendere la parola in questo o in quell’altro convegno. Insomma un antimafia a tavolino.
E negli interventi, alzavano la voce, si dimenavano, contro la mafia, contro le collusioni politiche, contro i servizi deviati, insomma l’importante era avere un nemico. E poi tutti mangiavano e bevevano, con camerieri che servivano da mangiare e da bere.
E poi anche gran mangiate di pesce a Mondello.
Si passava da un convegno all’altro, come a fine anno si passa da una festa all’altra.
E frattanto i delegati di tutto il mondo, passeggiavano e visitavano Palermo.
All'epoca io comandavo il Reparto Analisi del ROS Centrale ed avevo suscitato la delusione di alcuni CosaNostracentrici, in quanto segnalavo, ancora inascoltato, le nuove minacce, quelle delle mafie multietniche.
Da quegli anni, sono oramai 10, una serie di personaggi ben collegati tra di loro, cavalcando la scia della lotta alla Mafia, hanno girato l’Italia, come fenomeni da baraccone, facendo la lista dei buoni e dei cattivi, secondo logiche molto discutibili ma che hanno dalla loro il dono empatico della suggestività, facendo leva sul desiderio giacobino mai sopito di una piccola fetta del popolo italiano.
Ma veniamo a ciò che mi ha sorpreso questa volta. Un convegno, l’ennesimo, organizzato dall'europarlamentare di pietrista, Sonia Alfano, a Palermo, dal titolo suggestivo ed evocativo L’alba di una nuova Resistenza svoltosi il 12 dicembre 2009. L’Avvocato Fabio Repici è intervenuto come relatore.
E come la resistenza partigiana, in nome dell’Antifascismo ha saccheggiato, violentato, depredato, coperta dalla storia, qui il rischio sempre immanente, a volte già reale è che chi confonde il contrasto alla Mafia o alle mafie, con una nuova resistenza, in nome dell’Antimafia violenti le coscienze altrui, depredandone la reputazione ed alterando la storia.
E ciò che fa, tra gli altri, l’avvocato REPICI, che pur esordisce reclamando la disinformazione diffusa e definendosi ironicamente difensore di pericolosi incensurati, mentre non si preoccupa affatto di diffamarne altri di incensurati.
Mori, De Donno, Obinu, Subranni, entrano tutti nel suo mirino, con una concatenazione artefatta di eventi, fatta, con il tipico stile del “guarda caso” o “chissa perché”.
Allora Le mutuo un po’ il linguaggio, avvocato REPICI per dire “guarda caso” al Convegno vi era tra i relatori anche Peter Gomez, giornalista de “IL FATTO”.
Di lui avevo cercato oltre che di Travaglio, all’indomani dell’uscita di un anticipazione del libro di Genchi.
Avevo spiegato chi fossi e perché chiamavo. Niente. Non mi è stato concesso di parlare con nessuno.
Eppure qualche giorno dopo Gomez firmava un articolo con il quale citava passaggi di una mia dichiarazione ai Pubblici Ministeri (non utilizzabile), senza avvertire il bisogno, che un giornalista scrupoloso dovrebbe avvertire, di sentire prima il diretto interessato. Si preoccupava invece di difendere il suo vecchio capo all’Espresso, nonché mio vecchio capo in Telecom Brasile, Paolo Dal Pino.
E parliamo di disinformazione o di carente informazione?
E con queste premesse che REPICI si esprime in termini inqualificabili nei confronti del ROS, paragonato al UAARR della seconda Repubblica, corpo deviato, dopo aver definito il primo coinvolto in qualche modo nella strage di Piazza Fontana. “L’ UAARR nella seconda Repubblica si chiamava ROS, Raggruppamento Operativo Speciale, il corpo deviato della seconda Repubblica. Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, fondato nel 1990, alla cui guida, fin dall’inizio, ci fu il generale Subranni.E quindi il difensore di “pericolosi incensurati”, attacca non solo altri pericolosi incensurati, ma addirittura i loro figli “Il Generale Subranni non è un nome della preistoria di questo paese, perché, è vero che è in pensione, però, vedete, quel ministro della Repubblica Angelino Alfano, oggi tante volte ricordato, ha una portavoce. Parla con la voce di tale Danila Subranni che del generale Subranni è la figlia.”
Che brutto guaio questo! E che grave peccato!
Ovviamente non poteva mancare la solita trattativa con lo Stato per ricordare che il Generale Subranni era comandante del ROS dell’epoca.
E tra i relatori al Convegno anche il senatore Beppe Lumia, che addirittura del caso ne ha fatto oggetto di un interpellanza parlamentare.
E poi via, raffiche di sproloqui, di sintesi ad effetto, sul Generale Ganzer, non poteva mancare anche lui.
Certo, ha ragione quando afferma che nessun politico mai ha pensato di rimuoverlo dal Comando del ROS, così come nessun politico avrebbe mai pensato di rimuovere il prefetto De Gennaro dal suo delicatissimo incarico nonostante indagato a Genova per fatti del G8.
Ma questo dovrebbe far riflettere su quanta credibilità abbiano certe indagini della magistratura infarcite spesso delle stesse impostazioni da Nuova Resistenza.
Ma il REPICI supera ogni attesa quando afferma, ormai nella sbornia convegnistica:
Altro personaggio - qui rasentiamo il cabaret - che ha contraddistinto il ROS nella seconda Repubblica, è un personaggio che avrebbe un nome e un cognome, che però, come nei fumetti, si fa chiamare per pseudonimo. Ora, ci sono stati esimi esempi di ufficiali nobili ed integerrimi nella storia dell’arma dei carabinieri: Carlo Alberto Dalla Chiesa, il Capitano D’Aleo, il Capitano Basile. Ma voi ve lo immaginereste uno di questi personaggi che si fosse fatto chiamare con uno pseudonimo? Gli avrebbero riso in faccia. Non lo fecero. C’è invece un personaggio, che in teoria all’anagrafe si chiama Sergio De Caprio, che però è conosciuto con lo pseudonimo di Capitano Ultimo perché si sente evidentemente un personaggio dei fumetti. E’ un altro dei responsabili della mancata perquisizione al covo di Riina ed è uno dei personaggi - è un poveretto da come si propone - sui quali è però più difficile parlare, perché appena si cerca di mettere il dito sulle gravissime pecche di quell’ufficiale, ci sono personaggi, anche dell’antimafia ufficiale, che subito saltano in piedi e gridano allo scandalo. Perdonatemi, ma, con i personaggi da fumetti, investigazioni serie non se ne fanno e la storia del ROS è la prova di questo.
Apprendiamo così che vi è anche un Antimafia Ufficiale contrapposta all’Antimafia Ufficiosa, quella della Resistenza .
Quella che qui con il REPICI fa proprio un bel regalo a Cosa Nostra.
Ricordo che l’allora capitano Ultimo- è conclamato processualmente - è stato condannato a morte proprio da Bernardo Provenzano, all’indomani dell’arresto di RIINA, ritenuto responsabile di aver umiliato “u curtu” posandolo e facendolo fotografare sotto la foto del Gen. Dalla Chiesa.
E per qualche hanno, De Caprio, ha girato non in comode auto blindate, ma nel retro di un furgone come bestie, per sfuggire alle attenzioni di Cosa Nostra. Ed il generale Subranni, Mori e Obinu “tutti favoreggiatori di Provenzano” , secondo REPICI, ne era a ben conoscenza.
Ricordo anche al REPICI che gli pseudonimi come li chiama lui, sono stati introdotti nella struttura anticrimine dell’Arma proprio dal Generale Dalla Chiesa, e non sono una scelta individuale, ma obbligatori, per ragioni di sicurezza. (Se non lo comprende glielo spiego in altra occasione)
Ed è vergognoso che il REPICI si spinga a definire “porcate” le vicende del ROS, “ A proposito delle porcate del ROS, io vi segnalo questo che voi ancora non avete mai letto. Nell’anno 1993 Benedetto Santapaola era latitante a Terme Vigliatore. Era intercettato dal ROS con intercettazioni ambientali, i militari del ROS lo ascoltavano, veniva fatto anche il nome di Benedetto Santapaola, sapevano dov’era, avevano il nome, il cognome, l’indirizzo e nessuno è andato a prenderlo. Ancora nessuno è stato messo sotto processo per quella gravissima condotta.”
REPICI non sa che su quell’episodio vi fu ampio chiarimento. Vi furono incidenti stradali durante il tentativo di catturare Santapaola.
Cose che accadono quando si lavora.
Ma veniamo alla conclusione di REPICI “Non è un caso, per altro, che i supporter di quegli ufficiali del ROS, di questi tempi, sono gli stessi supporter di Bruno Contrada, o gli stessi supporter dei servizi deviati.
Ebbene si, caro REPICI. Ha ragione, non è un caso. Perché in realtà sono le persone come Lei che stanno spaccando in due l’Italia. Da una parte chi difende persone che hanno una storia di vero servizio per lo Stato e per la gente, con tutti gli umani errori di chi lavora sul serio, sacrificando la famiglia, rischiando la vita, saltando le notti, le domeniche e le feste e masticando polvere. Dall’altra chi, per fini politici legati al vecchio, atavico vizio di non accettare il metodo democratico, ma di pensare a rivoluzioni e resistenza, non esita ad immolare all’altare di una pseudo giustizia i primi, purché ciò sia utile a sostenere suggestivi teoremi, IN NOME DELL’ANTIMAFIA.
*******

* Su Facebook il fan's club di Angelo Jannone a questo link:
http://www.facebook.com/inbox/?tid=1191572478558#/pages/Angelo-Jannone/228461479037?ref=ts

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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NOMEN OMEN

E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

NAPOLI NON È SOLO MONNEZZA

Napoli era la terza capitale europea


video Napoli Capitale

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Antimo Ceparano interpreta
'o surdato 'e Gaeta
di Ferdinando Russo

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Napoli e la sua provincia
di Mauro Caiano

 

IL MEZZOGIORNO CHE DIFENDIAMO

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I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!

Il libro del mese:

Guida geoarcheologica della costa campana ad uso dei naviganti
Editore: Valtrend  Argomento:  archeologia, coste, campania-guide
Genere: storia del mondo antico. archeologia data publ.: 2005  - corredato da numerose immagini fotografiche; molte, di Mauro Caiano