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La voce di Megaride

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http://www.napoletano.info/auto.asp

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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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... ALMENO QUESTO !

Post n°1851 pubblicato il 15 Agosto 2014 da vocedimegaride
 

MASSIMO AIUTO CON MINIMO SFORZO

 
 
 

L'URLO DEL TRAVET FERITO

Una lettera autentica inviata al Premier

----- Original Message -----
From: xxxxxxxxx
Sent: Sunday, August 10, 2014 11:27 AM

Caro signor Primo Ministro,
faccio il Travet per l'Agenzia delle Entrate; in pratica, dal 2000 non so più se sono un impiegato statale o un "privato", non so se riuscirò ad andare in pensione prima di raggiungere l'età del pannolone... ma non so neppure se avrò una pensione o un obolo... Noto con dispiacere che negli ultimi tre lustri, l'innovazione ha prodotto solo un esercito di inutili e voraci nuove figure professionali nell'amministrazione più importante dello Stato, privilegiando - com'è accaduto in Alitalia (ch'era il nostro orgoglio) - la progressione geometrica di costosissime scrivanie manageriali e la mortificazione del personale esecutivo; la ciurma addetta ai motori di tutto l'apparato! L'ignobile semi-privatizzazione del Ministero Finanze frazionato in agenzie come in un  multilevel per la vendita di pentole o di bubbazze dimagranti è un'autentica bestemmia dei principi della spending revue ma soprattutto dei principi costituzionali, etici e deontologici di una Nazione che - non a caso - voi politici definite miserevolmente "Paese". Nei nostri uffici, da tempo, è tutta una processione di "poveri cristi"; i soliti monitorati dal sistema, perseguiti e perseguitati... gente stanca e vessata, disperata e impaurita che accede ai nostri front-office (del tutto simili alle catene di produzione in fabbriche di minuteria) e che ovviamente scambia le nostre facce, con impresse sulla fronte il terribile logo aziendale, per le faccine del tirassegno al luna park. Il bello è che noi travet abbiamo imparato ad essere masochisti e a non ribellarci, perchè hanno ragione da vendere nel rivendicare: le stesse nostre ragioni, dall'altra parte della scrivania!
Perchè pagare profumatamente istituti di ricerca per le rilevazioni statistiche e torme di addetti all'informazione che ci bombardano nei notiziari di regime, con un lessico incomprensibile ai più, di percentuali, default, recessione, decrescita, PIL ed altre armi con cui la Cupola Mondiale ci tiene a bada, come fanno con l'artiglieria pesante in Palestina o con le stupide sanzioni alla Russia... che già ci si stanno rivoltando contro? Dal mio angolino di prima accoglienza al front-office di un ufficetto territoriale del tanto vituperato Mezzogiorno, potrei passarveli io dei dati statistici drammatici, perchè vi rendiate conto, lassù in plancia, che la nave sta affondando e che, al solito, periranno nel naufragio quelli nella sala macchine ed i passeggeri dei ponti senza oblò, chiusi nel ventre del vascello, il vano capiente e pullulante e pulsante ch'è sotto la linea di navigazione!
Signor Primo Ministro, sono stufa... ma più che stufa, TRISTE..... di registrare quotidianamente, nel mio piccolo ufficio di provincia disastrata, decine e decine di RISOLUZIONI DI LOCAZIONE di ALLOGGI e BOTTEGHE.... decine e decine di ISTANZE DI CERTIFICAZIONE REDDITUALE x USO PENSIONISTICO o GIUDIZIARIO di chi, povero, è persino ESENTE DA BOLLO. La lotta all'evasione ed ai furbetti credete si faccia così? Evasori e furbetti non conoscono neppure l'ubicazione delle loro Agenzie di riferimento!
L'altro giorno, un "utente" attempato, magro come un chiodo e con l'affanno, cui l'INPS ha tolto la pensioncina misera d'invalidità, presentandomi la sua istanza di certificazione reddituale - esente bollo! - per rifare daccapo la pratica pensionistica, disperato si è spogliato della camicia e mi ha mostrato la lunghissima cicatrice sullo sterno e fino all'ombelico: cardiopatico, aperto come un pollo, con tanto di valvola e by-pass.... Per i nervi, la disperazione ed il grande uso di diuretici... non ce l'ha fatta nemmeno ad arrivare al bagno! E' per lui che oso scriverle. Non ne posso più di assistere a questo strazio, a questa PURGA ETNICA!
Se vuole il polso della situazione, senza aggravio di spese per l'amministrazione pubblica, La prego, quotidianamente raccolga tutti i dati registrati da ogni sportello dell'Agenzia delle Entrate sul territorio, da Aosta a Messina! Le basterà indicizzare le RISOLUZIONI di LOCAZIONE! Se vuole, mi offro volontaria... fino al pensionamento.... ma QUALCOSA DOBBIAMO FARE! Mi creda, c'è più speranza all'accettazione di un ospedale che al front-office di un'Agenzia delle Entrate!
M.S.

 
 
 

CALCIOPOLI… FARSOPOLI…TAVECCHIOPOLI…

il nostro amico Danilo Filippini riscende in “campo” per  il  FOOTURO (di ieri) del calcio !

 

“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare”…

Versi della “Divina Commedia” , che ho fatto da tempo miei , nelle vicende giudiziarie che mi vedono purtroppo protagonista da 20 anni nei confronti del mondo dello sport, ma in particolare del rag. Carlo Tavecchio, per miei diritti ed interessi legittimi, illecitamente negati , nonostante esposti e querele a diverse Procure della Repubblica, non a quella delle BANANE, con testimoni e prove documentali ineccepibili sotto ogni aspetto.
Ho incontrato di recente il candidato ( ??? ) alla presidenza della FIGC il 23 di giugno al Tribunale di Bergamo  dove mi ha denunciato per DIFFAMAZIONE per averlo definito sul sito di Agenzia Calcio un PREGIUDICATO DOC e un FARABUTTO!  Interrogato dal giudice ha cmq CONFERMATO che il certificato penale storico prodotto, con menzione delle  condanne penali fosse  il Suo;  FATTO che ha sempre sottaciuto a termini di NOIF, con reiterate mendaci dichiarazioni sulla sua ONORABILITA’.  FATTI che mi appresto a denunciare con ennesima querela di CALUNNIA, FALSO e TRUFFA,  nei confronti della Federcalcio…e non solo.
Ho avuto modo di leggere ultimamente sulla stampa, come lui si sarebbe avvalso del parere della Corte Federale nel 1999 ( era cmq un dirigente federale già molto prima… ) e della RIABILITAZIONE ( Come ?  A partire da quando? E le denunce… le  pendenze in corso ?  La documentata recidività  ? ) per assurgere ad ogni carica federale , ASPETTO che mi appresto a contestare formalmente in relazione a suoi reiterati illeciti sportivi, civili e penali, oltre alle sue  condanne mai menzionate , a partire dalle vicende della PRO PATRIA ET LIBERTATE, alla mia incredibile “radiazione” dal mondo del calcio,  all’esposto nel  2000 del Dott. Luigi Ragno, VP della LND/Figc  su irregolari operazioni bancarie con CARIPLO  per importi miliardari di lire ( per interessi personali legati alla vendita all’asta nel 2000 da parte del Tribunale di Como della sua casa di Castelmarte all’asta ? ), al FALLIMENTO nel 1996 decretato dal tribunale di Como  della Intras srl per Lire 7.500.000.000 (!!!!),  con cambiali protestate per quasi un miliardo ( sempre di vecchie lire ) in parte avallate da certa Brenna Adele poi da lui assunta al CRL ( a quale titolo ? ), a finanziamenti e prestiti di privati mai onorati , a reiterate quanto gravi inadempienze amministrative e contributive ( INPS ecc ecc ).
Questo è il dirigente che dovrebbe dare un esempio di  ETICA  alla FIGC,  argomento  di cui parla spesso … come sempre a vanvera ?  Che dire in effetti degli inviti a nozze nel 1998 della figlia ai dirigenti federali e relativi ringraziamenti con documenti postali a carico della FIGC ???
Questo è il dirigente che dovrebbe svegliare un paese addormentato da miserabili interessi di bottega?  Dare orgoglio e dignità alla Federcalcio ? Cambiare le regole del “gioco” ???
Correttezza…lealtà…probità…fair play… sono per lui parole e principi vuoti …”AD USUM STULTORUM” come ha scritto qualcuno…
S'io fossi Demetrio Albertini ritirerei la candidatura perché mi vergognerei e mi  rifiuterei di confrontarmi con cotanto “avversario”…molto meglio, a questo punto, il commissariamento del CONI !
Presidente Malagò… gli fischi per favore  un doveroso “OFF-SIDE” !!!

 
Varese 3-08-2014

Danilo Filippini ( Pro Patria et Libertate )

 
 
 

Addio, diva Concordia !

Post n°1848 pubblicato il 26 Luglio 2014 da vocedimegaride
 

da Marina (di nome e di fatto)


Ti sto seguendo, Concordia, fiera creatura, sorella carnale di Partenope... come te spiaggiata morente su uno scoglio...  ho mandato a farti compagnia stenelle e balenottere.... ti ho acceso le luci... perchè tu non abbia paura del buio, grande anima di Luce... Sono accorsi anche i tonni, consapevoli del comune destino a compiersi di feroci lame taglienti...  Sto pregando, perchè sirene e tritoni accorrano in tuo aiuto, grande sirena stuprata in un circo e venduta al mercato degli schiavi... nata dal  fuoco regale e plasmata da migliaia di paia di mani.... affidata al vasto mare..... mare "aperto"..... Si apra per davvero il mare detto aperto...si richiuda tonante su di te e ti risparmi l'ultimo oltraggio, regina dei mari.... L'abisso sia la tua eterna culla, bella sirena, regina dei mari! Ninna nanna, Concordia, ché la misericordia del vento rispolveri il volto della tua luminosa stella! L'abbraccio amorevole del tuo Deva ti circondi, dall'onda di prua alla scia di poppa.. 

 
 
 

92enne prigioniera condominiale

da redazione

La signora Maria Brezza, disabile 92enne, dimessa di recente dalla clinica Pineta Grande è impossibilitata ad accedere alla sua abitazione al Vomero, dove risiede dal 1948 al 4° piano di un alloggio ex Case Popolari in via Saverio Altamura, is. 4, nel contesto di un condominio di otto palazzi detto eufemisticamente "parco".e ridondante di barriere architettoniche di ogni tipo. Rimasta vedova, nel 1974, negli anni immediatamente successivi è rimasta fisicamente sola, poichè i figli erano tutti emigrati, per lavoro o per matrimonio, tra l'Abruzzo e la Lombardia. Quando, negli anni '90, ancora indipendente ed autonoma, il condominio consortile ed il condominio dell'isolato 4 convennero di mettere in vendita quote agli interessati alla costruzione di ascensori per ogni scala, la signora che ha sempre sofferto di claustrofobia (è miracolosamente scampata alle foibe istriane, è stata sotto i bombardamenti e le macerie dell'ultimo grande conflitto ed ha per questo maturato diverse fobie, quali danni collaterali della tragica esperienza) non reputò opportuno, anche perchè casalinga con pensione di reversibilità del coniuge, accollarsi l'ingente costo per un'opera che non le era di alcuna utilità. Nella scala H peraltro il "buon vicinato" era praticamente tradotto nel senso di una "grande famiglia", dove ogni casa era aperta, per un caffè, uno spaghetto, la tutela dei più piccoli o un'emergenza... a TUTTI gli inquilini, amabilmente, senza necessità di ricorso a regolamenti, in virtù di quelle leggi morali non scritte che fanno la CIVILTA' di un popolo.... Ciò, a dire, che in caso di necessità di utilizzo dell'ascensore (tipo, nelle feste comandate e nemmeno tutte, trasporto di bagagli pesanti dei figli o carrozzine dei nipotini: i figli, comunque, sempre a piedi, eh!) umanamente provvedevano all'aiuto le vicine di casa, delle quali soprattutto una, la cara signora Adriana Firpo, disabile, principale utente del mezzo che la Legge aveva tutelato e favorito addirittura con una corposa integrazione della quota di proprietà dell'ascensore.....

Del resto, la signora Maria Brezza, titolare anch'ella di un posto-auto nel condominio e non patentata, sovente metteva a disposizione il medesimo a chiunque ne avesse bisogno, gratuitamente, dal momento che il parcheggio numerato, al solito, era utilizzato solo dai congiunti in visita da lei quindi raramente.

Solo da pochissimi anni, due figli della signora, ormai attempati anche loro (il figlio Ennio con 4 by-pass; la figlia Marina, deambulante con gruccia per i postumi di una frattura cruenta) si sono trasferiti in Campania e vivono sul litorale domitio. La signora è addirittura domiciliata sanitariamente presso la figlia, come certificabile da documenti, avendo spesso necessità di controlli clinici o interventi o anche semplicemente di assistenza dei congiunti, presso la loro residenza. Come ogni essere umano, con alle spalle un lungo vissuto e tanti ricordi la signora Maria Brezza soffrirebbe atrocemente se fosse definitivamente allontanata dalla SUA casa, la sua rassicurante tana, piena di tutti i capitoli della sua vita, dal 1948 ad oggi, dove ancora ritrova i volti ed i suoni dei suoi amati congiunti trapassati: il marito e la figlia Loredana, gli amici di un tempo.... Di ciò consapevoli, i figli ed i nipoti si sono sempre rifiutati di provvedere drasticamente al trasferimento coatto della suddetta, presso di loro, preferendo fare i "pendolari" secondo necessità.

Evidentemente, il cuore duro degli amministratori non ha esperienza di sorta ma probabilmente nemmeno conoscenza delle Leggi speciali per i disabili; altrimenti, non avrebbe negato... o, almeno, avrebbe tempativamente e cortesemente risposto, all'istanza - telefonica e scritta -  della signora Maria Brezza  di poter usufruire - seppur raramente - dell'ascensore, PAGANDO UNA QUOTA CONDOMINIALE COMPUTABILE A DISCREZIONE DEL CONDOMINIO MEDESIMO ed è, a tutt'oggi, dopo lunga serie di comunicazioni intercorse tra i suoi congiunti e l'amministratrice del palazzo, dott.a Imbò, PRIGIONIERA in casa della figlia, salvo rarissimi, fugaci, commiserevoli “passaggi in ascensore una tantum” da parte di una inquilina della scala che si mostra anche molto seccata dalla cosa, benché per decenni abbia frequentato amichevolmente la non più “utile” signora Maria Brezza… ma questa è un’altra storia. Dunque, la signora Brezza non solo si sente ma E’ PRIGIONIERA DI FATTO! Dovremmo, a questo punto, interpellare uno psicoterapeuta della terza età o non basta il buonsenso anzi il buon cuore della gente comune, normalmente senziente? Ci vorrà, anche qui, una PERIZIA, un PROCESSO, un'assistenza LEGALE, l'intervento di ONLUS x DISABILI, una PETIZIONE POPOLARE??? LA SIGNORA HA 92 ANNI; non più tempo per aspettare la "GRAZIA CONDOMINIALE" !!! La signora, PAGA REGOLARMENTE - mai un richiamo! - quote di condominio consortile, di condominio dello stabile e, all'occorrenza, di condominio della scala che, assommate, le consentirebbero di pagarsi il fitto in un appartamentino di edilizia civile e non popolare, dotato di ogni normale confort! Chiede di pagare un obolo mensile per l'utilizzo una tantum di un ascensore, al massimo utilizzabile circa tre,  quattro giorni al mese. Punto! Dobbiamo rivolgerci al presidente della Repubblica?

La dottoressa Imbò, molto fiscale, ritiene di dover indire un'assemblea condominiale, per eviscerare il problema e... deliberare.... Peccato non abbia capito l'urgenza che configura un'EMERGENZA, passibile di intervento della forza pubblica qualora richiesto!!!Da settimane, la dottoressa Imbò palleggia, adducendo i soliti pretesti: ci ha messo qualche settimana, per prendere visione della istanza che CONSIGLIO' DI INDIRIZZARLE, PERCHE' POTESSE PROVVEDERE, in due o tre giorni, A CONVOCARE UN'ASSEMBLEA!!!

Quanta efficienza, quanta serietà professionale, quale deontologia professionale, quale etica!!! Intanto, la signora Maria Brezza non può fare le scale; ha le gambe che non le reggono e piange perchè non può entrare in casa sua o – se riesce ad entravi, per pura carità cristiana di qualche coinquilino, non riesce più ad uscirne!

Vogliamo parlare del condominio eufemisticamente detto PARCO? La pubblica opinione, di recente è rimasta molto scossa per il persistere di certi costumi medievali nel profondo Sud, quali l'inchino forzato della Madonna delle Grazie al boss di Oppido Mamertina ma l'episodio è riconducibile al folklore becero di una piccola comunità tribale; nel condominio di via Saverio Altamura, invece, la crudeltà mentale, l'arroganza, l'individualismo,,, purtroppo, l'ignoranza... sono i veri mali atavici che persistono e che frenano ogni anelito di CIVILTA'. Siamo nel terzo millennio e non esistono citofoni  esterni ai varchi nord e sud del “parco”, i cui cancelli, peraltro - soprattutto agli accessi pedonali - sono un  trionfo di pali e paletti, barriere architettoniche impossibili da superare a chi costretto all’ausilio di un deambulatore o di una sedia a rotelle o, semplicemente di un bagaglio voluminoso o alle mamme con le carrozzine. L’assenza di citofoni configura un serio pericolo per chi , soprattutto– giovane o vecchio - è single e vive da solo: in caso di malore e di allerta al 118, alla guardia medica, ad un ambulanza o ad un amico soccorritore.. il meschino è costretto a morire, privo di intervento. perchè gli accesi nord e sud al parco sono IMPOSSIBILI; dovrebbe egli stesso catapultarsi in strada, incontro ai soccorritori! Non siamo catastrofisti e non ci limitiamo ai soli casi di "soccorso" e pronto intervento; basti pensare alla comunissima cerimonia del week-end quale l'ordne di pizze a domicilio, in occasione di una serata sbrindellona in famiglia: le pizze potranno essere consegnate solo "brevi manu", in strada, all'esterno dei varchi dell'eufemistico Parco ! Analogamente, i fornitori delle botteghe di zona non potranno fornire il servizio di "consegna a domicilio" di qualsiasi genere di prima necessità.... Ed i professionisti reclusi nel "parco" oltre orario di portineria, come potrebbero ottemperare alle emergenze dei loro utenti, accorsi a cercarli sotto casa, in urgenza? Forse, il carceredi Poggioreale, compreso l'infimo padiglione Palermo è meglio tutelato ed organizzato!

Il "fiscalissimo" condominio pluriamministrato da una "cupola" di professionisti che non comunicano fra di loro, curando, ognuno, come chirurghi specialisti, un pezzo o un organo del paziente-utente-condomino, è di un disordine estetico e mentale UNICO contrario a qualsiasi fattispecie di DECORO URBANO::c'è chi ha trasformato il balcone in veranda, gli infissi sono di ogni foggia e colore, partendo dal legno all'alluminio anodizzato addirittura alle grate in ferro battuto, divagando dal color legno naturale al verde bosco al rosso all'acciaio.... in un'anarchia totale che, al confronto, le favelas brasiliane sembrano corrispondere meglio ai principi del decoro urbano!

Una volta, in quel "parco" giocavano i bambini; tanti bambini! Lo spazio consortile, tra parcheggi-auto e giardinetti, lasciava abbondante spazio ai pargoli che si cimentavano in diversi giochi da cortile: passamarciapiede, guardia e ladri, campana, nascondino, biglie su percorso, corridori su circuito a gessetto, carruòciuolo su pista, un-due-tre-stella e simili; oggi, non vi è un solo metro quadro libero a disposizione dei bambini del "parco" perchè il medesimo si è tramutato, nel tempo, in un oceanico parcheggio auto... ed anche camion! E' impossibile, ai pedoni, calcare i marciapiede di ogni edificio, perchè circondati da mezzi  a due, quattro ruote, in unì'ammucchiata pazzesca; evidentemente, il "parcheggio"  è riservato - da qualcuno - anche ai non residenti ed occorrerebbe far fotografare tutte le targhe dalle tutori dell'ordine. Molti degli effettivi residenti, poi, arrogantemente hanno, con incespi o catene o addirittura secchi di cemento, ulteriormente delimitato in modo pittoresco l'accesso al  proprio posto-auto. I già esigui giardinetti perimetrati da uno stretto marciapiede sono, spesso, delimitati anche da cordonatura anti-accesso ed occupati dai bidoni della differenziata ma - udite, udite - ai signori condomini provoca più fastidio il delizioso angolo verde creato sotto le finestre dall'inquilino del piano ammezzato, che almeno ingentilisce un po' quel caos impraticabile! Tornando in picchiata, poi, sull'affare-ascensore, rimarchiamo il probabile diritto al risarcimento degli inquilini che non acquistarono la quota (sono la maggioranza, in verità) poichè l'accesso alle scale, in salita e in discesa, è mortificato dall'impraticabilità: la scala di per se' era già stretta ma con due borse della spesa o un bagaglio, attaccandosi al corrimano (che non esiste più) si riusciva a conquistare la soglia di casa o a discenderla. Al millimetro, si riusciva a far transitare arredi, carrozzine e passeggini per bimbi, sedie a rotelle e - inevitabili – barelle per feriti e casse da morto col caro inquilino estinto. L'opera ingegneristica dell'ascensore ha rubato prezioso spazio alla scalinata (118 gradini nel complesso) che è possibile percorrere, con una sola sporta della spesa o un bagaglietto, di sghembo come uno scorpione del deserto! Chi risarcirà mai gli inquilini mortificati fisicamente nell'uso logistico della scala, divenuta impraticabile? Un bel quesito, eh, dottoressa Imbò ? Lei che si scrolla delle responsabilità e competenze dell'"amministratore maggiore" del consortile, provi un po' a risolvere questo enigma, magari indica un'assemblea se il problema amministrativo le sembra più urgente di quello della 92enne sig.a Brezza, per la quale - a fine luglio - tra un po' è ferragosto - ancora deve pronunciarsi! Agli ignari che credono di leggere uno dei tanti feuilleton surreali de La Voce di Megaride vogliamo infliggere l'ultima, incredibile, bischerata condominiale raccontando loro che - laddove necessitava SEMPLICEMENTE una volgarissima gettoniera o l'imposizione di una quota condominiale, per l'uso del mezzo spaziale detto comunemente ascensore, si è di recente scomodata la tecnologia più perfida, peggio che tra i vulcaniani di Star Trek: da pochi giorni, la chiave del "mezzo propulsore" o Apollo 17 della scala H is. 4 è stata sostituita da una sorta di pennetta, a metà tra una pen-drive ed un badge aziendale, con chip di memoria che archivia TUTTE le "salite" e "discese" dei proprietari che non possono, in salita - per esempio -  superare l'accesso al loro pianerottolo di residenza; se un inquilino del terzo piano necessitasse, per esempio, di raggiungere il lastrico in comune, per riparare un'antenna televisiva o semplicemente per stendere il bucato, come si faceva ai bei tempi... o, ancor meglio, per abbronzarsi, dovrà salire e scendere due piani e mezzo a PIEDI! Proprietari e inquilini sono fieri della loro residenza nel cosiddetto "quartiere alto" del Vomero ma in quanto a logistica e logica, riteniamo sia più vivibile e confortevole il quartiere-cenerentola di Scampia!

Evviva la Civilta' e il Progresso! Magari, è più facile salire sulla Luna, pagando, che salire al quarto piano della propria abitazione in un "parco" che tristemente ricorda più che il carcere di Poggioreale, un lager dove i primi ad essere considerati rifiuti differenziati sono i vecchi e i bambini!

Anno 2014; questo, è triste!

 
 
 

"EU" radice di Europa, di Eufemismo e di Eutanasia

di Marina Salvadore
 
 
" Si sta come/ d'autunno/ sugli alberi/ le foglie " - Ungaretti

Il razzismo anti-sùdista è palese; basti ricordare lo squallore dei due più importanti eventi sportivi che ci hanno visti protagonisti, come le scimmie allo zoo da deridere ed a cui lanciare noccioline e sassi... Mi riferisco ai ben noti fatti di Coppa in Roma, per cui la vittima è stata addirittura messa "ai ferri" e non solo quelli chirurgici... Inutile dilungarsi su quanto, per giorni e giorni, è stato sotto gli occhi di tutti, con titoloni della stampa prezzolata che ci definiva, noi napoletani, tutti camorristi e continuava a gettare benzina sul fuoco, con morbosità patologica... In questo clima smutandato, poi, è stato quasi doveroso, da parte di qualche ciclista padano del Girod'Italia, di passaggio per la tappa di Nocera e vigliaccamente confuso nel gruppo, urlarci in faccia quell'impunito "TERRONI!"; gravissima cosa che in altri ambiti sportivi e sociali avrebbe doverosamente annullato la tappa, s'è vero che lo sport ha ancora, come la musica, funzione aggregante. O, no?
All'orizzonte, poi, si preparavano le truppe seduttive dei politici ed aspiranti tali, pronti a caracollarsi come cavallette ed altri letali parassiti infestanti, a distruggere il raccolto di quel poco di Dignità identitaria, frutto prezioso che ancora - a dispetto degli infortuni e dei fortunali mai risarciti dalle compagnie assicurative - qualche bracciante sùdico di buona volontà insiste a seminare in sempre più esigue oasi dello sconfinato deserto nazionalpopolare.
Ignorano, i nostri detrattori, che noi in Europa, ben prima di questa schifosa accozzaglia di BCE e Logge, raccogliemmo fasti, primati e riconoscimenti; prima che i barbari del nord calassero sulle nostre mediterranee sponde a fottersi capre e cavoli. Tutti straparlano d'Europa ed ignorano che è il continente più piccolo sul globo, secondo solo all'Oceania in virtù di qualche spicciolo di km quadrato... soprattutto ignorano che l'Europa aborigena o "ab origine" discende "da li rami de li sommi padri greci" ed è quindi Mediterranea la matrice, anche se almeno dal 1860, gentilmente, i nostri "Fratelli d'Italia e d'Europa" ci collocano nel continente africano, a spurgare come le vongole, per poi rastrellarci ad uso e consumo nei loro banchetti, per gustosissimi "sauté" di "mitili ignoti" dei quali, come dei maiali, non si butta via niente; neppure le valve che siamo adusi suonare come nacchere ai baccanali dei nuovi trionfatori di regime!
Se il bombardamento pubblicitario dell'eterna campagna elettorale cessasse per qualche giorno, ci sarebbe consentito di pensare... ma LORSIGNORI sanno che un mediterraneo che pensa produce pericolosamente CIVILTA', CULTURA, DEMOCRAZIA... come in tutti i licei classici si studia, tra un mito greco e l'altro, onorato persino dagli antichi Romani che - quando invasero le sponde sud-italiche della Magna Grecia, regno indiscusso delle sirene Partenope, Leucosia e Ligeia e del cantore Licofrone, mai si permisero di sostituirne con i loro i governi, gli usi ed i costumi! Se ci lasciassero pensare, senza mitragliarci di monetine, gragnuole di "caritatevoli" oboli per comprarci nella veste in cui ci preferiscono; quella di "assistiti", facilmente manipolabili, è probabile che saremmo in grado di realizzare razionalmente che in tutta l'Europa - quella odierna, politica e figlia della BCE - la tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo non coincide assolutamente con le sorti dei governi nazionali, per cui è ammesso senza timore di sorta - e puntualmente verificabile - anche l'elevato astensionismo dalle urne. Solo da noi, italioti del menga, è praticato il più squallido lavaggio del cervello da parte dei leaders delle diverse fazioni in competizione per qualche tronetto nazionale, come ai tempi dell' "Hanoi Hilton", il carcere delle torture e del lavaggio del cervello nord-vietnamita... Oltretutto, i "massimi sistemi" - non in senso astronomico ma criminale -  che si candidano in Europa, eccetto uno, sono contraddittoriamente anti-europei e sull'onda di questo paradosso insistono a blandirci, a minacciarci, a "comprarci" come schiavi usa e getta, per pochi euri, per infognarci nelle urne... dimentichi che da ben tre governi illegittimi, il "voto" e la democrazia difettano proprio nel nostro minuscolo staterello!... Sempre a redarguirci con 'sta storia grottesca del DIRITTO- DOVERE, laddove qualche raro senziente prende a metabolizzare che un Diritto ed un Dovere sono due facce della stessa medaglia; appunto per questo, opposte... nel senso che un DIRITTO non è mai un DOVERE e viceversa. O, no?
 «I'm not Italian, I'm Neapolitan! It's another thing!» confidava orgogliosa Sophia Loren ad una nota giornalista americana; sia di monito a tutti i vilipesi "sudici" italioti: se in "patria" non sono considerati italiani, perchè mai dovrebbero considerarsi europei?
Ricordo, anni fa, di quando andai in visita a Strasburgo, invitata dall'eccellente amica onorevole Cristiana Muscardini, ai tempi di quando costei ancora con convinzione di brillante addetta ai lavori diceva che l'EUROPA non legiferava ma offriva solo indicazioni agli stati membri... Poi, trascorso qualche anno, nel 2003, ai tempi delle misurazioni del raggio di convergenza dei cetrioli, cui furono OBBLIGATI gli allora 25 Paesi, con un progetto personale mi recai all'UE in Bruxelles (vedi foto in alto), constatando di persona, dal menù dei ristoranti e bistrot parlamentari - scritti in una decina di lingue, comprese quelle scandinave - che persino i tipici millantati menù della cucina italiana non erano scritti nella nostra lingua... nelle tabaccherie trovavi sigari e sigarette di ogni Nazione, tranne che i prodotti del nostro Monopolio e che, a quel punto, che cosa significasse sui nostri pacchetti di bionde il logo "Nazionali Esportazione" montò un dubbio amletico che mi assale ancora. Il colmo fu, quando nella tristissima città di Bruxelles, invitata in pompamagna presso un celebre ristorante del centro storico, un gruppetto di "scugnizzi rom" in bicicletta, chiedendomi la provenienza, mi additò come "mafiosa", urlando e sghignazzando... 
Per questi motivi, la sottoscritta, sapendo di arrecare dolore al neo-chiagnazzaro in stile "nonno Libero", Sua Altezza re Giorgio, il peggiore napoletano illustre dopo Liborio Romano, rinuncerà ad esercitare il più farlocco Diritto tra i Diritti, sentendosi in DOVERE di difesa della propria DIGNITA' , di quella dei suoi compatrioti... ma soprattutto dei suoi illustri Padri.


 
 
 

La prima Mostra dell’Arte Tridimensionale a NAPOLI

 Un nuovo primato napoletano

La prima Mostra dell’Arte Tridimensionale

nel museo del Maschio Angioino


Il 23 maggio prossimo, alle ore 11, sarà inaugurata a Napoli la prima mostra dell’Arte Tridimensionale nel Museo del Maschio Angioino. Un evento di particolare interesse, perché, vede risolto l’annoso problema di utilizzare la storica tecnologia anaglifica per diffondere e promuovere arte e cultura.
Per anni, si è sempre discusso sulla possibilità di diffondere la stereoscopia ed il tridimensionale, partendo dai musei, col semplice mezzo anaglifico (visione con occhiali bicolore) senza dover ricorrere a sofisticate tecnologie cinematografiche o televisive ma il sistema anaglifico presentava notevoli lacune, oltre la principale (una scarsa resa dei colori) e difetti, come la doppia immagine che imponeva rilievi limitati e immagini di piccole dimensioni, per evitare l’eccessiva sbordatura propria del sistema anaglifico; il tutto comportava una riduzione dell’effetto tridimensionale.
Avvalendosi di esperti stereografi si organizzarono mostre tridimensionali a Los Angeles,  Parigi, Francoforte, Montreaux, dove le immagini presentate di piccole dimensoni (30x40 cm.)  e con un rilievo limitato, non destarono alcun interesse da parte dei visitatori e le mostre tridimensionali vennero abbandonate.
In Italia le ricerche continuarono, seguendo le originali teorie ed innovazioni stereoscopiche del sistema “Stereogregor” ideate dal ricercatore napoletano, ingegner Pietrangelo Gregorio (vedi scheda-tributo al link http://gold.libero.it/lavocedimegaride/12811111.html ).
Si è, così, potuta realizzare la prima Mostra dell’ Arte Tridimensionale, esposta nel museo del  Maschio Angioino.  Napoli è la prima città a presentare  una mostra dell’Arte Tridimensionale, mentre al museo del Louvre  di Parigi è ancora allo studio, da anni, una “mostra stereoscopica  anaglifica". Sempre seguendo questo sistema, Geppino Gregorio (figlio dell’inventore) - che insieme agli ingegneri Zipoli, Di Febbraro e Caputo ha dato vita al “Centro Ricerche Scientifiche” - ha rielaborato il sistema anaglifico, riuscendo ad ottenere  immagini tridimensionali di grande formato, riducendo notevolmente i difetti dell’anaglifo, mostrando una notevole profondità di rilievo, di effetto gradevole e stupefacente.

Le opere presentate

Questa prima mostra è allestita al secondo e terzo piano della cosiddetta Torre del Beverello.
Comprende 12 opere su tela pittorica del formato di 100 x 140 cm., che rappresentano opere d’arte del Museo Archelogico di Napoli (Agrippina, Divinità fluviale, i Corridori);  fontane monumentali di Napoli (fontane del “Nettuno”, degli “Innamorati”, del “Carciofo”) e architettoniche e urbanistiche quali il Maschio Angioino, Castel dell’ Ovo, Chiostro grande di San Martino, Palazzo Reale, Arco di Trionfo (con un'eccezionale percezione del rilievo), la basilica di S.Francesco di Paola, la nuova Piazza Bovio.
Ogni opera riporta una particolare didascalia “breve, esauriente”, che contribuirà ad arricchire le nozioni artistiche e culturali dei visitatori.
Di ogni opera si è dovuta curare la particolare ripresa 3D (molto diversa da quella abituale), per stabilire le migliori convergenze e le varie parallassi con le relative distanze  stereoscopiche.
La tecnica “italiana” Stereogregor, utilizzata da Geppino Gregorio - che ha curato le riprese e le configurazioni 3D - offre una gradevole e suggestiva percezione della terza dimensione, al punto che il visitatore si sofferma a lungo, piacevolmente rapito, dinanzi ad ogni opera e - per consentirne la visione in contemporanea a più persone - si è  aumentato il numero dei visori.
Se tornasse nella sua Napoli il principe Raimondo de Sangro di Sansevero, resterebbe affascinato e stupito, ne siamo certi, ed imporrebbe il sigillo del casato, per naturale discendenza del genio, al nostro benemerito cittadino Pietrangelo Gregorio
(in foto: staff della mitica prima TV privata italiana "Canale 21" di Napoli, trent'anni dopo. Il secondo da sinistra in seconda fila: il mitico ingegner Pietrangelo Gregorio)


 
 
 

Pietrangelo Gregorio: i primati di un autentico genio napoletano

di Marina Salvadore


L’ing. Pietrangelo Gregorio è, senza dubbio, uno dei personaggi napoletani che maggiormente ha contribuito ad apportare decoro e prestigio alla  città di Napoli. 
Grazie alla sua vena inventiva e creativa Napoli può vantare diversi importanti primati, basti ricordare alcune sue importanti opere, sempre realizzate a Napoli, per amore di Napoli...
1966 Prima televisione libera italiana via cavo: Telediffusione Italiana -Telenapoli.
1971 Prime trasmissioni televisive a colori in Italia.
1976 Prima televisione libera italiana via etere: Canale 21.
1981 Prima televisione televisiva stereofonica “Teleoggi”. 
1994 Lo schermo tridimensionale più grande del mondo (60 metri di lunghezza, primato ancora imbattuto) nella sala Plinio a Pompei, sul quale, per oltre un anno, 48 proiettori tridimensionali proiettavano in perfetto sincronismo le più belle immagini degli Scavi di Pompei, come ampiamente riportato dai mass media dell’epoca.
Ma, pionierismo televisivo a parte, Pietrangelo Gregorio è sicuramente uno dei più fecondi inventori: oltre 300 brevetti, 8 dei quali hanno fatto assegnare all’Italia 8 medaglie d’oro ai Saloni Internazionali delle Invenzioni di Bruxelles e di Ginevra; molte industrie hanno utilizzato i suoi brevetti, creando numerosi posti di lavoro.
La sua passione per la stereoscopia gli ha fatto realizzare vari stereoscopi e numerosi dispositivi tridimensionali, riprodotti da molte ditte anche multinazionali.. Le sue originali teorie, realizzate nel  sistema “Stereogregor”, consentono una notevole semplificazione ed economia nella fotografia, cinematografia e nella televisione tridimensionale.
Per le sue importanti invenzioni avrebbe potuto essere ultramiliardario, ma la sua ostinazione di restare a Napoli da “patito pasionario napoletano” (come si autodefinisce) gli ha fatto rifiutare importanti opportunità, come la carica di direttore del “Futuroscope” di Poitiers (una “città della scienza” francese). Una serie di truffe subite lo ha, poi, profondamente segnato, annientando ogni sua risorsa finanziaria.
Ora, a 86 anni, la sua vena inventiva insiste nella creazione della Mostra dell’Arte Tridimensionale  e della nuova televisione 3D, visibile gratuitamente su tutti i televisori.
Pietrangelo Gregorio, con le sue innovazioni tecnologiche, ha apportato lustro, prestigio e decoro alla nostra città e Napoli ed i napoletani veraci gli sono riconoscenti, orgogliosi di averlo come concittadino benemerito.
Fiera di aver lavorato alle sue dipendenze!

 
 
 

Mal di Pansa e gomorroidi- non esistono cure

Da sempre sono accanto ai tutori dell'ordine, a quelli anonimi che rischiano ogni giorno la vita e troppo spesso l'ONORE, a seconda delle "fole di regime" e degli "autorevoli autoritari" che li disciplinano, scelti tra i capitreno dei carrozzoni politici in auge, in barba a carriera, titoli ed onorificenze guadagnate sul campo. E' facile prevedere, come in ogni altro contesto pubblico: scuola, parrocchia, ufficio, eccetera... la presenza di qualche "integralista" che si prende troppo sul serio e che, come gli ultras di una porzione di curva arrechino danno all'intera compagine ma non si può , d'altronde, neppure ignorare come e quanto, negli ultimi decenni, siano assurti ad eroi controcorrente - ed elevati agli altari anche istituzionali, purtroppo - autentici banditi che calcavano passamontagna o maschere e brandivano spranghe, impugnavano sampietrini, scagliavano estintori... cogliendo il plauso dei ribelli e dei bastian contrari di professione! Come pure, farebbe bene ricordare, ogni tanto, le drammatiche scene dei pestaggi a poliziotti e carabinieri, assaliti dai club e cupole e famiglie di pendagli da forca che andavano ad arrestare! Che dire, poi, di un capo della polizia, che comodamente seduto in poltrona imbottita definisce pubblicamente "cretino" un suo uomo impegnato in un'apocalisse urbana, dove ci vorrebbero cento occhi per aver cura della popolazione da "servire" e di se stessi? Che dire di un ministro agli Interni che solo dopo giorni dalla gaffe del capo della Polizia, Pansa, ed in virtù dell'ennesimo assalto violento ai "servitori dello Stato", prende finalmente la difesa dei tanti suoi uomini e donne mandati allo sbaraglio? Ci viene da pensare che gli applausi tributati dall'assemblea sindacale SAP ai colleghi giudicati "assassini" nel triste ed ancor misterioso caso Aldrovandi fossero solo una disperata e scoordinata provocazione, pur se inopportuna; a maggior ragione, facendo mente locale, per esempio, agli altrettanto misteriosi "caso Contrada" e "caso Pisani", due valorosissimi capi di squadra mobile che hanno assicurato alle patrie galere, con azioni brillantissime, centinaia di mafiosi, nel primo caso e di camorristi, nel secondo. Qualcosa non quadra, allora... e non ha niente a che vedere con la messa in discussione dello "spirito di corpo", con gli "integralisti" in divisa di damnatio memoriae, con le poche cosiddette "mele marce", utili a definire ogni incomprensibile quaestio di ordine pubblico e politico. Probabilmente, il danno maggiore è causato dal monopolio politico anzi partitico delle nomine pubbliche, a prescindere dal contesto sociale, dalle emergenze, dalla tutela dell'ordine pubblico e dalla difesa del cittadino. Dicasi per le nomine di poliziotti, prefetti e P.M. d'assalto, negli anni regalati ai governi di chiaro colore politico, così come, per i primi emigranti meridionali regalati alla FIAT dicevasi che fossero "braccia rubate all'agricoltura"; quasi che - nel caso dei prefetti e dei P.M. - emergenze nazionali come la Sicurezza, l'Ambiente, la Giustizia debbano corrispondere non al DIRITTO dell'intera NAZIONE  ma a predefinite tifoserie di partito, di colore ben marcato, quando non a loggette di muratori senza cazzuola che tesserano come armenti belanti impiegati statali di qualsiasi dicastero. Negli ultimi giorni, la confusione mentale degli Interni ha rasentato la sindrome dissociativa e si è pensato anche, maldestramente, a salvare capre e cavoli, sfruttando i tristi eventi dello stadio Olimpico, con risultati ancora più aberranti! Il ministro eternamente sorridente, tale Alfano, dal Viminale tuonava l'assenza della trattativa Ultras-Questura per il tramite del capitano del Calcio Napoli ma nel contempo, quasi tutti i mass-media, dal momento che i menestrelli della stampa hanno più potere di un qualsiasi ministro mal tollerato, lo scomunicavano del tutto, insistendo biecamente sulla trattativa. Si precisava, da un versante all'altro,che "Gastone" il romanista fosse già colpito da DASPO; vero... ma i fatti sono accaduti a tre kilometri dall'Olimpico e non nei pressi dello Stadio, ambito urbano in cui vige il DASPO... Allora, che si fa? Si fa che - ... mumble... mumble... lasciatemi pensare... con la chitarra in mano... sono un italiano, un italiano vero - dunque si fa che si accerta che prendiamo tempo, che a sparare è stato Gastone ma lo STUB è negativo... eppoi, è certo più grave l'oltraggio alla Polizia fatto con la maglietta pro-Speziale dall'ignorantone piuttostochè il tentato omicidio di qualche inutile tifoso napoletano, o no? ... Eh, vabbè... ma come ce la spicciamo? Il ragazzo è in fin di vita al Gemelli... e ce n'è pure un altro che resterà paralizzato... e un altro ancora ferito... Ottimo! Ne arrestiamo tre. Arrestiamo le vittime, tanto ce le abbiamo già in fermo anzi "infermi", ihihiiihih... tra l'altro sono di Scampia; sono già colpevoli per "denominazione di origine controllata", come la mozzarella... eppoi si fa che glissiamo, per il momento, su Gastone ché, poverino,anche lui non sta tanto bene, lasciamo che si riprenda... e ci occupiamo di quel cafone del carognone, così, per una volta, dimostriamo pubblicamente di difendere l'onore della Polizia, così accontentiamo pure i colleghi scissionisti del SAP, tanto 'sto Genny 'a Carogna mica è un fighetto alla black block o un intellettuale da centro sociale; è un provolone tutto muscoli, lardo e niente cervello che si crede Spartaco... magari gli facciamo pure pubblicità e domani entrerà nel cast di un best-seller di Saviano e dovrà pure ringraziarci...  eppoi, è uno scomodo testimone, avendo prestato soccorso, per primo, al tifoso più grave... e purtroppo questa notizia è stata data in diretta tv dalla madre del ferito che non ci è di supporto alcuno perchè invece di stare a fare la comune napoletana di Scampia, come in tutte le normalissime sceneggiate napoletane e "gomorroidi" di Saviano, è alquanto anomala: troppo civile, troppo educata, troppo non-napoletana, cacchio! Sembra un'aristocratica! Ci mancava anche questo, ohibo'!... Adesso, diamoci dentro con "la trattativa", focalizziamoci sulla forza bruta dei napoletani.... mannaggia pure ad Alfano che non ha capito che non doveva dichiarare che la trattativa non c'è stata, ma chi l'ha fatto ministro quel pollo? Tutt'assieme si mette a difendere il corpo: chissenefrega se la Polizia è stata abile a far defluire le masse ed a tenere tranquilli tutti, decidendo di giocare l'incontro? Cavoli! Tra la madre del ferito ed Alfano, non c'è via di scampo; anzi, di "scampia"!... Ci siamo,Tivvù... Tivvù! Leggiamo le labiali di Hamsik e del carognone, qualcosa dal montaggio dei fotogramma ne verrà fuori.... Porco mondo! Hamsik dice solo che il tifoso non è morto e il carognone fa il gesto dell'ok col pollice per riferirlo alla curva!... Forza, sù, prendiamo le immagini da un altro punto di osservazione.... diffondiamole con i sottotitoli di una conversazione come "letta" e voglio vedere, poi, se qualcuno proverà a smentire la trattativa.... A questo punto, rifiliamo tutto alla responsabilità del giudice sportivo, ora che vox populi ha preso a sussurrare calunniosamente di complotti e di "infiltrati" fra gli infiltrati e prima che scoppi un gran casino... per cui ce ne laviamo le mani e così sia... Il tutto, anche se non riguarda il tifo calcistico è bene che resti ascritto all'ambito "sportivo"; ricordate, vero, una simile pastrocchia, architettata a dovere pochi anni fa in occasione di una prima di campionato, sempre a Roma...furono eliminati i treni speciali per i tifosi napoletani e ciò provoco' ad arte conseguente ribellione e via libera a violenze e violazioni... Al solito, i tifosi napoletani furono accusati e severamente puniti, nonostante non molti anni prima avessero meritato uno scudetto Fair Play... 

E' lampante che si voglia colpire, usando le teste gloriose, l'intera napoletanità e sanzionare la società sportiva, che è una delle pochissime miracolose realtà economico-finanziarie d'Italia; una cosa che funziona soprattutto in ambito sociale, perchè matura corposi risultati nelle competizioni, muove l'economia anche del piccolo indotto  e soprattutto perchè, pur fuori da giochi di potere della politica o della criminalità organizzata, è l'unica società senza debiti, a differenza di altre che presto saranno in "bancarotta". Probabilmente, anche gli ultras con il loro folkoristico Spartaco in testa, da perfetti ignoranti ignorano questi retroscena. In tal senso, venendp a comiziare a Napoli, anche Beppe Grillo ha fatto retromarcia dalle sue prime esternazioni in rete, molto diverse da quelle più buoniste urlate alla piazza nel quartiere Sanità ma questa è un'altra pagina, probabilmente scritta velocemente per blandire, quando ci si è resi conto che i napoletani, mai considerati italiani ma che "schiavi di Roma  Itaglia creò", men che meno nutrono ambizione di essere europei, strafottendose delle prossime elezioni del 25 maggio, con grave rischio di astensione di massa dalle urne; cosa auspicabilissima! Stavamo però trattando di sindrome dissociativa inter-forze di Polizia, ed a prescindere dall'enorme flop investigativo che prevedeva l'infiltrazione della 'ndrangheta negli affari milionari dell'EXPO e non certo la resurrezione dei "comenda" e politici di Mani Pulite, oggi, ecco che spopola su tutti i media la "brillante" operazione di Firenze, con l'arresto dell'idraulico assassino, schifato persino dagli ultras più zoticoni e bestiali della curva partenopea; abbiamo sentito parlare impropriamente di "crocefissione", termine morboso applicato con successo al caso dai soliti cronisti di merda, si è parlato di un "Mostro di Firenze 2", invece si trattava di una sorta di "Pacciani de' Poveri" che già dal 2006, in circa una decina di simili stupri, aveva lasciato chiarissime tracce: mancava solo la particella catastale dell'abitazione stampata sullo scotch con il logo del Careggi, per rintracciarlo, VOLENDO, prima che ci scappasse la morta che, ora, possiamo dire sarebbe ancora viva se questo sadico impotente, l'avessero cercato con un minimo di sforzo operativo almeno da un lustro. Il problema è che il mostro stuprava prostitute, non catalogabili per genere cme nei femminicidi, perchè non considerate persone! La "brillante" operazione, invece d'essere sbandierata senza ritegno dovrebbe, invece, costringere alla vergogna i serial-ignavi in carriera. Condivido con alcuni bravi tutori dell'Ordine un po' di mal di Pansa e con i tifosi napoletani generici i dolorosi spasmi da gomorroidi. Patologie degenerative incurabili!
M.S.

 

 
 
 

MO' BASTA !

Post n°1842 pubblicato il 07 Maggio 2014 da vocedimegaride
 


SONO STATA FIN QUI EDUCATA ED INCLINE ALLA PACIFICAZIONE DEGLI ANIMI, COMMENTANDO LE TRISTI CRONACHE "SPORTIVE" DEGLI ULTIMI GIORNI IN CAPO AI NAPOLETANI, INVITANDOLI PERSINO AD ASPERGERSI IL CAPO DI CENERE... MA QUEST' "ULTIMORA" HA FATTO PERDERE LE STAFFE PERSINO A SAN GENNARO:

"Per il Napoli due gare a porte chiuse per il complesso degli atteggiamenti dei propri tifosi, per la Fiorentina invece curva Fiesole chiusa un turno (ma con condizionale) per i cori anti Vesuvio. E' questa la decisione del Giudice Sportivo della Lega di serie A sui fatti della finale di Coppa Italia."
CHE INIQUITA' ! NON HO PAROLE! VITTIME CHE VENGONO ARRESTATE, CRIMINALI CHE VENGONO SCAGIONATI, MASS-MERDA IN CAMPAGNA PROMOZIONALE ANTINAPOLETANA E CAMPO SQUALIFICATO ALLA SQUADRA "OSPITE" DELLO STADIO DEGLI ASSALITORI! ... MA... ALLORA, VOGLIONO LA GUERRA?
FATEVI FURBI, NAPOLETANI: SENZA RISCHIARE FISICAMENTE, ORA CHE TORNATE UTILI - COME SPERAVA PERSINO MATTEO SALVINI CHE HA PROPRIO "TOPPATO" IL GIORNO PER LA SUA VISITA A NAPOLI - ASTENETEVI IN MASSA DALLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE, ANCHE SE FOSSE CANDIDATO VOSTRO FRATELLO O IL VOSTRO MIGLIORE AMICO! E' COSI' CHE SI PICCHIA DURO E CHE SI VINCONO LE BATTAGLIE, 
CON L'INTELLIGENZA DELL'INDIFFERENZA! NON VENDETEVI E NON REGALATEVI! NON LI FORAGGIATE, FATE SENTIRE LA VOSTRA MANCANZA. AFFAMATELI DI VOI! ABBIATE RISPETTO DI VOI!
marina salvadore

 
 
 

APPELLO CORTESE ALLE "CAPE GLORIOSE"

Post n°1841 pubblicato il 06 Maggio 2014 da vocedimegaride
 


STASERA, A NAPOLI, SI "DOVREBBE" GIOCARE.....
Speriamo che gli ULTRAS abbiano afferrato il vero senso intrinseco alla propaganda mediatica e politica degli eventi romani e che non si diano la zappa sui piedi, come i mass-merda" e le istituzioni di cui sopra auspicano!
Guagliu', 'nu poco d'intelligenza, per favore e un pizzico di buonsenso...  e se non ne avete - come tutti dicono - usate almeno quella "furbizia" per cui i napoletani sono più noti, secondo i soliti razzisti luoghi comuni sin dal 1861: le trentamila ignobili magliette che minacciate di dedicare, stasera, all'oltraggio ad un povero poliziotto padre di famiglia, morto in servizio ed ai suoi cari che lo piangono ancora e alla cui giusta indignazione mi associo, dedicatele a NAPOLI ed ai napoletani veri che vinsero, non molto tempo fa, un meritatissimo SCUDETTO "FAIR PLAY" !

 
 
 

I SOLITI IGNOTI

di Marina Salvadore


Non ci si capisce più niente, i conti non tornano…ora, si  apre una nuova pista sul caso dell'omicidio di Yara Gambirasio: gli inquirenti cercano una donna dell'Altopiano di Clusone di 46 anni che potrebbe essere la madre dell'assassino definito “IGNOTO 1”… come se di ignoti e di assassini, idealmente, ve ne fossero più di uno, o no?... Appena l’altr’ieri, invece, il DNA mitocondriale pareva fosse reperibile in una donna di 80 anni sottoposta al “tampone” per il prelievo del DNA classico e spupazzata presso tutti i media come la “più probabile in assoluto” madre dell’assassino.  La ricerca del nuovo soggetto femminile, di circa 34 anni più giovane, si basa, invece, su una segnalazione che ha riferito di una 17enne che sarebbe rimasta incinta nel 1985 da una relazione clandestina con un autista di pullman. Si tratta dello stesso lavoro che faceva Giuseppe Guerinoni,morto nel '99 a 61 anni e indicato dall'esame del DNA come il padre "naturale" dell'omicida. Qualcosa non quadra in ambo i casi, o sbaglio? … A cominciare dall’età del povero Guerinoni - che si sta rivoltando nella tomba, essendo stato sputtanato senza pietà in ogni direzione e non potendo reagire – considerato ch’è nato nel ’38 e che, nel primo caso, avrebbe reso madre una coetanea, mancando pure al senso di responsabilità; nel secondo, addirittura, sarebbe passibile di reato di pedofilia, per circonvenzione d’incapace, abuso sessuale ed abbandono in stato di necessità di una minorenne; basta fare due conti, per rilevare l’elevatissima differenza di età tra i due “amanti”, probabili genitori di un assassino che avrebbe, oggi, intorno ai 30 anni… mentre fino a ieri IGNOTO 1 pareva dovesse averne almeno 50 ! Mah!... Con nostalgia torniamo ai bei tempi di quando, nell’immediatezza di un delitto di sangue, un maresciallo ed un appuntato dei carabinieri, con i classici metodi investigativi, nel giro di qualche settimana risolvevano enigmi e misteri, assicurando alla giustizia i criminali, senza aggravio di spese per la P.A. e – in molti casi – senza neppure avere a disposizione i fondi per il carburante dell’automobile o per la trasferte extraurbane… A prescindere dallo strazio in cui perfidamente hanno massacrato i sentimenti identitari e la dignità stessa di ben due famiglie; quella della piccola Yara e l’altra, quella dei “presunti fino a prova contraria” parenti dell’assassino, sull’onda del pettegolezzo e della costosissima pseudo-scienza applicata alla Giustizia, fatta di tamponi e provette, come in una poderosa CAMPAGNA PUBBLICITARIA di una multinazionale del farmaco,  con tanto di scoop e di gossip e pagata interamente dagli utenti finali, nonché in totale assenza di INVESTIGAZIONE PROPEDEUTICA in ultimo caso alla RICERCA STESSA, dalla quale non si può e non si deve prescindere, i risultati tanto sbandierati, annunciati arrogantemente agli esordi della roboante “investigazione scientifica e tecnologica”, NON CI SONO STATI e ad oggi hanno fatto altre vittime innocenti. Il caso di Yara Gambirasio, come quello di Denise Pipitone, di Sara Scazzi, di Roberta Ragusa e di cento altri… fino al più recente caso della scomparsa di Elena Ceste, sono tristemente serviti solo ad aprire tribunali, procure e salotti-vip negli studi televisivi, in quella TV detta ipocritamente “di servizio” , utile solo a gonfiare il petto e le tasche dei suoi tacchini e delle varie oche starnazzanti, indistintamente, tra conduttori ignoranti come capre ed opinionisti dell’ultima spiaggia dello chère televisivo! Del resto, se ampliamo l’orizzonte, come nel romanzo storico alla Manzoni, è ben facile rendersi conto che questi piccoli “romanzi popolari” si srotolano in capitoli per  telenovelas infinite sulla scenografia più vasta di una macrorealtà storica, sociale e culturale che è essa stessa un “luogo del crimine” in costante espansione, come una galassia.. laddove prevediam di scrivere romanzi siderali oltre gli umani limiti, in un iper-mondo fantascientifico, con i suoi eroi virtuali al cui confronto “il maresciallo e l’appuntato” di ieri l’altro, svaniscono con tutti i loro meriti e capacità senzienti nell’arrogante offesa ingiuriosa dei peripatetici futuristi dei nuovi giochi di ruolo. E’ ben evidente, infatti, come già a livello sociale e politico, siano costantemente messe in discussione le forze dell’ordine, fomentando i disordini di piazza, creando fazioni reazionarie di scalmanati decerebrati, fanatici bastian-contrari, utili a distruggerne lo “spirito di corpo” e la dignità della divisa, in quella sotterranea lotta dell’incombente a-materico anti-Stato contro lo Stato. Un anti-Stato che come in un gioco di parole potremmo, nel caso specifico di cui sopra, proprio definire “IGNOTO 1” perché ha molti e diversi volti nonostante un unico DNA MITOCONDRIALE : la Cupola del Mondo (non ho detto “Copula” ma è sottintesa, a buon intenditor...) E’ ben nota, comunque, dei soggetti futuristi figli del più antico “popolo eletto della Cupola”, la contraddittoria persistenza nella dimensione esoterica, per cui non ci resta che augurarci, per la famiglia di Yara e di tutte le altre vittime “ingiustiziate” nonché per i presunti parenti dell’IGNOTO 1 della bergamasca che l’ectoplasma del povero signor Guerinoni si manifesti, evocato, almeno in una seduta medianica in qualsiasi circolo spiritico, per rilasciare le opportune dichiarazioni del caso, come “entità informata sui fatti”.

 
 
 

LE SOLITE SORPRESE NELL'UOVO DI PASQUA DEGLI ORSINO

Post n°1839 pubblicato il 18 Aprile 2014 da vocedimegaride
 

... MA E' COLPA LORO: SONO MASOCHISTI, PERDINCIBACCO! C'HANNO PRESO GUSTO A PERSEGUITARSI DA SOLI ED ORA CHE PER I BRAVI CAMORRISTI ESTORSORI NON SONO PIU' DEGNI D'ATTENZIONE, CI PENSANO GLI "INFALLIBILI" GIUDICI A MOVIMENTARGLI LA VITA. AH! CHE SI DEVE FARE, PER NON RINUNCIARE AD UN PO' DI SANI BRIVIDI D'ORRORE, NELLA VITA DI QUESTI AUDACI AMANTI DELLO SPORT ESTREMO DELLA... SOPRAVVIVENZA!
LASCIAMO LA CRONACA DELL'INCREDIBILE ALLA PENNA DEL PROTAGONISTA; VOIALTRI CHE CI LEGGETE, ESPRIMETEVI, GIUDICATE, METTENDO IN CONTO CHE COME FUNZIONANO LE COSE IN QUESTO PAESE,  DOMANI GLI "ORSINO" POTRESTE ESSERE VOI !

di LUIGI ORSINO

Ringrazio il sig. giudice che con apposita
appendice alla sentenza di sfratto esecutivo ha voluto farmi capire, se mai
ancora potessi nutrire il minimo dubbio, che “Giustizia” è una parola fine a
stessa, svuotata di ogni significato pratico. Il potere interpretativo dei giudici sarebbe cosa giusta se si limitasse ad interpretare le leggi restando, comunque, all’interno dello spirito ispiratore della legge. Quando, invece, l’interpretazione travalica gli scopi della legge ed anzi ne travisa il significato, non ha più senso far riferimento alla legge originale. In questi casi il giudice smette di fare il suo mestiere e si trasforma in legislatore. A cosa serve il Parlamento? Bastano i giudici che, senza il fastidio di eleggerli, fanno le leggi. Capita così che il sottoscritto ritenendo troppo severa la sentenza di sfratto esecutivo immediato abbia fatto opposizione. Tale procedura, consentita dalle leggi vigenti, fa si che ci si appelli ad un collegio di giudici perché valuti la sentenza. Infatti i giudici collegiali ritennero che lo sfratto immediato fosse un provvedimento troppo severo e mi concessero un rinvio di sei mesi, ormai scaduto. Il giudice dall’alto della sua severità ha ritenuto che io avessi, facendo valere il mio diritto sancito dalle leggi, fatto un affronto a suo danno, che avessi agito con dolo, malafede e temerarietà. Ma, gli chiedo, se da parte mia ci fosse stato dolo, malafede e temerarietà i giudici collegiali perché avrebbero dovuto accogliere la mia istanza? In ogni caso il sig. giudice, dall’alto del suo scranno, ha ritenuto di dovermi punire, punire per aver chiesto una minor
severità di giudizio come la legge mi consentiva e come altri giudici hanno ritenuto di dovermi concedere. Considerato che non poteva, per le citate ragioni, punirmi in modo più palese, magari con il carcere a vita essendo l’Italia priva della pena capitale, mi ha privato del mio diritto alla difesa. Infatti accertato che io non ho la possibilità economica per permettermi un legale, ed avendo le idonee caratteristiche reddituali, ho chiesto ed ottenuto il patrocinio a spese dello Stato. Ebbene il giudice ha annullato il parere favorevole dell’ordine degli avvocati che mi aveva ammesso al gratuito patrocinio per “colpa grave”. La colpa grave è l’avermi permesso di ricorrere ad un collegio giudicante ritenendo la sua sentenza troppo severa e punitiva, come dire che lui da solo vale più di tre giudici che la pensano diversamente sullo stesso argomento.
Io sono stato punito per aver chiesto ed
ottenuto un po’ di giustizia, ma chi punirà il giudice per il suo comportamento
così apertamente favorevole ad una parte a discapito di un’altra? Come potrò ora
difendermi se non ho più la possibilità di avvalermi dell’aiuto di un legale?  
 
nota di redazione - l'ultima volta
che abbiamo trattato il caso Orsino: Post
n°1834 pubblicato il 05 Marzo 2014 . Andate a rileggerlo!



 
 
 

Ciao, Romano !

Post n°1838 pubblicato il 07 Aprile 2014 da vocedimegaride
 

di Marina Salvadore

"Saglie 'n'cielo
e 'ncielo sénteno
tutt'e stelle
'a voce mia"

Siamo stati, per anni, concentrati sul dramma giudiziario dell'UOMO Bruno Contrada, sulla sua persona pubblica e privata e non abbiamo avuto la minima attenzione per il  più sensibile e provato Romano, suo dolcissimo fratello che in prima persona, senza "luci del varietà" che ha dato notorietà a tutti, sostenitori e detrattori, con coraggio estremo e grande pena nel cuore - già minato gravemente nella salute - tracheomizzato, urlava senza voce più degli altri, fuori dal coro, chiedendo verità e compassione per Bruno, offrendo se stesso, rinunciando persino, come accadde nel 2008 e ne fui testimone, alle cure salvavita pur di riportare a casa, ai suoi affetti, il fratello. Romano non c'entrava niente con questo lercio "sistema", con questo " im-mondo " ... era un poeta e sopravviveva tenacemente al soffocante grigio plumbeo della saga di famiglia, nelle albe e tramonti della sua Napoli, nei sogni e speranze dei suoi congiunti più giovani; quelli che avrebbero avuto diritto ad un presente, opportunamente riscattato dal prezioso dolore della sua interiorità e dignitosamente non manifesto, in generoso rispetto degli altrui, diversi, dramma esistenziali. Era riservato e pudico, Romano, ma c'era sempre e si sforzava, spesso, di partorire un sorriso, pur non avendone voglia, per asciugare pena, delusioni e rabbia dagli animi di parenti, amici e semplici conoscenti... invece, il vaso di cristallo tra i tanti di ferro era lui! L'unica cosa che mi rinfranca è il ricordo di averlo rasserenato, qualche volta, colloquiando con lui al telefono nonostante egli fosse convinto che per il suo male alcuno potesse farlo: si sentiva menomato... ma, credetemi, non ho mai incontrato nella vita un essere che sapesse andare oltre il suo handicap, fingendo di dimenticarlo, per non "urtare" la sensibilità dei più fortunati. Al di là delle scuole di pensiero sulla maledetta vicenda che vide protagonista il suo amato fratello Bruno, è doveroso ricordare che tutta la famiglia Contrada, per il solo fatto di chiamarsi Contrada, subì angherie terribili ed umilianti verifiche. Ricordo perfettamente le penose processioni di questa famiglia - cui, spessomi unii -  i cui componenti erano già molto attempati e stremati, sotto il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, sotto il padiglione Palermo dell'ospedale Cardarelli, in carcere a S.Maria Capua Vetere, dopo essere stati rivoltati come calzini e ridotti nel fango delle illazioni e del sospetto - marchiati di infamia; loro, la cui memoria ereditaria di dignitosa buona famiglia, con una storia alle spalle, salvaguardavano religiosamente. Anche oggi, alla notizia del suicidio di Romano Contrada, l'eco funesta di quell'odio ideologico e ben orchestrato da più illustri personaggi, tra pendagli da forca e rampanti togati politicizzati ormai privi di "allure", incombe sulla cronaca e Romano Contrada è stato ancora una volta spodestato dal più illustre fratello, nei titoli di stampa e soprattutto nell' "anti-socialnetwork", dove una pletora di caproni ignoranti, protetta dallo schermo di un computer e sotto falsa identità, sta vomitando di tutto, tranne che quella Pietas dovuta ad un comune cittadino disperato, non diverso dai "disperati" dell' "Agenda Monti" e agende successive; un uomo che "ha deciso di decidere" della sua vita e non a caso ha scelto di farlo in strada, all'aperto, in un viale detto Liberazione! Neppure quest'ultima onta è stata risparmiata al nostro Romano Contrada ed è proprio questo, paradossalmente, a dargli ragione del suo coraggioso Grande Rifiuto, come un eroe da libro di scuola, col suo urlato "IO NON CI STO!", così manifestamente dignitoso e diverso da quell'altro "Io non ci sto!" di un nostro presidente della Repubblica; quello eletto alla chetichella nel '92, sugli umori dei cadaveri ancora caldi di Capaci!...
Ora che Gli hai restituito la sua voce e che, probabilmente, sta già intonando delle bellissime canzoni napoletane, "l
'eterna GIOIA dona a Romano, Signore! Splenda ad egli la LUCE PERPETUA della Nuova Vita. Riposi nella Tua LETIZIA. Amen!"

...ancora un po', eppoi ci rivedremo!

foto: 1) Romano Contrada; 2) I nove fratelli Contrada 

 
 
 

LUIGI ROTUNNO - la madre degli imbecilli è sempre incinta!

Post n°1837 pubblicato il 13 Marzo 2014 da vocedimegaride
 

AVVISO AI LETTORI: DENUNCIA A POLIZIA DI STATO - DA OGGI I MESSAGGI ED I COMMENTI SUL BLOG NON SONO PIU' LIBERI MA MODERATI

La scrivente Marina Salvadore, titolare del Blog LA VOCE DI MEGARIDE all’indirizzo http://blog.libero.it/lavocedimegaride in data 12 marzo u.s. rinveniva commento non inerente ad un post pubblicato nel lontano dicembre 2006, pubblicato da sedicente LUIGI ROTUNNO in data 11 marzo u.s.Il testo in oggetto è altamente diffamatorio e cita nomi e dati sensibili di persone così facilmente individuabili che vorrete autorevolmente provvedere ad informare di queste gravissime e gratuite ingiurie.
Il sedicente “LUIGI ROTUNNO”, onde non consentire la cancellazione del suo volgare proclama con tanto di lista di proscrizione - nella quale figura anche un minore - postava la sua indegna paccottiglia a pie’ di pagina di un redazionale pubblicato diversi anni addietro, credendo di rendere così impossibile ai titolari del blog di cestinare il suo “capolavoro letterario”. Con pazienza certosina, andando a ritroso cronologicamente, mese per mese, fino al dicembre 2006, la scrivente riusciva a reperire quanto oggetto di questa denuncia e provvedeva a censurare il volgare sproloquio, cancellandone ogni traccia (che comunque reperirete in copia-cache su piattaforma Libero); nel contempo, la scrivente era anche costretta ad applicare al blog – suo malgrado – la procedura di moderazione dei messaggi e dei commenti, chiudendo ai numerosi lettori ed affezionati estimatori la possibilità di intervenire liberamente sui temi diversamente trattati, costretta quindi a censurare la libertà di espressione altrui, a causa di quei pochi molesti e ignobili vigliacchi che utilizzano la rete unicamente per dar sfogo ai loro più bassi istinti.
Di seguito,si acclude il testo,così come integralmente ricopiato dalla web, intendendo in prima persona denunciare l’autore per il danno arrecato all’immagine, alla professionalità ed al decoro della sottoscritta, ben nota quale giornalista e scrittrice ed il cui blog in questione e la web www.vocedimegaride.it  sono stati anche premiati da riconoscimenti pubblici e delle istituzioni.

Con osservanza

Marina Salvadore

LUIGI ROTUNNO il 11/03/14 alle 16:49 via WEB

ATTENZIONE AL BASTARDO NAZIPEDOFILO ASSASSINO CXXXXX CXXXXXXXX DI XXX E PXXXXX VIA MXXXXXX xx ( NATO A LXXXXXXX IL xx.xx.xxxx). PADANAZISTA E BERLUSCONAZISTA, MEGA FIGLIO DI PUT.ANA XXXXX XXXXXXX DIXXX E XXXX VIA XXXXXX XX: PREPARA ATTENTATI KILLER PER LE OVRA E GESTAPO, SIA PUBBLICHE CHE PRIVATE DI SXXXXX BXXXXXXX, PXXXX BXXXXXXXX E VERMINOSA ZOCCOLA DXXXXX GXXXXXXX SXXXXXXXX (VEDI POLIZIA SEGRETA CON COTANTO DI SVASTICA AL BRACCIO DI NOTI TOPI DI FOGNA MISTI A BASTARDI ASSASSINI GXXXXX SXXX E RXXXXXXXX SXXXXXX). COME DEI, VI ASSICURO, FREQUENTISSIMI MANDANTI DI OMICIDI, TANTO QUANTO, UXXXXX BXXXXX, MXXXXX SXXXXX E RXXXXXX CXXX (CHE SI COMPRA LE XXXXX PEDERASTA, VERDE-ROSA, A XXXXX, COI SOLDI DEL POPOLO COG.IONE). LO SCHIFOSO ESCREMENTO NAZISTA E KILLER, CXXXXX CXXXXXXX DI PXXXXX VIA MXXXXXXXX xx  E DI CRIMINALISSIMA XXX (VIA PRIVATA XXXX XXXX  XXXXXXXX 43 XXXXXX: ALIAS, QUALCOSA DI GEMELLO, ALLA MEGA AMMAZZANTE PERSONE PER BENE, DXXX DI AXXXXXX PXXXXXXXX) PREPARA UCCISIONI DI CHIUNQUE NON SIA MERDACCIA PREZZOLATA COME LUI, DA NOTO PEDOFILO SXXXXX  BXXXXXXXXXX ( PEDOFILO COME CXXXXXXX CXXXXXXXXXX DI XXX E PXXXXX, STESSO; MA NE SCRIVEREMO ALLA FINE). PER NON DIRE DEL SXXXXX BXXXXXXNI BASTARDO MASSO-N-AZISTA, MEGA MANDANTE DI OMICIDI E STRAGI. PROPRIO COSI', AVETE LETTO BENISSIMO, PER NON DIRE DEL SXXXXX BXXXXXXXXXXXX STRAGISTA, MEGA MANDANTE DI CENTINAIA E CENTINAIA DI OMICIDI MASCHERATI DA FINTI MALORI, SUICIDI, INCIDENTI. ED ANCORA SXXXX BXXXXXXXXXX VERMINOSO DITTATORE, MAFIOSO, CAMORRISTA, NDRANGHETISTA, MEGA RICICLA SOLDI MAFIOSI, CAMORRISTI, NDRANGHETISTI....ED ANCORA SXXXXXXXX BXXXXXXXXXX IMMENSO LADRO, TRUFFATORE, PAGLIACCIO, FALSO, POR-CORRUTTORE E TANTISSIMO DI TERRIFICANTE ALTRO. PER NON AGGIUNGERE ANCHE DEGLI ALTRI DELINQUENTI DI ULTERIORE RIFERIMENTO DELLA DIARREASSASSINA CXXXXXXX CXXXXXXXXXX DI XXX E PXXXXX VIA XXXXXXXX xx. OSSIA I PRIMA CITATI RAZZISTI, PREZZOLATI, FALSI, VISCIDI, NAZISTI E LADRONI RXXXXXX MXXXXX, RXXXXXX CXXX, LXXX ZXXXX, MXXXXX SXXXXXX, UXXXXXX BXXXX E SUOI VERMI DEL KU KLUK KLAN PADANO. TIPO IL MEGA LAVA EURO MAFIOSIO FRUTTO DI MEGA MAZZETTE O MEGA FURTI RIGUARDANTI LL LEGA LADRONA ED EX PDL POPOLO DI LADRONI ( ORA FORZA ITALIA ... DI TIPO MAFIOSO)..... IL GIA' TANTE VOLTE IN CARCERE: PXXX BXXXX ( BLOG XXXXXXXXX XXXXXX NOTO A TUTTO IL MONDO COME "MERDATO" XXXXXX). ESSENDO "BXXXXXXXXX CLASSIC E NON CERTO SPECIAL", IL CITATO PEDOFILO CXXXXXXX CXXXXXXX DI XXX E DI XXXXXXX VIA XXXXXXXX xx SODOMIZZA DA SEMPRE I FIGLI FXXXXXX XXXXXXXXXX (NATO A XXXX IL xx.x.xxxx) E MXXXXX XXXXXXXXXXXX (NATO A XXXXXXXX IL x.x.xxxx)! INSIEME A MOGLIE, PRIMA CITATA, SCHIFOSISSIMA BALDRACCA MXXXX LXXXXXXX, SEMPRE DI PXXXXXXX, VIA XXXXXXXXXX, xx. PER ANNI ED ANNI AD XXXXXXXX A FARE DEPRAVATO SESSO ANALE CON SCHIFOSI, PERVERTITI, BAVOSI, OMICIDA, MAFIOSI E NAZISTI VECCHIARDI BXXXXXXXXXXXXX ( VI SONO CENTINAIA DI FOTO E VIDEOS A PROPOSITO)!!!

All' autorità giudiziaria ed ai diretti interessati, ovviamente, il testo è stato trasmesso in versione integrale, senza censure!

 
 
 

FANTASMI AL FRONT-OFFICE - un raccontino tra il surreale e il reale

di Marina Salvadore



Bislacchi Caterina moglie di Guidobaldo Alceste era ormai divenuta una presenza fissa al front-office dell’Agenzia delle Entrate di Schirlimpopoli. Era una bionda donna sulla cinquantina dal bell’ovale color dell’avorio che in altro contesto -anche per via di una perfetta dentatura e una delicata somiglianza con Abbe Lane - avrebbe fatto pensare ad un’attrice americana degli anni ’60 in vacanza in Italia e non ad una contribuente in attesa da più di qualche anno di un rimborso Irpef che s’era perso per strada. A volte, trascinava seco, come appeso ad un invisibile guinzaglio pendente dalla sua mano ingioiellata di “oro di Bologna” e turchesi, l’attempato ed uniformemente grigio Alceste suo marito, il cui volto terreo e il respiro affannoso raccontavano di una qualche grave patologia in atto; infatti, lo sguardo della esile e distinta signora – chiunque, ovunque e comunque fosse il suo interlocutore - era costantemente piantato nello sguardo sempre “lontano” del marito, come s’egli fosse tenuto in vita o, semplicemente, con i piedi per terra dal fiato della compagna che – pure – nonostante il gradevole aspetto, denotava una stanchezza… stancante anche a dirsi. La signora Bislacchi non sorrideva mai; non ne aveva motivo e tale era il contrasto con la sua “mise” da adolescente: anfibi bassi ai piedi, un largo e fluido pantalone a quadri scozzesi rossi, gialli e blu ed un blazer oversize di maglia, a collo alto, blu elettrico: una “botta di vita” incredibile se abbinata al grigio uniforme del coniuge! Nel piccolo ufficio di Schirlimpopoli era da poco giunta, trasferita dalla Padania,  un’impiegata “speciale”, sociologa, psicologa e medium; una nuova figura professionale che -  date le pericolose emergenze della crisi nazionale e il malcontento crescente tra i sudditi – il Ministero aveva spedito lì, per tenere il polso della situazione e nell’intento di contenere i sempre più bollenti spiriti degli esasperati utenti vessati dal Fisco. La “guardiana della soglia” era una sorta di amazzone che sapeva tirar di scherma e all’occasione anche di fionda, alle spalle aveva un brevetto paramilitare per aver frequentato un anno di corsi di sopravvivenza in Tanzania, finanziati dal Ministero  e circa 27 anni di accademia di arti marziali alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, ove s’era specializzata anche in antropologia criminale e fisiognomica comparata. Il piccolo ufficio di Schirlimpopoli era all’apice della classifica degli Interni relativamente agli uffici più “difficili” e ingestibili sul territorio, in quanto ad utenza esasperata e reazionaria; così l’Infiltrata fu assegnata in trincea al pre -“front-office”. In uno stanzino d’ingresso  tranquillo, dipinto di azzurro – il colore del relax – riceveva uno ad uno i numerosi visitatori quotidiani, per  “audirli” e smistarli – come un abile tour operator – ai vari servizi, a seconda dei funzionari disponibili e più “in salute”… Ella stessa, fine conoscitrice del genere umano, aveva opportunamente ridotto di qualche tono la marziale presenza fisica, munendosi addirittura di due grucce per fingersi più debole degli avventori, onde evitare sin dal primo impatto l’effetto “faccia da schiaffi” che solitamente il logo dell’Agenzia stampava virtualmente in fronte ai propri operatori, senza curarsi delle conseguenze letali. La gente, infatti, non dissociava le facce dal logo, così il front-office di trincea aveva finito col somigliare sempre più al baraccone di un tirassegno del Luna Park ed il Salone di prima accoglienza ad un Saloon del Far West! Intanto, non v’era giorno in cui sui quotidiani nazionali non si lesinasse sulle terribili cronache di “pubblicani” spediti direttamente dai Front Office ai Pronto Soccorso dei locali nosocomi e quasi quotidianamente il Ministro nei tiggì nazionali si diceva preoccupato per il nuovo buco di bilancio, direttamente proporzionale alle richieste di risarcimento danni  dei suoi “pubblicani”; per contro, soltanto qualche trafiletto di poche righe, qui e là nelle cronache di provincia, recava notizia dei tanti suicidi di contribuenti disperati: l’insieme dell’informazione pilotata era una sorta di “campagna di Pubblicità Progresso” ben architettata dai Media di Governo, per non allarmare la popolazione bensì solo per spronarla a recarsi  come greggi belanti presso gli uffici “maledetti”. Bankitalia e l’Istat, infatti, avevano statisticamente stabilito che su 10 contribuenti censiti in visita presso gli uffici, 2 ci lasciavano le penne, subito o nel giro di qualche settimana, in gaudio dell’INPS;  5 erano praticamente insolventi ma almeno 3 potevano ancora essere spremuti e ricavarne olio per le lampade del Palazzo e su quei 3 “solvibili” su 10 il Paese “ci campava”… Nel giro di qualche mese, in Schirlimpopoli e frazioni e province limitrofe, s’era sparsa la voce che una strana “impiagata venuta da lontano”, sciancata ma gioviale e disponibile all’ “ascolto”, era in forza all’ufficio più odiato del circondario. Il flusso d’utenza giornaliero crebbe smisuratamente. Persino i  bulli, gli arroganti, gli esasperati, i maneschi, i violenti presero a recarsi in quel purgatorio, un po’ per curiosità, un po’ per necessità… un po’ – diciamolo! - per senso di sfida. In questa masnada brigantesca, fuori posto come rigurgitati da un’altra dimensione, i coniugi Guidobaldo Alceste e Caterina: lui, maestro di scuola in pensione; lei, ex insegnante di violoncello e casalinga per dedizione coniugale. Ogni volta, più volte a settimana, da sola o in compagnia del fragile coniuge, Caterina nata Bislacchi si accomodava nel piccolo stanzino del “Centro Ascolto” dell’Agenzia, farfugliando sempre di un rimborso mancato del quale non sapeva indicare gli estremi, a cominciare dall’anno di riferimento. Faceva grande fatica a ripescare dalla memoria particolari che – probabilmente – aveva rimosso perché fonti di tristezza… e quel mancato rimborso figurava tra i ricordi tristi insieme a chissà quante altre cose… Ne parlava in astratto, implorando aiuto con gli occhi sgranati ma pieni di  lacrime non versate, simili a due trasparenti bicchierini di cognac. Non cambiava mai d’abito: sempre la stessa mise oversize e gli anfibi… ed una sacca in spalla che sembrava non contenere nulla. Lei, apparentemente sempre più confusa e gracile. L’Infiltrata, nel corso dei mesi, aveva imparato ad ascoltare col cuore e non solo con le orecchie ciò che i cuori e non solo le bocche degli incorreggibili “vandeani”  volessero esprimere, caso per caso. Spesso, i contribuenti appartenenti alle fasce sociali più deboli; in particolare gli anziani, i pensionati Inps, i giovani precari e disoccupati, gli artigiani, le vedove e le ex ragazze-madri, gli handicappati ed i disabili afflitti da terribili patologie… tutti, disperatamente soli… si presentavano in Agenzia solo alla ricerca di un interlocutore, di un volto attento alle loro recriminazioni, giuste o sbagliate che fossero. I più scalmanati e guerrieri, nel tempo, s’erano placati e passavano di lì solo per un saluto… o, addirittura un sorriso all’Infiltrata che sempre più si sentiva parte di quell’esercito e sempre meno serva del Potere. Un giorno, per rinfrancare un po’ la povera Caterina Bislacchi ch’era giunta in ufficio più pallida e triste del solito, l’Infiltrata le procurò un “pass” per il back-office, previa novena telefonica al funzionario addetto ai rimborsi perché si adoprasse per la signora, almeno cercando di capire gli estremi della ripetuta istanza. Dietro consegna di una consunta Carta d’Identità, il magico “pass” accese finalmente un timido sorriso sul bel viso di Caterina che al termine del suo primo colloquio ufficiale con il funzionario tornò, poi, a ritirare il suo documento nello stanzino che straripava di gente tra cui due arroganti supponenti in delirio di onnipotenza che altri non erano che due consulenti con tessera professionale dell’ordine dei dottori commercialisti, convinti d’essere dei “padreterni” venuti a redaguire ed a castigare i sottosviluppati travét dell’Agenzia delle Entrate. Tornarono utili le due grucce all’Infiltrata che non raccolse le altisonanti offese e le minacce dei due soloni ed in perfetto silenzio, dinanzi al suo sodale esercito di poveri cristi che per lei intimamente tifavano, impugnò e puntò sul petto di ognuno una gruccia, spingendoli fuori della porta, tra le braccia della guardia giurata, come due pollastrelli infilzati allo spiedo…  ed un applauso scrosciante degli astanti riempì tutto il Front-Office. Liberatorio! Fu lì che scattò l’illuminazione! Profonda conoscitrice della Storia, l’Infiltrata comprese che sull’onda psichica mai esauritasi della Rivoluzione Francese non tanto il tronfio regime al Potere, distratto da se stesso e sordo ad ogni richiamo all’Etica, quanto la casta occulta o setta degli pseudo-intellettuali era responsabile delle tensioni sociali, sobillando il popolo e aizzandolo, prima in guerra fratricida contro se stesso, in una sorta di pulizia etnica di quelli da loro definiti inutili, improduttivi “straccioni”, eppoi scagliandoli come una muta di cani rabbiosi contro lo Stato, in favore del loro sordido gioco di avvicendamento al Potere della Fratellanza sovranazionale. Insomma, i giacobini di sempre, i primi nemici di quel Popolo che – a chiacchiere -  fingono di voler tutelare, oggi come ieri. Il giorno dopo l’episodio dei due pollastri intellettuali, Caterina Bislacchi si ripresentava con il grigio e silente marito al “Centro d’Ascolto”, per chiedere di nuovo un “pass” per il funzionario addetto ai rimborsi, farfugliando di aver dimenticato sulla scrivania del medesimo due “carte” delle quali non sapeva proprio dare definizione. Purtroppo, non era giorno di ricevimento in back-office ma lei insisteva disperata, con l’urgenza di chi  avesse dimenticato le chiavi di casa. L’Infiltrata  contattò quindi telefonicamente il funzionario, chiedendo lumi ma tutte le pratiche lavorate il giorno prima erano state da questi archiviate e non ricordava di aver rinvenuto due documenti abbandonati sulla sua scrivania. Affranta, trascinandosi il marito, Caterina andò via… ma quando l’Infiltrata sortì dal suo stanzino per salire ai piani alti della Direzione, la intravide seduta in attesa dinanzi alle postazioni del Front-Office. Del marito, neppure l’ombra. La pietas prese il sopravvento sulla naturale irritazione del momento; probabilmente, Caterina Bislacchi era affetta da qualche patologia neurologica grave, povera donna. Il giorno dopo, ancora, verso le undici si ripresentava all’Infiltrata, chiedendo un “pass” che non le si poté negare, in quanto era giorno canonico di ricevimento in back-office ed il funzionario vi era addetto per i rimborsi… e lei insisteva sull’importanza dei due documenti smarriti, senza riuscire ancora a descriverne il genere… Consegnò con un soddisfatto sorriso a labbra serrate la Carta d’Identità e volò leggera come una farfalla verso i piani alti, stringendo in una mano il conquistato “pass”…  L’ufficio era parecchio trafficato in quel giorno… e l’Infiltrata dimenticò di informarsi sulle sorti di Caterina, accorgendosi solo a fine giornata ch’ella aveva dimenticato nel suo stanzino il proprio documento di riconoscimento e che non aveva riconsegnato il “pass”… Per un’intera settimana, dopo settimane di presenza fissa che rasentavano quasi lo stalking, I coniugi Guidobaldo, singolarmente o in coppia non si videro… e non solo l’Infiltrata ma anche alcuni colleghi pensarono al peggio. Dal consunto documento  di riconoscimento, che s’avvide essere scaduto da qualche anno, l’Infiltrata recuperò l’indirizzo  e due pomeriggi dopo, con una strana ansia addosso, decise di andare a verificare di persona la situazione. Nel centro antico di Schirlimpopoli, in un basso di vicolo Misericordia, al civico 33 era la residenza dei due strambi coniugi… ma, al posto di un’abitazione c’era, invece, un negozio di casalinghi. Entrò, si presentò e spiegò il perché di quella visita al commerciante che, al racconto, impallidì. Non profferì parola, non emise suono… soltanto scappò come una saetta a chiamare senza voce ma a gesti il panettiere che aveva lì adiacente la sua bottega e l’attrasse nel suo esercizio, perché ascoltasse anch’egli il racconto dell’impiegata delle Entrate, la quale credeva di poter ottenere informazioni più precise dal nuovo interlocutore che – però – man mano che ascoltava il racconto, impallidiva anch’egli… Dopo una buona mezz’ora di mezze parole, di sospiri, di cardiotonici, il panettiere si diede coraggio e raccontò un’incredibile storia. Il maestro Alceste Guidobaldo pensionato era molto ammalato, cardiopatico grave. Con la moglie Caterina – che lo assisteva – tiravano avanti con la misera pensione di lui che, per metà se ne andava per l’affitto di quella piccola casa, per un quarto per le medicine e le cure salvavita di lui e per l’altro quarto per il  vitto quotidiano, fatto di pane e latte, pane e pastine in brodo di dado, pane e patate lesse o pane e cicoria bollita… insomma, pane sempre più spesso senza il companatico. Accadde che il Fisco, nell’anno precedente l’ingresso nell’Euro,  comunicò al maestro Alceste, con lettera raccomandata, l’immediato accreditamento di un rimborso Irpef di 900mila delle vecchie lire e che essendo egli bisognevole dell’intervento clinico di un luminare, possibile nell’urgenza dei tempi solo a pagamento e in struttura privata del “barone”, accolse come manna dal Cielo quella bella notizia e con la moglie decise di poter anticipare mediante l’utilizzo della pensione mensile quel ricovero indispensabile di due giorni che gli prosciugò il conto. Al padrone di casa chiesero venia per il ritardo eventuale del rateo anticipato di affitti per il mese successivo, ch’era in scadenza. Fecero quanto mai e più la fame, in quei giorni ma felici per aver potuto affrontare l’opera immane e inimmaginabile di assicurarsi una migliore qualità della vita con un pizzico di “salute” in più. Purtroppo, di quel rimborso Irpef annunciato e liquidato non si verificò mai l’accredito… così, pochi mesi dopo, per morosità gli fu notificata l’ingiunzione di sfratto… poco dopo, l’ufficiale giudiziario si presentò a pignorare le uniche poche cose di valore che avessero: il violoncello della signora Caterina, un orologio d’oro del padre del signor maestro ed un po’ di paccottiglia di qualche utilità… Come potevano, col rateo mensile della pensione cercavano di tamponare qui e là qualche falla, sperando sempre nell’accredito di quel rimborso… Le visite agli uffici finanziari non davano mai gli esiti sperati: quel rimborso risultava liquidato ma che fine aveva fatto? Inutile descrivere quell’agonia nel girone infernale nel quale una BUONA NOTIZIA dello Stato, uno scherzo crudele del destino li aveva gettati! Gli fu prima staccata l’energia elettrica… e prima che gli staccassero il gas, la dolce Caterina Bislacchi, morigerata ed esile creatura, nell’ultima notte su questa terra non si curò dei consumi ma ne inondò la casa, dopo aver addormentato col sonnifero il marito ed essersi sdraiata al suo fianco. Li trovarono vestiti di tutto punto; lui steso lungo sul letto, lei, in posizione fetale nel suo maxipull blu elettrico, avvinta come l’edera al corpo di suo marito. Accadde più di dieci anni fa ed a Schirlimpopoli ne parlano ancora.
 

 
 
 

LA TELEVISIONE E' UNO STRUMENTO... D'EVASIONE!

Post n°1835 pubblicato il 06 Marzo 2014 da vocedimegaride
 

da redazione



La Rai RadioTelevisione Italiana, nel silenzio dei suoi potenti mezzi di informazione popolare - quasi in totale segretezza, per un miglior effetto sorpresa - ha rimesso in pista i cari vecchi ispettori itineranti che hanno l'obbligo di censire tutti gli apparecchi radiotelevisivi, casa per casa, magari anche dei vecchi abbonati defunti o espatriati dei quali non risultano da tempo i versamenti del canone. E' una guerra al "furbetto" erede o lontano congiunto, possessore per affetto o semplice inerzia di un apparecchio "ricevente" o adibito alla ricezione dei mirabolanti programmi tv prodotti sull'onda del "pensiero unico" di regime...  anche gli apparecchi dell'epoca del "cippo a Forcella", quelli dimenticati in un angolo della cameretta della pro-zia, adusi a mobiletti portafoto dei defunti con annesso lumino e vasetto di fiori finti, su  centrino ricamato dalla bisnonna, sono ritenuti apparecchi che potreste, con un decoder, ADIBIRE alla ricezione, per cui - senza ulteriori scuse - siete tenuti a pagare il canone in quanto la furbata legalizzata del teorema radiotelevisivo ne fa di un "abbonamento" una semplice "tassa sul possesso" dello strumento; infatti, se disponete di più residenze, pagherete per ognuna - ove un apparecchio è censito - un canone, perchè grazie al fenomeno della bilocazione ed alla scelta dei tanti canali Rai nulla vieta di immaginarvi a seguire in contemporanea, in ogni casa e dinanzi ad ogni televisore i diversi palinsesti... sempre perchè non siete abbonati alla programmazione ma pagate più e diverse tasse di possesso, santa Pace, è CHIARO? Se, poi, siete titolari di più di un esercizio pubblico (bar, dopolavoro, bocciofila...) laddove sono collocati i medesimi apparecchi, allora, per ogni "locale" dovrete provvedere al cosiddetto "abbonamento speciale". La cosa più meschina è che la Rai si è ridotta persino all'accattonaggio di Stato, pur di "farci le pulci": i famosi ispettori itineranti del "censimento" radiotelevisivo - questi poveri "agenti segreti in missione deambulante", noti solo alle Agenzie delle Entrate sul territorio - stanno battendo a tappeto i quartieri più popolari ed a basso reddito delle città italiane, offrendo massime rateazioni di sei mesi in sei mesi, per ottemperare al "bollettino annuale", pur di portare a Cesare quei pidocchi che sono di Cesare e che a stento pagano le bottigliette di acqua minerale scolate per "sciacquarsi la bocca" del trivio essicale dalla superpagata Littizzetto a Sanremo o la carta igienica consumata giornalmente nelle redazioni dei TG, indifferentemente per le "veline" di partito e per l'uso dei servizi igienici. La strategia dell'effetto-sorpresa, per stanare nelle case gli evasori Rai, è quanto di più stupido i "bocconiani" dirigenti potessero inventarsi in questo momento storico che pullula di truffe a domicilio, specie in danno degli anziani che vivono soli o anche dei più giovani single. Da una parte, la Polizia di Stato egregiamente bombarda di appelli queste persone, specie i più deboli, perchè non aprano la porta a sconosciuti che generalmente si presentano come esattori della compagnia elettrica o del gas o dell'INPS e di altre istituzioni pubbliche, ripetendo fino alla noia che codesti apparati pubblici non dispongono di bande di esattori e che ogni comunicazione dell'ente o dell'ufficio pubblico è trasmessa solo a mezzo Posta. Se è vero che, nel caso della Rai, gli esattori non sono abilitati all'incasso delle somme dovute presso il domicilio del "presunto evasore", è pur vero che il metodo di esazione configura il perfetto contrario delle buone norme invocate e suggerite a tambur battente dalle Forze dell'Ordine Italiane alle più deboli categorie sociali. Ulteriormente stupido, da autentici "boccaloni" che non hanno il senso della realtà ed il polso del Paese, è - in caso di richiesta di ulteriori informazioni sul "servizio esazione"- demandare ogni DOVEROSA , DOVUTA, OBBLIGATORIA info al sito ufficiale in rete, come se gli italioti,specie quelli delle categorie deboli, evasori del canone Rai, avessero, per assurdo, in casa un computer ed una costosa connessione; soprattutto l'idoneità allo smanettamento su un mezzo così moderno! Non si comprende, poi, come mai il bombardamento pubblicitario costante e l'informazione di regime siano ammessi e ritenuti legali e non sia legittimo, invece il diritto degli utenti ad essere informati, a mezzo del medesimo strumento di "servizio", delle modalità di queste ridicole "campagne esattoriali" che paradossalmente espongono al pericolo anche i "sorprendenti" ispettori del censimento, con i rischi che possiamo bene immaginare e che - se aggrediti e malmenati da chi alla lettera applica gli ottimi inviti alla  "diffidenza" della Polizia di Stato - obbligherebbero "mammaRai" all'esborso di notevoli somme di danaro, per risarcire dei danni fisici i "valorosi" eroi caduti sul servizio, per intascare all'azienda, entro giugno prossimo venturo, pidocchiosi euri 48, 60!.... Come siamo messi male! Speriamo non saltino fuori, a breve, pure i "bocconiani" delle ASL ad istituire pattuglie specializzate di esattori di dentiere, kit per diabetici e pannoloni ai pensionati disabili!!!

 
 
 

CASO ORSINO: “Guappetiello ‘e Paranza, à fatto ‘a fjgura soja!”

da redazione


Chi segue il blog e le eroiche imprese di “Megaride” sa che ci occupiamo dal 2011 del vergognoso caso di Luigi Orsino, testimone di giustizia… in giustiziato! Negli ultimi mesi, stante il colpevole silenzio delle istituzioni e dell’opinione pubblica, abbiamo dato una potente “accelerata” al veicolo d’informazione, per via del fatto che la famiglia Orsino, spogliata di tutto, è ancora sotto stretta osservazione dei “galli ‘n’copp’ a munnezza” che – probabilmente – ne temono terribilmente la personalità e le esternazioni; non esiste, infatti, estorsione, “attentatuni”, minaccia manifesta o altro strumento di annientamento che possa privare le vittime della “criminalità organizzata” dei beni più preziosi: la DIGNITA’ e la TESTIMONIANZA PUBBLICA che coniugate assieme diventano una bandiera, il vessillo sotto cui la gente di buona volontà ama arruolarsi, come in un esercito, perché è anche vero che solo chi ha provato veramente PAURA è in grado di manifestare CORAGGIO! Le ultime cronache sugli Orsino, a parte i soliti richiami d’indignazione per come funziona (o meglio, non funziona) il carrozzone istituzionalizzato dell’antiracket e la descrizione delle ultime stazioni della via crucis di questa famiglia, promuovevano il buon libro scritto da Luigi Orsino sulla sua vicenda, “La Carezza del Male” , presentato finalmente in Portici, sotto l’egida del Comune; appuntamento andato deserto dai “complici in omertà”  ovvero gli indigeni autoctoni, minacciati dal locale clan contro cui Orsino combatte. Gli unici presenti a quell’evento, tutti di “fuori le mura porticesi”, hanno colà provato orrore e rabbia ed hanno ben pensato di fare le cose in grande, ripensando un nuovo evento in Napoli, il 15 febbraio, strombazzato ai quattro venti col megafono dell’indignazione! Evidentemente, il “ragioniere-capo” s’è molto disturbato per questo e dall’alto del suo sgabellino sulla monnezza ha ben pensato, sbuffando come una vaporiera intasata e borbottando come una pentola di fagioli, di chiamare a se’ uno dei suoi sorci, per far desistere le organizzatrici napoletane e l’autore del libro dall’apparire nuovamente in pubblico. Detto fatto, l’ignorante ratto tuttofare ha scritto un bel biglietto minatorio, degno del peggior "ciuccio" e l’ha lasciato sotto la tapparella della finestra del bagno, accessibile da un terrazzo esterno, della casa ISOLATA dove fino al giorno 12 marzo di quest’anno è contemplata la residenza “protetta” (per modo di dire) degli Orsino. Dai particolari esposti, vi rendete certamente conto di quanto sia stata temeraria l’azione segreta del feroce topo-manovale, dopo il ben più difficile compito della stesura del testo intimidatorio: “A! GIGIN A PORTICE TI PENSAV E REGNE O’ TIATR E INVECE EN’ PAROL E NISIUN E’ VENUT A NAPOL FACIMM O BIS? LE A’ FIRNI’ SI NO TU CHIAGN E PINA MOR”. Traduzione per gli stranieri... ma anche per i madrelingua partenopei discepoli di Giambattista Basile, lo Shakespeare napoletano: " Gigino (Luigi) a Portici credevi di riempire il teatro invece è bastata una mia parola perchè non venisse nessuno. A Napoli faremo la stessa cosa. Devi finirla, altrimenti piangerai e tua moglie Pina MORIRA' !". Minaccia di morte, dunque. Inutile dire che il gentiluomo Luigi Orsino, per non mettere a repentaglio la vita di altri innocenti, ha contattato, le organizzatrici per annullare l'evento (n.d.r. incredibilmente, tutte donne, le organizzatrici !). Purtroppo, il grande “macho guappo” non immaginava di aver servito su un piatto d'argento un'occasione UNICA ed irripetibile per rivendicare il martello di Thor e picchiare forte, come solo le donne degne di questo titolo di genere sanno fare, abituate come sono alle pratiche igieniche e all’Orgoglio, inclini alle sfide più degli uomini o presunti tali. Così, sotto protezione degli adorabili carabinieri di Castel Baronia, prima e di Napoli Posillipo, poi, l'evento c'è stato, sotto un sole sfolgorante, tornato solo in quel giorno dal suo lungo esilio, tant'è che dal chiuso delle sale ov'era stato preordinato, si è tenuto all'aperto su una vasta terrazza, dinanzi ad un panorama flegreo mozzafiato partecipe di tutta la bellezza della gente perbene lì accorsa coraggiosamente. Per dirla in corretto "stile pantegana" : SE A PORTICI NUN AMM' RIGNUTO 'O TIATR'... A NAPULE SE N'E' CADUTO 'O TIATRO!!!", colorita espressione in gergo “parlesia” adottata dagli artisti teatranti  napoletani per indicare grande successo di pubblico. Un successone ch'è servito a ridare grande Forza e ossigeno alla famiglia Orsino, con giornalisti e fotografi accorsi persino dal Cilento. Tutta la rete bombardata di immagini di questo stupendo evento, perchè non solo il pubblico lontano nel resto del mondo ne godesse ma soprattutto generosamente dedicato al "gallo sulla monnezza" che necessariamente ha dovuto tenersene lontano, stando ben acquattato, col suo sorcio-dipendente nella fogna della sua triste e poco invidiabile esistenza! Fin qui, la cronaca della "battaglia" ma importanti sono stati anche i contenuti e le riflessioni, a proposito dell'altro convitato di pietra, lo Stato! Eh, già! Perchè se la Camorra è “un'azienda”, necessariamente deve perseguire i suoi interessi e conseguire i risultati. La Camorra fa la Camorra, null'altro che il suo DOVERE verso se stessa, con gli strumenti primitivi che ritiene idonei, secondo le proprie leggi cavernicole e metodi da troglodita comprensibili e metabolizzabili dalla sua bassa manovalanza tribale... ma lo STATO che fa? Lo STATO non muove un dito per debellare le EMERGENZE, fatta salva la pace di pochi servitori della Patria, tra forze dell’ordine e magistrati eroici… ma troppo spesso ostacolati e vituperati da vivi e canonizzati, poi, sugli altari della retorica... ma solo da MORTI!... Spesso, lo Stato- come nel caso del suicidio del giovane panettiere di Casalnuovo, Eddy, attraverso i suoi sistemi esattivi rasenta la crudele mentalità estorsiva mafiosa... Poi, c’è UNA MAFIA DELL’ANTIMAFIA, inutile negarlo che “crudelizza” ed infierisce sulle vittime in ginocchio, dopo averle ignobilmente blandite, promettendo cure e tutela affinché s’imbarchino volontariamente sul carrozzone del VITTIMIFICIO; esattamente, come il Mangiafuoco di “Pinocchio” con i suoi  vivaci teatranti ridotti a mute marionette. C’è una sorta di racket nell’antiracket del quale, stranamente, neppure il tuttologo scienziato plurispecializzato Roberto Saviano s’è avveduto.
La vera battaglia, in ordine di tempo – come vanno ripetendo diversi “testimoni di giustizia”, erroneamente confusi dal volgo con i “collaboratori di giustizia” (che sono lerci figuri del PENTITIFICIO di Stato, trattati con i guanti gialli) - è contro la mafia dell’antimafia, su quelle associazioni che hanno ricevuto fior di milioni di Euro e non hanno mai rendicontato nulla; denaro che viene dalle tasche dei contribuenti e dovrebbe servire per permettere alle vittime della criminalità di rimettersi in piedi, di ripartire… invece… non si sa che fine facciano. Per dirla meglio, senza fronzoli, molti di loro sospettano che quei soldi siano divenuti una forma di finanziamento illecito ai partiti. Con un pizzico di intelligenza e buonsenso, piuttosto che favorire questo fenomeno che sordidamente intende richiamarsi alla LEGALITA’ e che grava comunque sui contribuenti già tartassati, basterebbe solo redistribuire alle vittime del racket le ricchezze sequestrate quotidianamente alla criminalità organizzata invece che lasciarle alla gestione del monopolio di altre associazioni “benefiche” che profumano d’incenso… Basterebbe, se lo Stato fosse davvero fine a se stesso, che l’altro monopolio, quello dell’antiracket fosse gestito dalle Direzioni Regionali delle Entrate o dalle Tesorerie regionali e NON presso il  Ministero degli Interni, mediante costosa scissione di “scrivanie” dirigenziali di improvvisati “reparti speciali” senza pedigree e curriculum, scarsamente avvezze alla contabilità di Stato… Basterebbe, come accade nei Centri di Chirurgia dei Trapianti, stilare presso i dicasteri finanziari ed economici le liste di precedenza dei moribondi “pazienti” in attesa di un “trapianto d’organo vitale” che consenta non la pietosa sopravvivenza da carità pelosa demandata al pacco della Caritas ma il ripristino di tutte le facoltà imprenditoriali della vittima, così che di riflesso, in questo “Paese” cieco e stupido che ha permesso, per ignavia e per ingordigia del tutto assimilabili alla mentalità mafiosa, la morte di migliaia e migliaia di imprese, l’economia torni a girare. Effettivamente, si ha la sensazione che tenere in piedi le terribili EMERGENZE nazionali, soprattutto negli ambiti della SICUREZZA e della “Monnezza”, sia particolarmente remunerante per certi insospettabili “burosauri” di alcune caste al Potere che si dilettano nella moltiplicazione dei disastri e degli appalti per sanificarli… praticamente, come diciamo a Napoli, la perfetta utilità del “ciacca e medica!”. ….
Buona strada, famiglia Orsino! Non sei più sola! Menzione d’onore per le terribili “amazzoni” Marina Romano, Agnesina Pozzi, Marina Salvadore, Franca Decandia, Biagina Grippo ed al gruppo “S.O.S. AMICI………. aiutiamoci tra noi!!!!!!!” su Facebook


album fotografico al link su FB 
https://www.facebook.com/LaVoceDiMegaride/media_set?set=a.10202554235170900.1646738368&type=3  

 
 
 

TUTTO TORNA, DOTTORESSA AGNESINA POZZI!

da redazione Napoli


I giudici di Strasburgo hanno condannato l’Italia per averlo tenuto in prigione, tra il 24 ottobre 2007 e il 24 luglio 2008, nonostante il suo stato di salute fosse “incompatibile” con il regime carcerario. Si tratta “solo di una sentenza di primo grado che può essere ancora appellata. Il vero motivo di soddisfazione sarebbe un eventuale accoglimento del ricorso per l’accusa di associazione mafiosa.  Lo Stato italiano ha celebrato un processo violando alcune norme di legge. Per anni, se ricordate, abbiamo sostenuto la "difesa"  di Bruno Contrada, quando giaceva obliato in galera, come una vecchia palandrana in un baule in cantina, soprattutto dissertando sul reato ascrittogli; una invenzione giudiziaria non contemplata dal Codice: il CONCORSO ESTERNO in associazione mafiosa...  ONORE, dunque, al prefetto Contrada! La storia, ci auguriamo, non finisca qua e la revisione del Processo è d'obbligo... ma è doveroso, nel caso di specie, ricordare la figura professionale della dottoressa Agnesina Pozzi, l'unico PERITO MEDICO, dopo una pletora di "scienziati" e di istanze all'ostico Tribunale di Sorveglianza di Napoli, a dimostrare la gravità delle patologie del celebre detenuto ed a guadagnargli, finalmente, la misura dei DOMICILIARI! Uno dei capitoli più avvincenti dell'odissea giudiziaria di Bruno Contrada! Grazie, dottoressa Agnesina Pozzi, per la sua competenza e generosità e per aver percorso, per anni, eroicamente con tutti noi del "Comitato Bruno Contrada" il terrificante Golgota dell'agnello sacrificale di Stato, per aver camminato tra i rovi ed il filo spinato a piedi nudi, per aver subìto con tutti noi lo scherno e l'odio dei "robespiérre" forcaioli di regime e dei sedicenti "antimafiosi", per le "torte in faccia" e le rogne condivise... grazie per aver pagato "di tasca propria" la truffa subìta dal "Comitato" a cura dell'editore FALCO che s'era impegnato a pubblicare il nostro corposo dossier sul "caso Contrada": mirabile opera di verità ed acume, possibile solo a chi REALMENTE è stato instancabile testimone ed interprete di quella allucinante saga, a differenza dei "giornalai di poi" assurti inspiegabilmente ai successi editoriali cartacei e televisivi, una volta divenuto Contrada l'ideale trofeo di ogni postumo scribacchino ed opinionista senza argomenti! 

 
 
 

IL GIORNO DEL RICORDO DELLE VITTIME DI SERIE B

consueto omaggio da archivio de "La Voce di Megaride"


SULLE FOIBE SVENTOLA IL "TRIDOLORE
di Marina Salvadore

"Numerosi furono a Napoli e provincia i profughi raccolti nei campi IRO; molti di loro han dato lustro alla nostra città, motivo per cui sarebbe d’obbligo istituire a Napoli un Museo Storico che raccolga le cronache, le memorie di tante famiglie di esuli giuliani dell’Istria e Dalmazia. Anche nelle fila della Pubblica Amministrazione numerosissimi sono i funzionari profughi e figli di profughi della Venezia Giulia. La verità deve emergere libera e fiera… "ADDA SCHIARA’ JUORNO!", come si dice a Napoli".

Il negazionismo è un atroce crimine contro l’Umanità e contro la Memoria e l’Identità di un Popolo martoriato… quando non del tutto estinto mediante pulizia etnica… ma quando si fa riferimento al SOLO martirio della Shoah, occultando altri olocausti ed altre diaspore di Popoli “altri”, allora sorge naturale il dubbio che la sola Shoah celebrata e commemorata nel mondo sia un Culto di Massa, strumentale ad altri obiettivi politici… ed è allora che con più tristezza pensiamo a quegli ebrei poveri del dio di Abramo, in prevalenza polacchi, decimati nei lager… capri espiatori per l’affermazione del Sionismo… che è, invece, l’altare mondiale del DIO DANARO. Ed è ancor più criminale che l’Identità e la Memoria di altri Olocausti e Diaspore dei Popoli “altri” vengano occultate, proibite, cancellate proprio nei Paesi di questi martiri. Penso all’Olocausto ed all’Esodo del Popolo meridionale durante e dopo il Risorgimento Italiano… alla decimazione dei nativi americani… alla popolazione dell’atollo di Bikini, cancellata dagli esperimenti atomici…. Ma soprattutto penso agli Italiani, vestiti di tricolore, a quelli infoibati ed a quelli scampati dall’inferno dei TITINI che chiesero asilo in casa LORO, in ITALIA… e vennero trattati peggio di come oggi noi trattiamo gli extracomunitari dei barconi di immigrati clandestini. L’ITALIA, fino al 2004 ha sempre finto di ignorare il dramma di questi suoi figli! L'Italia, conferì il 2 ottobre 1969 al criminale maresciallo Josip Broz dettoTito la massima onorificenza: a tutt'oggi, "druse" Tito è Cavaliere della Gran Croce della Repubblica Italiana! L’Italia nel 2007 ha emesso un severo decreto ministeriale contro il negazionismo della Shoah… Nelle scuole d’ITALIA di ogni ordine e grado si studia e si commemora Il solo OLOCAUSTO che il mondo riconosce e certifica, a monito futuro per le future generazioni, perché sappiano cos’è l’ORRORE, la CRUDELTA’ dei razzisti… ma non v’è cenno nei libri di scuola italiani e non v’è commemorazione alcuna nelle aule, scolstiche e istituzionali, del MARTIRIO del popolo ITALIANO di Istria, Fiume e Dalmazia, con il risultato di aver contribuito, con questa pratica insensata dei “due pesi e delle due misure” a fare del celebrato POPOLO ELETTO un POPOLO di ELITE ed a sconfinare, per assurdo riflesso, nell’antisemitismo, delle quali, spesso, le cronache ci informano! Come pure è osceno, nel caso degli ITALIANI della Venezia Giulia che alcune parti politiche del Paese – com’è avvenuto postumamente per i martiri di Cefalonia - adottino SOLO ORA come strumento di propaganda nazionalista il loro dramma, poiché quel Tricolore che svettava sul loro Golgota non li ha mai blanditi ne’ accarezzati ne’ protetti… e perché tutti gli ITALIANI, indistintamente, dovrebbero loro rendere omaggio; anche gli ipocriti eredi di Togliatti che non poca parte ebbero nella strage e che ancora oggi, ripuliti in un bagno di democrazia, occupano gli scranni più alti del Paese che tradirono nel sangue, prima indossando l'uniforme universitaria fascista, eppoi - a cruenti giochi fatti - trasmigrando tra gli sponsors devoti del nuovo sanguinario regime ! 
In questi lunghi anni dedicati alla libera informazione ho intervistato autorità ed autorevoli, prestigiosi e prestigiatori, illustri e lustrati… ma questo è il mio più timido ed impacciato servizio… perché intervisto una scampata alle foibe…. Perché questa donna è mia madre!

link al video IL TRIDOLORE http://www.youtube.com/watch?v=Ay-MavFliWg

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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DEDICATO AGLI EMIGRANTI

 

NOMEN OMEN

E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

IL MEZZOGIORNO CHE DIFENDIAMO

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vuoi effettuare un tour virtuale e di grande suggestione tra le numerose bellezze paesaggistiche, artistiche ed architettoniche di quel Mezzogiorno sempre più obliato dalle cronache del presente?
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I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!


Il libro del mese: