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Post n°30 pubblicato il 29 Settembre 2006 da Filottete3

Secondo alcune stime, sarebbero stati uccisi oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d'armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano, al contrario del CHE, democratici e non violenti. In un -campo di concentramento- sulla penisola di GUANAHA, dove trovano la morte oltre 50.000 persone colpevoli soltanto di non condividere i suoi ideali di PACE E FRATELLANZA!!
Ma non sarà il solo campo, altri ne sorgono come a Santiago di Las Vegas dove c'è il campo Arco Iris, nel sud'est dell'isola sorge il campo Nueva Vida, nella zona di Palos si istituisce il campo Capitolo, quest'ultimo è un campo speciale per bambini sotto i 10 anni!
Se una persona si è resa colpevole di reato a sfondo politico viene arrestata insieme a tutta la famiglia.
La maggior parte degli internati viene lasciata con indosso le sole mutande, le celle non sono mai pulite, si lasciano a marcire per anni nei propri escrementi in attesa di fucilazione o torture indicibili. Elogia l'odio per le proprietà e per lo -sporco- denaro ma sceglie di abitare in una grande e lussuosa casa colonica in un quartiere residenziale a l'AVANA. Impone la povertà forzata alla popolazione mentre lui vive nel lusso più abominevole in cui si possa trovare un COMUNISTA.

Click. Fine del documentario. Mi sveglio.

Erano i primi anni Sessanta, il Che era ministro dell'Industria di Castro e governatore del Banco Nacional di Cuba. Decise di far sorgere a due passi dalla spiaggia di VAradero, a Matanzas, una fabbrica di fertilizzanti. A installare l'impianto fu chiamata una ditta italiana: il suo rappresentante era un imprenditore milanese, Stefano Campitelli, che diventò amico e consulente di Guevara e gli procurava le erbe per curare l'asma e il parmigiano, di cui il Che era ghiotto. Tra la ditta italiana e il Che si intromette però un gruppo di comunisti italiani, che si occupa di garantire il governo castrista dai capitalisti italiani e di fornire tecnici affidabili per compiere l'impresa. Questa società pretende che le sia pagata una doppia mediazione pari al 10% dal governo di Fidel Castro e dall'azienda italiana. Il Che, ingenuamente, firma cambiali e le paga prima che i lavori siano finiti. Ma dopo aver incassato i dollari, la società italiana lascia incompiuta l'impresa e sparisce. Guevara manda allora un suo vice in Italia che va a bussare a varie porte, compresa la sede del Pci alle Botteghe Oscure. Ma non riesce a riavere né i soldi né il completamento dei lavori, che vengono affidati ad un'impresa statale della Germania est. E così il mitico Che e Fidel CAstro furono truffati per un milione di dollari da un gruppo di compagni italiani che magari in casa hanno ancora il poster con la faccia del guerrigliero o la maglietta regalata alla figlia per il compleanno. La cosa migliore che possa accadere ad un rivoluzionario è morire giovane, in battaglia, prima che la sua rivoluzione si realizzi, per restare caro agli uomini e agli dei. Da vinti si riesce meglio in fotografia per i posteri. E da morti diventano divertenti persino i Festival dell'Unità e di Liberazione.

Ecco, questa è una storia vera.

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