FRAMMENTI...IL MIO SECONDO LIBRO
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Post n°947 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da pantarei_2005
Sotto le coperte a rifugiare il senso d'una delusione la voce roca conserva la rabbia che lacera l'animo scopri così come la natura umana sa far del male, la parte che ho cercato di farti arrivare. I ruoli sono una porta che varcata segna il disguido. Stare sulla soglia spalancata al senso degli altri sconfina la proporzione da attribuire alla propria funzione. Persino l'essere umani determina un errore. Una voce supera la tua ragione, niente è più importante sopra al proprio ruolo. La tua parola contro un nulla e devi lasciare. Ci si asciuga dentro con le amarezze eppure sapessi quanto è bello scoprirsi oltre la regola che segna la propria umanità.
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Post n°946 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da pantarei_2005
Perché ho rabbia dentro di me, e questa insofferenza che mi alita intorno sino a marcare la parte di me aperta ad ogni sorriso. Sembra ch'io sia sommerso in una pozza e il respiro mi manchi, e Tu...da lassù cosa osservi? La mia incapacità a seguire le tue orme o la dissennatezza di cui ho voglia d'inondarmi come se questa sapesse ridarmi il respiro. Sono uomo...mi hai fatto Tu,debole nella carne e smarrito nello spirito. E da quanto ho confuso me stesso? Se il calco delle orme non calza più il mio passo. Non basta chinare il mento sul petto, se lo sguardo si stanca di guardare sempre dritto. Dentro serve il focolaio capace di scaldare, e il brivido che manca sembra spegnere la vita curvata in un silenzio. Ed io grido...verso il cielo come eco d'un tuono per far arrivare in quell'olimpo il senso dell'animo, vuoto nel deserto di sé. La gioia è un fiocco di neve illuminata da raggi di sole e sparisce, come soffio di vento sparge il ricordo, che rintracciare è vano. Cos'è che non mi riesce, cos'è che mi impedisce di sostare nel picco della mia vetta, il mio orgoglio incapace di arrendersi o la stupida voglia di altro, di più, di me naufrago d'un tempo. Forse noi siamo tasselli d'un puzzle, d'un mondo in cui abbiamo un singolo spazio e nessun altro da occupare. Il mio sguardo sa di Aquila, un volo distante sopra il mondo e gli artigli non conoscono carezze. Mi allontano come se volessi scaraventare a terra il puzzle della vita, io che ho cercato sempre i pezzi d'ogni azione. Che ho rotto in un disincanto l'amore che lei portava, e del suo sogno ho impallidito i colori per lasciare il bianco e nero di me. Sono come l'angelo scacciato dal tuo regno, il peccato d'un ego verso se stesso. O solo una fiammella d'amore sferzata dal vento della sua superbia. L'amore un puzzle di me combaciato sulla pelle straniera, proibito e traboccante, stordito dai giorni ma mai solo dai sensi, l'amore scivolato sulla pelle e non appartenuto. L'amore lasciato sul sentiero, lo stesso che ora mi volge le spalle eppure trepida dentro. L'amore troppo abbandonato si trasforma ed io ho un pezzo di me che non so disporre nel puzzle della vita.
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Post n°945 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da pantarei_2005
Le mie mani, coi colori della realtà. cercano un viaggio di nuvole nel cielo ma non sanno
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Buona domenica...non mi riesce di avere tempo di scrivere..soccombo alla routine lavorativa e naufrago tanto da pensare di smettere...poi succedono stranezze come trovarsi in una finale col proprio libro..Impronte sulla sabbia... e capisci che devi salvare qualcosa di te... così ho deciso di rielaborare ciò che avevo già scritto nella speranza di poter pubblicare le mie diciamo poesie... questa è una delle tante
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Post n°944 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da pantarei_2005
Un soffio tra palpebre chiuse, risveglio che spalanca il presente, sei… l’orizzonte d’una luce, la vista al finire d’una scalata, il riemergere da acque che intorpidiscono la mente,
sei…
sei... tra mare e terra, nello spazio del niente, da un sogno al tuo giorno, con gli averi dentro diversi da ogni altro risveglio, Tu…spiraglio che sboccia i sensi di là d'una consuetudine. Dopo te vedrò il sole mi nutrirò del calore, sfiorerò le cose, intravedere e percepire con la fantasia d’un tempo eterno, e lo scorrere sarà sensazione, il frammento dell'universo, il tuo amore.
............................ può il filo dell'animo unirsi a nuvole di cielo sigillare in un bacio uno strano senso di comunione il sorso d'acqua in un tragitto deserto il ricordo di labbra nel tempo |
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Post n°943 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da pantarei_2005
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Post n°942 pubblicato il 18 Gennaio 2012 da pantarei_2005
Cosa è stata la poesia pieghe dell'animo a riannodare il tempo o lo strappo d'un silenzio segnato dal destino
io che avanzavo come la notte dei giorni mascherando di ombre la parola
cosa sarà mai la poesia lasciata in una riva se la risacca copre i segni
se il pensiero non corre come goccia verso l'oceano ma stagna in una palude
il linguaggio mite non ha strada nel chiasso d'un mondo
un sospiro smuove una sola foglia non ripulisce il viale dall'inverno
Ma Tu...lasciami essere estraneo al tempo così che la brezza dell'animo mi liberi nel cammino che non ho idea dove porti
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Post n°941 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da pantarei_2005
Si, non è mai tardi per realizzare un sogno…lo capisco mentre appoggiato ad un muro sto ad ascoltare un mio amico suonare in una band. Un gruppo di sei persone, un mix di giovani e attempati in un ritmo che non ha età. Suonano in un loggione d’un bar delle vie del centro, tra lo “struscio” del passeggio d’ognuno e l’aria fredda della sera che verga il volto. La sua gioia l’ho colta mentre andavo via, nel sorriso che accoglieva il mio pollice alzato al cielo. E’ bello il tempo della gioia. Ho camminato con le mani strette al bavero del mio giaccone e al viso, pensavo al mio di sogno, con lo sguardo che si snodava lungo la strada. Avevo dimenticato d’aver prestato la mia macchina, credevo di non uscire di domenica sera ma non avrei voluto deludere o mancare alla serata del mio amico. Un tempo non amavo dare via la mia auto, ma già da ragazzo fra amici capitava che in una certa serata servisse per restare in intimità con una ragazza. Persino una piccola 500 bastava per starci dentro una storia. Poi capita che si hanno appartamenti o stanze dove liberare o vivere un affiatamento ma sia uno spazio sgombro. Il cielo nelle notti fredde è ancora più oscuro, così da dare ad ogni luce d’una strada, d’una palazzina, d’un viale un magico risalto. Una sola stella danza fra le nuvole, luccica come a voler che io la notassi. E mi ricordo che quella strada una volta la feci da piccolo sempre a piedi stretto alla mano di mia madre, se fosse lei quella stella lassù? Chissà se ogni stella è un po’ dell’umanità che continua il proprio cammino lungo un cielo. L’intimità delle case resta intatta persino dietro la trasparenza dei vetri d’una finestra, la colgo quando vi passo con lo sguardo. Sa di poesia il momento che ognuno vive fra le sue pareti, spesso sono donne anziane che dietro ai vetri guardano la vita che passa, oppure casalinghe con la schiena rivolta ad una porta a vetri d’un primo piano, indaffarate a preparare la cena. Mi piace quando cammino trovare strade diverse, e così capita di ritrovare fra i vicoli non più calpestati tracce di se. Lo dico sempre che camminare a piedi è incontrare la vita, per questo lo preferisco sempre più.
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Post n°940 pubblicato il 13 Gennaio 2012 da pantarei_2005
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Post n°939 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da pantarei_2005
Lo schiaffo d'un vento segna il viso è un inverno su cui scivola come su lastra di ghiaccio la vela, solca lo stretto della mia terra un vento che strepita e solleva radici gonfia le acque e rompe il viaggio lungo l'orizzonte, la rabbia della natura appare impronta del nostro silenzio, la mia Calabria è muta... soggiogata dal potere di tanti il vortice che inghiotte la speranza. Non vi è forza nelle mani il capo segna il mento umani fuscelli d’un divenire che non è mai sembianza. Il vento canta le parole strette alle labbra come a smuovere le ombre del popolo sprofondato, disperso a sfogliare le pagine della sua storia, il tempo della vera ricchezza, l’attecchire d’una radice nell’animo
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Post n°938 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da pantarei_2005
Stanno tutti bene…mi rimane questo pensiero a soddisfare la voglia di riflettermi nei loro sguardi. Sono quei parenti lontani a cui ho legato il percorso dei mie anni. Il loro animo ha pensieri che stonano con le risate che si influenzano nelle parole che seguono, ma è così che si fa: si cerca un bel momento per lasciarsi in un saluto. Di me parlo poco. Preferisco ascoltare le loro sensazioni, a volte sono frasi che si ripetono perché la memoria ne ha dimenticato il percorso, è l’età che si avvolge alla mente e lascia spazio più al passato che al presente. Non lo faccio notare le persone si amano anche per questo, ma capisco che è il momento adatto a chiudere la mia telefonata. Nelle feste sarebbe bello congiungersi tutti in un luogo comune, a ritrovarsi. Una voce lontana può anche farlo per questo mi sforzo di tornare a chiamarli. Chissà come mi ricordano i loro occhi, chissà se la loro mente si ferma al profilo d’un ragazzo o è capace di seguire la fibra che il crescere modifica ai nostri sguardi. Forse se avessi parlato di me avrei sentito di più il loro amore. O forse avrei potuto turbare i loro pensieri. Raccontarmi a metà lasciando dietro le pieghe della vita e disegnando la pienezza d’ogni cosa seppur minima che si raggiunge: è questo che ho imparato a citare. Hanno comprato i miei due primi libri e mi piace sapere che in questo inverno le mie parole gli faranno compagnia. E’ strano pensare che le persone siano in qualche modo felici e poi ritrovarli ancorati a qualche loro malinconia a un personale dolore. Io ho sospeso il mio scrivere a questo: come ad attendere il tempo che non lasci sulle mie pagine parole che sappiano di malinconia. Chissà se stare in attesa serva a smuovere l’ordine delle cose sino a equilibrarle verso la direzione che vorremmo raggiungere. Ma io ho volato sopra le nuvole assieme a un pensiero, ormai smarrito, il mio 2011 è stato magico se ci penso credo sia questo il motivo per cui rimango in silenzio. Ho da riordinare i pensieri dopo essere tornato dal mio volo. Da riordinare il lavoro e le aspirazioni perché ci sarà un nuovo tempo. Non potrei, non saprei restare troppo a terra, troppe cose da raggiungere per stare fermo. Ma ho troppa ribellione dentro me, troppe ingiustizie che vorrei combattere non riesco a lasciar libero il mio animo in un tempo di angustie.
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Post n°937 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da pantarei_2005
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Post n°936 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da pantarei_2005
Sto in quel tempo che infuria e sballotta le membra, scompone i capelli come fossero pensieri che non riescono a tenersi insieme alle parole tanto da non poter essere scritte. Sono così le giornate che si accalcano come a voler chiudere il sipario d'un anno a cui non ho voglia di assegnare un giudizio. Ho imparato a non dare un senso al mio giorno, lo apro come fosse nuovo e mi immergo silenziosamente come se lui sapesse cosa cerco o cosa sto ad attendere nel corso del mio essere. Il silenzio compone ogni cosa persino nelle attese riesce ad essere forma, così che lo sguardo possa avanzare poiché non è stato creato per adagiarsi a nessun tempo. Mi scopro insieme alle cose che mi creano un contesto, mi rammarico di ciò che non trovo, a volte sono le persone o i desideri nascosti. Ma svuoto la mia mente per renderla un contenitore capace di accettare e riconoscere il bello in ogni cosa. La lustro perché sia capace a far brillare il senso che si accosta, e dalla luce arrivi a cogliere il significato che le ombre rendono opaco. Quando un anno sta per finire mi piace lasciar scivolare nella memoria le immagini che mi hanno portato ad essere ciò che sono. E' un gioco che non rende il pensiero incollato a ciò che è stato, filo via come in uno scivolo per finire nel mare del mio essere. Ho colto tante cose dalla vita, un'esperienza frapposta ad una età giovane, che seppure a volte rende i pensieri malinconici, nel rivederli non vi è alcuna inquietudine, perché ho costruito me stesso. Io so che in ogni tempo vissuto vi è un magico momento di noi, proprio come succede dopo un violento temporale quando il cielo si fa bello. Per questo amo osservare l’istante della natura, coglierne i segni come a poterli trasferire dentro di me, a trovarne forza quando a volte sembra smarrita alla vista. La fiducia e la condivisione nasce dalla terra, quella zappata, umile, che sporca le mani e il viso, che rende il sudore la forza usata per trasformare l’incolto sino a far nascere un fiore, un frutto, la propria ricchezza. Così in un anno che termina so di aver dato il meglio di me e preso ciò che mi poteva essere concesso. In quello che segue inserisco ciò che resta da fare, spesso più di ciò che potrei avere dato che nel cielo vi è spazio per ogni nuvola e ogni sogno. La cosa bella di ogni nuovo anno è l’esperienza che si è arricchita e il senso di ciò che ho raggiunto così che il resto sia tutto da scrivere senza sentirlo come una inutile speranza. Ho camminato insieme ad ognuno di voi, ai vostri commenti ed alcuni messaggi utili per arrivare a conoscerci nella realtà. Amo la concretezza, e mi piace dare al tempo virtuale almeno una sembianza, spesso nascono simpatiche amicizie. Non ho progetti da assegnare al 2012, so che in ogni giorno mi darò da fare per stringere la mia concretezza ad ogni sogno che nascondo al mio desiderare. Vivrò il tempo insieme a ciò che ho scritto e sarà davvero bello avere anche il solo pensiero che parte delle mie parole siano riuscite ad essere compagnia ai pensieri di chi mi avrà letto. Vivere è forse l’unico augurio che credo si possa fare, vivere è la parte di noi che ha voglia di emergere, l’esistenza che si nasconde ma che incoraggiata si precipita sulla strada del proprio cammino. Sia un bel cammino il vostro, il nostro 2012…
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Post n°935 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da pantarei_2005
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Post n°934 pubblicato il 19 Dicembre 2011 da pantarei_2005
Una sola settimana al Natale, nelle città le luci hanno atmosfere diverse, minore sfarzo e vi è meno frenesia in chi si muove in cerca d’un regalo. Io sono salito sino alla cima del monte per osservare il cielo nel tempo del firmamento. I segni giungono da così lontano, in un silenzio che si fa eco nella caverna dell’intimo. Come l’amore che tacitamente si ricama intorno a noi, che si mostra in gesti da cogliere per rendersi concreta fattezza. Serve tempo a comprenderlo. Una vita potrebbe non bastare se è confuso dalla traccia di noi. Devi saper guardare all’amore servizievole, lui pretende la parte lontana senza vincolare la libertà, è giudizioso più di quell’amore che vuol rendersi fragoroso. E penso all’amore divino così simile a questo intravisto. Non comprendo perché io non sappia lasciarli entrare, totalmente penetrare fra le mie membra sino all’angolo intimo di me. Forse il chiasso è più invadente, si sparge a distanza senza attenderlo, ti ruba qualunque momento e appare gioia, passione. Il chiasso conquista pur se poi finisce. Rimbomba dentro e può essere amore pur d’un solo momento, se silenzioso può non diventarlo in nessuna vita. Sto a chiedermi se ho voglia dello strepitare o imparare ad accettare il quieto, concreto, durevole amore. Nel Natale capirlo serve per credere in quell’uomo che nasce e silenzioso vuole farsi amare, così come a comprenderlo in una donna che siede accanto alla vita del suo uomo. Ho visto questi amori di donna, li ho percepiti nella moglie che accudisce la vita del suo sposo che lenta si allontana, quanta quotidianità in quei gesti, quanto silenzio in quell’amare. Ho visto l’amore di madre verso il figlio insensato e arrogante, la pazienza coperta di vergogna davanti a lui ammanettato. Ho visto i passi timidi di lei allungarsi sino a me per misurare nella mia mano un anello d’argento. Tutto questo è silenzio. Il silenzio che può spiegare e farsi scoprire se sai restare a comprenderlo. Il Natale è piccoli gesti. L’amore umile eppure immenso. E’ il donare oltre l’egoismo. Solo giorni al Natale avrò su questo monte il tempo per vederne la sua stella, la scia che renda quieto il mio amare.
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Post n°933 pubblicato il 18 Dicembre 2011 da pantarei_2005
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Post n°932 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da pantarei_2005
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Post n°931 pubblicato il 13 Dicembre 2011 da pantarei_2005
Hai chiuso il portone e il profumo del viale con la sera s’accompagna alle sensazioni. Sembrano aleggiare intorno come se aspettassero d’essere odorate. Si liberano nella loro danza davanti ai tuoi occhi e le parole d’un tempo si sussurrano nei ricordi con le voci di chi sta’ dietro la finestra, mentre ci passi accanto. La memoria conserva il timbro delle voci, la loro pacatezza e l’atmosfera serena intorno a un tavolo di gioco e d’un senso unitario di famiglia che sapeva del Natale. Il tempo d’un ragazzo che osservava alle stelle e fiatava alla luna, lo stesso tempo che ha tracciato le rughe nelle mani e nei volti velati dall’ombra dei vetri, chiaroscuro dei giorni che sanno di anni. Le memorie stanno ferme nei luoghi come mobilio che adorna la casa, e il vento soffia via la polvere in certe sere.
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Post n°930 pubblicato il 04 Dicembre 2011 da pantarei_2005
Respirami…quando non ho amore quando la cascata del tempo stordisce nel muto pensiero Baciami…a percepire il calore di labbra in un sussurro di noi Attendimi come un desiderio in cui rintracciare fiducia come il punto che definisce l’orizzonte Sentimi…come un pozzo profondo in cui saziarsi Toccami…sulle punta delle mani come ad unirle in preghiera a penetrare nell’animo il nostro cammino un ricamo cammeo di seta a consacrare la famiglia
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Post n°929 pubblicato il 30 Novembre 2011 da pantarei_2005
30 novembre e tanti anni lustrati dai giorni che limano i ricordi. Stasera avrei voglia di tornare su quel treno e arrivare a stringere le mani che non hanno potuto congiungersi. Non è possibile. Succede che il nostro sguardo non possa aspettare. Ma io sognai nella sera i suoi occhi ed un sorriso e tutto era il mio mondo. 30 Novembre 2011 l’ultimo appuntamento del destino e una mano ha voglia di tornare a stringere le mie quando tutto sembra perso. Ho saputo da sempre che bisogna credere in ciò che fai. Persino quando gli altri dubitano o deridono la forza che vuoi dimostrare. Così in ciò che lotti per dare prova che vuoi restare vivo, vero, nuovo. Io che ho dovuto vedere persone e desideri smarrirsi nel tempo, in una data significativa ritrovo chi vuole mostrarmi la sua fede, vestita di silenzio, consegnata al fare dell’amore, invisibile davanti agli occhi di chi non sa vedere. Ne ho cognizione, ho deluso, confuso, mancato, ho perso parte di qualcosa per capire l’amore. Ma forse così posso tornare a indossare all’anulare della mano, una fede.
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Post n°928 pubblicato il 28 Novembre 2011 da pantarei_2005
Al limite d’una nuvola come la vita all’orizzonte singolo sguardo verso la riga d’un sorriso il sogno del vivere nel cavo dell’animo e la forza in ciò che è il fare la mente s’interroga quando deposita il seme un senso di germoglio e il vento sbuffa la polvere del tempo come a coprire un sentiero stanno distanti gli occhi di chi genera come i desideri se non vi è da condividerli puoi socchiudere gli occhi e guardare il cielo
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il 10/02/2012 alle 21:35
Inviato da: pantarei_2005
il 09/02/2012 alle 22:24
Inviato da: pantarei_2005
il 09/02/2012 alle 22:23
Inviato da: pantarei_2005
il 08/02/2012 alle 22:41
Inviato da: pantarei_2005
il 08/02/2012 alle 22:27