Tana del Leprecano

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Post n°32 pubblicato il 06 Febbraio 2006 da duffogrup
 
Foto di duffogrup

Ci sono fumetti che non andrebbero nemmeno consigliati, dovrebbe essere la società stessa, la sua opinione pubblica, a spingere più gente possibile a leggerli. Comunque visto che siamo in Italia, un paese in cui la parola fumetto è usata come dispregiativo, e che il titolo in questione è facilmente recuperabile, sia in rete che in ogni fumetteria decente della penisola, non posso che spingervi all'acquisto di Watchmen nell'edizione della serie Oro di Repubblica. Probabilmente lo troverete gìà aumentato di 5/10 € rispetto ai 6,90 di copertina: il mondo del fumetto contende a quello dello spaccio di stupefacenti il record di venditori crumiri. Scritto da Alan Moore, l'unico metallaro inglese che non sa suonare, Watchmen è frutto di un "esperimento" commerciale. La Dc Comics nel 1980 acquistò a prezzi stracciati una vecchia casa editrice, la Charlton Comics, e incaricò Moore di scrivere una miniserie che avesse come protagonisti proprio i vecchi eroi della Charlton, in vista di un possibile rilancio. La DC però, intuito subito che le intenzioni di Moore erano invece di scrivere una storia che avrebbe cambiato per sempre questi personaggi, non ne permise l'utilizzo. Moore decise così di creare nuovi personaggi basandosi comunque su quelli originari della Charlton e di affidare i disegni ad un altro inglese, Dave Gibbons. Watchmen venne pubblicato per la prima volta nel 1986 (vent'anni!!) in dodici numeri proprio dalla DC. Da un punto di vista narrativo, non è semplice parlare di Watchmen perchè la trama è complessa, e a primo acchito può risultare persino ostica, ma è un puzzle e si sà per i puzzle ci vuole pazienza. Alla fine ogni pezzo andrà al suo posto. Fidatevi e leggetelo, Watchmen per me è letteratura. A costo di sollevare lo sdegno di qualcuno mi sento di paragonare il capolavoro di Moore a "La vita, istruzioni per l'uso" di Georges Perec. Ogni personaggio, anche il più insignificante, trova il suo posto nel quadro definitivo. Alla fine qualcuno continuerà forte delle sue convinzioni, altri senza più averne ed il più grande deciderà di fermarsi.

 
 
 
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