le mie note stridule sono i frammenti di pensieri, storie, pezzi di vita che chi passa, di volta in volta, decide di regalarmi, e che si mescolano, si accavallano, a formare una gigantesca torre di babele.

parlo di caos totale...in  assetto organico.

trasformazione inevitabile, definizione di un concetto elementare generato da milioni di voci in disaccordo.

Osservo, sorpresa, la sequenza meravigliosa di note sovrapposte in ordine caotico.

 

Giovanni Allevi - L'Orologio Degli Dei

 

MUSICA NUDA

 

                        R U V I D A

                          S O N O         C I R C O L A R E  

                                I N T E N S A                            

D I S S O N A N Z A

S O N O   S T R I D U L A                         

      L E G G E R A       I N C O E R E N Z A

                                          S O N O              

T U T T O   C I O'   C H E  

                   N O N   C O N O S C O

                R E G I N A   E    S C H I A V A

                    D I    U N A                                     

       M E T A M O R F O S I 

      I M P E R F E T T A

R U V I D A     D I      S U O N I

 

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...dove note stridule graffiano l'aria a disegnare consonanze inaspettate!

 

 
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Post N° 35

Post n°35 pubblicato il 13 Febbraio 2008 da ruvidakin

Prende un quaderno dalla tasca della giacca e lo consegna a Cervalho.

Elogio dell’ombra, uno dei migliori libri di mio padre. L’ho ricopiato a mano. Lo so a memoria. Lei ama i libri?”

“Tanto che nelle mie mani bruciano.”

“Bella immagine! E’ vero. I libri sono come fiammate che scaturiscono dalle nostre mani.”

“Nel mio caso è del tutto vero. Io i libri li brucio.”

Ma nota ormai la presenza di Pascuali all’altro lato della grata. Un agente la apre. Il poliziotto indica a Carvalho di uscire, senz’altre spiegazioni si mette a camminare, Carvalho lo segue, ma saluta il figlio di Borges con un gesto complice e Borges Jr. glien’è grato e recita a voce alta, profonda, calma:

 

E non hai né dritto né rovescio,

né esterno muro né segreto centro.

Non sperare che il rigore del tuo cammino,

che ostinato si biforca in due,

abbia fine. Di ferro è il tuo destino.

 

Pascuali si è girato e osserva cupo l’uomo che recita.

“Ci sono più matti fuori che dentro.”

“L’ha arrestato perché è pazzo?”

“Perché è un impostore.”

“Non è figlio naturale di Borges?”

“E’ il figlio soprannaturale. Vada a casa.”

 

Manuel Velasquez Montalban, 'Quintetto di Buenos Aires'

 

 

Solo un po’ di pazienza…sapersi aspettare, basta questo. Alla fine sono tornata a postare e stavolta lo faccio raccontando semplicemente quello che mi passa per la testa.

Intanto questo post non è per me, né per voi che mi leggete, ma per una ridicola donna leggera che ha spiccato il volo…e che, lo so, se dovesse mai cadere, lo farà in grande stile spiaccicandosi contro la prua di una nave in corsa…in stile titanic!! Ma io lo so che non si spiaccica e che, anzi, presto darà un paio di giri a tutti!!! È che le persone spesso si sottovalutano, infilandosi nei vestiti di qualcuno che è più facile gestire e far piacere agli altri, ma infondo negando a sé stessi la possibilità di guardarsi allo specchio. Alla fine ti spogli e nuda sei più bella! Ok , me ne vado in giro con la mia solita aria da   “dai, che possiamo essere amici, volemose bene…!!!”..ma lo sapete quanta merda ci gira intorno?? E perché dobbiamo fare finta che non ci sia?? Io non so come, e non so quando, ma spiccherò il volo un giorno o l’altro, e riuscirò finalmente a sentirmi di nuovo viva! Devo solo rompere la corazza e strappare la bandiera che ho issato sul tetto di casa, che poi…casa…ma quale casa? …è che quella ridicolezza vorrei fosse anche un po’ mia, ma, sapete amici, non è così facile trovare la giusta forma alle proprie gambe!!per correre, intendo, solo per correre! Intanto oggi è un giorno felice per le partenze improvvise e gli arrivi incerti, per le nuove parole che usiamo e gli odori sconosciuti che annusiamo, per tutte quelle facce che impareremo a riconoscere e diventeranno, poco a poco, familiari. Io non lo so quando è successo, ma è successo che ci siamo perse un pò per strada..l’ho realizzato una sera davanti ad un rum…però il contatto resta, ed io lo cerco, perché continui ad esserci. Tu vai avanti, io poi ti raggiungo, perché come al mio solito arrivo in ritardo..ma alla fine arrivo!!

per una donna ridicola...

... e per la sua leggerezza.

 
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ridicolaleggerezza
ridicolaleggerezza il 14/02/08 alle 18:15 via WEB
guarda che ti aspetto non smettero' mai di dirlo e di farlo...ho i brividi!
(Rispondi)
 
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