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Tradimento e relazione con il transpersonale

Post n°195 pubblicato il 18 Novembre 2019 da relavita
 
Foto di relavita

Il tradimento riconosciuto nella società odierna è spesso di tipo sessuale e quindi privo di una relazione diretta con la sfera transpersonale dell'essere umano. Il transpersonale dell'individuo è asessuale e pertanto al di fuori dell'area personale in cui vengono individuate dalla società le violazioni delle regole morali o dei dogmi religiosi. La società odierna tende ad equiparare il tradimento o le infedeltà nelle relazioni od in ambito professionale con i cambiamenti evolutivi generati dal transpersonale. Questi cambiamenti interiori della persona possono essere vissuti come tradimenti o violazioni delle regole dalle menti e personalità impreparate o limitate. L'essere umano in relazione genuina con il proprio transpersonale solitamente preferisce cambiare le relazioni professionali, sociali e familiari in cui è considerato un traditore delle regole. Questo cambiamento relazionale avviene spesso a causa dell'intolleranza, delle vessazioni o persecuzioni compiute da vari soggetti delle istituzioni, organizzazioni o comunità con una mentalità gretta, patologica od incapace di accettare la creatività umana. La persona in relazione con il proprio transpersonale può essere utile negli ambienti in cui vi sia una reale volontà di gruppo ad evolvere. Le istituzioni o le organizzazioni odierne spesso preferiscono mantenere un comportamento consolidato e collaudato nel tempo anche se parzialmente patologico e dannoso per i dipendenti o cittadini. Il tradimento di determinate regole di vita, lavoro o relazionali è invece necessario per l'evoluzione dell'essere umano e per evitare di rinchiuderlo nel tecnicismo e dogmatismo o nello scientismo. Il tradimento operato dal transpersonale dell'individuo è da considerarsi una forma pacifica di rinnovamento o rigenerazione della mentalità individuale, sociale, organizzativa, istituzionale e familiare. La relazione con il transpersonale determina una forma di arricchimento creativo ed umano dei rapporti interpersonali sul lavoro, in ambito sociale e familiare. La persona in relazione con il proprio transpersonale mantiene il distacco o la giusta distanza dai rapporti interpersonali refrattari al tradimento delle regole.

 
 
 

Liberazione nel cambio di professione evolutivo

Post n°194 pubblicato il 16 Settembre 2019 da relavita
 
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Il cambio di professione evolutivo, nella società d'oggi, solitamente è considerato un tabù anziché un veicolo di liberazione delle energie creative ed umane. La mentalità diffusa tra i cittadini che impedisce l'evoluzione professionale deriva spesso dalla cultura di una comunità, dalle scuole ed università. La stratificazione dei modelli di pensiero diffusi negli ambienti scolastici e sociali può bloccare in ogni persona la possibilità di variare la professione in senso evolutivo. Le persone solitamente possono variare il proprio percorso professionale solo se presentano nuovi titoli di studio alle organizzazioni pubbliche e private in cui lavorano. Le organizzazioni sono generalmente prive di un ufficio del personale idoneo a valutare e proporre un cambio di professione in senso evolutivo ai propri dipendenti. L'ufficio del personale o delle risorse umane è spesso orientato a scegliere i candidati per i posti di lavoro necessari in un dato momento all'organizzazione; solitamente nessuno valuta la compatibilità tra la personalità, le inclinazioni ed aspirazioni del dipendente ed il nuovo ruolo professionale. Il cambio di professione in senso evolutivo diventa quindi un miraggio che produce frustrazione ed un calo delle performance del dipendente. I dirigenti possono lasciare il collaboratore frustrato per anni e creargli stanchezza psicofisica ed altri sintomi di distacco e disinteresse dall'attività lavorativa. Il cambio di professione evolutivo può diventare necessario per i lavoratori disposti interiormente alla crescita e pertanto le organizzazioni che ignorano questa realtà possono trovarsi con diversi dipendenti demotivati per anni. I dipendenti più coraggiosi ed evoluti spesso decidono di dimettersi per iniziare un lavoro autonomo o un'attività imprenditoriale e superare le frustrazioni e la demotivazione create dall'organizzazione pubblica o privata. Le organizzazioni sono solitamente inconsapevoli delle potenzialità interiori dei dipendenti che potrebbero essere utilizzate in ruoli professionali adatti anche per migliorare la qualità del lavoro. Le organizzazioni che ottusamente escludono i piani di evoluzione per il proprio personale spesso sopportano successivamente molteplici danni patrimoniali, relazionali e professionali.

 
 
 

Lentezza e velocità nella professione

Post n°193 pubblicato il 10 Luglio 2019 da relavita
 
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Nelle organizzazioni pubbliche e private il personale opera spesso con eccessiva lentezza o velocità nella propria professione. Questi comportamenti contrapposti del personale possono alternarsi ed originare un metodo di lavoro che esclude determinati aspetti della realtà e quindi falsifica i dati od i risultati dell'attività professionale. Un'attività lavorativa svolta con eccessiva velocità determina una soppressione della realtà ritenuta superflua ed improduttiva ed impedisce al personale di valutare diversi problemi e superarli perché il tempo impiegato nella prestazione è ritenuto più importante della qualità. Il lavoro diventa quindi approssimativo e spesso genera una serie di errori che dovranno esserre corretti successivamente impiegando maggiori risorse rispetto a quelle risparmiate accelerando le attività del personale. La lentezza eccessiva sul lavoro spesso genera nel personale una tendenza a curare troppo i dettagli o la forma anziché la sostanza dell'attività professionale. La lentezza sul lavoro determina una perdita della visione d'insieme dei problemi ed impedisce di superarli perché la persona ha perso troppo tempo nella cura dei dettagli ed ha compromesso la qualità del proprio operato. Il lavoro svolto con lentezza è perciò gravato da inutili orpelli e dal comportamento ossessivo del personale. Nelle organizzazioni pubbliche e private il lavoro svolto dal personale può quindi oscillare tra l'approssimazione ed il dettaglio eccessivi e pertanto viene a mancare una capacità di sintesi evoluta tra questi due comportamenti contrapposti. La sintesi transpersonale tra la velocità e la lentezza è la capacità acquisita del dipendente di integrare nella professione i cambiamenti al proprio comportamento organizzativo e la rigenerazione delle conoscenze sulla professione e la realtà lavorativa. Questa tipologia di sintesi tra velocità e lentezza nasce nell'interiorità del dipendente e può esprimersi nella tendenza a stimolare il rinnovamento dell'organizzazione e dell'atteggiamento relazionale. Il lavoratore in grado di compiere ad un livello minimo questa sintesi transpersonale agisce con benevolenza senza cedere ad una cieca sottomissione alle regole dell'organizzazione ed ai superiori.

 
 
 

Indifferenza e salute transpersonale

Post n°192 pubblicato il 13 Maggio 2019 da relavita
 
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La società odierna è caratterizzata anche da un certo grado di indifferenza verso i problemi umani e la salute transpersonale dei cittadini. I sistemi economici, le strutture di potere, le istituzioni o le aziende tendono ad adottare un comportamento iper-razionale che può favorire lo sviluppo di varie forme di nichilismo ed indifferenza nella società. L'indifferenza è anche il comportamento od atteggiamento delle persone isolate dal proprio transpersonale e perciò incuranti del destino o delle condizioni di vita della comunità. Le persone indifferenti utilizzano spesso degli alibi per sfuggire all'impegno richiesto per prendersi cura di un familiare, dell'amico sofferente od ostacolato sul lavoro ed in famiglia oppure dello studente deriso in ambito scolastico. I gruppo di lavoro in azienda spesso orientati all'indifferenza dai dirigenti ignorano il/la collega che subisce atti vessatori e gli errori di gestione dell'organizzazione che generano dei licenziamenti dopo alcuni anni. La famiglia indifferente lascia che i figli subiscano un orientamento scolastico dagli insegnanti o lavorativo dai dirigenti spesso inadatto alle loro inclinazioni. Questi figli rischiano di operare con incuria nella professione e produrre mediocrità nella comunità. La scuola indifferente valuta soltanto il grado di apprendimento delle materie scolastiche senza definire l'attitudine dello studente a svolgere determinate professioni o facoltà universitarie. L'istituzione indifferente dimentica anche di favorire l'evoluzione dell'educazione e della personalità di un cittadino nelle scuole, nei percorsi universitari e di formazione o negli ambienti di lavoro. L'azienda indifferente considera i dipendenti oggetti da plasmare secondo le proprie necessità senza considerarne le peculiarità. Il sindacato indifferente considera i lavoratori tutti uguali indipendentemente dalla personalità e pertanto contribuisce a comprimere la cultura e le potenzialità di un lavoratore. La salute transpersonale di un cittadino e quindi lo sviluppo creativo ed umano vengono perciò esclusi anche dall'indifferenza presente nella società. Le qualità o virtù interiori di un essere umano sono considerate spesso inutili optional negli ambienti di lavoro, in ambito sociale, familiare, scolastico ed istituzionale. La salute transpersonale viene allora compensata dalle sofferenze patologiche spesso rappresentate dalle persone che eccedono con il materialismo, la ricerca del potere ed il piacere privo di affetto. Nella società indifferente e carente di qualità o del transpersonale aumentano gli abusi di potere, i maltrattamenti psicologici e le costrizioni subite dai cittadini e diminuiscono per ogni persona le chance di essere più liberi, creativi, umani ed amanti della benevolenza. La società indifferente produce mediocrità in abbondanza e cittadini schiavi di qualche forma di potere temporaneo ma di successo. La società indifferente è carente dei valori utili e necessari ai cittadini per compiere un percorso di vita sano, creativo e ricco di senso.

 
 
 

Intelligenza creativa e persone ingannevoli

Post n°191 pubblicato il 11 Marzo 2019 da relavita
 
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Nella società possiamo trovare diverse persone ingannevoli prive di intelligenza creativa che danneggiano le relazioni nell'ambiente di lavoro, in famiglia e nell'ambito sociale. Queste persone spesso sono difficili da individuare per il cittadino e gli esperti di psicologia e psichiatria. Le persone con determinati profili di comportamento ed atteggiamento ed in posizioni di potere nelle organizzazioni, in qualche istituzione o nelle comunità possono mascherare il loro agire ingannevole con la presunta efficienza, produttività ed efficacia del proprio operato. Le frasi ingannevoli pronunciate da queste persone possono contenere parole come volontà di fare o lavorare, rispettare le regole, dovere morale, buonsenso, numeri, crescita economica ecc. Il cittadino solitamente è bloccato a livello transpersonale e spirituale e pertanto gli risulta inaccessibile l'intelligenza creativa utile per smascherare gli inganni compiuti dalle strutture di potere. Il cittadino viene così allontanato progressivamente dalla propria natura più sacra attraverso frasi ingannevoli solitamente senza esserne consapevole. Le strutture di potere spesso cercano di dissuadere il cittadino che vorrebbe migliorare la qualità della propria vita anche attraverso le parole che sviluppano determinate paure. Il cittadino attento può notare proprio dalle parole e frasi diffuse da diverse persone in ambito sociale, familiare ed organizzativo che la creatività umana è ancora oggi considerata una forma di follia, di schizofrenia oppure un tentativo di uscire dal "seminato" o dalle regole. I sistemi di potere più astuti utilizzano molte frasi ed atti per cercare di ingannare il cittadino affinché rinunci alla propria intelligenza creativa e diventi più disponibile alla sottomissione. Le leggi o regole più costrittive ma visibili ai cittadini e perciò contestabili diventano superflue perché l'opera di condizionamento delle persone viene svolta con strumenti di repressione a livello mentale. Il cittadino viene stigmatizzato a livello sociale oppure organizzativo se riduce la volontà di fare, produrre e rispettare le regole per evitare il rischio che fugga verso una libertà di tipo creativo. Una parte delle regole familiari, organizzative e sociali sono inoltre intrecciate a tal punto da rappresentare una gabbia per imprigionare la creatività delle persone. Il cittadino può uscire dagli inganni e dalla gabbia mentale se riesce a prendere contatto con la propria intelligenza creativa anche con l'aiuto degli esperti. L'intelligenza creativa è una delle caratteristiche dell'adulto sano a livello transpersonale. I cittadini che inseguono gli idoli rappresentati dal consumismo, il denaro, il dominio sulle organizzazioni, i gruppi sociali e le famiglie sono purtroppo ancora imprigionati dagli istinti ed impulsi primordiali.

 
 
 
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Data di creazione: 01/04/2012
 

 

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