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La Svizzera: più la conosco e meno mi piace il Ticino.

Post n°160 pubblicato il 25 Maggio 2016 da trudj85

Ma te pensa che cosa vado a pensare, e soprattutto dire: che il Ticino fa cagare. Sapete perché? Ve lo spiego molto volentieri: perché a conti fatti, a viverci da maggio 2011, mi rendo conto che non ha niente a che vedere col resto della Svizzera. E la cosa peggiore è cosa ne penso effettivamente. Avete presente la parte di scarico del gabinetto che sta subito dopo il sifone, in fondo a tutti quei tubi dove si raccolgono tutte le acque luride prima di essere pompati fuori forzatamente dalla fossa comune? Ecco, penso che mi son spiegato bene.

Perché? Per il semplice fatto che in 5 anni a viverci e ben 16 a lavorarci, oltre che aver lavorato anche nel resto della Svizzera nel frattempo, mi rendo conto di quanto marcioni sono, per non parlare di altri posti che, se mi azzardo ad accennare, mi considererebbero uno sputamerda nel piatto in cui mangio e da dove provengo. Ma il bello è che non sto sputando merda, sto cercando di spruzzare acqua e tutti che stanno lì con l' ombrello, come le merde secche che galleggiano sull' acqua e non vogliono dissolversi. Son contento che siate indignati, si, dovete esserlo! Come lo devono essere i ticinesi e tutti quelli che ci lavorano.

Sapete cosa pensano oltre Gottardo? Non proprio esplicitamente quel che penso io, ma la stima vi garantisco che indubbiamente è minore di quella che ho io per compassione dei compaesani, nemmeno dei connazionali.

Beh, quando sono entrato a contatto con questa realtà (e vi garantisco che dopo aver imparato ben 7 dialetti locali tra Italia e Svizzera italiana, 3 lingue (sto approfondendo anche una quarta) ed essendo autodidattta sia nel proprio lavoro che in altre materie, la cosa lascia alquanto sconcertati.

Ed ho solo conferma in quel che dico da diversi anni oramai, penso 13/14 circa non di più. La mia idea da allora non è mai cambiata, ha solo trovato conferman ogni volta. Ciò vuol dire che se uno trova sempre conferma, la realtà non è tanto distante. Vorrei parlare bene di casa mia, ma quando uno sa che cosa si fa in casa ed al suo di fuori, e mettendolo a confronto poi alla fine si rende conto che ciò che pensa è il giudizio di tutti gli altri esterni a quel piccolo posto (già di merda, ora peggio) da cui arriva, pur quanto sia grande l' Italia, la cosa fa riflettere.

Mi piacerebbe una volta discuterne più a fondo con uno straniero per l' Italia e vedere che salta fuori, dato che sinora l' ho fatto solo scherzosamente e non appare bella, né l' Italia, nè le zone di frontiera ticinesi e grigionesi.

Direi che alla fin della fiera se non vado a litigare e farmi mandare a fanculo è già tanto. Cosa che scusate, ma lo fanno già per gelosia.

Molti pensano che il mondo del lavoro è separato dalla vita privata, come dall' economia. Beh, mi spiace contraddire tutti quelli che la pensano così, come voglio contraddire chi dice che sono tutti intrinsecati l' un l' altro. Beh, siete tutti fuori strada. Prima di tutto dovete guardare chi avete intorno a voi. Solo in base ad essi potete pensare di farvi una base oppure no. Secondo, dovete guardare che cosa fanno gli altri. Certo, perché se vi mettete a produrre latte in polvere da parte ad una fattoria che sforna 5000 litri di latte al giorno col cazzo che riuscirete anche solo a campare, vi rovinate voi e rovinate il lavoro a chi c' è prima di voi. Ecco, a questo punto volevo arrivare: rovinare e rovinarsi il lavoro.

In Ticino (nettamente di meno negli altri cantoni, per mentalità) principalmente succede questo: le ditte storiche locali devono inventarsi un modo per tirare i prezzi e stressare i propri operai per cercare di star dietro ad una concorrenza che, arrivando dall' estero ma ultimamente anche dall' interno, fa di quei prezzi che non stanno né in cielo né in terra e non è possibile nemmeno concorrere con questi prezzi. Si, dico questo perché mi è capitato pure a me di dover far fronte a persone che lavorano per meno di 30.- Chf all' ora come elettricisti, e non parlo di salario ma parlo di fatturazione al cliente, quando invece io come minimo per riuscire a starci coi costi devo stare almeno sugli 80.- Chf (che è già molto poco) per far fronte alle spese dell' attività lavorativa. A tutte, non solo quello che va a me come operaio o a chi ho avuto come collaboratore.

Questo è possibile quando iniziano a trovarsi lavoratori stupidi che aprono ditta individuale e lavorano per persone che domandano di non fare la fattura e fargli un prezzo più basso. Certo, è capitato anche a me un paio di volte di fare questa cosa, ma ho deciso di non farla mai più perché alla fine dei lavori mi sono accorto che ho smenato circa 1/3 di quello che potevo realmente fatturare e circa la metà di quello che potevo realmente guadagnare, senza tener conto che il rischio di lavorare a queste condizioni sono estremamente gravi in caso di incidente. Si, perché anche avendo tutte le assicurazioni di lavoro possibili ed immaginabili nessuno copre questo genere di cazzate, che saltano sempre fuori anche a distanza di anni quindi poi diventa peggio, senza andare nei dettagli.

Io direi, che potremmo fare tutti quanti le persone oneste e non cercare di realizzare i castelli per aria, che poi si sa dove vanno a finire: da nessuna parte perché come cadono si disintegrano, e cadono subito. Quindi vuol dire che se cadono subito, si rovina subito in quel momento il lavoro ed anche successivamente, dove per recuperare poi ci si impiega una marea di tempo e di denaro. Cominciare qualcosa non è facile e lo garantisco tanto quanto ho un' attività autonoma nel mio ramo, perché per cominciare a guadagnare devi incominciare a non fare più nulla sperando che sotto sotto non ti tagliano le gambe dall' interno (come quella signora italiana che ha rovinato la contabilità ad un' azienda del luganese girando a sé i pagamenti dei clienti per permettersi uno stile di vita lussurioso, cosa impossibile da parte di una contabile che lavora onestamente. Ed è un peccato, perché oltre a rovinare il suo nome, ha rovinato la credibilità dell' azienda in cui lavorava, quello di tutte le altre sue colleghe del ramo, e quello di tutte le altre attività simili nel settore. Senza contare poi che comunque la contabilità si fa in ogni attività lavorativa, dunque tutti quanti si saranno in un certo senso "ravveduti".

Io lascio a voi questo mio pensiero che ho vissuto di prima persona e l' ho già sentito raccontare da diverse persone, fate vobis poi quel che ne volete. A vostro credito, a vostro debito.

 

Marco 

 
 
 

Germania, una volta comunisti una volta fascisti, a convenienza.

Post n°159 pubblicato il 02 Maggio 2016 da trudj85
 

"Fermare l'immigrazione e respingere l'Islam, giudicato incompatibile con la Costituzione tedesca. Sono tra le parole d'ordine riecheggiate nel congresso dell'AfD, che si è chiuso domenica a Stoccarda, segnando una svolta a destra del partito populista.

La formazione, galvanizzata dai sondaggi che la danno in grande crescita, punta alle elezioni legislative del 2017, dopo essere entrata nella metà dei parlamenti regionali tedeschi.

"Instaurare la legge della sharia sul suolo tedesco non è possibile", avverte Jörg Meuthen, uno dei responsabili del partito. "E il modo in cui sono trattate le donne in base al Corano non è compatibile con la Costituzione tedesca. Ma ciò non vuol dire che siamo contro persone di confessione musulmana che vivono qui in maniera pacifica e integrati."

L'AfD è risalita dal 3% à 13% negli ultimi mesi, secondo quanto scrive il giornale Bild, diventando la terza forza politica del Paese.
Nel suo programma una visione conservatrice della società, la promozione della democrazia diretta, la semplificazione del sistema fiscale e l'uscita dall'euro, attraverso un referendum.

Il partito intende vietare minareti e velo integrale, in un Paese abitato da quasi 4 milioni di musulmani."

 

Questa la notizia uscita ieri sera tra le pagine web del sito Euronews.com (clicca sul testo per andare alla notizia). E pensare che proprio la Germania è lo stato che aveva fatto enormi pressioni andando a chiedere alla popolazione europea "comprensione" verso chi meno agiato di noi. Come mai questo cambio d' idea improvviso? Penso che le ragioni stiano tutte nella ragione della razionalità. Quando l' Italia si era sobbarcata dei migranti del mar Egeo aveva chiesto di considerare questo ed agire tempestivamente e non di aspettare a discuterne perché erano costi che poi gli italiani si accollavano ancor prima che la famigerata Unione Europea, non voluta ed imposta senza nemmeno un referendum. Germania che fa dietrofront dunque, a distanza di 80 anni dalle guerre mondiali questo paese non si smentisce. Non intendo dire che sono razzisti allo stesso modo del nazismo, o che siano nazisti e stan cercando di trovare un modo per passare inosservati, per carità, sto dicendo che sono un po' come delle bandierine al vento.
Se è vera la storia (che in tutti i modi è stato cercato di travisare e nascondere) che il paese tedesco ad un certo punto della seconda guerra mondiale ha chiesto di terminare la guerra in corso e non è stato minimamente ascoltato, come la storia della scoperta dell' America (che contrariamente viene spiegata anche nei libri di scuola facendolo passare per "una cosa buona") tutti buoni, un nuovo mondo incontaminato, molteplici risorse, e tutte le altre stronzate che ci han voluto raccontare.

Io dico la mia: tutte queste son palle e scuse gestite da giochetti politici e monetari. Da chi e per far guadagnar chi di certo non lo so', posso garantire che le guerre fatte sinora e tutti queste "associazioni" politiche di globalizzazione molti le intendono come positive e progressiste, quando invece se ci riflettessimo un po' tutti quanti sono solo tentativi di un' ulteriore schiavizzazione che vengono abbandonati poi in termini brevi per evitare che se ne parli e si arrivi a conclusioni che certi "utopisti di libertà e benessere comune" intendono come se sono il futuro del mondo. Certo, lo saranno fin tanto che ci sarà l' ambizione di volere accomunare tutti sotto un' unica idea. Quest' ultima frase mi ricorda il film "L' era glaciale - Il disgelo" dove Sid in un primo momento si sente idrolatrato dai suoi simili per poi scoprire che lo vogliono sacrificare. Beh, ottima insegnamento dai cartoni animati direi.

 

 
 
 

Cronaca sul confine della vita: verità o menzogna?

Post n°158 pubblicato il 14 Novembre 2015 da trudj85

Rainews, ore 11.30: Pier Ferdinando Casini, presidente commissioni esteri del senato italiano, viene intervistato riguardo gli attentati a Parigi della precedente nottata. Al momento da fonti ancora a me sconosciute, l' Isis ha già accennato ad altri attacchi a Washington, Roma, Londra (ora ricordo queste).

 

Personalmente spero che questi attacchi vadino a buon fine nonostante ho parenti nelle vicinanze di Roma. Il motivo? L' eurozona, l' Unione europea, la comunità economica europea, tutti i modi in cui volete chiamarla questa zona che sta diventando un grande paese unico, ci manca solo che politici ignoranti si accordino su un' unica lingua magari l' inglese così eliminiamo ogni problema a parlare con le americhe.

 

Questa direzione presa da politici non votati e non voluti attraverso la loro ignoranza stanno giocando con il mondo intero col rischio (da un momento all' altro come già è appena iniziato in Francia) di creare conflitti, contese, contrasti, discordie, dispute, lotte e scontri tutti con armi da fuoco, esattamente come ha creato la Casa Bianca a partire dagli anni '80 nei paesi arabi con la fondazione dell' Isis stesso. Per cosa l' avevano fondato? Per avere il predominio sulle risorse primarie locali, diciamocelo chiaro.

Per l' economia globale in quel periodo il commercio dell' auto aveva trovato il modo per avere un boom economico pazzesco, il migliore di tutti i tempi sino ad allora. All' epoca il presidente degli Stati Uniti d' America era Ronald Reagan dal 1981, seguono poi in ordine cronologico George H. W. Bush 1989, Bill Clinton 1993, George W. Bush 2001 e l' ultimo ed attuale Barak Obama.

 

Io ricordo dalla mia infanzia che già Bill Clinton parlava di ritirarsi dal Medio Oriente, dal 1991 sono passati 24 anni e ad oggi, dopo aver accennato agli interessi sopra, fossi negli arabi nativi di quelle parti ne sarei stufo e coglierei solo le possibilità e le realtà che sono già state create, che sono già presenti a questo mondo, senza inventarmi nulla di nuovo. La persona media europea ed americana sicuramente si ritrovano sconcertati alla luce dei fatti di questi giorni. Non bisogna aver paura di attentatori ed islamici, bisogna tirar giù dal potere i signori e le signore al comando dell' Europa e dei suoi paesi e bisogna dire BASTA a questa politica di terrorismo, guerra e distruzione. Tutto ciò sta creando fame e povertà nel mondo per il volere di pochi e le spalle di tutti. Chiedete ad un bambino che cosa farebbe lui se si ritrovasse a vedere un altro bambino che subisce un torto o semplicemente non ha da mangiare nemmeno un biscotto. La prima cosa che fa è dargli ciò che ha, non picchiarlo, metterlo contro a chi gli ha fatto torto od altro.

 

Prego che tutta sta violenza si sfoghi con il minimo dei danni possibili ma che quei pochi danni vadino a prendere proprio quelle persone che hanno inzigato e stan permettendo tutto questo. Mi rivolgo a tutti gli europarlamentari che puntano a far cedere la Svizzera con la sua politica di neutralità, segreto bancario, la propria moneta e non l' Euro come moneta unica, ed il mantenimento delle frontiere a differenza del resto dell' Europa.

 

La signora Merkel giusto pochi giorni fa ha iniziato a fare marcia indietro sulla libera circolazione e l' apertura delle frontiere. Dalla Germania nella prima parte del 20esimo secolo sono proprio scoppiate le due guerre mondiali. Le allora fabbriche di armi e veicoli da guerra, delle quali tante prima producevano tutt' altro, al giorno d' oggi o sono sparite oppure sono sotto famosi marchi di case automobilistiche, in particolare BMW e Mercedes. Chi tra queste ed altre produttrici di auto non ha effettuato mai e poi mai un veicolo militare, contribuendo allo svolgimento di attività di guerra? Perché dovremmo seguire una Merkel e tutti i politici europei alla globalizzazione? Siamo già globalizzati, ed ognuno ha già i suoi confini che delimitano il proprio spazio dove sta, sia di casa che di cultura. Ogni angolo di questo pianeta ha una cultura da raccontare che giorno per giorno viene presa a bombe da chi invece non è capace a conoscere il mondo con il giusto spirito di non invasione, non occupazione, non sfruttamento, non inquinamento, non uccisione del prossimo.

 

Le religioni sono ancora l' ultimo punto di aggancio tra la ragione e la follia, e noi cittadini medi stiam facendo di tutto per disfare, sfasciare la cultura esistente e provare a crearne una nuova ed unica. Si è già visto col passare dei secoli questo modo di fare che è stato solo ed esclusivamente un buco nell' acqua. Riflettendo su queste parole allora posso dire che le varie religioni sono movimenti esoterici volti a portare la cultura e l' io personale a divenire scopritori di coscienza e non devastatori di vita. A prescindere, credo che siano filosofie puntate ad osservare con il corretto spirito il mondo in cui ci troviamo a vivere, per vivere senza lasciare i nostri problemi personali ad altre terze persone che, magari, le vedremo solo un istante nella nostra vita.

 

 

Marco V

 
 
 

Frontalieri in Svizzera. La legge è coerente o se ne sbattono tra paese e paese?

Post n°157 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da trudj85
 

Curiosavo tra le pagine del sito admin.ch in cerca della raccolta delle leggi ufficiali e dell' articolo sul frontalierato, e mi sono imbattuto invece in degli accordi - tutt' ora attivi e non abrogati - in vigore nella Confederazione. Son solo 6 articoli, ma parlano molto chiaramente ed esplicitamente sugli accordi fiscali per quanto riguarda questa fetta grossa di lavoratori.

Quello che ho trovato è abbastanza imbarazzante sin dalle prime frasi nei primi 3 articoli, qui sotto vi lascio il link diretto all' accordo tra la Svizzera e l' Italia relativo all' imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine.

Beh, leggendolo tutto mi rendo conto che gli incontri tra le parti politiche italiane ed elvetiche riguardo le imposizioni fiscali che hanno accordato di recente (per quanto riguarda l' imposizione fiscale sui denari guadagnati dei lavoratori) son tutta una farsa, e mi domando perché si prendono certi accordi senza tener conto di cosa è già stato accordato in precedenza, andando così a mettere in contrasto gli accordi presi in precedenza con quelli voluti tutt' oggi. Se si vorrebbe davvero applicare un nuovo accordo bisogna che esso sia coerente con tutto ciò che è già in vigore, discutere ed eventualmente abrogare accordi attualmente validi.

 
 
 

Partito Operaio Popolare

Post n°156 pubblicato il 26 Gennaio 2015 da trudj85
 

Domenica 25.01.2015 nasce il Partito Operaio Popolare in Ticino, alla Casa del Popolo di Bellinzona (è un bar attrezzato di sale per conferenze).

Nasce in questi ultimi mesi con il bisogno di dar spazio alla voce dei ceti popolari, della maggioranza della forza lavoro in Ticino, nasce dalla mancanza del sentirsi rappresentati dagli attuali partiti di sinistra che vengono recepiti come meno vicini alla maggioranza della popolazione e tendenti alla capitalizzazione del mondo del lavoro.

Nasce dalla necessità che si sono create in questo paese di ristabilire l' equilibrio dello sviluppo sociale e la troncare la speculazione che viene attirata dalla forza della piazza economica - quale è la Svizzera - gestita da borghesi ed accentuata dalla possibilità di multinazionali di operare a livelli economici non concorrenziali e non sostenibili con la realtà locale.

Ci troviamo in questi anni a far conto con una zona euro debole, con un' America che punta al disfacimento del segreto bancario, anche se rovina con la propria banca centrale, ci troviamo con un' Europa debole nel sistema politico, nel sistema monetario, nel sistema lavorativo, creato da società attive internazionalmente che continuano a muovere capitali e spostare il lavoro dove costa meno, aumentando i guadagni per chi gestisce ed esegue queste manovre e diminuendo le realtà di lavoro, delocalizzandole dove la manodopera ha un costo inferiore oppure smantellandole del tutto, come è già successo senza far troppi nomi.

Nasce un Partito Operaio Popolare fondato su gente comune, gente a diretto contatto con i lavoratori, nasce con lavoratori stessi attivi o in pensione che si sentono in dovere di mantenere l' equilibrio che ultimamente sta venendo minato da padroni speculatori nei campi dove la manodopera è di fondamentale importanza per procedere con i lavori.

Nasce dalla necessità di formare nuovamente imprese pubbliche che possano essere la base solida per il continuo sviluppo dell' economia locale, in modo solido ed al servizio di tutti i cittadini e cittadine.

Nasce dal problema che la Svizzera è ancora un paese dove mancano leggi sui salari minimi e su un orario massimo di lavoro giornaliero, come invece si vede in altri paesi industrializzati. Non c' è neppure un sistema di pensionamento anticipato, ed ultimamente a tutto ciò stanno cercando di infierire pure padroni che denunciano i sindacati che si prendono la briga di informare e tutelare i lavoratori dei propri diritti e doveri, oltre che a licenziare abusivamente e minacciare di posticipare il pagamento dello stipendio. Oppure minacciare di rimpiazzare un dipendente con un' altra persona qualsiasi, tanto hanno a disposizione migliaia di curriculum vitae perché soprattutto nelle zone di frontiera la liberalizzazione del mercato del lavoro e del commercio permettono si di abbattere i costi alle imprese, ma abbattono anche posti di lavoro e di conseguenza paralizzano la società non distribuendo più la moneta come pegno del lavoro svolto.

Di conseguenza ci ritroviamo col culo per terra perché non abbiamo la possibilità di guadagnare i soldi da spendere per vivere. E ci ritroviamo a seguire una vita ed attività con mentalità individuale, a discapito della normale e sana vita che ognuno di noi potrebbe fare se tante lobby interne ed esterne alla Svizzera (ma anche in qualsiasi altro paese) non speculassero col capitalismo e la robotizzazione di posti di lavoro dove non serve (tipo magazzini).

E' una politica sbagliata quella fatta su servizio dell' economia, che si basa su permessi di lavoro deboli che rende tutte le persone ricattabili, qualsiasi. Ci mette gli uni contro gli altri, e mette i lavoratori nelle condizioni di prestarsi a lavorare in alcuni casi anche gratis, per evitare di perdere il permesso di soggiorno dopo la votazione del 9 febbraio 2014.

Ci siamo stufati di vedere persone quasi come noi che dicono di far politica ed invece giocano con la finanza. Dal mio punto di vista... tanto vale comprare persone e schiavizzarle, usando stranieri per soddisfare i bisogni dell' economia. In Svizzera non sono razzisti, ma il 9 febbraio scorso all' iniziativa UDC contro l' immigrazione di massa la popolazione svizzera ha votato no perché anche tanti hanno a casa i figli senza lavoro, grazie alla condotta politica mantenuta dagli anni '70 ad oggi.

 
 
 

Facebook

Post n°155 pubblicato il 26 Novembre 2014 da trudj85
 

Anno vecchio, arrivano già le soluzioni per l' anno prossimo, senza domandare ai diretti consumatori che ne pensano.

Cioé, di che sto parlando? Il portale di facebook già da quest' oggi comincia a diffondere la notizia che dall' anno nuovo cambieranno - o meglio, son già pronte per essere cambiate, e chissà che invece siano misure già attive - le condizioni di utilizzo del portale e le normative sulla privacy.

In questo comunicato si accenna che verranno utilizzati l' interscambio dei coockie dal computer dell' utente a quelli di facebook; leggendola son rimasto perplesso e la prima cosa a cui ho pensato è questa: dall' anno prossimo facebook si prende l' autorizzazione senza consenso di prelevare dati dal vostro computer riguardanti le pagine internet che visitate senza chiedere anticipatamente la vostra autorizzazione, o meglio scaricandosi i vostri coockie dal browser del vostro pc.

Una scelta (sperando sia poi effettivamente efficace a riguardo) sotto sotto c' è, e leggendo l' ultimo trafiletto in fondo a questa pagina c' è indicato su come potete decidere voi stessi sulle aziende partner (di fb, n.d.) a cui lascerete il consenso e libero accesso alla raccolta ed utilizzo delle vostre informazioni. Comincio col riportarvi parte del testo (senza farvi andare a leggere in fondo a quella pagina dal pessimo colore, bianco e blu)

Se non desideri che Facebook o altre aziende raccolgano o usino le informazioni basate sulle tue attività su siti Web, dispositivi o applicazioni esterni a Facebook al fine di mostrarti le inserzioni, puoi disattivare l'opzione per tutte le aziende partecipanti mediante laDigital Advertising Alliance negli Stati Uniti, la Digital Advertising Alliance of Canada in Canada o la European Digital Advertising Alliancein Europa. Puoi anche disattivarla usando le impostazioni del tuo dispositivo mobile.

Beh dai, sin da subito sono espliciti e sinceri dicendo chiaramente che essendone i proprietari si prendono il diritto (senza chiederne il consenso) che accederanno alla raccolta sistematica e statistica di informazioni a nostro riguardo per utilizzarle a fini commerciali.
Ora mi domando: ma siamo davvero sicuri che al giorno d' oggi ci sia qualcuno davvero "anonimo" a questo mondo? Secondo me la risposta è no, perché in un modo o nell' altro viene lasciata una traccia se non da noi personalmente da terze persone che magari usano il pc a lavoro ed inseriscono i nostri dati tra programmi e documenti.
E come abbiamo visto con Wikileaks il mondo digitale non conosce limiti.

Fortuna e per sfortuna. Chissà... io spero solo che non mi arrivi a casa qualcosa da pagare o comunicazioni varie da parte di sconosciuti senza che abbia effettuato l' acquisto o dato il consenso di mia spontanea volontà. Anche se devo dire che nonostante le dovute accortezze sul web e l' offuscamento dei miei dati personali dalle raccolte pubbliche (rubriche, elenchi targhe, ed altro) sembra proprio non ci sia verso di farsi i fatti propri senza che qualcuno venga a ficcarci il naso contrariamente magari al nostro consenso.

E' lo stesso identico discorso - questo per l' Italia - delle tessere sanitarie e di conseguenza dei codici fiscali. La società che crea quel genere di documenti (tra l' altro facilmente falsificabili) nella sua normativa e prassi di lavoro per poter stampare tali dati ha bisogno il consenso esplicito del detentore di essi. Il tesserino sanitario io non l' ho mai voluto sinceramente, mi è arrivato a casa un giorno senza che domandassi nulla. E i miei dati, chi glieli ha dati? Lo stato italiano... ah grazie! Ahahahahah come sono ironici il mondo e la ragione, vero?

Ma per favore, lasciateci la nostra privacy una volta per tutte senza schiavizzare nessuno, anche coi dati! Grazie

 
 
 

Libero.it: il portale della sensualità o sessualità? Oppure segue l' andazzo della società?

Post n°154 pubblicato il 20 Ottobre 2014 da trudj85
 

Quanti utenti che ci sono su questo portale... sicuramente sono solo una fetta della popolazione del web. Beh credo siano a sufficienza per creare una buona comunità di persone che (collaborando tra di loro) riescano a costruire una buona rete di informazione, sperando libera e non condizionata o vincolata.

Ma... non posso fare a meno di notare - ogni volta che entro sul portale di Libero.it, soprattutto la sezione Community - che ad ogni click ci sono almeno 2 foto o di tette o di culi. Ahahahahahahahahahah!!! Eh si è vero! E se non son decolté formosi o fondi schiena rimarcati da abbigliamenti semitrasparenti - o meglio, semipresenti - troviamo collegamenti a notizie e gossip a qualcosa che ad ogni modo è incentrato sul tema della sessualità o sensualità. O comunque si riporta ancora all' osservanza del corpo in una qualche maniera. Sarà che su Libero nel nostro profondo inconscio siamo tutti un po' una banda di pervertiti sessuali e di conseguenza ciò che leggiamo e mostriamo sono i nostri istinti più nascosti e repressi? Il problema però si riscontra tristemente anche altrove, non è questione solo del web o di questo singolo portale - che cito a scopo di riflessione e solo perché è il primo che capita sotto gli occhi - ma si riflette in molte fonti di informazione che abbiamo a disposizione.

Sembra che il senso del pudore è passato dietro al bisogno di comunicazione personale ed impersonale. Quello che noto è che sembra ci sia una logica di pensiero quale:

- "la restrizione per non passare ad essere giudicato pornografico o - più imbarazzante - vietato ai minori di 18 anni, è il non mostrare direttamente parti intime - capezzoli compresi - o atti sessuali espliciti."

Ma per atti sessuali - puntualizzo - ci sono anche le pose tra due (a volte anche più, ma non è il nostro caso) persone.

Ci sarebbero due piccole qualità nelle persone - si spera in tutti i sensi - mentalmente mature, sarebbero il cosiddetto senso di osservazione e autovalutazione, che portano il singolo individuo a paragonarsi con gli altri individui, osservando sé stessi in relazione a ciò che osservano negli altri. Non sarebbe male se si andasse ben oltre al semplice imbarazzo del non dire esplicitamente certe cose, anche se io preferirei che "il senso del pudore" citato sopra sia rivolto almeno al buonsenso di essere maturi nel costruire una società in cui si regolino gli spazi e gli argomenti secondo l' utenza.

Sembra di avere a che fare con una questione di marketing basata sul detto "tira più un pelo di gnocca che un carro di buoi" e ciò non fa bene alla salute umana perché incita, ossessiona e condiziona alla base il proprio modo d' essere e di sviluppo della personalità. Che senso ha basare sulla vasta tematica "sessualità e sensualità" i rapporti personali ed interpersonali? E' una questione che alcuni di noi hanno bisogno di mostrarsi indirettamente? Oppure che ci sia il forte bisogno di sfogarsi con l' espressione e la creatività di queste tematiche?

Credo solo che ogni tanto ci dimentichiamo di osservare, causa stanchezza, stress, bisogno di essere veloci e spicci, e questo diventa tutto a discapito della riflessione e del ragionamento. E basta davvero molto poco per rimediare a questa sbadataggine: basta prendersi il tempo necessario per leggere, parlare, scrivere, e poi rileggersi e riflettere su ciò che il nostro agire potrebbe influenzare quello degli altri. Ma c' è anche un' altro fattore da tenere presente: un sistema gerarchico di approvazione e compiacimento. In alcuni casi il narcisismo supera addirittura ragione e buon senso, e spero che non sia il caso almeno nel portale di Libero...

 
 
 

...ritorno al futuro

Post n°153 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da trudj85
 

E' un famigerato ritorno al futuro questo ritorno a scrivere su questo blog. Già, infatti se guardate le date ddi pubblicazione dei post noterete che è passato un anno esatto esatto dall' ultimo post. "Coincidenze"...

 Ma, pensavo... di questi tempi se ne sentono e vedono di tutti i colori in costante crescita esattamente come vorrebbe la statistica per l' economia che nell' ultimo decennio se la sta mettendo nel di dietro da sola, pur nonostante tutto ciò se la cava ancora egregiamente. Forse non è di una statistica che si dovrebbe parlare, né dello stato demografico, né dello stato economico, né dello stato legislativo o politico (argomenti con cui perennemente riusciamo a saturarci trascurando molte altri temi o bisogni). E' un esame di coscienza quello che mi sto facendo ora mentre sto scrivendo, mentalmente sto tentando di focalizzare un argomento su cui continuare il post, l' unica cosa che mi viene in mente è parlare di me e della società. In che giorno siamo, in che anno siamo, in che mondo viviamo, in che contesto viviamo? Tutti dubbi e pensieri che dovrebbero essere alla base di tutti noi stessi, invece una grossa fetta della popolazione è abitata a frastornarsi di caos e "qualcosa che faccia da sottofondo" allo stato di attività della nostra mente. Esattamente come sto facendo io ora, con la discografia dei The Clash di sottofondo.

Sto notando che sto riprendendo lo stesso discorso del precedente post, dove accennavo nelle ultime righe alla riflessione personale: forse la chiave di interpretazione della nostra vita, in base alle nostre attuali calacità.

Già, riprendo di nuovo lo stesso discorso per andare a parlare del mio punto di vista riguardo la situazione generale di tutti noi nel mondo, cittadini del mondo. Noto con singolare curiosità che stiamo camminando in due direzioni completamente opposte nel nostro modo di viverci, una è la preoccupazione di diventare sempre più indipendenti e formati - dal punto di vista della cultura personale - l' altra è la necessità di trovare una valvola di sfogo per dar spazio al nostro più naturale modo d' essere, l' essere sempre giovani e vitali. Al posto di queste due ccose avrei voluto scrivere invece che stiamo puntando all' interesse personale ed allo sfogo egoistico, ma se scrivevo proprio così avrei deviato completamente anche le mie riflessioni.

Sto parlando di coscienza, di sapere, di cultura, ma anche di personalità, di carattere, delle proprie emozioni. Parole parole parole, milioni di parole vengono tutt' oggi scritte per soddisfare la richiesta lavorativa di un' attività pratica che dovrebbe poi saziarci al fine del mese. L' informazione porta a così tanto? Si, ma non proprio per l' utilizzo che se ne fa oggi.

Parecchi di noi ha a che fare col web oramai punto di informazione più seguito rispetto al cartaceo, ed impiegato parecchio pure da chi il web dovrebbe usarlo non come fonte di prevenzione e anticipo nel proprio lavoro. Anche se si può dire con altrettanta facilità che la gente al giorno d' oggi non segue proprio un bel niente, o meglio: le capacità ed i mezzi che ha a disposizione molta gente li usa per pulirsi il culo piuttosto che utilizzarli per lo scopo e la funzione per cui sono stati messi a disposizione, o peggio ancora per lo scopo per il quale sono stati effettivamente pensati. Sto dicendo che molto spesso usiamo (faccio un paragone) una macchina per occupare il tempo che - pensandoci bene - è tempo che non siamo in grado di occupare. Ci atteniamo ad utilizzare il cibo per alimentarci, ma spesso non ci rendiamo conto che buttiamo via parecchio del cibo che ci procuriamo. Seguiamo studi ed informazioni in svariati modi, ma la maggior parte delle volte ci si parla tra amici e conoscenti e si sta attenti quando si parla (alla situazione, al posto in cui parliamo per la gente che c' è intorno a noi) senza pensare che magari c' è anche solo una persona che ha bisogno di ricevere informazioni che potrebbero davvero cambiargli la vita ed aiutarla a risolvere parecchi problemi che lo bloccano nella propria vita.

Sto dicendo che la maggior parte della nostra vita la passiamo tentando di sincronizzare soltanto la prima cosa che ci capita sotto al naso o in mente per renderci la vita migliore. Stiamo facendo giusto oppure buttiamo fuori soltanto i residui di una logica di marketing (compra/prendi/tieni che deve essere utile per te)?

Io credo che al giorno d' oggi ci stiamo soltanto prendendo in giro un po' tutti quanti con la logica dello stare al mondo e la scusa del "vivi e lascia vivere" e ci destreggiamo davvero molto bene per nascondere a noi stessi la realtà della nostra vita. Bisogni e necessità che poi, sotto sotto, son completamente indipendenti da come va effettivamente il mondo nel suo complesso e nei vari angoli del pianeta.

Qui dove sto ora, in Svizzera, mi rendo conto che effettivamente non cambia più di tanto rispetto a dove abitavo prima in Italia. Certo, molte cose son diverse a partire dall' organizzazione e dal valore sociale che viene dato alla dignità di ogni persona. Qui il concetto di persona è sviluppato in modo che devi necessariamente autoimparare ad essere cosciente per davvero, e questo ti cambia molto ti fa crescere molto più coi piedi per terra e fa riflettere davvero. O almeno, si spera. Io a distanza di 4 anni circa di abitazione e 15 anni di attività lavorativa posso dire che sto facendo un grande lavoro mentale di riflessione sul concetto di vita, di stato politico, di società, di cultura non indifferente, e tutto posso dirlo con sfacciataggine che lo sto facendo con molta facilità. Non sto invitando nessuno a trasferirsi in questo puntino d' oro in mezzo al cuore dell' Europa (che sta passando momenti molto difficili, lo ammetto pure io) che di sto passo si sgretolerà completamente rischiando caos e rivolte popolari forse peggio delle due famose guerre che accompagnarono la prima metà del 20esimo secolo. Anzi, ci tengo a dissuadere tutte quante le persone a sto mondo a migrare in un paese che si crede migliore, o a cercare lavoro allo stesso modo.

La Svizzera si sa, è il paese che economicamente sta meglio di tutti, ma non per questo io credo che sia una motivazione principale o in più per venire qui. E' un paese che da tanto, ma quando cominci ad avere tanto se rimani umile nel tuo io, ti rendi conto che devi anche dare almeno altrettanto e devi soprattutto metterci costanza e sempre impegno, niente vien regalato ed è un attimo rischiare di andare sotto un ponte. Ma soprattutto mi domando: ma che cavolo vuole l' Europa e la comunità europea da questa Svizzera che sta nel cuore di quest' area geografica come un puntino insignificante, e ci sta con la neutralità politica e militare da sempre?

E la gente in tutto il mondo ne parla della Svizzera e sa che paese è, al confronto di tutti gli altri paesi di questo mondo. Mi domando se c' è qualcuno che riflette su qeusto fenomeno che si sta manifestando: la migrazione delle persone. Perché la gente viene in Svizzera tutti i giorni a lavorare, perché viene a farsi curare, perché viene ad investire e mettere i propri soldi, perché la gente parla ed è attratta dalla Svizzera? Semplicemente perché è un paese neutrale a livello politico, militare, sociale ed economico. Pur nonostante sia un paese molto autoregolato, molto curioso, molto curato, molto sotto controllo (ci sono città che sono videosorvegliate 24h/24).

Son venuto qui in Svizzera per il semplice motivo che al mio paese - l' Italia - in ambito lavorativo non mi viene riconosciuto niente, né il titolo di studio per le capacità né l' esperienza maturata professionalmente in Svizzera. Mi sento razzista verso l' Italia per le conoscenze acquisite e mi sento oggetto di razzismo al mio paese ancora per lo stesso motivo. Non ho ancora trovato nessuno che ha avuto il mio stesso problema. Finiti gli studi qui in Svizzera ho provato a cercarmi lavoro in Italia, mi ci son voluti 3 anni per trovare un posto di lavoro di circa 5 mesi, che andò tutto a puttane grazie ai responsabili della produzione all' interno dell' azienda, che battibeccavano come marito e moglie sul lavoro per i dipendenti che avevano a loro disposizione. Ma per favore, l' ultima cosa che tutti vorrebbero è proprio questa, sentirsi trattati da bambini sul luogo di lavoro. Ed eccomi qua, trasferito all' estero. Non credo ci tornerò più in Italia, dopo le basi che Berlusconi ha messo e tutta l' attività politica che si sta susseguendo.

La gente dovrebbe imparare a stare al proprio posto, ed imparare a non approfittarsi della posizione sociale che hanno per condurre una vita al centro dell' attenzione, non ci si rende conto che molti nel bel paese (ma lo è ancora?) abusano soltanto della logica di dover far per forza qualcosa di radicale o di ossessivo e stressante per andare avanti e stare al mondo. E se invece si riflettesse prima di agire? Al posto di acquisire idee e proposte realizzandole subito... difatti vediamo in che situazione siamo: quest' oggi in Ticino sono state arrestate 2 adolescenti di 13 e 15 anni. Sono croate residenti in Italia, erano alla guida di un auto italiana in autostrada in Svizzera e sono state fermate dalla polizia grazie alla segnalazione di un cittadino locale che le ha beccate nel tentativo di furto con scasso in un appartamento di una palazzina a Locarno. Guarda un po', all' interno dell' auto sono stati trovati attrezzi per scasso. E sarebbero pure le presunte autrici di furti con scasso nelle zone limitrofe.

Settimana scorsa la sera del 9 ottobre tre uomini rumeni si sono imbattuti - in Svizzera - nelle vicinanze del confine con la val Vigezzo in furti nelle abitazioni locali avendo scarso successo, poi scappando a piedi per la strada in montagna stavano incrociando un auto ed hanno scavalcato il guard rail per nascondersi. Non hanno tenuto conto che la conformazione dell' ambiente circostante è montuosa ed il terreno si presenta ripido e in molti tratti roccioso. Uno di loro è sopravvissuto e scappato, gli altri due sono stati riconosciuti (un 22enne ed un 27enne rumeni).

Qualche mese fa si parlava di gente di Torino che veniva apposta nel mendrisiotto (parte sud del Ticino al confine con la Lombardia, in particolare Como e Varese) a rubare perché le porte delle abitazioni in Ticino non sono così robuste come in Italia, e quindi di più facile accesso.

Qualche giorno fa invece ad un benzinaio vicino ad un valico a Varese 4 uomini a bordo di un auto francese (risultata poi rubata) hanno rubato l' incasso dell' attività sparando anche due colpi d' arma da fuoco ed uno di fucile a pompa prima di procedere poi nella fuga in Italia.

Quasi settimanalmente si sentono notizie di furti con gente che arriva dall' Italia, e tutte le volte si tratta di persone provenienti da altri paesi e non di origini italiane.

Situazioni allucinanti e blasfeme, che a me riportano subito a pensare "che cavolo stan facendo, sia la popolazione sia chi ci governa?!?"

Ci rifletto su tenendo conto della mia situazione, di quella che si sta creando in tutti i paesi qui intorno, della situazione che si sta creando in altri paesi del Medio Oriente, gli USA che si permetttono di minacciare altri paesi lontani da loro con sanzioni ed azioni militari... e poi vediamo paesi come la Cina, la Svizzera, ultimamente si sta parlando di Africa non solo per la migrazione (come si fa solitamente in Italia) ma per il virus ebola.

Paese che vai, usanze che trovi: se davvero tutti si facessero un bell' esame di coscienza credo che ci renderemmo sul serio conto di qual è la mentalità di molta gente e di come si autogestisce. Non commento quest' ultima frase perché starei qui ore ed ore a farlo, però mi permetto di domandarmi una cosa: sono razzista oppure sono realista, quando mi apporto con la gente intorno a me? Sapendo che le reti Mediaset seguivano questo blog con la stessa tenacia come io seguivo molte fonti di informazione fino a 3 anni fa, posso dire tranquillamente che sono sincero nel comprendere come sta andando la società nel qui ed ora. A puttane sta andando.

A presto.

 

 

 

Marco

 
 
 

Un intervento, una parentesi

Post n°152 pubblicato il 17 Ottobre 2013 da trudj85
 

C' eravamo lasciati.... Buongiorno!
E puntualmente torno, hahahahahahahaha!
Già, dopo tanta assenza e grattacapi peggio dei capricci dei bambini torno!!!
Che bello, e che noia... tornare a scrivere in un momento di lucidità, dove parlo da solo, mi rispondo da solo, comprendo da solo, consiglio da solo... tutto fai-da-te.

Buon ritorno, buon rientro, buon modo di vivere. Avete mai pensato ad osservare attraverso l' onestà il vostro modo di vivere, senza motivarsi con le preoccupazioni da adulto, ma a guardarsi con gli occhi di un bambino: quando incontriamo, chiediamo, usciamo, ci attaniamo, quando siamo con noi stessi, quando impariamo, quando spieghiamo, quando cresciamo... ci ritroviamo in un bel mondo, il mondo dei bambini.

Avete mai fatto caso come si manifesta l' espressione di chiunque quando si è in una situazione con piú persone? Quanti son capaci a mantenersi dentro ai propri limiti, quanti son capaci a capire quanto si puó andare "oltre" questi limiti... quanto si è capaci di gestire la propria vita con quello che ci offre il mondo? Il mondo sarebbe chiunque sta intorno a noi, qualsiasi persona incontriamo od abbiamo relazioni durante il trascorrere di ogni singolo giorno.

Ci impegnamo mica male ad organizzarci secondo uno schema la nostra vita, intrinsecandola con "le regole della vita"... regole che passano al di fuori di noi stessi, regole che arrivano da qualcosa al di fuori di cosa diciamo, lo traduciamo spesso in pensieri, parole, dialoghi, frasi, ogni cosa che ci cimentiamo a fare e che lascia il segno (diciamolo onestamente: perenne) nella vita.

Potenzialità che esprimiamo a nostro modo, su nostra misura personale interpretandolo su un moddello di vita base che si crede per tutti. Tutti i giorni ci indaffariamo a fare qualche cosa che ci occupa una parte del nostro tempo e delle nostre forze. Da dove arriva questa motivazione, da dove arrivano tutte queste cose da fare? Tutte queste preoccupazioni?
E' qui il sipario tra reale ed irreale, dove ogni giorno lo mostriamo suddiviso tra fare e pensare... vi piace quest' ottica, questo punto di vista?
Capisco possa anche essere difficile da comprendere col senso giusto, senza pregiudizio. È curioso intravedere nel modo di fare che abbiamo durante la giornata l' aspetto ed il comportamento che abbiamo della vita con questa meditazione... si chiamiamola cosî, perché sostanzialmente di questo sto parlando, una piccola meditazione ad un livello molto profondo che ci fa riflettere di quanto siamo accorti o menefreghisti di noi stessi,  ci mette a confronto con il senso del rispetto di cui tanto si parla ma immancabilmente manca, o non vien capito in quel momento.

Viviamo in una società dove coi media riusciamo principalmente riportiamo notizie cronologiche a cosa è già successo, e tendenzialmente si è estremisti nel farlo, non si ha piú l' onestà di parlare di crescita, idee, novità, miglioramenti, spiegazioni piú semplici e meno condizionate...

La maggior parte delle abitudini che manteniamo oramai la viviamo "morta", non ci osserviamo piú prendendoci il giusto tempo per tutto ma lo si tralascia per fare ancora qualcosa di piú... sembra quasi una regola il fatto di viversi 24 ore su 24.... Se ce ne fossero 48 sarebbe la stessa cosa? Cosciente che ogni problema che ci si presenta è la risposta alla nostra domanda "sono in grado di farcela da solo a vivere?"

Ecco un osservazione alla filosofia di vita del giorno d' oggi: cosa siamo realmente in grado di fare oggi? Abbiamo la capacità anche di saperci fermare e lasciare spazio a qualcun altro? Sembra quasi che lavorare sia diventato un istinto di vita al contrario del rispetto alla vita, un offuscamento notevole ed oramai quasi scambiato di significato col modo di fare del giorno d' oggi, subito col rischio di sbagliare qualcosa...

 

 
 
 

Erogazione d' informazioni

Post n°151 pubblicato il 28 Febbraio 2012 da trudj85
 

Eeeeh già, dopo tanto tempo... hihihi torno come una spina nel fianco, allegando video e non più scrivendo... beh, al giorno d' oggi mi modernizzo anch' io!

 

 

...e giusto per riprendere il modo di dialogare su questo blog, continuo con un tono che parte direttamente in quinta...

 

 

Vediamo come reagisce "il mondo dell' informazione".

 
 
 
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