Creato da pantarei_2005 il 22/08/2005

BACCHE DEL TEMPO...

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se vi fossero...

Post n°1039 pubblicato il 26 Novembre 2014 da pantarei_2005


Se vi fossero occhi da incontrare, così che il cammino avesse altri sguardi, saprei che nulla di più avrei da appagare. 

Sarà che il colore degli sguardi getta radici dentro il pozzo dei pensieri, e loro sovrastano la mente che riaccende il desiderio d’un incontro, d’un tempo fugace ed eterno.

Se vi fossero occhi da incontrare starei ad attendere la tua pupilla, e porterei indietro lo stesso tempo che ci ha resi distanti, perché saprei come riempirlo.

Se vi fossero... nell'attesa inconscia che non sa dare alcun appuntamento all'incontro o al ritorno, saprei che la mia stessa nostalgia ha scaldato tutti i tuoi giorni ed è così che siederei l’andare stanco che segue la stupida speranza.

 
 
 

per scrivere...

Post n°1038 pubblicato il 19 Novembre 2014 da pantarei_2005

scrivere

 

Cosa può essere il tempo sottratto alla vita per scrivere. Per emozionare come talvolta sento dire.
Io non lo so.

So che è uno spazio in cui mi isolo come un appestato che vorrebbe essere circondato dall’altro ma vi rifugge per non contagiarlo, si stacca dal mondo per amore.

Io mi sottraggo ad ogni cosa, ad ogni persona, persino all’amore che vuole la sua cura. E’ lo scomparire dalla vita eppure restarne la parte più viva.
La sola possibile, invisibile ma reale.

E’ quel vivere oltre la vita, che miha circondato nelle mie quattro mura, che mi ha reso prigioniero d’una realtà che giorno dopo giorno si è costruita e che avida chissà di cosa, vorrebbe spegnermi dentro la sua monotonia.

Già io non scrivo per voi, per esibirvi chissà quale speciale talento.
No, scrivo per me, per la sola persona a cui non importa, della più o meno provata bravura, e proprio per questo di sentirsi esclusivi .
Scrivo per me così che io viva.
E se sapeste come può essere  speciale l’isolato tempo dello scrivere, scrivereste anche voi.
Forse dominereste l’inquietudine che ci rende scontenti; che come fosse tutta lì la vita si lamenta del caldo, del freddo, della propria sorte e usa la parola per sparlare, e tutti si fanno giudici e tutto è giudicato.

No, lo scrivere per se stessi è un viale sconfinato, dove le parole rotolano solitarie, ma compagne d’un pensiero.
E si fanno allegre oppure tristi, o solamente esprimono o rievocano ciò che è andato o si vorrebbe avere.
Le parole si adagiano sul foglio, protagoniste del loro palcoscenico e se indossassero una maschera saprebbero essere l’ombra della gente,così strana a volte da non sapersi riconoscere nel riflesso d’un mattino.

Non vi è un momento definito o migliore allo scrivere.
Tutto nasce da solo e in un nulla il racconto rapisce: può essere il cuore della notte, il primo momento del giorno, o proprio quello in cui la fase del vivere è circondata da cose da fare.
Arriva. E tutto diventa secondario, non si ascolta più la vita e si affonda se stessi piegati ad un tavolo,sulle proprie gambe, così da essere più vicini col corpo, col torace, con il proprio battito che si fa sensazione.

Ti ascolti.
Senti come può pulsare l’interiorità d’una esistenza rivolta a se stessa, pur se vive i suoi affanni.
Senti come è speciale la vita, lo scandire delle lancette dei minuti che comunque volano via.
Il respiro è lieve,lo sguardo mirato al preciso istante si fa lontano come a perdersi in uno spazio, a precipitare in quel buco nero delle nostre meraviglie, che portano chissà dove.

Nulla è scontatose lo scrivere è veritiero.
Veritiero sino a palesare i cantucci di una nostalgia, seppure per far piacere un racconto dovresti saper nascondere e confondere il mesto rimuginare d’un pensiero dentro la sonorità d’una risata.
Tu lo sai che la gente vuol ridere, non gradisce il semplice sorriso della mente.
Esser veri è il rischio che le tue parole allontanino il desiderio di riconoscerle nel vuoto in cui ognuno vorrebbe smarrire le tristezze che s’accompagnano nel cammino del pensiero.


Se solo potessimo osservarci,stando fermi davanti al nostro corpo, che estasiato dal suo scrivere viaggia estraneo persino a se stesso, chissà quanto e come sapremmo liberare il nostro quotidiano da inutili e sprecate parole.

Ed è questo che io faccio per voi.
Lascio che il mio animo sprofondi per arrivare e costruirvi una pur minima sensazione, che vi catturi e vi dia il reale di me che mai riuscirei a porgervi.
Così fa l’attore o il pittore, ed ognuno che nell’arte affonda se stesso.
Lo fa nel rischio che sia vano o incompreso. Lo fa perché l’essersi isolato trovi il conforto di essere avvicinato.
E così lo scrivere come il manifestare si preoccupa di farsi conoscere e si espone all’altrui parere, piùche per essere apprezzato, per vivere la sua gioia.
Deserto del suo costruire in ciò che desta, così che la solitudine dell’arte  sia la folla dentro cui l’intimità vince ogni affanno.   

 
 
 

un sorriso...

Post n°1037 pubblicato il 18 Novembre 2014 da pantarei_2005

chissà cosa sia il tornare nei luoghi cari, fra la gente che il tempo avrà cambiato. Chissà cosa ti aspetti di ritrovare e chi sia rimasto li, in un ricordo ad attenderti.

barca

 
 
 

cammino sui Puntini...della vita

Post n°1036 pubblicato il 17 Maggio 2014 da pantarei_2005

 

Solo?! …

Aprirò gliocchi ad ogni mattino

la speranza che appariva sfinita,

solo…ad un’età,

nella forza d’un silenzio

 

la brama…

lo sciabordio del mare

il palpito…

la vita che ho avanti

il coraggio…

saper l’altro felice.

 

Solo, io che amo gente

e deluso

riscatto la fiducia

sprecato fra lo sguardo d’ognuno

solo…nelle parole

di passi

scritti tra la riva

ai piedi d’un fogliame

dai colori rinverditi

 

per non rincorrere

aquiloni portati via

da un vento,

e mi alzo

m’incammino

scorgo il sentiero.

cammino sui puntini della vita



 
 
 

vita...da lottare

Post n°1035 pubblicato il 09 Maggio 2014 da pantarei_2005





Non perdona la vita amico mio, un errore basta per sconvolgerla,per inclinare l’assetto che non saprai più ripristinare.
Chissà se è un destino o la strada che hai creduto di dover indirizzare.
Lei procede e sebbene illuda scivola su di te come ombra che pur scrollandolaattaccata, ritorna.
Tu non credi al destino, neanche considerandolo ti riesce accettarlo.
Così la tua lotta è dura, l’animo si dibatte in quell’angolo che spiega unasconfitta.  
E tu non riesci a comprendere cosa sia il sentimento d’una nuova disfatta, sela tua ostinazione sbarrata verso la nuova strada, o l’indifferenza della vitache arride beffarda.
Già potrebbe mai la vita uscirne sconfitta se ha stabilito un percorso?
Da solo, non si trasforma la vita.
Qualcuno può farcela potresti un giorno essere tu o un testardo come te, masarebbe il singolo, prescelto ad ingannare gli altri.  
Io non ti vedo sconfitto, forse è che lei, la vita, ti ha scelto per esserecombattuta perché ha bisogno talvolta di comprendere cosa sia corretto: segnareun destino o renderlo libero.

Il tuo sconforto amico mio è il coraggio che vorresti trovare per sfidarlaancora una volta.  

 
 
 

la vera tecnologia è l'uomo...

Post n°1034 pubblicato il 27 Aprile 2014 da pantarei_2005



Se mi riuscisse avvicinarmi al cielo forse scorgerei ciò che più non vedo.
Il silenzio non sarebbe un tempo andato via che più n
on so raccontare. 
Non sarebbe una speranza gettata in tutto ciò che ho creduto.

Il mondo cambia senza avere anima e il mio ideale è superato dal nulla.
 
E’ solo un’immagine che crea utopie di pensieri pronti a spegnersi

nel clic che li farà scomparire.

 Ho creato cosa…ho creato ma perché…se sono qui smarrito dentro un inutile pensiero. il cielo è sempre più distante quando le mani non sanno stringersi intorno.
Arrivarci con fede… forse, ma non sempre riesce ad illuminare il cammino.
Il cuore batte lento dentro le sensazioni sprecate 
Stanco di sentire le vuote parole della gente.
La mia guerra è inutile, nulla cambia in chi non vuol mutare.
E la propria verità crea distanze tutto vive meglio con l’ipocrisia e l’inganno.
Allora vorrei solo avvicinarmi al cielo, respirare l’immenso che sovrasta
poiché solo nella natura la mia coscienza placa l’animo deserto. 

 
 
 

ritrovarti...

Post n°1033 pubblicato il 11 Aprile 2014 da pantarei_2005

Vorrei  adagiarmi su un grembo di donna

respirare il fiato che perdona

quando nessuno più ha voglia di comprendere

e fra i prati di primavera fa nascere zizzania

Vorrei  placare la sete  d’un amore

sperduto fra isole vuote ad un richiamo

abbandonato al tempo d’una passione

graffiato nell'animo

come tronco d’albero

che inciso matura la memoria d’una parola.

 
 
 

...

Post n°1032 pubblicato il 09 Aprile 2014 da pantarei_2005

 la vita che sa sfiorarti così da rinchiudere i suoi sapori in un fondo per darti altri artigli. 

la vita

 
 
 

Attesa...

Post n°1031 pubblicato il 04 Aprile 2014 da pantarei_2005



Attesa


tu sei la luce

che infrange le regole

le mie mani

intrecciate alle tue

viaggio senza confine

cieco percorso

nel nostro cammino


io sono ciò

che

tu sarai…

nuvola, vento. passione

o solo

una smarrita realtà


vola

troppo forte questo tempo

per saperti trovare

tra i minuti

che giocano

con la mia utopia

 
 
 

...

Post n°1030 pubblicato il 30 Marzo 2014 da pantarei_2005


La vitaè l'immensità d'oceano

 
 
 

un cielo sopra la poesia

Post n°1029 pubblicato il 27 Marzo 2014 da pantarei_2005


l’azzurro dei pensieri

un cielo sopra la poesia

velo di mare sulla pelle

sino a inondare

gli angoli d’un mondo

 

le finestre del tempo

setacciano l’attesa

custodiscono l’animo

stringono

come la sera fasciata d’argento

il cofanetto di speranze

 

Lo sguardo verso l’orizzonte

chissà …

cosa manca alla partenza

un tragitto ed io

sul molo dell’esistenza

 

quanto senso…

avrebbe un abbraccio

calore stretto alla carne

                                  e niente                                       

                                                 sarebbe più appagante                                                                                                         

perché appare strana…

la solitudine dentro un mondo

 

l’avverti, ti segue

segna ogni tappa

poi è il coriandolo

d’ognuno

la festa d’un solo giorno

ed è lì

che serve l’abbraccio

d’un amore

 

frontiera di audacia

sogno d’un poeta

un bacio in cui

socchiudere lo sguardo.

 
 
 

nessuna valigia

Post n°1028 pubblicato il 26 Marzo 2014 da pantarei_2005



Perdersi …demoralizzarsi…abbandonarsi chissà se nasce dalla stanchezza che giorni assommano ad altri.
Se è l’inquietudine che vuole ribellarsi al monotono giro delle lancette.
Se è il non sapersi spiegare a chi crede che tanto domani poi passa.
Come se quel domani avesse nuove risposte o sorgesse in altri luoghi con altra vita.

Chissà se è il ruolo che sembra scelto per accompagnare il tempo di altri, che vedo riempirsi di rughe, di affanni, di sguardi tirati dallo sforzo dell’età, dagli sguardi che d’un tratto mi diventano assenti.

Se è il mio di tempo che vuole destarmi proprio per farmi riflettere su quel giro monotono delle lancette.
O rimproverarmi per non offrirgli la giusta attenzione d’un età che cresce.

Chissà cosa mi lascia confuso tanto da svuotarmi dal desiderio che nascosto sapevo prima o poi, farmi sedere accanto.

Sarà il senso che i doveri aggiungono alla nostra esistenza così tanti da sottrarre la gioia che puoi vedere negli occhi d’un bimbo.

Sarà che il mio scrivere potrebbe fermarsi assieme allo sguardo che ha curato le mie pagine, lasciando che le mie emozioni raccontate,arrivassero a sedersi per un premio raggiunto fra gli altri, poeti e scrittori.

Sarà la mia voglia di rispetto o che serve accanto a noi un filo lieve che ricama la traccia dell’esserci.

Sarà che non so chiedere nulla a quella parola cosi immensa scritta nel cielo, non so chiederle di non portar via più la gente che ha riempito di semi il mio giardino.  

Non so farlo poiché ho compreso che è questo il destino della vita. 

 
 
 

a chi sente la pioggia

Post n°1027 pubblicato il 24 Marzo 2014 da pantarei_2005


Sssttt…la pioggia ci sente,

bussa sui tetti di casa nostra,

s’immerge tra sottili crepe,

scivola nelle grondaie,

si riversa nei pensieri,

distanti, inesplorati,

ritmi di palpiti adagiati nella notte.

 

Camminerei dentro i suoi schizzi,

a tingermi di vita lavata,

pulirmi dei ricordi

che spezzano i sorrisi.

Starei nella pozza d’acqua,

a rinforzare radici,

nei videoclip dei bagliori

con odori di argilla e fango

i sorsi di soffitto del mondo

su noi

e la tua mano tesa

a sentire il brivido sullapelle

tra gocce di riflessi sulle foglie,

e sulla terra… tracce. 

 

 
 
 

le mie mani..

Post n°1026 pubblicato il 24 Marzo 2014 da pantarei_2005

i potenti


Sarà il disagio

a farmi consapevole

io non saprei sedermi vicino ai potenti

sarà il cammino che ci fa differenti

o una stretta di mano

da cui vorrei dissociarmi.

 

Lo so da tempo…

chi ha calzato l’umiltà dei giorni

scalza i troni che fanno potenti le genti.

 

Sarà il disagio

a farvi consapevoli

voi non sapreste sedervi vicino ai potenti

sarà il cammino che vi fa differenti

o una stretta di mano

da cui vorreste dissociarvi.

 

Lo sapete da tempo…

Chi ha calzato l’umiltà dei giorni

scalza i troni

che fanno potenti le genti.

 

In prima persona o in terza persona…in ogni caso è certo io non so sedermi vicino ai potenti…le mie mani non sanno stringerli.

 

 

 
 
 

La Forza...

Post n°1025 pubblicato il 18 Marzo 2014 da pantarei_2005



Ho paura ad avvicinarmi a te, così sfrontatamente osteggio il tuo parlare al cuore e rinnegando persino me, non mi perdo.

Se mi avvicinassi cadrei ai tuoi piedi, e dovrei chinare il capo e non potrei più andare.

Io ho paura di quel che Tu mi fai sentire dentro, e non ascolto.

E nei giorni di festa mi lascio in disparte come a non accorgermi che Tu ci sia.

Io lo so…per vivere questa mia vita ho bisogno dell’amore.

Io che lo costruisco in ogni giorno, poi non me lo trovo.

E le persone che dovrebbero restarmi accanto, Tu, le porti via.

E del mio amore fai che ne cancelli ogni traccia.

Come se non trovandolo io non potrei che avere il Tuo.

Ho paura, che mi possa accadere.

Non ho timore per ogni cosa che lascerei.

Io so che Tu puoi dare comunque gioia, ma questo sacrificio è troppo duro da comprendere, con questo cuore che ho ora.

La forza di capire, è la sola cosa che chiedo.

Nei sentieri che ho trovato sono arrivato sempre a raggiungere il mio percorso, a volte lacerato, ma vera parte di me.

Mi hai sfiorato da giovane e solo la rabbia mi ha tenuto lontano da te.

Ora torni nel silenzio dei miei giorni e soffi l’alito che non ha bisogno di parole.

Parli a lei e dalle sue labbra mi porti parole di un consiglio.

Ed io ne ho paura.

Così lacero la mia dignità, sfido il Tuo disprezzo perché io abbia quell'amore che cerca un uomo, e non la forza di poter amare il mondo nella Tua parola.  

 
 
 

Inquietudine...

Post n°1024 pubblicato il 14 Marzo 2014 da pantarei_2005



Se è un vento che non segue la rotta,

un soffio

a rompere le regole da tempo scritte

Se non sa colorare più alcuna parete

del tuo miraggio

 

Uomo inquieto

al destino che sciupa la vita

nei suoi occhi ha serrato il brivido

che scrolla il quotidiano

 

 

La tua memoria lo tiene stretto

a catene invisibili

a togliergli la forza d’un volo d’aquila

che dentro gli resta

ma sappi

che un vento imprigionato

non avrà animo

per lacerare le nuvole

alla tua sorte



 
 
 

ali...

Post n°1023 pubblicato il 13 Marzo 2014 da pantarei_2005

volo

 Lungo un viale che guardava verso il mare, lasciavo chefarfalle variopinte seguissero, danzassero fra i miei passi, avrei volutofermarle per carezzare le loro lievi ali, ma loro simboleggiavano il miopensiero di libertà, non erano raggiungibili.

Da tempo non mi capita di tornare ad inseguirle, da troppotempo…ma in un pomeriggio, poggiata sul tavolo dove mi fermo a scrivere hotrovato ali colorate come in una attesa.

Mi avvicinai piano, lentamente allungai le dita, sembrava cheavrei quasi potuto sfiorarla, sapevo sarebbe volata via…ma le sue ali non sialzarono da lì.  

L’ho conservata…ed ora che ne osservo le ali, penso al miovolo… 

 
 
 

raggi di noi...

Post n°1022 pubblicato il 09 Marzo 2014 da pantarei_2005

raggio

 

 

 ...ogni goccia ne ha lavato l'odore,

la polvere che si adagia su ciò che non vive,

così che un raggio di sole nel levigare la pietra

ne liberi la sua luce che bacia l'orizzonte...

 
 
 

tra sguardi...il presente

Post n°1021 pubblicato il 27 Febbraio 2014 da pantarei_2005


I tuoi occhi ruotano attorno a me, distratto fra le cose che stringo.

Un tempo promisi di saperli amare e mi credesti e nei miei occhi leggevi la vita.

Ora non so guardarti, ora so deluderti ogni volta che vorresti un gesto che sappia di carezza.

Io so che basterebbe il tocco delle mie labbra per ridarti il pensiero di ciò che è amore, il brivido intimo d’un piacere che per pudore non hai saputo confessare.

Io lo so…e mi trattengo oltre lo sguardo ed è farsi estranei fra le anime che si dividono.

Le mie gioie stanno fra i ricordi, gocce di amori che come un profumo hanno vissuto l’odore del loro tempo.

Dovrei tornare fra i ricordi per parlarne, per ritrovare l’essenza d’ogni parte di me.

Ma non so farlo, non credo che vivere sia ancorarsi al passato.

Ho bisogno di andare incontro ad ogni momento, e lontano dalla nostalgia immergermi nel presente che ho dentro. 

 
 
 

l'attesa...

Post n°1020 pubblicato il 16 Febbraio 2014 da pantarei_2005

attendere…in qualunque attesa v’è una infinità di pensieri che stanno in fila a quel tempo che sembra nullo.

E’ così in una fila, in un ambulatorio, su un treno, in quel ticchettio di attesa dove ognuno sembra chiuso nel silenzio, solo con le sue riflessioni.

Lo sguardo si muove muto su ogni oggetto che passerebbe inosservato se vi fosse un’apertura al dialogo.

In quel silenzio le persone appaiono talvolta distanti, leapparenze di ognuno sembrano il critico momento d’un giudizio che non ha un confronto.

Il filo che smuove le esistenze è staccato niente intaccherà il nostro pensiero o l’umore.

Ma l’attesa è un vuoto che sa spezzarsi al primo sospiro, a un colpo di tosse, in uno sguardo di bimbo che si muove a cercare il chiasso del mondo, al fiato del primo che rompe l’attesa.  

Sono le parole di chi vuole spezzare un silenzio come a lasciare una testimonianza.

Ed è lui che riesce a imbastire un discorso e decidere talvolta come e su cosa incanalare le riflessioni dei presenti vogliosi o meno nel parteciparvi.

L’attesa crea il silenzio del disagio, crea l’impaccio capace a svuotarsi dentro le parole.

L’attesa dentro di noi è più di questo, sembra un deserto dove non si trova l’energia che disseta e l’arsura rende debole il ragionare,sbriciola la speranza legata al miraggio che inganna.

L’attesa non è il sorriso di occhi che sciolgono l’impaccio,né il senso d’una parola che smuove il dialogo.

Non è il volo di braccia allargate verso la speranza d’unincontro, l’affrettarsi o il rincorrere l’appuntamento d’un angolo di vita.

Non è.

Sa di spalle girate alla strada d’un appuntamento, del vuoto d’un non trovarsi mentre ognuno procede sul marciapiede, un isolato più in là.

E l’attesa non è il riso che rompe gli indugi, il brillio di sguardi o mani che s’intrigano in altre, il calore del tempo che incendia il bosco del cuore, la corsa verso la solitudine dell’altro.

L’attesa è lo spazio creato al tutto che si compie.

La porta lenta che nel chiudersi scricchiola il senso d’una attesa. E in quel chiudersi nel nostro sguardo vive la speranza perché non si svuoti alcuna attesa.    

 
 
 
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