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Guida al counseling transpersonale : una sintesi dei problemi di vita superabili con la creatività umana

 

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Lavoro creativo e produttivo.

Post n°175 pubblicato il 24 Aprile 2017 da relavita
 
Foto di relavita

Nella società odierna il lavoro produttivo spesso prevarica e/o prevale sui bisogni della persona di esprimersi in modo creativo. Il lavoro produttivo svolto normalmente dalle persone utilizza spazi e tempi incompatibili con l'attività creatrice interiore dell'individuo. Nel lavoro produttivo si tende infatti a ridurre i tempi e spazi necessari per svolgere azioni ed attività oppure realizzare prodotti e servizi allo scopo di incrementare i guadagni e diminuire i costi. L'attività creatrice interiore della persona utile alla successiva realizzazione materiale e/o intellettuale di un'opera oppure al cambiamento dello stile di vita richiede invece tempi e spazi più lunghi ed è indipendente dai guadagni e costi pretesi o supposti dalle organizzazioni, istituzioni o famiglie di oggi. Questa attività creatrice è inoltre più complessa perchè la persona utilizza prevalentemente le funzioni interiori e superiori dell'immaginazione, intuizione ed emozione per dare una forma iniziale alle proprie idee e solo successivamente cerca di integrarle con la realtà materiale, il vissuto, gli istinti, le pulsioni ed i pensieri razionali. Il lavoro interiore creativo della persona richiede perciò anche un periodo di elaborazione più lungo rispetto ad una normale attività produttiva di tipo ripetitivo. L'attività interiore creatrice della persona ha bisogno inoltre di essere manifestata nella realtà del mondo per un certo tempo al fine di verificare i miglioramenti e risultati ottenuti nella vita dei cittadini. Il lavoro produttivo è invece un'attività ripetitiva necessaria alla sopravvivenza di cui si conoscono generalmente i risultati. Nella società odierna appare necessario incrementare il lavoro creativo delle persone per ottenere gradualmente una riduzione delle attività produttive finalizzate esclusivamente alla sopravvivenza e realizzazione di beni e servizi omologati e conformi. Il lavoro creativo può infatti contribuire alla riduzione dell'eccesso di potere delle organizzazioni, scuole e famiglie nonchè incrementare le capacità delle persone di manifestare benevolenza ed affrontare e superare i problemi sul lavoro, nelle relazioni sociali ed affettive, nella comunità o nell'ambito istituzionale. Il lavoro esclusivamente produttivo così diffuso nella scuola, nelle organizzazioni e famiglie tende invece a generare diseguaglianze, infelicità, conflitti interpersonali e sociali, lesioni dei diritti umani ed impoverimento culturale nonchè danni alla salute, all'esistenza ed alle relazioni dei cittadini.

 
 
 

Dicerie e paura dell'ignoto.

Post n°174 pubblicato il 20 Marzo 2017 da relavita
 
Foto di relavita

Nella comunicazione interpersonale oppure tramite i mass o social media le dicerie sono spesso la rappresentazione di una paura dell'ignoto generalmente diffusa tra i cittadini. La diceria od il parlare di fatti, eventi e persone senza averne una reale conoscenza espone l'individuo al rischio di formarsi opinioni, preconcetti e pregiudizi che limitano lo stile di vita e l'atteggiamento relazionale e possono causare diversi blocchi evolutivi. La persona abituata a comunicare diverse dicerie nei rapporti interpersonali, sociali e di lavoro tenderà ad allontanarsi da sè, dalla riflessione sul proprio mondo interiore e sulla vita reale perchè è incapace di procedere nell'ignoto. La paura dell'ignoto viene alimentata dagli istinti e dal bisogno primario della persona di conformarsi all'atteggiamento più diffuso nella comunità in cui vive anche per scongiurare il rischio dell'isolamento sociale e relazionale. Le dicerie rappresentano anche il tentativo della persona di trovare risposte facili, rassicuranti, razionali oppure condivisibili nella comunità. La persona che utilizza le dicerie nella comunicazione spesso si sente priva di riferimenti interiori utili per affrontare la paura dell'ignoto. La cultura sociale e familiare spesso contribuiscono ad alimentare la paura dell'ignoto nelle persone perchè sono basate su tradizioni e consuetudini che permangono nel tempo senza rinnovarsi ed evolvere. Le dicerie sono anche il segnale del disagio individuale conseguente all'ignoranza di sè e della realtà in cui si vive. Le persone spesso hanno paura di conoscere realmente sè stesse e la realtà perchè dovrebbero probabilmente rinunciare agli agi derivati dal pressappochismo così diffuso tra i cittadini e stimolato sovente anche dall'istruzione scolastica ricca di nozionismo. L'educazione e l'istruzione diffuse nella società odierna scoraggiano la ricerca delle persone in ambiti diversi dalla razionalità e pertanto tra i cittadini viene incrementata la paura dell'ignoto. Le persone possono così rimanere ancorate ad idee e pensieri che riducono e semplificano i fatti e le cause che generano un evento nella vita sociale e pertanto tendono a diventare pressappochisti. La diceria maschera spesso una carenza di sapienza ed intuizione della persona, l'inquietudine della mente e le emozioni bloccate dalla razionalità.

 
 
 

Volontà del cliente nel counseling transpersonale.

Post n°173 pubblicato il 20 Febbraio 2017 da relavita
 
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Negli incontri di counseling transpersonale la volontà del cliente sano diventa necessaria per mantenere una giusta disidentificazione dai bisogni primari legati alla sopravvivenza. Il counseling transpersonale aiuta il cliente a partire per il viaggio interiore nel mondo creativo, intuitivo e spirituale in cui può portare simbolicamente le "provviste" strettamente necessarie alla propria sopravvivenza. La volontà personale del cliente abituato a soddisfare solo i bisogni materiali, sessuali, mentali, di auto-affermazione o appartenenza a gruppi sociali e familiari può opporsi al viaggio dell'essere umano nel mondo interiore transpersonale e spirituale. Negli incontri di counseling il cliente ha bisogno di sviluppare gradualmente la capacità di fare alcuni sacrifici per riuscire ad ampliare la volontà transpersonale ed esprimere i talenti e le qualità connesse al proprio temperamento. Il cliente restio a sacrificare qualche bisogno primario è anche incapace di evolvere e diventare saggio, sapiente e libero di creare ed amare. La volontà può ampliarsi nell'area transpersonale se il cliente resiste alle pressioni che riceve dalle persone ed organizzazioni patologiche e dai sistemi di potere che deviano il percorso evolutivo sano dei cittadini. La volontà transpersonale può svilupparsi se il cliente resiste ai tentativi della famiglia, degli amici o della scuola di deviarlo dall'intento di salire interiormente per diventare creativo ed umano nella vita quotidiana. Nell'incontro di counseling transpersonale il cliente idoneo è perciò libero dai condizionamenti ambientali che possono impedirgli di esprimere la propria natura transpersonale e spirituale. La volontà transpersonale è complementare a quella personale che aiuta il cliente a sopravvivere. Questa volontà transpersonale sostiene il cliente nello sviluppo di uno stile di vita originale, creativo, sano ed umano. Il cliente può così imparare gradualmente a sopravvivere utilizzando la personalità costruita con il proprio vissuto ed a vivere tramite la relazione sviluppata con il transpersonale e spirituale di cui è consapevole. La volontà personale del cliente integrata dal transpersonale diventa capace di superare diversi blocchi evolutivi generati dalla cultura e mentalità diffuse nella società odierna. La volontà personale del cittadino spesso è inadeguata ed insufficiente per superare i numerosi problemi diffusi nei luoghi di lavoro, in famiglia, nei gruppi sociali e nei rapporti interpersonali.

 
 
 

La società degli individui con carattere-surrogato.

Post n°172 pubblicato il 25 Gennaio 2017 da relavita
 
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Nella società odierna la personalità degli individui può diventare un mero surrogato del vero carattere personale sviluppabile tramite il temperamento innato. Il modello di personalità surrogato di un vero carattere è costituito da comportamenti ed atteggiamenti individuali che rimangono racchiusi in regole e norme rigide stabilite dalla comunità o da istituzioni. La personalità surrogato di un carattere verace resta così in una sorta di prigionia creata dagli istinti primari della persona. La società tende ad alimentare gli istinti ed il materialismo a discapito di un vero sviluppo del carattere personale in sintonia con il temperamento innato e con i talenti e le qualità che nè contraddistinguono la sana espressione nel mondo. La società tende quindi a privilegiare i bisogni primari ed a sacrificare le doti innate delle persone. La personalità surrogato alimenta costantemente la paura individuale e collettiva di trasgredire i comportamenti ed atteggiamenti accettati nell'ambiente sociale, familiare e lavorativo. La paura di trasgredire le regole impedisce alle persone di evolvere nella sfera creativa e della libertà di essere il meglio di sè stesse. La personalità surrogato di un vero carattere alimenta anche la paura della solitudine o di rimanere indifesi nell'ambiente sociale, familiare e relazionale. Questa paura impedisce alle persone di ricercare in sè stesse le caratteristiche del proprio temperamento ed i desideri evoluti che contribuiscono a relazionarsi con il mondo in modo sano ed autentico. La personalità surrogato di un carattere genuino diventa facilmente condizionabile nell'ambito organizzativo-professionale oppure socio-relazionale perchè restano sepolte le risorse interiori del mondo transpersonale e spirituale. Le persone spesso ignorano le doti del proprio mondo interiore transpersonale e spirituale e quindi orientano la vita in funzione delle mode e dei miti diffusi nella società. Le persone spesso tendono ad inseguire il possesso di denaro e potere ed a cercare l'omologazione alle consuetudini diffuse nella comunità. Questi cittadini adottano un atteggiamento che soddisfa soprattutto le brame delle lobby, di istituzioni ed aziende pubbliche e private oppure dei gruppi sociali e delle famiglie collegati ai sistemi di potere presenti nella società.

 
 
 

Libro-Guida al counseling transpersonale-sinossi

Post n°171 pubblicato il 30 Dicembre 2016 da relavita
 
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Il libro-guida al counseling transpersonale - autore Luca Pittioni - è stato scritto per facilitare la conoscenza e comprensione dei compiti del counseling transpersonale e delle attività tipiche svolte dal professionista negli incontri con il cliente (singole,coppie,gruppi,aziende). Nella società odierna la maggioranza dei cittadini ed anche degli esperti in psicologia, psicoanalisi e psicoterapia ignorano l'attività del professionista in counseling transpersonale e soprattutto l'utilità di questa professione per agevolare lo sviluppo creativo ed umano delle persone e di organizzazioni pubbliche e private. Il libro è composto di quattro capitoli e 158 pagine nel formato 11x18 cm.. Nel primo capitolo del libro ho indicato i metodi principali utilizzati nel counseling transpersonale per favorire l'evoluzione o salita interiore del cliente e soprattutto per attivare le qualità più creative ed umane da manifestare nel mondo esterno. Nel primo capitolo ho definito anche un profilo dell'opera svolta dal professionista in counseling transpersonale affinchè si possa distinguere dalle attività tipiche dello psicologo, psicoanalista e psicoterapeuta. Nel primo capitolo vengono descritte anche le aree del mondo interiore transpersonale che è necessario attivare per sviluppare le potenzialità latenti della persona e tutelare il progetto di vita innovativo. Il centro spirituale interiore dell'essere umano è un altro aspetto che è descritto nel primo capitolo del libro. La spiritualità aiuta l'avvio di nuovi percorsi professionali, relazionali, sociali e di vita per le persone normalmente sane ed equilibrate. Nel secondo capitolo ho sintetizzato i principali problemi di vita generati alle persone dalle organizzazioni pubbliche e private. I problemi di vita menzionati nel libro causano blocchi nell'evoluzione naturale delle persone sul posto di lavoro e nelle attività pubbliche e private. La classe dirigente, l'organizzazione del lavoro, i sistemi di potere e la selezione e formazione del personale sono spesso le cause principali di blocco evolutivo delle persone. Nel terzo capitolo descrivo i problemi di vita generati dall'economia e dalle comunità. La cultura sociale ed economica può infatti inibire le capacità dei cittadini di distinguere e riconoscere gli atteggiamenti equilibrati da mantenere nella vita pubblica e nel rapporto con persone di diversa cultura ed etnia. Il blocco evolutivo dei cittadini è favorito anche dalle istituzioni quando ignorano le potenzialità latenti in una comunità o nel territorio. Le aziende invece possono bloccare l'evoluzione delle persone se mantengono l'adattamento alla cultura sociale perchè i metodi di lavoro rimangono inalterati nel tempo e cambia soltanto la forma dei prodotti offerti alla clientela. Nel quarto capitolo descrivo i blocchi evolutivi generati dall'ambiente familiare, dalla scuola, dall'educazione ricevuta dai genitori, dalle relazioni di amicizia e di coppia. La scuola primaria e secondaria e l'università spesso contribuiscono a determinare i blocchi evolutivi nell'ambito professionale-creativo e nelle relazioni di affetto-amore. Nel quarto capitolo indico il patrimonio familiare tra le cause dei problemi di tipo relazionale-affettivo. Il patrimonio spesso trasforma le persone e le rende avare e possessive. Nel libro sono sintetizzati oltre 70 problemi di vita causati dalla carenza di creatività ed umanità nella società odierna. Le informazioni per prenotare e successivamente acquistare il libro auto-pubblicato da Luca Pittioni sono disponibili sulla pagina facebook raggiungibile con il pulsante posizionato in alto su questo blog.

 
 
 
 
 

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Un blog di: relavita
Data di creazione: 01/04/2012
 

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