Creato da MacRaiser il 19/01/2007
Tutti gli utenti Mac pensano differente, ma alcuni pensano piu' differente degli altri
 

 

GARAGEBRAND

Post n°2222 pubblicato il 05 Dicembre 2014 da MacRaiser



E adesso chi glielo dice?


 
 
 

IL MELAWARE

Post n°2221 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da MacRaiser

Come ho gia' avuto modo di scrivere in passato, acquistare un iGeggio e' come pagare per avere un malware-backdoor-virus permanente e invulnerabile dentro, contro il quale non esiste difesa o antivirus che tenga (escludendo la grottesca pratica del jailbreak, ovviamente). E pensare che in giro si trova ancora tanta gente che continua a dare dell'estremista a quella povera Cassandra di Richard Stallman. In realta' come potete vedere, se Stallman sbagliava, sbagliava per difetto.


 
 
 

GLI INTOUCHABILI IL PREQUEL

Post n°2220 pubblicato il 03 Dicembre 2014 da MacRaiser

 




 
 
 

GLI INTOUCHABILI

Post n°2219 pubblicato il 03 Dicembre 2014 da MacRaiser

"Beh, quando hai paura di incappare in una mela marcia non devi prenderla dal cesto, coglila dall'albero." - The Untouchables, Brian De Palma 

 

 
 
 

LA PIU' BREVE ERA POST-PC DI SEMPRE

Post n°2218 pubblicato il 26 Novembre 2014 da MacRaiser

"Steve Jobs proclama l’avvento dell’era Post-PC, dominata dalla semplicità dei tablet, in particolare del suo iPad, in contrasto con la complessità numerica specifica dei PC." - Macity, Marzo 2011

 

 

Resta poco da commentare, in effetti. 

 
 
 

DIVERSAMENTE MIGLIORISTA

Post n°2217 pubblicato il 22 Novembre 2014 da MacRaiser



Alcuni la definiscono in modo elegante "dissonanza cognitiva", altri propendono per il termine tecnico di jobbiana memoria "Reality Distortion Field". In questo genere di faccende io pero' preferisco l'arcaica potenza evocativa del lemma vernacolare, percio' uno cosi' lo chiamo semplicemente "cazzaro". 

 
 
 

LA PROVA DEI 9

Post n°2216 pubblicato il 18 Novembre 2014 da MacRaiser

"Apple sul bendgate -Solo 9 clienti si sono lamentati di iPhone 6 Plus piegati-" - Macity 



"Continua a salire il numero degli iPhone 6 piegati. Ecco la mappa aggiornato degli Apple Store del mondo che sostituiscono i dispositivi affetti dal problema. [...] Sul sito OneOfTheNine.com sono stati già raccolti 444 casi di iPhone 6 piegati, e il numero continua a salire." - Melablog

Visto che siamo in argomento potrei parlare di mappe Apple, ma insomma... evitiamo di infierire .

Clicca sull'immagine

 
 
 

SANDFLOPS

Post n°2215 pubblicato il 17 Novembre 2014 da MacRaiser

Quest'anno a quanto pare i siti applecoronati hanno deciso all'unanimita' di ignorare il Pwn2Own. Motivi palesi, direi. Solitaria quanto lodevole eccezione: iSpazio.


 
 
 

FORMATTANZA TERMINALE

Post n°2214 pubblicato il 16 Novembre 2014 da MacRaiser

 

Chi abbia partecipato alla iattanza degli sfotto' contro gli utenti DOS/Windows (soprannominati "ciduepunti") degli anni '80 e '90, probabilmente sara' in grado di riconoscere i segni della legge del contrappasso. Oltreche' quella qual certa spietatezza di cio' che si suole chiamare "ironia della sorte".

Clicca sulle immagini

 
 
 

IL GRANDE SEDATORE

Post n°2213 pubblicato il 15 Novembre 2014 da MacRaiser

 

L'ars amatoriale tranquillante e negazionista di Giacomo sciupavirus Martiradonna non pare aver portato granche' fortuna a Cupertigno, per ora. Un profilo leggermente piu' basso e meno fan-farone forse gioverebbe, per ora. E magari pure per dopo.

 




 
 
 

LA MASCHERA DI BRONZO

Post n°2212 pubblicato il 14 Novembre 2014 da MacRaiser



"Con iOS, nel “recinto dorato” di Apple, sono libero di muovermi in totale sicurezza. Con Android posso spaziare ovunque, ma il dubbio di incappare in qualcosa di malevolo mi fa sentire davvero libero?" - Domenico Galimberti, alias Puce72, 8 marzo 2013



Tace e parla d'altro, il Puciardo: comprensibile. Cupertigno invece, di pudore ne mostra neanche un po' e alle domande sulle contromisure che Apple intende adottare riguardo la gravissima (ma tutt'altro che isolata) falla emersa da diversi giorni in iOS, replica da par suo: "cazzi vostri". Qualcosa mi dice che tra non molto verra' a piu' miti consigli. 


 
 
 

MESSAGGIO RICEVUTO?

Post n°2211 pubblicato il 13 Novembre 2014 da MacRaiser

"La querelante avra' facolta' di dimostrare alla corte che Apple non ha rispettato i termini del contratto wireless stipulato e ha violato la normativa della California sulla concorrenza sleale, bloccando i messaggi che le erano indirizzati. [...] L'accusa non ha l'obbligo di dimostrare di essere titolare del diritto assoluto di ricevere ogni singolo messaggio di testo per poter provare che gli atti intenzionali di Apple hanno causato una effettiva violazione o rottura della relazione contrattuale." - Giudice Lucy Koh 

Il messaggio indirizzato a Cupertigno suona forte e chiaro, direi: "procuratevi avvocati veri e alla svelta, perche' il tempo delle stronzate da legulei e delle risposte arroganti e' finito, e a partire da adesso si fa sul serio".


 
 
 

TROVA LE DIFFERENT

Post n°2210 pubblicato il 13 Novembre 2014 da MacRaiser

Stesso sito, stesso giorno (un anno dopo), stesso sondaggista, stesso argomento, stessa indagine, stesse metodologie.





 
 
 

IL RISVEGLIO DEL GIOVIN SIGNORRI

Post n°2209 pubblicato il 12 Novembre 2014 da MacRaiser



Lo cercavo ed ecco il primo timido bocciolo di coraggioso neurone di comprensione spuntare: onore al merito, per carita'. Certo, eufemismi patetici del genere: "pagare meno" al posto di "evadere" (perche' ora di questo si tratta: di un accordo segreto per frodare la UE) a parte, sarebbe bastato leggere il blog del famigerato denigratore nonche' hater MacRaiser, due anni e mezzo or sono, per sapere la semplicissima verita'. Era li' davanti, evidente come il sole in una giornata limpida. Eppure, a dispetto delle evidenze solari, perfino ora l'impavido Xtom dimentica di informarci riguardo, un esempio per tutti, la sorte di quel 7% di IVA ridondante, ossia la differenza tra il 22% pagato dai clienti della maggior parte dei paesi UE, quando acquistano su iTunes, e il 15% incassato dall'erario Lussemburghese. Che fine hanno fatto quei tanti denari e in quali capaci tasche andranno a fruttare altrettanti interessi miliardari? Per Melablog e i suoi lettori (peraltro i piu' informati tra i fanboys) questo resta un mistero insoluto. 

 
 
 

SEMPLICI STRUMENTI

Post n°2208 pubblicato il 12 Novembre 2014 da MacRaiser



Apple e' in malafede e ovviamente ha adoperato la leva della paura di non ricevere piu' gli SMS come un deterrente, in modo da scoraggiare i propri clienti dal migrare verso Android e altre piattaforme. La prova? Banale: il problema e' stato segnalato ad Apple fin dall'epoca di iOS 5; siamo a iOS 8 e solo oggi Cupertigno si degna di attivare un "semplice tool web" per agevolare gli utenti. Tre anni. Come mai Apple si decide soltanto ora ad informare correttamente i clienti e a semplificarne la migrazione? E soprattutto: perche' attivare uno strumento di cui, secondo Apple, non c'e' stato alcun bisogno per ben tre anni? Paura della Class Action, ovviamente. Di piu': se Apple non avesse da rimproverarsi un odioso ostruzionismo ricattatorio aggravato e continuato nei confronti del cliente, non avrebbe avuto alcun bisogno di attivare alcun piffero di nulla e avrebbe lasciato tutto tal quale com'era. Il tool appena pubblicato, insomma, e' una excusatio non petita e dunque manifesta. Ma a parte la malafede conclamata, c'e' un'aggravante: il tono arrogante e irrispettoso della risposta di Apple. Mi spiego: ho come l'impressione che gli azzeccagarbugli assoldati dalla multinazionale californiana in questa occasione siano della medesima "pasta" di quelli che la portarono a subire la sonora batosta nella causa sul cartello degli editori di eBook (in occasione della quale centrai il pronostico in pieno). Ne azzardo uno anche ora: fossi in Tim Cook correrei ai ripari e passerei rapidamente a toni piu' rispettosi e deferenti. Il torto e' marcio e Apple lo sa, l'attivazione del "semplice tool" lo dimostra. Ormai l'obiettivo non puo' essere altro che quello di limitare i danni economici e di immagine. Oltreche' smetterla di trattare i propri preziosi clienti come semplici strumenti

 
 
 
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ANTONELLA ANEDDA

Vedo dal buio
come dal più radioso
dei balconi.
Il corpo è la scure:
si abbatte sulla luce
scostandola in silenzio
fino al varco più nudo -al nero
di un tempo che compone
nello spazio battuto
dai miei piedi
una terra lentissima
- promessa

---

Perfino adesso vedo
un gesto nuziale
dopo l'immensa distanza
di questa estate lenta
nell'arco dei suoi steli amari
dopo gli anni che in avanti
hanno sbarrato l'amore
perche' non si perdesse
fino a perderlo
attutito contro l'erba.
Oggi e' una notte di pioggia
possiamo traversarla
in due diversi bagliori
senza luce
dire, toccando il gelido bordo
di un bicchiere,
che tanta lontananza
non e' stata un errore
se ha cinto e sciolto segretamente
ogni irreale desiderio.


---

Volevo che
il mio amore non finisse
che resistesse intero
in disaccordo
perfino col ricordo
e ignorasse il corpo
che da me si scostava
che ne ignorasse
distanza e indifferenza
e fosse cosa mia
doppiamente intrecciata
cesta di giunco e aria,
cesta per acqua
forma che la mano conosce
e che la storia medita quando
– così di rado
per questo raramente sacra –
salva un bambino dal suo Nilo.
Così a volte
fanno canestri i pazzi
per il silenzio – credo –
che sale dagli spazi
per quella paglia
che le dita oscurano
per quel nodo terreno
di aria e di materia.


---

Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell'ombra della sera
per la sera che di colpo
crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta
a una ringhiera
per l'attesa marina
- senza grido - infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare
più sola nell'enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi,
mia la luce deserta
- da brughiera -
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso
e la parola bosco
trema più fragile del bosco,
senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.

 
Questa felicità promessa o data
m'è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove
il molteplice nell'unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

Mario Luzi

---

Venite pensieri
vi penseremo a fondo
ora che e' mattino.
La luce vi fa sembrare tanto forti
da raschiare il buio
come se avessimo un coccio
e la notte fosse cuoio.
C'e' un geco sul granito.
Il suo ventre oscilla
come acqua di fonte.
E' spaventato. E' attento.
Aspetta senza capire.
Come succede a noi
quando un saluto di colpo
si trasforma in addio

---


Che speri,
che ti riprometti, amica,
se torni per così cupo viaggio
fin qua
dove nel sole le burrasche
hanno una voce
altissima abbrunata,
di gelsomino odorano e di frane?
Mi trovo qui
a questa età che sai,
né giovane né vecchio,
attendo, guardo
questa vicissitudine sospesa;
non so più quel che volli
o mi fu imposto,
entri nei miei pensieri
e n'esci illesa.
Tutto l'altro che deve essere
è ancora,
il fiume scorre,
la campagna varia,
grandina, spiove,
qualche cane latra
esce la luna, niente si riscuote,
niente
dal lungo sonno avventuroso.

Mario Luzi

---

il vento
è un'aspra voce che ammonisce
per noi stuolo
che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera
ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti,
viola scavato
nel viola inesauribile,
miniera senza fondo
dello spazio.
Il volo è lento, penetra a fatica
nell'azzurro che s'apre
oltre l'azzurro,
nel tempo ch'è di là dal tempo;
alcuni mandano grida acute
che precipitano
e nessuna parete ripercuote.
Che ci somiglia
è il moto delle cime nell'ora
- quasi non si può pensare
né dire -
quando su steli invisibili
tutt'intorno
una primavera strana
fiorisce in nuvole rade
che il vento
pasce in un cielo
o umido o bruciato
e la sorte della giornata è varia,
la grandine, la pioggia,
la schiarita.

Mario Luzi

---

Poco dopo si è qui come sai bene,
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo,
chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita,
figge un punto.
Raramente
qualche gabbiano appare.

Mario Luzi
 
E’ pur nostro il disfarsi delle sere.
E per noi è la stria che dal mare
sale al parco e ferisce gli aloè.
Puoi condurmi per mano,
se tu fingi di crederti con me,
se ho la follia di seguirti lontano
e ciò che stringi, ciò che dici,
m’appare in tuo potere.
Fosse tua vita quella
che mi tiene sulle soglie
e potrei prestarti un volto,
vaneggiarti figura. Ma non è,
non è così. Il polipo che insinua
tentacoli d’inchiostro tra gli scogli
può servirsi di te.
Tu gli appartieni e non lo sai.
Sei lui, ti credi te.

Eugenio Montale

---

Sempre di nuovo,
benchè sappiamo
il paesaggio d'amore
e il breve cimitero
con i suoi tristi nomi
e il pauroso abisso silente,
dove per gli altri è la fine:
torniamo a coppie tuttavia
di nuovo tra gli antichi alberi,
ci posiamo sempre, di nuovo,
con i fiori contro il cielo.

Rainer Maria Rilke

---

Felicita’ raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede,
teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi
chi piu’ t’ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari,
il tuo mattino
e’ dolce e turbatore
come i nidi delle cimase.
Ma nulla
paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale

---

Il suo sguardo,
dopo tanto fissare,
e’ divenuto cosi’ stanco
che non puo’ accettare null’altro.
Per lei
e’ come se le sbarre
fossero migliaia,
e oltre le migliaia di sbarre:
nessun mondo.
Nel suo girare
in quel cerchio ristretto,
senza soste,
la sua potente falcata
diviene una danza rituale
attorno ad un centro,
dove una grande volonta’
si trova come paralizzata.
A volte,
le palpebre si sollevano in silenzio
ed una forma entra,
scivola attraverso
l’angusto silenzio tra le spalle,
raggiunge il cuore,
e muore.

Rainer Maria Rilke – La pantera

---

Gettava pesci vivi
a pellicani famelici.
Sono vita anche i pesci fu rilevato,
ma di gerararchia inferiore.
A quale gerarchia
apparteniamo noi
e in quali fauci…?
Qui tacque il teologo
e si asciugo’ il sudore.

Eugenio Montale
 

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MARIA LUISA SPAZIANI

Quelle labbra
ch'era peccato mordere
tanto infantili e tenere s'aprivano
(neve di sogno
non può il tempo sciogliere)
chiude un sigillo di divina cera.
Ma avete flauti eterni
come il mare,
o labbra più profonde della sera.

 

ANTONELLA ANEDDA

Dell'incedere a scatti di quell'uomo
che nella strada per Venaco
gridava dentro il sole
non s'e' mai detto nulla
nulla della camicia
strappata sulle ascelle
e dei piedi circondati di paglia
ne' della voce bruciata di francese.
Lo aspetto' l'inverno,
lo strinse nel ramo di una scala
lo spinse piano
col volto tra i vasi di gerani

---

Per trovare la ragione di un verbo
perché ancora
davvero non é tempo
e non sappiamo
se accorrere o fuggire.
Fai sera come fosse dicembre
sulle casse innalzate
sul cuneo del trasloco
dai forma al buio
mentre il cibo
s'infiamma alla parete.
Queste sono le notti
di pace occidentale
nei loro raggi vola
l'angustia delle biografie
gli acini scuri dei ritratti,
i cartigli dei nomi.
Ci difende di lato un'altra quiete
come un peso marino nella iuta
piegato a lungo, con disperazione.

---

Non esiste innocenza
in questa lingua
ascolta come si spezzano i discorsi
come anche qui sia guerra
diversa guerra
ma guerra - in un tempo assetato.
Per questo scrivo con riluttanza
con pochi sterpi di frase
stretti a una lingua usuale
quella di cui dispongo
per chiamare
laggiù perfino il buio
che scuote le campane.

 

PEDRO SALINAS

Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell'anno
da dove vieni
nell'amore con lei
e tutto ciò che fu.
In quella realtà
sommersa che nega se stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d'essere stata nient'altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.
La tua verità mi assicura
che niente fu menzogna.
E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un'altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.

---

Quello che sei
mi distrae da quello che dici:
Lanci parole veloci,
pavesate di risa,
invitandomi
ad andare dove mi porteranno.
Non ti presto attenzione,
non le seguo: sto guardando
le labbra da cui sono nate.
Intanto guardi lontano.
Fissi lo sguardo laggiù,
non so in cosa, e già si precipita
a cercarlo la tua anima
affilata, come saetta.
Io non guardo dove guardi:
io ti vedo guardare.
E quando desideri qualcosa
non penso a quello che vuoi
nè lo invidio: è il meno.
Ciò che ami oggi, lo desideri;
domani lo dimenticherai
per un nuovo amore.
No. Ti aspetto
oltre qualsiasi fine o termine
in ciò che non deve succedere.
Io resto nel puro atto
del tuo desiderio, amandoti.
E non voglio altro
che vederti amare.

 

REINER MARIA RILKE

Niente è paragonabile.
Esiste forse cosa
che non sia tutta sola
con se stessa e indicibile?
Invano diamo nomi,
solo è dato accettare
e accordarci
che forse qua un lampo,
là uno sguardo ci abbia sfiorato,
come se proprio in questo
consistesse vivere la nostra vita.
Chi si oppone
perde la sua parte di mondo.
E chi troppo comprende
manca l’incontro con l’eterno.
A volte
in notti grandi come questa
siamo quasi fuori pericolo,
in leggere parti uguali
spartiti fra le stelle.
Immensa moltitudine

---

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore
e cerca di amare le domande,
che sono simili
a stanze chiuse a chiave
e a libri scritti in lingua straniera.
Non cercare ora le risposte
che non ti possone essere date
poichè non saresti capace
di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa.
Vivi le domande ora.
Forse ti sarà dato,
senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano giorno,
in cui avrai la risposta.

 
Che io debba ricevere il castigo
neppure si discute. Resta oscuro
se cio’ accada in futuro oppure ora
o se sia gia’ avvenuto
prima che io fossi.
Non ch’io intenda evocare
l’esecrabile fantasma
del peccato originale.
Il disastro fu prima dell’origine
se un prima e un dopo
hanno ancora un senso.

Eugenio Montale

---

Perfino adesso vedo un gesto nuziale
dopo l'immensa distanza
di questa estate lenta
nell'arco dei suoi steli amari
dopo gli anni che in avanti
hanno sbarrato l'amore
perche' non si perdesse
fino a perderlo attutito contro l'erba.
Oggi e' una notte di pioggia
possiamo traversarla
in due diversi bagliori senza luce
dire, toccando il gelido bordo
di un bicchiere,
che tanta lontananza
non e' stata un errore
se ha cinto e sciolto segretamente
ogni irreale desiderio.

Antonella Anedda


---

Mia vita,
a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto
ormai lo stesso sapore
han miele e assenzio.
Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

Eugenio Montale

---

Volevo che
il mio amore non finisse
che resistesse intero
in disaccordo
perfino col ricordo
e ignorasse il corpo
che da me si scostava
che ne ignorasse
distanza e indifferenza
e fosse cosa mia
doppiamente intrecciata
cesta di giunco e aria,
cesta per acqua
forma che la mano conosce
e che la storia medita quando
– così di rado
per questo raramente sacra –
salva un bambino dal suo Nilo.
Così a volte
fanno canestri i pazzi
per il silenzio – credo –
che sale dagli spazi
per quella paglia
che le dita oscurano
per quel nodo terreno
di aria e di materia.

Antonella Anedda

---

Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell'ombra della sera
per la sera che di colpo
crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta
a una ringhiera
per l'attesa marina
- senza grido - infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare
più sola nell'enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi,
mia la luce deserta
- da brughiera -
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso
e la parola bosco
trema più fragile del bosco,
senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.

Antonella Anedda
 
Questo tetto che affiora dalla notte
ci protegge piu' di una croce o un santo.
Ora che improvvisamente piove
e' benedetto.
In un'abside di plastica bagnata
splende una pianta di ortensie azzurro-fuoco

Antonella Anedda

---

...
Soffiero' su quel viso
mischiando i suoi gesti
a quelli di amori passati,
prendendo i ricordi migliori
le poche frasi di ognuno
fino a costruire il mio Golem
il mio amore brucera' altissimo e ignoto
lungo la cappa del camino.
...

Antonella Anedda


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Vergine altera, mia compagna
t'arde un mistero negli occhi.
Non so se odio o amore
e' questa luce eterna
della tua nera faretra.
Con me verrai
finche' proietti un'ombra il corpo
e resti ai miei sandali arena.
La sete o l'acqua sei
sul mio cammino?
Dimmi, vergine altera,
mia compagna.

- Antonio Machado -

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...
Pensi davvero che basti non avere colpe
per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L'aria e' piena di grida.
Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri,
brandelli di parole.
...

Antonella Anedda
 

 

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