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IN THROUGH THE BACK DOOR

Post n°1699 pubblicato il 03 Aprile 2012 da MacRaiser

"Il nuovo trojan Flashback infetta il Mac senza password - L’ultima variante del trojan, ribattezzata OSX/Flashback.K, utilizza una falla nota all’interno di Java SE6 e può installarsi anche senza l’immissione delle credenziali" - Melablog.

Mentre il buon Notarianni di Macity continua a pubblicare impraticabili  almeno quanto inutili tutorial-sermone traboccanti trepide raccomandazioni alla castita' informatica assoluta -castita' che ovviamente nessun possessore di Mac ha mai messo in pratica dall'avvento di OS X ne' mai mettera'- dalle parti di Cupertino ci si gratta allegramente le mele. Non c'e' fretta, tanto il fanboy Apple non si convince neppure di fronte all'evidenza dei fatti; neppure se ci sbatte il grugno contro e si fa  male. Il classico fanboy Apple e' incrollabilmente convinto della "superiorita' intrinseca" di OS X e che il mancato inserimento della password d'amministratore e' un muro invalicabile contro il quale ogni malware per Mac si frantumera' in saecula saeculorum. La ragione e' semplice e chiara: ha letto sul Vangelo di Steve che le sue chiappe sono e saranno al sicuro per sempre da qualunque minaccia perche', da bravo fidelizzato, usa solo prodotti di marca Apple. Neppure con le definizioni dei malware/virus alla mano c'e' verso di fargli entrare un grano di sale in zucca. Ne' si rende conto, il meschino, che esso (il grano salis) gli dovra' pur entrare comunque in zucca, prima o poi. Passera' semplicemente per un'altra strada, tutto qui. Tutto pur di negare la necessita', conclamata gia' da anni, dell'uso di un antivirus anche sulla piattaforma Apple. In gaia attesa della prossima infezione ventura e dei conseguenti prevedibili danni di massa (MacDefender insegna). Anche se in fondo, per chi ha gia' da un pezzo portato il cervello all'ammasso, si tratta di danni collaterali.


 
 
 
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"Il popolo non dovrebbe avere paura del proprio governo. E' il governo che dovrebbe avere paura del popolo."

"Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non avete da far altro che guardarvi nelle specchio"

"Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo; chi osa di più non lo è." (dal Macbeth)

"E così ricopro la mia muta perfidia con antiche espressioni a me estranee rubate ai sacri testi e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo."
(dal Riccardo III)

V for vendetta




"A quindici anni diventai un evoluzionista e mi fu tutto chiaro: veniamo dal fango. Dopo 3 miliardi virgola otto di evoluzione, il nostro nocciolo e' ancora il fango. Nessun avvocato divorzista puo' dubitarne."

"Ci sono due dilemmi che scombussolano le meningi umane: come fare a trattenere qualcuno che non vuole restare.. e come fare a sbarazzarsi di qualcuno che non se ne vuole andare."

La guerra dei Roses



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"E' un'utile prospettiva vedere il mondo alla stregua di un sogno. Quando abbiamo un incubo ci svegliamo e diciamo a noi stessi che abbiamo solo sognato. Si dice che il mondo in cui viviamo non sia affatto diverso."

"I nostri corpi ricevono sostentamento dal profondo del nulla. Esistere la' dove non vi e' nulla e' il significato della frase -La forma e' vuoto-. E il fatto che ogni cosa trae sostentamento dal nulla, e' il significato della frase -il vuoto e' forma-. Sarebbe errato pensare che si tratti di due concetti distinti."

Ghost Dog



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"Ah, la follia del cuore… che non conosce nessun ostacolo. Follia che svanisce mentre la vivi… irrimediabilmente. E non c’e’ sensazione piu’ bella."

Cosa fare a Denver quando sei morto
 
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"Se vuoi la mia onesta opinione, Bob, tu non hai carattere. Per la semplice ragione che non provi rammarico per qualcosa". "Sta dicendo che non avro' carattere finche' non avro' fatto qualcosa che mi rincresce?" "No, Bob.. perche' di sicuro hai fatto molte cose di cui rincrescerti.. solo che non sai quali sono. E' quando alla fine le scopri.. quando vedi l'assurdita' di qualcosa che hai fatto.. e desidereresti tornare indietro per cancellarlo.. ma sai di non potere.. perche' e' troppo tardi.. quella cosa non puoi che prenderla e portarla con te.. per ricordarti che la vita va avanti.. che il mondo girera' anche senza di te.... che alla fine non conti.. E' allora che acquisterai carattere"

The big Kahuna



"Il paese che mia madre lascio', era un paese nel quale aveva creduto e che io ero riuscito a far sopravvivere fino al suo ultimo respiro. Un paese che nella realta' non era mai esistito. Che per me restera' sempre legato alla memoria di mia madre."

Goodbye Lenin



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"I miei eroi non sono più guerrieri e re, ma i fatti di pace. Uno vale l’altro: le cipolle messe a seccare.. buone come il tronco d’albero che porta attraverso la palude."

"Avete troppi colori per venirne a capo nel tempo. Inciampate nei vostri colori e non siete mai puntuali."

Il cielo sopra Berlino



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"La verita'? La verita' e' la versione dei fatti che la maggior parte della gente vuole"

The million dollar hotel



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"Anche un viaggiatore abituato, anche il piu' disciplinato, qualche volta s'imbatte in un particolare oggetto che vuole assolutamente riportare a casa. Va tutto bene; purche' uno sia pronto ad accettare le complicazioni e i disagi che ogni bagaglio in piu' necessariamente provoca."

Turista per caso
 

ANTONELLA ANEDDA

Vedo dal buio
come dal più radioso
dei balconi.
Il corpo è la scure:
si abbatte sulla luce
scostandola in silenzio
fino al varco più nudo -al nero
di un tempo che compone
nello spazio battuto
dai miei piedi
una terra lentissima
- promessa

---

Perfino adesso vedo
un gesto nuziale
dopo l'immensa distanza
di questa estate lenta
nell'arco dei suoi steli amari
dopo gli anni che in avanti
hanno sbarrato l'amore
perche' non si perdesse
fino a perderlo
attutito contro l'erba.
Oggi e' una notte di pioggia
possiamo traversarla
in due diversi bagliori
senza luce
dire, toccando il gelido bordo
di un bicchiere,
che tanta lontananza
non e' stata un errore
se ha cinto e sciolto segretamente
ogni irreale desiderio.


---

Volevo che
il mio amore non finisse
che resistesse intero
in disaccordo
perfino col ricordo
e ignorasse il corpo
che da me si scostava
che ne ignorasse
distanza e indifferenza
e fosse cosa mia
doppiamente intrecciata
cesta di giunco e aria,
cesta per acqua
forma che la mano conosce
e che la storia medita quando
– così di rado
per questo raramente sacra –
salva un bambino dal suo Nilo.
Così a volte
fanno canestri i pazzi
per il silenzio – credo –
che sale dagli spazi
per quella paglia
che le dita oscurano
per quel nodo terreno
di aria e di materia.


---

Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell'ombra della sera
per la sera che di colpo
crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta
a una ringhiera
per l'attesa marina
- senza grido - infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare
più sola nell'enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi,
mia la luce deserta
- da brughiera -
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso
e la parola bosco
trema più fragile del bosco,
senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.

 
Questa felicità promessa o data
m'è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove
il molteplice nell'unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

Mario Luzi

---

Venite pensieri
vi penseremo a fondo
ora che e' mattino.
La luce vi fa sembrare tanto forti
da raschiare il buio
come se avessimo un coccio
e la notte fosse cuoio.
C'e' un geco sul granito.
Il suo ventre oscilla
come acqua di fonte.
E' spaventato. E' attento.
Aspetta senza capire.
Come succede a noi
quando un saluto di colpo
si trasforma in addio

---


Che speri,
che ti riprometti, amica,
se torni per così cupo viaggio
fin qua
dove nel sole le burrasche
hanno una voce
altissima abbrunata,
di gelsomino odorano e di frane?
Mi trovo qui
a questa età che sai,
né giovane né vecchio,
attendo, guardo
questa vicissitudine sospesa;
non so più quel che volli
o mi fu imposto,
entri nei miei pensieri
e n'esci illesa.
Tutto l'altro che deve essere
è ancora,
il fiume scorre,
la campagna varia,
grandina, spiove,
qualche cane latra
esce la luna, niente si riscuote,
niente
dal lungo sonno avventuroso.

Mario Luzi

---

il vento
è un'aspra voce che ammonisce
per noi stuolo
che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera
ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti,
viola scavato
nel viola inesauribile,
miniera senza fondo
dello spazio.
Il volo è lento, penetra a fatica
nell'azzurro che s'apre
oltre l'azzurro,
nel tempo ch'è di là dal tempo;
alcuni mandano grida acute
che precipitano
e nessuna parete ripercuote.
Che ci somiglia
è il moto delle cime nell'ora
- quasi non si può pensare
né dire -
quando su steli invisibili
tutt'intorno
una primavera strana
fiorisce in nuvole rade
che il vento
pasce in un cielo
o umido o bruciato
e la sorte della giornata è varia,
la grandine, la pioggia,
la schiarita.

Mario Luzi

---

Poco dopo si è qui come sai bene,
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo,
chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita,
figge un punto.
Raramente
qualche gabbiano appare.

Mario Luzi
 
E’ pur nostro il disfarsi delle sere.
E per noi è la stria che dal mare
sale al parco e ferisce gli aloè.
Puoi condurmi per mano,
se tu fingi di crederti con me,
se ho la follia di seguirti lontano
e ciò che stringi, ciò che dici,
m’appare in tuo potere.
Fosse tua vita quella
che mi tiene sulle soglie
e potrei prestarti un volto,
vaneggiarti figura. Ma non è,
non è così. Il polipo che insinua
tentacoli d’inchiostro tra gli scogli
può servirsi di te.
Tu gli appartieni e non lo sai.
Sei lui, ti credi te.

Eugenio Montale

---

Sempre di nuovo,
benchè sappiamo
il paesaggio d'amore
e il breve cimitero
con i suoi tristi nomi
e il pauroso abisso silente,
dove per gli altri è la fine:
torniamo a coppie tuttavia
di nuovo tra gli antichi alberi,
ci posiamo sempre, di nuovo,
con i fiori contro il cielo.

Rainer Maria Rilke

---

Felicita’ raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede,
teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi
chi piu’ t’ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari,
il tuo mattino
e’ dolce e turbatore
come i nidi delle cimase.
Ma nulla
paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale

---

Il suo sguardo,
dopo tanto fissare,
e’ divenuto cosi’ stanco
che non puo’ accettare null’altro.
Per lei
e’ come se le sbarre
fossero migliaia,
e oltre le migliaia di sbarre:
nessun mondo.
Nel suo girare
in quel cerchio ristretto,
senza soste,
la sua potente falcata
diviene una danza rituale
attorno ad un centro,
dove una grande volonta’
si trova come paralizzata.
A volte,
le palpebre si sollevano in silenzio
ed una forma entra,
scivola attraverso
l’angusto silenzio tra le spalle,
raggiunge il cuore,
e muore.

Rainer Maria Rilke – La pantera

---

Gettava pesci vivi
a pellicani famelici.
Sono vita anche i pesci fu rilevato,
ma di gerararchia inferiore.
A quale gerarchia
apparteniamo noi
e in quali fauci…?
Qui tacque il teologo
e si asciugo’ il sudore.

Eugenio Montale
 

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MARIA LUISA SPAZIANI

Quelle labbra
ch'era peccato mordere
tanto infantili e tenere s'aprivano
(neve di sogno
non può il tempo sciogliere)
chiude un sigillo di divina cera.
Ma avete flauti eterni
come il mare,
o labbra più profonde della sera.

 

ANTONELLA ANEDDA

Dell'incedere a scatti di quell'uomo
che nella strada per Venaco
gridava dentro il sole
non s'e' mai detto nulla
nulla della camicia
strappata sulle ascelle
e dei piedi circondati di paglia
ne' della voce bruciata di francese.
Lo aspetto' l'inverno,
lo strinse nel ramo di una scala
lo spinse piano
col volto tra i vasi di gerani

---

Per trovare la ragione di un verbo
perché ancora
davvero non é tempo
e non sappiamo
se accorrere o fuggire.
Fai sera come fosse dicembre
sulle casse innalzate
sul cuneo del trasloco
dai forma al buio
mentre il cibo
s'infiamma alla parete.
Queste sono le notti
di pace occidentale
nei loro raggi vola
l'angustia delle biografie
gli acini scuri dei ritratti,
i cartigli dei nomi.
Ci difende di lato un'altra quiete
come un peso marino nella iuta
piegato a lungo, con disperazione.

---

Non esiste innocenza
in questa lingua
ascolta come si spezzano i discorsi
come anche qui sia guerra
diversa guerra
ma guerra - in un tempo assetato.
Per questo scrivo con riluttanza
con pochi sterpi di frase
stretti a una lingua usuale
quella di cui dispongo
per chiamare
laggiù perfino il buio
che scuote le campane.

 

PEDRO SALINAS

Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell'anno
da dove vieni
nell'amore con lei
e tutto ciò che fu.
In quella realtà
sommersa che nega se stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d'essere stata nient'altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.
La tua verità mi assicura
che niente fu menzogna.
E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un'altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.

---

Quello che sei
mi distrae da quello che dici:
Lanci parole veloci,
pavesate di risa,
invitandomi
ad andare dove mi porteranno.
Non ti presto attenzione,
non le seguo: sto guardando
le labbra da cui sono nate.
Intanto guardi lontano.
Fissi lo sguardo laggiù,
non so in cosa, e già si precipita
a cercarlo la tua anima
affilata, come saetta.
Io non guardo dove guardi:
io ti vedo guardare.
E quando desideri qualcosa
non penso a quello che vuoi
nè lo invidio: è il meno.
Ciò che ami oggi, lo desideri;
domani lo dimenticherai
per un nuovo amore.
No. Ti aspetto
oltre qualsiasi fine o termine
in ciò che non deve succedere.
Io resto nel puro atto
del tuo desiderio, amandoti.
E non voglio altro
che vederti amare.

 

REINER MARIA RILKE

Niente è paragonabile.
Esiste forse cosa
che non sia tutta sola
con se stessa e indicibile?
Invano diamo nomi,
solo è dato accettare
e accordarci
che forse qua un lampo,
là uno sguardo ci abbia sfiorato,
come se proprio in questo
consistesse vivere la nostra vita.
Chi si oppone
perde la sua parte di mondo.
E chi troppo comprende
manca l’incontro con l’eterno.
A volte
in notti grandi come questa
siamo quasi fuori pericolo,
in leggere parti uguali
spartiti fra le stelle.
Immensa moltitudine

---

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore
e cerca di amare le domande,
che sono simili
a stanze chiuse a chiave
e a libri scritti in lingua straniera.
Non cercare ora le risposte
che non ti possone essere date
poichè non saresti capace
di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa.
Vivi le domande ora.
Forse ti sarà dato,
senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano giorno,
in cui avrai la risposta.

 

Mi sento solo
solo come quei balconi
con le tapparelle abbassate
abbandonati
dove la pioggia cade
la sabbia si posa
si posa la polvere
e che se avessero voce
li sentiresti invocare gli uccelli
se avessero mani li vedresti
disegnarsi gerani e azalee
aspetto come loro
qualcuno che mi riapra:
pavimento da calpestare
veicolo di luce
altro non so immaginare

Piermario Giovannone


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Le foto di Annet

 

"Chi salva una vita, salva il mondo intero." (Dal Talmud)

Schindler's List


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"La verita', come l'arte, e' nell'occhio di chi guarda=

Mezzanotte nel giardino del bene e del male



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"Ogni essere vivente segue un percorso prestabilito, ma ci sono confini che a volte la vita ti chiede di varcare. Io l'ho fatto."

Donnie Darko



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"Le cose che possiedi, alla fine ti possiedono."

"La pubblicita' ci mette nell'invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare cazzate che non ci servono."

"Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo."

"Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, l'indice di sopravvivenza scende a zero."

Fight Club



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"I nuovi amanti sono teneri e nervosi, ma rovinano ogni cosa.. perche' il cuore e' un organo di fuoco."

Il paziente inglese
 
Che io debba ricevere il castigo
neppure si discute. Resta oscuro
se cio’ accada in futuro oppure ora
o se sia gia’ avvenuto
prima che io fossi.
Non ch’io intenda evocare
l’esecrabile fantasma
del peccato originale.
Il disastro fu prima dell’origine
se un prima e un dopo
hanno ancora un senso.

Eugenio Montale

---

Perfino adesso vedo un gesto nuziale
dopo l'immensa distanza
di questa estate lenta
nell'arco dei suoi steli amari
dopo gli anni che in avanti
hanno sbarrato l'amore
perche' non si perdesse
fino a perderlo attutito contro l'erba.
Oggi e' una notte di pioggia
possiamo traversarla
in due diversi bagliori senza luce
dire, toccando il gelido bordo
di un bicchiere,
che tanta lontananza
non e' stata un errore
se ha cinto e sciolto segretamente
ogni irreale desiderio.

Antonella Anedda


---

Mia vita,
a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto
ormai lo stesso sapore
han miele e assenzio.
Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

Eugenio Montale

---

Volevo che
il mio amore non finisse
che resistesse intero
in disaccordo
perfino col ricordo
e ignorasse il corpo
che da me si scostava
che ne ignorasse
distanza e indifferenza
e fosse cosa mia
doppiamente intrecciata
cesta di giunco e aria,
cesta per acqua
forma che la mano conosce
e che la storia medita quando
– così di rado
per questo raramente sacra –
salva un bambino dal suo Nilo.
Così a volte
fanno canestri i pazzi
per il silenzio – credo –
che sale dagli spazi
per quella paglia
che le dita oscurano
per quel nodo terreno
di aria e di materia.

Antonella Anedda

---

Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell'ombra della sera
per la sera che di colpo
crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta
a una ringhiera
per l'attesa marina
- senza grido - infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare
più sola nell'enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi,
mia la luce deserta
- da brughiera -
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso
e la parola bosco
trema più fragile del bosco,
senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.

Antonella Anedda
 
Solo la nudità alla fine
ci raggiunge
esatta come la luna
crescente nei capelli.
Esiste una gioia nella reticenza
e un riparo
perfino in questo spazio
che ha un inizio e una fine.
Non voglio scrivere
un’elegia della vecchiaia
solo dire che spingere
le braccia dentro il freddo
è una prova che ha senso
non diverso dal trovare
il verbo in una frase.

Senti come guadagni
la via del corridoio.
Non è scontato il passo col respiro.
Conta i mattoni pensando
ai ciottoli di fiume
all’acqua che ti fasciava il piede
ricorda quanta tenacia
c’è voluta a decifrare
le mappe dentro alle parole.

Ancora ti svegli
con un brandello di futuro
(forse, forse
dice la trave nella luce mattutina)
ancora pensi
a una scaglia di amore
(forse, forsedice vagando
per la stanza la luce mattutina)
Ancora hai la forza
di pensare tutto questo
e il silenzio ti cura,
la solitudine splende
con gli avanzi del cibo
su cui si posa il cielo.
---

Ora è solo pioggia
che benedice la strada
e nell'acqua che trema
quasi una luce redenta da seguire.
Sarà una piccola distanza
dal fulgore.
Dal forno dove il cibo si innalza
alle nuvole brune
tutto appena diverso
dalla vita di sempre:
uno scarto nel gesto
che depone i piatti per la sera
una luce nella crepa del muro
schiusa verso terre di pace.
Fuoco di cedro
lungo i bordi del campo.
Così vedremo i volti degli assenti
le iniziali dei nomi
travolte dai lapilli
nessun dolore
ma il moto delle mani
che allontanano il fumo
e notte tra la notte: una fessura.

Antonella Anedda

 
Questo tetto che affiora dalla notte
ci protegge piu' di una croce o un santo.
Ora che improvvisamente piove
e' benedetto.
In un'abside di plastica bagnata
splende una pianta di ortensie azzurro-fuoco

Antonella Anedda

---

...
Soffiero' su quel viso
mischiando i suoi gesti
a quelli di amori passati,
prendendo i ricordi migliori
le poche frasi di ognuno
fino a costruire il mio Golem
il mio amore brucera' altissimo e ignoto
lungo la cappa del camino.
...

Antonella Anedda


---

Vergine altera, mia compagna
t'arde un mistero negli occhi.
Non so se odio o amore
e' questa luce eterna
della tua nera faretra.
Con me verrai
finche' proietti un'ombra il corpo
e resti ai miei sandali arena.
La sete o l'acqua sei
sul mio cammino?
Dimmi, vergine altera,
mia compagna.

- Antonio Machado -

---

...
Pensi davvero che basti non avere colpe
per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L'aria e' piena di grida.
Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri,
brandelli di parole.
...

Antonella Anedda
 



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