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CREPUSCOLARE MA…

IL BLOG DEGLI “ ANTA”, OVVERO UNA STAGIONE DA VIVERE INTENSAMENTE??

 

KUSH

 

SURR.2

 

L'AMMATTONATO

L'AMMATTONATO...OVVERO

...SINDROME DI CHI SI TROVA...DI MEZZO


Chissà come reagiresti se, un bel
mattino, senza segni premonitori, ti accorgessi che la vita si è
ripreso tutto quello che di buono ti aveva donato...lasciandoti un ben
misero ma pesante fardello di pensieri, paure, incertezze, rimpianti e
amarezze? E allora...? Tutto diventa più difficile...non hai certo le
stesse energie e risorse di qualche lustro fa...magari possiedi un
briciolo di saggezza in più..ma a cosa serve se fragilità, più o meno
nuove, l'accompagnano...Comincia così il sempre più accidentato, pur se
consapevole, percorso degli " Anta ", di quella difficile età di " mezzo
", quando ti ritrovi con le parti intime delicate, appiattellate tra
due mattoni: i figli che premono e i genitori che incombono, a cui per
ragioni diverse...non puoi dire di no..

 
 

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IL TRAMONTO


… il tramonto è l’immagine perfetta dell’infinito; è un momento in cui ti senti libera: libera di amare, di piangere, libera di ridere e sorridere. Solo al tramonto le emozioni prendono il volo: si è come rondini che vanno verso una nuova vita…



 
Citazioni nei Blog Amici: 23
 

DE CHIRICO

 

SARA 23 ANNI...RAZZA EUROPEA

Sara, 23 anni, razza europea, occhi verdi...avevano rilevato i suoi dati, al pronto soccorso, dalla carta di identità che teneva nella tasca dei jeans...già perchè era in stato di incoscienza...solo adesso da pochi minuti, si rendeva conto che, per un certo periodo ( chissà minuti, ore, giorni..) non era stata in sé. Si sentiva svuotata, abbandonata dalle forze e con un senso di nausea e di vertigine, che sembrava la facessero ripiombare nell'oblio...chissà..forse era meglio.. pensava tra sé e sé. Ma cosa mai era successo...quando era stato...boh..non aveva nemmeno voglia e forza di pensare...Sara 23 anni, razza europea, occhi verdi...le rimbombava ancora la voce del paramedico che rilevava i suoi dati all'accettazione...beh non se l'aspettava...ed ora? Chi mai se la sentiva di avvertire i suoi genitori??...altre discussioni, altre urla..altro dolore..no, no decisamente meglio non dire niente a nessuno...E pensare che due anni prima Sara, mascherava bene il suo disagio interiore...era l'amicona di tutti, la confidente che molti cercavano...e lei sempre pronta a sorridere, ad ascoltare, a consolare. Poi...? già poi...era successo tutto così all'improvviso e inaspettatamente...tutti e tutto ti venivano a noia, non sopportavi più niente, avevi solo una gran voglia di stare da sola...Sara l'amicona, Sara 69 chilogrammi di tenerezze...eh già..forse era quello il problema?tutti la cercano..ma nessuno la piglia...E Sara da quel giorno aveva avvertito come un blocco su, al centro del petto...non le andava piu' di mangiare...Cominciò così il suo calvario nutrizionale, riducendo e poi eliminando con progressione scientifica prima carboidrati, poi dolci e in successione salumi, carne, pesce, formaggi...certo in famiglia aveva sempre pronta una scusa a giustificare quando disertava gli appuntamenti conviviali quotidiani oppure, se costretta, assaggiava qualcosina che forse bastava ad alimentare un pettirosso..mangiava si...molte insalate scondite e verdura cruda che riempivano lo stomaco ma non portavano calorie, solo forti coliche...Cosi' nel giro di quasi due anni, Sara, aveva perso 31 chili..adesso ne pesava 38, per un'altezza di 170 centimetri...Papà e Mamma quasi le morivano dietro. L'avevano implorata, supplicata di smetterla, poi, costretta a frequentare una psicoterapeuta ma...non capivano...a lei non fregava niente...di nessuno, a partire da se stessa. Si rimirava allo specchio, con nonchalance, il viso smunto, gli zigomi pronunciati, braccia e spalle scarnificate...si guardava come se di fronte avesse un'altra persona...osservava le sue mani, si accarezzava il viso, ma, che strano,..come se ad accarezzare fosse un'altra...non aveva più il senso del tatto...Sara 23 anni, razza europea, occhi verdi...l'avevano portata in rianimazione ed avevano collegato il suo corpo con tanti fili ad una macchina che ritmava il suo battito cardiaco, mentre al naso le avevano inserito, per narice, due cannule da cui fuoriusciva ossigeno...Doveva proprio star male, le avevano attaccato anche una flebo al braccio...Sara si chiedeva perché...perché si affannavano a curarla, quando sarebbe stato cosi' bello lasciarsi andare, abbandonarsi a questo languido torpore che le risaliva su, dalle gambe. E intanto attorno a sé era un continuo via vai di camici bianchi, ognuno dei quali interveniva su di lei...per lei...Sara...Sara...non chiudere gli occhi, le chiedevano decisi, dandole dei buffetti sulle guance....Sara 23 anni, razza europea, occhi verdi... combatteva la sua lotta per la vita come una delle migliaia di vite umane affette da anoressia, che quotidianamente lottano per sopravvivere ai loro disagi affettivi, cui il problema nutrizionale non è che la punta dell'iceberg...
 
 

SONIA OCCHI VERDI E....

Sonia piangeva...silenziosamente ..i suoi occhioni verdi tiravano giù grossi lacrimoni che le rigavano il viso. Si sentiva sola..ormai da due anni quasi, faceva questa sporca vita senza alternative...maledetta la miseria e il bisogno...si..aveva imparato presto a imprecare come gli italiani..lei una slanciata biondina brasiliana, venuta in Italia con il classico specchietto per le allodole della solita agenzia che, per la modica somma di 5000 dollari, le aveva promesso una scrittura nel mondo dello spettacolo, lei che era una provetta ballerina di samba...e invece c'erano due polacchi,un  uomo e una  donna che l'aspettavano all'aereoporto in Italia...doveva consegnare loro i soldi..ne aveva solo metà..e loro se li erano presi e le avevano ritirato anche il passaporto...tanto, a debito tacitato, glielo avrebbero restituito....e tacitato come??  non doveva peoccuparsi Sonia, pensavano a tutto, loro. Eccome ci avevano pensato...La sera stessa l'avevano rinchiusa in un fatiscente monolocale, al piano terra di un vecchio palazzo  del centro storico..Un ambiente cosi' tetro e sporco che Sonia neanche nelle favelas del suo Paese, aveva mai visto. Una specie di latrina sporca da millenni con un puzzo e un lercio nuseabondi...eppure che doveva fare...si era distesa su una specie di giaciglio che non vedeva lenzuola pulite da secoli..L'indomani erano venuti a prelevarla altri due uomini che le spiegavano  che per la scrittura sarebbe passato del tempo e nell'attesa occorreva che lei facesse qualcosa per guadagnarsi da vivere..bastava che intrattenesse dei ricchi italiani facoltosi durante le loro riunioni...E Sonia aveva avuto modo di rendersi conto di che riunioni si trattava...Il termine piu' appropriato sarebbe stato orge ma lei si sottometteva a fatica, si,  ma lo faceva.Al suo paesello, 1000 chilometri a nord di Rio, un'intera famiglia sperava in lei,lamadre con i reni in disuso i suoi tre fratellini e il padre disoccupato e ammalato di cirrosi...se lei non mandava soldi   a casa..era la fine. E Sonia passava da un  pattume all'altro... subiva violenza dalle sette alle otto volte per sera. Poi, in quel letamaio, cercava di ripulirsi alla meglio il corpo devastato e infestato.  Piangeva Sonia..ma adesso aveva deciso di ribellarsi...il suo debito l'aveva ripagato con interessi da strozzini..eppure niente passaporto e niente scrittura per spettacoli...Cosi' quando il pomeriggio vennero, come facevano abitualmente, a prenderla, si rifiutò di salire in macchina...Non l'avesse mai fatto..Uno dei due energumeni scese dall'auto, l'afferrò per i capelli e senza complimenti la trascinò sin dentro l'auto. Nessuno dei tanti presenti alla scena mosse un dito per aiutarla. Sonia gridava per il dolore non solo dei capelli, ma per i due pugni che le avevano assestato all'occhio destro e all'addome...sanguinava anche dal naso...Non si rese conto dove la portavano,ma capi' che era in pericolo..In un anfratto periferico, la macchina si fermò e la trascinarono fuori...erano nei pressi di un cascinale abbandonato. Uno dei due l'afferrò alle spalle, mentre l'altro la comincio' a colpire con un tondino di ferro, che aveva raccattato nei pressi. Sonia urlava ma ciò non dissuadeva i suoi carnefici dal provare un minimo di pietà.Perse sicuramente conoscenza..perchè ad un tratto, un colpo di ferro l'aveva presa alla nuca...Sonia brasiliana diciannovenne, esalava l'ultimo respiro in un fetido prato alla periferia della solita lercia grande città italiana, dove continua alla luce del sole l'ignobile mercimonio di queste giovani vite, marcate dal bisogno..Vergogniamoci...
 

 

Un angelo rubato

Post n°112 pubblicato il 31 Luglio 2010 da nemo510


C'era persino un filo di luce
Nel tardo crepuscolo d'estate
Un quarto di luna rischiarava
Un'orizzonte d'un rosso incupito
Tardivi bagnanti centellinavano
In fondo momenti d'incanto
Solo lei sguardo nel vuoto,
il volto rigato da gocce di pianto.
Sussulti di petto e un muto lamento
Non c'era nè gioia ma solo tormento
Peccati d'amore o sogni infranti?
Tradita e lasciata dal solito amante?
Né l'uno né l'altro non male d'amore
Dolore di mamma che spezza il suo cuore.
Martina, tre anni... di lei creatura
L'aveva lasciata in piena calura.
Il solito male che nessuno perdona
Avea divelto il tenero bocciolo
Stretta avvinghiata al suo seno dolente
Cullata la notte in nenia straziante
Dolore in natura piu' forte non c'è
Di perdere il frutto più importante di sè
La luna ormai in cielo è sospesa
Un bianco alone di pianto a cerchiarla
E' senza stelle la cupola cupa
Non c'è nulla per cui brillare
Hanno rubato un Angelo

francofor@2010 ined.

 

 
 
 

Aiznic, una Madre

Post n°111 pubblicato il 30 Maggio 2010 da nemo510

E di notte viveva i suoi sogni,
nello spazio dove tutto è armonia.
Liberata farfalla dal bozzolo,
da tumulti, pensieri e gravami.
Vola via leggera e giuliva,
nulla tange il suo stato di quiete.
Per amore che vita ha negato,
strugge il cuore che conosce gli affanni,
quotidiano è il trafigger di spada,
ahi dolor la cui soglia è follia.
Non provvide a Pietà Chi Potea,
resta solo speranza che inerte,
conta i giorni d'immane tortura.
E' l'amor, non di coppia, di madre
che trasuda grondante dal cuor
e disperde i suoi rivoli invano,
chi ricevere appieno ...non vuol...
Resta il sogno, rifugio notturno
che disegna scenari agognati,
chissà...forse che amor perpetrato,
non dischiuda le porte ai suoi flussi?

francofor@2010 inedita

 

 
 
 

L'incanto

Post n°110 pubblicato il 08 Maggio 2010 da nemo510

Seta che sfugge alla presa
Mano che scivola via
Non sento il consueto pulsare
Ti adombri..ti eclissi
Chissà dove vaghi
Tu viaggi nel tempo
In spazi non noti
Hai chiuso le tende
Non filtra la luce
Non serve l'abbrivio
L'inerzia trionfa
Mi spiazzi e confondi
Oscuro è il mio cielo
Non brilla una stella
Mi chiedo che cosa
Ha rotto l'incanto...

 
 
 

Cori...

Post n°109 pubblicato il 25 Aprile 2010 da nemo510

Silenzi struggenti
nel clamore del nulla
su tele intrecciate
dal filo del tempo.
La nave dei sogni
non molla gli ormeggi
Il nocchiero è traviato
da assurdi conflitti.
Non regge il timone
sulla rotta del senno.
Giace solingo alla risacca
tra flutti e pensieri a pendolar,
La nebbia di Libeccio
ormai si spande,
subdola s'insinua
a sparigliar certezze.
Qui si convien
riaffidarsi all'onde
Navigar con coraggio
gli oceani di vita.
Del certo nessun fa pegno,
la sorte arride agli audaci...

francofor@2010

 

 
 
 

Appello al Ministro della Salute Fazio dei Malati di Linfedema

Post n°108 pubblicato il 17 Aprile 2010 da nemo510

Onorevole Ministro Prof. Ferruccio Fazio Ministero della Salute Via Dell'Industria, 20 00144 R O M A
Oggetto: Linfedema primario e secondario
E' da tempo che noi, ammalati, volontari e simpatizzanti dell' associazione "Sos Linfedema", firmatari di questa lettera, avremmo voluto scriverLe per porre alla Sua attenzione un grave problema di giustizia negata ai tanti portatori di malattie non ancora riconosciute nella loro portata clinica ed in particolare agli affetti dalla grave ed invalidante patologia quale, appunto, il linfedema, primario e secondario. Ci appelliamo alla Sua sensibilità, alla Sua cultura ed al Suo senso logico con la personale convinzione di trovarLa d'accordo nel credere che una patologia invalidante che una sfortunata patologia che non riguarda un numero esiguo e limitato di persone ma interessa il dieci/quindici per cento della nostra popolazione debba essere opportunamente valutata e considerata.La patologia da cui siamo affetti non può dunque essere considerata rara nel senso della definizione data dall'OMS a questo tipo di malattie; lo è, purtroppo, per quanto riguarda le conoscenze e competenze specifiche nella sua gestione da parte del personale medico e sanitario assistenziale in senso lato distribuito sul territorio nazionale.Queste carenze, determinate da una fittizia bassa frequenza di casi, determinano di conseguenza ulteriori gravi problemi quali, oltre le proprie oggettive sofferenze fisiche causate dalla malattia, quello di subire il cosiddetto "mercato della salute" che corrisponde dal punto di vista dei ‘flussi sanitari' al cosiddetto ‘nomadismo medico'. Tanto è vero questo che molti pazienti con linfedema, nella speranza di curarsi e di evitare pericolosi aggravamenti, debbono imporsi una migrazione sanitaria verso i pochi centri specializzati presenti nel territorio italiano. Così, ai numerosi pazienti affetti da linfedema, ac cade che si debbano sobbarcare difficoltà economiche e di trasferimento per mantenere viva la speranza di curarsi adeguatamente e di evitare irreversibili e definitivi aggravamenti. Ci sembra di vivere in una Comunità dove i diritti, doveri e giustizia non siano uguali per tutti. Secondo l'articolo trentadue della nostra Costituzione la Repubblica dovrebbe tutelare la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività. Il diritto alla tutela ed alla cura della propria salute viene senza dubbio inteso come valore costituzionale supremo in quanto è d'obbligo la cura ed il mantenimento dell'integrità psico-fisica dei cittadini oltre all'uguale diritto sociale a prestazioni sanitarie, che per i pazienti con linfedema risulta essere molto limitata se non quasi nulla.Questa situazione di grave carenza di giustizia nella gestione del SSN risale a molti anni fa, forse trenta se non di più, quando una diffusa e maggiore aspettativa di vita caratterizzava la nostra laboriosa Comunità sino ad arrivare agli odierni ottant'anni di vita media (fra donne ed uomini); ma questa favorevole condizione viene fortemente dimensionata da un'inascoltata necessità di un forte impegno pubblico nella completezza dell'erogazione dei servizi di cura ed assistenza del nostro SSN. Quest'ultimo, attualmente, viene amministrato da aziende (AA.SS.LL.) che hanno assunto un significato puramente socio-economico (come se si parlasse di semplici consumi privati), in barba ai numerosi e vergognosi episodi di mala gestione della pubblica sanità senza che alcun responsabile (nella maggior parte dei casi) sia chiamato a risarcire le ingenti somme andate sprecate. Oggi di veramente garantito c'è solo l'eventuale ricovero d'urgenza ed il conseguente intervento medico-chirurgico. In questa situazione di carente ed ingiusta sicurezza nelle predette prestazioni sanitarie, aumenta la confusione ed in alcuni comuni, come nel Lazio, vengono prese decisioni per contrarre le spese per i ricoveri in day hospital, fatto molto grave per tali patologie che trovano cure ed assistenza nei day hospital dei carenti e rari centri specializzati.Per quanto concerne la triste, difficoltosa ed ingiustamente limitata, nel comune diritto, condizione dei pazienti affetti da questa seria patologia, impropriamente definita "rara" poiché la sua diffusione si aggira intorno al 10% della popolazione, avevamo intravvisto un flebile barlume di speranza quando fu istituita una commissione ministeriale dal Ministro Storace (2007) che si occupò della definizione delle linee guida ministeriali sul linfedema (i cui lavori ultimati sono in possesso dei competenti organi ministeriali); ed ancor più quando, dopo nostre reiterate sollecitazioni sul Presidente Prodi, sulla Ministro Turco e sul Ministro Santagata, il linfedema primario era stato inserito (forse impropriamente perché compreso tra altre malattie rare) nel D.P.C.M 23 aprile 2008, che ridefiniva i servizi e le prestazioni offerte dal S.S.N (L.E.A); la Corte dei Conti bocciò allora il decreto per mancanza di copertura finanziaria secondo i calcoli della Ragioneria dello Stato. Pur tuttavia, una successiva dichiarazione ai Media del Ministro Sacconi assicurava che entro il 31 ottobre 2008, sarebbe stato varato un Decreto sui nuovi L.E.A. Registriamo, purtroppo, a tutt'oggi che nessun provvedimento è stato adottato in proposito e men che meno si è realizzato l'inserimento del linfedema, primario e secondario, tra le patologie croniche, invalidanti e ingravescenti (D.M 21 maggio 2001, n. 296) Signor Ministro, confidiamo nella speranza che la Sua Sensibilità e il Suo Alto Senso di Giustizia, possa attivare quel circuito virtuoso di attenzioni nei riguardi della ns. patologia, da parte del Ministero della Salute, affinché, anche ai malati di linfedema, primario e secondario, siano dignitosamente concesse pari dignità e le giuste cure indirizzate a lenirne le sofferenze ed, ove i Suoi numerosi impegni lo consentissero, di volerci cortesemente fissare un incontro, per consentire ad una nostra qualificata delegazione di emeriti clinici specialisti in materia, di poterLe rappresentare le problematiche correlate alla suddetta patologia e ai suoi molteplici disagi, al fine di delineare un percorso concreto e realistico che possa garantire le giuste e idonee cure che la patologia richiede.Le siamo profondamente grati per l'attenzione che vorrà prestare al presente appello e nel ringraziarLa, Le porgiamo i sensi della nostra più profonda stima e gratitudineSiracusa 16/04/2010 Franco Forestiere Presidente Associazione "Sos Linfedema"
(Chi per spirito umanitario e condivisione vuole appoggiare questo appello di migliaia di malati sofferenti e privi di assistenza sanitaria lo potrà fare cliccando su questo link 

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fapps.facebook.com%2Ffirmiamo%2Fappello-al-ministro-della-salute-fazio-dei-malati-di-linfedema&h=50a818825a5c7154198ee3ecf28fa3e1

 
 
 

Nostalgia

Post n°107 pubblicato il 03 Aprile 2010 da nemo510

Ti assale sommessa,
oscura e solenne,
sul far della sera...
Trasmiga il pensiero
Riaffiora memoria,
ti prende per mano...
Lontani ricordi,
talvolta rimpianti
ti stringono il cuore.
Immagini fosche,
Preludio di addii,
Rimorsi che montano..
Purtroppo è già stato,
Mutar non si può...
Ti sia di lezione...
Di scuola di vita,
tu lascia che sia...
Sia certa speranza
di nuove stagioni
baciate dal sole
Sia Luce ed Amore...

franco@2010

 

 
 
 

Arabesque...

Post n°106 pubblicato il 14 Marzo 2010 da nemo510


Mentre ti guardo assorto...
un ricciolo bizzoso di tua chioma,
sollecita pensieri un pò lascivi.
Lo scosti con un cenno della mano,
mi guardi con un velo d'imbarazzo,
sorridi con rossore...l'hai intuito...
Pensieri che ricamano arabeschi,
su segni impercettibili del tempo,
di rughe appena un cenno alla memoria.
Volgi il tuo sguardo altrove...
palese è l'imbarazzo del momento,
scava il silenzio a fondo i tuoi pensieri..
Ti senti denudata dei tuoi veli...
smarrita ..stringi forte la mia mano,
è un attimo...ed io ti sento mia...

francofor@2010

 
 
 

Ti osservo mentre dormi...

Post n°105 pubblicato il 10 Marzo 2010 da nemo510

Ti osservo mentre dormi...
Le chiuse palpebre in mimica sofferta,
le labbra tremule quasi in un sussurro..
Oso sfiorare con le mie dita,
Del tempo... i segni dell'ingiuria,
teneri decori di chi ha molto dato.
Ti osservo respirare...
D'un tratto un flebile lamento
Fa sussultare il petto in grand'affanno
Stringo tua mano per rassicurarti,
riprendi a respirare normalmente,
ti giri verso me in un abbraccio...
Osservo il mio amore mentre dorme
E' tutta la mia vita....

 
 
 

E sarà ancora sera,

Post n°104 pubblicato il 22 Febbraio 2010 da nemo510

E sarà ancora sera,
da vivere coi colori del crepuscolo,
quando tutto diventa più lieve.
E sarai di nuovo a casa,
con i tuoi affetti più cari
a sedere al desco del commiato
E verrà anche la notte,
a sussurrarti speranze mai vane,
nei sogni della riconciliazione.
Cosi' vita scorre, tra il pendolar del tempo
Giammai ti schiuse il senso del suo agire
Né mai ti consolò al dubbio attonito.
Convien che ti dissoci dall'incerto,
dissolvi le fitte nebbie dei pensieri,
e lascia che natura sia tua guida,
chi regola tua vita.. è il cuore....

 
 
 

C'era una volta in America...

Post n°103 pubblicato il 22 Febbraio 2010 da nemo510

 
 
 

Sensazioni

Post n°102 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da nemo510

D'azzurro e di sole mi voglio vestire,
per cingerti come l' onde del mare,
per specchiarmi cielo nei tuoi occhi,
per scaldarti il cuore dal gelo d'affanni.
Di bianco candore le mie mani
Come pietosa è coltre di neve
Che muta e silente ricopre le piaghe.
Di rosso vermiglio il mio abbraccio
Come petali di mille rose
Ad inebriare i tuoi sogni, felice.
Del gabbiano il libero volteggiare
Il mio pensiero costante per te
Leggero ma con l'ali protese
Riesce a domare avverse correnti.
Lascia che sia ...prova a fidarti
Sciogli le catene della diffidenza
Concediti alle magie dell'Amore.

 
 
 

E' una nuova alba...

Post n°101 pubblicato il 24 Gennaio 2010 da nemo510

Un'alba come tante...
Una mattina come le altre...
I soliti rituali abitudinari...
Le abluzioni...i denti....
E poi...l'immancabile incontro con te stesso,
con il tuo sguardo riflesso dallo specchio del bagno.
Ti soffermi...quasi ipnotizzato da te stesso
E un vortice di pensieri quasi ti inebria..
E' un altro giorno...uguale agli altri e
La mente vaga all'ieri...alle tracce di volti
Situazioni, emozioni , stati d'animo...vissuti..
Ad errori commessi, a torti subiti,
a bugie, orgoglio, arroganza, egoismo
che ci interscambiamo con chi ci è prossimo.
Ed ora? Eh si... restano le tracce di modalità innaturali di vita..
Almeno adesso non mantieni fisso lo sguardo,
lo abbassi... sconfitto e consapevole...
il tuo malessere sta proprio lì...
Un'alba come tante...
Una mattina come le altre..
Se vuoi...tu puoi ....
Che sia diversa..migliore...positiva..
Comincia con un sorriso...e reggerai il tuo sguardo..
Pensa che in fondo chi ti circonda
Non è diverso da te
Ha le tue stesse paure ...le tue stesse ansie...i tuoi stessi tormenti
Che si possono meglio affrontare insieme...
Spero che tu presto possa dire...
E' una nuova alba...
E' una nuova mattina...

 
 
 

Soli...

Post n°100 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da nemo510

Soli,
comunque eternamente soli..
danziamo con le stelle in cielo,
flirtiamo con i pesci in mare.
Soli,
frangiamo tutti quanti i moli,
lasciamo i nostri cuori al gelo,
tracimano gli occhi lacrime amare.
Soli,
quando si nasce alla vita col pianto,
quando ci si dona alla morte, con tanti rimpianti,
quando male si vive di crucci ed impicci.
Soli,
ad oltranza e comunque con piglio caparbio,
a tessere piu' trame di umano sostegno,
per sopravvivere alla vita con meno affanni.

 
 
 

C'era una volta....

Post n°99 pubblicato il 10 Gennaio 2010 da nemo510

C'era una volta...(...e forse c'è ancora e ci sarà in futuro) un bambino che non voleva affatto crescere...diventare adulto..Aveva avuto modo di interpretare, lui cosi' piccolo, la realtà come la vivevano i " Grandi" e mai e poi mai avrebbe voluto ripeterne l'esperienza. Voleva restare cosi' con quella sua espressione disincantata e piena di meraviglia ad ogni evento naturale che si schiudesse ai suoi occhi, nella semplicità ed essenzialità che solo Madre Natura riesce a caratterizzare ogni suo " miracolo " quotidiano. E dove mai trovare leggi cosi' armoniose ed efficaci come in natura..che si perpetuano nei secoli con una regolarità e puntualità che l'uomo nella sua bramosia d'onnipotenza non solo non ha saputo cogliere ad esempio ma ha fatto d tutto per stravolgerle a suo danno..No...mai e poi mai...si ripeteva il bambino...Perché perdere l'innocenza ?...Il vivere senza ansie giorno dopo giorno, tanto con il tuo agitarti e dimenarti, non cambi affatto la sostanza del tuo percorso su questa terra...Perché perdere il sorriso...?Quanti volti ingrugniti, quante labbra serrate in una smorfia, che lasciano comunque trasparire una sofferenza interiore e di seguito giorni trascorsi a macerarsi dentro senza motivi seri, forse per rabbia, o per orgoglio, forse per invidia o per rancore...quante vite bruciate! Perché perdere la calma? Come corrono i Grandi e come si affannano ...perché questa corsa forsennata per fare sempre di più, per ottenere magari il superfluo che appena acquisito magari ti chiedi se ne è valsa la pena sacrificarti tanto...perché quella perenne insoddisfazione...quel vuoto dentro che rende l'uomo triste, depresso, nevrotico.....Già la casa con ogni confort, l'abbigliamento griffato, l'auto sempre piu' potente, i piu' moderni ritrovati dell'elettronica e allora corri impicci sudi scavalchi hai sempre bsogno di più, più risorse, piu' soldi e se non mantieni un certo status di vita ti senti come un fallito, un escluso....No e poi no...il bambino voleva restare in quella condizione infantile senza le mille responsabilità che l'uomo si è creato e che gli gravano orribilmente sulle spalle, che lo condizionano e lo fanno sentire come in gabbia, in una prigione dorata di cui lui stesso detiene la chiave..Ma il bambino fisicamente cresce, si sviluppa...diventa adolescente, bene o male dovrà rassegnarsi a salire sulla giostra della vita...a scendere a compromessi, ad omologarsi ...ma lui non vuole ..Pensa ai tanti bambini che la pensano come lui e che possono risultare, uniti, la salvezza di questo mondo, sulla giusta deriva per andare in malora. Si puo' cambiare ? Si puo' tornare alla semplicità, alla sobrietà , al rispetto per se stessi, per il prossimo e per la natura?? A vivere gioiosamente nella solidarietà e condivisione con una redistribuzione equa delle risorse vitali per tutti?? A guardare i suoi occhi, il suo sorriso le sue sane e semplici certezze si direbbe di si...e chissà che davvero tutto domani non cambi??

 
 
 

E crescendo impari...

Post n°98 pubblicato il 04 Gennaio 2010 da nemo510

E crescendo impari che la felicità non é quella delle grandi cose.
Non é quella che si insegue a vent'anni,
quando, come gladiatori si combatte il mondo per
uscirne vittoriosi...
La felicità non é quella che affanosamente si insegue
credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non é quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e
che esplodono fuori con
tuoni spettacolari...,
la felicità non é quella di grattacieli da scalare,
di sfide da vincere mettendosi
continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità é fatta di cose piccole
ma preziose....
...e impari che il profumo del caffé al mattino
é un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone,
le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
che bastano gli aromi di una cucina,
la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una
felicità lieve.
E impari che la felicità é fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
che le stelle ti possono commuovere e il sole far
brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e
che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e
libera i pensieri.
E impari che l'amore é fatto di sensazioni delicate,
di piccole scintille allo stomaco,
di presenze vicine anche se lontane,
e impari che il tempo si dilata e che quei 5
minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi,
sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un
libro o guardare una foto per annullare il tempo e
le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere
un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli
ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo é una deliziosa
felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano
delle persone che ami...
E impari che c'é felicità anche in quella urgenza
di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'é qualcosa di
amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'é nel cuore
un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa
la semplicità.

 
 
 

"UN'INSEGNANTE E I SUOI ALUNNI"

Post n°97 pubblicato il 18 Dicembre 2009 da nemo510


Un giorno un'insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po' di spazio sotto ogni nome.Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla.Ci volle tutto il resto dell'ora per finire il lavoro, ma all'uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.


Quel sabato l'insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista.

Poco dopo, l'intera classe stava sorridendo. "Davvero?" sentì sussurrare."Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!" e "Non pensavo di piacere tanto agli altri" erano le frasi più pronunciate.Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l'avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l'esercizio era servito al suo scopo.

Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti. Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo...La chiesa era riempita dai suoi amici.Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l'insegnante fu l'ultima a salutare la salma.

Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò "Lei era l'insegnante di matematica di Mark?".Lei annuì, dopodiché lui le disse "Mark parlava di lei spessissimo". 

Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco.

I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante."Vogliamo mostrarle una cosa", disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca.

"Lo hanno trovato nella sua giacca quandovenne ucciso."Pensiamo che possa riconoscerlo"
Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte.

L'insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui.


"Grazie mille per averlo fatto", disse la madre di Mark."Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro"Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi.


Charlie sorrise timidamente e disse "Io ho ancora la mia lista. E' nel primo cassetto della mia scrivania a casa".La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell'album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario.Poi Vicki, un'altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po' consumata, mostrandola al gruppo.


"La porto sempre con me, penso che tutti l'abbiamo conservata".In quel momento l'insegnante si sedette e pianse.Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l'avrebbero più rivisto.


Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l'altro.E non sappiamo quando accadrà.Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti.Diteglielo prima che sia troppo tardi.
Spero che questa MIA NOTA possa portare a tutti la rinascita di questi sentimenti nei cuori nostri e dei nostri cari.Il Natale apra i nostri cuori e ci consenta di donare l'amore che abbiamo dentro,
Un sincero augurio di Buon Natale a tutti i miei amici e parentie a tutti i miei gruppi con più di 40.000 iscritti.♥...•♥´¨`♥•....•♥ `♥•.....• ♥...•♥´¨`♥•....•♥
De Simone Francesco

 

 
 
 

C'è sempre un tempo...

Post n°96 pubblicato il 08 Dicembre 2009 da nemo510

C'è sempre un tempo
a cadenzare tutto.

Dai rintocchi di una campana,
in tramonto dorato,
su cornice di rondini.

Al frangersi d'onda,
su scogli muschiati
in un baluginar di stelle.

Dallo stormire di fronde,
sul turbine dei pensieri,
dello zefiro dei sogni.

Al tenero singhiozzar di un bimbo
che assapora la vita,
dai suoi infiniti dolori.

Salvo bagliori di lampi,
senza fragori di tuono,
per annunciare che in fondo
nulla muove senza Amore.

 

 
 
 

I nostri Angeli mai nati

Post n°95 pubblicato il 28 Novembre 2009 da nemo510

Chissà perché?... Chissà perché adesso.?.Sarà forse l'età che ti schioda qualche milione di neuroni ma che ti dona un briciolo di saggezza o forse di follia ? Però ci penso...oh se ci penso...con l'amore di un padre che non ha potuto stringere i suoi pargoli a sé , con la tenerezza di un nonno che vede imbiancarsi la barba...Quanto tempo è passato...29 e 25 anni? Eh si tra i due che deliziano a loro modo le mie giornate..ci sono state due gravidanze della consorte non portate a compimento rispettivamente la prima e la terza..addirittura la prima gemellare constatata al sesto mese e la seconda una bimba al quinto mese..Chissà perché questi pensieri...Forse rimorsi...Quando ti accadono queste cose sei troppo giovane, immaturo.. non ti chiedi, perché il dolore ti opprime tanto, che fine fanno questi poveri corpicini che non hanno avuto la fortuna di poter ammirare la luce del sole e questo meraviglioso mondo. Nessuno ti ha chiesto se volevi vederli ...se volevi in qualche modo provvedere...sconoscevi la prassi..ma che fine hanno fatto??Forse rimorsi di non aver fatto il padre...erano i tuoi figli anche se con gli occhi chiusi e senza un alito di vita...si i tuoi figli, sangue del tuo sangue e tu.. Poi gli anni sono scivolati via tra una stazione e l'altra del tuo percorso di vita...ma mai un pensiero rivolto a queste anime innocenti e sicuramente benedette che si chiederanno del perché di queste disattenzioni affettive. Già.. noi che ci definiamo umani, abbiamo spiccato il senso del possesso e, se non possiamo partecipare al materiale controllo fisico dei nostri cari, diveniamo quasi impossibilitati ad esercitare un seppur minimo legame affettivo . Eppure adesso nel mio crepuscolo sento fortissimo il bisogno di fare ammenda, se sono ancora in tempo, di far percepire a questi miei benedetti figli , pur se da un'altra dimensione, tutto il mio amore che ho tenuto dentro per loro, per far sentire che sono parte integrante della mia...della nostra famiglia e che idealmente per me..per noi sono giornalmente seduti insieme a tutti noi e magari dandogli quel nome mai dato...luca, marco...cinzia..

Apro le mie braccia e guardo verso l'alto, speranzoso che udiate la mia preghiera di amore a Voi rivolta Angeli miei...venite a me..tra le mie braccia...


 
 
 

E cosi' venne luce...

Post n°94 pubblicato il 22 Novembre 2009 da nemo510

E cosi' venne Luce,
a rischiarare il Vero
da Oscuri Presagi,
ad albeggiare un nuovo giorno
sulle nostre tremule speranze.
E cosi' venne Luce,
a dissolvere dubbi ed angosce,
ad affrancare cuori in pena,
a ricacciare nel profondo oblio,
le oscure trame del maligno. 
E così venne Luce,
a riaffermare il trionfo del Bene,
a celebrare l'Amor che pervade
e affermare che tutto è Armonia,
nel Disegno Divino e pace.

franco

 
 
 

I believe

Post n°93 pubblicato il 14 Novembre 2009 da nemo510

Credo che posso...
Credo che posso inseguire l'alba
e baciare il tramonto,
raggiungere gli abissi più oscuri,
scalare le vette più ripide,
navigare nei mari in tempesta
Credo che posso
reggere il peso di ogni dolore
risorgere alle amare sconfitte,
scacciare da me ansie e timori,
fare ammenda degli errori commessi,
lavare l'onta dei torti subiti...
Credo che posso
abbandonarmi alle maree della vita,
pendolare tra flussi e riflussi,
accoglier con gioia i segni del tempo,
guardare al sereno se nuvolo è,
pensare che in fondo non schivi la vita,
un abito cucito apposta per te.
Credo che posso
senza colpo ferire,
bearmi del mondo che mi è dato godere,
donare amore senza nulla pietire.,
pensare che in fondo cosi' male non è:
la vita...

 
 
 
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VLADIMIR KUSH

 

SURREALE 1

 

WEBS2

...è cominciata... così...un bacio

 

 

UNA VITA DI..SECONDA MANO

Racconto semiserio di mezza estate


Renzo non era di certo un adone...e lui ne era ben conscio...Gli anni erano passati inesorabili e adesso si ritrovava con cinquanta primavere sulle spalle e in imperfetta solitudine. Rimpianti? Rimorsi ? Beh, come tutti, tanti...ed uno, forse, così grande, da non riuscire a contenerlo dentro di se...anzi gli causava dolorosissime fitte allo stomaco e al petto..Quanti medici l'avevano visitato, quante analisi e radiografie...e il responso? sempre lo stesso...coliche di natura psicosomatica...Ma lui sapeva..si che sapeva...questo vuoto doloroso che sentiva " alla bocca dello stomaco " questo vuoto d'amore..amore da donare, da ricevere...da coltivare..niente...le aveva tentate tutte ma nessuna l'aveva mai degnato di un'attenzione, le sue profferte affettuose erano cadute nel vano...Usciva spesso, di notte, in auto e, altrettanto spesso, si ritrovava a girare per i viali, abituale ritrovo delle " lucciole", ma non si era mai intrattenuto con qualcuna di loro...per lui, l'amore, andava vissuto con una donna, da amare prima col cuore, con la testa e poi con i sensi...Anzi da un pò di tempo, per alleviare un poco le fitte all'addome, si era inventato una sorta di...surrogato d'amore..Nel cortile di casa, affacciandosi dal balcone, aveva modo, nelle  giornate di caldo, di intrufolare il suo sguardo nelle case di chi lasciava le imposte aperte...Aveva così modo di rubare uno sguardo, una carezza, una lacrima, un'emozione...e per lui non era poco...si sentiva quasi narcotizzare le fitte e un dolce languore s'impadroniva di lui...Si era scoperto questa sua capacità di immedesimarsi negli altri e, forse più degli altri, riusciva a carpire nel più profondo ...un alito d'amore...Era riuscito ad affinare le sue tecniche a tal punto, da trasporre la sua immagine al volto del protagonista di un film d'amore e così era più semplice intrappolare in una sorta di sogno ad occhi aperti...coccole, baci, carezze...Eh si povero Renzo, alla fine restava impietrito perchè...l'emozione non ha voce...lui così dolce, cosi' sensibile e romantico eppure così sfigato, per sopravvivere all'amore, si era inventato una vita di seconda mano...

 

GIORGIO DE CHIRICO

 

GLI " ANTA" CHE BELLA STAGIONE...

Già...quando si oltrepassa il limite di questa " stagione border line ", ci si sente come in   una sorta di territorio di frontiera. Il bello è che ognuno affronta questo periodo della propria esistenza con diversi atteggiamenti: chi si deprime, chi si fa prendere dal panico e ridicolizza se stesso, riassumendo modi di fare giovanili che non gli sono più congeniali e chi, più semplicemente, senza perdere la bussola, si accinge serenamente a fare un bilancio della propria esistenza  e a porre rimedio a qualche defaillance, registrata lungo il percorso...L'obiettivo...ma è chiaro..cercare di proseguire lungo l'itinerario , il cosiddetto transito terrestre, facendo ammenda degli errori compiuti e traendo utili indicazioni per risultare meno fragili, meno vulnerabili, senza perdere sensibilità, voglia di emozionarsi...di sentirsi vivi...Gli "anta ", la stagione  dei " diversamentegiovani ", ...un invito, a chi anagraficamente ha raggiunto questa magica soglia, a utilizzare questo spazio in un utile confronto di esperienze.... 

 

PENSIERI SULLA VITA DI KRISMCLANE

 

BIG KAHUNA MOVIE -DA ASCOLTARE

 

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MIRELLA, SENSITIVA E...

Messaggio N°6
29-08-2008 - 13:06
 

All'altro lato del tavolo tondo, lei, splendida mora mediterranea, coi suoi lunghi capelli corvini, sciolti sulle spalle. Neri anche gli occhi, che sembravano dardeggiare lingue di fuoco quando indirizzavano lo sguardo sull'interlocutore, seduto di fronte a lei. Mirella, sensitiva, astrologa e...cartomante, era divenuta con il tempo, un appuntamento fisso per svariate persone: uomini d'affari che la consultavano per la propria attività, donne e uomini in sofferenza d'amore, politici in disgrazia, giovani in cerca di lavoro, anziani con problemi di salute...E lei con il suo enigmatico linguaggio, pronta a sciogliere ogni quesito, a dissolvere ogni dubbio ad elargire qualche certezza. Ma quel mattino, quel mercoledì mattino, non sembrava uguale agli altri. Di fronte a lei la solita anonima cliente, bionda, occhi azzurri, formosetta, che si gigioneggiava, ma non veniva al dunque...chissà cosa voleva...Nell'altra stanza stanza, altri due clienti in attesa... e lì...la bionda a cincischiare. Ma adesso la metto all'angolo, pensava tra sé e sé Mirella, senza vie di fuga, e quasi cadenzando le disse " Ma lei Signora, cosa vuole da me ?? " E qui viene il bello...La bionda Signora senza batter ciglio ribattè: " Suo marito..." Per poco alla Mirella non le si era bloccato il cuore, per la forte emozione provata...Ma non ebbe il tempo di riaversi che la bionda continuò a martellarla: " Si..suo marito...Ci frequentiamo ormai da due anni... e non ci và di nasconderci più" Stavolta la nera Mirella, divenne rossa paonazza, in viso. Stava quasi per urlare un perentorio " Fuori di qui..." ma si trattenne, anzi si impose la calma. Eh si...rabbia, stupore, orgoglio ferito, sino ad un certo punto. Quello che più le bruciava era che, se la notizia fosse trapelata, cosa avrebbe potuto pensare di lei la sua vasta clientela? Che vergogna, un'astrologa, sensitiva e cartomante che non sa neanche prevedere le corna in casa propria...

 

SORELLA SOLITUDINE

Messaggio N°8
05-09-2008 - 15:10
 
SORELLA SOLITUDINE....

Niente raccontino, stavolta. Nessuna Sara, Sonia, Renzo...stop alla fantasia ma tanta, tanta realtà che scaturisce dalle centinaia di meravigliosi messaggi che ricevo settimanalmente e tutti, con un comune denominatore: la solitudine, mista naturalmente a tanta rabbia, forse disperazione e comunque ad un senso pervaso di autoisolamento, che mi permetto di definire masochistico, per quanti/e insistono a rimanere bloccati/e nella riproposizione quotidiana del proprio dolore, fine a se stesso- Che un rapporto venga meno, fiisiologicamente o patologicamente, fa parte del gioco...Che ognuno di noi, a strenua difesa delle proprie posizioni e con scarsa autocritica, incolpi sempre il patner del naufragio, ci può anche stare...Ma che si perpetui quotidianamenteil rito cosciente della lacerazione delle vesti, intendendo per esse una rivisitazioone del dolore nel proprio intimo con metodica auodistruttiva impressionante, beh...non serve affatto a tacitarlo, né a far si che la " ferita" possa rimarginare. Anche se in verità questo grido di dolore, assomiglia vieppiù ad una vera e propria richiesta di aiuto, di conforto, di condivisione. Solitudine quindi come malattia endemica del nuovo secolo, che miete in senso metaforico, forse più vittime che l'alcool e il fumo, nel senso che si tratta di tanti esseri umani che, senza un aiuto certo, sprofondano nella depressione e nella disperazione, piu' nere. Sforziamoci quindi di fare della condivisione e dell'amicizia un utile baluardo per arginarne gli effetti più devastanti. Apriamoci a chi ci offre una mano, un sostegno, senza indugio o remora alcuna e ne trarremo sicuramente beneficio. Non è affatto vero che il nostro prossimo è come il destino: cinico e baro...

 

LA CURA DI BATTIATO

 

Simbolo di libertà,

cavallo scalpitante,

indisciplinato,

a volte selvaggio e affascinante,

elegante il tuo portamento,

ti lasci trascinare dal vento.
veloce la tua corsa


fino a perdere il fiato,

cavalcata senza tregua,

per sentire le tue membra in perfetta sintonia

e armonia

con l'anima mia,
così rimango senza alcun pensiero


nessuna traccia, ormai

nessun sintomo di debolezza

solo quella voglia irrefrenabile

di un corsa senza tempo