Creato da MacRaiser il 19/01/2007
Tutti gli utenti Mac pensano differente, ma alcuni pensano piu' differente degli altri
 

 

UNA MANO DIETRO

Post n°2190 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da MacRaiser

"Apple rilascia iOS 8.1 - elimina POODLE e chiude alcune, ehm, "backdoors" - Naked Security by Sophos



A voi emeriti cacciaballe di Macity un quesito: se non era una backdoor, perche' Apple l'ha chiusa?


 
 
 

LA CAUSA DEL SUO MELA

Post n°2189 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da MacRaiser

Dai tempi della guerra dei sistemi operativi (stravinta da Microsoft) la strategia di Apple e' sempre la stessa. I fanboys di allora amavano definirla "ricavarsi una nicchia" mentre io, da bravo hater (sempre secondo loro), preferisco chiamarla "scavarsi la fossa".

 
 

 
 
 

NEURONI CONGELATI

Post n°2188 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da MacRaiser

"Apple rimborsa i dipendenti che congelano gli ovuli - La società di Cupertino, per esempio, consegnerà 20.000 dollari ad ogni dipendente donna che abbia deciso di congelare gli ovuli per una gravidanza. Di solito le spese di estrazione e congelamento prevedono un costo di 10.000 $ a cui si aggiungono 500 $ l’anno per il mantenimento dell’ovulo nella struttura. Apple, quindi pagherà l’operazione e la copertura per 20 anni, quanto basta per giungere alla decisione della gravidanza. Credo che nessuna azienda italiana metta a disposizione tale benefit per i suoi dipendenti." - Melamorsicata 

In pratica la donna che sceglie di rimandare la gravidanza alle calende greche, vale a dire all'eta' infertile, si becca il premio mazzetta da Apple. La ragione e' piu' che ovvia: il costo di una impiegata che va in maternita' e' notevolemente piu' alto. Perche' e' chiaro come il sole per chiunque non abbia i neuroni in modalita' "freeze", che col passare degli anni il tasso di coloro che rinunciano, o che non riescono a portare a termine la gravidanza, sale vertiginosamente. Tutto guadagno, per Cupertigno. Solo un fanbabbeo puo' scambiare un disincentivo alla maternita' per un incentivo. Un fanbabbeo talmente neurosciacquato dalla propaganda della Mela da non aver mai sentito parlare di un certo Adriano Olivetti, per esempio.

Asilo Olivetti di Villetta Casana

 
 
 

OGNI SCUSA E' BONO

Post n°2187 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da MacRaiser

"Dopo le polemiche sui download automatici dell'ultimo album degli U2, Songs of Innocence, Bono ha ufficialmente chiesto scusa agli utenti. [...] è indubbio che il costo dell'album sia stato spalmato su quelo dell'hardware in qualche modo, e onestamente avremmo preferito pagare l'iPhone 10€ in meno e lasciare l'acquisto dell'album alla libertà personale; ma questa è solo l'opinione di chi scrive." - Melablog

Piu' che doverose le scuse degli U2; ma se Bono e i suoi non sono certamente estranei ai fatti, e percio' innocenti, il primo colpevole della intrusione forzosa con relativo prelievo obbligatorio erga omnes nella libreria iTunes, chiede scusa col piffero. Percio', voi fanboccioni, la prossima volta che rompete gli zebedei con la giaculatoria del "abbasso l'infame balzello dell'equo compenso" vi beccate come minimo un ricco pernacchione.


 
 
 

QUESTIONE DI PENE

Post n°2186 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da MacRaiser



Apple non applica mica le medesime draconiane penalita' a chi viola ben piu' gravi obblighi. Pene severissime a chi svela i suoi segreti di Pulcinella e  un buffetto di rimprovero a chi schiavizza le persone. First things first, naturalmente: facile comprendere cosa importa davvero a Cupertino.



 
 
 

IL PARADISO PUO' ATTENDERE PREGO

Post n°2185 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da MacRaiser

"Gartner, IDC e la crisi d'identità dell'era post-PC - Il PC è morto, anzi no, il PC è vivo e i grandi produttori guadagnano importanti quote di mercato dopo le fuoriuscite eccellenti degli ultimi mesi" - Punto Informatico 

Sapete una cosa? E' vero quello che ci dicevano i vecchi: le mode non durano. Ma a parte questo, gli aifoni e gli aipaddi, nati come la terra promessa della vita semplice e senza stress a colpi di tap e con la favola bella dell'addio ai complicati, vecchi computer (steve Jobs li paragonava a rozzi, lenti e ingombranti furgoni), stanno riproducendo pari pari le medesime, identiche magagne. Obsolescenza rapida; difetti hardware come se piovesse; sistemi operativi instabili tanto piu' aggiornati quanto progressivamente inaffidabili e bucati; applicazioni inutili e spesso truffaldine; malware e spyware oltreche' privacy a livelli colabrodo con sicurezza zero punto zero. Fare un giro per i miei post degli ultimi 30 giorni per credere. Insomma: complicanze su complicazioni. Ora abbiamo piu' o meno gli stessi guai di prima, col discutibile vantaggio pero' di poterceli portare dietro 24h, fin sulla tazza del cesso. E nel frattempo manco ci hanno liberati dai furgoni, come promesso, anzi.
 

 
 
 

PENZOLA DIFFERENTE

Post n°2184 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da MacRaiser



 

Non chiedere per chi suona la sirena, specialmente se non capisci che le tue condizioni di lavoro possono migliorare soltanto a patto che migliorino quelle dei piu' sfruttati di te. E poi magari, la prossima volta che qualcuno critica il comportamento di Apple, evita di dargli del "denigratore" o simili (capito Gianluca Cherubini?). In alternativa zitto e continua a penzolare.

 

 
 
 

BUFALA LIQUIDA

Post n°2183 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da MacRaiser



Questi terafuffari  alla Kiro, che sponsorizzano bufale e fesserie per gonzi del genere zaffiro spalmabile, andrebbero puniti di brutto con qualche bella causa civile. Come parassiti, vivacchiano non rischiando nulla e anzi alimentandosi della piu' lurida schiuma del web, declinando pero' ogni varia ed eventuale responsabilita' col punto interrogativo di prammatica o con la solita formula paraculo-dubitativa. Eppure basta una ricerca da tre minuti per smascherare la truffa. Sempre che a uno freghi di preservare i propri lettori dalle fregature, o almeno non ci voglia mangiare sopra.

 

 
 
 

CE LO AVETE FRANTUMATO

Post n°2182 pubblicato il 12 Ottobre 2014 da MacRaiser





Per anni avete sfrantumato la minchia con la negativita' delle orride e pericolosissime frammentazioni di Android (che e' adottato da una miriade di produttori). iOS lo monta soltanto Apple ma e' frammentato invece pure uguale. E mo'?


 
 
 

L'INVIO LABILE

Post n°2181 pubblicato il 11 Ottobre 2014 da MacRaiser



"Nuovi smartphone “inviolabili”, governi e polizie indignate: ma è una pantomima - [...] Inoltre, nel caso degli iPhone, iPad e iPod touch, è vero che Apple non ha accesso ai dati sul dispositivo, ma la copia di quei dati che viene salvata su iCloud è invece cifrata con una chiave generata da Apple. Apple può quindi decifrare i dati e consegnarli alle autorità su richiesta, esattamente come prima. [...] Quando c'è di mezzo la sicurezza, è importante riconoscere la propaganda per quella che è, sia che la faccia un ente commerciale, sia che la faccia un ente governativo." - Il Disinformatico, 9 Ottobre 2014



Con tre settimane di ritardo, ma alla fine ci e' arrivato pure lui. Povero Attivissimo, il suo blasonato blog Antibufala si sta progressivamente trasformando in una sorta di smentitoio dei peti mediatici di Apple e annessi pappagallanti parassiti applecoronati alla Tim's Hardware, oltreche' di quelli dei suoi colleghi fanboys. Fatica sprecata? Puo' darsi; ma come diceva quel tipo in gamba: "Bisogna immaginare Sisifo felice".

 

 
 
 

CRONACA DI UNA MODA ANNUNCIATA

Post n°2180 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da MacRaiser



Scrivevo su questo blog che sarebbe andata a finire in questo modo gia' sette anni fa, sebbene gli amici fossero a conoscenza delle mie idee sulla deriva di Apple da azienda di informatica in griffe produttrice di giocattoloni e giocattolini superflui ma molto trendy imposta da Steve Jobs, fin all'epoca degli iMac e degli iBook colorati. Ma mica finisce qui.

 
 
 

MALE MARCA

Post n°2179 pubblicato il 09 Ottobre 2014 da MacRaiser

"In Europa Steve Jobs sarebbe finito cassintegrato, mica avrebbe fondato Next per poi salvare Apple dalla bancarotta!" - Mirella Castigli, MelaMarcia 

Non m'intrometto nella stucchevole polemica antisindacato pappagallata dai fanboccioni renziani dell'ultima ora alla Massimo Mantellini: a me qui interessano i fatti. Percio' val la pena ricordare ai neoyupperisti di ritorno e ai contaminati da radiazioni RDF, che al momento del rientro di Steve Jobs in Apple, NeXT era un'azienda piu' che in crisi: era bella che decotta. Sopravviveva con affanno ad una durissima ristrutturazione cui era stata costretta dai ripetuti e pervicaci progetti fallimentari del suo CEO (che del resto era stato allontanato da Apple per motivi analoghi). Il che aveva comportato la completa dismissione e il licenziamento di tutta la sua sezione piu' importante e significativa: quella hardware. Jobs ha venduto ad Apple poco piu' di uno scassone, e per una cifra ragguardevole, facendone un vero affare (per lui). Quanto ad Apple, non l'ha salvata certo Steve Jobs, ma Bill Gates (che aveva da chetare l'Antitrust e dimostrare l'esistenza di concorrenti nel mercato dei computer e che uso' Apple per salvarsi a sua volta dallo smembramento imposto dal governo US) con una sostanziosa iniezione di liquidi e fiducia che riporto' i mercati ad averne a loro volta. Il successo di Apple  piu' tardi non e' venuto certo dall'informatica ma dall'esplodere della moda dell'iPod (brevetto del player e della ghiera rubati) e dall'annesso e connesso successo dell'ITMS (dare una ripassata ai bilanci di Cupertino per credere) che creo' un monopolio imperfetto di fatto. Monopolio di fatto che anni piu' tardi Jobs avrebbe tentato di ricreare con gli eBook, fallendo e mettendo pure Apple nei guai. Le altre mode degli aifoni e degli aipaddi, dal 2007, hanno fatto il resto deile centinaia di miliardi che oggi Apple sottrae al fisco e quindi a tutti noi. A tutt'oggi, a dispetto di qualunque "effetto halo", OS X occupa non certo stabilmente un market share di poco superiore al 6%, a fronte di un installato Windows che copre stabilmente il 90% del mercato circa. Per non parlare del ruolo da Cenerentola riservato ormai alla sezione informatica della Mela. Insomma, va bene il cambio di casacca, la retorica neoliberista e l'uso di una testata che era partita col debunking e la controinformazione -e che adesso, sul neoschiavismo di Apple e soci in Asia, copincolla frasette oscene da brand advocate sulla "retorica anti-multinazionali" che a momenti manco il WSJ osa scrivere piu'- ma insomma almeno la storia dell'informatica lasciamola riposare in santa pace.


 
 
 

PALLE FLESSIBILI RELOADED

Post n°2178 pubblicato il 09 Ottobre 2014 da MacRaiser



I fatti sono pieghevoli, giu' a Macity. Piu' ancora dell'iPhone 6/Plus.

 

 
 
 

LA FANBOIA SCIENZA

Post n°2177 pubblicato il 08 Ottobre 2014 da MacRaiser



Allora, la metto facile, facile: poniamo il caso che un articolo di Macity contenga un errore di sintassi, di grammatica, un refuso o una errata informazione: cio' comporta forse che ogni altro singolo articolo scritto su Macity ne debba contenere necessariamente a sua volta uno o piu'? Ovviamente no. Stesso ragionamento vale all'opposto: leggere e rileggere un singolo scritto senza errori ci dice alcunche' sulla (o e' in alcun modo garanzia della) perfezione di ogni altro scritto della testata sulla quale lo abbiamo letto? No, naturalmente. Un difetto su alcuni non e' un difetto su tutti, la perfezione di alcuni non e' la perfezione di tutti. E se io trovo un errore in un articolo e tu non ne trovi uno in un altro, e lo dichiariamo pubblicamente, nessuno dei due sta mentendo. Quindi chi non lamenta di aver avuto i capelli strappati dall'iPhone 6 non dice il falso, esattamente come dice la sacrosanta verita' chi afferma il contrario. Perche' la risposta piu' semplice e' di solito quella giusta, ed e' questa: alcuni iPhone 6 presentano il difetto mentre altri no, tutto qui. E se alcuni presentano il difetto, il difetto esiste, punto. E' geniale, a pensarci, vero? E vale per Hairgate, vale per Bendgate, vale per Vomigate, vale per il Mapgate, vale per lo Scuffgate, vale per Batterygate e per Antennagate. Tanto e' vero che per ognuno di questi guai passati, Apple ha dovuto mettere non una ma varie pezze e in alcuni casi presentare scuse ufficiali nonche' rimborsare i clienti. E poi, anche a mettercisi d'impegno, non troverai mai lo stesso identico difetto in ogni singolo esemplare di un prodotto, perche' perfino il progetto piu' difettoso avra' la sua brava, minuscola percentuale di esemplari perfettamente funzionanti. Anche un bambino e' in grado di comprendere la semplice logica alla base di questi banali ragionamenti, in realta'. Ma voi di Macity rifletteteci pure su per benino un altro po'. 

 
 
 

CONTONTI E FURTONATI

Post n°2176 pubblicato il 07 Ottobre 2014 da MacRaiser



Verificando il "gia'" di Melablog, ci si rende conto che ad aggiornare le definizioni di quella sottospecie di antivirus pomposamente chiamato Xprotect, Cupertigno ha impiegato quattro giorni: dal 29 Settembre al 4 Ottobre. Gia', gia', gia', che fortuna.

 
 
 
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ANTONELLA ANEDDA

Vedo dal buio
come dal più radioso
dei balconi.
Il corpo è la scure:
si abbatte sulla luce
scostandola in silenzio
fino al varco più nudo -al nero
di un tempo che compone
nello spazio battuto
dai miei piedi
una terra lentissima
- promessa

---

Perfino adesso vedo
un gesto nuziale
dopo l'immensa distanza
di questa estate lenta
nell'arco dei suoi steli amari
dopo gli anni che in avanti
hanno sbarrato l'amore
perche' non si perdesse
fino a perderlo
attutito contro l'erba.
Oggi e' una notte di pioggia
possiamo traversarla
in due diversi bagliori
senza luce
dire, toccando il gelido bordo
di un bicchiere,
che tanta lontananza
non e' stata un errore
se ha cinto e sciolto segretamente
ogni irreale desiderio.


---

Volevo che
il mio amore non finisse
che resistesse intero
in disaccordo
perfino col ricordo
e ignorasse il corpo
che da me si scostava
che ne ignorasse
distanza e indifferenza
e fosse cosa mia
doppiamente intrecciata
cesta di giunco e aria,
cesta per acqua
forma che la mano conosce
e che la storia medita quando
– così di rado
per questo raramente sacra –
salva un bambino dal suo Nilo.
Così a volte
fanno canestri i pazzi
per il silenzio – credo –
che sale dagli spazi
per quella paglia
che le dita oscurano
per quel nodo terreno
di aria e di materia.


---

Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell'ombra della sera
per la sera che di colpo
crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta
a una ringhiera
per l'attesa marina
- senza grido - infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare
più sola nell'enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi,
mia la luce deserta
- da brughiera -
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso
e la parola bosco
trema più fragile del bosco,
senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.

 
Questa felicità promessa o data
m'è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove
il molteplice nell'unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

Mario Luzi

---

Venite pensieri
vi penseremo a fondo
ora che e' mattino.
La luce vi fa sembrare tanto forti
da raschiare il buio
come se avessimo un coccio
e la notte fosse cuoio.
C'e' un geco sul granito.
Il suo ventre oscilla
come acqua di fonte.
E' spaventato. E' attento.
Aspetta senza capire.
Come succede a noi
quando un saluto di colpo
si trasforma in addio

---


Che speri,
che ti riprometti, amica,
se torni per così cupo viaggio
fin qua
dove nel sole le burrasche
hanno una voce
altissima abbrunata,
di gelsomino odorano e di frane?
Mi trovo qui
a questa età che sai,
né giovane né vecchio,
attendo, guardo
questa vicissitudine sospesa;
non so più quel che volli
o mi fu imposto,
entri nei miei pensieri
e n'esci illesa.
Tutto l'altro che deve essere
è ancora,
il fiume scorre,
la campagna varia,
grandina, spiove,
qualche cane latra
esce la luna, niente si riscuote,
niente
dal lungo sonno avventuroso.

Mario Luzi

---

il vento
è un'aspra voce che ammonisce
per noi stuolo
che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera
ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti,
viola scavato
nel viola inesauribile,
miniera senza fondo
dello spazio.
Il volo è lento, penetra a fatica
nell'azzurro che s'apre
oltre l'azzurro,
nel tempo ch'è di là dal tempo;
alcuni mandano grida acute
che precipitano
e nessuna parete ripercuote.
Che ci somiglia
è il moto delle cime nell'ora
- quasi non si può pensare
né dire -
quando su steli invisibili
tutt'intorno
una primavera strana
fiorisce in nuvole rade
che il vento
pasce in un cielo
o umido o bruciato
e la sorte della giornata è varia,
la grandine, la pioggia,
la schiarita.

Mario Luzi

---

Poco dopo si è qui come sai bene,
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo,
chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita,
figge un punto.
Raramente
qualche gabbiano appare.

Mario Luzi
 
E’ pur nostro il disfarsi delle sere.
E per noi è la stria che dal mare
sale al parco e ferisce gli aloè.
Puoi condurmi per mano,
se tu fingi di crederti con me,
se ho la follia di seguirti lontano
e ciò che stringi, ciò che dici,
m’appare in tuo potere.
Fosse tua vita quella
che mi tiene sulle soglie
e potrei prestarti un volto,
vaneggiarti figura. Ma non è,
non è così. Il polipo che insinua
tentacoli d’inchiostro tra gli scogli
può servirsi di te.
Tu gli appartieni e non lo sai.
Sei lui, ti credi te.

Eugenio Montale

---

Sempre di nuovo,
benchè sappiamo
il paesaggio d'amore
e il breve cimitero
con i suoi tristi nomi
e il pauroso abisso silente,
dove per gli altri è la fine:
torniamo a coppie tuttavia
di nuovo tra gli antichi alberi,
ci posiamo sempre, di nuovo,
con i fiori contro il cielo.

Rainer Maria Rilke

---

Felicita’ raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede,
teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi
chi piu’ t’ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari,
il tuo mattino
e’ dolce e turbatore
come i nidi delle cimase.
Ma nulla
paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale

---

Il suo sguardo,
dopo tanto fissare,
e’ divenuto cosi’ stanco
che non puo’ accettare null’altro.
Per lei
e’ come se le sbarre
fossero migliaia,
e oltre le migliaia di sbarre:
nessun mondo.
Nel suo girare
in quel cerchio ristretto,
senza soste,
la sua potente falcata
diviene una danza rituale
attorno ad un centro,
dove una grande volonta’
si trova come paralizzata.
A volte,
le palpebre si sollevano in silenzio
ed una forma entra,
scivola attraverso
l’angusto silenzio tra le spalle,
raggiunge il cuore,
e muore.

Rainer Maria Rilke – La pantera

---

Gettava pesci vivi
a pellicani famelici.
Sono vita anche i pesci fu rilevato,
ma di gerararchia inferiore.
A quale gerarchia
apparteniamo noi
e in quali fauci…?
Qui tacque il teologo
e si asciugo’ il sudore.

Eugenio Montale
 

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MARIA LUISA SPAZIANI

Quelle labbra
ch'era peccato mordere
tanto infantili e tenere s'aprivano
(neve di sogno
non può il tempo sciogliere)
chiude un sigillo di divina cera.
Ma avete flauti eterni
come il mare,
o labbra più profonde della sera.

 

ANTONELLA ANEDDA

Dell'incedere a scatti di quell'uomo
che nella strada per Venaco
gridava dentro il sole
non s'e' mai detto nulla
nulla della camicia
strappata sulle ascelle
e dei piedi circondati di paglia
ne' della voce bruciata di francese.
Lo aspetto' l'inverno,
lo strinse nel ramo di una scala
lo spinse piano
col volto tra i vasi di gerani

---

Per trovare la ragione di un verbo
perché ancora
davvero non é tempo
e non sappiamo
se accorrere o fuggire.
Fai sera come fosse dicembre
sulle casse innalzate
sul cuneo del trasloco
dai forma al buio
mentre il cibo
s'infiamma alla parete.
Queste sono le notti
di pace occidentale
nei loro raggi vola
l'angustia delle biografie
gli acini scuri dei ritratti,
i cartigli dei nomi.
Ci difende di lato un'altra quiete
come un peso marino nella iuta
piegato a lungo, con disperazione.

---

Non esiste innocenza
in questa lingua
ascolta come si spezzano i discorsi
come anche qui sia guerra
diversa guerra
ma guerra - in un tempo assetato.
Per questo scrivo con riluttanza
con pochi sterpi di frase
stretti a una lingua usuale
quella di cui dispongo
per chiamare
laggiù perfino il buio
che scuote le campane.

 

PEDRO SALINAS

Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell'anno
da dove vieni
nell'amore con lei
e tutto ciò che fu.
In quella realtà
sommersa che nega se stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d'essere stata nient'altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.
La tua verità mi assicura
che niente fu menzogna.
E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un'altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.

---

Quello che sei
mi distrae da quello che dici:
Lanci parole veloci,
pavesate di risa,
invitandomi
ad andare dove mi porteranno.
Non ti presto attenzione,
non le seguo: sto guardando
le labbra da cui sono nate.
Intanto guardi lontano.
Fissi lo sguardo laggiù,
non so in cosa, e già si precipita
a cercarlo la tua anima
affilata, come saetta.
Io non guardo dove guardi:
io ti vedo guardare.
E quando desideri qualcosa
non penso a quello che vuoi
nè lo invidio: è il meno.
Ciò che ami oggi, lo desideri;
domani lo dimenticherai
per un nuovo amore.
No. Ti aspetto
oltre qualsiasi fine o termine
in ciò che non deve succedere.
Io resto nel puro atto
del tuo desiderio, amandoti.
E non voglio altro
che vederti amare.

 

REINER MARIA RILKE

Niente è paragonabile.
Esiste forse cosa
che non sia tutta sola
con se stessa e indicibile?
Invano diamo nomi,
solo è dato accettare
e accordarci
che forse qua un lampo,
là uno sguardo ci abbia sfiorato,
come se proprio in questo
consistesse vivere la nostra vita.
Chi si oppone
perde la sua parte di mondo.
E chi troppo comprende
manca l’incontro con l’eterno.
A volte
in notti grandi come questa
siamo quasi fuori pericolo,
in leggere parti uguali
spartiti fra le stelle.
Immensa moltitudine

---

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore
e cerca di amare le domande,
che sono simili
a stanze chiuse a chiave
e a libri scritti in lingua straniera.
Non cercare ora le risposte
che non ti possone essere date
poichè non saresti capace
di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa.
Vivi le domande ora.
Forse ti sarà dato,
senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano giorno,
in cui avrai la risposta.

 
Che io debba ricevere il castigo
neppure si discute. Resta oscuro
se cio’ accada in futuro oppure ora
o se sia gia’ avvenuto
prima che io fossi.
Non ch’io intenda evocare
l’esecrabile fantasma
del peccato originale.
Il disastro fu prima dell’origine
se un prima e un dopo
hanno ancora un senso.

Eugenio Montale

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Perfino adesso vedo un gesto nuziale
dopo l'immensa distanza
di questa estate lenta
nell'arco dei suoi steli amari
dopo gli anni che in avanti
hanno sbarrato l'amore
perche' non si perdesse
fino a perderlo attutito contro l'erba.
Oggi e' una notte di pioggia
possiamo traversarla
in due diversi bagliori senza luce
dire, toccando il gelido bordo
di un bicchiere,
che tanta lontananza
non e' stata un errore
se ha cinto e sciolto segretamente
ogni irreale desiderio.

Antonella Anedda


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Mia vita,
a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto
ormai lo stesso sapore
han miele e assenzio.
Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

Eugenio Montale

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Volevo che
il mio amore non finisse
che resistesse intero
in disaccordo
perfino col ricordo
e ignorasse il corpo
che da me si scostava
che ne ignorasse
distanza e indifferenza
e fosse cosa mia
doppiamente intrecciata
cesta di giunco e aria,
cesta per acqua
forma che la mano conosce
e che la storia medita quando
– così di rado
per questo raramente sacra –
salva un bambino dal suo Nilo.
Così a volte
fanno canestri i pazzi
per il silenzio – credo –
che sale dagli spazi
per quella paglia
che le dita oscurano
per quel nodo terreno
di aria e di materia.

Antonella Anedda

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Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell'ombra della sera
per la sera che di colpo
crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta
a una ringhiera
per l'attesa marina
- senza grido - infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare
più sola nell'enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi,
mia la luce deserta
- da brughiera -
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso
e la parola bosco
trema più fragile del bosco,
senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.

Antonella Anedda
 
Questo tetto che affiora dalla notte
ci protegge piu' di una croce o un santo.
Ora che improvvisamente piove
e' benedetto.
In un'abside di plastica bagnata
splende una pianta di ortensie azzurro-fuoco

Antonella Anedda

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...
Soffiero' su quel viso
mischiando i suoi gesti
a quelli di amori passati,
prendendo i ricordi migliori
le poche frasi di ognuno
fino a costruire il mio Golem
il mio amore brucera' altissimo e ignoto
lungo la cappa del camino.
...

Antonella Anedda


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Vergine altera, mia compagna
t'arde un mistero negli occhi.
Non so se odio o amore
e' questa luce eterna
della tua nera faretra.
Con me verrai
finche' proietti un'ombra il corpo
e resti ai miei sandali arena.
La sete o l'acqua sei
sul mio cammino?
Dimmi, vergine altera,
mia compagna.

- Antonio Machado -

---

...
Pensi davvero che basti non avere colpe
per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L'aria e' piena di grida.
Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri,
brandelli di parole.
...

Antonella Anedda
 

 

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