Creato da UlisseErrante il 23/07/2007

Senza Nick

Senza nick. Il lungo viaggio di UlisseErrante, viaggiatore senza meta. Forse.

 

La storia di Ulisse - Vita da chat - secondo messaggio

Post n°222 pubblicato il 04 Febbraio 2009 da UlisseErrante
 

Msg. n. 2  Inviato da UlisseErrante alle ore 16:59 del giorno 23/07/2007 

Ieri sera, stavo chattando con una persona appena. conosciuta. 

Un feeling immediato, spontaneo.  

Abbiamo comunicato per circa un'ora. 

Stamattina, vedo che è on line e penso: dopo mi faccio vivo. 

Dopo un'oretta vado a cercare il nick: sparito. 

Ci sono rimasto male. 

Mi stava simpatica anche se m'aveva detto: ci sentiamo più in là. Avrei dovuto capire. Forse non c'era tutto questo feeling. 

Peccato. 

*** EVOLUZIONE ***

Tutto questo grande interesse provato allora, non deve aver lasciato il segno perché non ricordo nemmeno il nick che mi aveva così tanto colpito.
Oggi non utilizzo più la chat - tranne che in casi davvero sporadici - e, soprattutto, non sono più solo, dentro e fuori, come ero a quei tempi. Mi suona strano il fatto che, all'epoca, passassi parecchie ore davanti a un pc. Oggi, a parte che non ho una connessione decorosa in casa, non ci penso nenmeno. Il pc lo uso solo quando sono a lavoro e, tutto sommato, sono sopravvissuto.
Il pc è una come droga, almeno nel mio passato lo è stato. Oggi, posso tranquillamente affermare di esser non così dipendente, anche se non totalmente disintossicato - altrimenti non avrei ceduto alla tentazione di scrivere qua.

 
 
 

Innovazione(!?)

Post n°221 pubblicato il 04 Febbraio 2009 da UlisseErrante
 

Mi è capitato di esser invitato ad una conferenza convegno da parte di un noto Istituto per l'Innovazione, nel cui organigramma il vertice è occupato da un uomo di 77 anni. Per carità, l'esperienza è merce assai importante e di assoluto di valore, ma, con tutto il rispetto per l'uomo che occupa quella poltrona, non riesco a comprendere cosa possa voler innovare chi ha ormai abbondantemente sorpassato la soglia della pensione.

Per me, rimarrà sempre un mistero, almeno fino ai 70 anni.

Poi capirò.

 
 
 

La storia di Ulisse - Senza Nick - Primo Messaggio

Post n°220 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da UlisseErrante

Msg. n. 1  Inviato da UlisseErrante alle ore 15:39 del giorno 23/07/2007 

Perché Senza Nick? 

Non lo so ma non voglio maschere. 

Nel quotidiano già ce ne sono troppe. Non sopporto maschere virtuali nascoste, per giunta, dietro a un nick.  

Cosa racconterò qua?  

Anche in questo caso, non lo so; sono sicuro che non rimarrò in silenzio. 
 
A presto.

*** EVOLUZIONE ***

Ieri parlavo di maschere, accusando, tra le righe, il mondo di esser finto e di offrire di sé un'immagine poco attinente alla realtà. Oggi, mi rileggo e penso che il primo ad indossare una maschera sia stato io. Quel carnevale oggi non è più dentro di me. Sono così, tout court, prendere o lasciare. Ho preso consapevolezza dei miei innumerevoli difetti, quasi quasi ne vado fiero.
Ieri vivevo il blog come un'ansia di comunicazione col mondo che vedevo lontano; oggi quel mondo non devo più andarlo a cercare perché vive dentro di me.

 
 
 

Bozza ... definitiva

Post n°219 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da UlisseErrante
 
Tag: io, me

Come se mi trovassi alle prese con un cassetto pieno di carte, cartacce, ricevute, biglietti da visita, pubblicità, appunti, leggo e sfoglio le bozze di post che ho scritto da quando è attivo questo blog.

E' trascorso poco più di un anno e mezzo, eppure sembra passata una vita, una vita per davvero. Mi rileggo e cerco di catalogare quelle parole che oggi, a distanza di quella che pare una vita fa, non sembrano avere più né valore né forza, in qualche caso sono pure oscure a me che, però, lo giuro, non le ho copiate né prese a prestito da alcuno.

Il tempo - è proprio vero - è un giudice implacabile, un chirurgo che usa il suo bisturi in maniera netta e perfetta, separa e divide, aggiusta o spacca. Non ha vie di mezzo.

Ho letto un po' di quello di che sono stato in un anno e mezzo; di me non ho trovato molto.

Per fortuna.

 
 
 

Comunicativa

Post n°218 pubblicato il 30 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

Qualche giorno fa, ho partecipato - in qualità di uditore - ad un convegno su temi attinenti il mondo dell'informatica. Tra gli interventi, mi ha stupito la relazione di un ragazzo spagnolo che non parlava una sola parola d'italiano e si esprimeva unicamente in un inglese abbastanza maccheronico, pronunciato, per di più, alla maniera spagnola.

Dei tanti interventi che si sono susseguiti, però, è stato l'unico a non annoiare e a mantenere alto il livello d'interesse per ciò che stava dicendo ed ha strappato anche diversi sinceri sorrisi alla platea.

In quell'occasione, ho avuto la conferma di quanto essere comunicativi possa abbattere qualunque barriera, anche quella costruita sulle differenze linguistiche.

E' evidente - considerato ciò che accade nella nostra società - che, malgrado le tonnellate di parole che prendono corpo in ogni istante del giorno,  la comunicativa, invece, non è cosa da tutti, ma è per tutti.

 
 
 

Io soddisfatto

Post n°217 pubblicato il 29 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

Prendersi cura di sé è una tappa fondamentale nel processo di conoscenza di sé. Sbaglia, a mio avviso, chi non dedica del tempo a coccolarsi, perché, prima o poi, si pentirà di essersi trascurato.


Dedicare attenzione a sé non è, infatti, atto di egoismo, ma di puro altruismo perché dare a sé significa offrire al mondo un io soddisfatto.

 
 
 

Genesi di un'idea

Post n°216 pubblicato il 28 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

L'idea, nella sua forma primordiale, nasce ma geme senza forma.

Non ha colore, non ha sapore, né voce né profumo. Si percepisce, però, in lontananza un barlume di spirito che, con prepotenza, ma lentamente, inizia a marcare i propri  contorni, a respirare, a muoversi, a parlare, a scaldarsi.

Quando viene alla luce, poi, si libera e riempie l'aria intorno a sé e colora con i toni dosati dal suo artista creatore lo spirito e la sostanza di un uomo e, finalmente, prende forma e contorno; a volte anche validità.

 
 
 

Ma come ha fatto il salmone?

Post n°215 pubblicato il 27 Gennaio 2009 da UlisseErrante

Ieri pomeriggio, prima di tornarmene a casa, ho fatto un salto al supermercato per fare un po' di spesa. Fare la spesa mi piace; mi diverte curiosare tra gli scaffali e giocare con me stesso per cercare di capire la provenienza dei cibi che, poi, finiranno prima nella mia pentola, poi sulla mia tavola, per finire nel mio stomaco.

Spesso, per non tradire la mia vocazione all'arcobaleno, scelgo cosa comprare in base al colore; ad esempio, se in quel momento sto vivendo dentro di me un momento di passione, andrò senz'altro su una carne rossa, se, invece, sto così così mi rivolgerò al pollame e così via. E' una mia mania che non deve per forza trovare riscontro se non in me stesso.

Ieri, avevo bisogno di rosa e, quindi, sono andato a cercare il salmone con cui condire dei tagliolini all'uovo freschi freschi. "Salmone norvegese" leggo sul frontespizio della confezione. Contento contento, come se portarsi a casa un salmone norvegese fosse un po' assaporare il sapore di un fiordo magari in compagnia di una stupenda scandinava, me ne torno col mio bel salmone norvegese, già pregustando il profumo del piatto che avrei preparato.

Giunti i primi richiami della fame, apro il frigorifero, prendo la mia bella norvegesina, un paio di forbici per aprire la busta e, non so per quale motivo, rivolto la confezione e i miei occhi, invece di uno sguardo di ghiaccio, incontrano una scritta che rivoluziona e azzera, in un attimo, tutte le mie certezze: "cresciuto ed allevato in Cile".

Mi chiedo: come ha fatto 'sto benedetto salmone a prendere la cittadinanza norvegese? Che sia stato adottato? O sia fuggito da un CTP?

L'immigrazione, quindi, è un fenomeno che tocca anche il mondo dei salmoni; chissà che loro non sappiano gestirla in maniera più adeguata rispetto a noi esseri umani.

 
 
 

L'orologiaio

Post n°214 pubblicato il 26 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

Quando iniziai a lavorare, mi riferisco al primo lavoro "vero", mi regalai un orologio, un cronografo, un bel cronografo perché, pur non sopportando il fatto che il tempo passi, mi piace tenerlo d'occhio.

Per anni ho indossato quel regalo, poi ci siamo persi di vista; è finito in uno dei tanti cassetti della mia vita.

Qualche tempo fa, poi, sistemando i miei oggetti personali, ho ritrovato questo orologio, ormai fermo, il cui tempo si era inesorabilmente fermato a chissà quando. Alla mia compagna ho raccontato di quel pezzo di storia e lei mi ha suggerito di portarlo da "un vecchio orologiaio" di quelli che non si vedono più. Le ho dato retta e sabato mi ci sono fatto accompagnare.

Una bottega scarna, essenziale, senza orpelli né luci, senza musica né pavimenti lucidati; un bancone di legno e cristallo, sporcato e liso dall'incedere del tempo e dei clienti. Dietro a quel separè semi trasparente, un signore avanti con gli anni, sarà stato quasi sulla settantina, con indosso una lente a visiera, anch'essa non propriamente limpida.

Spiego il problema, prende l'orologio e mi colpisce il suo silenzio, il silenzio di chi sa, di chi dentro di sé ha raggiunto l'arte della conoscenza, la sua essenza più pura e profonda benché il suo sguardo, credo nella quasi totalità della giornata, si fermi a guardare oggetti assai vicini. Il suo mondo, infatti, è costituito da meccanismi, lancette, casse, molle; è un mondo piccolissimo, un mondo in miniatura per vedere il quale occorre una lente potente che aiuti a rivelare minuziose forme. Rimango affascinato da quel disordine, apparente caos, nel quale, però, il mastro orologiaio si ritrova perfettamente a suo agio, artista ormai in via di estinzione.

 
 
 

A passeggio nella mia città

Post n°213 pubblicato il 23 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 
Tag: Roma, storia

Era da diverso tempo che non facevo una tranquilla passeggiata per il centro di Roma. Ieri mattina, approfittando anche della bellissima giornata di sole, ho ceduto alle lusinghe della Storia e mi sono avventurato, senza meta, senza verbo, senza guardare l'orologio, per le vie della mia città.


Ho camminato, come un turista qualunque, per almeno quattro ore, lo sguardo attento e pronto a non perderre nemmeno un particolare di ciò che si poneva davanti ai miei occhi: i monumenti, le pietre, i sampietrini, i marciapiedi, le vetrine, le insegne storiche e quelle dei negozi, i carabinieri, le botticelle. Così, confuso tra migliaia di passi, di rumori, di suoni, di anime e centinaia di lingue e dialetti, mi sono lasciato trasportare dal fascino di quella Roma che nulla, nemmeno un'esasperata e a volte forzata globalizzazione - quasi fosse per forza inevitabile - è riuscita a volatilizzare.


Il tempo passa, le storie di chi ha occhi e cuore per amare questa città passano, la Storia, quella no, quella rimane.


Eternamente Roma.

 
 
 

Desiderio di ...

Post n°212 pubblicato il 20 Gennaio 2009 da UlisseErrante

Penso che il desiderio e il desiderare, a prescindere dall'oggetto degli stessi, siano il moto più evidente di una vita che pulsa, di un'immaginazione che vola, di una vivace fantasia.

Oggi, paradossalmente, desidero nulla in particolare, se non un po' di pace interiore. Pare un miraggio, però.

D'istinto, mi verrebbe da dire che dentro di me non c'è vita pulsante, non vola l'immaginazione, non vive la fantasia. Non è così.

Una spiegazione a tutto questo c'è: il deserto, talora, fa brutti scherzi.

 
 
 

Giù il velo

Post n°211 pubblicato il 20 Gennaio 2009 da UlisseErrante

Quando si toglie via il velo che umanamente protegge, nascondendo la parte più intima di ciascuno di noi, s'incontra e si fa la conoscenza, paesaggio dopo paesaggio, di un mondo sconosciuto e affascinante, nel bene e nel male.

Giù il velo!

 
 
 

Momenti e canzoni

Post n°210 pubblicato il 16 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

Ci sono canzoni che sembrano scritte proprio per noi, per quel momento della nostra vita, proprio per quello.
Quando le si ascolta, poi, sembra che il tema che si insinua dentro la propria anima e girovaga nella testa diventi sempre più insistente, prepotente e predominante, fino a riempire, a schiacciare totalmente la nostra testa e a sterminare qualunque altro pensiero.

In quel momento l'anima è un pentagramma su cui insistono quelle note, la mente viaggia, il corpo segue.

Ci sono delle bellissime canzoni.
Ci sono meravigliosi momenti.

 
 
 

Mi sembrava di esser a Roma ... invece

Post n°209 pubblicato il 15 Gennaio 2009 da UlisseErrante

Secondo i risultati di una ricerca pubblicata in questi giorni, i peggiori colleghi sono quelli che stanno sempre al cellulare, non offrono mai da bere ai colleghi, dicono parolacce e parlano a voce alta, possibilmente dei propri guai personali. I peggiori al mondo, sempre secondo questa interessante ricerca, sono risultati essere i colleghi australiani.

Si vede che io mi sono trasferito a Sidney senza saperlo.

 
 
 

La fiera delle vanità

Post n°208 pubblicato il 15 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

Non tollero gli impegni ufficiali di carattere professionale, quelli in cui il sorriso sembra un obbligo, un dovere, anzi - come piace a chi gode in quel mondo - un must degno del proprio brand. Quando sono costretto - devo pur mangiare - mi duole l'anima nel profondo e non riesco a simulare nemmeno una bozza di sorriso.

In genere, si tratta di uno di quei seminari inutili, in cui s'insegue il nulla assoluto, ma una sala convegni molto grande si popola, fino a sorprentemente riempirsi, di giacche, cravatte, valigette, palmari, pc portatili, biglietti da visita, finti sorrisi, vera ipocrisia.

C'è chi partecipa per farsi vedere, per mettere in mostra la propria vuota merce, priva di peso specifico, chi per fuggire dalla routine di un lavoro monotono, chi perché ancora non sa e mai saprà.

Personaggi di cera, vere e falsi, ma mai falsi d'autore.

 
 
 

Virus, malware e worms

Post n°207 pubblicato il 13 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

Anche i miei pensieri e il mio umore - come si trattasse di un comune computer -  di tanto in tanto, sono attaccati e affetti da virus, malware e worms.

Quando ciò accade, tento di metterli in quarantena, nella speranza che al primo aggiornamento - ahimè mai automatico, purtroppo - si possa trovare un efficace rimedio per eliminarne gli effetti.

 
 
 

Stress da potere

Post n°206 pubblicato il 12 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

Era un uomo energico, un vulcano perennemente in esplosione, ricco di iniziativa e voglia di fare; aveva la sguardo pronto, vigile, attento, furbo, scaltro e veloce. Mai era stato un diplomatico.

Oggi - non lo vedevo da circa un anno, perché, da quando ha ragiunto il vertice massimo dell'azienda, non avevo più avuto modo di incrociarlo - l'ho incontrato e ci ho scambiato due parole: spento, logorato, preoccupato, distratto.

Il potere che ha assunto lo ha distrutto come uomo perché non è stato e non è in grado di gestirlo, perché il potere, per non diventarne schiavi, deve aver dentro tanto equilibrio e lui non ne conosce l'arte.

 
 
 

Un modello per me

Post n°205 pubblicato il 09 Gennaio 2009 da UlisseErrante
 

Un modello di riferimento cui ispirarsi in un'ideale progetto di sé è la linea dell'orizzonte verso la quale tendere, una sorgente cui dissetarsi, un'oasi in cui trovare ristoro, un piatto caldo per sfamare la propria fame.

Il mio modello di vita - mi riferisco alla manifestazione di quei valori ed azioni che ne hanno confermato la lealtà e la coerenza - è stato mio padre, orgogliosamente mio padre, profondamente mio padre cui, però, non mi sono mai minimamente riuscito ad avvicinare.

Tendo ancora in quella direzione, nella speranza che quella linea d'orizzonte si fermi ed io possa toccarla.

 
 
 

Voglio colorare il 2009

Post n°204 pubblicato il 08 Gennaio 2009 da UlisseErrante

Tempo fa, dopo oltre un anno, ho smesso di scrivere su questo blog.

Il motivo della mia decisione di non frequentare più questo spazio stava nella mia sensazione di non esser più libero, quindi vittima di troppi condizionamenti. Mi sono fatto influenzare, sbagliando, da commenti e prese di posizione che, vissute così come ho fatto io, non hanno fatto altro che frenare la mia crescita e leso, in primo luogo, la mia persona.

Ho sbagliato ad assecondare il mio prossimo.

Da oggi tornerò a scrivere qua, fregandomene di tutto quanto possa dar fastidio a chi legge e si possa in qualche modo sentire turbato dal mio modo di essere.

Ho approfittato dell'occasione anche per eliminare tutta la lista amici che non integrerò più, in modo tale che nessuno possa offendersi né rimanere male se non trova più il suo nick. Chi è amico sa che non serve un'immaginetta in quello spazio perché si possa parlare di amicizia.

Il mio 2009 sarà un anno a colori: i miei.

 
 
 

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