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« OLTRE LA RAGIONEGLI APOSTOLI »

eterno conflitto

Post n°532 pubblicato il 31 Marzo 2012 da ipostasideltempo

 

 

Agli albori nebulosi del nascente Cristianesimo, racconti alternativi ai vangeli si contrappongono in una lotta senza pari:vengono rinvenute un corteo di mitiche figure i cui lineamenti imponenti e sovrumani potrebbero popolare le pareti e il soffitto di un'altra Cappella Sistina. Il loro aspetto e i loro gesti, le parti che sono state loro assegnate, il dramma che rappresentano, potrebbe suscitare immagini diverse da quelle bibliche, a cui è stata abituata la nostra immaginazione , immagini tuttavia a noi stranamente familiari e toccanti in modo inquietante. Stessa scena, il tema ugualmente trascendente: la creazione del mondo, il destino dell'uomo, la caduta e la redenzione, la realtà iniziale e quella finale. Ma quanto più numerosi sarebbero i personaggi, quanto più bizzarro il simbolismo, quanto più strane le emozioni!La scena si svolge nell'alto, nel regno divino o demoniaco, un dramma di personaggi pre-cosmici nel mondo soprannaturale di cui il dramma dell'uomo nel mondo naturale non è che un'eco lontano. E tuttavia quel dramma trascendentale anteriore ai tempi, raffigurato nelle azioni e passioni di personaggi quasi umani, desterebbe un'intensa simpatia umana: una divinità sottoposta a tentazione, l'inquietudine che circola tra i beati messaggeri di Dio, la Sapienza fallibile di Dio, la Sophia"sapienza", che vaga in preda alla sua follia, errante nel vuoto e nel buio da essa creato, che cerca incessantemente, che si lamenta, soffre, si pente, dibattendosi verso la materia, soffrendo un ardente desiderio verso l'anima; un Demiurgo cieco e arrogante che si crede l'Altissimo e domina la creazione, prodotto, come egli stesso, dell'errore e dell'ignoranza; l'Anima, impigliata e smarrita nel labirinto del mondo, che cerca di sfuggirne e, spaventata, è respinta dai guardiani della prigione cosmica, i terribili arconti; un Salvatore proveniente dalla Luce dell'aldilà che si avventura nel basso mondo, illuminando le tenebre, aprendo un cammino, risanando la divina infrazione: un racconto di luce e tenebre, di conoscenza e ignoranza, di serenità e passione, di egoismo e pietà, sulla scala non dell'uomo, ma degli esseri eterni che non sono esenti dalla sofferenza e dall'errore. Il racconto non ha ancora trovato un Michelangelo, né un Dante che lo narrassero.Il cristianesimo nei primi secoli è minacciato dallo gnosticismo tanto dall’esterno, cioè da movimenti che si pongono dichiaratamente in posizione alternativa a esso, quanto dall’interno, da gruppi che cercavano d’infiltrarsi in ambienti cristiani rifacendosi talvolta a scritti, come i vangeli apocrifi — cioè non riconosciuti nella Chiesa come ispirati —, ritenuti più autorevoli dei vangeli canonici: questi ultimi raccoglierebbero gl’insegnamenti di Gesù alle masse e avrebbero un carattere essoterico, mentre testi come La Sofia di Gesù Cristo o l’Apocrifo di Giovanni conterrebbero una dottrina rivelata da Gesù ad alcuni apostoli o a discepoli e destinata solo a pochi adepti. La severa disciplina del dogma cattolico ha resistito alla tempesta di quei giorni, e restarono soltanto il Vecchio e il Nuovo Testamento a informare la mente e l'immaginazione degli uomini dell'Occidente. Questi racconti che, nell'ora febbrile di transizione, hanno sfidato, tentato, cercato di alterare la nuova fede, sono dimenticate e la loro testimonianza scritta è sepolta nei volumi di coloro che l'hanno confutata o nelle pire di fuoco,cancellate completamente dalla storia. La nostra arte e la nostra cultura,le nostre tradizioni, sarebbero state differenti, se fosse prevalso il messaggio dello gnosticismo. Dove il l'arte e la poesia rimangono silenziosi, lo studioso deve ricostruire dai suoi frammenti un mondo scomparso e con i propri deboli mezzi riportarne in vita la struttura. Oggi puo' farlo molto meglio ora che in altri tempi, perché le sabbie hanno cominciato a restituire qualche cosa di quanto si e' cercato di cancellare in passato. Tale ricostruzione non ha solo un interesse per l'antico: nonostante tutta la sua stranezza, la violenza fatta alla ragione, i suoi eccessi di giudizio, quel mondo di sentimento, di visione e di pensiero, ha la sua profondità e senza la sua voce, le sue intuizioni e persino i suoi errori, la testimonianza dell'umanità non sarebbe completa. Per quanto rifiutato, rappresenta una porta che si spalanca nell'incrocio di credenze diverse. Il suo splendore getta luce sugli inizi del cristianesimo, i dolori del parto del nostro mondo; e gli eredi di una decisione presa molto tempo fa comprenderanno meglio la loro eredità conoscendo ciò che una volta fu in lotta per contendersi l'anima dell'uomo.

 

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Commenti al Post:
ironwoman63
ironwoman63 il 31/03/12 alle 17:21 via WEB
aggiungo che sarebbe proprio ora che la Chiesa cattolica svelasse senza reticenze le verita' sottaciute fino ad oggi, per il bene dell'umanita'! La coscienza spirituale abbisogna di verita' pulite dalle censure di sapore inquisitorio perpretate dai porporati fino ai giorni nostri.Buon fine settimana, caro Danilo.
 
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