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Un blog creato da vocedimegaride il 09/11/2006

La voce di Megaride

foglio meridionalista

 
 

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L'archivio delle video-news e delle interviste filmate per "La Voce di Megaride" è al link http://www.vocedimegaride.it/Fotoreportages.htm

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SFIZIOSITA' IN RETE

 Il traduttore online dall'italiano al napoletano
http://www.napoletano.info/auto.asp

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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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10 FEBBRAIO: SULLE FOIBE ANCORA GARRISCE IL “TRIDOLORE” !

di Marina Salvadore

Il negazionismo è un atroce crimine contro l’Umanità e contro la Memoria e l’Identità di un Popolo martoriato… quando non del tutto estinto mediante pulizia etnica… ma quando si fa riferimento al SOLO martirio della Shoah, occultando altri olocausti ed altre diaspore di Popoli “altri”, allora sorge naturale il dubbio che la sola Shoah celebrata e commemorata nel mondo sia un Culto di Massa, strumentale ad altri obiettivi politici… ed è allora che con più tristezza pensiamo a quegli ebrei poveri del dio di Abramo, in prevalenza polacchi, decimati nei lager… capri espiatori per l’affermazione del Sionismo… che è, invece, l’altare mondiale del DIO DANARO e del Nuovo Ordine Mondiale. Ed è ancor più criminale che l’Identità e la Memoria di altri Olocausti e Diaspore dei Popoli “altri” vengano occultate, proibite, cancellate proprio nei Paesi di questi martiri. Penso all’Olocausto ed all’Esodo del Popolo meridionale durante e dopo il Risorgimento Italiano… alla decimazione dei nativi americani… alla popolazione dell’atollo di Bikini, cancellata dagli esperimenti atomici…. ma soprattutto penso agli Italiani, vestiti di tricolore, a quelli infoibati ed a quelli scampati dall’inferno dei TITINI che chiesero asilo in casa LORO, in ITALIA… e vennero trattati peggio di come oggi noi trattiamo gli extracomunitari dei barconi di immigrati clandestini! All'epoca dell'esodo degli istriano-dalmati nelle case italiane si parlava con sdegno dei treni speciali di profughi che scappavano dalle persecuzioni dei comunisti titini (ma anche italiani) ai quali, nelle stazioni italiane, fu impedita spesso anche la sosta da parte dei ferrovieri; dovettero arrestare il treno, per esempio, fuori della stazione di Bologna per permettere a quella povera gente in fuga, stremata, di scendere ad abbeverarsi ad una fontanella; e questo accadde anche in diverse altre altre città.. Anche quelli sbarcati in porto dalle varie navi  furono accolti da raffiche di sputi dagli operai marittimi... Furono smistati nei campi profughi: centri IRO, in una sorta di "caravan serrajo" dove la privacy tra un nucleo familiare e l'altro era garantito dal divisorio di un lenzuolo appeso ad un filo con le pinze da bucato... od ospitati nelle baracche di legno o lamiera, come nel bosco di Capodimonte a Napoli, dove la mia famiglia, insieme alla famiglia dell'attrice Laura Antonelli si tennero buona compagnia e furono anche derubate dei pochi beni (biancheria e povere cose) ch'erano riuscite a trascinarsi dietro.  L’ITALIA , fino al 2004 - sull'onda della tifoseria ideologica di questo o quell'anacronistico schieramento politico ha sempre finto di ignorare questi suoi figli! L’Italia, nel 2007, ha emesso in surplus un severo decreto ministeriale contro il negazionismo della Shoah. Nelle scuole d’ITALIA di ogni ordine e grado é d'obbligo lo studio e l'omaggio al solo OLOCAUSTO che il mondo riconosce e certifica, a monito futuro per le future generazioni, perché sappiano cos’è l’ORRORE, la CRUDELTA’ dei razzisti, delle dittature e delle ideologie… ma non v’è cenno - nei libri di scuola italiani e non v’è commemorazione alcuna nelle aule - del MARTIRIO del popolo ITALIANO di Istria, Fiume e Dalmazia, con il risultato di aver contribuito, con questa pratica insensata dei “due pesi e delle due misure” a fare del celebrato POPOLO ELETTO un antipatico POPOLO di ELITE ed a sconfinare, per assurdo riflesso, nell’antisemitismo, del quale, spesso, le cronache tristemente ci informano! Come pure è osceno, nel caso degli ITALIANI della Venezia Giulia che alcune parti politiche del Paese – com’è avvenuto postumamente per i martiri di Cefalonia - adottino SOLO ORA come strumento di propaganda nazionalista il loro dramma, poiché quel Tricolore che svettava sul loro Golgota non li ha mai blanditi ne’ accarezzati ne’ protetti… e perché tutti gli ITALIANI, indistintamente, dovrebbero loro rendere omaggio; anche gli ipocriti eredi dell'esterofilo Togliatti che non poca parte ebbero nella strage e che ancora oggi, ripuliti in un bagno di democrazia, occupano gli scranni più alti del Paese che tradirono nel sangue! Nonostante una Legge di Stato del 1994 istituisca e disponga a cura delle Istituzioni pubbliche la commemorazione annuale delle Foibe e dei tanti italiani di serie B, il criminale dittatore Tito Broz, meglio noto come "druse Tito" , è tuttora insignito del titolo di Cavaliere della Gran Croce della Repubblica Italiana, e questo credo sia un ulteriore sfregio alle vittime e al loro ricordo ma anche e soprattutto alle ignare giovani generazioni di italiani di serie A ed alle giovani generazioni degli italiani di serie B. Per i figli dei profughi della Venezia Giulia, nati in Italia anche nell'epoca moderna del boom economico è stato ed è tuttora impossibile vivere intensamente e liberamente la propria "identità" ed "appartenenza" poiché il retaggio ereditario acquisito in seno alle famiglie dell'ESODO è drammaticamente insormontabile e malinconico... eppure foltissima è la Comunità di questi rejetti connazionali, cittadini ed elettori di questa Repubblica; molti, operosi in senso alla società civile ed operativi nella pubbliche amministrazioni locali; molti altri, esuli erranti che dell'Italia hanno onorevolmente diffuso e profuso il meglio all'estero, intellettualmente, artisticamente e professionalmente. Nonostante il crollo delle ideologie, la globalizzazione in atto e le più terribili urgenze planetarie, la commemorazione delle Foibe in Italia ancora divide politicamente le schiere militanti di alcuni partiti fondamentalisti di sinistra e di destra; di certo le Istituzioni sono un po' tiepide e contraddittorie a riguardo, anche a causa di altre emergenze nazionali ma basterebbe solo un pizzico di buonsenso nel restituire Onore e DIGNITA' a tutti i piccoli popoli italiani, dal nord al sud del Paese: ai contemporanei istriano-dalmati così come al Veneto ed alle Due Sicilie pre-unitari , magari accomunando TUTTI agli ebrei, in un'unica GIORNATA DELLA MEMORIA che consacri la vita dei tanti che lungo diverse coordinate geografiche sono caduti stringendo in mano un vessillo che hanno osato opporre all'ORRORE di una invasione nemica, di una dittatura subita.  Questo, sarà possibile, forse, solo quando l'Umanità imparerà a voler bene a se stessa ed al pianeta.  "L’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha commissionato un sondaggio che non lascia dubbi: solo il 43,7% del campione di 600 italiani intervistato sa cosa siano state le foibe. Nella fascia d’età fra i 18 ed i 35 anni il 77% sostiene di non aver sentito parlare dell’esodo o di avere idee confuse. La percentuale di conoscenza del dramma delle foibe si attesta sul 56,7% negli elettori del centrodestra, contro il 50,6 % del centrosinistra".  Oggi, il meno adatto a commemorare le Foibe, re Giorgio il Napolitano, ha ipocritamente affermato che occorre affermare la Verità Storica; non sappiamo su quale altra possibile contraffazione storica - labilmente intuita - stia diplomaticamente meditando per mettere insieme capre e cavoli e darcela a bere, anche perché dopo questa rapida e banalissima "illuminazione retorica" è subito passato - sostenuto dal ministro "prete-spogliato" Riccardi - a fare l'europeista d'assalto, dimentico che la commemorazione delle Foibe é notoriamente dedicata alla STRAGE di Connazionali ch'egli si ostina ancora - lapsus freudiano? - a collocare tra le "minoranze etniche", così com'è aduso  solitamente - da napoletano snob -  a considerare i meridionali...  che - spiace smentirlo - rappresentano invece la maggioranza eclatante dei sudditi italioti, meritevoli più di mille parrocchiette banchiere-nordiste dell'autodeterminazione... Queste enormi contraddizioni che offendono il buonsenso comune dei normali senzienti, peraltro reduci da un'abboffata di bolas di intollerabili "150esimi" finto-patriottici, se sgamano l'orrida vergogna di un'alta onorificenza ITALIANA che cinge come un Elmo di Scipio il capo del carnefice di Italiani, il druse Tito dicui abbiamo detto, éleva di anno in anno il nostro Muro del Pianto ubicato nelle periferie della Storia Patria, consacrando ancora coi lumi della Scienza post-unitaria quel gran macellaio di meridionali, tal Cesare Lombroso, di radici... ebraiche e.. pochi lo sanno! Soprattutto dimostra di non saperlo il nostro babbacione "spaghetti-western boy", il mamozio sindaco di Napoli De Magistris che nei giorni in cui, per Legge di Stato, avrebbe dovuto rendere omaggio alla corposissima comunità istriano-dalmata di Napoli e che s'è fatto la campagna elettorale a botte di rivendicazioni identitarie sudiste, ha preferito rinchiudere nello sgabuzzino Foibe e Vandee, per dedicarsi ad Hollywood, appelli ad Al Pacino e World's Cup, da perfetto fanfarone! Alla luce di tanta idiozia e mancanza di rispetto per gli elettori, trova persino giusta collocazione la beatificazione di ieri in Campidoglio dello scomparso presidente Oscav Luigi Scalfavo, definito fino al giorno prima che si trastunzianziasse in "de cuius", da TUTTIi SOLONI di TUTTI I PARTITI delle novelle repubbliche italiote, il peggior presidente degli Italiani ... e, visto che siamo un Popolo di PAGLIACCI, ben ci sta che al Carnevale di Rio de Janeiro, la maschera delle maschere d'Italia sia rappresentata dal comune assassino, finto "eroe romantico" e pseudo-pasionario Cesare Battisti: il giusto salto involutivo da Pulcinella a Battisti è così degnamente  sancito!   Per quel che mi riguarda personalmente, nei lunghi anni dedicati alla libera informazione ed alla revisione storica ho intervistato autorità ed autorevoli, prestigiosi e prestigiatori,  illustri e lustrati… ma il mio più timido ed impacciato servizio l'ho realizzato l'anno scorso col documentario "Il TRIDOLORE" che - insieme ad altri documentari e servizi giornalistici professionali che mi valsero una stelletta d'oro sulla piattaforma di LIBERO.IT mi sono stati TUTTI oscurati! Nel docuvideo citato, che dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole di ogni ordine e grado, intervistavo una scampata alle foibe…Questa donna è mia madre! Domani, sarà per lei un'altra brutta giornata del ricordo... e sarà più sola che mai!

 
 
 

QUO USQUE TANDEM ABUTERE , CATILINA, PATIENTIA NOSTRA?

Post n°1751 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da vocedimegaride
 

 

opera di Piccinini

CONCORSO A PREMI

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet?

quem ad finem sese effrenata iactabit audacia? Nihilne te nocturnum praesidium Palati,

nihil urbis vigiliae, nihil timor populi, nihil concursus bonorum omnium,

nihil hic munitissimus habendi senatus locus, nihil horum ora voltusque moverunt?

Patere tua consilia non sentis, constrictam iam horum omnium scientia

teneri coniurationem tuam non vides?

Quid proxima, quid superiore nocte egeris, ubi fueris, quos convocaveris,

quid consilii ceperis, quem nostrum ignorare arbitraris?...


DOMANDE:

quanti "Catilina" riuscite a contare tra Senato e Camera?

quanto tempo passerà prima che si scateni l'inferno?

quanti italiani moriranno di stenti nei prossimi mesi?

quanti banchieri moriranno di abbuffate nello stesso tempo?

quanti vecchi ospedli chiuderanno?

quanti nuovi ne costrruiranno?

quante attività  artigianali e di piccola industria chiuderanno?

quanto mancherà ancor la benzina per giustificare i rincari?

quanti studi professionali chiuderanno grazie agli studi di settore?

quanti pensionati frugheranno nei cassonetti?

quanti invalidi VERI saranno revisionati come sani?

quante case e beni l'erario pignorerà e metterà all'asta?

quanti  parlamentari rinuceranno a metà dello stipendio?

quanti rinunceranno ai privilegi?

quanti furti e rapine saranno commessi oltre quelli statali?

quanti suicidi ci saranno?

quanti omicidi per esasperazione?

quanti pseudo-rivoluzionari si mobiliteranno?

quanti sindacalisti da strapazzo si mobiliteranno?

quanti scioperi generali ci saranno?

quante domande pensate sia possibile ancora fare?Se risponderete esattamente vincerete una crociera  con Costa scontata al 30% e  nonostante il terremoto finanziario ai  Lloyds vi saranno reglati degli occhiali di autentico prosciutto.

Agnesina Pozzi

 

 

 

 
 
 

IL POMO DELLA " CONCORDIA "

di Marina (nomen omen) SALVADORE

La saggezza popolare commenterebbe il  vergognoso rimpallarsi di notizie, bufale ed illazioni sulla saga del naufragio del Concordia col sintetico motto " A pròra combattevano e a poppa nun 'o sapevano!".  Il ghiotto reality-show, senza rispetto alcuno per le vite straziate e per il dolore dei congiunti dei dispersi - che ad oggi non ha meritato neppure l'esternazione del cordoglio solidale del nostro iperloquace presidente della Repubblica o del laconico Uno e Trino Mario Monti - è sostenuto dall'iperattività di ignorantissimi "giornalai" forcaioli che di un'imbarcazione non distinguono neppure una prua da una poppa (come nel caso eclatante dell'anchor woman nella diretta sottobordo "in gondoletta"  di " Chi L'ha Visto? " ) e straparlano, beceri e pettegoli come comari, invadendo come un'orda famelica lo scoglio del Giglio e DISTURBANDO le complesse operazioni di ricerca degli addetti che stanno pericolosamente rischiando la vita. Nostalgici dei bei tempi allegri dell'antiberlusconismo, gli straccivendoli maghi dell'informazione sono riusciti a tingere di rosa-escort - dove nel lessico volgare e pseudocomico "poppa" è solo il doppiosenso di "tetta" - il nero dell'immane tragedia; tragedia intollerabile di questi già tristissimi tempi della nuova e peggiore repubblica degli ultimi decenni.... ma, tant'è, c'è sempre un' "Elena di Troia" di troppo, ecchecacchio! Soltanto pochi giorni fa si inneggiava ai disgraziati marittimi lasciati vergognosamente per circa un anno nelle mani dei pirati, eroi sopravvissuti con tenacia alle privazioni di ogni genere, per sostituirli subito - nell'immaginario collettivo PERCHE' GLI EROI COME I SANTI SONO NOIOSI E NON FANNO VENDERE I GIORNALI - con il più avvincente e morboso eroe del male, il comandante Francesco Schettino, presunto innocente fino a prova contraria! Eppure, quelli e questo, provengono dagli stessi lidi, dalla stessa  antichissima genìa di  gloriosa formazione marinara e marittima del Mezzogiorno preesistente di circa 800 anni all'Unità d'Italia... per non parlare - andando ancor più a ritroso, oltre i romani di Baia ed i greci di Pithecusa - della civiltà "carpentiera" e commerciale risalente all'età del bronzo ed individuabile nel sito preistorico di Nola, di questi giorni CHIUSO e prossimo alla vergognosa risepoltura, per mancanza di fondi. Come, poi, non fare riferimento - soprattutto rammentandolo agli invidiosi massoni inglesi cui molte volte contendemmo in Europa il primato marittimo e marinaro - al mito fondante la città di Napoli, la sirena Partenope, addirittura pre-greca risalente al piccolo popolo dei Teleboi, su un'isoletta di fronte alla Grecia? NAPOLI! Unica città fondata su un mito femminile e acquatico, contrariamente all'orda di eroi rapaci e guerrieri cui nell'antichità si dedicavano siti e città sotto ogni coordinata celeste! Tornando al presente ed al dramma del "Giglio" (nomen omen che è l'antico simbolo regale anche di noi meridionali brutalmente continentalizzati per voracità degli invasori risorgimentisti) e per pudore desistendo dalle lacrime improsciugabili versate per l'ignobile fine dei gloriosi e storici cantieri navali di Castellammare, a noi GENTE DI MARE, tirati sù dai nostri padri a botte di "Sidol", sin da bambini, a lucidare maniglie ed altri ottoni delle nostre abitazioni di edilizia popolare, per abituarci a sudare da mozzi, prima di arrivare al disciplinato governo delle nostre vite adulte in balìa delle onde... e, spesso... delle ingiuriose "onte" anomale dei gorghi di abusati luoghi comuni,... l'ONORE nella spoliazione di ogni tradizione e vanto è l'unico bene residuo cui restiamo aggrappati come ad una zattera, lasciandoci trasportare fin dove il destino filato dall'invidia degli Dei vorrà spiaggiarci; laddove, riprenderemo daccapo - anche su esili legni improvvisati - le vie del Mare Nostrum, punteggiati di porti e marine tuttora non compresi nella Black List dei luoghi interdetti alla navigazione dei mezzi a propulsione nucleare (vedi, NAPOLI), soprattutto della VI Flotta Americana, la cui più immensa portaerei nel Mediterraneo è l'ITALIA STESSA, tutta geograficamente espressa! Oooh, certo, nel caso di specie del Concordia, il comandante Schettino dovrà chiarire processualmente le sue distrazioni e inadempienze ma - "così è se vi pare" - speriamo non debba farlo esclusivamente a quella Magistratura Ordinaria, incompetente tematicamente e che spesso ha distrutto vite umane, senza mai incorrere in sospensioni, punizioni e risarcimenti - anzi, progredendo in carriera - per aver sentenziato contro dichiarati e non più presunti innocenti. Piuttosto, questa Magistratura con i suoi eroi togati, specialisti delle intercettazioni e dell'uso del Pentitificio di Stato, almeno dai tempi - per restare in ambiente marinaro e globalizzato - del "Britannia"  - che è in grado di intercettare anche la sottoscritta al telefono col proprio salumaio, interpretando in codice la nota della spesa - ci dica come mai, al di là dell'ineffabile convulsa registrazione telefonica, in diretta differita per il mondo fino alla noia ed allo sputtanamento italiota, NON RIESCE A RECUPERARE CON I SUOI CELEBRATI 007 I CIRCA 40 MINUTI DI "DISPOSITIVI" ED "IMPERATIVI" dell'UNITA' DI CRISI della COSTA CROCIERE - dell'Americano  Gruppo CARNIVAL quotato in BORSA - e l'"agognato" (messo alla gogna) comandante, il quale - senz'altro - sarà stato elevato al grado massimo di governo del Concordia per meriti, titoli e curriculum professionale! Vabbe' che questa - come altre di bassa stagione nel Mediterraneo - è per crocieristi sfigati, utili fessi sognatori a mantenere in attivo le casse della Compagnia, per non trasferire a vuoto, con costi inutili, la propria flotta da un emisfero all'altro, laddove la stagione crocieristica VIPs va ad inaugurarsi o laddove riparare le ammiraglie per la revisione... quindi passeggeri del tutto simili agli emigrati ad Ellis Island; quelli della terza classe del Titanic, per intenderci!... Allora, cara Signora Agenzia delle Entrate, sull'onda dei recenti successi delle investigazioni fiscali d'alta stagione a Cortina, perchè non verificare questo balletto di sempre diversi elenchi passeggeri stilati dalla Compagnia, dove - l'abbiamo inteso in tv in un tiggì, salvo solita illazione "giornalaia" - alcuni degli ultimi 5 ,dispersi recuperati cadaveri a poppa non risultavano neppure nell'elenco dei dispersi, fatto e rifatto all'inverosimile, senza rispetto per quegli esseri umani, vivi e morti, che inseguivano un sogno! Così come, in un'intervallarsi concitato di comunicati - fatta salva l'opportunità degli ufficiali di bordo di ospitare qualche parente o amico durante ogni viaggio - la presenza della "bella moldava" a bordo era dapprima ignota, poi misteriosamente appurata quindi miracolosamente apparsa, come la vergine a Fatima, addirittura nello staff dell'altare a Costa Crociere! Perchè non ordinare una verifica fiscale, con sequestro dei libri contabili alla Costa Crociere? SUBITO! Chissà quanti desaparecidos hanno fatto ritorno alle proprie case e... non lo sapremo MAI; chissà che nome hanno - e non lo sapremo mai - alcuni "militi ignoti del sogno" convertiti in "mitili ignoti" sullo scoglio del Concordia: patelle disperse per l'eternità! Queste assurdità di Navi, luciferine Las Vegas galleggianti, del tutto estranee alle nostre gloriose tradizioni nautiche, da quando le rotte transatlantiche sono state sostituite egregiamente dal trasporto aereo... e c'era da reinventarsi - come nella riconversione dell'IRI - nuove opportunità di mercato!  Lo dico da "marinara" e da modestissima operatrice del MEF, nonchè da "giornalistina" piccola piccola, differentemente dalla più illustre collega modaiola, la "reduce" eroina Mara Parmegiani, assurta alla notorietà di Grande Firma italiota, in nave per il réportage di un evento "riempitivo" del programma crocieristico dei sognatori sfigati: una sfilatina di moda, ovviamente sponsor pagante alla Costa Crociera. Pare ci fosse anche un concorso per "coiffeurs" in calendario, o robaccia kitsch del genere! La suddetta, sin dai primissimi notiziari Rai si fregiava dell'onore di essere stata la prima a lanciare un'ANSA (il suo insperato "scoop"), lamentando accorata, nelle diverse tivvù ov'era PROTAGONISTA, la disperazione dell'aver dovuto rinunciare al SUO LAVORO ovvero il commento ciancioso ad una sfilata di capi "storici di una casa di  moda, colato dispettosamente a picco - il SUO LAVORO, badate bene! -  con quelle povere anime di "sognatori"! Che squallore, collega: da sottufficiale dell'O.d.G., me lo consenta... posso capire il panico... ma non la paranoia e, spiace dirlo, ma in senso umano lei sarebbe legittimamente passibile della gogna riservata al solo Schettino che, per inciso... ancora non si sa... come abbia fatto a rotolare sul tetto della lancia con il secondo ed il terzo ufficiale, a meno che non saltino fuori le famose intercettazioni di quei 40 minuti utili a trarre in salvo "capra e cavoli"  e magari ritrovarci gli estremi di un "ricatto" del padrone-finanziero al suo servo, chissà? A pensar male - diceva Andreotti - si fa peccato ma ci s'azzecca sempre! Pensare non è ancora considerato un reato, almeno spero; tuttavia questo "tira e molla" - da giorni e giorni di generoso mare piatto - una volta disturbata anche un'azienda olandese, con argani e gru, per recuperare le tonnellate di combustibile a bordo, in assenza totale di misure di messa in sicurezza o ancoraggio del mastodonte a terra, la primissima cosa da fare! - ci induce a pensare molto male. Qualcuno sta ancora facendosi  quattro conti circa la convenienza dell'inabissamento o meno del colosso, con tutte le sue verità debolmente occultate? Cermis docet... ma fate in modo, umani conterranei, che la piccola naufraga Dyana non sia il clone della piccola Angelita di Anzio; la mamma rivuole SUA FIGLIA e NON UNA CANZONETTA ANGLOAMERICANA DA LEGGENDA per il prossimo Sanremo... e l'acqua vivifica del mare sia benedetta, sempre; non inquinata dall'acido muriatico delle "ragion di Stato" e della.... BORSA! CONCORDIAMO?

 
 
 

... ma la stampa di regime ignora ed isola i vandeani siciliani

ILMOVIMENTO DEI FORCONI IN SICILIA!
SI PREGA DARE MASSIMA DIFFUSIONE

 
 
 

IL DIAVOLO E L'ACQUA SANTA

da redazione


In concomitanza della visita ufficiale - in queste ore - dell'UNO e TRINO Mario Monti a Sua Santità Benedetto XVI ci piace rispolverare un articolo del 2001 - "attualissimo" - del compianto prof. Giacinto Auriti, dedicato particolarmente alla "sciùra Teresa che va a fare la spesa" ovvero alla moltitudine di ignare massaie al governo di una casa che misuravano le fluttuazioni del borsellino dalle quotazioni delle zucchine e del pane quotidiano, massacrate - ora - dal bombardamento incessante dell'informazione deviata e degli oscuri termini tecnici, comprensibili ai soli iniziati,  quali "spread", "rating", "recessione", eccetera... Saggiamente, le massaie continuino a credere nell'unica BORSA tangibile; quella, della spesa ed a non farsi confondere dalla stampa di regime che le umilia, sollecitando l'odio sociale e la delazione - valori giacobini a fondamento delle strategie "rivoluzionarie" europee, fino al Risorgimento italiota - e non si lascino sedurre dai "santini" del falso francescano scalzo Uno e Trino, propinatoci come Salvatore della Patria .
Le parole di Satana
La schiavitù monetaria: una mostruosità storica nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra

Goethe affermava che «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo». Questo principio è particolarmente valido per il sistema monetario vigente. Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito. Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere che emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario. La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione.
Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la Banca Centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito. 
Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta  strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da San Francesco d’Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo.
Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto, Satana Gli dice: «Tramuta le pietre in pane». Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile. Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando, rispondendo a Satana, afferma (Matteo 4,4): «Sta scritto, non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben dire a Cristo: «Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho dato il consiglio di trasformare le pietre in pane». Quindi Cristo sarebbe stato trasformato da padrone a debitore del Suo pane. 
A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione della moneta nominale. Quando la Banca Centrale emette moneta prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto, esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della tentazione di Satana.
Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle Banche Centrali, tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro. La banca, infatti, prestando il dovuto all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%. L’umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia. La bestia, infatti, non ha la proprietà, ma nemmeno il debito. È gran tempo ormai  che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette. Con la moneta debito l’umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del «suicidio da insolvenza» come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: «I vivi invidieranno i morti». Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente significativa, in questo senso, è la terza tentazione (Matteo 4, 8-9): «… Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi disse a Gesù: tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori». Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica.
La circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle Banche Centrali come promotrici della moneta-debito parla da sè. Non a caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la Transustanziazione. Non a caso nel 1694 viene fondata la Banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta. Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa. Non a caso quando il Protestantesimo entra in Europa continentale non fonda una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Neker, diventa consigliere di Luigi XIV. Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi. 
Non a caso in Svizzera vige la regola di essere ad un tempo «banchieri» e «protestanti». Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e Commonwealth Britannico è la moneta. Lì il portatore è proprietario delle moneta, qui è debitore. Non a caso, dopo aver tolto Dio dall’altare con la negazione dell’Eucarestia Cattolica e fondata la Banca d’Inghilterra, il Commonwealth raggiunge nel 1855 una estensione di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati. Oggi tutto il mondo è Commonwealth. Tutto il mondo è «colonia monetaria». Satana, principe di questo mondo, è una persona seria: mantiene le promesse fatte a fin di male. Dopo che il male è stato fatto concede ai suoi adoratori il dominio su tutti i popoli del mondo. Su queste premesse ci si spiega anche la tentazione di Satana quando esorta Cristo a gettarsi dalla cima del tempio della Città Santa. Chi è padrone di tutto il mondo e di tutto il denaro del mondo, o perché lo possiede o perché ne è creditore, non desidera sovranità e ricchezza perché già le possiede, ma ha sete di vanagloria. Si giustifica così anche questa tentazione.


Giacinto Auriti

 
 
 

MANI... MANI.... MONEY !

di Marina Salvadore
Il 5 sera il nostro premier ha portato la calda calzetta della Befana a Bruxelles, giustificando la cosa con un improvviso attacco di nostalgia per la sua casina d’oltralpe ed evitando accuratamente di fornire al “Paese” che ha in ostaggio - per grazia di re Giorgio (dioguardi!) - elementi che giustificassero quella sospetta “fujtina”. Se si fosse trattato del “cavaliere”, i “ris” gli avrebbero subito prelevato campioni di DNA dalle parti scoperte del corpo, per risalire a QUALI e QUANTE strette di MANO… o di gnocca… si sarebbe offerto, dando la stura alle solite manipolazioni mediatiche  ( o, medianiche?) degli antagonisti in patria… Purtroppo, il nuovo premier ha lo stesso calore umano di un tavolo da obitorio, è gelidamente ermetico e soporifero quanto un Maestro di Programmazione Neuro Linguistica, per cui  il gregge giornalaio è totalmente imbalsamato perché timorato del novello Teurgo che non bazzica la miracolistica semplicista e buonista della trasformazione dell’Acqua in Vino… o della moltiplicazione dei pani e dei pesci… ma trasmuta i principi sacri ed inviolabili dell’ECONOMIA GENERALE in menzognera FINANZA GLOBALE. Decodificare gli appelli alla Patria del premier e di re Giorgio è inutile esercizio lessicale e mentale: a caratteri di fuoco il Logos creatore della nuova Chiesa è nell’ipnagogico abusato termine SACRIFICIO marchiato sulle nobili fronti degli agnellini sacrificali italioti; nell’apparentemente banale discorso di Capodanno, re Giorgio ha troppe  volte – per non essere sospetto - profferito il cabalistico termine SACRIFICIO, così come un gran sacerdote recita un mantra, scaglia un anatema o lancia una maledizione, producendo per magia un’affatata grancassa armonica di stolti belati, elevatisi al cielo d’europa da ogni presepe, dividendo gli armenti dai pastori e spingendoli nelle fauci delle fameliche fiere di Banca Centrale. L’Apocalisse è roba di questi giorni, caro Giovanni evangelista! Al rogo televisori, libri e giornali: se volete capirne qualcosa, purificatevi dall’informazione di regime; al massimo, votatevi ai vangeli apocrifi, reietti persino al Vaticano perché le proprie pecore non abbiano guizzi improvvisi di “consapevolezza” e “saggezza”, strumentali al crollo del già precario equilibrio della zozza menzogna globale! Non leggete le labiali del premier, dell’accolita di ministri nuovi spuntati come funghetti nel sottobosco dell’azzurro villaggio dei Puffi del secondo e terzo polo: la comunicazione verbale è affidata, più che al verbo ai simboli ed ai segni. Leggetegli le mani!.. Nooo, non vi sto chiedendo di ricorrere a rudimenti di chiromanzia e cialtroneria da manuale ; letteralmente, GUARDATEGLI LE MANI! Mi spiego. Tutto ebbe inizio da MANI PULITE… con un “colpo di MANO” re Giorgio, in barba alla Costituzione ed alla Democrazia, laddove il Padreterno ci mise ben sette giorni per la Creazione e l'Armonia delle Alte Sfere - senza nemmeno godere del riposo domenicale del GIUSTO - re Giorgio, in nemmeno 24 ore, ha nominato nell’UNO e TRINO un senatore a vita, un ministro delle Finanze, un presidente del Consiglio; praticamente, una nuova repubblica regale deprivata di Sovranità Popolare, della Bibbia istituzionale, del suo svettante simbolo del Tricolore cisalpino di una triste massoneria delocalizzata, ormai in débacle… Denaro, Soldi, Dollari, Euri... si scrivono MONEY e si leggono "MANI"!... L'UNO e TRINO, l'altra sera, in diretta differita dall'Itaglia per ogni dove dell'Itaglia stessa, moltiplicatosi in progressione geometrica dai Tiggì su tutte le reti, insolitamente loquace riprendeva il tema delle MANI; questa volta intese quali appendici degli evasori nelle tasche dei conttibuenti, con tutta una filippica vuota, inutile e obsoleta, ben guardandosi dal declinare progetti, idee interventiste o programmi; quelli, dei quali sin dalla incomprensibile e conclusa (a quanto pare) fase uno del suo governo siamo in devota attesa di conoscere. Si è notato, da parte di chi cerca di capirne con tutti i mezzi, anche esoterici e filosofici, qualcosa di ciò che sta accadendo al NOSTRO POPOLO... che l'UNO e TRINO quando è in local-visione dall'Italia, gesticola affatto; al massimo, tormenta con la sinistra le orecchiette dei fogli dei suoi "discorsi" monocorde mentre la mano destra è abbandonata come una MANO MORTA lungo il fianco o la radica del leggìo d'occasione; al contrario, quando è felice e rincuorato dalla rassicurante aria domestica  di Bruxelles, pur essendo un algido varesotto, gesticola come un volgare napoletano!.... come un volgare napoletano (quello pubblicizzato nella più volgare pubblicità televisiva dell'Agenzia delle Entrate!) affetto da artrite!... Eh, già! E' alquanto innaturale per un bipede umano normodotato gesticolare come se al posto delle mani si disponesse dell'articolazione di artigli ! Sfido chiunque ad "articolare" spontaneamente, in un'accesa e convulsa discussione, anche solo per riflesso condizionato, le dita delle mani in gesti tanto innaturali! La comunicazione non verbale, tipica di certe associazioni pseudo-occulte è un vero e proprio codice criptato: pare che ogni "segno" corrisponda ad una lettera dell'alfabeto ebraico , assurto a "codice" telegrafico intenazionale. Da quel poco che ne so e grazie alle difficili "prove di trasmissione" cui mi sono sottoposta senza successo, impossibilitata forse dal "freddo" climatico di questi giorni e... dall'età che mi ha arrugginito le articolazioni, rendendomi perigliosa anche l'accensione per sfregamento di un cerino... tenere le mani aperte a squadra, con i pollici irti come antenne dritte dritte... la mano sinistra divaricata a forbice, con anulare e mignolo uniti verso il basso e medio ed indice uniti verso l'alto... la mano destra - ancora più difficile - con anulare, medio e indice (Trilateral?) uniti strettamente e mignolo deviato, solitario, in basso... il tutto, in contemporanea.... è roba da plastici prestidigitatori alla Houdini. Provare, per credere! A chi lancia questi segnali "ortopedici" il nostro Uno e Trino? Secondo la scuola classica, anulare, medio ed indice assumono un valore determinante, soprattutto nei cosiddetti "tocchi dell'apprendista" e nella celebre "stretta di mano massonica", corrispondendo ogni dito, simbolicamente, ad uno dei tre precetti fondamentali della professione di fede massonica e... RINNOVO DEI VOTI?... Per noi che dobbiamo salvarci la zuppa di fagioli quotidiana, può sembrare un inutile gioco di meningi... ma, per favore, impariamo a decriptare i codici degli illuminati, perchè è in gioco la stessa zuppa di fagioli... eppoi, siamo esseri senzienti, ecchecacchio!, smettiamola di farci prendere per i fondelli e di essere le pedine di un gioco dell'oca destinata al pate' di foie gras  di pochi commensali! "MANI IN ALTO!", MANIPOLATORI!... Non godiamo della vostra stessa "finésse" e non abbiamo affusolate mani da pianista... ne' manine delicate da ostetrica... ma rotonda e morbida, mano destra e sinistra all'unisono, indice e pollice "a tiànella" ... o, per i più fini, "a coppa"... anche chi è affetto da artrite.... sa spontaneamente articolarle! Il simbolo de "'nu mazzo tanto", perchè CCA', NISCIUNO E' FESSO!


 
 
 

L'alba della nuova era preisterica. Auguri!

di Marina Salvadore

Bentrovati, profughi! L’alba del 2012 ci vede ancora insieme: è un privilegio o una condanna? Lasciamo perdere, non poniamoci troppe domande: si accavallano in ordine sparso tutti i quesiti MAI risolti degli ultimi 150 anni di “capodanno” italioti, per non parlare degli ultimi dieci S. Silvestro monetizzati in miseri coriandoli di euro, monetine in lega talmente leggera da aver smarrito del tutto la prerogativa del denaro “sonante”, allegramente tintinnante… o almeno saporito come i soldini di cioccolato nella calzetta della Befana… aaah, che bei ricordi! Cinquecento lire d’argento; quelle, col veliero dalle vele controvento: un tesoro da custodire come reliquia della ambigua Sovranità Nazionale, quando noi s’era ebbri di consapevolezza ed autodeterminazione, pur se sgranocchiavamo, innocenti e golosi, i susamielli delle feste meridionali e le gallette del piano Marshall, a bordo della più grande portaerei americana nel Mediterraneo, ad originale forma di stivale, con gli angeli custodi della Patria in tenuta d’assalto, come il Mossad, sottocoperta sul panfilo Britannia, agli albori dell’era “preistErica” dei plutocrati e gastronauti spaziali… Giorgio Napolitano contava forse tre capelli in più sulla pelata, pomposamente disegnata quale glabro e lucido “elmo di Scipio”; forse, anche qualche dente squalesco in più, aveva in bocca... ai tempi degli infoibatori amici di druse Tito,,, ed i nostri neonati eurodeputati – ricordo, in particolare, la mistica fascista Cristiana Muscardini – si sbracciavano per dirci che l’UE era solo un tavolo di confronto… che non poteva in alcun modo legiferare e interferire con le LEGGI degli stati europei… che, al più, forniva indicazioni di massima ai governi, innocue!... del tipo misura e forma delle banane e dei cetrioli, dei forni da pizza, della mozzarella d.o.c. della Galbani, dell’aceto balsamico di Modena… o della originale pastiera napoletana… della BAULI di Verona, ecchecacchio! Fu uno scandalo, ricordo, il caso del PARMESAN, parmigiano fatto in Olanda, mi pare, o su di lì… Insomma, l’Europa era tutto un fiorire democratico di opportunità per boy-scouts, condensate nell’immaginifico Progetto Erasmus e nell’Inno alla Gioia di Beethoven, strimpellato su chitarrine scordate anche dai malinconici figli dei Figli dei Fiori, da Ibiza ad Amsterdam… da Bilderberg a piazza Navona… Eh, bei tempi! Parafrasando Martone in quel suo furbesco polpettone cinematografico… “Noi credevamo”… Infine, è stato premiato chi ci ha creduto davvero: gli esterofili nostrani della bocconian wawe, figli e nipoti della “casta”; i soliti raccomandati!... ed ecco in che merda ci troviamo! Coincidenza vuole che al volgere del 150esimo della baldracca Italia UNA, impastata nella menzogna risorgimentale, i festeggiamenti del 2011 ne decretino anche la morte certa: era giovane… aveva solo trenta lustri di vita… ma era nata deforme, handicappata, senza spina dorsale, senza gambe ne’ testa: uno spermatozoo coltivato nella provetta di una sputacchiata, ai primordi della procreazione “assistita”… e l’allucinogeno “assistenzialismo” è purtroppo al suo culmine e la guerra dei poveri è, oggi, l’unica igiene possibile dei popoli. Draghi, Monti e Napolitano, se ancora serbassimo una scintilla di orgoglio identitario, sarebbero da deferire alla Corte Marziale, alla stregua dei Criminali di Guerra, al tribunale di Norimberga, perché TRADITORI della Patria e della Democrazia. Fu da queste amene coste, tra un mito riccioluto e la coda di una seducente sirena che la DEMOCRAZIA… la CIVILTA’ si diffusero al mondo… Vabbe’, quel rompiscatole borbottone di Enoch, il patriarca più laborioso della nostra Storia, aveva già previsto tutto… quindi, perché darci da fare contro l’ineluttabile? Meglio stare a chiappe strette, come pigri vigliacchi, a cambiare l’acqua alle surriscaldate “olive” degli angeli vigilanti, impegnati peggio delle duracell nella procreazione per contaminazione col sangue terrestre: un’allegra tavolata, un festino ogni tanto e un’impasticcata di confetti nuziali  e… via, gaudenti, tra un rutto atomico ed una scoreggia supersonica, a disquisire con gli accademici conductor di psiche e filosofia, di spred e bollette della luce,  perdendo di vista la SAGGEZZA !...  Un risultato almeno è stato conseguito: l’ITALIA nata male è morta e defunta nell’anno delle sue  massime celebrazioni e voi, Popolo SOVRANO, vi siete resi conto, finalmente, che non avevate in testa ne’ una corona, ne’ un “elmo di Scipio”… ne’ un allegro colapasta d'alluminio … ma solo un tricolorato pitale di tolla!
Buon anno, alienati italioti di sventura! Dio ch’è LIBERTA’ e AMORE ci perdoni, per aver sprecato 150 anni di occasioni. E' il concetto del tempo che deve cambiare... Enoch lo sapeva... il tempo non è una scala verticale, come un termometro, di passato, presente e futuro; il tempo, purtroppo è orizzontale, esattamente nel verso delle copule bibliche e degli orgasmi onanisti!

 
 
 

CARO PROFESSORE, TI SCRIVO...

di Marina Salvadore
Lettera a Salvatore Alagna

Avevo nemmeno sedici anni e mi facesti trangugiare un testo universitario di Economia Politica, il “Cosciani”. Adoravo solo l’arte e la letteratura italiana ma m’innamorai della tua scienza, caro professore Salvatore Alagna, al punto che ancora oggi, attempata ed abusata italiota, esercito con soddisfazione il mio spirito critico, decriptando informazione e controinformazione, sulla base del SAPERE che generosamente – risarcito dal solo stipendiuccio statale – emanasti, con scienza e coscienza, su noi ragazzi del celebre “DE NICOLA” di Napoli. Perché penso a te, di questi giorni? Perché ho il cervello in fusione nucleare e non so dove seppellire le scorie tossiche del pensiero… che come faville incendiarie guizzano da quel virtuale termocamino ch’è il televisore con tutti i suoi tiggì e “accademici” del Nuovo Ordine Mondiale. I nostrani professoroni esterofili di Yale, Cambridge e Columbia University, i nuovi profeti economisti della religione del dio DANARO: piccoli “vate”… quindi “vaterini” (little W.C., per intenderci) … in suffragio nostalgico del Vitello d’Oro celebrano con manovre e manovrine i fasti della confraternita del Bilderberg, assurti al soglio pontificio d’Italia per un volgarissimo colpo di Stato, sull’onda tsunamica che voracizza ed incamera  ladronescamente la Civiltà del Mediterraneo, culla del Diritto… ed oggi sua bara. Niente di più anti-economico, per la rigenerazione del nostro “Paese”, potevano studiarsi questi soloni incravattati (radice di “cravattari ) e mi sovviene di quanto mi insegnasti della Recessione e della funzione dei Lavori Pubblici, per rimettere in movimento – dal basso – l’economia e oliare l’arrugginito ingranaggio dei consumi quindi della produttività nazionale, sul rinnovato equilibrio della DOMANDA ed OFFERTA. Semplice,come bere un bicchier d’acqua o – usando lo stesso semplice bicchiere – per rifare la “ O “ di Giotto!... ma i “cravattari”, per depistare e confondere, si inventano esteri e nazionali ministeri “COMPLICAZIONI AFFARI SEMPLICI” e ci GOVERNANO col TERRORE, per schiavizzarci e toglierci di dosso pure le mutande; ci invitano, poi, al rito sacrificale della loro liturgia ecclesiale, proponendoci penitenze, cilicio e digiuno per purificarci, renderci aerei come angeli (o fantasmi?) e svolazzare in alto, tirando per le briglie dorate il nostro Paese rigenerato dalla remissione dei loro peccati. Ci ordinano di rimboccarci le maniche ma… come potremmo se – ripeto – non abbiamo più la “maglietta della salute” e ci han tolto pure le mutande… se ai nostri vecchiarelli  hanno strappato di bocca la dentiera e dalle braccia le stampelle, obbligandoli al microchip di una carta di credito per schedarli e votarli al suicidio per disperazione, così da eliminare i ratei pensionistici che in virtù di quiescente serenità avrebbero continuato a percepire per poche altre annualità? Equitalia, poi, che li ricatta, rifiutando - ai pochi fortunati destinatari di antichi contabilizzati rimborsi liquidati SOLO DI QUESTI TEMPI SOSPETTI – di incassare cash la somma, se supera di pochi centesimi l’importo di 1000 schifosissimi euri, costringendoli ad aprirsi un conto o un libretto… ed i geriatri vigliaccamente tacciono, tanto fanno tutti gli opinionisti e le soubrettes in tivvù… Sfiga vuole che, ora, si fabbrichino materassi di fogli di lattice o ad acqua… ed è impossibile a chiunque nascondere il proprio “tesoretto”, come ai bei tempi di quando eravamo più semplici e felici. Ricordi, professore, il tuo celebre grafico a “cappello di Napoleone” del Boom economico?... Ci spendesti ben tre lezioni … non esistono più cappelli, perché non esistono più teste; al massimo, qualche fortunato calza un profilattico a mo’ di berretto… e se qualche “testa di minchia”  dovesse avere un guizzo improvviso, la dittatura dell’onanismo, in questa Civiltà del Cretino, glielo renderebbe infruttuoso. Siamo condannati, come il pianeta Terra, alla sterilità. Del Sud tricolorato, poi, non ne parliamo… Da150 anni il debito pubblico dei FRATELLI D’ITALIA; quelli che – per dirla alla Alianello – conoscemmo solo attraverso il mirino di un fucile, lievita in progressione geometrica sulle spoglie del Gran Libro del Debito Pubblico, ai tempi del ministro Sella. *“  Nell'anno 1860, contrariamente ai "terroni", i nordisti del piccolo Piemonte avevano già allora una critica situazione finanziaria che fu anche illustrata senza falsi pudori in un servizio inviato alla rivista "La Civiltà Cattolica" dal suo corrispondente in Torino e pubblicato il 14 luglio di quell'anno (serie IV, vol. VII, pagg. 242-243). Testualmente :" In Piemonte si cambia spesso il Ministro delle Finanze ma il modo di amministrare è sempre lo stesso e non si giunge mai all'ultimo dì dell'anno senza un nuovo prestito. Amministrò coi prestiti il Conte di Cavour, Il Ministro Lanza, il Ministro Cibrario, ed oggi continua ad amministrare coi prestiti il Ministro Vegezzi, il quale ne propose alle camere uno di ben cencinquanta (centocinquanta)milioni. Nelle mie corrispondenze degli anni andati ebbi occasione di dipingere a' vostri lettori lo stato delle nostre finanze e il nostro progredire nei debiti dal 1848 al 1858. Ma quindi innanzi lascerò da parte questo decennio per occuparmi dell'altro che incomincia col 1859. Solo vi basti sapere che sono ottocento milioni di debito che noi abbiam fatto in questi primi dieci anni. Il 21 febbraio del 1859 abbiamo contratto un nuovo prestito di cinquanta milioni, svaniti. L'11 Ottobre dello stesso anno un nuovo prestito di cento milioni, svaporati. Il 25 gennaio del 1860 un terzo prestito di cinquanta milioni, e valli a cercare! Poi, un prestito modenese di otto milioni; poi un prestito parmigiano di sei milioni; poi un prestito italianissimo di cencinquanta milioni! Al 1° del 1859 il Piemonte pagava annualmente lire 33.500.000 per interessi del debito pubblico. Oggidì, secondo il bilancio del 1860 dee pagare ogni anno per interessi lire 73.290.000! Che ve ne pare? Sommate con queste cifre l'enorme somma di lire 170.000.000 che paghiamo per l'esercito, e ne ricaverete che queste due sole cifre eccedono quasi le nostre rendite.
Il nuovo prestito venne in discussione nella Camera dei Deputati il 27 di giugno e il presidente notò che nessun oratore erasi iscritto per parlar contro. Gli onorevoli concedettero concordemente ai Ministri i milioni domandati, anzi il deputato Sineo ebbe il coraggio di dire "Sarei disposto a votare non cento cinquanta milioni, ma un milione di milioni (Att.Uff. n°10, pag.418). Anche il deputato Mauro Macchi era disposto a votare milioni su milioni, avvertendo che poi lo Stato a furia d'imprestiti e d'imposte sarà condotto alla ineluttabile necessità o di assorbire gran parte delle proprietà private, o di gettare alle fiamme il libro del debito pubblico. "Ma in questo fatto, disse il Macchi, sarebbe posto il rimedio di molti mali che fanno sì dolorosa la nostra generazione". E queste aspirazioni al più tristo socialismo e comunismo vennero udite nella nostra Camera senza che nessuno si levasse a protestare in nome della proprietà e della giustizia. Anche il deputato Gregorio Sella manifestava la sua "volontà di gettare alle fiamme quel gran libro che si chiama il libro del debito pubblico" sebbene capisse che "bisognava rassegnarsi a conservarlo ancora per qualche tempo e forse lungo tempo". Ora lascio a voi giudicare questi legislatori che al momento di aprire un nuovo prestito dicono ai creditori: Badate noi abbiamo volontà di abbruciarli tardi o tosto i vostri crediti senza pagarli! E' un insieme di franchezza, d'impudenza e direi pure di semplicità che non trova riscontro in verun altro parlamento."… Grazie a quei "compagni di merende", quei dis-onorevoli "signori" menzionati dal cronista d'epoca nel documento proposto, noi italiani abbiamo ereditato quel galattico buco nero del Debito Pubblico. Incolmabile! Quel libro che intendevano bruciare è purtroppo ignifugo. Le sue pagine sono d'amianto! Ancora non si riesce a comprendere perché le "vergogne" nordiche, straniere (ricordiamoci che i Savoja erano "stranieri" alla nostra Patria sudica!) sono state e saranno sempre giudicate "contingenze"; mentre, le nostre istanze di giustizia storica, le verità vere invocate in questo secolo e mezzo sono state - e, lo sono ancora - criminalizzate, e definite biecamente "reazione
". Questo è lo stralcio di una tesina che orgogliosamente, da “travet” autodidatta nella DRE Lombardia, inoltrai alla DRE della Campania, qualche anno fa, in risposta alla tesi di una più blasonata collega sui temi dello Sviluppo in Campania … La mia tesina, in copertina, riportava la dedica a te… Non mi filarono proprio, manco di striscio… ed il confronto “intellettuale” morì sul nascere.  Ti sembra giusto, professore? In verità, i meridionali sono una razza vanesia ed individualista, facciamocene una ragione… però, la smettano di lamentarsi e di fare le vittime! L’ultima cosa che i “piemontesi” si sono portati a Torino è stato il glorioso BANCO DI NAPOLI, istituto d’interesse PUBBLICO! Per il resto, m’insegni, la realtà bancaria sul territorio della nostra colonia sùdica non è fine a se stessa: là, dove gli sportelli bancari sul territorio italico del centro-nord servono a finanziare gli investimenti… e, così, lo sviluppo… da noi sono solo slot-machines che invitano al gioco d’azzardo, finanziando SOLO I CONSUMI DEI PRODOTTI ESTERI E DEL NORD! Siamo la loro Fontana di Trevi, nella quale razzolare con gli scopettoni tonnellate annue di… monetine! I Fratelli d’Italia, però hanno commesso due grandi ingenuità, in principio ed in fine della tricolorata  oppressione: nel 1861, tra i libri proibiti non pensarono di bruciare gli innocenti “libri di cucina” , vere e proprie cronache del nostro costume e benessere sociale; oggi, del Banco di Napoli, per grazia ricevuta, ci hanno lasciato in proprietà il MUSEO del Banco, con tutta la documentazione possibile e immaginabile, sin dai tempi delle prime sottrazioni auree del biondo eroe Garibaldi, in favore di quel pappone di suo figlio… per non parlare dell’archivio che precede l’epopea dell’Unità e che è lo specchio del nostro invidiabile passato. Sì, professore mio, del tuo motto necrofilo "dalla culla alla bara" ne ho fatto dogma: ancora oggi le tue sole lezioni di Diritto ed Economia ricordo ed applico; soprattutto nei conflitti psichici con la mia "bocconiana" prole; quella bimba che, a pochi giorni dalla sua nascita, ti portai a conoscere e che "inaugurò" di liquido aureo auspicio il tuo divano nuovo... Ricordi?  La mia più grande conquista? Ebbene, lo ammetto, fu di diventare amica di quel cerbero inquisitore che incuteva sano terrore e che si rivolgeva a noi studenti dandoci del "LEI"... Il mio più grande amico, rivelato e svelato dai postumi democratici della "maturità" alfine conseguita con onore e difficoltà e certificati dalla pergamena di un diploma di scuola superiore... quando la scuola era una cosa seria e non esistevano gli immorali CEPU a pagamento! Professore Alagna, ho calzato, stamane, sulla mia vuota testolina un bel “Cappello di Napoleone” e ne vado fiera… ma qui nel Manicomio del Sud, dove impera la Legge Merlin ed alcuna legge Basaglia ha mai scardinato il portone, mi avvedo – ferita nell’orgoglio - che tutti i ricoverati si sentono Napoleone, come nelle innocenti barzellette che quelli della III D si raccontavano nei bagni del De Nicola... 

… comunque, nel pagliericcio del mio lettino contenitivo ho accuratamente nascosto il mio “tesoretto”: quel “Cosciani” che comprai di quarta mano in III D ed un tuo libro di poesie!

*  http://www.vocedimegaride.it/e-book/Indice.htm


 
 
 

Con Travaglio la montagna partorì un topolino

di Marina Salvadore

Sinceramente, non so se ritenermi una privilegiata per aver suscitato,  per un banale quanto fortuito equivoco, mezz’ora circa dell’interesse e del preziosissimo tempo del maestro Travaglio; senz’altro, però, ne è ignaro beneficiario, per riflesso, il nostro esule Gioacchino Basile… al quale Travaglio ha fatto, ancor più inconsapevolmente, molta pubblicità, gradita quanto mai nel frangente della pre-propaganda elettorale per l’ascesa al soglio pontificio-municipale di Palermo, cui umilmente e senza animosità il nostro inerme Gioacchino aspira… E’ comunque singolare che questo ghiotto e gratuito “disguido di messaggistica internettiana” - per confusione tra mittenti e destinatari di un comunissimicatostampa diffuso in mailing-list condivisa (ns. rif.  BASILE vs CASELLI - LA SAGA CONTINUA ) – scaturisca dall’intenzionale, subdolo e marchiano “rifiuto al confronto” del “piccolo vate dell’anno zero ” con Basile, sui temi che quest’ultimo invita a discernere democraticamente. Per contro, il reato di lesa maestà del quale Travaglio mi accusa, lanciandomi  “avvertimenti” in stile minatorio (da noi, in Terronia, “avvertimento” assume elevati valori semantici, non può non saperlo!) è di tipo preterintenzionale, cioè casuale; solo perché sono stata probabilmente l’unica a rispondere – in condivisione, come la netiquette impone – a Basile, garantendogli la pubblicazione sul mio modestissimo blog ed intavolando una discussione… andata miseramente deserta, perché morta sul nascere… La strategia del maestro Travaglio (dioguardi) è quindi ancor più “semantica” poiché di chiara linea “trasversale”, come nelle “Opere dei Pupi” : imprigionare o torturare il soldato semplice, per colpire il generale! Il problema è che… così come io non ho la fortuna ed il piacere di conoscere personalmente gli illustri innominabili (diomeneguardi) dai roboanti nomi e titoli, così il “piccolo-vate” ed i suddetti non hanno la sventura di conoscere la mia coriacea tenacia di LIBERA OPINIONISTA e CITTADINA, animata da curiosità ed onestà intellettuale. Dunque, per farla breve, cliccando semplicemente sul “Rispondi a tutti” della mail condivisa di Gioacchino, gli rispondevo: “Caro Gioacchino, ho pubblicato anche questo tuo contributo sul mio modesto blog; nel frattempo, però, mi interrogo anche sul SILENZIO ASSORDANTE dei tanti pennivendoli e giornalai (di tutti i colori) che ricevono puntualmente i tuoi comunicati in condivisione con la sottoscritta!!! Per quanto riguarda, invece, l'autorevole dott. Caselli - che non ho avuto occasione di conoscere - alle tue 8 domande aggiungerei UNA SOLA delle mie... che sinteticamente racchiude le tue e la curiosità intellettuale di ogni italiano bersagliato dall'accavallarsi delle numerosissime ed incomprensibili  cronache giudiziarie dal '92 ad oggi: COSA HA SPINTO UN ILLUSTRE MAGISTRATO DI TORINO A CALARSI NELLA REALTA' CRIMINALE E POLITICA DELLA SUD-ICIA PALERMO? Per me, è un mistero... che... proprio dal punto di vista "esoterico"... animico... spirituale... vorrei "umanamente" chiarire! Un cordiale saluto a tutti gli autorevoli e silenziosi destinatari in condivisione... e... BUON NATALE!”. Ritenete sia stata in qualche modo offensiva per Caselli, Travaglio o… chicchessia,  chiccheffosse… e chicchere diverse… la mia “quaestio”?  Credo che persino Caselli non vi abbia prestato attenzione – non meritandola, stante il mio ruolo sociale di “popolana” italiota; quella, nel cui  nome legiferano, sputano sentenze e… scrivono libri – ma su Travaglio ho fatto effetto urticante… oppure ha colto la palla al balzo… magari avrà ricordato il mio nome pullulante in rete con codice rosso di allarme, perchè legato alla difesa popolare del caso Contrada e di altri ingiustiziati… qui en sabe?... Certo è, illustre Travaglio, che “ccà nisciuno è fesso!”. Pubblico di seguito il simpatico scambio (a dirla tutta, “verbalizzando”, perché… non si può mai sapere, dati i soggetti ed i tabù affrontati)
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From: marco.travaglio@xxxxx: "marinasalvadore"
ToSent: Saturday, December 17, 2011 6:15 PM
Subject: Re: VERITA E GIUSTIZIA1
Non so chi lei sia, ma siccome insulta un galantuomo come Gian Carlo caselli la prego di cancellarmi subito dalla sua mailing list, non voglio più ricevere mail a sua firma
Mt
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From: "marinasalvadore"
To: marco.travaglio@xxxxxx
Sent: Saturday, December 17, 2011 7:00 PM
Subject: Re: VERITA E GIUSTIZIA1
lungi dall'aver insultato chicchessìa, non essendo "testa di serie" di questa mailing-list.... Illustrissimo Travaglio non capisco a chi - dei destinatari di questa mailing-list di Basile - sia rivolto il suo livore; nel caso, visto ch'è ritenuto una "firma" di punta del giornalettismo italiota, s'informi sull'attualità giudiziaria ed amplii, come di dovere, i suoi interessi "scientifici" oltre la sua parrocchia!
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From: marco.tracaglio@xxxxx: "marinasalvadore"
ToSent: Saturday, December 17, 2011 7:05 PM
Subject: Re: VERITA E GIUSTIZIA1
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Non ho tempo per i suoi deliri. Quindi ribadisco: sparisca subito dalla mia posta elettronica e non si permetta mai più di importunarmi
Mt
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From: "marinasalvadore"
To: marco.travaglio@xxxxxxx: Saturday, December 17, 2011 7:16 PM
SentSubject: Re: VERITA E GIUSTIZIA1
A me pare che sia LEI a DELIRARE! Perchè cappero scrive solo a me, ignara interlocutrice condestinataria, e non risponde, invece, al mittente primigenio o, con un semplice"click" sul "rispondi a tutti" della mailing-list originaria?... Pensare che... "televisivamente annozerando" la facevo più simpatico e cortese.... Mi è
cascato un mito, ohi ohi!, perbacco!!
Un confetto Falqui fa sempre bene, diceva mio nonno!!!
Buona serata!
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From: marco.travaglio@xxxxx: "marinasalvadore"
ToSent: Saturday, December 17, 2011 7:29 PM
Subject: Re: VERITA E GIUSTIZIA1
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Scrivo a lei perché lei e non un altro mi ha inviato una mail di insulti a caselli. Glielo ripeto per l ultima volta: smetta di importunarmi con le sue mai., i miei interlocutori me li scelgo io. Spero che capisca l italiano, e che non necessiti di altri avvertimenti
Mt
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From: "marinasalvadore"
To: marco.travaglio@xxxxxxx: Saturday, December 17, 2011 7:44 PM
SentSubject: Re: VERITA E GIUSTIZIA1
Lei sta sbarellando! Se vuole le invio la mailing-list originale della quale siamo entrambi destinatari con un fottìo di altri "giornalai" e "giornalisti". Trattavasi di un comunicato-stampa del candidato-sindaco a Palermo, Gioacchino Basile... tanto per fare mente locale! Se, poi, non è convinto o il suo ghost-writer c'ha le traveggole e non è un sufficiente internauta, eviti LEI di importunare me con questa ingente messe di mail non gradite: spero sappia come cancellarsi da una mailing-list o eliminare l'e-mail di corrispondenti non graditi, come nel mio caso. Contrariamente a lei, io sto lavorando e non posso concedermi il lusso di queste isteriche
zarzuele  on line!
Stasera brucerò anche i suoi libri... che avevo inutilmente letto, tutti!!!
Buon Natale, spocchioso acido!
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Infine, per gentilezza di "setta giornalaia", rimettevo a Travaglio originale della mailing-list partita da Gioacchino Basile:
----- Original Message -----
From:
marinasalvadore
To:
marco.travaglio@xxxxxxxxx
Sent: Saturday, December 17, 2011 8:21 PM
Subject: Fw: VERITA E GIUSTIZIA1
CREDO SIA QUESTA LA MAIL CH'ELLA ATTRIBUISCE ERRONEAMENTE ALLA SOTTOSCRITTA... E CHE - COME PUO' VERIFICARE - HA TRA I SUOI DESTINATARI SOPRATTUTTO L'ILLUSTRE CASELLI... CHE... RITENGO... ABBIA L'AUTOREVOLEZZA ed i MEZZI PER DIFENDERSI DA SOLO,!
Puo' bastare o devo aspettarmi altri suoi minacciosi "avvertimenti"?
Ms
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incredibile, però, che Travaglio finga di cascare dal pero: continuava a scrivermi sulla medesima mail forwardata!!! I malpensanti penseranno ad una "trappola" tesami: sicuramente, l'intellettuale istituzionalizzato mirava proprio alla mia "narcisistica" pubblicazione  di cotanto fortuito interesse nei miei riguardi ... per imputarmi, poi, l'eventuale diffusione pubblica del suo recapito... ma non sono una papera sprovveduta ed ho debitamente oscurato il suo e-mail. Con riguardo, poi, alla sterile querelle sugli improbabili insulti diretti a Caselli, la lettera aperta di Basile a quest'ultimo è molto più dignitosa e cortese delle ironiche boutades del procuratore sulla presunta psicopatologia che affliggerebbe Basile e... purtroppo per lui,  documentate in video!
   e... meno male che la nuova fatica letteraria di Caselli si intitola, per fatale circostanza... "ASSALTO ALLA GIUSTIZIA" ;-))

 

 

 
 
 

BASILE vs CASELLI - LA SAGA CONTINUA

Post n°1743 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da vocedimegaride
 

A GIANCARLO CASELLI CON LA SPERANZA CHE RICONSIDERI IL SUO SILENZIO

 
In buona sostanza, e per l’ ennesima volta, egregio dott. Giancarlo Caselli - ora possiamo ben darci del lei - Lei non dà risposte alle mie domande.
 Proprio per il rispetto che, bontà Sua, sostiene mi sia sempre dovuto, avrebbe, invece, avuto il dovere di fornirmele e di fornirle agli italiani onesti. Lei invece sostiene, dimenticando ben presto il rispetto precedentemente accordatomi, che le cose che dico “non sono suscettibili di contrapposizione dialettica”, ma fa anche di più:  risponde con l’insulto e l’insinuazione, alla maniera di chi, non avendo argomenti per difendersi nel merito delle questioni, priva l’avversario di ogni diritto di cittadinanza, pronunciando una “scomunica” che ha l’amaro sapore della commiserazione.
E’ questo che mi addolora immensamente. Se prima qualche dubbio nascosto continuava ad albergare dentro di me, ora so. So, come Lei meglio della moltitudine sa, che la mafia  quella vera, quella di cui il sistema di cui Lei fa parte si serve – è tanto forte da non prendere nemmeno in considerazione i suoi veri nemici.
Il fatto che Lei, così come ha tanto pietosamente confessato in pubblico, mi abbia considerato per tutti questi anni talmente degno di compassione da non querelarmi è un’offesa pesantissima, tanto più perché  inquadrata all’interno di una cornice pelosa e formale che non si addice ai veri combattenti, è un pugnale velenoso che mi strappa le carni facendomi urlare di dolore. Nemmeno il cane criminale Totò Riina avrebbe potuto farmi più male di quanto me ne ha fatto lei con le sue non risposte alle mie più che legittime domande.
No, non ce l’ho con la Magistratura, istituzione per cui nutro immutato rispetto; proprio per un magistrato – come i migliori, isolato dai colleghi che avrebbero dovuto supportarlo – metto da anni in discussione me stesso e quelle comode sicurezze dell’antimafia ufficiale al cui tepore, al contrario di troppi altri, non mi sono mai voluto, come avrei potuto, addormentare.
 Un magistrato, quel Paolo Borsellino, autentico cercatore di verità, il cui operato – insieme a quello di Giovanni Falcone o Rosario Livatino – il cui esempio mi invita ancora oggi, nonostante le ”scomuniche” pronunciate dal sinedrio antimafioso, e alle Sue curiali pugnalate, alla lotta.
Con me, quei giovani che le hanno consegnato le domande a cui  non ha “rispettosamente” ritenuto di dover rispondere, giovani le cui idee – alla faccia dell’intolleranza che verso di loro il Suo mondo “tollerante” riversa a tonnellate – non rappresentano per me alcuna contraddizione, perché – ieri come oggi – cercavo e cerco la verità, anche se questa verità avrei preferito non avesse un volto che assomiglia troppo a quello delle Sue non risposte, di questi anni e di ieri sera a Milano.
 
Gioacchino Basile

 
 
 

BASILE vs CASELLI - IL VIDEO - GIUDICATE VOI!

Complimenti, in primis, alla giovane, bella e tenace portavoce di Basile! Ancora non mi spiego, caro Gioacchino, perchè ALCUNO DELLA CROCCHIA DEI TUOI NUMEROSI BERSAGLI TI ABBIA FINO AD ORA QUERELATO: SILENZIO-ASSENSO? Comunque... CASELLI NON HA RISPOSTO; QUESTO E' L'ELEMENTO PRINCIPE CHE TI DA RAGIONE.... PENOSO, INFATTI, L'ACCARTOCCIARSI DELLA SUA CELEBRATA AUTOREVOLEZZA DI "VATE" DELLA MONUMENTALE GIUSTIZIA TRICOLORE SULLE SOLITE TRITE E RITRITE ACCUSE DI PATOLOGIE NEUROLOGICHE CHE TI RIGUARDEREBBERO, NON ESSENDO - EGLI - UN PERITO MEDICO LEGALE MA UN UOMO DI LEGGE. A QUANDO UN T.S.O.?
Emblematica é la citazione della "collaboratrice".... "relatrice" al tavolo di presidenza del convegno: "Abbiamo un diverso concetto di verità". NON NUTRIVAMO DUBBI, IN PROPOSITO!
Viviamo tempi duri, è vero... ma siamo, per fortuna alla "fine di questi tempi" e pronti al botto finale. Cataclismi e terremoti non riguardano solo la fisicità del nostro celeste pianeta ma - per sinergia osmotica e complementarietà - ogni organismo vivente sulla Terra ne è coinvolto e... dalle ultime notizie che ci provengono dalle maggiori Procure vip's, questi infaticabili autorevoli, gravati come Atlante, da decenni, dal peso del "mondo" sulle loro spalle, iniziano a "sbarellare", peggio di te. E' notizia di oggi che da Caltanissetta, nell'ambito dell'"affaire Ciancimino", è stata ordinata ed effettuata una perquisizione nelle due case di... Lino Jannuzzi, sorbole!.... é notizia dell'altro giorno, passata nell'oblio ormai esausto di sbadigli, invece, che nello stesso grande inguacchio giudiziario del fantasmagorico "Patto Stato-Mafia", del quale si è perso irrimediabilmente il bandolo della matassa ed ognuno dei protagonisti ed interpreti riversa in discarica pitali e pitali di ributtanti, putride "feci", si è deciso di rileggere l'agenda di "servizio" 'anni '90 del solito Bruno Contrada (ma non era l'agenda rossa di Borsellino che stavano cercando?)... Anche la Giustizia, come la lobby di FEDERFARMA, ha le sue strategie di comunicazione, di marketing e brand aziendale: "Un lassativo Contrada fa sempre bene! Mal di testa? Mal di pancia? Dolori articolari? Lombalgie? Piaghe purulente? Aborto spontaneo? Un lassativo Contrada e tutto passa! Il lassativo Contrada è buono per ogni magagna. Leggere attentamente le istruzioni giudiziarie prima dell'uso!" ... Tra il serio e il faceto, il problema è che a botta di purghe siamo completamente disidratati e legnosi come mummie, tutti! Non ci resta che assistere, inermi, all'armageddon finale, tra una presentazione e l'altra di un libro apocalittico di Ingroia e un vangelo di Caselli... e compagnia cantando. Personalmente, in bagno custodisco un' invidiabile raccolta di TOPOLINO!

Mi firmo

MARINA SALVADORE

 
 
 

NEWS CHE NON LEGGERETE SULLA STAMPA DI REGIME

Post n°1741 pubblicato il 15 Dicembre 2011 da vocedimegaride

Milano, 14 dicembre. Forza nuova contesta Caselli.
Ieri, alle 21:00 presso lo spazio melampo (via c.tenca 7 - Milano)  il procuratore Gian Carlo Caselli, mentre presentava il suo ultimo libro "assalto alla giustizia", è stato educatamente interrotto, da una militante di forza nuova Milano, la quale ha letto davanti all'autore e agli ospiti della sala, una interrogazione dell'eroe anti-mafia Gioacchino Basile.
Basile, già sindacalista della cgil, denunciò a più riprese i loschi affari che, all'interno dei cantieri navali di Palermo, la mafia portava avanti indisturbata. Denunce che il più delle volte rimasero inascoltate, anche dall'allora, procuratore capo Caselli. Da quei lontani anni novanta, Basile cerca ripetutamente l'attenzione del magistrato senza successo. Ironia della sorte, la casa editrice melampo invita Basile alla presentazione di questa sera. Impossibilitato a partecipare fisicamente, Basile, chiede supporto ai forzanovisti milanesi affinché consegnassero una lettera contenente alcune domande al procuratore.
Gioacchino Basile continua la sua lotta alla mafia a Palermo non più come sindacalista della cgil ma come candidato sindaco di una lista appoggiata da forza nuova.
Ufficio Stampa
Forza Nuova Milano
340-6448991

Di seguito il testo integrale della lettera.
TITOLO: ALCUNE DOMANDE DEL COMBATTENTE ANTIMAFIA GIOACCHINO BASILE A GIANCARLO CASELLI
Dottor Caselli,
avendo ricevuto l’invito alla presentazione della tua ultima grande fatica civile e letteraria e non potendo essere presente fisicamente come avrei desiderato, ho pregato i militanti di Forza Nuova di farmi da portavoce per porgerti queste semplici domande a cui spero, finalmente, tu voglia degnarti di rispondere.
1) E’ vero o no, che, alla fine del mese di agosto del 1993, ben 168 studenti Universitari di Padova -  che partecipavano ad uno stage organizzato dal movimento “ La Rete ” - ti scrissero un’accorata lettera con la quale denunciavano l’anomalo isolamento di Gioacchino Basile, l’operaio e sindacalista della Fincantieri di Palermo, che già dal 1983, insieme ai suoi compagni di lavoro, aveva denunciato il controllo del Porto e del cantiere navale di Palermo da parte di quella famiglia criminale – i Galatolo – che aveva attuato, 4 anni prima, nel giugno 1989 il fallito attentato contro Giovanni Falcone all’Addaura?
2) E’vero o no, che lo scandalo si evidenziava indecentemente anche perché Fincantieri mantenendo salde le coperture ambientali ( politici, avvocati, magistrati, prefetti, questori, criminali e sindacalisti) pur avendo ricevuto l’ordine del mio reintegro, per sentenza del Giudice del lavoro, mi  pagava- in quel tempo già da circa 3 anni - gli emolumenti, impedendomi però di entrare nello stabilimento per lavorare e svolgere la mia patriottica attività politica contro “cosa nostra”?
3) E’ vero o no, che solo dopo circa 3 mesi dalla lettera-denuncia, spedita al tuo indirizzo presso la Procura di Palermo da parte di quegli  studenti, fui convocato in Procura dalla Dottoressa Nicoletta Bolelli, che, così come tu gli avevi perentoriamente ordinato, non volle mettere a verbale le mie  limpide ed inoppugnabili dichiarazioni sulle commistioni presenti all’interno del Cantiere, tra politica, sindacato e mafia, e sulle omissioni della magistratura? E che, se quelle mie dichiarazioni fossero state assunte con dignitosa trasparenza ed obbiettività istituzionale, avremmo già allora – pensa 18 anni fa - squarciato l’infame scenario che determinò la strage di via D’Amelio?
4 ) E’vero o no, che quelle indegne omissioni (che in buona sostanza seguivano il copione consolidato dei precedenti dieci anni) unitamente a quelle della Prefettura e del Questore di Palermo ed al vile tradimento del mio avvocato, determinarono “l’agevole corretto agire” di quell’infernale gioco delle parti che solo la mafia che ha il volto delle Istituzioni può mandare in scena?
5) E’ vero o no, che mentre andava in scena il triste teatrino dell’antimafia, di cui tu eri il solista, i Galatolo continuavano a praticare indisturbati e coperti la loro attività di dominio criminoso e militare a favore di Fincantieri e del circuito socio-economico ed imprenditoriale di Palermo?
6) E’ vero o no,  che subito dopo essermi reso conto che Paolo Borsellino era stato massacrato, insieme ai 5 poliziotti che lo scortavano, per coprire le infami omissioni della Procura di Palermo, dopo previo appuntamento telefonico, venni a Torino ad esporti i fatti? E’ vero che quella volta ti chiesi fraternamente di attivarti per la verità, qualunque verità: anche quella che avrebbe potuto vedermi nelle indegne vesti di calunniatore dei tuoi colleghi di Palermo?
7) E’ vero o no, che hai mantenuto un assordante silenzio per tutti questi anni, anche in presenza della polemica e dura lettera aperta che t’inviai anni fa a mezzo raccomandata ed alla pubblicazione online della stessa?
8) Mi potresti spiegare come mai non provi vergogna e continui ancora oggi a professarti paladino della Costituzione?  
Con ormai perduta stima
Gioacchino Basile
P.S.: CREDEVO VI POTESSE ESSERE UNA DECENZA CHE PONESSE DEI LIMITI ALL'IPOCRISIA VILE DI CHI, PER CALCOLO POLITICO O ROZZO ED IMPERDONABILE ERRORE MAI RIPARATO CON LA DIGNITA' DEGLI ONESTI, HA MOLTO DI CUI VERGOGNARSI, NEI CONFRONTI DEL PATRIOTA GIOACCHINO BASILE, DEI VALORI DELLA GIUSTIZIA, DELLA LIBERTA' E DELLA COSTITUZIONE ROZZAMENTE TRADITA CON LA SANGUINARIA STRAGE DI VIA D'AMELIO, CHE, IL 19 LUGLIO 1992, FECE LARGO ALLE INFAMI OMISSIONI DELL'ATTUALE PROCURATORE AGGIUNTO DI PALERMO VITTORIO TERESI E DEI SUOI COMPARI,... MA TU, GIANCARLO CASELLI, PER CELEBRARE IL TUO FALSO D'AUTORE, HAI SUPERATO OGNI LIMITE...

 
 
 

Il nostro feuilleton d'inverno: " 11.11.11 "

11.11.11
di Marina Salvadore

Era stata richiamata in servizio a Milano dopo quattro anni di vita "selvatica" al Sud. Aveva rifatto, come decenni prima, la "valigia di cartone" stretta con lo spago e si preparava ad un altro immotivato ergastolo padano in quella metropoli grigia e lurida d’ipocrisia che detestava. Ovviamente, nella capitale del Dio Danaro l’attempata janara dell’antica Liternum era condannata ad occuparsi di Finanza. Messi da parte secchio e pennelli, penne ed inchiostri da "artista" controcorrente, rinchiuse in un forziere dalle serrature arrugginite le sue vandee, le sue battaglie civili, i suoi vangeli apocrifi ed i falsi amici insensibili al suo dramma. Salutò con tristezza i suoi tre pelosoni, le colonie di chiassosi volatili della vicina oasi lacustre, quotidianamente ospiti a pranzo sulla pista aeroportuale del suo giardino; salutò l’ulivo, il limone, i mandarini, il fico, il pompelmo ed il pesco nell’orto, una madre novantenne e malferma ed il suo compagno d’arte, invidiandoli. Partì. Patì… Sin dall’atterraggio a Linate del solito volo low-coast ormai decaduto a "corriera" sull’asse eterna sud-nord-sud, la schiena, come sempre, prese a dolerle… le gambe a gonfiarsi… la vista a scemarle, rendendole faticosa e maledetta la deambulazione sotto quel cielo ostile: cammino in pianura, difficoltoso – ogni volta – come una salita, scalza, sulle pietraie del monte Cranio. Che palle! Alla fine, non sopportava neppure più se stessa, la sua fisicità e le ricorrenti pucundrìe isteriche, tra un’angina e l’altra.. Riprendere servizio in "seconda istanza" il 2 novembre , dopo l’infelice reinserimento agostano e dopo due mesi di rispolverato part-time, era il massimo della sfiga: quel mattino, non riuscì a trovare neppure più l’ingresso al condominio finanziario, infilando come un automa il vialetto d’ingresso sbarrato da un pannello di vetro, tanto che si chiese se avesse sbagliato la data di rientro; magari, a Milano, il 2 novembre gli uffici sono serrati perché è più utile farne una "festa commerciale"… no…no… l’ingresso e la portineria erano al varco successivo e … aperti! L’ufficio, una sorta di loft verticale depauperato del caro vecchio eternit, offriva una vista spettacolare dai suoi alti e larghi finestroni: di qua, le sepolture del Monumentale; di là, i binari tristi e solitari della Stazione Garibaldi… di sopra, neppure a dirlo, la solita cappa lattea sporca di smog e chemics trail; di sotto, alberelli asfittici piantati con l’ausilio di squadra e compasso in giardinetti costellati di lucettine fredde come fuochi fatui. Riprese confidenza con l’intranet ministeriale: molte cose erano cambiate, negli anni, nell’organizzazione degli Uffici Finanziari di Stato: da triangolo equilatero a gotico triangolo isoscele, lo schema… per via di una selva infinita di nuove cariche direttive gerarchiche, a scelta tra direttori, sottodirettori, capi-team, capi-sala e caporali di giornata… Una volta quell’ufficio ridondava di sindacalisti di mille diverse sigle; oggi, forse per accontentare i "ribelli" a suon di "carota e bastone" i sindacalisti erano stati tutti investiti di "autorità di rango" nell’ambito della Pubblica Amministrazione; anche quelli che manco sanno leggere e scrivere… I programmi informatici ministeriali anche erano cambiati, nel tempo, ma erano addirittura peggiorati – in buonsenso e logica – ed il compianto Steve Jobs, poverino, avrebbe schiumato eterica rabbia se costretto a "frequentare" i costosi informatici della monopolista SOGEI… Per il resto, il solito "piccolo mondo antico" di travet senza guizzi, calmierati psichicamente da un tendenzioso quanto fasullo brivido di carrierismo, dopato al Valium del virtuale riscoperto orgoglio di casta dell’art. 54 della Costituzione.. Un residuo di faziosità identitaria ancora covava sotto le ceneri fredde della coltre auto-punitiva che la janara s’era inflitta per tutto il tempo a venire di quel nuovo ergastolo e, nei primi giorni del nuovo esilio, memore delle lezioni di igiene e sanità in tema di "differenziata" impartite dai soloni nordisti ai coloni sudisti, trascorse pomeriggi e serate a spasso per cassonetti condominiali nelle zone non popolari e più "fashion" della "Milano da bere". Inorridì, fino al mal di fegato, armata di guanti sterili e fotocellulare, revisionando i celebrati, padani, sacchetti monnezzari biodegradabili del CARREFOUR ed ESSELUNGA, stipati di una miscellanea di "umido", pannolini pisciati e scagazzati di infanti, duracell esaurite, polistirolo, bicchieri di vetro infranti, cartoni di pizza e carte oleate, plastica e stampa, realizzando un fotoreportages di denuncia da pubblicare eventualmente su IL MATTINO di Napoli e LA PADANIA di Milano… se solo i vandeani meridionalisti che conosceva non avessero preferito, al solito, le chiacchiere borbottone all’azione rivendicativa necessaria. Tant’è, era qui, sola e dimenticata: chi cacchio glielo faceva fare di impegnarsi oltremodo nelle solite battaglie contro i denigratori… quando si percepiva ella stessa svanita, dissolta nell’oblio delle nebbie padane, senza punti di riferimento ne’ in "patria di Scipione" ne’ in esilio; trasparente come un fantasma anche agli occhi di quegli "autorevoli" che le avevano promesso capre e cavoli per risolverle l’impaccio di quella vergognosa nuova emigrazione. Si trascinò per giorni una valigia pesante, ospite di questa o di quell’altra amica pietosa, finchè trovò asilo presso una giovane coppia con simpatica bambina urlatrice di due anni, tanto intelligente e bella quanto viziata e capricciosa: una sorta di piccola "posseduta", con tanto di gadget, l’inseparabile bambola-testimone, come nel woodoo rituale, cui mancavano di corredo solo gli spilloni da infilzarle, per fare le fattucchierie. A quel punto, la janara non sapeva più scegliere tra il purgatorio dell’Ufficio e l’inferno del nuovo domicilio milanese. Con la piccola, famelica buongustaia condannata dalla nouvelle vague pediatrica e psicopedagoga padana agli insopportabili passati di verdura ed altre puzzolenti brodaglie, attecchì molto bene la "strategia" della lasagna napoletana, del polpettone farcito, della pizza di scarola e della parmigiana di melanzane, foriera di rari ma intensi momenti di PACE… molto apprezzati anche dall’unico essere senziente di casa, una volpina dal mantello rosso che ricusò i legittimi padroni per desinare (finalmente!) e dormire con quell’insolita bipede umanoide piovuta chissà come da qualche strana galassia in una benestante ma "morigeratissima" casa milanese. In quei giorni novembrini, l’invisibile "impiagata" statale fu adibita ai soliti lavori di concetto a creatività zero, funzione passacarte scalda-sedia "informatizzata … dei fatti" e sorvegliata speciale: Irpef, Bollo, Dogane, Verbali Guardia di Finanza, Registro, Successioni ed altre amenità, trullallero trullallà… Cultrice di scienze spirituali, in ambito Successioni si ritagliò il suo piccolo spazio riflessivo: ad ogni asettica pratica di apertura o rinuncia degli eredi alla successione di un "de cuius fiscalizzato" dell’ultimo semestre, meditava sui dati anagrafici del morto, sulla condizione sociale – spesso, d’emigrato dal Sud o dal Veneto– cercando di dargli un volto, un’identità animica, unitamente ad una rispettosa prece di "accompagno" verso le Alte Sfere degli Alti Cieli; il tutto per rendere più umano, sensato e sacro quel "lavoro" usurante dell’intelletto…. Del resto, si avvicinava la fatidica data dell’11.11.11 o dell’apertura dello stargate sul golfo di Aden; giorno fatidico per sperare di veder scendere gli Arcangeli Vigilanti dal Cielo, armate di Ufo e mistiche aurore boreali non-H.A.A.R.P... insomma, l’ultimo balzo per il Grande Salto Quantico, prima degli squilli di tromba del Giudizio del 21.12.2012, pronosticato dai Maya. Quell’11.11.11, la janara scelse di trascorrerlo fulltime in doppio turno in ufficio, isolata da stimoli e messaggi subliminali esterni della città dispersiva e alienata, in attesa dei grandi cambiamenti a verificarsi che già annusava animalescamente nell’aria. Alle ore 18,00 si accorse di essere rimasta da sola in ufficio: i freddi neon da sala mortuaria che allumavano l’edificio rendevano ancor più spettrale la linea di demarcazione con l’esterno buio e puntellato di lucine mortuarie del Monumentale inghirlandato di vaporosa nebbiolina. Colta da un brivido di ancestrale paura raccolse alla rinfusa i suoi effetti personali e corse all’ascensore, per fuggire via da quella replica di Halloween. Pigiò il pulsante del piano ammezzato, per guadagnare l’uscita ma – al solito – l’ascensore riprese la sua lenta corsa in salita, fermandosi ad ogni piano, fino al nono, spalancando le porte su ancor più spaventosi ballatoi deserti, come chiamato ai piani da esseri invisibili e perfidi… Quando riuscì a guadagnare il sentiero dei fuochi fatui nel giardino condominiale, salutata dalle ondeggianti sagome scheletriche dei neri arbusti residenziali, corse affranta ed a rotta di collo verso l’uscita dell’asettico parco finanziario. Attraversò la strada deserta ed attese sotto un lampione a luce fredda, aureolato di nebbia, l’arrivo del tram n. 7 "Monumentale"… insolitamente in ritardo. Sui lucenti binari, ai suoi piedi, giaceva stecchito un povero piccione, pancia all’aria e zampette prive di piedi tese al cielo… probabilmente assassinato, come da tradizione milanese, per mutilazione da colla per davanzali o da mollichelle al veleno… ne ebbe compassione e con il manico dell’ombrello spinse delicatamente quel corpicino al riparo sotto il cordolo del marciapiedi, per risparmiargli l’ultimo scempio. Non passava anima viva in quella via da almeno mezz’ora; finalmente si udì in lontananza un rumore di ferraglia, come il barrito di un elefante africano ferito… l’urlo di un grizzly fucilato a pallettoni… il ruggire di una tigre accoltellata; un rumore straziante e da brivido, come gli effetti speciali di un film dell’orrore: era il 7 che arrivava, procedendo lentamente, con i suoi cerulei fari accesi a fendere e a spartire strascichi di nebulosa condensa sui suoi possenti fianchi, come in quadro di Munk. La carrozza di testa era per tre quarti piena e la janara trovò confortante ritrovarsi tra i suoi simili; ciononostante, seduta, si strinse nel cappotto e abbracciò l’ombrello al petto, per dissimulare il gelo dei brividi che ancora le correvano sulla schiena e quel senso di fredda solitudine che l’aveva annientata del tutto, fino a farle desiderare di abbandonare questo mondo. L’11.11.11 era ormai al tramonto e lei non aveva avvistato ne’ un angelo ne’un’astronave ne’, almeno, un omino verde dall’aspetto familiare ovvero bruttarello come uno dei suoi innumerevoli "caporali" d’ufficio… Si sentiva presa in giro anche nell’Al di Là, oltreché nell’Al di Qua… Le facce anemiche dei compagni di tram avevano, al solito, l’imprimatur del pallore cadaverico e dell’incazzatura rigor mortis, tipica dei cittadini meneghini di ogni età, censo e provenienza. Fissò negli occhi l’attempata dirimpettaia, di un grigio polvere uniforme ma dai tratti magrebini da immigrata dal Sud e le lanciò un sorriso provocatorio. Inaspettatamente, quella prese a parlarle ma senza risponderle al sorriso : "Sono Rosalia Caruso, nata a Palermo nel ’53 e morta ad agosto, abbandonata dalla famiglia in un letto del "Niguarda" (atto di rinuncia alla successione n. 398/11) … ieri mi hai pensato e… ti ringrazio; anzi, visto che sei salita sul nostro tram, tutti qui ti ringraziano. Stiamo viaggiando verso lo stargate e finalmente, dopo settimane di terra di mezzo, potremo tutti ascendere all’altissima dimensione. Grazie, per averci accompagnati fino alla soglia, con l’energia del tuo pensiero e la pietas cristiana". A quelle parole, la janara si voltò di scatto, monitorando con lo sguardo la folla, dalla testa alla coda della lunga carrozza snodata; gente in piedi e seduta; tutti, con gli occhi riconoscenti puntati su di lei e le labbra serrate. "Mi state portando con voi?", chiese allarmata e volando col pensiero a Liternum, ai suoi tre cagnoloni, al pompelmo, al mandarino, al rosmarino e l’alloro, alle tortore, al micio Osvaldo ed alla gazza ladra… "Assolutamente! – la tranquillizzò la siciliana estinta - Abbiamo voluto ricambiarti la carineria; oggi, a Milano c’è lo sciopero dei mezzi pubblici ed abbiamo deciso di darti un passaggio fino al domicilio" . "Un altro sciopero? – urlò indignata la janara - … ma se Berlusconi è stato appena "dismesso" dal governo, ora che scusa hanno per manifestare, gli italioti?" . "Ah, cara! Ormai sono felicemente fuori da questi psicodramma collettivi, non essendo più di questo mondo. Sarà un po’ dura purificarsi, lassù, dell’argilla e dei veleni assorbiti in decenni di emigrazione al nord: le umiliazioni, la solitudine, la pucundria, la fatica del sopravvivere, il razzismo padano, l’ingratitudine dei parenti... ma già inizio a sentirmi più serena. La vedi, tutta ‘sta gente? Non ce n’è uno che abbia avuto sangue padano nelle vene, a parte rare eccezioni come la sciùra Ginetta, quella vecchina seduta lì in fondo: zitella benestante, mandata a morire sola come un cane in istituto (atto di successione n. 576/11) dal nipote, il più ricco commercialista di Milano, che non le faceva visita manco a Natale da ormai dieci anni, perché troppo impegnato…". "Prossima fermata: via Farini" gracchiò la voce metallica dall’altoparlante; salì qualche altro passeggero trapassato, proveniente dall'hinterland e dalla stazione MM linea verde Garibaldi: tra gli autoctoni, alcuni arricchiti formaggiat di Gorgonzola e dintorni, qualche operaio metalmeccanico, scapoli e zitellucce democristiani e "preti spogliati" ed ex seminaristi brufolosi, una schiera di piccoli imprenditori edìli nonché diversi meridionali ex bancari ed "impiagati statali". Data l'essenza eterica questo piccolo esercito riuscì a pigiarsi senza occupare spazio nel ventre metallico della carrozza: parevano incollati l'uno sull'altro e aureolati di diafano vapore, come fossero ritratti a grandezza naturale su pannelli di carta velina bagnata di pioggia... Labbra serrate e volti imperscrutabili; chi stringeva un ombrello, chi un bastone, chi una borsetta o un sacchetto di Mani Tese... chi un rosario... chi la tesserina dell'ASL e il codice fiscale... chi un badge aziendale; ognuno recava con se' un dettaglio tracciabile della propria individualità terrena. "Prossima fermata: piazzale Baiamonti" annunciò l'altoparlante e Rosalia Caruso accennò persino un sorriso, indicando con l'indice il bus fantasma 43 in impatto ortogonale col nostro veicolo dal quale scesero molti morti importanti provenienti dal centro città; erano, questi, di consistenza più corposa, rispetto ai "cafoni" dell'hinterland: sembravano essere stati dipinti sul cartone e ciò conferiva loro anche un aspetto più "sano" e "vitale", a causa dello spessore delle loro sagome. Quasi tutti avevano un valigino, una ventiquattrore o una borsa capiente pieni di... niente. Qualcuno, addirittura, sotto il braccio o nella tascona del pastrano esibiva la copia sciupata di un quotidiano. La janara, per deformazione mentale e professionale, lanciò un'occhiata al quarto di pagina leggibile di un "Corsera" infilato come un molle gioppino a riposo nella tasca esterna di un borsone da week-end e vi lesse la data impressa del 12 novembre; verificò che altri lettori-trapassati avevano copie di Repubblica o de Il Giornale dei giorni a venire e chiese a Rosalia di intercedere presso i suoi "simili" per poterne leggere i titoli ma questa sorrise beffarda e le disse che ormai, di quei giornali, le uniche notizie interessanti erano i necrologi, per stabilire motu proprio - una volta "lassù" - gli elenchi di precedenza ai nove cieli degli Arconti. Tuttavia, generosamente, un morto fresco del centro-città le srotolò sotto gli occhi il paginone di Repubblica di due o tre giorni dopo ed ella potè leggervi, incredula e sgomenta, che l'INFERNO era in terra e che in Italia, con un subdolo colpo di Stato il Potere era finito ai vampiri banchieri del Bilderberg, di BCE, della Trilateral e di Federal Reserve... Invidiò quei compagni di viaggio, ormai fuori dal gregge presepiale del Nuovo Ordine Mondiale e liberi dalle catene delle innumerevoli fattorie-modello per allevamenti intensivi, organizzate da Cupole e Logge europeiote e d'oltreoceano. In un foglio sgualcito dell'Osservatore Romano dell'8 dicembre - giorno dell'Immacolata Concezione - in prima di copertina scorse la familiare immagine della Vergine circondata dagli Ophanim (i più alti Elohim creatori) che schiacciava la testa al serpente; finalmente, riuscì ad interpretarla fuori da ogni ulcerante metabolizzazione cattocomunista indotta dal Vaticano: Maria santissima ed extraterrestre da duemila anni (ma, forse, di millenni ne aveva molti di più) ci indicava inutilmente il vero nemico; non il solito "povero diavolo" a corredo genetico di ogni misero umano abbandonato a se stesso su questa terra ma I RETTILIANI di stirpe massonica, bocconiana, Columbus and Yale University, rotschildesca, rockfelleriana, sionista ... risorgimentista e protestante... e... chi più ne ha più ne... "metta a quel servizio", inchiappettando a sangue l'umanità, a partire dalla Culla Mediterranea della Civiltà, per la quale, la janara e milioni di altri anonimi, nei secoli dei secoli, s'erano inutilmente immolati sull'altare dell'Orgoglio Identitario, rimettendoci le penne. La Vergine, da due millenni della Chiesa di Pietro, intingeva il suo piede sinistro nel veleno della serpe ma il solito censore di quella Chiesa che MAI Cristo s'era sognato di edificare in terra aveva ben provveduto, sin dai tempi dei primi protomartiri, a cancellare dalle prime raffigurazioni mariane la testa del maiale schiacciata dal piede destro di Nostra Signora, intinto nella più vischiosa SUGNA; sugna che ora, alla fine annunciata dei tempi, tracimava, invadendo come un blob, un'onda di tsunami collosa, tutto il pianeta. "Prossima fermata: piazzale del Cimitero Monumentale"... e qui il tram fantasma incrociò, proveniente dalla chinatown di via Bramante, il disarmato tram 14 Cimitero Maggiore... "Di un'allegria sfrenata, Milano!... Ecchecacchio!... L'urbanistica tramviaria suddivisa in cimiteri, nosocomi e metalmeccanica, vedi pure Precotto e Bullona, per fare un esempio... Magari, a breve, ad ogni annuncio di fermata, sull'intersecazione di ogni nodo viario e binario della megalopoli dell'EXPO, l'altoparlante gracchierà pure, a ripetizione, un minaccioso "Fratello, ricordati che devi morire!" pensò ad alta voce la procace napoletana, toccandosi come d'abitudine il gran corno di corallo che portava da anni appeso al collo, come una potente reliquia pagana... Sorrise Rosalìa Caruso: quante volte, in vita, aveva fatto le stesse considerazioni della janara, correndo trafelata sui tacchi a spillo su e giù da un autobus e da un tram, per circa otto volte al giorno, per tantissimi anni? Intanto, la carrozza fu letteralmente invasa da fiammelle e fuochi fatui tremolanti che andarono a spiaccicarsi disordinatamente, come aeree gelatine, sui sedili e sui finestrini. "Chi sarebbero, questi trapassati informi?". "Sono i morti anonimi" rispose la bruna signora Caruso. "Nooo, non dirmelo - aggiunse la napoletana - Sono tutti gli schiavi della Chinatown, vero?". "Eh, già! Poveretti!... Anche da morti non si sono resi conto d'essere individui... Risaliranno i nove cieli molto più lentamente di noialtri: il rendersi conto di essere stati "persone" prevede un addestramento spirituale e ancestrale molto lungo; una vera e propria catarsi animica ed un ciclo di incarnazioni vorticoso e doloroso attraverso i quattro regni, dal minerale al vegetale, all'animale, prima di godere ancora dello status umano. Pensa, venivano da una delle più antiche e sapienti Civiltà... e guarda come li ha ridotti il MERCATO, il POTERE... Dagli antichi saggi degli I'Ching, con tutte le loro celesti rivelazioni... finiti direttamente nelle fauci dell'Innominabile Rettiliano che li voracizzò e che confusero col mito del Dragone... Ah! Poveretti! Se solo gli italioti aprissero gli occhi, ora che stanno per fare la stessa fine!!!". "In effetti, sciùra Rosalìa, ho sempre riflettuto sul fatto che nella chinatown ti riproducono e ti vendono di tutto: dallo spillo all'elefante... ogni genere commerciale, anche nei "servizi", è offerto a mani basse, dalla ristorazione alle immobiliari... ma - cavolo! - non ho mai visto, in tutta la città, un servizio di onoranze funebri o cimiteriali di bandiera cinese... eppure, sono la comunità straniera più antica di Milano...". "Mah! - buttò lì, divertita, la siciliana estinta - o li clonano negli scantinati o li ficcano nei tortelli al vapore e negli involtini primavera!". La napoletana, seria e compassata, intanto rifletteva su altri titoli di giornale letti in anteprima: la cassa integrazione di quelli della "Bombardier per Trenitalia", della quale, in rete, solo sei mesi prima aveva letto dei grandi successi aziendali, delle corpose commesse che avrebbero assicurato lavoro e reddito a torme di metalmeccanici con prospettive di nuove assunzioni; addirittura aveva appreso della magnificazione della miracolosa nuova manager delle Risorse Umane, una romana in carriera... ed ora, dopo le vergogne nazionali di Termini Imerese, dopo Fincantieri e la gloriosa Alenia del Sud... dopo le Officine del Salento... cotanto strombazzamento di italiote eccellenze finiva miseramente in un flop istituzionale telecomandato che avrebbe tramutato eserciti di lavoratori italiani, soprattutto del Sud, in quelle orribili ed aeree gelatine cinesi che scivolavano come muco fluorescente sui finestrini del tram 7 Monumentale... e...lei, attempata, meridionale e disoccupata per quattro anni... ancora stava lì a menarsela per quel dispettoso reintegro in servizio a Milano che - a prescindere dai sacrifici personali, familiari e di salute, di sopravvivenza costosa nella megalopoli - le avrebbe comunque assicurato "pane e cipolla". Fu investita da immensi sensi di colpa, tali da farle dimenticare l'assurdo mobbing ed i "dispetti" subiti per decenni e arrossì di vergogna nel leggere su un numero "futurista" de La Padania che anche degli Indignados, come di tutti i lavoratori a rischio con famiglia, mutui e il Natale alle porte, non v'era più traccia. "Rosalia, secondo lei gli Indignados sono il braccio armato della dittatura occulta che s'è piazzata, oggi, sul trono d'Italia?... Non riesco a non accostarli ai ciarlatani Ribelli che han fatto fuori tutto il Mediterraneo del Petrolio e dell'Oro in un lampo... E' malefico il mio pensiero?". Rosalia, sempre più evanescente durante il tragitto che volgeva al termine, strizzò complice un occhio senza risponderle. "Gli italioti... che popolo di merda!.. Finito il berlusconismo, ora gli va bene tutto, pure le supposte di ferro?... Che imbecilli! Fanno come quel pirla che per fare dispetto alla moglie si tagliò l'uccello!". " A Napoli voi dite che TRE SO' I POTENTI: 'o papa, 'o rre e... chi nun tene niente... - commentò Rosalìa - TU SEI POTENTISSIMA!... non hai una mazza da perdere... e tieni pure un posto di lavoro... pure se, come butta, la pensione non la vedrai..." D'accordo - rispose la janara - Però, che senso ha vivere da schiavi, senza sogni, senza progetti, senza ideali, piegata a 90 gradi a dire SIGNORSI' al primo caporale di giornata che non sa manco leggere e scrivere?". "Prossima fermata: via Procaccini-via Messina" fine della corsa, capolinea per il deposito... "Sarò l'unica a scendere, vero?". "Sì! - annuì la trapassata - E' stato un piacere fare quest'ultimo tratto con te. Ci hai acquetati un po' con la tua calda presenza... In fondo, anche se siamo già in una dimensione superiore alla tua, questo salto nell'ignoto ci spaventa un po'". " Pensavo di vivere un 11.11.11 come me l'ero immaginato, in chiave fantastica e cosmica - disse la napoletana - ... mi aspettavo di vedere flotte di dischi volanti, ET amichevoli... aurore boreali e passaggi di comete, le renne di babbo Natale o la processione dei Santi con i miei sogni in mano, una breccia di stargate o un qualsiasi warmhole ... invece, mi avete fatto fottere di paura e di pucundrìa... al punto che proseguirei il viaggio con voi, dato che il mondo cui appartengo mi appare, da oggi... e dopo aver letto i giornali dei prossimi giorni, più insopportabile e grigio di quanto l'abbia sperimentato in questi anni, cara Rosalìa". "Eh già! I vivi invidieranno i morti, dicono le profezie fatimite.... E' vero!... Ti auguro buon viaggio su questa terra, bella napoletana: resisti e continua a combattere. Fallo per tutti noi che abbiamo avuto poca voce e che solo grazie a te abbiamo lasciato una traccia del nostro passaggio"... Le porte del tram fantasma n. 7 si aprirono e la janara si trovò sola sotto il cartello della fermata del bus 37. Levò una mano, a salutare quelle presenze lattiginose che tremolavano dietro i finestrini; in una luce nuova, quei volti sbiaditi riacquistarono colore e splendore: esseri bellissimi, persino la vecchia Ginetta che pareva, ora, la dea Aphrodite scolpita dal Canova e giovane e sensuale, come Diva Parthenia, appariva la smorta Rosalìa... Le mucose cinesi appiccicate sui vetri presero l'inaspettata brillantezza del diamante e scintillarono di mille colori come un allegro addobbo natalizio. Seguì con lo sguardo il lento sculettamento del 7 sui pochi metri di binario per il deposito di Via Messina, d'un tratto, un bagliore di lampo risucchiò il veicolo in uno squarcio di luce apertosi nel cielo caliginoso e subito richiusosi sulla strada deserta e buia. Il 37, ovviamente non passò: ricordò che i mezzi pubblici erano di nuovo in sciopero e malinconicamente lieta per aver finalmente potuto godere del premio della visione di un piccolo stargate su Milano... ma nell'impossibilità di poterlo raccontare, senza altri testimoni di quella sua esperienza... si mise in marcia verso la via Procaccini, contenta di riabbracciare la piccola "posseduta" e la volpina rossa. Stasera... pasta e patate con la provola, evvaiii!
Lungo la via si fermò in tabaccheria e giocò al lotto i numeri dei tram e dei bus: 7 - 14 - 37 e 43, quaterna su Napoli e Milano. Uscirono tutti, tranne il 37... che non passa mai!

 
 
 

LA FINE TRAGICA DI UN COMICO

Post n°1739 pubblicato il 06 Dicembre 2011 da vocedimegaride
 
Foto di vocedimegaride

 

Non ho mai visto tanto imbarazzato il duplice premio Oscar, 

né mai tanto"ingessato" in un ruolo 

che gli sta evidentemente ormai stretto,

anche se agevolato da un ampio frak  e da una camminata alla Chaplin; 

troppo stretto, da quando Berlusconi (il  Muso ispiratore per eccellenza 

di alcunisedicenti comici italiani)  è uscito dalla scena politica. 

In due soli momenti ha sfiorato una pallida ilarità:

quando stava per piangere citando le lacrime, 

ma non le  sanguinose manovre finanziarie,  

del Ministro Elsa Fornero, con le sue rughe veraci e belle (proletarie?) 

rispetto ai volti botulinati  e lisci delle colleghe (reazionarie?) 

che l'hanno preceduta; 

e quando ha re-citato (come se fosse sua) 

una frase degli Indiani d'America 

mettendo al posto del lemma"pianeta" quello di "futuro". 


    Dopo il passato effetto scenografico  e commovente da eroe 

dell'unità d'Italia con tanto di vero cavallo e tricolore negli studi rai,

ci ha riprovato senza successo: la citazione sui partigiani tutti-eroi 

che  hanno dato la libertà  e la democrazia all'Italia  

poteva anche risparmiarsela, dal momento che Giampaolo Pansa, 

linciato dai suoi amici di partito  e "sinistri"colleghi 

per questa sua operazione di verità, 

ha squarciato la pesante coltre  di bugie  e silenzio, 

accuratamente stesa dall'agiografia  resistenziale 

e dalla storiografia (mutilata dai vincitori),

sulla guerra civile in Italia e sui feroci crimini fratricidi 

commessi in nome di una millantata "liberazione"  

che  però, è bene chiarirlo una volta per tutte,

misero in atto gli anglo-americani. 


Ecco, bene farebbe  il duplice premio Oscar 

a dedicarsi alla regia di qualche altro bel film 

o alla re-citazione della Divina Commedia, 

com'è del resto antica tradizione dei suoi corregionali.  

Un vero comico  o  lo è fine a se stesso 

(Bramieri, Fabrizi, Vianello, Proietti...)

oppure  deve svolgere una funzione culturale vera

non asservendosi a nessun regime e criticandoli indistintamente; 

altrimenti deve definirsi giullare di proprietà del re,

o il servo sciocco di un'ideologia. 

In data 5 dicembre 2011 

il millantato talento comico di Benigni  

andava a sbattere fatalmente contro quello di Fiorello, 

dopo aver tentato di arrampicarsi sugli specchi 

con una scarpa 40 ed una 42; 

e pace all'anima sua.


  Agnesina Pozzi

 
 
 

IL CAPRO ESPIATORIO

Post n°1738 pubblicato il 19 Novembre 2011 da vocedimegaride
 
Foto di vocedimegaride

IL CAPRO ESPIATORIO  DELLA FINANZA MONDIALE

E GLI AVVOLTOI, sciacalli, parassiti e affini

di Agnesina Pozzi

 

 

Individuato il capro espiatorio e fattolo "fuori", l'Italia dovrebbe

tirare un sospiro di sollievo e guardare con ottimismo al futuro

delle sue finanze. Dovrebbe, ma le cose non sono così

semplici e scontate come appaiono.

 

Per capire la complessità del problema e del KILLERAGGIO

finanziario, che sta uccidendo un po' dovunque gli Stati

bisogna di sicuro guardarsi i film di Peter Joseph a partire

da ADDENDUM in poi. Li troverete in piccoli episodi su You tube

con il titolo ZEITGEIST. 

 

A gestire tutto sono i banchieri internazionali; e i politici

altro non sono che i loro servi, consapevoli o meno.

Vogliono buttare sul lastrico le varie economie nazionali

per poi depredare i rispettivi bottini. Il nostro bottino

è davvero LAUTO. Abbiamo una riserva d'oro di tutto rispetto

e un patrimonio pubblico che fa gola a parecchi sciacalli.

 

Forse sarebbe il caso di ricordarsi cosa accadde sul "Britannia"

lo Yacht della Regina d'Inghilterra. Dal 1992 in poi partì la più

grande speculazione ai nostri danni perché essendosi svalutata

la lira, gran parte del nostro patrimonio (e specialmente energia

e telecomunicazioni) venne venduto a pressi stracciati.

Cominciò quando Ciampi era governatore della Banca D'Italia

che bruciò le riserve in valuta straniera... e invece di essere

processato...fu poi premiato con la 

Presidenza della Repubblica,

I governi Amato e Prodi fecero il resto

anche perché la Trilaterale voleva accellerare

la creazione degli Stati Uniti D'Europa ed

introdurre la moneta unica...dividendoci

invece di unirci

Adesso abbiamo il governo Monti...ma che necessità c'era

di farlo Senatore a vita?

Siamo davvero tutti ORBI? Si vuole far credere agli Italiani 

che l'operazione sia politica piuttosto che bancaria?

 

Vogliamo dimenticarci che Mario Borghezio

eurodeputato Lega Nord fece conoscere ai media

il gruppo Bielderberg  e fu picchiato in Svizzera

solo perché cercò da eurodeputato di inserirsi

nella riunione segreta? Dimentichiamolo.

Vogliamo dimenticarci la massoneria, la Goldman Sachs,

la Commissione Trilaterale, l'Aspen Institute (finanziato

da Fondazione Ford e Rockfeller..) e vogliamo dimenticare

la vcorrente "migliorista"  che in fin dei conti spaccò il PCI

e non si oppose più alla NATO? E vogliamo dimenticare

che Napolitano fu il primo dirigente comunista ad entrare

in USA?

E vogliamo dimenticare che Berlusconi, pur con tutti i suoi

difettacci, cercò di fare una politica energetica nel mediterraneo

cercando accordi con Gheddafi e Putin e questo diede molto,

molto fastidio alle lobby americane;

 

 e dimentichiamo

che con grandi polemiche riuscì a mantenere l'Alitalia

come compagnia nazionale? Chi se la voleva comprare

a prezzi stracciati?

Volevano privarci anche della compagnia di volo...così

come hanno svenduto la nostre risorse energetiche.

Dimentichiamo  tutte le campagne mediatiche

anche estere (di proprietà di chi? Non certo

di Berlusconi...).

Dimentichiamo il "Club" Bilderberg ...

(questa la lista completa

di un meeting del 2008)

 

 

BILDERBERG MEETING Chantilly, Virginia, USA 
5-8 giugno 2008
LISTA DEI PARTECIPANTI

Honorary Chairman
BEL Davignon, Etienne Vice Chairman, Suez-Tractebel

DEU Ackermann, Josef Chairman of the Management Board and the Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
CAN Adams, John Associate Deputy Minister of National Defence and Chief of the Communications Security Establishment Canada
USA Ajami, Fouad Director, Middle East Studies Program, The Paul H. Nitze School of Advanced International Studies, The Johns Hopkins University
USA Alexander, Keith B. Director, National Security Agency
INT Almunia, Joaquín  Commissioner, European Commission
GRC Alogoskoufis, George Minister of Economy and Finance
USA Altman, Roger C. Chairman, Evercore Partners Inc.
TUR Babacan, Ali Minister of Foreign Affairs
NLD Balkenende, Jan Peter Prime Minister
PRT Balsemão, Francisco Pinto Chairman and CEO, IMPRESA, S.G.P.S.; Former Prime Minister
FRA Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
ITA BernabèFranco CEO, Telecom Italia Spa
USA Bernanke, Ben S. Chairman, Board of Governors, Federal Reserve System
SWE Bildt, Carl Minister of Foreign Affairs
FIN Blåfield, Antti Senior Editorial Writer, Helsingin Sanomat
DNK Bosse, Stine CEO, TrygVesta
CAN Brodie, Ian Chief of Staff, Prime Minister’s Office
AUT ‘Bronner, Oscar Publisher and Editor, Der Standard
FRA Castries, Henri de Chairman of the Management Board and CEO, AXA
ESP Cebrián, Juan Luis CEO, PRISA
CAN Clark, Edmund President and CEO, TD Bank Financial Group
GBR Clarke, Kenneth Member of Parliament
NOR Clemet, Kristin Managing Director, Civita
USA Collins, Timothy C. Senior Managing Director and CEO, Ripplewood Holdings, LLC
FRA Collomb, Bertrand Honorary Chairman, Lafarge
PRT Costa, António Mayor of Lisbon
USA Crocker, Chester A.James R. Schlesinger Professor of Strategic Studies
USA Daschle, Thomas A. Former US Senator and Senate Majority Leader
CAN Desmarais, Jr., Paul Chairman and co-CEO, Power Corporation of Canada
GRC Diamantopoulou, Anna Member of Parliament
USA Donilon, Thomas E. Partner, O'Melveny & Myers
ITA DraghiMario Governor, Banca d’Italia
AUT Ederer, Brigitte CEO, Siemens AG Österreich
CAN Edwards, N. Murray Vice Chairman, Candian Natural Resources Limited
DNK Eldrup, Anders President, DONG A/S
ITA ElkannJohn Vice Chairman, Fiat S.p.A.
USA Farah, Martha J. Director, Center for Cognitive Neuroscience; Walter H. Annenberg Professor in the Natural Sciences, University of Pennsylvania
USA Feldstein, Martin S. President and CEO, National Bureau of Economic Research
DEU Fischer, Joschka Former Minister of Foreign Affairs
USA Ford, Jr., Harold E. Vice Chairman, Merill Lynch & Co., Inc.
CHE Forstmoser, Peter Professor for Civil, Corporation and Capital Markets Law, University of Zürich
IRL Gallagher, Paul Attorney General
USA Geithner, Timothy F. President and CEO, Federal Reserve Bank of New York
USA Gigot, Paul Editorial Page Editor, The Wall Street Journal
IRL Gleeson, Dermot Chairman, AIB Group
NLD Goddijn, Harold CEO, TomTom
TUR Gögüs, Zeynep Journalist; Founder, EurActiv.com.tr
USA Graham, Donald E. Chairman and CEO, The Washington Post Company
NLD Halberstadt, Victor Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings
USA Holbrooke, Richard C. Vice Chairman, Perseus, LLC
FIN Honkapohja, Seppo Member of the Board, Bank of Finland
INT Hoop Scheffer, Jaap G. de Secretary General, NATO
USA Hubbard, Allan B. Chairman, E & A Industries, Inc.
BEL Huyghebaert, Jan Chairman of the Board of Directors, KBC Group
DEU Ischinger, Wolfgang Former Ambassador to the UK and US
USA Jacobs, Kenneth Deputy Chairman, Head of Lazard U.S., Lazard Frères & Co. LLC
USA Johnson, James A. Vice Chairman, Perseus, LLC (Obama’s man tasked with selecting his running mate)
SWE Johnstone, Tom President and CEO, AB SKF
USA Jordan, Jr., Vernon E. Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
FRA Jouyet, Jean-Pierre Minister of European Affairs
GBR Kerr, John Member, House of Lords; Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc.
USA Kissinger, Henry A. Chairman, Kissinger Associates, Inc.
DEU Klaeden, Eckart von Foreign Policy Spokesman, CDU/CSU
USA Kleinfeld, KlausPresident and COO, Alcoa
TUR Koç, Mustafa Chairman, Koç Holding A.S.
FRA Kodmani, BassmaDirector, Arab Reform Initiative
USA Kravis, Henry R. Founding Partner, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
USA Kravis, Marie-JoséeSenior Fellow, Hudson Institute, Inc.
INT Kroes, Neelie Commissioner, European Commission
POL Kwasniewski, Aleksander Former President
AUT Leitner, Wolfgang CEO, Andritz AG
ESP León Gross, Bernardino Secretary General, Office of the Prime Minister
INT Mandelson, Peter Commissioner, European Commission
FRA Margerie, Christophe de CEO, Total 
CAN Martin, Roger Dean, Joseph L. Rotman School of Management, University of Toronto
HUN Martonyi, János Professor of International Trade Law; Partner, Baker & McKenzie; Former Minister of Foreign Affairs
USA Mathews, Jessica T. President, Carnegie Endowment for International Peace
INT McCreevy, Charlie Commissioner, European Commission
USA McDonough, William J. Vice Chairman and Special Advisor to the Chairman, Merrill Lynch & Co., Inc.
CAN McKenna, Frank Deputy Chair, TD Bank Financial Group
GBR McKillop, Tom Chairman, The Royal Bank of Scotland Group
FRA Montbrial, Thierry de President, French Institute for International Relations
ITA MontiMario President, Universita Commerciale Luigi Bocconi
USA Mundie, Craig J. Chief Research and Strategy Officer, Microsoft Corporation
NOR Myklebust, Egil Former Chairman of the Board of Directors SAS, Norsk Hydro ASA
DEU Nass, Matthias Deputy Editor, Die Zeit
NLD Netherlands, H.M. the Queen of the
FRA Ockrent, Christine CEO, French television and radio world service
FIN Ollila, Jorma Chairman, Royal Dutch Shell plc
SWE lofsson, Maud Minister of Enterprise and Energy; Deputy Prime Minister
NLD Orange, H.R.H. the Prince of
GBR Osborne, George Shadow Chancellor of the Exchequer
TUR Öztrak, Faik Member of Parliament
ITA Padoa-SchioppaTommaso Former Minister of Finance; President of Notre Europe
GRC Papahelas, Alexis Journalist, Kathimerini
GRC Papalexopoulos, Dimitris CEO, Titan Cement Co. S.A.
USA Paulson, Jr., Henry M. Secretary of the Treasury
USA Pearl, Frank H. Chairman and CEO, Perseus, LLC
USA Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public Policy Research
FRA Pérol, François Deputy General Secretary in charge of Economic Affairs
DEU Perthes, VolkerDirector, Stiftung Wissenschaft und Politik
BEL Philippe, H.R.H. Prince
CAN Prichard, J. Robert S. President and CEO, Torstar Corporation
CAN Reisman, Heather M. Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc.
USA Rice, Condoleezza Secretary of State
PRT Rio, Rui Mayor of Porto
USA Rockefeller, David Former Chairman, Chase Manhattan Bank
ESP Rodriguez Inciarte, Matias Executive Vice Chairman, Grupo Santander
USA Rose, Charlie Producer, Rose Communications
DNK Rose, Flemming Editor, Jyllands Posten
USA Ross, Dennis B. Counselor and Ziegler Distinguished Fellow, The Washington Institute for Near East Policy
USA Rubin, Barnett R. Director of Studies and Senior Fellow, Center for International Cooperation, New York University
TUR Sahenk, Ferit  Chairman, Dogus Holding A.S.
USA Sanford, Mark Governor of South Carolina
USA Schmidt, Eric Chairman of the Executive Committee and CEO, Google
AUT Scholten, Rudolf  Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG
DNK Schur, Fritz H.  Fritz Schur Gruppen
CZE Schwarzenberg, Karel  Minister of Foreign Affairs
USA Sebelius, Kathleen Governor of Kansas
USA Shultz, George P. Thomas W. and Susan B. Ford Distinguished Fellow, Hoover Institution, Stanford University
ESP Spain, H.M. the Queen of
CHE Spillmann, Markus Editor-in-Chief and Head Managing Board, Neue Zürcher Zeitung AG
USA Summers, Lawrence H. Charles W. Eliot Professor, Harvard University
GBR Taylor, J. Martin Chairman, Syngenta International AG
USA Thiel, Peter A. President, Clarium Capital Management, LLC
NLD Timmermans, Frans  Minister of European Affairs
RUS Trenin, Dmitri V. Deputy Director and Senior Associate, Carnegie Moscow Center
INT Trichet, Jean-Claude President, European Central Bank
USA Vakil, Sanam Assistant Professor of Middle East Studies, The Paul H. Nitze School of Advanced International Studies, Johns Hopkins University
FRA Valls, Manuel  Member of Parliament
GRC Varvitsiotis, Thomas Co-Founder and President, V + O Communication
CHE Vasella, Daniel L. Chairman and CEO, Novartis AG
FIN Väyrynen, Raimo Director, The Finnish Institute of International Affairs
FRA Védrine, Hubert Hubert Védrine Conseil
NOR Vollebaek, Knut High Commissioner on National Minorities, OSCE
SWE Wallenberg, Jacob Chairman, Investor AB
USA Weber, J. Vin CEO, Clark & Weinstock
USA Wolfensohn, James D.  Chairman, Wolfensohn & Company, LLC
USA Wolfowitz, Paul  Visiting Scholar, American Enterprise Institute for Public Policy Research
INT Zoellick, Robert B.  President, The World Bank Group

Rapporteurs
GBR Bredow, Vendeline von Business Correspondent, The Economist
GBR Wooldridge, Adrian D. Foreign Correspondent, The Economist

 

e dimentichiamoci pure che Monti si è sperticato nelle lodi

a Gianni Letta...che nel 2007 fu nominato ADVISOR

della Goldman Sachs;


 

e dimentichiamoci pure il trattato di Lisbona,

dimentichiamo il nuovo Governo Mondiale

che sarà istaurato a partire dal 2012.

Coraggio, ci siamo quasi e chiudete tutti gli occhi,

contenti che il "dittatore" Silvio si sia sacrificato

per tutto questo popò di roba in background? 

bene.

 

Quindi si, si, dimentichiamo tutto e lasciamo

che l'opera di globalizzazione finanziaria sia portata a compimento.

Mettiamo quindi  la testa sotto la sabbia,

senza troppe storie;

lasciando però  ben visibile il culo, fuori.

 
 
 

SVENTURATA QUELLA NAZIONE.....

Post n°1737 pubblicato il 19 Novembre 2011 da vocedimegaride
 
Foto di vocedimegaride

 

‎"Sventurata quella nazione che lascia

la religione per l'opinione,

il viottolo di campagna per il vialetto di città,

la saggezza per la logica.



Sventurata quella nazione

che non tesse gli indumenti che indossa,

non pianta ciò che mangia,

ne pigia l'uva di cui beve il vino.


Sventurata quella nazione sottomessa

che vede la perfezione della virtù 

nella pompa del conquistatore,

ai cui occhi la bruttezza dell'oppressore   diventa bellezza.

 

Sventurata quella nazione

che combatte l'ingiustizia nei sogni,

ma cede al torto durante la veglia.

Sventurata quella nazione che alza la voce

soltanto alle cerimonie funebri,

che dimostra stima solo presso la tomba,

e aspetta a ribellarsi

solo quando ha il collo minacciato dalla lama di una spada.

Sventurata quella nazione la cui politica è fatta di sotterfugi,

la cui filosofia è impostura, la cui industria è fatta di rattoppi.

Sventurata quella nazione che saluta l'oppressore

accogliendolo con suoni di piffero e rulli di tamburo,

per poi mandarlo via a suon di fischi

e accogliere il successivo con canti e squilli di tromba.

Sventurata quella nazione in cui il saggio non ha voce,

il campione è cieco e l'avvocato balbettante.

Sventurata quella nazione in cui ogni tribù

pretende di essere una nazione a sé."



Da "Gibran, Massime spirituali"

 
 
 

L'ERA DEL CINGHIALE BIANCO A STRISCE ROSSE

Post n°1736 pubblicato il 15 Novembre 2011 da vocedimegaride
 

 

L'ERA DAL CINGHIALE BIANCO A STRISCE ROSSE 
E DEGLI SCIACALLI

 di Agnesina Pozzi

http://agnesepozzi.splinder.com/post/25752117/lera-del-cinghiale-bianco-a-strisce-rosse

 

Non esultate imbecilli di quanto sta accadendo all'Italia:

le dimissioni di Berlusconi  sono davvero allarmanti  e

dovrebbero spingerci a fare delle riflessioni ONESTE intellettualmente.

La cosa principale da ribadire è che siamo in DEMOCRAZIA

 (anche se è orba, monca, bugiarda); e la cosa più logica  e onesta da fare

 è che ciascuno riconosca le proprie responsabilità senza puntare l'indice all'altro

per criminalizzarlo o, peggio, chiederne la forca. 
Il lancio delle monetine cui è stato sottoposto Berlusconi

mentre si recava al Quirinale non solo è incivile e fuorviante

 (anche perché lui è pieno di soldi fino alla nausea),

ma se fosse stato ONESTO e giusto,  da parte di chi l'ha effettuato, 

avrebbe dovuto riguardare innanzitutto, e soprattutto, Penati 

per mano di quanti diventano i moralizzatori e i forcaioli dell'ultim'ora.
  


Berlusconi, storto o morto è un rappresentante di questa democrazia

ed è stato eletto democraticamente, perché votato dalla maggioranza degli italiani

e non solo di destra e di ex centro ma anche da chi come me,  

aveva sempre idealizzato la sedicente sinistra grazie a bugie storiche,

inganni ideologici, illusioni rivoluzionarie ACRITICHE di gioventù

e cieca fedeltà a presunti leader;  e ne aveva fatto parte attiva e propositiva

per poi uscirsene DISGUSTATA,

perché non era assolutamente vero
che Che Guevara fosse un eroe,
e il "Capitale" di Marx non poteva essere una Bibbia

perché scritta da uno che non aveva MAI lavorato in vita sua

che  comunismo significasse libertà  

così come cantavo nei cortei...(Russia, Cina, Cuba docent)

disgustata e incazzata come me....accorgendomi che un sostantivo

era diventato aggettivo dispregiativo. 

Infatti ho avuto conferma e contezza di quanto siano "sinistre"

le criminalizzazioni degli avversari, di come sia  "sinistro"

ricorrere alla delegittimazione mediante la calunnia, di come sia "sinistro"

 ironizzare sui difetti fisici (sic: IL NANO per Berlusconi e Brunetta),

 di quanto sia "sinistra" e grottesca  una satira che pretende di far ridere

 su un handicap fisico causato da un ictus (Bossi)

di quanto sia "sinistro" tentare di fare ribaltoni a suon di processi,

di puttane prezzolate, di giornalai e di comici.

Ma davvero pensate che Berlusconi sia il male assoluto dell'Italia?

Davvero avete  creduto che si fosse in una dittatura?

Davvero pensate che sia uno sfruttatore della prostituzione?  

Siete solo disonesti intellettualmente ed imbecilli e ciechi:

Berlusconi è stato il miglior rappresentante che l'Italia abbia avuto

e  gli avete buttato addosso solo MERDA, smerdando l'Italia a livello internazionale.
Ciò non è stato né civile né  costruttivo perché  

in caso contrario  era necessario essere LEALI avversari

e riconoscere che le uniche riforme che sono state fatte  le ha fatte il suo governo.

Tanti miei amici di  "sinistra" hanno criticato le riforme a prescindere

...senza nemmeno leggerle, senza nemmeno conoscerle

e capirne la portata rivoluzionaria. Le vere riforme sono sempre impopolari

e la storia gli darà ragione, a patto che sia una storia ONESTA,

non come quella che ci è stata propinata,

monca di verità, dal 25 aprile ad oggi.

A tale proposito vi invito a leggere i libri di Giampaolo Pansa,

anche lui criminalizzato dalla "sinistra" a cui apparteneva,

solo per aver voluto essere ONESTO e

squarciare un velo sulla storia che hanno scritto i vincitori

con la DAMNATIO MEMORIAE dei vinti uccisi.

Dico io,  grazie a quei partigiani onesti

che hanno  affiancato gli Anglo-Americani nella liberazione dell'Italia.

Grazie e grazie, ma.... se tutto si svolse onestamente ed eroicamente

perché ancora  si nascondono le VERE IDENTITA' dei capi?

E perché non si consente alle famiglie degli uccisi di poter piangere i loro morti?  

Come possiamo pensare che questa sia una democrazia compiuta?

Se la storia si riappropriasse della sua verità

e se chi pretende di fare storia oggi fosse onesto,

non permetterebbe che Berlusconi sia paragonato ad un dittatore.

Eppure è accaduto.  

E' accaduto che si inneggiasse alla libertà di stampa negata,

quella stampa che è tanto libera in Italia (e ancor di più nelle reti mediaset)

come in NESSUNA parte del mondo da permettersi ingiurie,

calunnie, delegittimazioni, processi alle intenzioni, satira incivile,  

e chiamate ad improbabili rivolte (di stomaco).

E' accaduto di tutto e di più e  la sedicente opposizione, i

nvece di agire per il bene dell'Italia  

ne ha sistematicamente minato la credibilità internazionale.

Anche l'opposizione a mani giunte ha svolto il suo ruolo ipocrita,

tacendo per opportunismo, muovendosi come una canna a seconda del vento.
 

NESSUNO HA MAI FATTO PROPOSTE
ed è certo che una sana opposizione, in un paese democratico
ostacola ciò che la maggioranza fa di sbagliato
ma dovrebbe sostenere ciò che  fa il bene del paese.
Si deve dedurre che
NON C'E' STATA UNA SERIA E SANA OPPOSIZIONE


Ci son stati degli eventi devastanti durante i suoi  mandati,

l'11 settembre, il terremoto all'Aquila

 (unico evento sismico italiano che ha visto una rapida sistemazione

per quanto difettosa dei terremotati in tempi record;

in Belice, Irpinia e Basilicata...ancora ci sono baracche...),

la tentata s-vendita dell'Alitalia, l'invasione dei Cinesi...

e l'invasione di Lampedusa a causa delle crisi dei paesi nordafricani,

 i disastri ambientali, i No-Tav,  i black Block, Genova,

la crisi monetaria internazionale...

Infine,  non l'hanno lasciato governare quelle stesse serpi che ha covato in seno

 (ex fascistone Fini, sdoganato, riabilitato grazie a Berlusconi

al punto da portarlo all'onore della Presidenza della  Camera)

e che grazie a Berlusconi erano state votate.
 I vermiciattoli subdoli e veleniferi, ottenuto il riconoscimento e i relativi privilegi,

hanno poi lasciato un buco di 25 deputati

ma NON LA POLTRONA. Che coerenza!

Questa è disonestà... e nessun centro a mani giunte

e nessuna sinistra o "sinistra" ha osato chiedere le dimissioni di Fini...

anzi hanno tentato di strumentalizzarlo e tirarlo per la giacca e,

 mentre nelle pubbliche convention si impediva a rappresentanti sindacali di parlare...,

 il "compagno" Fini veniva accolto con applausi. Che coerenza anche questa..vero?

La democrazia traballante, monca e cieca,

che è nata sulla barbarie di Piazzale Loreto

e sulla damnatio memoriae dei vinti ed infoibati

ha SPRECATO una vivissima intelligenza

ed una indubbia capacità imprenditoriale come quella di Silvio Berlusconi.
Non dimentichiamo che l'euro aveva sopravanzato il dollaro

(intollerabile per i padroni del mondo; sic. USA)

e  che Berlusconi ha irritato moltissimo

perché voleva fare per "conto suo" una politica energetica del Mediterraneo.

Gliel'hanno fatta pagare cara.
Adesso qualcuno vorrebbe farci credere che la crisi finanziaria in Italia

sia colpa di Berlusconi e che, fattosi da parte

tutto si risolverà con un governo tecnico?

L'America non ha tollerato che l'euro superasse il dollaro

e si è inserita come il cavallo di troia strizzando l'occhio ai furbetti europei.

Caro Obama non c'è un cazzo da stare contenti...

pensa piuttosto al popolo americano che continua ad essere ingannato

circa la grandezza e la potenza americana.

Siete un bluff e non avete oro che possa dar valore

alla vostra carta straccia  con simboli massonici, chiamata "dollaro".

 Mio fratello Gianni stamattina mi ha detto una cosa strabiliante,

molto intelligente che potrebbe risolvere la situazione;

a parte l'abolizione dei privilegi ai Parlamentari

e la decurtazione degli stipendi stratosferici ai manager,

 basterebbe che si obbligassero TUTTI quelli

con un reddito superiore a 10.000 euro al mese

ad acquistare il 20% in titoli di Stato  

e a non poterli vendere prima di due-tre anni.

 

PENSATECI!

Berlusconi ha fatto malissimo a dimettersi ma  ha anche fatto benissimo.  

Ha fatto malissimo perché  ha assecondato ingerenze insopportabili  di altri Stati

 ed ha ceduto al RICATTO seguito all'azione di  killeraggio finanziario,

ma ha fatto benissimo a dimettersi perché così vedrete che nulla succederà di nuovo

 se non lacrime & sangue.

Ci daranno gli speculatori mondiali la sicurezza che uscito di scena Berlusconi

il mercato si riprenderà, nel frattempo ci rilasseremo

e saremo anche fiduciosi verso il sedicente governo "tecnico".

Poi però ci spremeranno come barbabietole da zucchero

e ci  finiranno come cavalli stremati, appena possibile.
 



Mai nella storia si era verificata una situazione del genere;

sarà che è arrivata l'era del cinghiale bianco,

come diceva Battiato..ma strisce rosse. Dio ci aiuti.

PS: forse è anche l'era degli sciacalli...
davvero patetico se non francamente ridicolo il brindisi di Bersani.

Brindava a che cosa?

Berlusconi continuerà ad essere amato, continuerà a spendere i suoi tanti soldi

ed anche a pagare splendide puttane nei Bunga Bunga.

Caro Bersani puoi ubriacarti o ingozzarti di porchetta  e salamelle

per festeggiare non so cosa

dato che  non hai vinto elezioni né sei allo stadio

e non capeggi un'opposizione che sia degna di definirsi tale.


Nonostante le gozzoviglie  o le feste della dis-unità,  

continuerai a roderti il fegato

per non essere riuscito ad essere come Berlusconi

neppure nella presunta negatività dello stesso;

 resterai un mediocre parrucchiere di scimmie urlatrici.
Sei forse contento che tutti quelli che hanno votato Berlusconi

sarebbero psicopatici in preda ad un transfert?

Ma che cavolo vanno cianciando sti filosofi del mio stivale italiota?

Perché non sottolineano la coerenza dell'"handicappato"

(così visto dai vostri giullari) Bossi, che se ne va all'Opposizione,

rispetto al PD che appoggia un bocconiano?

Brindate, brindate in piazza "a' boccò!"...
Con Draghi alla BCE e Monti Premier (due più americani che italiani)

...stiamo davvero freschissimi.

Questa è una vera azione di killeraggio finanziario

ome ben spiegato nei film di Peter Joseph del ciclo Zeitgeist.

Ormai le guerre moderne si fanno così, a colpi di finanza!

Invece di fare tante chiacchiere cominciate a dimezzarvi lo stipendio,

moralizzatori del cazzo, cari paraculi bianchi a strisce rosse 

e date  finalmente il buon esempio

 invece di avallare il massacro finanziario che subiranno le famiglie,

anche grazie a voi

che avete messo l'Italia nel culo del porco internazionale.

 

Complimenti.

 

 
 
 

LA LETTERA APERTA DI GIOACCHINO BASILE A BRUNO CONTRADA

   

APPELLO PATRIOTTICO AL DOTTOR  BRUNO CONTRADA

Egregio dottor Contrada,

tanta acqua è passata sotto i ponti e dalle due sponde opposte dalle quali ci siamo scrutati con diffidenza per anni, sulle rive della nostra Palermo, ora la visuale sembra essersi ampliata sull’orizzonte della reciproca matura consapevolezza e delle infernali esperienze vissute, tant’è che da qualche tempo, in vittoria di onestà intellettuale, partecipo con estrema passione delle affettuose cure delle sue più tenaci sostenitrici, Agnesina Pozzi e Marina Salvadore, che sostengono anche le mie annose battaglie per la Verità. Siamo ad una svolta epocale, al salto quantico… al risveglio della coscienza (per chi ne è fornito!) e certamente questa rapida transizione, come avviene durante l’ultima spinta di un parto, toccherà l’apice del dolore ma la gioia della neonata, purificata consapevolezza, innocente da ipocrisie e menzogne, ripagherà noi e chi dopo di noi della fatica e del dolore, dall’ingiustizia subita. Siamo di origine e formazione culturale ben diversa ma nella sua tragedia concordo con quanto da lei stesso amaramente commentato, citando Eugenio Montale: << L’unica speranza è l’imprevisto >>… aggiungendo, poi: << Mi trovo qui non certo per riacquistare la libertà perché non so cosa farmene e perché ho quasi finito di scontare tutta la pena, ma esclusivamente ed unicamente per evitare di lasciare ai miei figli ed ai miei nipoti un nome infamato. Solo per questo>>… Dottor Contrada, mi permetto di dirle che lei sa benissimo che “l’imprevisto possibile” stà dentro di lei. Le demoniache accuse che l’infernale branco di iene e sciacalli le ha lanciato per inchiodarla “all’ingiusto ruolo del traditore delle Istituzioni” è un‘infamia pesantissima che potrà esser lavata solo con un poderoso atto di coraggio spirituale ed umano, che solo lei può tirare fuori dalla coscienza per lavare il suo onore di  uomo fedele a quello Stato dal volto criminale che dalla fine degli anni 70 e fino al 19 luglio 1992 utilizzò in funzione militare “cosa nostra” contro gli uomini delle Istituzioni leali alla Costituzione.

Lei, di quello Stato che forse ancora oggi domina “il nostro scenario democratico” (sic.) è stato il “fedelissimo servitore ideologico” offerto in olocausto per  strategica opportunità morale (sic.), dopo la strage di via D’Amelio, alle fameliche infamie di quei criminali che strisciavano ai suoi piedi e che, poi, con la rottura del patto infame di quello Stato e la conseguente disarticolazione di “cosa nostra”  si sono infine sbranati fra di loro come gli squali della “Signora di Shanghai”.

Io e lei seppur su fronti diversi, ripeto, siamo stati traditi e sconfitti dal quel potente fronte della menzogna politico-istituzionale che Pascal descriverebbe così: << Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quello che è forte fosse giusto.>>

Sono ormai trascorsi quasi 20 anni da quel maledetto 19 luglio 1992  che fece uscire dalla scena della vita un magistrato onesto che applicando semplicemente la Legge avrebbe messo in ginocchio il sistema criminale di quei governi e di quello Stato.

Dottor Contrada, lei meglio di me sa che il mostro che dobbiamo tentare di sconfiggere o mettere in difficoltà è “la mafia dal volto istituzionale”:<< Una sorta di coordinamento trasversale tra fiduciari del potere al quale molti sono stati chiamati e moltissimi quelli che aspirano a partecipare per convinzione ideologica o per meschina convenienza personale>>. Lei era ed è ancora  fedele al giuramento prestato allo Stato; Stato che, purtroppo,  per quel sentire ideologico politico-istituzionale non ha mai voluto riconoscere una vera dignità al popolo siciliano. Dottor Contrada, ormai credo che ci resta ben poco da vivere, ben poco da dare… perché ci han preso tutto: Lei ha 80 anni ed ha molte patologie pesanti; io, di anni ne ho 62 ma dentro di me s’annidano le infami polveri d’amianto che di tanto in tanto si fanno sentire, avvisandomi che da un momento all’altro potrebbero reclamare la mia vita. Dottor Contrada, ormai null’altro ci resta che la fede in Dio e la speranza di lasciare ai nostri figli ed alla nostra gente quella testimonianza di serena verità, fatta anche di errori ideologici, che metta il vero volto della mafia alla luce della storia, perché la giustizia, grazie allo strutturale deficit di Magistrati valorosi  in Sicilia è  lettera morta. Raccontiamo, dottore, ai nostri figli la vera Storia della bistrattata Sicilia, perché conquistino la Dignità ed il senso di appartenenza, perché senza Identità non si ha diritto a Dignità. Siamo ancora a questo mondo ed abbiamo ancora un po’ di fiato per alitare Verità e Onore: unica vera eredità che possiamo lasciare ai nostri eredi ed al nuovo mondo… Cominciamo a purgarci dagli “imprevisti possibili” e dai condizionamenti di rango.
Cordialmente

Gioacchino Basile

 
 
 

REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE

Post n°1734 pubblicato il 09 Novembre 2011 da vocedimegaride
 
Foto di vocedimegaride

fine di tutte le speranze
nella sedicente "Giustizia":
respinta la revisione 
del Processo a Bruno Contrada

di Agnesina Pozzi



Abbiamo voluto illuderci, cara Marina
e amici  sostenitori dell'innocenza di Bruno Contrada
che l'8 novembre 2011 potesse portare luce,
con l'aiuto dell'Angelo Ariel, nelle foschie di un processo
kafkiano, iniquo, assurdo, monco, che si concluse,
dopo una iniziale assoluzione, 
in una condanna per l'eccellente protosbirro d'Italia
(il quale ancora detiene il primato assoluto
nella denuncia ed arresto di mafiosi..).

Le nevratenie  dei denigratori di professione
che, a nemmeno 24 ore dalla notizia di revisione
(Corsera, Antimafia 2000, Salvo Borsellino & Co, Repubblica
et affini) si contorcevano a NEGARE perfino l'evidenza
e la sostanza di un documento,
avrebbero dovuto ben farci capire come sarebbe finita;

Una  sedicente, millantata ed agognata "giustizia", 
abbastanza schizofrenica
da imprigionare gli innocenti
elargire privilegi e protezione a criminali incalliti,
sconti pena agli assassini di professione,
patteggiamenti ai criminali recidivi;
da dare credibilità ai presunti pentiti
"ad orologeria";
da ignorare onorati testimoni,
accettare revisioni per non revisionare un cazzo,
ha confermato di essere quello che è:

un CADAVERE maleodorante
in avanzato stato di decomposizione.

Non resta quindi,
per la "pietas" che spetta ai morti,
recitarle un Requiem in lacrime,
insieme a tutte le ectoplasmatiche
ed evanescenti coscienze
che fanno parte integrante
dei suoi mefitici miasmi:

Lacrimosa
Lacrimosa dies illa,
qua resurget ex favilla
judicandus homo reus.
Huic ergo parce, Deus.
Pie Jesu Domine,
dona eis requiem!

E, sempre in virtù di quella "pietas"
che si deve ai morti
occorre coprire  adeguatamente
quest'orrido cadavere.



Orsù, gettatele addosso
qualche toga sgualcita
opportunamente cosparsa di piscio cosmico
miracolosamente sgorgato
da borsellini di coccodrillo.

Adesso tutti i piagnucoloni,
i giustizialisti, i sedicenti antimafiosi
gli svergognabili, i vergognosi,
i giornalai della disinformazione,
gli opportunisti,gli attogati pendant
potranno dormire sonni tranquilli.

REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE
perché il pericoloso sputtanatore
delle loro meschine coscienze
Bruno Contrada, supersbirro infamato d'Italia,
resterà invece avvolto
dall'ignominia e nelle oscure
macchinazioni dell'Ingiustizia terrena, 
così come vuole la legge inversa:
"nel dubbio, condannate l'innocente"

Soddisfatti?





 
 
 

INVOCAZIONE ALL'ANGELO della SAGGEZZA e delle cose nascoste

Post n°1733 pubblicato il 08 Novembre 2011 da vocedimegaride
 

ARIEL il Leone di Dio, è l'Angelo della Terra e 
di tutti gli esseri viventi;
il Rivelatore delle cose nascoste, dei misteri; 
il più potente tra tutti e nostro Reggente, 
mia adorata Marina, 
a cominciare proprio da oggi 8 novembre 2011 che, 
non solo, è il tuo compleanno 
ma è anche il giorno in cui il processo di revisione
per Bruno Contrada arriva 
come un risarcimento karmico proprio a te 
che tanto ti sei battuta e, a finire, 
il giorno dopo il mio compleanno 
che cade l'11-11-11 
quando si apriranno le porte dimensionali.
In questa felice e potentissima congiuntura 
voglio esortare il nostro amato guardiano, 
affinché possa svelare 
tutti i misteri che circondano 
la vergognosa vicenda processuale 
di Bruno Contrada 
ed anche la tua personale vicenda lavorativa, 
partita forse proprio dal tuo interesse giornalistico 
sul caso "nazionale"...



Signore, voglio liberarmi dai lacci della materia, 
per percorrere i Tuoi Spazi infiniti, 
il Tuo Mondo Spirituale.
Voglio andare oltre il mondo concreto, materiale,
per saturarmi di eternità!

Svelami Angelo ARIEL, 
tutti i Segreti racchiusi 
nella Tua Divina profondità
perché io possa trasmetterli 
 alla Società dei miei fratelli Umani.

Illumina, Signore, i miei centri 
di percezione spirituale, 
perché io possa rivelare e mostrare ai miei fratelli 
i tesori nascosti, 
addormentati nelle profondità
del mio e del loro essere.

E a quel punto, concedimi la grazia di portare a buon fine la mia esistenza,
perché la mia riuscita sarà anche la Tua 
e quella del Creatore e Signore dell’Universo, 
per il sommo Bene di tutti.


Un abbraccio dentro il mio cuore
sia a te che a Bruno

Agnesina Pozzi

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

immagine

A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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NOMEN OMEN

E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

NAPOLI NON è SOLO MONNEZZA

Napoli era la terza capitale europea


video Napoli Capitale

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Antimo Ceparano interpreta
'o surdato 'e Gaeta
di Ferdinando Russo

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Napoli e la sua provincia
di Mauro Caiano

 

IL MEZZOGIORNO CHE DIFENDIAMO

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vuoi effettuare un tour virtuale e di grande suggestione tra le numerose bellezze paesaggistiche, artistiche ed architettoniche di quel Mezzogiorno sempre più obliato dalle cronache del presente?
per le foto:
http://www.vocedimegaride.it/html/Articoli/Immagini.htm
per i video:
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I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!

Il libro del mese:

Guida geoarcheologica della costa campana ad uso dei naviganti
Editore: Valtrend  Argomento:  archeologia, coste, campania-guide
Genere: storia del mondo antico. archeologia data publ.: 2005  - corredato da numerose immagini fotografiche; molte, di Mauro Caiano