Creato da ANSPS il 07/11/2011

Libera i Sahrawi!

Campagna per la liberazione di tutti i prigionieri politici sahrawi detenuti nelle carceri del Marocco e del Sahara Occidentale occupato, in occasione dello sciopero della fame iniziato il 31 ottobre 2011 dai sahrawi detenuti a seguito dello smantellamento del “Accampamento della dignità” a Gdeim Izik (8 novembre 2010). Contro la repressione e la violazione dei diritti umani fondamentali nei territori occupati dal Marocco e per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale.

 

 

Repressione contro i familiari dei detenuti di Gdeim Izik

Post n°25 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da ANSPS

I familiari dei 23 prigionieri politici, detenuti nel carcere di Salé (Rabat) a seguito dei fatti di Gdeim Izik, hanno isscenato, insieme ad altri sahrawi, una manifestazione a El Aiun occupata, nella centrale via Smara, nel momento in cui, il 23 febbraio 2012, i loro congiunti stavano facendo uno sciopero della fame di 24 ore. La polizia è intervenuta brutalmente facendo 34 feriti, in maggioranza donne. I manifestanti chiedono la liberazione dei 23 sahrawi dopo che il loro processo è stato rinviato sine die.

 
 
 

Dichiarazione di fine sciopero della fame

Post n°24 pubblicato il 13 Dicembre 2011 da ANSPS

In seguito alla loro partecipazione all’accampamento di Gdeim Izik, i 23 detenuti politici sahrawi hanno messo fine allo sciopero della fame che durava dal 31 ottobre 2011 e che è durato per 38 giorni, durante i quali hanno sofferto ogni conseguenza di tale sciopero.

Dopo il dialogo avuto con i prigionieri, Mohamed Sabbar (segretario generale del Consiglio nazionale marocchino dei diritti umani) e Abdeslam Zaria (membro del medesimo organo e direttore centrale della direzione generale delle carceri marocchine) si sono recati presso la corte militare permanente a Rabat per accelerare i processi e per assicurare che si svolgesse un processo equo e per permettere ad osservatori internazionali di assistere a tutte le fasi del processo. Inoltre, si sono impegnati a garantire la scarcerazione provvisoria di Mohamed El Ayoubi e di Ahmed Daoudi che soffrono di alcune malattie croniche.

 

I prigionieri hanno pubblicato una dichiarazione per annunciare la fine dello sciopero :

"E’ per questo che abbiamo deciso di mettere fine allo sciopero della fame che abbiamo cominciato il 31 ottobre per la rivendicazione dei nostri diritti ", dice il loro comunicato, nel quale inoltre hanno ringraziato tutti coloro che li hanno aiutati da vicino o da lontano. “E dal canto nostro ringraziamo tutte le associazioni, le organizzazioni, i comitati internazionali, parlamentari, i giornalisti, scrittori, professori, studenti, artisti …senza dimenticare il ruolo fondamentale del Parlamento e della Commissione Europea, le ONG internazionali, nonché i media e i movimenti di solidarietà, attraverso i quali noi rilanciamo ancora il nostro appello alla comunità internazionale affinché duplichi gli sforzi per fare in modo che il Marocco rispetti i diritti umani nel territorio del Sahara Occidentale e liberi tutti i prigionieri politici sahrawi detenuti nelle carceri marocchine”.  

 

 
 
 

Il 10 dicembre: una giornata per i sahrawi

Post n°23 pubblicato il 10 Dicembre 2011 da ANSPS

Il 10 dicembre è la giornata internazionale dei diritti umani, in occasione dell’adozione nel 1948 della “Dichiarazione universale dei diritti umani” da parte dell’Assemblea generale dell’Onu. Questa giornata non deve restare solo un ricordo ma deve essere un invito all’azione.

 

Vogliamo ricordare i diritti violati di un popolo troppo spesso dimenticato: i sahrawi. Si è appena concluso, dopo 38 giorni,  nella prigione marocchina di Salé uno sciopero della fame di 21 dei 23 detenuti sahrawi, arrestati a seguito del loro coinvolgimento nella costruzione del “Campo della dignità” nell’ottobre-novembre 2010 a Gdeim Izik, nei pressi di El Aiun, la capitale del Sahara Occidentale occupato dal Marocco. Si è trattato della prima espressione della “primavera araba”, dove i cittadini sahrawi hanno creato uno spazio di libertà per affermare il diritto ad avere un futuro. L’esperienza è stata soffocata brutalmente dall’intervento dell’esercito marocchino.

 

I detenuti sahrawi di Salé chiedono di essere liberati o un giusto processo. In totale sono oltre ottanta i prigionieri politici detenuti nelle carceri marocchine. Dobbiamo chiedere la loro immediata liberazione e far sentire loro il nostro sostegno e la nostra solidarietà. Dobbiamo esigere la fine delle continue violazioni dei diritti umani dei sahrawi che vivono sotto occupazione marocchina. E’ una situazione che dura da troppo tempo, e nei Territori occupati malgrado la nuova Costituzione in Marocco, che pure afferma il principio dei diritti umani,  e le recenti elezioni,  non è cambiato nulla.

 

All’origine di tutto ciò è la violazione di un diritto fondamentale, quello all’autodeterminazione, non a caso affermato dal comune art. 1 dei due Patti internazionali del 1966 relativi ai diritti civili e politici, e ai diritti economici, sociali e culturali. Il popolo sahrawi è in attesa da troppo tempo, da quando nel 1975, proprio di questi giorni, la sua libertà venne soffocata sotto i bombardamenti dell’aviazione marocchina. Il sogno di libertà e dignità non è però svanito, come dimostra la resistenza quotidiana all’occupazione straniera. Non dimentichiamola, resistiamo anche noi all’indifferenza.

 
 
 

Ultima ora: sospeso lo sciopero della fame

Post n°22 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da ANSPS

Dichiarazione di cessazione dello sciopero della fame

Dopo la visita di “Mohamed Sabbar”, segretario generale del Consiglio  nazionale dei diritti umani, di “Abd Salem Zaria” membro del Consiglio, e di “Baddou” direttore della Amministrazione pubblica centrale delle carceri, e dopo l’apertura di un dialogo con i progionieri politici sahrawi, siamo giunti alla seguente conclusione:

Intervento nella giustizia militare e ottenimento della liberazione dei casi gravi di salute, come il caso di Ahmed Dawdi, accelerare il giudizio e assicurare tutte le condizioni di giustizia e permettere che gli osservatori internazionali assistano a tutte le fasi del giudizio.

Intrapreso azioni legali contro il boia chiamato Younes AlboAziz, e soddisfare quasi tutte le nostre richieste dentro il carcere.

Pertanto abbiamo deciso di porre termine alla sciopero che abbiamo iniziato il giorno 31 ottobre 2011 per ottenere i nostri diritti.

Noi progionieri politici sahrawi ringraziamo, rispettiamo tutte le associazioni, organizzazioni e comitati. e i partiti e tutte le persone libere nel mondo, e tutte pe persone eminenti, parlamentari, giornalisti, scrittori, professopori, studenti, aristi e tutte le associazioni e le coscienze vigili e tutti coloro che hanno appoggiato e ci hanno aiutato nella nostra sitauazione che è durata 38 giorni di sofferenze, di lotta contro le malattie, la fame e il dolore.

I progionieri politici sahrawi

Greuppo di Gdeim Izik

Prigione di Salé (Marocco)

Mercoldeì 7 dicembre 2011

 
 
 

Preoccupazione per i prigionieri in sciopero della fame

Post n°21 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da ANSPS

Continua lo sciopero della fame dei sahrawi detenuti nel Carcere di Salé. C’è profonda inquietudine per lo stato di salute di coloro che hanno iniziato lo sciopero della fame il 30 ottobre.

Il Presidente dell’ANSPS ha indirizzato una lettera al nuovo ministro degli Affari Esteri affinché intervenga presso le autorità del Marocco in modo che i prigionieri siano immediatamente rilasciati o sottoposti ad un processo con tutte le garanzie per la difesa, come pure sarebbe previsto dalla Nuova Costituzione marocchina approvata il 1° luglio 2011.

 
 
 
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