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Un blog creato da felipelcid il 16/10/2006

Sin Miedo

blog ad alto tenore tanguero

 
 
 
 
 
 

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fuochino...
Inviato da: felipelcid
il 11/04/2007 alle 17:06
 
che bello! cos'e' l'inizio di una storia che...
Inviato da: ninabau
il 10/04/2007 alle 19:12
 
ciao.... sto ricominciando a ballare un po' piu'...
Inviato da: ninabau
il 19/03/2007 alle 16:51
 
devi andare sull'altro blog per capire
Inviato da: felipelcid
il 28/02/2007 alle 00:27
 
ti succede solo con Anna, oppure balli solo con lei?...
Inviato da: ninabau
il 26/02/2007 alle 19:09
 
 
 
 
 
 
 
 

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haiku

Post n°49 pubblicato il 05 Aprile 2013 da felipelcid

vivere abbracci
fluttuando su
melodie porteñe

 
 
 

A. si lascia portare

Post n°48 pubblicato il 28 Novembre 2012 da felipelcid
 
Tag: tango

 A. si lascia portare, da la sensazione di affidarsi al partner ed appena ha spazio lo riempie di adorni. A volte mentre balla canta, sommessamente le parole della canzone. Ascolta la musica, sente l’uomo, canta e balla, ma non saprei dire se in questo ordine. Una volta la vidi  spiegare la parte dell’uomo ad un principiante, stetti ad osservarla un  pezzo. Non aveva molta pratica a fare l’uomo, ovviamente, ma ne possedeva le basi e l’energia. Ogni tanto inventa qualcosa. E così ballando ballando le note prendono il sopravvento, le propongo un passo che ho appreso da poco con un cambio di dinamica. Altre ragazze sarebbero rimaste un attimo interdette, lei invece inventa. Se l’improvvisazione le è piaciuta la ripete e spesso alla fine ti chiede di rifarlo.

 
 
 

pavimenti

Post n°47 pubblicato il 24 Settembre 2012 da felipelcid
 
Tag: tango

ruvidi, lisci, sudici, lindi, incisi di fughe importune, irregolari, inclinati, lignei, marmorei, ceramici, plastici, epossidici, improvvisati, professionali... tutti vanno bene se si ha voglia di ballare

 

ballerini di tango

 
 
 

uomini con ventaglio

Post n°46 pubblicato il 18 Settembre 2012 da felipelcid
 

erano sudati e seri, composti, visi conosciuti. A più d'uno, il ventaglio emergeva dalla tasca posteriore dei pantaloni, pronto a creare frescura nella cortina.

 
 
 

A camminare nel latte

Post n°44 pubblicato il 18 Maggio 2012 da felipelcid

Gianfausto, guida alpina! Ogni volta

che me lo dice mi viene da ridere, non ci posso fare niente. Mi sembra

una contraddizione in termini una guida alpina in Sicilia, poi pensi che

 l'etna è alto 3300 metri e allora ti rendi conto che è giusto. E lo

capisco ora ancora di più, ora che siamo in cordata. Pessima visibilità,

 dove non c'è manco un barlume di sentiero, sulle lave giovani, solo le

piante pioniere che eravamo venuti a fotografare. Per queste piantine

che sfidano la roccia ed il freddo, il caldo e il vento. E noi che un

momento fa vedevamo il mare, ora siamo a camminare nel latte! Un attimo e

 sono arrivate le nuvole. Le previsioni dicevano che la perturbazione

sarebbe arrivata dopo, in serata. Gianfausto appena ha visto che stava

cambiando il tempo ha cominciato a dirsi di sbrigare, ma chi lo staccava

 Johan dalle foto a raffica, dalla misure, e poi c'era il sole. Appena è

 arrivata la nebbia,  ha ordinato, sì quando succede qualcosa, diventa

diretto: Vestitevi con quello che avete, felpe, giacca a vento, mettete

questi Moschettoni alla cintura, collegate la corda. Dobbiamo arrivare

al rifugio!

Johan con suo inglese molto ducth, dice che ha la bussola e l'altimetro.

fausto gli risponde seccamente che non

 serviranno a niente, con la perturbazione l'altimetro sbaglia di

parecchio e non abbiamo punti di riferimento sui quali orientare la

carta! Dobbiamo solo stare tranquilli, mantenere la calma e camminare

stando attenti a dove si mettono i piedi.  Procediamo, gianfausto

davanti e io dietro a chiudere la fila dei ducth.

Comincia a piovere, nevischio e acqua.

 Gelido. Camminiamo pianissimo, Gianfausto ci fa scendere di quota

approssimativamente in direzione est. Dopo un'ora siamo zuppi e

infreddoliti, Francisca batte i denti dal freddo, Jap ogni tanto la

abbraccia. Camminiamo piano, un passo alla volta. Anche io sento freddo,

 e del rifugio nessuna traccia.

- deve essere qui vicino, ma conviene continuare a muoversi- mi dice fausto

Johan immediatamente chiede cosa ci

stiamo dicendo. Allora riprediamo a parlare in inglese. Poi una debole

schiarita e Francisca urla: There, there!

-Minchia! Il rifugio! - fausto esplode- lo dicevo che eravamo vicini!

Francisca subito parte ed incespica, cade trascinando con se Johan e il suo zaino pieno di tecnologia.

gianfausto è furioso: Quiet! What are

you doing- urla. Aspetta che si rialzino, solo qualche escoriazione e

riprendiamo a camminare verso il rifugio.

Il rifugio è aperto, entriamo tutti è

in ordine nell'unica stanza, dei letti a castello, un vecchio armadio di

 legno da una parte, il camino e un armadio di lamiera dall'altra.

Un tavolo e due panche al centro.

Entriamo alla svelta intirizziti,

ma molto più sereni, i volti di tutti si distendono. Fausto è già alle

prese col camino mi fa:- digli di spogliarsi, di levarsi le cose

bagnate, nell'armadio ci sono le coperte!

Gli olandesi non si fanno problemi, ed

 in poco tempo siamo tutti avvolti dalla coperte, recuperate da chissà

quale esercito a scaldarci intorno al camino. Abbiamo trasferito le

nostre vivande nell'armadio di ferro: qualche panino, frutta,

cioccolata, acqua.

Gianfausto ci comunica che non è il

caso di avventurarsi fuori con questo tempo, che resteremo nel rifugio e

 poi domani mattina si vedrà. Intanto avverto l'agriturismo che non

andremo questa sera, il cellulare ci permette di raccontare che siamo al

 rifugio e non ci sono problemi, di non preoccuparsi, si tratta solo di

aspettare che passi la perturbazione.

Con la pasta e una latta di pelati

organizziamo una cena estemporanea, i nostri olandesi sembrano divertiti

 dall'esperienza. Poi Johan estrae dallo zaino il notebook, dice che

deve scaricare le foto. Certo che questo tipo segaligno, si porta dietro

 uno zaino imbottito di macchine fotografiche e obiettivi, macro e zoom,

 ma anche il portatile!

-May I play some music?

 
 
 
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immagine lo que pasņ a Zancle