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Un blog creato da vocedimegaride il 09/11/2006

La voce di Megaride

foglio meridionalista

 
 

UN MUSEO NAVALE STORICO PER NAPOLI

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UN MUSEO NAVALE STORICO PER NAPOLI

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FAMIGLIE D'ITALIA

"ARGO" (dim.di LETARGO) il caporedattore de "LA VOCE DI MEGARIDE"/blog, coraggioso foglio indipendente, senza peli sulla lingua... ne' sullo stomaco!
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Il social family project di Umberto Napolitano
http://famiglieditalia.wordpress.com/

 

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LE NOSTRE VIDEO-NEWS

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L'archivio delle video-news e delle interviste filmate per "La Voce di Megaride" è al link http://www.vocedimegaride.it/Fotoreportages.htm

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SFIZIOSITA' IN RETE

 Il traduttore online dall'italiano al napoletano
http://www.napoletano.info/auto.asp

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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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LE SOLITE SORPRESE NELL'UOVO DI PASQUA DEGLI ORSINO

Post n°1839 pubblicato il 18 Aprile 2014 da vocedimegaride
 

... MA E' COLPA LORO: SONO MASOCHISTI, PERDINCIBACCO! C'HANNO PRESO GUSTO A PERSEGUITARSI DA SOLI ED ORA CHE PER I BRAVI CAMORRISTI ESTORSORI NON SONO PIU' DEGNI D'ATTENZIONE, CI PENSANO GLI "INFALLIBILI" GIUDICI A MOVIMENTARGLI LA VITA. AH! CHE SI DEVE FARE, PER NON RINUNCIARE AD UN PO' DI SANI BRIVIDI D'ORRORE, NELLA VITA DI QUESTI AUDACI AMANTI DELLO SPORT ESTREMO DELLA... SOPRAVVIVENZA!
LASCIAMO LA CRONACA DELL'INCREDIBILE ALLA PENNA DEL PROTAGONISTA; VOIALTRI CHE CI LEGGETE, ESPRIMETEVI, GIUDICATE, METTENDO IN CONTO CHE COME FUNZIONANO LE COSE IN QUESTO PAESE,  DOMANI GLI "ORSINO" POTRESTE ESSERE VOI !

di LUIGI ORSINO

Ringrazio il sig. giudice che con apposita
appendice alla sentenza di sfratto esecutivo ha voluto farmi capire, se mai
ancora potessi nutrire il minimo dubbio, che “Giustizia” è una parola fine a
stessa, svuotata di ogni significato pratico. Il potere interpretativo dei giudici sarebbe cosa giusta se si limitasse ad interpretare le leggi restando, comunque, all’interno dello spirito ispiratore della legge. Quando, invece, l’interpretazione travalica gli scopi della legge ed anzi ne travisa il significato, non ha più senso far riferimento alla legge originale. In questi casi il giudice smette di fare il suo mestiere e si trasforma in legislatore. A cosa serve il Parlamento? Bastano i giudici che, senza il fastidio di eleggerli, fanno le leggi. Capita così che il sottoscritto ritenendo troppo severa la sentenza di sfratto esecutivo immediato abbia fatto opposizione. Tale procedura, consentita dalle leggi vigenti, fa si che ci si appelli ad un collegio di giudici perché valuti la sentenza. Infatti i giudici collegiali ritennero che lo sfratto immediato fosse un provvedimento troppo severo e mi concessero un rinvio di sei mesi, ormai scaduto. Il giudice dall’alto della sua severità ha ritenuto che io avessi, facendo valere il mio diritto sancito dalle leggi, fatto un affronto a suo danno, che avessi agito con dolo, malafede e temerarietà. Ma, gli chiedo, se da parte mia ci fosse stato dolo, malafede e temerarietà i giudici collegiali perché avrebbero dovuto accogliere la mia istanza? In ogni caso il sig. giudice, dall’alto del suo scranno, ha ritenuto di dovermi punire, punire per aver chiesto una minor
severità di giudizio come la legge mi consentiva e come altri giudici hanno ritenuto di dovermi concedere. Considerato che non poteva, per le citate ragioni, punirmi in modo più palese, magari con il carcere a vita essendo l’Italia priva della pena capitale, mi ha privato del mio diritto alla difesa. Infatti accertato che io non ho la possibilità economica per permettermi un legale, ed avendo le idonee caratteristiche reddituali, ho chiesto ed ottenuto il patrocinio a spese dello Stato. Ebbene il giudice ha annullato il parere favorevole dell’ordine degli avvocati che mi aveva ammesso al gratuito patrocinio per “colpa grave”. La colpa grave è l’avermi permesso di ricorrere ad un collegio giudicante ritenendo la sua sentenza troppo severa e punitiva, come dire che lui da solo vale più di tre giudici che la pensano diversamente sullo stesso argomento.
Io sono stato punito per aver chiesto ed
ottenuto un po’ di giustizia, ma chi punirà il giudice per il suo comportamento
così apertamente favorevole ad una parte a discapito di un’altra? Come potrò ora
difendermi se non ho più la possibilità di avvalermi dell’aiuto di un legale?  
 
nota di redazione - l'ultima volta
che abbiamo trattato il caso Orsino: Post
n°1834 pubblicato il 05 Marzo 2014 . Andate a rileggerlo!



 
 
 

Ciao, Romano !

Post n°1838 pubblicato il 07 Aprile 2014 da vocedimegaride
 

di Marina Salvadore

"Saglie 'n'cielo
e 'ncielo sénteno
tutt'e stelle
'a voce mia"

Siamo stati, per anni, concentrati sul dramma giudiziario dell'UOMO Bruno Contrada, sulla sua persona pubblica e privata e non abbiamo avuto la minima attenzione per il  più sensibile e provato Romano, suo dolcissimo fratello che in prima persona, senza "luci del varietà" che ha dato notorietà a tutti, sostenitori e detrattori, con coraggio estremo e grande pena nel cuore - già minato gravemente nella salute - tracheomizzato, urlava senza voce più degli altri, fuori dal coro, chiedendo verità e compassione per Bruno, offrendo se stesso, rinunciando persino, come accadde nel 2008 e ne fui testimone, alle cure salvavita pur di riportare a casa, ai suoi affetti, il fratello. Romano non c'entrava niente con questo lercio "sistema", con questo " im-mondo " ... era un poeta e sopravviveva tenacemente al soffocante grigio plumbeo della saga di famiglia, nelle albe e tramonti della sua Napoli, nei sogni e speranze dei suoi congiunti più giovani; quelli che avrebbero avuto diritto ad un presente, opportunamente riscattato dal prezioso dolore della sua interiorità e dignitosamente non manifesto, in generoso rispetto degli altrui, diversi, dramma esistenziali. Era riservato e pudico, Romano, ma c'era sempre e si sforzava, spesso, di partorire un sorriso, pur non avendone voglia, per asciugare pena, delusioni e rabbia dagli animi di parenti, amici e semplici conoscenti... invece, il vaso di cristallo tra i tanti di ferro era lui! L'unica cosa che mi rinfranca è il ricordo di averlo rasserenato, qualche volta, colloquiando con lui al telefono nonostante egli fosse convinto che per il suo male alcuno potesse farlo: si sentiva menomato... ma, credetemi, non ho mai incontrato nella vita un essere che sapesse andare oltre il suo handicap, fingendo di dimenticarlo, per non "urtare" la sensibilità dei più fortunati. Al di là delle scuole di pensiero sulla maledetta vicenda che vide protagonista il suo amato fratello Bruno, è doveroso ricordare che tutta la famiglia Contrada, per il solo fatto di chiamarsi Contrada, subì angherie terribili ed umilianti verifiche. Ricordo perfettamente le penose processioni di questa famiglia - cui, spessomi unii -  i cui componenti erano già molto attempati e stremati, sotto il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, sotto il padiglione Palermo dell'ospedale Cardarelli, in carcere a S.Maria Capua Vetere, dopo essere stati rivoltati come calzini e ridotti nel fango delle illazioni e del sospetto - marchiati di infamia; loro, la cui memoria ereditaria di dignitosa buona famiglia, con una storia alle spalle, salvaguardavano religiosamente. Anche oggi, alla notizia del suicidio di Romano Contrada, l'eco funesta di quell'odio ideologico e ben orchestrato da più illustri personaggi, tra pendagli da forca e rampanti togati politicizzati ormai privi di "allure", incombe sulla cronaca e Romano Contrada è stato ancora una volta spodestato dal più illustre fratello, nei titoli di stampa e soprattutto nell' "anti-socialnetwork", dove una pletora di caproni ignoranti, protetta dallo schermo di un computer e sotto falsa identità, sta vomitando di tutto, tranne che quella Pietas dovuta ad un comune cittadino disperato, non diverso dai "disperati" dell' "Agenda Monti" e agende successive; un uomo che "ha deciso di decidere" della sua vita e non a caso ha scelto di farlo in strada, all'aperto, in un viale detto Liberazione! Neppure quest'ultima onta è stata risparmiata al nostro Romano Contrada ed è proprio questo, paradossalmente, a dargli ragione del suo coraggioso Grande Rifiuto, come un eroe da libro di scuola, col suo urlato "IO NON CI STO!", così manifestamente dignitoso e diverso da quell'altro "Io non ci sto!" di un nostro presidente della Repubblica; quello eletto alla chetichella nel '92, sugli umori dei cadaveri ancora caldi di Capaci!...
Ora che Gli hai restituito la sua voce e che, probabilmente, sta già intonando delle bellissime canzoni napoletane, "l
'eterna GIOIA dona a Romano, Signore! Splenda ad egli la LUCE PERPETUA della Nuova Vita. Riposi nella Tua LETIZIA. Amen!"

...ancora un po', eppoi ci rivedremo!

foto: 1) Romano Contrada; 2) I nove fratelli Contrada 

 
 
 

LUIGI ROTUNNO - la madre degli imbecilli è sempre incinta!

Post n°1837 pubblicato il 13 Marzo 2014 da vocedimegaride
 

AVVISO AI LETTORI: DENUNCIA A POLIZIA DI STATO - DA OGGI I MESSAGGI ED I COMMENTI SUL BLOG NON SONO PIU' LIBERI MA MODERATI

La scrivente Marina Salvadore, titolare del Blog LA VOCE DI MEGARIDE all’indirizzo http://blog.libero.it/lavocedimegaride in data 12 marzo u.s. rinveniva commento non inerente ad un post pubblicato nel lontano dicembre 2006, pubblicato da sedicente LUIGI ROTUNNO in data 11 marzo u.s.Il testo in oggetto è altamente diffamatorio e cita nomi e dati sensibili di persone così facilmente individuabili che vorrete autorevolmente provvedere ad informare di queste gravissime e gratuite ingiurie.
Il sedicente “LUIGI ROTUNNO”, onde non consentire la cancellazione del suo volgare proclama con tanto di lista di proscrizione - nella quale figura anche un minore - postava la sua indegna paccottiglia a pie’ di pagina di un redazionale pubblicato diversi anni addietro, credendo di rendere così impossibile ai titolari del blog di cestinare il suo “capolavoro letterario”. Con pazienza certosina, andando a ritroso cronologicamente, mese per mese, fino al dicembre 2006, la scrivente riusciva a reperire quanto oggetto di questa denuncia e provvedeva a censurare il volgare sproloquio, cancellandone ogni traccia (che comunque reperirete in copia-cache su piattaforma Libero); nel contempo, la scrivente era anche costretta ad applicare al blog – suo malgrado – la procedura di moderazione dei messaggi e dei commenti, chiudendo ai numerosi lettori ed affezionati estimatori la possibilità di intervenire liberamente sui temi diversamente trattati, costretta quindi a censurare la libertà di espressione altrui, a causa di quei pochi molesti e ignobili vigliacchi che utilizzano la rete unicamente per dar sfogo ai loro più bassi istinti.
Di seguito,si acclude il testo,così come integralmente ricopiato dalla web, intendendo in prima persona denunciare l’autore per il danno arrecato all’immagine, alla professionalità ed al decoro della sottoscritta, ben nota quale giornalista e scrittrice ed il cui blog in questione e la web www.vocedimegaride.it  sono stati anche premiati da riconoscimenti pubblici e delle istituzioni.

Con osservanza

Marina Salvadore

LUIGI ROTUNNO il 11/03/14 alle 16:49 via WEB

ATTENZIONE AL BASTARDO NAZIPEDOFILO ASSASSINO CXXXXX CXXXXXXXX DI XXX E PXXXXX VIA MXXXXXX xx ( NATO A LXXXXXXX IL xx.xx.xxxx). PADANAZISTA E BERLUSCONAZISTA, MEGA FIGLIO DI PUT.ANA XXXXX XXXXXXX DIXXX E XXXX VIA XXXXXX XX: PREPARA ATTENTATI KILLER PER LE OVRA E GESTAPO, SIA PUBBLICHE CHE PRIVATE DI SXXXXX BXXXXXXX, PXXXX BXXXXXXXX E VERMINOSA ZOCCOLA DXXXXX GXXXXXXX SXXXXXXXX (VEDI POLIZIA SEGRETA CON COTANTO DI SVASTICA AL BRACCIO DI NOTI TOPI DI FOGNA MISTI A BASTARDI ASSASSINI GXXXXX SXXX E RXXXXXXXX SXXXXXX). COME DEI, VI ASSICURO, FREQUENTISSIMI MANDANTI DI OMICIDI, TANTO QUANTO, UXXXXX BXXXXX, MXXXXX SXXXXX E RXXXXXX CXXX (CHE SI COMPRA LE XXXXX PEDERASTA, VERDE-ROSA, A XXXXX, COI SOLDI DEL POPOLO COG.IONE). LO SCHIFOSO ESCREMENTO NAZISTA E KILLER, CXXXXX CXXXXXXX DI PXXXXX VIA MXXXXXXXX xx  E DI CRIMINALISSIMA XXX (VIA PRIVATA XXXX XXXX  XXXXXXXX 43 XXXXXX: ALIAS, QUALCOSA DI GEMELLO, ALLA MEGA AMMAZZANTE PERSONE PER BENE, DXXX DI AXXXXXX PXXXXXXXX) PREPARA UCCISIONI DI CHIUNQUE NON SIA MERDACCIA PREZZOLATA COME LUI, DA NOTO PEDOFILO SXXXXX  BXXXXXXXXXX ( PEDOFILO COME CXXXXXXX CXXXXXXXXXX DI XXX E PXXXXX, STESSO; MA NE SCRIVEREMO ALLA FINE). PER NON DIRE DEL SXXXXX BXXXXXXNI BASTARDO MASSO-N-AZISTA, MEGA MANDANTE DI OMICIDI E STRAGI. PROPRIO COSI', AVETE LETTO BENISSIMO, PER NON DIRE DEL SXXXXX BXXXXXXXXXXXX STRAGISTA, MEGA MANDANTE DI CENTINAIA E CENTINAIA DI OMICIDI MASCHERATI DA FINTI MALORI, SUICIDI, INCIDENTI. ED ANCORA SXXXX BXXXXXXXXXX VERMINOSO DITTATORE, MAFIOSO, CAMORRISTA, NDRANGHETISTA, MEGA RICICLA SOLDI MAFIOSI, CAMORRISTI, NDRANGHETISTI....ED ANCORA SXXXXXXXX BXXXXXXXXXX IMMENSO LADRO, TRUFFATORE, PAGLIACCIO, FALSO, POR-CORRUTTORE E TANTISSIMO DI TERRIFICANTE ALTRO. PER NON AGGIUNGERE ANCHE DEGLI ALTRI DELINQUENTI DI ULTERIORE RIFERIMENTO DELLA DIARREASSASSINA CXXXXXXX CXXXXXXXXXX DI XXX E PXXXXX VIA XXXXXXXX xx. OSSIA I PRIMA CITATI RAZZISTI, PREZZOLATI, FALSI, VISCIDI, NAZISTI E LADRONI RXXXXXX MXXXXX, RXXXXXX CXXX, LXXX ZXXXX, MXXXXX SXXXXXX, UXXXXXX BXXXX E SUOI VERMI DEL KU KLUK KLAN PADANO. TIPO IL MEGA LAVA EURO MAFIOSIO FRUTTO DI MEGA MAZZETTE O MEGA FURTI RIGUARDANTI LL LEGA LADRONA ED EX PDL POPOLO DI LADRONI ( ORA FORZA ITALIA ... DI TIPO MAFIOSO)..... IL GIA' TANTE VOLTE IN CARCERE: PXXX BXXXX ( BLOG XXXXXXXXX XXXXXX NOTO A TUTTO IL MONDO COME "MERDATO" XXXXXX). ESSENDO "BXXXXXXXXX CLASSIC E NON CERTO SPECIAL", IL CITATO PEDOFILO CXXXXXXX CXXXXXXX DI XXX E DI XXXXXXX VIA XXXXXXXX xx SODOMIZZA DA SEMPRE I FIGLI FXXXXXX XXXXXXXXXX (NATO A XXXX IL xx.x.xxxx) E MXXXXX XXXXXXXXXXXX (NATO A XXXXXXXX IL x.x.xxxx)! INSIEME A MOGLIE, PRIMA CITATA, SCHIFOSISSIMA BALDRACCA MXXXX LXXXXXXX, SEMPRE DI PXXXXXXX, VIA XXXXXXXXXX, xx. PER ANNI ED ANNI AD XXXXXXXX A FARE DEPRAVATO SESSO ANALE CON SCHIFOSI, PERVERTITI, BAVOSI, OMICIDA, MAFIOSI E NAZISTI VECCHIARDI BXXXXXXXXXXXXX ( VI SONO CENTINAIA DI FOTO E VIDEOS A PROPOSITO)!!!

All' autorità giudiziaria ed ai diretti interessati, ovviamente, il testo è stato trasmesso in versione integrale, senza censure!

 
 
 

FANTASMI AL FRONT-OFFICE - un raccontino tra il surreale e il reale

di Marina Salvadore



Bislacchi Caterina moglie di Guidobaldo Alceste era ormai divenuta una presenza fissa al front-office dell’Agenzia delle Entrate di Schirlimpopoli. Era una bionda donna sulla cinquantina dal bell’ovale color dell’avorio che in altro contesto -anche per via di una perfetta dentatura e una delicata somiglianza con Abbe Lane - avrebbe fatto pensare ad un’attrice americana degli anni ’60 in vacanza in Italia e non ad una contribuente in attesa da più di qualche anno di un rimborso Irpef che s’era perso per strada. A volte, trascinava seco, come appeso ad un invisibile guinzaglio pendente dalla sua mano ingioiellata di “oro di Bologna” e turchesi, l’attempato ed uniformemente grigio Alceste suo marito, il cui volto terreo e il respiro affannoso raccontavano di una qualche grave patologia in atto; infatti, lo sguardo della esile e distinta signora – chiunque, ovunque e comunque fosse il suo interlocutore - era costantemente piantato nello sguardo sempre “lontano” del marito, come s’egli fosse tenuto in vita o, semplicemente, con i piedi per terra dal fiato della compagna che – pure – nonostante il gradevole aspetto, denotava una stanchezza… stancante anche a dirsi. La signora Bislacchi non sorrideva mai; non ne aveva motivo e tale era il contrasto con la sua “mise” da adolescente: anfibi bassi ai piedi, un largo e fluido pantalone a quadri scozzesi rossi, gialli e blu ed un blazer oversize di maglia, a collo alto, blu elettrico: una “botta di vita” incredibile se abbinata al grigio uniforme del coniuge! Nel piccolo ufficio di Schirlimpopoli era da poco giunta, trasferita dalla Padania,  un’impiegata “speciale”, sociologa, psicologa e medium; una nuova figura professionale che -  date le pericolose emergenze della crisi nazionale e il malcontento crescente tra i sudditi – il Ministero aveva spedito lì, per tenere il polso della situazione e nell’intento di contenere i sempre più bollenti spiriti degli esasperati utenti vessati dal Fisco. La “guardiana della soglia” era una sorta di amazzone che sapeva tirar di scherma e all’occasione anche di fionda, alle spalle aveva un brevetto paramilitare per aver frequentato un anno di corsi di sopravvivenza in Tanzania, finanziati dal Ministero  e circa 27 anni di accademia di arti marziali alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, ove s’era specializzata anche in antropologia criminale e fisiognomica comparata. Il piccolo ufficio di Schirlimpopoli era all’apice della classifica degli Interni relativamente agli uffici più “difficili” e ingestibili sul territorio, in quanto ad utenza esasperata e reazionaria; così l’Infiltrata fu assegnata in trincea al pre -“front-office”. In uno stanzino d’ingresso  tranquillo, dipinto di azzurro – il colore del relax – riceveva uno ad uno i numerosi visitatori quotidiani, per  “audirli” e smistarli – come un abile tour operator – ai vari servizi, a seconda dei funzionari disponibili e più “in salute”… Ella stessa, fine conoscitrice del genere umano, aveva opportunamente ridotto di qualche tono la marziale presenza fisica, munendosi addirittura di due grucce per fingersi più debole degli avventori, onde evitare sin dal primo impatto l’effetto “faccia da schiaffi” che solitamente il logo dell’Agenzia stampava virtualmente in fronte ai propri operatori, senza curarsi delle conseguenze letali. La gente, infatti, non dissociava le facce dal logo, così il front-office di trincea aveva finito col somigliare sempre più al baraccone di un tirassegno del Luna Park ed il Salone di prima accoglienza ad un Saloon del Far West! Intanto, non v’era giorno in cui sui quotidiani nazionali non si lesinasse sulle terribili cronache di “pubblicani” spediti direttamente dai Front Office ai Pronto Soccorso dei locali nosocomi e quasi quotidianamente il Ministro nei tiggì nazionali si diceva preoccupato per il nuovo buco di bilancio, direttamente proporzionale alle richieste di risarcimento danni  dei suoi “pubblicani”; per contro, soltanto qualche trafiletto di poche righe, qui e là nelle cronache di provincia, recava notizia dei tanti suicidi di contribuenti disperati: l’insieme dell’informazione pilotata era una sorta di “campagna di Pubblicità Progresso” ben architettata dai Media di Governo, per non allarmare la popolazione bensì solo per spronarla a recarsi  come greggi belanti presso gli uffici “maledetti”. Bankitalia e l’Istat, infatti, avevano statisticamente stabilito che su 10 contribuenti censiti in visita presso gli uffici, 2 ci lasciavano le penne, subito o nel giro di qualche settimana, in gaudio dell’INPS;  5 erano praticamente insolventi ma almeno 3 potevano ancora essere spremuti e ricavarne olio per le lampade del Palazzo e su quei 3 “solvibili” su 10 il Paese “ci campava”… Nel giro di qualche mese, in Schirlimpopoli e frazioni e province limitrofe, s’era sparsa la voce che una strana “impiagata venuta da lontano”, sciancata ma gioviale e disponibile all’ “ascolto”, era in forza all’ufficio più odiato del circondario. Il flusso d’utenza giornaliero crebbe smisuratamente. Persino i  bulli, gli arroganti, gli esasperati, i maneschi, i violenti presero a recarsi in quel purgatorio, un po’ per curiosità, un po’ per necessità… un po’ – diciamolo! - per senso di sfida. In questa masnada brigantesca, fuori posto come rigurgitati da un’altra dimensione, i coniugi Guidobaldo Alceste e Caterina: lui, maestro di scuola in pensione; lei, ex insegnante di violoncello e casalinga per dedizione coniugale. Ogni volta, più volte a settimana, da sola o in compagnia del fragile coniuge, Caterina nata Bislacchi si accomodava nel piccolo stanzino del “Centro Ascolto” dell’Agenzia, farfugliando sempre di un rimborso mancato del quale non sapeva indicare gli estremi, a cominciare dall’anno di riferimento. Faceva grande fatica a ripescare dalla memoria particolari che – probabilmente – aveva rimosso perché fonti di tristezza… e quel mancato rimborso figurava tra i ricordi tristi insieme a chissà quante altre cose… Ne parlava in astratto, implorando aiuto con gli occhi sgranati ma pieni di  lacrime non versate, simili a due trasparenti bicchierini di cognac. Non cambiava mai d’abito: sempre la stessa mise oversize e gli anfibi… ed una sacca in spalla che sembrava non contenere nulla. Lei, apparentemente sempre più confusa e gracile. L’Infiltrata, nel corso dei mesi, aveva imparato ad ascoltare col cuore e non solo con le orecchie ciò che i cuori e non solo le bocche degli incorreggibili “vandeani”  volessero esprimere, caso per caso. Spesso, i contribuenti appartenenti alle fasce sociali più deboli; in particolare gli anziani, i pensionati Inps, i giovani precari e disoccupati, gli artigiani, le vedove e le ex ragazze-madri, gli handicappati ed i disabili afflitti da terribili patologie… tutti, disperatamente soli… si presentavano in Agenzia solo alla ricerca di un interlocutore, di un volto attento alle loro recriminazioni, giuste o sbagliate che fossero. I più scalmanati e guerrieri, nel tempo, s’erano placati e passavano di lì solo per un saluto… o, addirittura un sorriso all’Infiltrata che sempre più si sentiva parte di quell’esercito e sempre meno serva del Potere. Un giorno, per rinfrancare un po’ la povera Caterina Bislacchi ch’era giunta in ufficio più pallida e triste del solito, l’Infiltrata le procurò un “pass” per il back-office, previa novena telefonica al funzionario addetto ai rimborsi perché si adoprasse per la signora, almeno cercando di capire gli estremi della ripetuta istanza. Dietro consegna di una consunta Carta d’Identità, il magico “pass” accese finalmente un timido sorriso sul bel viso di Caterina che al termine del suo primo colloquio ufficiale con il funzionario tornò, poi, a ritirare il suo documento nello stanzino che straripava di gente tra cui due arroganti supponenti in delirio di onnipotenza che altri non erano che due consulenti con tessera professionale dell’ordine dei dottori commercialisti, convinti d’essere dei “padreterni” venuti a redaguire ed a castigare i sottosviluppati travét dell’Agenzia delle Entrate. Tornarono utili le due grucce all’Infiltrata che non raccolse le altisonanti offese e le minacce dei due soloni ed in perfetto silenzio, dinanzi al suo sodale esercito di poveri cristi che per lei intimamente tifavano, impugnò e puntò sul petto di ognuno una gruccia, spingendoli fuori della porta, tra le braccia della guardia giurata, come due pollastrelli infilzati allo spiedo…  ed un applauso scrosciante degli astanti riempì tutto il Front-Office. Liberatorio! Fu lì che scattò l’illuminazione! Profonda conoscitrice della Storia, l’Infiltrata comprese che sull’onda psichica mai esauritasi della Rivoluzione Francese non tanto il tronfio regime al Potere, distratto da se stesso e sordo ad ogni richiamo all’Etica, quanto la casta occulta o setta degli pseudo-intellettuali era responsabile delle tensioni sociali, sobillando il popolo e aizzandolo, prima in guerra fratricida contro se stesso, in una sorta di pulizia etnica di quelli da loro definiti inutili, improduttivi “straccioni”, eppoi scagliandoli come una muta di cani rabbiosi contro lo Stato, in favore del loro sordido gioco di avvicendamento al Potere della Fratellanza sovranazionale. Insomma, i giacobini di sempre, i primi nemici di quel Popolo che – a chiacchiere -  fingono di voler tutelare, oggi come ieri. Il giorno dopo l’episodio dei due pollastri intellettuali, Caterina Bislacchi si ripresentava con il grigio e silente marito al “Centro d’Ascolto”, per chiedere di nuovo un “pass” per il funzionario addetto ai rimborsi, farfugliando di aver dimenticato sulla scrivania del medesimo due “carte” delle quali non sapeva proprio dare definizione. Purtroppo, non era giorno di ricevimento in back-office ma lei insisteva disperata, con l’urgenza di chi  avesse dimenticato le chiavi di casa. L’Infiltrata  contattò quindi telefonicamente il funzionario, chiedendo lumi ma tutte le pratiche lavorate il giorno prima erano state da questi archiviate e non ricordava di aver rinvenuto due documenti abbandonati sulla sua scrivania. Affranta, trascinandosi il marito, Caterina andò via… ma quando l’Infiltrata sortì dal suo stanzino per salire ai piani alti della Direzione, la intravide seduta in attesa dinanzi alle postazioni del Front-Office. Del marito, neppure l’ombra. La pietas prese il sopravvento sulla naturale irritazione del momento; probabilmente, Caterina Bislacchi era affetta da qualche patologia neurologica grave, povera donna. Il giorno dopo, ancora, verso le undici si ripresentava all’Infiltrata, chiedendo un “pass” che non le si poté negare, in quanto era giorno canonico di ricevimento in back-office ed il funzionario vi era addetto per i rimborsi… e lei insisteva sull’importanza dei due documenti smarriti, senza riuscire ancora a descriverne il genere… Consegnò con un soddisfatto sorriso a labbra serrate la Carta d’Identità e volò leggera come una farfalla verso i piani alti, stringendo in una mano il conquistato “pass”…  L’ufficio era parecchio trafficato in quel giorno… e l’Infiltrata dimenticò di informarsi sulle sorti di Caterina, accorgendosi solo a fine giornata ch’ella aveva dimenticato nel suo stanzino il proprio documento di riconoscimento e che non aveva riconsegnato il “pass”… Per un’intera settimana, dopo settimane di presenza fissa che rasentavano quasi lo stalking, I coniugi Guidobaldo, singolarmente o in coppia non si videro… e non solo l’Infiltrata ma anche alcuni colleghi pensarono al peggio. Dal consunto documento  di riconoscimento, che s’avvide essere scaduto da qualche anno, l’Infiltrata recuperò l’indirizzo  e due pomeriggi dopo, con una strana ansia addosso, decise di andare a verificare di persona la situazione. Nel centro antico di Schirlimpopoli, in un basso di vicolo Misericordia, al civico 33 era la residenza dei due strambi coniugi… ma, al posto di un’abitazione c’era, invece, un negozio di casalinghi. Entrò, si presentò e spiegò il perché di quella visita al commerciante che, al racconto, impallidì. Non profferì parola, non emise suono… soltanto scappò come una saetta a chiamare senza voce ma a gesti il panettiere che aveva lì adiacente la sua bottega e l’attrasse nel suo esercizio, perché ascoltasse anch’egli il racconto dell’impiegata delle Entrate, la quale credeva di poter ottenere informazioni più precise dal nuovo interlocutore che – però – man mano che ascoltava il racconto, impallidiva anch’egli… Dopo una buona mezz’ora di mezze parole, di sospiri, di cardiotonici, il panettiere si diede coraggio e raccontò un’incredibile storia. Il maestro Alceste Guidobaldo pensionato era molto ammalato, cardiopatico grave. Con la moglie Caterina – che lo assisteva – tiravano avanti con la misera pensione di lui che, per metà se ne andava per l’affitto di quella piccola casa, per un quarto per le medicine e le cure salvavita di lui e per l’altro quarto per il  vitto quotidiano, fatto di pane e latte, pane e pastine in brodo di dado, pane e patate lesse o pane e cicoria bollita… insomma, pane sempre più spesso senza il companatico. Accadde che il Fisco, nell’anno precedente l’ingresso nell’Euro,  comunicò al maestro Alceste, con lettera raccomandata, l’immediato accreditamento di un rimborso Irpef di 900mila delle vecchie lire e che essendo egli bisognevole dell’intervento clinico di un luminare, possibile nell’urgenza dei tempi solo a pagamento e in struttura privata del “barone”, accolse come manna dal Cielo quella bella notizia e con la moglie decise di poter anticipare mediante l’utilizzo della pensione mensile quel ricovero indispensabile di due giorni che gli prosciugò il conto. Al padrone di casa chiesero venia per il ritardo eventuale del rateo anticipato di affitti per il mese successivo, ch’era in scadenza. Fecero quanto mai e più la fame, in quei giorni ma felici per aver potuto affrontare l’opera immane e inimmaginabile di assicurarsi una migliore qualità della vita con un pizzico di “salute” in più. Purtroppo, di quel rimborso Irpef annunciato e liquidato non si verificò mai l’accredito… così, pochi mesi dopo, per morosità gli fu notificata l’ingiunzione di sfratto… poco dopo, l’ufficiale giudiziario si presentò a pignorare le uniche poche cose di valore che avessero: il violoncello della signora Caterina, un orologio d’oro del padre del signor maestro ed un po’ di paccottiglia di qualche utilità… Come potevano, col rateo mensile della pensione cercavano di tamponare qui e là qualche falla, sperando sempre nell’accredito di quel rimborso… Le visite agli uffici finanziari non davano mai gli esiti sperati: quel rimborso risultava liquidato ma che fine aveva fatto? Inutile descrivere quell’agonia nel girone infernale nel quale una BUONA NOTIZIA dello Stato, uno scherzo crudele del destino li aveva gettati! Gli fu prima staccata l’energia elettrica… e prima che gli staccassero il gas, la dolce Caterina Bislacchi, morigerata ed esile creatura, nell’ultima notte su questa terra non si curò dei consumi ma ne inondò la casa, dopo aver addormentato col sonnifero il marito ed essersi sdraiata al suo fianco. Li trovarono vestiti di tutto punto; lui steso lungo sul letto, lei, in posizione fetale nel suo maxipull blu elettrico, avvinta come l’edera al corpo di suo marito. Accadde più di dieci anni fa ed a Schirlimpopoli ne parlano ancora.
 

 
 
 

LA TELEVISIONE E' UNO STRUMENTO... D'EVASIONE!

Post n°1835 pubblicato il 06 Marzo 2014 da vocedimegaride
 

da redazione



La Rai RadioTelevisione Italiana, nel silenzio dei suoi potenti mezzi di informazione popolare - quasi in totale segretezza, per un miglior effetto sorpresa - ha rimesso in pista i cari vecchi ispettori itineranti che hanno l'obbligo di censire tutti gli apparecchi radiotelevisivi, casa per casa, magari anche dei vecchi abbonati defunti o espatriati dei quali non risultano da tempo i versamenti del canone. E' una guerra al "furbetto" erede o lontano congiunto, possessore per affetto o semplice inerzia di un apparecchio "ricevente" o adibito alla ricezione dei mirabolanti programmi tv prodotti sull'onda del "pensiero unico" di regime...  anche gli apparecchi dell'epoca del "cippo a Forcella", quelli dimenticati in un angolo della cameretta della pro-zia, adusi a mobiletti portafoto dei defunti con annesso lumino e vasetto di fiori finti, su  centrino ricamato dalla bisnonna, sono ritenuti apparecchi che potreste, con un decoder, ADIBIRE alla ricezione, per cui - senza ulteriori scuse - siete tenuti a pagare il canone in quanto la furbata legalizzata del teorema radiotelevisivo ne fa di un "abbonamento" una semplice "tassa sul possesso" dello strumento; infatti, se disponete di più residenze, pagherete per ognuna - ove un apparecchio è censito - un canone, perchè grazie al fenomeno della bilocazione ed alla scelta dei tanti canali Rai nulla vieta di immaginarvi a seguire in contemporanea, in ogni casa e dinanzi ad ogni televisore i diversi palinsesti... sempre perchè non siete abbonati alla programmazione ma pagate più e diverse tasse di possesso, santa Pace, è CHIARO? Se, poi, siete titolari di più di un esercizio pubblico (bar, dopolavoro, bocciofila...) laddove sono collocati i medesimi apparecchi, allora, per ogni "locale" dovrete provvedere al cosiddetto "abbonamento speciale". La cosa più meschina è che la Rai si è ridotta persino all'accattonaggio di Stato, pur di "farci le pulci": i famosi ispettori itineranti del "censimento" radiotelevisivo - questi poveri "agenti segreti in missione deambulante", noti solo alle Agenzie delle Entrate sul territorio - stanno battendo a tappeto i quartieri più popolari ed a basso reddito delle città italiane, offrendo massime rateazioni di sei mesi in sei mesi, per ottemperare al "bollettino annuale", pur di portare a Cesare quei pidocchi che sono di Cesare e che a stento pagano le bottigliette di acqua minerale scolate per "sciacquarsi la bocca" del trivio essicale dalla superpagata Littizzetto a Sanremo o la carta igienica consumata giornalmente nelle redazioni dei TG, indifferentemente per le "veline" di partito e per l'uso dei servizi igienici. La strategia dell'effetto-sorpresa, per stanare nelle case gli evasori Rai, è quanto di più stupido i "bocconiani" dirigenti potessero inventarsi in questo momento storico che pullula di truffe a domicilio, specie in danno degli anziani che vivono soli o anche dei più giovani single. Da una parte, la Polizia di Stato egregiamente bombarda di appelli queste persone, specie i più deboli, perchè non aprano la porta a sconosciuti che generalmente si presentano come esattori della compagnia elettrica o del gas o dell'INPS e di altre istituzioni pubbliche, ripetendo fino alla noia che codesti apparati pubblici non dispongono di bande di esattori e che ogni comunicazione dell'ente o dell'ufficio pubblico è trasmessa solo a mezzo Posta. Se è vero che, nel caso della Rai, gli esattori non sono abilitati all'incasso delle somme dovute presso il domicilio del "presunto evasore", è pur vero che il metodo di esazione configura il perfetto contrario delle buone norme invocate e suggerite a tambur battente dalle Forze dell'Ordine Italiane alle più deboli categorie sociali. Ulteriormente stupido, da autentici "boccaloni" che non hanno il senso della realtà ed il polso del Paese, è - in caso di richiesta di ulteriori informazioni sul "servizio esazione"- demandare ogni DOVEROSA , DOVUTA, OBBLIGATORIA info al sito ufficiale in rete, come se gli italioti,specie quelli delle categorie deboli, evasori del canone Rai, avessero, per assurdo, in casa un computer ed una costosa connessione; soprattutto l'idoneità allo smanettamento su un mezzo così moderno! Non si comprende, poi, come mai il bombardamento pubblicitario costante e l'informazione di regime siano ammessi e ritenuti legali e non sia legittimo, invece il diritto degli utenti ad essere informati, a mezzo del medesimo strumento di "servizio", delle modalità di queste ridicole "campagne esattoriali" che paradossalmente espongono al pericolo anche i "sorprendenti" ispettori del censimento, con i rischi che possiamo bene immaginare e che - se aggrediti e malmenati da chi alla lettera applica gli ottimi inviti alla  "diffidenza" della Polizia di Stato - obbligherebbero "mammaRai" all'esborso di notevoli somme di danaro, per risarcire dei danni fisici i "valorosi" eroi caduti sul servizio, per intascare all'azienda, entro giugno prossimo venturo, pidocchiosi euri 48, 60!.... Come siamo messi male! Speriamo non saltino fuori, a breve, pure i "bocconiani" delle ASL ad istituire pattuglie specializzate di esattori di dentiere, kit per diabetici e pannoloni ai pensionati disabili!!!

 
 
 

CASO ORSINO: “Guappetiello ‘e Paranza, à fatto ‘a fjgura soja!”

da redazione


Chi segue il blog e le eroiche imprese di “Megaride” sa che ci occupiamo dal 2011 del vergognoso caso di Luigi Orsino, testimone di giustizia… in giustiziato! Negli ultimi mesi, stante il colpevole silenzio delle istituzioni e dell’opinione pubblica, abbiamo dato una potente “accelerata” al veicolo d’informazione, per via del fatto che la famiglia Orsino, spogliata di tutto, è ancora sotto stretta osservazione dei “galli ‘n’copp’ a munnezza” che – probabilmente – ne temono terribilmente la personalità e le esternazioni; non esiste, infatti, estorsione, “attentatuni”, minaccia manifesta o altro strumento di annientamento che possa privare le vittime della “criminalità organizzata” dei beni più preziosi: la DIGNITA’ e la TESTIMONIANZA PUBBLICA che coniugate assieme diventano una bandiera, il vessillo sotto cui la gente di buona volontà ama arruolarsi, come in un esercito, perché è anche vero che solo chi ha provato veramente PAURA è in grado di manifestare CORAGGIO! Le ultime cronache sugli Orsino, a parte i soliti richiami d’indignazione per come funziona (o meglio, non funziona) il carrozzone istituzionalizzato dell’antiracket e la descrizione delle ultime stazioni della via crucis di questa famiglia, promuovevano il buon libro scritto da Luigi Orsino sulla sua vicenda, “La Carezza del Male” , presentato finalmente in Portici, sotto l’egida del Comune; appuntamento andato deserto dai “complici in omertà”  ovvero gli indigeni autoctoni, minacciati dal locale clan contro cui Orsino combatte. Gli unici presenti a quell’evento, tutti di “fuori le mura porticesi”, hanno colà provato orrore e rabbia ed hanno ben pensato di fare le cose in grande, ripensando un nuovo evento in Napoli, il 15 febbraio, strombazzato ai quattro venti col megafono dell’indignazione! Evidentemente, il “ragioniere-capo” s’è molto disturbato per questo e dall’alto del suo sgabellino sulla monnezza ha ben pensato, sbuffando come una vaporiera intasata e borbottando come una pentola di fagioli, di chiamare a se’ uno dei suoi sorci, per far desistere le organizzatrici napoletane e l’autore del libro dall’apparire nuovamente in pubblico. Detto fatto, l’ignorante ratto tuttofare ha scritto un bel biglietto minatorio, degno del peggior "ciuccio" e l’ha lasciato sotto la tapparella della finestra del bagno, accessibile da un terrazzo esterno, della casa ISOLATA dove fino al giorno 12 marzo di quest’anno è contemplata la residenza “protetta” (per modo di dire) degli Orsino. Dai particolari esposti, vi rendete certamente conto di quanto sia stata temeraria l’azione segreta del feroce topo-manovale, dopo il ben più difficile compito della stesura del testo intimidatorio: “A! GIGIN A PORTICE TI PENSAV E REGNE O’ TIATR E INVECE EN’ PAROL E NISIUN E’ VENUT A NAPOL FACIMM O BIS? LE A’ FIRNI’ SI NO TU CHIAGN E PINA MOR”. Traduzione per gli stranieri... ma anche per i madrelingua partenopei discepoli di Giambattista Basile, lo Shakespeare napoletano: " Gigino (Luigi) a Portici credevi di riempire il teatro invece è bastata una mia parola perchè non venisse nessuno. A Napoli faremo la stessa cosa. Devi finirla, altrimenti piangerai e tua moglie Pina MORIRA' !". Minaccia di morte, dunque. Inutile dire che il gentiluomo Luigi Orsino, per non mettere a repentaglio la vita di altri innocenti, ha contattato, le organizzatrici per annullare l'evento (n.d.r. incredibilmente, tutte donne, le organizzatrici !). Purtroppo, il grande “macho guappo” non immaginava di aver servito su un piatto d'argento un'occasione UNICA ed irripetibile per rivendicare il martello di Thor e picchiare forte, come solo le donne degne di questo titolo di genere sanno fare, abituate come sono alle pratiche igieniche e all’Orgoglio, inclini alle sfide più degli uomini o presunti tali. Così, sotto protezione degli adorabili carabinieri di Castel Baronia, prima e di Napoli Posillipo, poi, l'evento c'è stato, sotto un sole sfolgorante, tornato solo in quel giorno dal suo lungo esilio, tant'è che dal chiuso delle sale ov'era stato preordinato, si è tenuto all'aperto su una vasta terrazza, dinanzi ad un panorama flegreo mozzafiato partecipe di tutta la bellezza della gente perbene lì accorsa coraggiosamente. Per dirla in corretto "stile pantegana" : SE A PORTICI NUN AMM' RIGNUTO 'O TIATR'... A NAPULE SE N'E' CADUTO 'O TIATRO!!!", colorita espressione in gergo “parlesia” adottata dagli artisti teatranti  napoletani per indicare grande successo di pubblico. Un successone ch'è servito a ridare grande Forza e ossigeno alla famiglia Orsino, con giornalisti e fotografi accorsi persino dal Cilento. Tutta la rete bombardata di immagini di questo stupendo evento, perchè non solo il pubblico lontano nel resto del mondo ne godesse ma soprattutto generosamente dedicato al "gallo sulla monnezza" che necessariamente ha dovuto tenersene lontano, stando ben acquattato, col suo sorcio-dipendente nella fogna della sua triste e poco invidiabile esistenza! Fin qui, la cronaca della "battaglia" ma importanti sono stati anche i contenuti e le riflessioni, a proposito dell'altro convitato di pietra, lo Stato! Eh, già! Perchè se la Camorra è “un'azienda”, necessariamente deve perseguire i suoi interessi e conseguire i risultati. La Camorra fa la Camorra, null'altro che il suo DOVERE verso se stessa, con gli strumenti primitivi che ritiene idonei, secondo le proprie leggi cavernicole e metodi da troglodita comprensibili e metabolizzabili dalla sua bassa manovalanza tribale... ma lo STATO che fa? Lo STATO non muove un dito per debellare le EMERGENZE, fatta salva la pace di pochi servitori della Patria, tra forze dell’ordine e magistrati eroici… ma troppo spesso ostacolati e vituperati da vivi e canonizzati, poi, sugli altari della retorica... ma solo da MORTI!... Spesso, lo Stato- come nel caso del suicidio del giovane panettiere di Casalnuovo, Eddy, attraverso i suoi sistemi esattivi rasenta la crudele mentalità estorsiva mafiosa... Poi, c’è UNA MAFIA DELL’ANTIMAFIA, inutile negarlo che “crudelizza” ed infierisce sulle vittime in ginocchio, dopo averle ignobilmente blandite, promettendo cure e tutela affinché s’imbarchino volontariamente sul carrozzone del VITTIMIFICIO; esattamente, come il Mangiafuoco di “Pinocchio” con i suoi  vivaci teatranti ridotti a mute marionette. C’è una sorta di racket nell’antiracket del quale, stranamente, neppure il tuttologo scienziato plurispecializzato Roberto Saviano s’è avveduto.
La vera battaglia, in ordine di tempo – come vanno ripetendo diversi “testimoni di giustizia”, erroneamente confusi dal volgo con i “collaboratori di giustizia” (che sono lerci figuri del PENTITIFICIO di Stato, trattati con i guanti gialli) - è contro la mafia dell’antimafia, su quelle associazioni che hanno ricevuto fior di milioni di Euro e non hanno mai rendicontato nulla; denaro che viene dalle tasche dei contribuenti e dovrebbe servire per permettere alle vittime della criminalità di rimettersi in piedi, di ripartire… invece… non si sa che fine facciano. Per dirla meglio, senza fronzoli, molti di loro sospettano che quei soldi siano divenuti una forma di finanziamento illecito ai partiti. Con un pizzico di intelligenza e buonsenso, piuttosto che favorire questo fenomeno che sordidamente intende richiamarsi alla LEGALITA’ e che grava comunque sui contribuenti già tartassati, basterebbe solo redistribuire alle vittime del racket le ricchezze sequestrate quotidianamente alla criminalità organizzata invece che lasciarle alla gestione del monopolio di altre associazioni “benefiche” che profumano d’incenso… Basterebbe, se lo Stato fosse davvero fine a se stesso, che l’altro monopolio, quello dell’antiracket fosse gestito dalle Direzioni Regionali delle Entrate o dalle Tesorerie regionali e NON presso il  Ministero degli Interni, mediante costosa scissione di “scrivanie” dirigenziali di improvvisati “reparti speciali” senza pedigree e curriculum, scarsamente avvezze alla contabilità di Stato… Basterebbe, come accade nei Centri di Chirurgia dei Trapianti, stilare presso i dicasteri finanziari ed economici le liste di precedenza dei moribondi “pazienti” in attesa di un “trapianto d’organo vitale” che consenta non la pietosa sopravvivenza da carità pelosa demandata al pacco della Caritas ma il ripristino di tutte le facoltà imprenditoriali della vittima, così che di riflesso, in questo “Paese” cieco e stupido che ha permesso, per ignavia e per ingordigia del tutto assimilabili alla mentalità mafiosa, la morte di migliaia e migliaia di imprese, l’economia torni a girare. Effettivamente, si ha la sensazione che tenere in piedi le terribili EMERGENZE nazionali, soprattutto negli ambiti della SICUREZZA e della “Monnezza”, sia particolarmente remunerante per certi insospettabili “burosauri” di alcune caste al Potere che si dilettano nella moltiplicazione dei disastri e degli appalti per sanificarli… praticamente, come diciamo a Napoli, la perfetta utilità del “ciacca e medica!”. ….
Buona strada, famiglia Orsino! Non sei più sola! Menzione d’onore per le terribili “amazzoni” Marina Romano, Agnesina Pozzi, Marina Salvadore, Franca Decandia, Biagina Grippo ed al gruppo “S.O.S. AMICI………. aiutiamoci tra noi!!!!!!!” su Facebook


album fotografico al link su FB 
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TUTTO TORNA, DOTTORESSA AGNESINA POZZI!

da redazione Napoli


I giudici di Strasburgo hanno condannato l’Italia per averlo tenuto in prigione, tra il 24 ottobre 2007 e il 24 luglio 2008, nonostante il suo stato di salute fosse “incompatibile” con il regime carcerario. Si tratta “solo di una sentenza di primo grado che può essere ancora appellata. Il vero motivo di soddisfazione sarebbe un eventuale accoglimento del ricorso per l’accusa di associazione mafiosa.  Lo Stato italiano ha celebrato un processo violando alcune norme di legge. Per anni, se ricordate, abbiamo sostenuto la "difesa"  di Bruno Contrada, quando giaceva obliato in galera, come una vecchia palandrana in un baule in cantina, soprattutto dissertando sul reato ascrittogli; una invenzione giudiziaria non contemplata dal Codice: il CONCORSO ESTERNO in associazione mafiosa...  ONORE, dunque, al prefetto Contrada! La storia, ci auguriamo, non finisca qua e la revisione del Processo è d'obbligo... ma è doveroso, nel caso di specie, ricordare la figura professionale della dottoressa Agnesina Pozzi, l'unico PERITO MEDICO, dopo una pletora di "scienziati" e di istanze all'ostico Tribunale di Sorveglianza di Napoli, a dimostrare la gravità delle patologie del celebre detenuto ed a guadagnargli, finalmente, la misura dei DOMICILIARI! Uno dei capitoli più avvincenti dell'odissea giudiziaria di Bruno Contrada! Grazie, dottoressa Agnesina Pozzi, per la sua competenza e generosità e per aver percorso, per anni, eroicamente con tutti noi del "Comitato Bruno Contrada" il terrificante Golgota dell'agnello sacrificale di Stato, per aver camminato tra i rovi ed il filo spinato a piedi nudi, per aver subìto con tutti noi lo scherno e l'odio dei "robespiérre" forcaioli di regime e dei sedicenti "antimafiosi", per le "torte in faccia" e le rogne condivise... grazie per aver pagato "di tasca propria" la truffa subìta dal "Comitato" a cura dell'editore FALCO che s'era impegnato a pubblicare il nostro corposo dossier sul "caso Contrada": mirabile opera di verità ed acume, possibile solo a chi REALMENTE è stato instancabile testimone ed interprete di quella allucinante saga, a differenza dei "giornalai di poi" assurti inspiegabilmente ai successi editoriali cartacei e televisivi, una volta divenuto Contrada l'ideale trofeo di ogni postumo scribacchino ed opinionista senza argomenti! 

 
 
 

IL GIORNO DEL RICORDO DELLE VITTIME DI SERIE B

consueto omaggio da archivio de "La Voce di Megaride"


SULLE FOIBE SVENTOLA IL "TRIDOLORE
di Marina Salvadore

"Numerosi furono a Napoli e provincia i profughi raccolti nei campi IRO; molti di loro han dato lustro alla nostra città, motivo per cui sarebbe d’obbligo istituire a Napoli un Museo Storico che raccolga le cronache, le memorie di tante famiglie di esuli giuliani dell’Istria e Dalmazia. Anche nelle fila della Pubblica Amministrazione numerosissimi sono i funzionari profughi e figli di profughi della Venezia Giulia. La verità deve emergere libera e fiera… "ADDA SCHIARA’ JUORNO!", come si dice a Napoli".

Il negazionismo è un atroce crimine contro l’Umanità e contro la Memoria e l’Identità di un Popolo martoriato… quando non del tutto estinto mediante pulizia etnica… ma quando si fa riferimento al SOLO martirio della Shoah, occultando altri olocausti ed altre diaspore di Popoli “altri”, allora sorge naturale il dubbio che la sola Shoah celebrata e commemorata nel mondo sia un Culto di Massa, strumentale ad altri obiettivi politici… ed è allora che con più tristezza pensiamo a quegli ebrei poveri del dio di Abramo, in prevalenza polacchi, decimati nei lager… capri espiatori per l’affermazione del Sionismo… che è, invece, l’altare mondiale del DIO DANARO. Ed è ancor più criminale che l’Identità e la Memoria di altri Olocausti e Diaspore dei Popoli “altri” vengano occultate, proibite, cancellate proprio nei Paesi di questi martiri. Penso all’Olocausto ed all’Esodo del Popolo meridionale durante e dopo il Risorgimento Italiano… alla decimazione dei nativi americani… alla popolazione dell’atollo di Bikini, cancellata dagli esperimenti atomici…. Ma soprattutto penso agli Italiani, vestiti di tricolore, a quelli infoibati ed a quelli scampati dall’inferno dei TITINI che chiesero asilo in casa LORO, in ITALIA… e vennero trattati peggio di come oggi noi trattiamo gli extracomunitari dei barconi di immigrati clandestini. L’ITALIA, fino al 2004 ha sempre finto di ignorare il dramma di questi suoi figli! L'Italia, conferì il 2 ottobre 1969 al criminale maresciallo Josip Broz dettoTito la massima onorificenza: a tutt'oggi, "druse" Tito è Cavaliere della Gran Croce della Repubblica Italiana! L’Italia nel 2007 ha emesso un severo decreto ministeriale contro il negazionismo della Shoah… Nelle scuole d’ITALIA di ogni ordine e grado si studia e si commemora Il solo OLOCAUSTO che il mondo riconosce e certifica, a monito futuro per le future generazioni, perché sappiano cos’è l’ORRORE, la CRUDELTA’ dei razzisti… ma non v’è cenno nei libri di scuola italiani e non v’è commemorazione alcuna nelle aule, scolstiche e istituzionali, del MARTIRIO del popolo ITALIANO di Istria, Fiume e Dalmazia, con il risultato di aver contribuito, con questa pratica insensata dei “due pesi e delle due misure” a fare del celebrato POPOLO ELETTO un POPOLO di ELITE ed a sconfinare, per assurdo riflesso, nell’antisemitismo, delle quali, spesso, le cronache ci informano! Come pure è osceno, nel caso degli ITALIANI della Venezia Giulia che alcune parti politiche del Paese – com’è avvenuto postumamente per i martiri di Cefalonia - adottino SOLO ORA come strumento di propaganda nazionalista il loro dramma, poiché quel Tricolore che svettava sul loro Golgota non li ha mai blanditi ne’ accarezzati ne’ protetti… e perché tutti gli ITALIANI, indistintamente, dovrebbero loro rendere omaggio; anche gli ipocriti eredi di Togliatti che non poca parte ebbero nella strage e che ancora oggi, ripuliti in un bagno di democrazia, occupano gli scranni più alti del Paese che tradirono nel sangue, prima indossando l'uniforme universitaria fascista, eppoi - a cruenti giochi fatti - trasmigrando tra gli sponsors devoti del nuovo sanguinario regime ! 
In questi lunghi anni dedicati alla libera informazione ho intervistato autorità ed autorevoli, prestigiosi e prestigiatori, illustri e lustrati… ma questo è il mio più timido ed impacciato servizio… perché intervisto una scampata alle foibe…. Perché questa donna è mia madre!

link al video IL TRIDOLORE http://www.youtube.com/watch?v=Ay-MavFliWg

 
 
 

NAPOLI ANTIRACKET: CHI C'E', C'E'... E CHI NON C'E' SI FOTTE!


LE VITTIME DI SERIE B DELLA LEGGE 44/99
E' PIU' FEROCE LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA O L'IGNAVIA DELLE ISTITUZIONI?

CASI EMBLEMATICI E TESTIMONIANZE IN CERCA DI GIUSTIZIA E DIGNITA'


SCOPRIAMOCI IL VOLTO E RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE!

ACCREDITARSI PRESSO SEGRETERIA DEL CENTRO
AI RECAPITI DI CUI ALLA LOCANDINA

 
 
 

MATTEO RENZI SQUALLIDO MERCANTE IN FIERA

Post n°1830 pubblicato il 08 Febbraio 2014 da vocedimegaride
 

SORPRESA - PER CELEBRARE L'ASSASSINIO, IL SINDACO MATTEO RENZI SI "VENDE" IL LARGO LANDO CONTI

(ciò che resta, oggi, del Largo Lando Conti)
Tra pochi giorni sarà l’anniversario dell’assassinio di Lando Conti, ex Sindaco di Firenze, compiuto il 10 febbraio 1986 da parte di un gruppo di terroristi, vigliacchi e dementi. L’occasione è quindi diretta a "ringraziare" il Sindaco Matteo Renzi, per il Suo impegno nel mantenere quanto spontaneamente dichiarò nel 2011 per il 25° anniversario di questo omicidio. ".. Firenze non può dimenticare Lando Conti… e per questo entro il 2012 ma forse anche nel 2011, sarà intestato qualcosa di importante a questa figura che sacrificò la propria vita per questa città." Belle parole…. Ma i fatti ? 
Oggi sono ormai passati 3 anni da quella ricorrenza e la città non ha visto niente… 
Ma Lei Sindaco è andato oltre ogni azione o dichiarazione fatta dai suoi degni predecessori. Infatti, l’altro giorno, passando da Via Faentina (luogo dell’assassinio) ho visto che è stato venduto (venduto, affittato o altro ?) anche lo spazio che fu dedicato a mio padre e chiamato Largo Lando Conti. 
Che tristezza, amarezza e sconforto nel vedere una banale recinzione con una targhetta riportante "proprietà privata" al di là della quale si ricorda con una targa la vita di un uomo che morì assassinato da 13 terroristi mentre stava recandosi in Consiglio Comunale a svolgere il proprio dovere di politico (per passione e non per lo stipendio). 
Adesso volete anche nascondere la memoria storica, i fatti accaduti nel nostro recente passato, rinnegare l’esistenza delle Brigate Rosse ? 
Questo, Sindaco Renzi, è il Suo senso di Stato, di Solidarietà e sensibilità verso il dolore altrui? 
Le "costava" forse troppo avvisare i figli di ciò che "squallidamente" stavate facendo? 
Pensando a Lei "Signor" Sindaco, non posso che rivolgerLe il mio personale sentimento: VERGOGNA ! 
Colgo l’occasione per chiederLe gentilmente tre cose: 
È possibile avere l’atto di cessione di quello spazio ? (mi eviti di farlo per vie Legali o tramite la Guardi di Finanza) 
È possibile "comprare" le due targhe che riportavano la scritta "LARGO LANDO CONTI" oppure avete già proceduto alla distruzione ? 
Qualora decidesse di vendere pure la targa che ricorda l’attentato, cortesemente mi avverta in modo da coinvolgere parenti, amici e fratelli acquistando noi tale documento per poterlo esporre alle nuove generazioni. 
Quanta amarezza in tutto ciò, quanta necessità di verità e giustizia. 
Il 10 Febbraio invierò al Tribunale dei Diritti dell’Uomo un’accusa nei confronti dello Stato italiano. Molto probabilmente seguirà poi una denuncia nei confronti dello Stato (Procura di Firenze) per omicidio colposo, favoreggiamento al terrorismo e alto tradimento della Costituzione. 
Questo è solo ciò che mi rimane da fare nei confronti di una classe politica assolutamente impreparata, insensibile e …. 
Lorenzo Conti

Se il narciso sindaco di Firenze che millanta solida Cultura e Valori patrii volesse, per un giorno, abbandonare lo star-system e riguadagnarne in Identità, gli consiglierei di rispolverare l'altro grande fiorentino ingiustamente obliato come Lando Conti, l'immenso Giovanni Papini, profeta e veggente della lucrosa volgarità di oggi. In questo brano, tratto da L'UOMO FINITO, potremmo riascoltare la voce malinconica anche del Lando Conti di oggi e fare pubblica ammenda, per aver elevato al soglio della CULTURA, tra gli "intellettuali" parrucconi, addirittura i brigatisti rossi ed i pupazzi "fonzie's" come Renzi:

“Il ritorno alla terra” di Giovanni Papini - “Rivivo, dunque. Ma solo, terribilmente solo. Debbo rifarmi su nuove traccie la vita — una vita tutta mia, una vera vita nuova. Non ho altri alleati e compagni che me stesso. Non e’ è una mano che mi sorregga se sporgo la mia nel trabalzar dalla risalita. La terra è piena di voci ma si tratta di «buone novelle  colle quali ho desinato e cenato e che non mi dicon più nulla. Son per gli altri — per i non liberati.
Eppure per ricostituirmi, per raddrizzarmi, per rimettermi a camminare, ho bisogno di appoggiarmi a qualcosa, di rimetter le radici in qualche posto. Non ho che me stesso ma questo me stesso è legato più strettamente con una parte dell’ universo. Non sono un uomo metafisico e assoluto sospeso nell’atmosfera dei concetti. Son nato in un certo posto, appartengo a una certa razza, ho dietro di me una storia, una tradizione. Raccogliere e concentrare me stesso significa pure rimettermi in contatto colla mia terra nativa, col mio popolo, colla cultura da cui, voglia o no, son uscito.
Debbo ricominciare da capo, rinascere, — tornare, cioè, alla matrice prima, non quella di carne della mamma, ma quella più vera e maggiore della patria. Finché sono stato soltanto un maniaco di cerebralità la mia patria era il mondo e la mia libreria era la nazione dove ritrovavo le sole leggi che rispettassi. Ma oggi che voglio rifare gli ossi e rimettere il sangue in movimento debbo ripigliar lo slancio dalle origini e tornare alle ràdiche più profonde del mio essere completo e concreto."....

 
 
 

da "un VISCO per l'ESTATE" alle "GRANDI PULIZIE di MASTRAPASQUA"

da "Il TRAVET MASCHERATO"


RAPIDA CRONISTORIA DI TUTTI CARROZZONI DELLA P.A.

E' necessario fare mente locale alla preistoria dei Ministeri... Dunque, questi PROFESSORONI dottoreggiano e scoreggiano su un inesistente SISTEMA ITALIA o, comunque, su di una realtà economica che NON ESISTE PIU'.... in caduta libera perlomeno dai tempi dell'avvento di VISCO alle Finanze!!! VISCO, smembratore DELLO STATO e del più importante polmone di stato, il ministero delle Finanze, il "progressista" che ha preteso "ex cazzi sua" di privatizzare quanto era giusto rimanesse PUBBLICO. Allora, persino il TESORO era un ministero autonomo, con funzioni di Cassa e Bilancio (contabilità d'esercizio di Stato) e non incollato alla meno peggio al Min. FINANZE.... ma il nostro "eroe" pensò bene di suddividere in numerose parrocchie carrieriste e costosissime UN MINISTERO in QUATTRO "AGENZIE" PRIVATE, senza contare la discutibile EQUITALIA; ognuna con la sua brava piramide aziendale di MEGADIRETTORI, lacché, sindacalisti e travet detti addirittura managers... ed ognuna con un "albero aziendale" fitto di rami per ogni direzione, sottodirezione, comparto, aree, sottoaree, front-office e back-office, ciurma, eccetera... Nelle città capoluogo esisteva una SOLA INTENDENZA DI FINANZA per la gestione delle Entrate, del Territorio, della Tesoreria, del Demanio, del Lotto & Lotterie, con attività propria di ESAZIONE.... e già, ai tempi, il ministero faticava a pagare gli affitti delle magioni adibite a Intendenze... Persino Tremonti, agli albori del suo ministero criticò la "privatizzazione" salvo, poi, farci il callo quando ne scoprì i mirabolanti successi nell'ambito della cartolarizzazione, inventandosi la SCIP nel contesto della svendita degli "alloggi di servizio" del personale delle Finanze... ma questa è un'altra storia! Con la "privatizzazione" o nascita delle Agenzie, ogni città é passata da una UNICA SEDE a numerosissimi uffici locali, suddivisi per zone, quartieri e comuni della provincia, per ogni singola agenzia (oltre gli uffici di Equitalia) IL TUTTO CON INGENTISSIMA SPESA, a partire dalle operazioni di trasloco ...Per esempio, a Milano capitale del gettito tributario, la ditta di trasloco cui fu affidata la faraonica impresa era di ROMA; per mesi e mesi un esercito di operai romani fu alloggiato e ristorato in alberghi e locande, con ciclopico aggravio di costi per onorare le trasferte... fu facile pensare (perfidamente?) ad un macroscopico giro di buste, appalti e subappalti nella Capitale, o no?..... Per non parlare, poi, dello spirito progressista dei ribattezzati "manager" aziendali (impiAgati statali con una mentalità granitica ) che scoprirono le meraviglie delle nuove tecnologie, dell'informatica, delle pubbliche relazioni, della stampa, eccetera..... e non fu per caso che si crearono NON SOLO ALTRE INUTILI FIGURE PROFESSIONALI ma addirittura sorsero presso molte delle AGENZIE delle ENTRATE più importanti per gettito, in ogni città, TEATRI, CENTRI CONGRESSO, SALE CONVEGNI, UFFICI-STAMPA, "TESTATE GIORNALISTICHE CARTACEE... INTERNET ED INTRANET"... PENSATOI CULTURALI E TURISTICI..... Si potrebbe aggiungere molto altro sull'inutile e costosissima new age dei due vecchi, normali, efficienti Ministeri... Incredibile corbelleria, poi, che in concomitanza con i primi timidi accenni politico-amministrativi della eliminazione delle PROVINCE in favore delle CITTA' METROPOLITANE, l'Agenzia delle Entrate si inventò, invece, le proprie DIREZIONI PROVINCIALI! Ma preme arrivare subito a Monti che in fatto di Spending Rewue e con una crisi devastante pensò bene di tagliare TUTTI I SERVIZI 
SOCIALI, a danno dei soli ceti più deboli  nonché di elevare il grado di crudeltà mentale con riguardo ai sistemi esattivi... senza pensare ad eliminare questo dispendiosissimo CARROZZONE che, se ricondotto alle più serie origini istituzionali, garantirebbe un taglio di spesa degno a RISANARE le FINANZE ma anche una bella fetta di DEBITO PUBBLICO... a mandare a fa' 'n'culo l'Europa..... ed a rimettere in sesto l'ECONOMIA promuovendo, come si fa in ogni paese civile in procinto di tracollo, normalissimi LAVORI PUBBLICI.... Il nodo é tutto qui, a prescindere dalle cacchiate bocconiane che rasentano sempre e solo la finanza virtuale e MAI LA REALE ECONOMIA! Lo stato non può e non deve essere assimilato ad una qualsiasi AZIENDA PRIVATA e ad OGGI, il ruolo delle AGENZIE FISCALI è ancora abbastanza contraddittorio perché è un IBRIDO anticostituzionale!!! Altra recentissima martellata sul piede? Accortisi, con terrificante ritardo, dell'enorme dispendio di danaro pubblico nell'opera di riscossione delle imposte mediante quest'opera ingegneristica... questo immenso cantiere della "METROPOLI FISCALE", ora l'Agenzia del Territorio è tornata a fondersi nell'Agenzia delle Entrate e... per giunta, l'AGE sta progressivamente cancellando una lunga serie di piccoli uffici territoriali, con ulteriore aggravi per l'utenza ed anche per gli stessi operatori; un esempio? L'utenza del più grande e lontano comune dell'hinterland napoletano, Giugliano in Campania, deve far capo all'Agenzia delle Entrate allocata a Napoli città; badate bene, non nel centro storico ma oltre il quartiere collinare del Vomero. UN VIAGGIO, UN'ODISSEA, UN "CAMEL TROPHEY" per ogni utente, onesto contribuente di provincia (monitorato, tartassato e reperibile) che debba rivolgersi all'Istituzione!  Se qualcuno di buona volontà volesse affrontare la vergogna e le tragedie che seguiranno al barocco PIANO FINANZIARIO in essere, non può ignorare quanto sopra... e non può fingere di ignorare che l'aria di sufficienza e pessima tolleranza che grava nella Pubblica Amministrazione a danno dei cittadini nel cui "interesse" furono inventati questi moderni "servizi", è sintomo dello sfascio totale, della svendita occulta del Paese con tutta la gente dentro ad un SISTEMA INTERNAZIONALE che fa capo al MUNDIALISMO più bieco: l'ultimo scandalo "israelita" dell'INPS docet! Ove mai fosse in letargo l'ultimo romantico STATISTA di quel che resta di questo Paese che alcuno ha mai chiamato NAZIONE, dategli la sveglia ed iniziamo a fare le GRANDI PULIZIE DI mastraPASQUA!
Ai cittadini italiani onesti chiediamo di non prendersela con i poveri impiegati "subordinati" della macchina statale, egualmente vittime!

le vignette sono di "Megaride"

 
 
 

LA MIA AFRICA

di M.S.


Per raggiungere il mio ufficio in Pozzuoli, quotidianamente ripercorro – come una pallina di ping pong - le antiche vie; la Ripuaria e la Domitiana, lungo le quali si è snodata la storia dell’Impero. A parte le evidenti tracce dell’emergenza rifiuti qui in Terra dei Fuochi – toponimo non troppo dissimile, in fondo, dall’originale e aulico “ Campi Flegrei” – a parte anche la straordinaria bellezza del paesaggio che induce alla sindrome di Stendhal… a parte il disordine e la scarsissima manutenzione del verde, delle strade, dei siti archeologici e delle opere d’ingegneria civile… anche il degrado umano spinge alla depressione…. No! Non mi riferisco alla laboriosa e fin troppo tollerante popolazione… ma ai mercanti di carne umana di ogni coordinata geografica ad Est ed a Sud, collusi, ovviamente, ai “padroni di casa” della malavita organizzata per cui sigarette, “pezzottati” (in gergo, merce taroccata dall’abilità dei falsari), droghe, monnezza, armi, usura o SCHIAVI sono solo voci attive in bilancio, iscritte in un unicum che li accorpa, come in un polpettone ipercalorico: UTILI D’AZIENDA SOMMERSA! Ogni giorno, al solito posto lungo la Ripuaria e la Domitiana, di mattino presto ed al tramonto, con il sole o il nubifragio, gruppetti di ragazzotti bianchi come il latte e – maggiormente – neri come il cioccolato fondente, procedono verso occulti meandri del territorio, in cerca dei “caporali” per guadagnarsi il tozzo di pane: un esercito fantasma. Ogni giorno, in qualche chiazza d’erba sfinita che tra i canneti ed i sacchi dei rifiuti sventrati, si affaccia sull’acciottolato di un campo, ai limiti della strada tipicamente sprovvista di marciapiede, “sotto l’acqua e sotto lo vento” o sotto il sole implacabile, bellissime schiave, per lo più nere e sode come pregevoli statue di ebano, attendono i “maiali” di turno (senza offesa per l’autentica specie suina!). Personalmente, dopo le Twin Towers dell’11 settembre e il massacro dei bambini della scuola di Beslan, credevo d’aver visto tutto l’orrore possibile in tivvù… ma “Lampedusa” mi ha atterrita! Dal giorno dell’orribile strage, guardo alle statue d’ebano della Domitiana che sfilano in penosa processione di là del finestrino dell’auto, con altri occhi e cuore diverso e quell’improduttivo sentimento razzista ch’è la PENA me lo ficco rabbiosamente in saccoccia, sforzandomi di leggere su quei volti di madonne brune dagli occhi di gazzella triste… seppur addobbate di sgargianti vesti, le leggende personali. Chissà quante di loro sono state scaricate sottocosta da una carretta del mare, infrangendo un costosissimo sogno di Dignità su uno scoglio, per finire, poi, qui nella mia Africa omen nomen di – guarda caso – Scipione detto l’Africano, dove ancora non si è placato il disgusto, tra la popolazione attiva, per l’eccidio di extracomunitari in Castelvolturno, per opera dei boss della zona… Mi interrogo sulla fine che faranno queste ragazze quando invecchieranno precocemente e saranno scaricate come rifiuti, come fanno – negli allevamenti dei camorristi - con i cuccioli maschi di bufala, nelle cloache a cielo aperto di quelli che una volta erano fiumiciattoli, torrenti o piccoli affluenti in viaggio verso il mare di Odisseo…. come al largo - eppoi sulle rive - della Somalia, dove i rifiuti tossici erano clandestinamente smaltiti, prima di scoprire l’edenlandia della nostra Terra dei Fuochi, ex Campania Felix. Sarò surreale nel mio divagare ma spesso avverto l’impulso di fermarmi a parlare, io statua dell’istituzionale museo delle cere, con queste statue di ebano e magari, una volta offrir loro – perché no? - un bocconcino di bufala o una sfogliatella; delizie locali che magari non hanno mai assaggiato, non sapendo neppure su quali coordinate geografiche si trovino… Non so se queste creature sono state davvero più fortunate dei morti di Lampedusa: normalmente, la gente pensa che si è fortunati solo ad essere vivi, dopo un pericolo scampato… ma è VITA quest’inferno quotidiano, questo magma doloroso dal quale fioriscono le statue d’ebano della mia Africa? … Le centinaia di creature spiaggiatesi come le megattere dalle lunghe ali a Lampedusa, stringevano ancora in pugno un sogno di libertà; queste schiave, invece, hanno smesso di sognare e non sanno neppure di poter affidare un’eventuale preghiera ad un’altra schiava, Bakhita, elevata agli onori degli altari da noi indifferenti bianchi ceri di parrocchia, adusi al culto dei morti e poco avvezzi alla salvaguardia dei vivi. 

 
 
 

COME VOLEVASI DIMOSTRARE......

Post n°1827 pubblicato il 03 Febbraio 2014 da vocedimegaride
 

(Rif. al post 1812  LA CAREZZA DEL MALE e successivi)
Ci scrive Luigi Orsino e conferma le nostre ipotesi sul vergognoso "deserto porticese". Ammesso che siano alfabetizzati e sappiano almeno leggere cose diverse dalle insegne dei negozi che vanno a bruciare, ci auguriamo che i "guappetielli" leggano; eventualmente, a richiesta, possiamo anche provvedere alla traduzione della paginetta e dei precedenti servizi che potrebbero interessarli, in lingua grugnesca doc e doil o cercopiteca antica ;-) Per le istituzioni altrettanto occulte, invece, continueremo a rompere loro le bolas, fino all'esaurimento nervoso. Insomma, anche noi cittadini "nella norma" possiamo scegliere di passare dalle promesse alle minacce... o, no?

"Come forse molti sapranno, quelli che mi seguono e i miei amici sicuramente, io sono Porticese, lì avevo le mie aziende e lì ha sempre vissuto la mia famiglia, da generazioni. Forse sapranno anche che ad un certo punto fui nel mirino del clan camorristico locale, Vollaro, che denunciai i miei aguzzini e che questo atto, dovuto per ogni individuo che si reputi onesto e dedito alla pratica della legalità. Credo che molti siano anche a conoscenza del fatto c
he l’aver denunciato ha solo causato il tracollo della vita mia e dei miei familiari, lasciati soli dalle istituzioni siamo costretti, ancora, a subire gli insulti dei criminali, inoltre il tracollo finanziario ci ha gettato nella più nera indigenza. Molti sanno che su questa vicenda ho scritto un libro intitolato “La carezza del male”.
Ebbene ho fatto varie presentazioni del mio libro, sempre invitato da amministratori di varie città. Sempre mi sono trovato di fronte ad un auditorium interessato e che inorridiva al racconto di vicende cariche di violenza e di tanta tristezza.
Il giorno 14 gennaio 2014, su invito dell’amministrazione cittadina, ho presentato il mio libro a Portici. Non sto a raccontarvi la gioia di tornare nella mia città e tutte le aspettative ad essa connesse. Ero sicuro della presenza di un folto pubblico, colleghi imprenditori, politici locali ed anche tanta gente comune. Invece niente. Esattamente alla presentazione di un libro che oltre a raccontare la mia storia si fa portavoce di un forte messaggio di legalità non c’era nessun Porticese. Nessuno. Solo l’assessore alla cultura, organizzatore dell’evento, dott. Raffaele Cuorvo era stoicamente al suo posto, sicuramente più meravigliato e dispiaciuto di me stesso. I presenti erano tutti miei amici provenienti da altre città della provincia di Napoli.
Per giorni e giorni mi sono chiesto il perché, poi ho iniziato a fare indagini con la massima riservatezza e sono venuto a conoscenza dell’amara verità. Molti mi hanno riferito, in via molto confidenziale che qualcuno aveva messo in giro la voce che il clan Vollaro avrebbe messo in atto una ritorsione per vendicarsi, definitivamente, di chi li aveva sfidati apertamente. Insomma la gente aveva avuto paura di partecipare. Non ne voglio ai miei concittadini porticesi sono solo amareggiato nel constatare che la legalità è ancora qualcosa di astratto, qualcosa su cui si può discutere sui vari social network ma poi alla verifica dei fatti…. Meglio non correre rischi, meglio guardare da un’altra parte, meglio farsi i fatti propri.
Proprio questo è uno dei pilastri del potere della camorra: La mancanza di solidarietà."
Luigi Orsino

 
 
 

ZOCCOLE, PARASSITI e CLOACHE VARIE

OK! 'STAVOLTA DATE DELL'ANTISEMITA ANCHE A NOI, NOTORIAMENTE ANTISIONISTI: L'EBREO MASTRAPASQUA E LE SUE ESCLUSIVE ACCOLITE ISRAELITE VADANO A FARSI FOTTERE E LA SMETTANO DI FARE USURA CON I SOLDI PER LE DENTIERE DEI POVERI PENSIONATI ITALIANI!... ORA, L'OSPEDALE ISRAELITICO SI IMPEGNI A CURARE GRATIS L'ESERCITO DI POVERI PENSIONATI INPS "AL MINIMO", COSTRETTI DALLE ASL REGIONALI A PAGARE I TICKET!!!
Mo' vogliamo proprio vedere se scatta SERPICO e tutta l'AGENZIA ENTRATE per Mastrapasqua!!!
ESODATI, PRIME VITTIME DELL'INPS, SCENDETE IN PIAZZA!

 
 
 

APPELLO AI FRATELLI ROM

  da Luigi Orsino

Vedere riferimenti: LA CAREZZA DEL MALE al post n°1812 di questo blog

Voglio rivolgermi a chi, come me e la mia famiglia, é emarginato, fatto oggetto di innumerevoli pregiudizi e trattato con sufficienza e distaccato razzismo.
Mi rivolgo in particolare ai fratelli delle comunità Rom in Italia che grazie alla loro capacità di far sentire lontano l’eco della voce della disperazione, sono riusciti, in qualche caso, ad avere  assegnati dei decorosi alloggi nelle nostre asettiche e “distanti” città.
So bene che tra loro vi sono delle mele marce, così come ve ne sono tantissime tra di noi ( esiste, poi, un “noi” ed un “loro”, figli dello stesso Padre?) ma so anche molto bene che, nella stragrande maggioranza, sono persone perbene, legate alle tradizioni, che avendo molto sofferto sanno riconoscere l’altrui sofferenza.
Tra pochi giorni saremo messi in strada, buttati fuori dalla casa in cui ora abitiamo e di cui non possiamo più pagare il “pigione”, essenso stati privatio di tutto, di ogni sostentamento, dopo aver buttato in pasto alla camorra ed alle istituzioni, le nostre imprese, la nostra casa! Dopo aver perso tutto, per esserci fidati dello Stato che ci esortava a denunciare i camorristi che ci taglieggiavano, ora siamo ridotti allo stato di morti di fame, prossimi a finire in strada senza neanche una tenda della Caritas o dell’Esercito pronta ad ospitarci. Considerato che le istituzioni sono sorde a tutti i nostri appelli e tutti gli interpellati si sono detti nell’impossibilità di aiutarci CHIEDO AIUTO ALLE COMUNITA’ ROM, rinunziando alla cittadinanza italiana e facendomi dignitosamente Rom con tutta la mia famiglia. Chiedo loro di accoglierci in comunità o in una delle case che sono riusciti ad avere assegnate dalle stesse istituzioni che a me dicono: "Quando la forza pubblica ti metterà in strada non sarà neanche più possibile proteggere te e la tua famiglia dai criminali che avete denunciato". Chiedo aiuto a chi la sofferenza ha reso più umano e solidale di chi alle mie istanze risponde: "In questo paese siete ospiti, non ci sono case libere per voi, fate meglio a ritornarvene ai vostri patrii lidi" .
Sono convinto che chi ha la pancia piena non può capire quanto sia duro digiunare. Sono convinto che chi ha una bella casa ed il portafoglio gonfio non può capire cosa sia dover elemosinare.
Amici Rom, vi prego, se potete, tendeteci una mano fraterna e, per quanto invisi a questa "bella" società civile, date a questa un esempio!  Grazie!

 
 
 

L'ANGIOLA DEL PARADISO... FISCALE

di M.B. - redazione



Udite, udite… il servitore dello Stato, don Direttore del Fisco e della Riscossione (come dire, in napoletano, dottor "ciàcca e medica")  in ultima audizione presso la Commissione parlamentare sull'Anagrafe tributaria, dichiara amareggiato che  un tesoro di 545 miliardi di euro. in redditi fiscali vantati dallo Stato negli ultimi 15 anni,  mai riscossi, é per grandissima parte impossibile da recuperare. È "teoricamente" possibile solo il recupero di una parte "residuale e minima", pari "al 5%-6% deltotale" (quindi tra 27,2 e 32,7 miliardi). Una catastrofe che, al solito,si abbatterà sui soliti piccoli contribuenti tracciati, reperibili e vessati in eterno, quanto ci scommettete? ".Non è - spiega mortificato- soltanto un fatto di controllo, i tentativi di riscossione, lì dove era possibile, sono stati fatti tutti". E’ proprio vero? Il don Direttore bifronte cala la scure "'ndo' cojo cojo" , a partire dagli "abbonati Rai" in drammatica estinzione, facendone una questione lessicale, dal momento che il canone Rai è un tributo sul possesso di un bene (l'apparecchio video) e non un "abbonamento annuale" allo spettacolo, fino al fenomeno tipicamente italiano dei coniugi con più residenze: "E' una patologia del sistema italiano il fatto che due coniugi per risparmiare sull'imposta di registro e sulle imposte sulla casa abbiano diverse residenze". La domanda che si pone Befera è "perchè i Comuni danno residenza se non c'è la separazione tra i coniugi? È il Comune che deve intervenire...  L'Agenzia "interviene sulla patologia,dove ci rendiamo conto" della residenza fittizia, "questi casi in passato erano abbastanza rari, ora stanno aumentando. Si tratta di una patologia fiscale che andrebbe colpita a monte, per evitare furbate". Non fa una piega, il ragionamento; peccato che queste esternazioni siano concomitanti all'apparizione in terra dell'ologramma della ex fidanzata del senatore "tutto d'un pezzo", il giustiziere della notte Bruno Tabacci, in ectoplasma dell'Angiola del Paradiso... fiscale, donna Armellini, improvvisamente materializzatasi con i suoi bagagli Vuitton ed i suoi 1243 immobili, compresi tre alberghi, per il valore di oltre 2 miliardi ovvero l'importo di ...una piccola legge di stabilità! A questo punto, è penoso ogni ulteriore giudizio sul fenomeno dell'evasione fiscale, imputato sempre ai soliti pittoreschi malavitosi di “coppola e lupara” ed ai patetici furbetti del ceto medio italiano che - per quanto odiosi ed odiati, soprattutto dalla povera gente tartassata  – in questo frangente sono legittimati a godere dell’autogoal istituzionale! L’Angiola del Paradiso Fiscale (dai gusti discutibili, in fatto di “fidanzati”, eh!) non è Zorro ne’ il Fantasma dell’Opera ma è sin dal suo avvento sociale frequentatrice e animatrice dei “salotti buoni” della Capitale, laddove si fa, si dipana e si disfa la POLITICA NAZIONALE, la Nomenklatura istituzionale a tutti i livelli e la complicità internazionale, a botte di “crostate”, cotillons e paraculissime onlus di beneficenza! Praticamente, i salotti buoni frequentati dai vari grandi e piccoli “Tabacci governativi” e dal Fisco in pectore, in tutto il loro splendore. In questi ambientini chic di gente senza problemi e senza più stimoli o curiosità, nella rassicurante calma piatta dei barbosi agi e suffragi, lo sport preferito è il PETTEGOLEZZO, utile alla rigenerante ginnastica mentale e input per vivacissime imprese culturali su base letteraria, sanitariamente prescritti dai baroni della medicina per evitare gli improduttivi ozii a chi, di suo, non ha più niente di interessante da approfondire e rischia pericolose scivolate nelle patologie più comuni al volgo nazionalpopolare: il colesterolo cattivo, le vene varicose, la flautulenza, lo scorbuto, l’osteoporosi, l’alopecia… che schifo!... tanto, all’immagine ci pensa il botox, il silicone, il parrucchino, il bisturi-laser ed altre cose costose ma “veloci”. Orbene, possibile che nessuno dei salottieri, in questi decenni, abbia mai spettegolato su Angiola Armellini? All’occorrenza e quando la curiosità, in quegli ambienti esclusivi, è a livelli di paranoia, si hanno tutti i mezzi a disposizione per inciuciare: dai giornali alle fattucchiere, dai servizi segreti a tutte le branche della Pubblica Amministrazione… fino ai vertici della Repubblica; tutte cose gestite dai salottieri! Com’è possibile che ora, a cominciare dall’ex “fidanzato governativo” patròn di mille gloriose battaglie giustizialiste, per finire al Fisco ed anche – why not - agli astiosi e vendicativi “furbetti del quartierino” già colpiti dalla “scure fiscale di circostanza”, a seconda delle fole politiche… com’è possibile – ci chiediamo –che l’Angioletta del presepe capitolino sia passata inosservata? … e… come mai…d’improvviso, questa alata creatura si è tramutata in una perfida zarina? Ha magari pestato i piedi a qualche autorevole “compagno di merende”,  ha osato defenestrare qualche “complice”, ha negato la “paghetta” o i suoi favori a qualche cavalier servente? Ma la domanda che si pongono molti pensionati “al minimo”, titolari di casupola o palafitta popolare per cui hanno versato la TARES e che oggi, 24 gennaio, hanno pagato dai 70 ai 110 euri di mini IMU e –entro il 31 - ben 113 e rotti euri di CANONE TV è :” HA PAGATO  LA SIGNORA ARMELLINI? QUANTO?”. Paradossalmente, c’è anche chi si chiede quanti televisori sono installati in 1243 abitazioni, tra cui 3 alberghi… ed a quanta monnezza ovvero a quanta Tares ammonta il debito della leggiadra signora...  ma qui ci vorrebbe Pico della Mirandola! I contribuenti in miseria –tracciabili, reperibili, perseguitabili - che continuano a pagare tasse e tributi, togliendosi il pane di bocca e rinunciando persino ai medicinali, per tema di vedersi confiscare gli unici rassicuranti beni obsoleti di cui dispongono, si stanno chiedendo CHI sia davvero e DOVE è allocata quella parrocchia chiamata “mafia” e se questa non è, poi, la vera anima del regime! 

MORALE: ""Prima di diagnosticarti una depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi". (William Gibson)

DEDICATO A: TUTTI I SUICIDA DELL'AGENDA MONTI E DELLE AGENDE PREGRESSE E FUTURE


 
 
 

Diva Proésia

di Marina Salvadore


Pur amandola, la Poesia, ho sempre diffidato dei suoi tanti narcisi aedi e cantori, soprattutto contemporanei. Per i miei trascorsi di lavoro nel giornalismo e nello spettacolo, spesso mi sono trovata in situazioni al limite del grottesco, invischiata in kermésse di dubbio gusto, laddove attempatissime signore, abbigliate di veli ed a piedi scalzi, piroettavano leggiadre intorno al fuoco di improvvisati sabba pseudo-culturali o sui bordi delle piscine, alle feste nelle ville dei ricchi, in Versilia, declamando come forsennate versi orrendamente copiati a D’Annunzio, a Garcia Lorca ed altri osannati dall’intellighentia media. Il mio maestro è stato un poeta semplice, ruspante, Romano Battaglia; un uomo forte come la quercia e fragile d’animo come la poesia che sapeva cogliere d’intorno, da ogni cosa delicata: da un filo d’erba cresciuto sull’uscio della sua casa di Pietrasanta, al crostino di pane intinto nell’olio di frantoio, per intenderci… Immaginate, ora, nelle loro performances, tutte queste indiavolate “poetesse” da week-end, esasperare al massimo i loro gorgheggi, le loro drammatiche invettive nell’improvvisata, casereccia teatralità e disperata gestualità, per colpire, attrarre, sedurre intellettualmente quel brav’uomo di Battaglia! Dalla Versilia, alla Lombardia,all’Emilia, numerosissime erano queste congreghe di assatanate che ci ospitavano; molti di questi personaggi li ritroverete immortalati in alcune cronache versiliesi o nelle celebri “Lettere al Direttore”, pubblicate da Romano Battaglia nel corso della sua cospicua produzione letteraria.. Durante una “Versiliana” – credo dell’87 – nel suo celebre “Caffè” letterario, al quale collaborai per due edizioni, ricordo che si tenne anche la finale del locale Premio Carducci, con la proclamazione dei vincitori e – stracca di poeti e poetesse di cui sopra – feci l’impossibile per avere sul palco l’ultimo in graduatoria tra gli ultimi poeti valutati dalla illustre commissione di esperti, con grande stupore di questi ultimi alla mia “originale” richiesta. Lo feci, sinceramente, per alleggerire un po’quel clima pesante, ridondante di disgrazie, dolori, dramma, depressione, psicopatie in versi baciati e mordicchiati, declamate per l’intero pomeriggio e sera di un’estate terribilmente torrida! A parte la cinquecentesca Vittoria Colonna che ebbe l’ardire di firmarsi, laddove poetesse, pittrici ed altre artiste dell’epoca dovevano celarsi dietro un falso profilo maschile, il salto per arrivare alla contemporanea Alda Merini, a parte rarissime eccezioni, è classicamente un volo lungo secoli sul deserto al femminile, sull’assenza delle donne nelle arti; prerogativa dei maschi, come il sacerdozio, il governo, il lavoro, il sesso, lo sport e persino la scienza. Rarissime sono, infatti, le donne che sono riuscite ad emergere e ad avere successo; per contro, ne troviamo migliaia, in diverse epoche, bruciate sui roghi e ciò ch’era d’impronta femminile – accade ancora oggi – doveva essere obliato o censurato o svilito, com’è accaduto alla bella e saggia sirena Partenope, patrona della mia magnifica città e apportatrice di civiltà e cultura, sostituita dal bècero Pulcinella che, pure, ai suoi esordi non era il rozzo villano ignorante che, oggi, è ben strumentale all’abietta situazione in cui “conviene” tenere Napoli. Chiedetelo ad Ottorino Gurgo che così si è sfogato nel suo meraviglioso “Ammazziamo Pulcinella”! Dunque, io amo Parthenia, Ligeia e Leucosia, le tre sirene cantate da Licofrone, il poeta… e aspetto da sempre di poter udire la voce e la saggezza della mia “santa trinità”di genere… mitocondriale. In quest’attesa, piena di fastidiosi input e confusi arzigogoli barocchi prodotti da gente per lo più disturbata mentalmente e priva del minimo sindacale di “cultura”… o, di consapevolezza, l’eco lontana di Diva Proésia, altra regina di un altro mare; quello, virtuale mi ha “accesa” di rinnovata speranza. Proésia canta e scrive solo quel che pensa e vive, senza inganno, senza odiose rime sibilline, senza inutili orpelli lessicali, senza esasperate nozioni di metafisica, senza autocompiacimento. Aaah! Diva Proésia è libertà, è nobiltà, è bellezza! La sua lunga, preziosa collana è fatta di perle di saggezza, di emozioni, di carnalità, di spiritualità, di vita; perle che ondeggiano sul suo petto che si léva e si abbassa al ritmo delle maree, al pulsare delle stelle. Alla Vita! Che grande sorpresa scoprire che Diva Proésia è Rosanna Marani, una giornalista ed autrice che da lungo tempo seguo con interesse, da dietro lo schermo di un p.c. - come attraverso l’oblò di un sommergibile - per il suo dinamismo mentale, le sue performances, le sue passioni. La sua genuinità e schietta femminilità. Continuerò a chiamarla Diva Proésia, collocandola sull’altare votivo a Partenope, sorto sull’ara sacrificale di mille alle altre donne di tutti i secoli, cui hanno strappato la lingua e tagliato le mani. Per la prima volta, dopo anni, avrò il piacere di acquistare il libro di una poetessa, “P’ossessione” e… leggerlo, giuro! Come la mia sirena Partenope, anche Rosanna è fatta di melodia, di armonia: ho ascoltato le sue “proésie”, declamate da lei e un brivido m’ha colto; superbi i contenuti ma la voce, la sua voce, è lo strumento ideale per diffonderle all’anima di chi ascolta. Proporrei un recitàl in tutti i teatri del Paese e – perché, no? – metterei in musica i suoi testi, dal momento che il mondo della musica è un po’ carente di autori e di buone opere, zeppo di nenie, di marcette e di barbose suppliche rap. Ad un tratto, nell’ascoltare il brano “Sensualità”, ho chiuso gli occhi e mi è parso di udire l’immensa Mariangela Melato. Struggente suggestione! La mia “proésia” preferita? “Amore anoressico Amore obeso” , mi ha ricordato gli “umori” di “Afrodita” di Isabel Allende, un best-seller di bella memoria. Ascoltatela, la voce di Diva Proésia, pensando a Partenope, su quella diavoleria ch’è l’audiovox in rete, che contiene ben 52  stupende opere della nostra singolare autrice… In questo piatto, vischioso, ridicolo ed insulso limbo ch’è diventata la nostra cultura contemporanea, il libro “P’ossessione”di Rosanna Marani è un bellissimo dono da dedicare a coloro cui volete trasmettere, come un omaggio speciale, un degno segno di stima. Se fosse ancora tra noi, lo regalerei a Romano Battaglia!

 

 

 
 
 
 
 

san Francesco Floro Flores, grande anima napoletana

di Francesco Floro Flores


Mi piace molto passeggiare in queste giornate invernali, senza visitatori, nei punti meno frequentati dello zoo, perche' ancora ne scopro luoghi bellissimi. L'ultima scoperta, dopo due alberi di avogado, una pianta di cedro ed una camelia secolare. ce ne sono tante di colori stupendi, ora in fiore. Il degrado degli ultimi vent'anni ha avuto un effetto protettivo nei confronti della natura stessa che si e' quasi rinchiusa, per esplodere adesso, attraverso accurate potature, che ne stanno portando in risalto la stupenda bellezza. All'ingresso. e' spettacolare la struttura di 4 palme intrecciate che fanno un unico tronco.
Ma se guardi lo zoo con gli occhi di un architetto ti accorgi delle qualita' artistiche di Piccinato, nel disegno integrale dello zoo, ed in particolare di alcune opere tutte essenziali: l'ingresso e la voliera in particolare, dove le strutture sono leggerissime, lasciando spazio alla natura : alberi ed animali.

Gli animali, che ora sono alimentati nel modomigliore, hanno riacquistato vitalita', vivacita' , ma soprattutto sembrano gradire la presenza dei bambini, quel vociare chiassoso che non li infastidisce; anzi, sembrano, a volte. fare smorfie o prendere pose particolari. Avevo 7 8 anni, ( mamma mia 50 anni fa ! ) quando volevo liberare la tigre, soffrivo a vederla andare su e giu' senza pausa. E credo che la festa piu' grande dello zoo, sara' il giorno della loro liberazione in uno spazio adeguato con 3 laghetti dove si potranno immergere completamente ed acqua corrente, simulando il piu' possibile il loro ambiente naturale.
Ma non sara'solo la festa per le tigri, sara' anche la festa dei napoletani. Sara' il giorno in cui avremo dimostrato che si puo' fare, che si puo' fare anche a Napoli. Che un luogo di bellezza incredibile, portato al degrado totale, infestato da letame in ogni angolo possibile, acquisira' dignita' internazionale e restituira' dignita'agli animali, ed ai napoletani. Una citta', la nostra, dove si combatte SEMPRE chi vuole fare. C'e' una parte silenziosa ma potente della nostra citta' ed allo stesso tempo incapace che puo' sopportare tutto:  la camorra, irifiuti tossici , i tumori, ma che non riesce a tollerare chi vuole fare bene,e pretende di riuscirci.
Questa citta' usa le armi improprie della calunnia ed usa la burocrazia, utilissima, quando serve fermare l'iniziativa, arrogante nella sua presunzione, cattiva nell'esercizio del Suo potere, abile nel tessere il sottile ricatto, mai in forma diretta , ma sempre attraverso teste di legno, stupide, e vuote alleate sempre al finto potente di turno. Riportare lo Zoo di Napoli in Europa mi sembrava una sfida imprenditoriale onerosa dal punto di vista finanziario, scientifico, organizzativo. Scopro invece ,che la sfida vera e' vincere nella mia citta', contro la mia citta'. Confido in tutti i bambini ed in tutte le mamme che ci sostengono, che ci incoraggiano, in tutti i napoletani che si sono stancati di essere violentati, da inetti incapaci, ubriachi del loro piccolo potere, a tempo. Intanto mi contemplo il laghetto, portato quasi al suo antico splendore, a come lo aveva pensato Piccinato. E mi sembra di vederlo sul ponte, Piccinato, che mi sorride e mi incoraggia.
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Megaride : si sente tutto l'AMORE che ha ispirato la rinascita di questo incantevole luogo caro alla memoria di intere generazioni di napoletani! Ora, tutti noi partenopei di buona volontà dovremmo fare "catena" contro i soliti massacratori del bello e del buono della nostra città! Tutti insieme, per difendere dai possibili assalti del "male atavico" sul territorio (ch'è l'invidia!) questo meraviglioso progetto di RINASCITA! Già, agli esordi del progetto salvifico, alcune parti politiche, specializzate in inutili e malsane "vandee-a-tutti-i-costi", per il solo autoerotismo del "bastian contrario", strumentale al loro populismo improduttivo e non propositivo, si sono mostrate particolarmente ostili ai propositi di Francesco Floro Flores ed ora, al pari degli struzzi ospiti del giardino zoologico, farebbero bene a nascondere la testa sotto la sabbia... dal momento che si spacciano per "animalisti" e "ambientalisti", soprattutto quando ci tempestano di inutili petizioni e proclama!!! Le tre "F" menzognere passate alla storia giacobina, Farina, Feste e Forche, negli slogan volgari falsamente attribuiti agli ultimi, veri regnanti su questa nostra patria di Civiltà, saranno, da ora e per sempre sostituite dalla cifra ricamata sulla tua candida camicia di marinaio: F.F.F.
DIO TI BENEDICA... e... pure il patrono San Gennaro, Francesco!... mi piacerebbe molto lavorare per le tue creature!... Dello zoo ricordo il direttore, dott. Cuneo, che già molti anni fa contribuiva di tasca propria al sostentamento degli animali! All'epoca, ero giovanissima e cronista per Canale 21. Per qualche settimana mettemmo in programmazione una rubrica fissa dedicata agli animali, domestici e non; quando "girammo" le puntate sugli animali esotici, feci con piacere estremo il mio ingresso allo zoo. Davanti la casina in legno del professor Cuneo, una gracula del cardinale - cosiddetta per via della sua "scazzetta rossa", simile a quella del nostro "munaciéllo" - mi accolse cantandomi ROSE ROSSE di Ranieri... Cuneo mi disse che non lo faceva sempre; solo con chi le piaceva, per cui capii che il bellissimo volatile era il suo più fidato "segretario"... Nell'ambulatorio veterinario, mi innamorai di una cucciolata di iene neonate, rifiutate dalla madre e potei constatare con quanto amore e passione quei medici si occupassero di tutte le creature lì residenti.... poi, venne il momento forte; quello che fu addirittura filmato dall'operatore, il caro Riccardo Radice, oggi filosofo e docente nella scuola pubblica: mi fu concesso di entrare nella gabbia del ghepardo; cosa che feci con un certo timore... ma il desiderio di quel "contatto" era tale che... rinfoderai ogni esitazione! Lo stupendo micione, con la sua bocca spalancata, i lunghi ed affilati canini in bella mostra, gli occhi stretti a mandorla mi fissava ed emetteva dei ruggiti più simili al ronfare di un gatto: non mi minacciava affatto, dal momento che i suoi affilati artigli erano rinfoderati nel soffice pelo delle snelle ed agili zampe; mi faceva le fusa! Allora, senza remore, gli porsi il dorso della mia mano perchè la annusasse, mi posi a lui di fianco e lentamente sollevai la stessa mano per carezzarlo sulla testa. Gradì l'omaggio e... passai qualche quarto d'ora nella sua gabbia! Che belle emozioni! Tutte, da recuperare, grazie a te!

Lo Zoo di Napoli riparte! Aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 17!! 

 
 
 

PORGI L'ALTRA GUANCIA, IMBECILLE!

da Pina Esposito Orsino:

vedi rif. su questo blog a LA CAREZZA DEL MALE 
Ciao, rari amici miei, mi stanno invitando a seguire la trasmissione su rai 3 "Presa diretta", in onda lunedì e che parla dei testimoni di giustizia; questo, è il testo del messaggio e sotto leggerete la mia risposta 
“TESTIMONI DI GIUSTIZIA”
Lunedì 20 gennaio ore 21.05 Rai3
Il terzo appuntamento di PresaDiretta dal titolo “TESTIMONI DI GIUSTIZIA”, in onda lunedì 20 gennaio alle 21.05 su Rai3, è un’inchiesta particolarmente delicata, in cui gli inviati del programma di Riccardo Iacona sono andati a conoscere i tanti testimoni di giustizia che con le loro denunce hanno contribuito a fare arrestare centinaia e centinaia di mafiosi. 
Sono emerse storie davvero incredibili, mai viste prima: non solo quelle dei testimoni di giustizia che hanno pagato con la vita la scelta di raccontare allo Stato quello che sapevano, quello che avevano visto, come Lea Garofalo, moglie di un boss della ‘ndrangheta, uccisa nel 2009. Verranno raccontate anche le storie dei testimoni di giustizia che, da quando sono entrati nel “programma di protezione”, hanno perso tutto: casa, lavoro, città, senza avere in cambio la possibilità di una vita diversa. Come Carmelina Prisco o Pino Masciari. E le storie di chi ha rinunciato alla propria identità, come Piera Aiello o Giuseppe Carini, che oggi vivono con nomi diversi.
Verranno mostrate le difficili esistenze dei testimoni di giustizia che ancora vivono, sotto scorta, nei loro luoghi di origine. Isolati dalle comunità e dimenticati dallo Stato. Sono le storie di Tiberio Bentivoglio di Reggio Calabria, di Nello Ruello di Vibo Valentia, di Ignazio Cutrò di Bivona, in provincia di Agrigento. Nel frattempo, gli organici dei magistrati e degli uomini delle forze dell’Ordine che combattono la battaglia contro la Mafia, vengono progressivamente ridotti.
Storie di veri “eroi” civili, che lo Stato sembra aver dimenticato. Una vera e propria sconfitta per l’Antimafia, una vittoria per la Mafia .
“TESTIMONI DI GIUSTIZIA” è un racconto di Riccardo Iacona, con Federico Ruffo ed Elena Stramentinoli.
"Sia io che Luigi di ognuno di questi personaggi che parteciperanno alla trasmissione del 20 conosciamo perfettamente la storia. Innanzitutto bisogna dire che sono stati invitati quelli famosi non per l'importanza delle loro denunce ma per le amicizie politiche che possono vantare. Buona parte di essi ha iniziato la sua "carriera" come collaboratore di giustizia (criminali pentiti) condizione che,  poi, è stata trasformata in testimoni di giustizia per comodità delle istituzioni e degli interessati. Su google potete trovare un sito dove sono elencate le storie dei testimoni, compresa la mia (vittima di questa gentaglia!). Leggendo, potrete rendervi conto che molte cose non quadrano; quei "personaggi" hanno goduto di molti benefici "perché si sono alleati alla mafia dell'antimafia". Altri, -  che come me non sono scesi a compromessi -  hanno fatto la mia stessa fine... Giudicate voi... Piera Aiello, figlia di un mafioso morto ammazzato, sorella di un mafioso, moglie di un mafioso morto ammazzato, si pente e dichiara di non essere mai stata a conoscenza delle attività criminali della sua famiglia. Forse pensava che il lusso in cui viveva le veniva direttamente dalla provvidenza divina? Giuseppe Carini: racconta che un amico tossicodipendente, poi morto di AIDS, gli aveva raccontato "di aver raccontato" di aver assistito all'omicidio di Don Puglisi. Carini è un "testimone per sentito dire", riferisce fatti riconducibili ad un teste non attendibile e non più verificabile. Ignazio Cutrò: imprenditore edile, sporge denuncia contro ignoti per un supposto tentativo di estorsione: gli avrebbero bruciato anni fa una vecchia pala meccanica, è un megalomane che pretende ed ottiene inauditi benefici dallo Stato, cioè da tutti noi. Sono noti i suoi legami con la mafia del bivonese. Oggi, noi viviamo in uno Stato in cui personaggi del genere vengono premiati, così come vengono premiati individui che dopo aver commesso centinaia di omicidi ritrovano una verginità, dopo essere  stati beccati con le mani nel sacco, fingendo pentimento (vedi Carmine Schiavone). Se sei amico e complice di Tano Grasso,  presidente della federazione italiana antiracket , ottieni quello che chiedi. Da poco gli inquirenti si sono accorti di quello che tutti sapevano: Tano Grasso usa i fondi destinati alle vittime della mafia per i suoi affari personali. Cari amici, non guarderò la trasmissione, perché correrei il rischio di farmi scoppiare il fegato. Buona notte."
" L’uomo preferisce una schiavitù comoda a una libertà esigente. "
Anonimo

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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DEDICATO AGLI EMIGRANTI

 

NOMEN OMEN

E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

IL MEZZOGIORNO CHE DIFENDIAMO

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I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!


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