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Un blog creato da malenamil il 12/10/2005

mi querido

viaggio nell'anima di Buenos Aires

 
 

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AONIKEN Y LUNA ALLA VIRUTA

 

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MERCEDES SOSA CANTA GRACIAS A LA VIDA

 

BENTORNATO TANGO

"L'essenza del tango sta nel suo carattere di musica di quartiere, di marginalità.

Il tango lo canta sempre un poeta impegnato. Anche se i tanghi non hanno un contenuto esplicitamente politico, tutti i tanghi sono impegnati perchè sono politicamente scorretti. E oggi lo sono ancora di più, in questi tempi dove la sconfitta, la povertà e l'emarginazione mostrano il loro essere effetto politico. Il tango è scorretto, trasgressivo, e per questo è tornato. In questi tempi di vigliaccheria davanti alle incertezze, questa musica aiuta ad affrontare l'angoscia, a fare riflettere su noi stessi, sul nostro domani.

Dove suona un tango, si stabilisce una complicità di spazio, tempo ed emotività. E questo è il mistero dell'universale. L'energia del linguaggio al di là della lingua, il rito, la corporeità. E' il mistero che ci unisce e ci separa".

(Adriana Varela, cantante di tango)

 

FOTOTANGO

immagine
 

TANGUEANDO

“El tango, hijo tristón de la alegre milonga, ha nacido en los corrales suburbanos y en los patios de conventillo.
En las dos orillas del Plata, es música de mala fama. La bailan, sobre piso de tierra, obreros y malevos, hombres de martillo o cuchillo, macho con macho si la mujer no es capaz de seguir el paso muy entrador y quebrado o si le resulta cosa de putas el abrazo tan cuerpo a cuerpo: la pareja se desliza, se hamaca, se despereza y se florea en cortes y filigranas.
El tango viene de las tonadas gauchas de tierra adentro y viene de la mar, de los cantares marineros.

 

ESIBIRSI AL SALÒN CANNING È UN MUST

 

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C'ERANO UNA VOLTA..JAVIER Y GERALDINE

 

LA DANZA DELL'UNIVERSO

"LOS PLANETAS GIRAN, HAY UN SISTEMA EN EL UNIVERSO QUE ES CIRCULAR Y EL GIRO, LOS ATOMOS TAMBIEN ESTAN GIRANDO SOBRE SI MISMOS Y A LA VEZ EN ORBITA CON OTROS, Y TODO ESTA VIBRANDO Y GIRANDO, TODO ES CIRCULAR Y REDONDO. Y PARA MI EL TANGO COMO DANZA ES ESO"

 

IL MAESTRO PUGLIESE AL COLÒN NEL 1985

 

 

La lenta ripresa di Buenos Aires

Post n°640 pubblicato il 09 Settembre 2010 da malenamil

Il pezzo è qui:

 

 

www.quotidiano.net

 

 
 
 

La chacarera

Post n°639 pubblicato il 08 Settembre 2010 da malenamil

Chacarera

 
 
 

Ubriacarsi di emozioni

Post n°638 pubblicato il 07 Settembre 2010 da malenamil

Ho letto, su un giornale italiano,  la lettera della ragazza di 16 anni che a Ios, in Grecia, doveva ballare, bere e vedere gli altri vomitare. Mi ha ricordato Lloret de Mar, dove succede lo stesso e dove una ragazza di 21 anni, Federica, venne uccisa nel 2008 per essersi opposta a uno stupro, uno dei tanti da spiaggia d'estate.

Nel barrio di Almagro c'è una scuola, la Gutenberg, tutta dipinta di poesie e di immagini color pastello. Una dice: scrivo perchè sono infelice, è il mio modo di lottare contro l'infelicità.   A Buenos Aires i ragazzi si ubriacano di fernet il venerdì e il sabato sera, quando escono con gli amici. Durante la settimana li vedi seduti sui gradini delle case ad aspettare il collettivo, lei sulle gambe di lui, lui che le accarezza il sedere e la riempie di morbidi baci. Immagini che corrono col collettivo che attraversa la città. Scritte sui muri, coppie che si abbracciano, di giorno come di sera. Sul metrò una signora appoggia il neonato sulle gambe e lo allatta. Un'altra, dirà poi essere una giornalista cubana, sorride al vedere la tenerezza di gesti che non passano mai inosservati, eppure mai nessuno si sognerebbe di dire che è sconveniente. Gli autisti dei collettivi si parlano, l'uno tenendo la porta aperta, l'altro il finestrino. Corrono tutto il giorno in un traffico snervante e pericoloso e loro stessi lo sono diventati 22 volte quest'anno, uccidendo passanti sulle strisce pedonali.  A volte mettono musica per se stessi, come fossero a casa, cambiando l'umore alla gente. A volte riempiono l'autobus di luci colorate sul cruscotto, altre di fotografie dei loro bambini. Quando sale una donna con un bambino si fa a gara a chi si alza per primo, donne o uomini fa lo stesso. Il cieco chiede al'utista dove deve scendere. L'autista lo avvisa ad ogni fermata: siamo qui, ora siamo qui, ecco siamo arrivati.  Alla stazione di Costitucion le facce cupe dell'inverno appena finito oggi sembrano rasserenate da un dolce sole di primavera.I vestiti che indossano sono gli stessi di sempre. Li avevo visti anche sull'aereo venendo qui, il turismo di famiglia lo chiamano, quello che dall'Argentina va in Italia a trovare i figli emigrati ,e mi sembravano così dimessi, costretti ad andare a trovare i figli perchè i figli non possono permettersi di pagare il viaggio per andare a trovare loro e nemmeno loro potrebbero permetterselo ma per i figli si fa questo ed altro in un paese, come l'Argentna, dove il senso della famiglia è fortissimo. Mi sembravano tanti meridionali che parlano spagnolo, vestiti come nel dopoguerra, umili e silenziosi come era allora l'Italia. Il biglietto aereo, lievitato in modo impressionante, non fa differenza tra chi viaggia e perchè.

E al Canning il ragazzo che fa i biglietti, che nemmeno si ricorda di me, nonostante le tante volte che lo abbia visto, salutato e gli abbia parlato, mi chiede 23 pesos, sorprendendomi. A giugno erano 20. So di essere l'unica a protestare, qui come ovunque. Si irrita di fronte alle mie domande sul perchè ogni sei mesi, ed ora ogni tre, ci sia un aumento. Ormai una milonga di Buenos Aires costa quanto una europea ma la vita qui è cinque volte meno cara che da noi.  Il ragazzo dà la prima spiegazione che gli dicono di dare: è aumentato l'affitto di 1250 pesos al mese. Peccato che i turisti (ma anche gli argentini) siano tanto abituati a pagare tutto quello che gli chiedono di pagare. Oppure, quelli di vanno in milonga tre volte alla settimana, hanno più soldi d quello che dicono di avere perchè la risposta di tutti è la stessa: eh sì , il mondiale ha portato più turisti e hanno aumentato per guadagnare di più.  Uno solo ammette: tolgono il tango a noi per darlo ai turisti. Quanto sono 23 pesos per un argentino? Mesi fa uno di loro mi aveva detto che non sono  niente. Con 23 pesos qui si comprano 4 belle bistecche di carne tenera, di quelle che non fanno acqua quando le metti in padella.  Ecco, non è che non sono niente 23 pesos, sono 4 bistecche. Eppure il Canning è pieno. Sempre gli stessi ballerini, bravi, meno bravi, snob, meno snob. Nell'unica milonga storica di Buenos Aires dove contano molto il vestito e le scarpe che indossi, la sedia dove ti siedi, gli amici cui ti accompagni, a fine serata si annuncia che i maestri di tango si sentono maltrattati e perciò hanno deciso di fondare un sindacato. Spro di aver capito bene lo spagnolo, perchè a volte mi sfugge la logica delle parole e delle iniziative. Del resto i sindacati qui abbndano: nel mio barrio ho visto il sindacato dei profumieri e dello dei produttori di borse di pelle, tante piccole corporazioni in difesa delle professioni. Proprio oggi una brasiliana mi ha detto che andrà a vedere uno spettacolo organizzato dall'hotel dove alloggia per alcuni giorni, al Senor tango,  uno dei più famosi tango-show di buona qualità. Costo? 200 dollari.

 
 
 

Come se fossi sempre stata qui

Post n°637 pubblicato il 06 Settembre 2010 da malenamil

Quasi tre mesi di lontananza dall'altra parte dell'oceano, vedendo cose diverse e facendo cose diverse. E quando atterro mi sembra di non essere mai partita da questa terra. Solo l'abbraccio caldo di Milena mi ricorda che i bambini crescono e ti fanno sentire atteso. C'è un cielo azzurro insperato, un'aria fresca di fine inverno, ma non il nostro, quello sudamericano. Ho una stanza col soffitto in legno e dalla finestra vedo il giardino coloniale. Un solo piano di una casa portenia rosso mattone di fuori, un piano dentro e in alto la terrazza che l'abbraccia tutta. Non sento neppure le ambulanze passare, solo zoccoli di cavallo che traina un carretto in questa domenica di barrio tra Almagro e Caballito, conosciuto eppure ancora una volta da esplorare.  Un caffè con medialunas alla Violeta del '900, un altro caffè con nuovi amici di tango, una coppia romana e uno spagnolo di  Pamplona che racconta entusiasta e sarcastico le sue avventure con le argentine in milonga. Non sanno ballare, dice. Ascolto voci di fuori mentre io sono già dentro una Buenos Aires amata. Vedo le torri di calle Indipendencia spiccare il volo nel cielo, i primi cartoneros passare alla tardecita e la stanchezza mi avvolge in un'ovatta morbida. Vorrei di nuovo assaporare tutto in un solo giorno, saziarmi di questa canto argentino che sembra uan cascata di note melodiose, di nuovi amici che si tengono la mano e raccontano la loro storia d'amore. Lui vende polli, lei disegna abiti. I figli grandi di entrambi, vicini di casa per tanti anni. Un giorno si parlano di più, escono a bere, poi a cenare e infine non  lasciano neppure una notte. Si tengono la mano, lei bellissima col seno prosperoso, lui uomo fatto, che della vita ha visto molto ma non tutto. Osano l'amore e l'amore è un timido cercarsi da adulti tenensodi la mano quasi di nascosto.

Caminito mi aspetta, anche se è già quasi buio. I turisti stanno per andare, i ristoranti cominciano a chiudere, si sbaracca la lunga giornata di lavoro. Leo mi cerca girando gli occhi ognidove. Sa che ci sono, mi vede, mi viene incontro con l'urgenza di abbracciarmi, come se qualcosa ci avesse ingiustamente allontananti però senza averci mai allontananto davvero. Non siamo niente l'uno per l'altra e il mio abbraccio stretto gli fa dire, tranquilla, tranquilla. Mi pare che dica sono qui e non abbia altre parole che queste. CHiede dell'Europa, immagina i miei viaggi, mi vede nell'altro mondo fuori Caminito mentre io sognavo il pasillo del amor del conveNtillo historico di fine '800, quello de genovesi e quello dei baci furtivi di inizio inverno portenio. Ci si ama così a Caminito, senza conoscersi, senza parlarsi, senza sapere niente l'uno dell'altro. Ballano i ragazzi del tango e quelli della chacarera, ancora loro. Ballano stanchi per i turisti e accettano il mate che gli porgo per riscaldarsi dal freddo che inizia a pungere fastidioso. Mi sorridono, sono una di loro, o una che sta con loro. Allora, mentre è fermo a riposarsi dopo tanti tanghi ballati per una manciata di soldi nel cappello, gli offro il braccio e lui lo prende. Lo guido e lui si lascia guidare. La sua compagna mi sorride, siamo complici della serata che finisce, sotto il farol di Caminito spento, la gente che va via e Leo che ormai dorme con la faccia dentro il palmo della mano. Lo sfioro con un bacio leggero. Que descanses m amor vorrei dirgli. Ma non parlo., le parole sono inutili in Argentina.

 

 
 
 

Partenza per Buenos Aires

Post n°636 pubblicato il 04 Settembre 2010 da malenamil

L'aereo mi riporta a Buenos Aires. Per la nona volta in sei anni, quasi fossi argentina che va a trovare la sua famiglia. E' la fine dell'inverno, con i suoi venti veloci del Sud che hanno provocato un rialzo del Rio della Plata e, attraverso i suoi canali che arrivano a Buenos Aires e mai messi in sicurezza completa, anche l'allagamento di diverse zone, da Palermo alla Boca fino a Quilmes, nella provincia. Ieri sera pioveva e il cielo anche oggi è cupo, ma per domani, giorno del mio arrivo, è previsto sole e temperature alte, già di primavera avanzata. Buenos Aires è così. Ti stupisce ogni votla che vai. Il suo clima è come la sua gente, le sue case, i suoi problemi, i suoi poveri per le strade e i sui ricchi nelle case eleganti dell'avenida Libertador, plaza San Martin fino alle torri al confine con la Esma o ai barrios privati verso la costa di San Isidro. Torno dopo meno di tre mesi dall'averla lasciata, quando era inverno pieno e buio alle sei di sera. Torno senza sapere mai esattamente cosa e chi mi aspetta. Chi troverò, chi avrò perso, chi incontrerò stavolta. Il mio soggiorno sarà lungo tre mesi. Scriverò per www.quotidiano.net , il portale internet dei tre giornali per cui lavoro, e perciò dovrò lasciare un po' indietro questo blog per non essere costretta a passare tutto il tempo sul computer.

Ringrazio chi mi ha seguito finora (10.000 entrate dal 1 maggio scorso, giorno del mio precedente soggiorno a Buenos Aires) e chi mi continuerà a seguire nel mio viaggio nella società argentina, tra tango, ballo e musica, personaggi e persone, ricordi di un'Italia antica oltreoceano, uomini cavalieri e seduttori e donne coraggiose e forti. Tra i problemi di sempre e quelli quotidiani con cui noi non sapremmo convivere , tra arroganze e umiltà, tra abbracci consolatori e storie dolorose.

Racconterò quello che mi colpisce, come sempre.

Arrivederci a presto

 
 
 

L'Argentina sposa il Giappone

Post n°635 pubblicato il 01 Settembre 2010 da malenamil

Campioni mondiali di tango escenario:

Diego Ortega y Chizuko Kuwamoto (Colón, Argentina)

 


2º:Cristian Correa-Manuela Rossi (Buenos Aires, Argentina)
3º:Cristián Andrés López-Naoko Tsutsumizaki (Tokio, Japón)
4º:Leonardo Luizaga- Paola Giselle Luizaga (Zárate, Argentina)
5º:Eber Alejandro Burger- Yesica Lorena Lozano Elias (Lanús,

Argentina

 

 

I vincitori (lui argentino di 23 anni, lei giapponese di 42) vivono in 

Giappone da tre anni,  hanno vinto, oltre all'agnognato titolo (tra 19 coppie

 in pista) anche 20.000 dollari. Hanno annunciato una tournèe in Giappone

della durata di tre anni.

I giapponesi hanno vinto anche lo scorso anno. Sono i più bravi

rappresentanti del tango, patrimonio dell'umanità mondiale

a quanto pare, anche se quest'anno la coppia è mista.

 

 

 
 
 

Parlo con te

Post n°633 pubblicato il 31 Agosto 2010 da malenamil

Maria Ines Bogado y Sebastiàn Ariel Gimènez, campioni mondiali
Vedete anche voi quello che vedo io in questa foto?
Io ci vedo una tenerezza infinita, una gioia
di ballare, una comunicazione profonda e intensa, un darsi reciprocamente
che commuove. Ci vedo posture elegantissime, perfette, che non stringono
troppo e non allargano troppo, una sensualità di entrambi che è un dialogo
d'amore. Anche lui chiude gli occhi.  Sente la musica, sente la sua compagna,
non gli importa niente di essere su un palcoscenico mondiale, con tv,
fotografi e pubblico delle grandi occasioni. Lo stanno giudicando
JUan Carlos Copes , Miguel Angel Zotto, Geraldine Rojas, Silvia Toscano.. e
 lui chiude gli occhi e sorride. Solo solo amici, però io ci vedo amore e parole
 d'amore.
Cos'hanno questi argentini più di altri? Non la perfezione dello stile
(quella si impara studiando), non l'energia (sono giovani, c'è per forza)
non l'amore per il tango (migliaia di ballerini ce l'hanno) e forse nemmeno
l'eleganza (a volte è naturale, a volte si apprende). Hanno quel qualcosa
in più che li rende perfetti interpreti del tango argentino: la poesia.

 
 
 

Questo è un tango!

Post n°632 pubblicato il 31 Agosto 2010 da malenamil
 

Sebastiàn Ariel Gimènez y Maria Ines Bogado

di Buenos Aires, sono i campioni mondiali di tango salòn.

Guardateli.. sono delicati, sensuali, puliti. Perfetti!

Un applauso a loro, alla gioventù argentina che ancora ama il tango

e lo rispetta,  ai giurati che li hanno scelti tra 460 coppie.

 

 
 
 

Il tango salòn ha i campioni mondiali!

Post n°631 pubblicato il 31 Agosto 2010 da malenamil
 

 

 

Ecco le premiazioni della categoria tango de salòn ai Mondiali .

Terzo posto alla coppia giapponese, secondo alla coppia argentina

 di Rosario, primo posto alla coppia di Buenos Aires

 
 
 

Se questo è un tango

Post n°630 pubblicato il 29 Agosto 2010 da malenamil

Vorrei pubblicare le trecento foto al giorno che guardo, scattate dai giurati, dai fotografi della 2x4, dai giornalisti delle varie testate argentine durante le esibizioni di questo ottavo Mondiale d tango di Buenos Aires. Vorrei mostrarle in sequenza, così come le vedo io, perchè una via l'altra mostrano cos'è, in particolare, il tango escenario, il vero colpo grosso che richiama l'attenzione del mondo sulle gare argentine. Escenario, cioè da palcoscenico. Quando è successo? Probabilmente tutto è cominciato negli Stati Uniti, con Tangox2, quando Milena Plebs ballava con suo marito Miguel Angel Zotto. Di Milena, però, di cui ho grande rispetto, non ricordo spaccate scosciate, mutandine a filo, gambe allungate di proposito per mostrarle al pubblico. Non ricordo, negli spettacoli che hanno riempito i teatri di tutto il mondo, compresa la nostra Italia, una tale esibizione esibizionistica delle donne e se vogliamo dirla tutta, anche degli uomini. Ho visto, in questo mondiale, foto di ballerini bendati (a che gioco giochiamo?), una gara spasmodica al vestito non più bello ed elegante ma più nudo. Nemmeno sensuale, proprio nudo. Ciglia finte mezzo metro, trucchi pesanti. Uomini con espressioni truci, come se si dovessero mangiare la donna lì, seduta stante o farsela sotto gli occhi di tututi. I vestiti delle ballerine hanno subito la stessa escalation impressionante della moda. Mica quella parigina o italiana. Ricordano un po' tutti qualcosa di americano o di persiano, pezzi di manica invece di manica intera o  nessuna, blu cobalto o celeste intenso, rosa pallido o crème, nero con pizzi, veli, perline. La qualità dei ballerini è indiscutibile e che diamine, hanno lavorato tutti sodo per arrivare fin qua, mesi di preprazione e, prima, anni di danza. Quello che più colpisce, in fin dei conti sono le gambe, perfette, delle donne. Si sa che le argentine sono belle di natura, ma tutte le belle ballano tango? Non so, viene da chiedersi come sia possibile tanta perfezione corporea, zero muscoli, per vere ginnaste della danza. Le spaccate sono ricercate. Sembra che più una donna allarghi le gambe (scusate il brutto termine) più sia in grado di mostrare le abilità della danza. Ma il tango, non era quella cosa meravgliosa, romantica, passionale e sensuale che faceva stringere i corpi in intimità, mimava sì dolore, conflitto, amore, lussuria e addio, ma non faceva puntare l'occhio sule cosce e direttamente l'inguine. L'uomo, in effetti, scompare. Sembra (e dico sembra perchè sto vedendo solo foto) che della sua compagna non debba fare emergere  la sensualità e la femminilità, compreso quel non detto che è alla base del peccaminoso, quanto debba far sì che lei mostri il più possibile.  Si sa bene che il tango escenario, per antonomasia, è fatto per mostrare e non per provare emozioni da milonga. E che laltro tango, quello salòn (non per niente considerato un'altra categoria di gara) è più  costretto in passi e figure contenute che raccontano una storia e non sbattono in faccia le mutande. Milena Plebs, infatti, sui palcoscenici di Brooklyn ballava tango salòn. Elegantissimo, sensuale, romantico, raccontava una storia senza fine, perchè la fine la può scrivere solo chi guarda e recepisce. L'arte è questa. Il tango, che gli argentini ci hanno insegnato essere improvvisazione, qui ha tutto fuorchè quella. Prima di esibirsi le donne fanno stretching, ginnastica, aerobica, esattamente come tutte le ballerine di danza classica del mondo. Se non lo facessero, con le evoluzioni e le pressioni sulla colonna vetebrale e sulle gambe (che stortano e stirano da far paura) si spezzerebbero in pista, benchè ci stiano solo 4 minuti. Ho incontrato, qualche mese fa, una ballerina professionista fuori da una milonga. Parlava con un'amica di cisti nel costatoda operare con urgenza, lei diceva dovute agli stiramenti della pratica di Pilates, cioè quella ginnastica dolce su tavoli di legno che dovrebbe fare bene e infatti non conosco una ballerina professionista che non faccia Pilates. Quasi mi convincevo a farla anch'io, nonostante il tango per me sia un hobby e il mio corpo si spezzerebbe in cento pezzi se osassi anche lontanmente pensare di di fare quello che fanno queste coppie. Quella sera mi sono spaventata, ma anche chiesta quanti sono i guai fisici che provocano queste forzature. Ho osservato più volte le schiene di queste bellissime ballerine giovani: quante lordosi ho visto! Schiene sexy? Sì, molto. Ma povere loro che hanno trent'anni e spingono il loro corpo per apparire, guadagnare soldi e immagine. Però così vuole il mondo. Gli argentini plaudono e premiano i più bravi acrobati, gli artisti delle espressioni, del ti lancio e ti riprendo e spero che non ti spezzi la schiena se sbaglio. Mi sembra, tra vesitti succinti, nudità al vento e facce da tango stereotipato, che questo non sia tango, ma un'altra cosa. Piace a tutti, fa furore ed è di moda anche da noi, nel nostro piccolo. Dire che sono bravi è tutt'uno col dire che sono acrobati.

 
 
 

Scene di tango

Post n°629 pubblicato il 29 Agosto 2010 da malenamil
 

 
 
 

Milano e Mantova in finale!

Post n°628 pubblicato il 28 Agosto 2010 da malenamil
 

Ecco la lista compelta dei finalisti (lunedì) nella categoria tango salon:

  • 225 : Daniel Martinez Cadavid y Sofiani Mercedes Figueroa Vasquez Caracas VENEZUELA
  • 326 : Jorge Alves da Silva y Alexandra Baldaque Oporto PORTUGAL
  • 369 : Gustavo Rodriguez y Natalia Gastaminta Bahia Blanca ARGENTINA
  • 56 : Jose Luis Antonio Gonzalez Zu¤iga y Paulina Viviana Cazabon Gomez Santiago de Chile CHILE
  • 360 : Alejandro Beron y Aldana Rocio Silveyra Monte Grande ARGENTINA
  • 211 : Alberto Bosi y Rosanna Gaetano Mantova ITALIA
  • 269 : Maximiliano Alvarado y Paloma Berrios Santiago CHILE
  • 90 : Adrian Romero y Ana Lia Carrizo San Miguel de Tucuman ARGENTINA
  • 325 :
  • 394 : Diego Ezquiel Perez y Maria Soledad Cantarini Rosario, Santa Fe ARGENTINA
  • 300 : Juan Gabriel Contreras Zapata & Laura Alejandra Cardona Montoya , Bogota Colombia
  • 95 : Van de Voorde y Solange Acosta CABA ARGENTINA
  • 310 : Martin Custodio Concha y Luciana Ortiz San Miguel de Tucuman ARGENTINA
  • 348 : Brian Nguyen y Yuliana Basmajyan Los Angeles ESTADOS UNIDOS
  • 229 : Chaves y Tatiana Lopez Rodriguez,  Bogota COLOMBIA
  • 118 : Maximiliano Miguel Cristiani y Maria Belen Bartolome Mercado CABA ARGENTINA
  • 123 : Natsuhio Yamazaki y Hiromi Yamazaki Tokyo JAPON
  • 490 : Ariel Manzanares y  Daniela Sol Cerquides CABA ARGENTINA
  • 201 : Juan Martin Carrara y Stefania Colina Montevideo URUGUAY
  • 389 : Ricardo Jimenez y Victoria Torella Buenos Aires ARGENTINA
  • 234 : Nazareno Listur Borda y Mariana Mendina Gourgues  Montevideo URUGUAY
  • 331 : Mikage Urushihara y Arisa Urushihara Tokyo JAPON
  • 373 :
  • 363 : Roberto Montenegro y Lam Buenos Aires ARGENTINA
  • 220 :
  • 165 : Cristian Andres Lopez y Naoko Tsutsumizaki Tokyo JAPON
  • 297 : Kenneth Fraser y Sieglinde Fraser Stuttgart ALEMANIA
  • 136 : Paso Jan y Rui Saito Seul REPUBLICA DE COREA
  • 493 : Frank Carlos Obregon Delci y Jenny Carolina Gil Alvarez, Caracas VENEZUELA
  • 495 : Alejandro Martin Luna y Maria Ayelen Maldonado CABA ARGENTINA
  • 368 : Hector Acosta y Adriana Peral Comodoro Rivadavia ARGENTINA
  • 228 : Juan Carlos Katsuren y Saeko Miyazaki Tokyo JAPON
  • 294 :
  • 187 :
  • 87 : Andrea Bassi y Alice Gaini Milan ITALIA
  • 86 : Gabriel Marino y Elli Karadimou Atenas GRECIA
  • 285 : Juan Carlos Martinez y Nora Witanowski, CABA ARGENTINA.
Felicitaciones a todos !!!!

Semifinal Tango Salon Mundial 2010

 
 
 

L'Italia in semifinale

Post n°627 pubblicato il 28 Agosto 2010 da malenamil
 

Siamo alla fase finale: stasera a Buenos Aires ultimi giri di vite per la competizione che ogni anno rende Buenos Aires un palconscenico di tango mondialle per le categorie tango salòn e tango escenario.  Chi si classifica stasera entra in finale, lunedì per il tango Salòn e martedì 31, ultimo giorno del festival, per il Tango Escenario allo stadio  Luna Park (Puerto Madero)

Nel turno del  “Tango Salón”, sono  64 le coppie di Argentina, Colombia, Portogallo, Grecia, Paraguay, Germania, Giappone, Chile, Corea, Italia, Venezuela, México, Francia, Uruguay e Stati Uniti classificatisi nelle ronde preliminari, alle quali si sommano i campioni delle subsedi (15 nazionali argentine, 7 internazinali ripartite tra Colombia, Brasile, Giapppne, Italia, Uruguay, Venezuela e Chile). Per il tango  Escenario, saranno 120 coppie representanti di Argentina, México, Brasile, Chile, Italia, Bolivia, Colombia, Grecia, Venezuela, Giappone, Uruguay, Paraguay e Corea oltre ai campioni delle distinte sedi e subsedi nacionali e internazionali.

 

Mi scuso del fatto che, non essendo in questo momento a Buenos Aires e non disponendo dei nomi (che non sono stati pubblicati sul sito ufficiale) mi risulta al momento impossibile sapere chi sono le coppie italiane (erano tre quelle partecipanti) che sono riuscite fin qua a classificarsi.

I pronostici per lItalia comunque erano buoni già a giugno (durante la mia permanenza).

Nel 2009  campioni mondali della categoria tango salòn era stata una coppia giapponese, nella categoria tango escenario una coppia aergentina di Cordoba.

Nel 2008 i portenios avevano sbancato tutto in entrambi gli stili.

 
 
 

Va la ronda del tango salòn

Post n°626 pubblicato il 24 Agosto 2010 da malenamil
 

Cominciata ieri, termina oggi al salon Canning, la prima ronda classificatoria per le coppie che si contendono il titolo di ballerini mondali di tango salòn all'ottavo mondiale di tango a Buenos Aires che si concluderà coi vincitori il 31 agosto.

Ecco le coppie europee che partecipano (vincitori delle eliminatorie tenutesi a Torino lo scorso giugno), alle classificazioni salon e escenario:

TANGO ESCENARIO

La coppia prima classificata

CHRISTINA SARIOGLOU DE ZALAZAR e ROJER ISMAEL ZALAZAR (Thessalonica, Grecia)


La coppia seconda classificata

ORSOLA IULIANO e ROBERTO ORRU’ (Lombardia, Italia)


La coppia terza classificata

SARA MASI e MAURO ZOMPA (Toscana, Italia)


TANGO SALÓN

La coppia prima classificata

NATALIA PETROVA e VLADIMIR KHOREV (Mosca, Russia)


La coppia seconda classificata

ALEXANDRA BALDAQUE e FERNANDO SILVA (Porto, Portogallo)


La coppia terza classificata

ALICE GAINI e ANDREA BASSI (Milano, Italia)

 
 
 

Mondiali di tango

Post n°625 pubblicato il 24 Agosto 2010 da malenamil

 
 
 

Carlos Gardel figlio di....

Post n°624 pubblicato il 21 Agosto 2010 da malenamil
 

Tutti i conti tornano all'Abasto, dove il Morocho, la voce di Buenos Aires, l'immortale Carlito viveva con la mamma Berthe. Già, ma chi era la mamma di Carlos Gardel? Tra misteri e rivendicazioni di patria natia (tra Uruguay e Francia) c'è una storia affascinante nel mezzo, che ho spulciato per ore e mi ha fatto capire due cose: la prima è che Gardel rappresenta in pieno l'emigrante, e quindi Buenos Aires, la seconda è che forse era un hijo de puta, nel senso che la mamma era prostituta francese o che il padre era un hijo de puta uruguayo che aveva messo incinta una 15enne. Ci sono anche un paio di altre teorie: che fosse figlio di sfigati italani emigrati dalla provincia di Udine (Ovaro, paesino di 2000 abitanti) o di una famiglia umile ma non disastrata di Tolosa. La teoria francese di un gruppo di gardeliani a Tolosa che ci hanno anche scritto un libro su, sostiene che Charles Romuald Gardes fosse figlio di Berthe Gardes e di Paul Laserre. Il '11 marzo 1893, quando il piccolo Charles aveva 27 mesi, sarebbe sbarcato con la madre a Buenos Aires sul bastimento don Pedro. A sostegno della teoria si parla di impronte digitali prese al birbante Carlos nel barrio dell'Abasto dalla polizia nel 1904, confrontate poi con quelle del suo passaporto rilasciato nel 1923.  Gardel stesso però sosteneva di essere nato a Tacuarembò, in Uruguay, stessa partria del poeta recentemente scomparso Mario Benedetti. Secondo i francesi la spiegazione è semplice: negava la sua appartenzenza alla Francia perchè il primo agosto del 1914, con la chiamata alle armi di tutti gli europei in età da militare, Gardel ha rinnegato la patria (come molti del resto) e si è inventato anche sui documenti la nascita in Uruguay. Questa teoria, a prima vista logica, ha delle discrepanze. La prima è quella dell'arrivo della sola madre al porto di Buenos Aires nel 1893, cioè quando Buenos Aires era un postribolo gigante (6000 prostitute), anzi era considerata la città delle puttane per tutto il mondo occidentale per ovvie ragioni: otto uomini per ogni donna e una fuga all'altro emisfero delle donne rimaste incinta senza un marito in Europa. E a Tolosa non si spiega perchè il marito di Berthe non sarebbe andato con la moiglie, lasciandola invece in balia di altri uomini affamati in terra straniera. L'altra incongruenza è il nome del bastimento: don Pedro. Se da Tolosa si arriva a Buenos Aires si dovrebbe salpare da Marsiglia e non da Barcellona, ma su questo fatto non ho trovato riscontri e quindi taccio. Ho trovato invece le fotografie dei documenti originali di Gardel che indicano come luogo d nascita la città uruguayana di Tacuarembò. Falsificati? E perchè la polizia avrebbe dovuto aiutare un delinquentello come era stato lui nel barrio dell'Abasto all'epoca pieno di conventillos di immigrati, donnacce e italani che vendevano frutta e verdura nell'immenso mercato (da pochi anni trasfromato in lussuoso Shopping)?  La teoria della sua nascita in Uruguay non  è solo più vicina alla realtà e incredibilmente fiabesca, ma è anche il personaggio Gardel, cioè quello che poi diventerà. Cioè uno sfigato che ha saputo riscattarsi con la furbizia e il talento. Cioè un vero figlio del Rio della Plata, la terra promessa.  La storia uuguaya di Gardel comincia con la stessa data: 11/12/1890, ma sono diversi i personaggi. Carlito sarebbe figlio di Carlos Escayola e Maria Lelia Oliva, lui un politico dell'epoca gran figlio di puttana, ricco e spregiudicato, lei la sorella minore della defunta moglie, solo 15enne, che ha messo incinta per sbaglio durante un amplesso. Essendo il fatto vergognoso, il nenato Carlos (che si chiamerebbe a questo punto esattamente come il padre naturale) viene dato a una mignotta francese di Tolosa che faceva favori nelle case nobili, una certa Berthe Gardès, appunto. Dato a lei e spediti entrambi altrove, dapprima a Montevideo e poi, con Carlos ragazzino, a Buenos Aires. Il padre naturale non ha praticamente mai mandato i quattrini promessi e la poveretta si è accollata il figlio non suo che ovviamente bighellonava nelle strade, mentre lei che faceva per tirare avanti? L'Abasto era un barrio perfetto per lei, all'epoca, e molto meno per quella santa Berthe che si premurava di far sapere a tutti che era sua madre il cantante all'apice del successo. Di lei diceva che l'aveva fatto studiare canto grazie alle frequentazioni nelle case importanti, ma in realtà se anche ha frequentato quelle case, Carlos Gardel non aveva nemmeno le basi scolastiche e quando ha scritto il suo primo testo di tango (Mi noche triste) ha sbalordito tutti. Il fatto è che Carlos Gardel, che probabilmente si è cambiato il nome per renderlo più italiano (in Friuli appunto è comune il cognome Gardel) oppure per darsi una specie di nome d'arte, quando ha cominciato a cantare e, fortuna sua, a vivere nell'epoca della nascita della radio, ha scoperto di essere un gran talento, un simpaticone e un bell'uomo. Non era ancora mito, ma alle donne piaceva e la sua voce era quella di un usignolo malinconico, la stessa voce sentimentale che ammorbava l'aria dei figli degli emigranti che avevano capito che lì sarebbero rimasti per sempre e lì dovevano inventarsi un'identità forte, permeata di qualcosa di unico: il romanticismo nostalgico. La storia della sua morte è molto meno interessante dal punto di vista del giallo: il pilota colombiano a Medellin, che riportava il cantante a Buenos Aires dopo la fine della tounrèe in America Latina, si è messo a litigare in pista di decollo con un altro plota tedesco. Gli ha detto io ti passo sulla testa e così ha fatto: peccato che ci sia caduto sopra e i due piccoli aerei si siano incendiati. Perciò di Gardel non è rimasto niente e le sue spoglie incenerite sono rimaste sei mesi nel cimitero di Medellin prima di tornare nella sua città: Buenos Aires. Per arrivarci ci hanno messo 51 giorni ed era il 1935. Da quel momento Gardel è diventato un mito. La sua Argentina l'ha elevato a simbolo di povertà, fortuna e morte dei grandi, l'Uruguay l'ha rivendicato figlio suo, la Colombia si è messa a ballare tango da quel dì e la Francia? L'ha snobbato.

 
 
 

Il bandoneon

Post n°623 pubblicato il 21 Agosto 2010 da malenamil

Il bandoneòn è l'anima del tango. Si stira e si stira. Attenzione che può rompersi.

(dalla vignetta su Pagina12.com)

 
 
 

Nelly Omar ambasciatrice del tango

Post n°622 pubblicato il 18 Agosto 2010 da malenamil
 

La voce femminile del tango compirà 99 anni il 10 settembre.

Nilva Elvira Vattuone, vero nome di Nelly Omar, è stata nominata dal governo

- la segreteria della Cultura -  Ambasciatrice del tango.

Cantante, attrice e amata per la sua onestà e moralità, Nelly rappresenta

la musica argentina (tango e folclore) da 70 anni.

Auguri!

 

 

 
 
 

Cogli l'attimo - Ultima estacion

Post n°621 pubblicato il 18 Agosto 2010 da malenamil

 
 
 

Eva Luna, un caso da Facebook

Post n°620 pubblicato il 16 Agosto 2010 da malenamil
 

Eva Luna ha 5 anni.

Il 31 luglio scorso un ragazzo, su Facebook, lancia

l'allarme mettendo la foto di una bellissima bambina: mia sorella è stata

sequestrata durante le vacanze coi genitori a El Dorado, nella provincia

di Missiones, vicino alle cascate di Iguazù.

In pochi giorni internet si è riempito di questo visetto sorridente, di

mamme angosciate che chiedevano notizie della piccola sequestrata,

di link su Facebook e altrettante domande nei forum: ma perchè non c'è

 niente di ufficiale sui giornali se davvero Eva è stata sequestrata da un

maniaco? Ho fatto, come tanti, le mie ricerche. Ho scritto, come tanti,

 al fratello (di secondo letto) che lanciava l'appello accorato. Niente, nè a

 me nè ad altri è mai arrivata alcuna risposta. Che fosse stata una bufala

di pessimo gusto da Facebook?

E chi era allora quella bimba?

Ho scoperto, nelle mie ricerche, che  El Dorado è un luogo bellisimo,

proprio quello famoso dei cercatori d'oro, e sapendo del tristissimo e

diffusissimo rapimento dei minori (più femmine che maschi) dalle province

povere del Nord, tra cui Missiones appunto, ho cominciato a cercare i

precedenti. No, non ci  sono precedenti su bambine così piccole perchè i

sequestri sono  mirati  sullaprostituzione infantile e minorile dai 10 anni

in su.

Queste  bambine,  spesso meticce, figlie di famiglie povere, nei campi o in

 attesa dei bus da sole,  vengono portate via dalle bande che riforniscono l

e località (tra cui anche  Buenos Aires) dove è richiesta la prostituzione. Eva

 Luna  sarebbe stata  un'anomalia, data la sua giovane età, e restava la

 prospettiva del maniaco, la peggiore forse (ma cos'è peggio?) che faceva

pensare fosse morta.

Il padre di Eva vive a Buenos Aires e di fronte a una denuncia di rapimento

e tanta mobilitazione in internet ci sarebbe dovuto essere qualcosa di

ufficiale almeno sui giornali locali. Ma non si trovava. Finchè, qualche giorno

 fa,  il nome completo della bambina è stato dato e la notiza, in effetti, c'era.

Eva era stata  rapita (o meglio, trattenuta, il padre gliel''aveva portata di

spontaanea volontà) dalla madre naturale, Maximina Lugo, cioè l'ex moglie

 di Mariano  Montivero.

Nell' intervista di oggi rilasciata dalla madre (che ha in braccio la piccola Eva

nient'affatto sofferente di stare dove sta) si capisce che le cose non sono

proprio come erano state dette all'inizio. La mamma della bambina accusa

il marito di averla sequestrata (lui) quattro anni fa, e lei ora se l'è ripresa.

Il giudice di Buenos Aires aveva dato l'affidamento legale al padre e ora

la madre si è rivolta al giudice per riaverla. Perchè l'ha nascosta?

Ovvio: l'ex marito non gliel'aveva mai fatta vedere per quattro anni.

 
 
 
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SU DI ME

Sono nata e vivo a Milano. Giornalista professionista dal 1989, lavoro come dipendente in Italia per un gruppo di tre quotidiani e sono specialista di crimini familiari, ricerca di scomparsi e indagini di cronaca nera nazionali e internazionali. Ballo tango argentino dal 2000. Il mio primo soggiorno a Buenos Aires è del 2004. Ho condotto ricerche sulla storia dell'immigrazione in Argentina e della nascita del tango. Sono stata intervistata in diretta alla radio di tango 2x4 (2008), alla radio culturale de la Ciudad del Gobierno di Buenos Aires (2009) e alla radio dell'Università de La Plata (2004). I post scritti a Buenos Aires sono frutto originale delle mie ricerche, quelli scritti dalll'Italia attingono da varie fonti, principlamente quotidiani argentini.

 

BUENOS AIRES VIDEO

 

LA DANZA DELL'UNIVERSO

"El tango es una danza poderosa porque es armònica con el movimiento del sistema en el que estamos inmersos. Es la danza de Shiva, la danza che le da forma al mundo y el mundo le da la forma a esa danza. Tiene todos los elementos: el hombre, la mujer, al yin y el yang, lo circular, el abrazo"

 

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FIGLI D'ARTISTA: ARIADNA Y FEDERICO NAVEIRA

 

MALENA, LUCIO DE MARE-HOMERO MANZI 1941

Malena canta el tango como ninguna
y en cada verso pone su corazón.
A yuyo del suburbio su voz perfuma,
Malena tiene pena de bandoneón.
Tal vez allá en la infancia su voz de alondra
tomó ese tono oscuro de callejón,
o acaso aquel romance que sólo nombra
cuando se pone triste con el alcohol.
Malena canta el tango con voz de sombra,
Malena tiene pena de bandoneón.

Tu canción
tiene el frío del último encuentro.
Tu canción
se hace amarga en la sal del recuerdo.
Yo no sé
si tu voz es la flor de una pena,
só1o sé que al rumor de tus tangos, Malena,
te siento más buena,
más buena que yo.

Tus ojos son oscuros como el olvido,
tus labios apretados como el rencor,
tus manos dos palomas que sienten frío,
tus venas tienen sangre de bandoneón.
Tus tangos son criaturas abandonadas
que cruzan sobre el barro del callejón,
cuando todas las puertas están cerradas
y ladran los fantasmas de la canción.
Malena canta el tango con voz quebrada,
Malena tiene pena de bandoneón.

 

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FOLKLORE ARGENTINO: ZAMBA Y CHACARERA

 

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