Community
 
sd.corciano
   
 
Creato da sd.corciano il 21/07/2007
Il Movimento è Partito!

Area personale

 

Home Page

Apri Tags
clicca Home Page


 

Tag

 

Contattaci!

sd.corciano@libero.it

 

 Mario Taborchi
 coordinatore  

      

348.2504631

 


 

Link diretto alla posta

A ... come aforismi

.

"Accoglienza vuol dire costruire
dei ponti e non dei muri." 

 

Indovina chi l'ha detto

Scrivi a   sd.corciano@libero.it
Vincerai una ... segnalazione!

 



...............................................
Nessun vincitore.

"Politica vuol dire realizzare"
Alcide De Gasperi 
 


 

... per assurdo

Voglia di futuro

Il sogno, più del bisogno, porta a scelte di vita
in cui è proprio la vita ad essere messa in gioco.
Qiesto dovrebbe bastare per un rispetto "sorgivo".
 

gabriella


 

 

Se serve, servo!


In questo spazio sta per aprirsi un
servizio destinato alle famiglie,
allo scopo di tenere sotto controllo:
- la spesa alimentare 
- i costi per i trasferimenti 
- le spese scolastiche
- la gestione dell'assistenza
- le opportunità di lavoro 
e tutto quanto potrà essere suggerito
come utile per la nostra comunità
di Corciano.
Il blog sarà il veicolo informativo
che metterà
in contatto domanda e
offerta e suggerirà le scelte più
convenienti, basandosi sulla ricchezza
di informazioni che i lettori sapranno
mettere a disposizione.

Per saperne di più:
tel      075.5293050
cell.   328.4675161
sd.corciano@libero.it

 



 

 

 

UN'ANALISI OGGETTIVA DEL DEBITO PUBBLICO (interessante!)

Post n°375 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da sd.corciano
 

Oscar Giannino: da dove viene l’attuale debito pubblico

Oscar Giannino non può certo essere sospettato di essere uomo di sinistra: in questo video – dati alla mano – dimostra quando e da chi è stato costruito l’enorme debito pubblico che grava sulle nostre spalle.

I risultati in grande sintesi sono questi:

  • nell’intera Prima Repubblica, ossia dal 15 luglio 1946 (primo governo De Gasperi) fino al 28 giugno 1992 (settimo governo Andreotti) il debito pubblico complessivo ammontava a 795 miliardi di euro di oggi;
  • il governo Amato e il governo Ciampi (23 aprile 1992 – 16 gennaio 1994) affrontano una grande crisi e incrementando il debito pubblico di 199 miliardi e portandolo a un totale di 994 euro di oggi;
  • nell’intera Seconda Repubblica, ossia dal 15 aprile 1994 (primo governo Berlusconi) al 30 giugno 2011 (quarto governo Berlusconi) il debito pubblico cresce di ulteriori 937 miliardi portando il totale a 1.931 miliardi di euro.

E’ interessante notare la media giornaliera di accumulo del debito:

  • Prima Repubblica: 49 milioni di euro al giorno
  • Berlusconi I: 330 milioni di euro al giorno (evviva la rivoluzione liberale)
  • Dini I: 207,3 milioni di euro al giorno
  • Prodi I: 96,2 miliodi euro al giorno
  • D’Alema I + D’Alema I: 76,3 milioni di euro al giorno
  • Amato II: 124,5 milioni di euro al giorno
  • Berlusconi II + Berlusconi III: 124,3 milioni di euro al giorno
  • Prodi II: 97,5 milioni di euro al giorno
  • Berlusconi IV (fino al 30 giugno): 217 milioni di euro al giorno

Quindi, il debito pubblico attuale è in gran parte dovuto alla Seconda Repubblica e in particolare ai governi guidati da Berlusconi. Evviva la rivoluzione liberale…

 di Nicola Mattina il 18 dicembre 2011

mt

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

"Costruire [alleanze] con chi ci sta"

Post n°374 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da sd.corciano

da  30'  53''                         a  34'  10''

Da quando ho raggiunto la maturità (quella anagrafica, intendo), combatto una battaglia tutta interiore per passare ai raggi x  parole e atti di coloro che si vestono di un'autorità, non necessariamente ufficiale, molto più spesso solo presunta o sussunta.

Che i genitori, gli insegnanti, i religiosi, i funzionari, i sindacalisti, i politici possano essere giganti con i piedi d'argilla è difficle da accettare, anche quando sia diventata un' esperienza comprovata e consolidata nel tempo.

E' l'archetipo che vince ogni logica.

Così, nonostante abbia una vocazione alla logorrea, esercito da molto l'ascolto di chi milita in politica da subito dopo aver lasciato il fasciatoio, come se fosse una icona meritevole non solo di rispetto, ma persino di omaggio reverenziale.

Tanta sudditanza psicologica trova, finalmente, una sua discontinuità esplosiva quando la “sparata” è davvero macroscpica e personalmente insopportabile, un insulto manifesto alla razionalità, alla memoria, prima ancora che alla correttezza etica e alla stessa cultura politica.

E siamo al punto: “costruire con chi ci sta”.
Complimenti!

Questa affermazione è strettamente collegata al tempo in cui viene emessa: più ci si avvicina al momento delle votazioni e più cresce la probabilità di incontrarsi con questo strafalcione della ragione, un'espressione di ordinaria follia.

Nel periodo che segue le votazioni fino alla prossimità delle successive non si fa altro che marcare le differenze, costruire un'identità ben riconoscibile, definire da che parte si sta e chi si avversa.

E la gente, che si riconosce nel partito, conferma la sua adesione, la incrementa, altri si avvicinano richiamati da una presa di posizione chiara, da una battaglia che ci ha visto schierati, da una “narrazione” suggestiva in cui proiettare sogni o speranze o comunque aspettative a lungo covate .

Lo chiamano consenso e quando è collettivo si basa su meccanismi complessi e su speciali affinità elettive latenti, che avvicinano tra loro persone a volte apparentemente distanti.

Persino una scienza si occupa della formazione dell'opinione pubblica, la demodoxalogia, ma nemmeno lo studioso più esperto è in grado di attrarre sicuramente a sé un gruppo stabile di persone, perché la formazione dell'opinione è quasi sempre un'alchimia con alcuni “trucchi” funzionali di base quasi innati.

Le idee sono potenti aggregatori, gli uomini che le veicolano possono a volte facilitarle se hanno una particolare empatia per la comunicazione e i suoi mezzi.

Questo per dire del miracolo di un consenso che cresce e anche del rispetto che si deve a chi con noi condivide un'idea.

Invece, no!
Improvvisamente quel consenso, raccolto per condivisione vera di un patrimonio culturale, non basta più.
Bisogna gonfiare ulteriormente i numeri, acquisendoli magari da chi abbiamo combattuto o da chi ha sotenuto battaglie diverse dalle nostre, "solo" per centrare l'obbiettivo del governo.

Solo” perché la possibilità di governare un paese, se è riconosciuta ad una maggioranza, questa dovrebbe esserlo per un'adesione matura e consapevole, non per perseguire un obbiettivo quantitativo, di interesse di potere.

Le coalizioni, se per il sistema elettorale adottato, sono necessarie, dovrebbero pescare avvedutamente tra coloro che sono almeno contigui, che hanno fatto pezzi di strada in comune e di cui abbiamo rispetto.

La coalizione non si sceglie, la coalizione è già lì, viene dalla quotidianità e da tutte le interazioni accumulate lungo il tragitto.

“Costruire con chi ci sta” è il segno di più fallimenti: della ricerca motivata di un sistema di alleanze, del rispetto dei militanti, ammassati per far numero, e fondamentalmente delle idee stesse che stanno alla base della fondazione di un partito.

Quale vuoto di progetto può dar luogo ad aggregazioni di quantità?
Quale programma può mai dare senso ad ammassi così formatisi?
Quale free climbing riuscirà a raggiungere la vetta di una ragione plausibile per una scelta di questo tipo?

Un giro di ricordi:

Di Pietro contro Vendola “malato di berlusconite”
20 gen 20
11

Foto di Vasto 16 set 2011

«Di Pietro sente restringersi lo spazio a sinistra – è l’opinione di Vendola -: la crescita di Sel e il protagonismo del segretario del Pd lo hanno spiazzato e crede che ricollocandolo a destra nella coalizione di centrosinistra possa metterlo in grado di intercettare l’eventuale crisi del centrodestra»
18 ott 2011
 


Il Pd ha rotto con Di Pietro
.
Se non cambia linea, sarà rottura definitiva. Essendo Di Pietro uno che spesso fa le cose per vedere l’effetto che fa, può essere che cambierà idea una volta resosi conto che non conviene fare l’estremista […] "Non è che uno può andar per funghi durante il governo tecnico e poi tornare per la campagna elettorale".
11 nov 2011

Vendola: "La foto di Vasto non esiste più
23 dic 2011


Di Pietro-Vendola tirano per la giacca Bersani, “riapriamo il cantiere comune”

26 gen 2012


D’Alema bacchetta i movimentisti di Vasto
27 gen 2012


E' chiaro: c'è il buio di qua della siepe!

E se guardiamo alla razionalità dell'operazione è forse ancora peggio:  per dare forza ad una mission impossible “più siamo, meglio siamo” può ancora essere accettabile, per governare un paese ci vuole anche una certa unità di intenti che non si realizza con un via libera a chiunque, ma piuttosto con una selezione elettiva dei compagni di viaggio, con una cura dei rapporti che si costruisce nel tempo e non nell'immediatezza.

Un'operazione di questo tipo è solo scorretta, indegna di un partito che spende tante energie per fondarsi per poi
lasciarsi andare a incontri casuali.

La scorrettezza è anche politica, anche se sappiamo che situazioni di questo genere sono all'ordine del giorno, perché abbiamo conoscenza che se possono produrre una maggioranza, quasi mai producono una maggioranza stabile di governo.

Non è nota questa cosa?

Si spera sempre che perchè riguarda noi, perché questa è un'altra storia e un altro tempo non si ripeterà?

Quale decadente ingenuità!
“Costruire con chi ci sta” non firma un'alleanza, la ferma perché la seppellisce.

Gabriella Zamboni

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Non è una bella giornata per la democrazia

Post n°373 pubblicato il 13 Gennaio 2012 da sd.corciano

Provo un’immensa amarezza, di fronte a una sentenza della Corte Costituzionale che frustra la strarispante domanda di cambiamento che si era espressa attraverso attraverso 1.2 milioni di firme di cittadini. La legge elettorale va cambiata, perché è apertamente incostituzionale e un intero popolo chiedeva di poterla cambiare.
Il referendum metteva a fuoco lo strappo di civiltà democratica provocato dalla legge porcata. Il referendum è stato impedito e questo è preoccupante, non è una bella giornata per la democrazia italiana.

Inoltre, il voto alla Camera su Cosentino è una cosa che mi fa vergognare: è un’ulteriore ombra su un Parlamento privo di legittimazione, la prova che purtroppo in Italia la legge non è uguale per tutti.

Nichi Vendola

mt 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
 

Stefania Noce, ovvero "quando la consapevolezza non basta a difendere dalla violenza" o anche "se lo conosci non lo eviti"!

Post n°371 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da sd.corciano

 

"Queste righe sono per quelle donne che non hanno ancora smesso di lottare.
Per chi crede che c'è ancora altro da cambiare, che le conquiste non siano ancora sufficienti, ma le dedico soprattutto a chi NON ci crede.
A quelle che si sono arrese e a quelle convinte di potersi accontentare."

E' Stefania Noce che scrive queste parole,  una ragazza universitaria di 24 anni, del sud,  siciliana del calatino, attiva nei movimenti degli studenti e delle donne, uccisa dal suo ex ragazzo che diceva di amarla tanto.

Una storia già sentita troppe volte.
Questa, però, ha qualcosa di nuovo: la protagonista-vittima è giovane  e, presumibilmente, non sprovveduta se, durante la manifestazione "Se non ora quando?", il 13 febbraio 2011, solleva un cartello con la scritta “Non sono in vendita” e se scrive un articolo "Ha ancora senso essere femministe?", concludendo che si deve ancora lottare per un’ “uguaglianza” effettiva che tenga conto delle “differenze dei corpi e delle culture”, perché “nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, né, tanto meno, di una religione”.

Anche il suo assassino è giovane, studia psicologia e nella confessione dice: "L'amavo più della mia vita".

Il fatto viene rubricato dai quotidiani come "delitto passionale", gli psicologi lo catalogano come "amore patologico", le donne sanno che è "femminicidio", un delitto di genere perpetrato sulla donna”in quanto donna”.

E’ l’esercizio di potere che l’uomo e la società esercitano sulla donna affinché il suo comportamento risponda alle aspettative dell’uomo e della società patriarcale, è una forma di discriminazione esercitata nei confronti della donna che disattende queste aspettative. 
E' la punizione per chi non accetta di ricoprire il proprio ruolo sociale, principale ostacolo alla autodeterminazione e al godimento dei diritti fondamentali di più di metà della popolazione mondiale. 

Quel che evidenzia e riconferma questa storia è che il femminicidio attraversa tutti gli strati sociali, come attraversa tutte le culture, i luoghi e le epoche.
Bordieu ha sostenuto che il dominio maschile sulle donne è la più antica e persistente forma di oppressione esistente. 
Non è solo una debolezza del singolo, è una fragilità della società che è andata stratificando nel tempo un'immagine della donna e del suo ruolo nella società, ma soprattutto all'interno del rapporto di coppia, davvero ingiusto, ingiustificato e ingiustificabile

A livello mondiale la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni: uccide di più il marito o il fidanzato o l'amante e persino i figli, che il cancro, gli incidenti stradali e le guerre.
Ogni tre giorni in Italia una donna viene uccisa per mano del proprio partner.
Secondo il rapporto Eurispes del 2005, nei 9 anni precedenti, il fenomeno è aumentato del 300%.

18 marzo 2008 si è parlato di femminicidio per la prima volta in Italia, in un’aula del Tribunale di Perugia, durante il processo per l’uccisione di Barbara Cicioni per mano del marito Roberto Spaccino.
Al procedimento sono state ammesse come parti civili ben cinque associazioni: tre si occupano di diritti delle donne, due di diritti umani e tra queste i Giuristi democratici. 
«L’ammissione della costituzione dei Giuristi democratici come parte civile in questo processo ha una fortissima valenza, in quanto riconosce che il femminicidio, e nello specifico la violenza domestica, non rappresenta solo una lesione dei diritti della donna, un fatto privato, né tantomeno è un "fatto di donne", ma costituisce una profonda ferita per la società tutta
».

Contro il femminicidio occorre 
instaurare un'educazione che insegni il rispetto di genere
.
I mezzi ci sono, ma i procedimenti e gli anni per persuadere e per cambiare una cultura sono lunghi. 
Intanto, bisogna rimuovere il contesto che facilita questi reati con atti concreti, come offrire sempre più case di accoglienza e centri antiviolenza per le donne che hanno bisogno di aiuto, inasprire le pene per chi usa violenza contro le donne, veicolare attraverso i media un immagine femminile positiva, non ostacolare l'ingresso delle donne nelle posizioni di potere, promuovere una campagna che escluda l'uso di espressioni come 
delitto passionale, raptus omicida 
e tutta la complessa lista delle cose che la vittima avrebbe messo in atto per scatenare la furia femminicida, favorendo, finalmente, la sua morte violenta! 

Non sarebbe dannoso, per ultimo e non per importanza, evitare il martirologio della vittima a fianco della gogna dell'assassino, perché entrambe le manifestazioni non spostano il problema, nemmeno lo scalfiscono, anzi, dicotomizzandolo, lo acuiscono e lo perpetuano all'infinito. 
E francamente, oltre l'eterno femminino che già da tempo ci perseguita, aspiriamo,  come donne e come persone e come membri di una comunità, ad altre eternità, di valore, come la comprensione, la solidarietà, l'amore e certamente anche la lotta responsabile e matura contro tutte le ingiustizie del mondo, che, però, nemmeno nel suo significato più estensivo può includere la lotta, tutta istintiva, emozionale, corporativa e prelogica, di
 genere. 

Gabriella Zamboni

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »
Google
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Archivio messaggi

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

Ultime visite al Blog

sd.corcianostupefacenthajane_romancesohappytinaorchidea_selvag2012spi.donneumbriaDorianGeale.herbalifeSuperMatewGretaMolantoniotempo_2009psicologiaforenseocchi_che_sorridonointemperie
 

Chi può scrivere sul blog

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti possono pubblicare commenti.
 

Ultimi commenti

perchè Antonelli è del psi, e Bori e Monaco (potevi almeno...
Inviato da: stefano
il 21/07/2011 alle 18:41
 
COMPAGNO SEMPRE E PER SEMPRE , PERCHE' SOFFRO . MA SEL...
Inviato da: ROBERT62VR
il 18/07/2011 alle 19:56
 
I mezzi d'informazione hanno fatto passare la FIOM...
Inviato da: Nicola Pinchi
il 20/01/2011 alle 18:23
 
37270 - Anch'io ho sottoscritto l'appello. Mario...
Inviato da: sd.corciano
il 07/01/2011 alle 15:17
 
Ciao , condivido in pieno . Con simpatia , da una...
Inviato da: ROBERT62VR
il 09/05/2010 alle 20:07
 
 

Morti annunciate

 
A
nche  uno  solo  è  troppo !

    99 morti 

   dall'inizio dell'anno a oggi

 


 

 

La parola ai numeri

Disuguaglianze  da Guinness
Fonte rivista di business Forbes


1.210 persone

possiedono patrimoni superiori a
1 miliardo di dollari
con un patrimonio netto totale
superiore di 500 miliardi
al patrimonio di
4 miliardi di persone

gz


 

Chi l'ha vista (la Sinistra)?

 

Fonte: Sondaggio Sky-Digis
giovedì 2 febbraio 2012

PDL 23% (-1,5%)
LEGA NORD 9,7% (+0,4%)
LA DESTRA 1,3% ( INV)
Totale cdx 34% (-1,1%)

FLI 4,6% (-0,3%)
UDC 7,8% (+0,8%)
API 1,1% (+0,1%)
Totale centro 13,5% (+0,6%)


PD 28,1% (-0,1%)
IDV 7,9% (+1,4%)
SEL 6,9% (+0,3%)
PSI 1,5% (+0,1%)
Totale Csx 44,4% (+1,7%)

gabriella


 

 

Ruit hora

 



 


  

       Contatore visite gratuito


 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 



Social Networks

Il posto degli amici