Non lo soGuardare, ascoltare, riflettere poi parlare. In quest'ordine |
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Post n°147 pubblicato il 16 Maggio 2012 da vetrobagnato
No, che a parte il fatto che ho fatto un concorso pubblico al quale ha partecipato il mondo intero. E venerdì saprò i primi risultati quindi sto come una pazza. A parte il fatto che domenica mattina di turno sull'ambulanza siamo arrivati, non per colpa nostra, troppo tardi e abbiamo (anche io) fatto un massaggio cardiaco a un ragazzo poco più grande di me e però non c'è stato più nulla da fare. A parte che l'uomo-sensazione, dopo aver sensazionato per un due mesi circa, mi ha dato uno dei più grandi due di picche della mia vita. A parte che tra dieci giorni ho un esame in CRI, tutto bene. Sono solo un po' stanchina. Ecco, tutto qui..
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Post n°146 pubblicato il 16 Maggio 2012 da vetrobagnato
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Post n°145 pubblicato il 09 Aprile 2012 da vetrobagnato
Ambientazione tipica delle chiacchiere tra amici: tazzona di camomilla. Pigiamone e calzettone addosso. E' quello che indosso ora per raccontarvi ciò che mi passa per la testa ora, specialmente per chiacchierare con Kremuzio e Tiffany (perchè non abitiamo vicini, porca paletta?). La storia con l'Uomo Sensazione sembra andare avanti, il lavoro ce n'è abbastanza, finora sopravvivo ai turni in ambulanza e la mia casetta pure ce l'ho. Cosa non va? Se proprio devo dire l'unica cosa che mi manca è avere vicini amici e parentela. Sono le sensazioni che mi regalano le vacanze in famiglia, i giorni liberi che trascorro nella "mia terra". Ho una sorella e una nipote, che amo, che abitano vicino a me a Bologna. Però ho un'altra sorella a L'Aquila e una in Puglia. Mamma e papà in Puglia. E ho dei cugini tra Roma e Milano. Ho anche nuovi amici a Bologna, ci vediamo spessissimo e sono adorabili davvero. Ma vorrei avere vicini vicini anche quelli che ho lasciato a L'Aquila e a Roma. Certo, tutte queste distanze mi arricchiscono in certo senso. Mi aiutano a scremare, mi aiutano a capire che i rapporti che non muoiono sono quelli reali, quelli veri. Però mi mancano a volte i miei affetti lontani. Vuoi mettere correre a chiacchierare con l'amica del cuore, appena finito un turno in ambulanza oppure chiederle tremila consigli prima di uscire con l'Uomo Sensazione? Oppure vuoi mettere mangiare una cosa buona, appena preparata dalla mamma o dalla zia, il giorno in cui il lavoro è andato così? Uff. E' che tra due giorni torno a Bologna e, come sempre, mi affiora quella solita voglia -assurda- di vivere una vita diversa. Con tutte le persone che amo vicine a me. E' puerile, infantile. Lo so. Però mi succede a volte, quando parto |
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Riflessioni zodiacali. In effetti, sono proprio del segno del Toro. Ci pensavo l'altro giorno, riflettendo su come il mio (sigh sigh) 32° compleanno si stia avvicinando alla velocità della luce. Dunque dicevo: segno del Toro, abitudinario come pochi. Fa fatica ad abituarsi ai cambiamenti. Pochi e facili esempi. 1- televisione. Fino a pochi giorni fa, non l'avevo. Mi è stata prestata, più che altro la utilizzo come portaoggetti. Mossa da pietà nei suoi confronti, l'altro giorno l'ho accesa. Il pover'uomo che leggeva le notizie del tg, non saprà mai che ho urlato appena ho sentito la sua voce in casa mia. Ho sentito la voce mentre davo le spalle alla tv e mi è venuto un colpo. Sarò pirla o trattasi di difficoltà ad abituarmi all'amato odiato-oggetto? 2- uomini. Fino a poco tempo fa, sola come un gambo di sedano (per dirla alla Littizzetto). Poi, incontro fatale con l'Uomo Sensazione. Ragazzi quantt'è bello e..come sono felice fino ad ora!! Però non faccio grandi annunci, proverò a non sognare troppo (sennò mi porto auto-sfiga). Magari dopo-domani lui deciderà di non frequentarmi più. E magari c'ha pure ragione poverino. Al telefono l'altro giorno: lui a me "Ciao tesoro, come stai?" IO: in silenzio per qualche minuto..poi "Bene, grazie". Fortunatamente ho avuto la prontezza di riflessi necessaria a non dirgli "Scusa, ma ce l'hai cone me?". Ragazzi, non che io sia rinco. E' che non sono più abituata a sentirmi chiamare così, con una tale dolcezza. E oh, siate comprensivi.. Sono del Toro (spero non nel senso delle corna): fatico ad abituarmi ai cambiamenti :)) |
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Post n°143 pubblicato il 16 Marzo 2012 da vetrobagnato
Oltre alla questione relativa all'Uomo Sensazione, latito dal blog in questo periodo anche per altri motivi. Tra questi, è che la CRI mi sta occupando un bel po'. Cene e aperitivi a parte, ovviamente. Una cosa mi ha davvero fatto pensare e ora che il ciclone si è placato, ne posso parlare senza far parte del coro. Parlo dei funerali di Lucio Dalla. Considerata l'enorme affluenza di persone, abbiamo prestato servizio per due giorni presso la camera ardente e anche durante i funerali. Io ho svolto il mio turno al mattino della domenica, prima dei funerali appunto. Ho visto tante di quelle cose così assurde che provo ancora fastidio. Ho avuto modo di osservare bene la gente presente in piazza. Comportamenti, attegiamenti, modi di approcciarsi alla morte di Dalla. Conscia della sua bravura come artista, premetto che le sue canzoni non mi piacessero più di tanto. Probabilmente per questo ho avuto un punto di osservazione privilegiato, più razionale. Meno emotivo. E non avete idea del fastidio che ho provato vedendo come molte persone si siano avvicinate tanto per dire: "Io c'ero". Vada pure che la persona in questione fosse stata nota in vita, penso comunque che la sua memoria dovesse essere rispettata in misura maggiore. Dico io, ma tu che, davanti alle telecamere presenti a testimoniare l'afflusso di gente, ti metti a fare "Ciao ciao" con la manina, a mandare baci, a vestirti come se stessi andando a cena alla Casa Bianca non provi nemmeno un attimo di vergogna? E' un funerale, non la prima della Scala. Silenzio, moderazione, meditazione sarebbero stati d'obbligo per me. Invece no. Nulla. Tutti a mostrarsi, a farsi vedere. E che fastidio sentire la gente che per strada diceva di essere curiosa di voler vedere la strada in cui abitava, il ristorante che frequentava. Ma sarebbe stato davvero un sacrificio enorme evitare di andare vestiti di tutto punto in Piazza Maggiore davanti alle telecamere? Davvero sarebbe stato molto doloroso lasciare che le persone che gli erano state davvero vicine potessero ricordarlo con calma e intimità? Si, era un artista. Ma prima di tutto era un uomo, con la sua dignità. E col diritto a morire in pace, ed essere ricordato dalle persone più strette e amate. Invece no. In tanti a fare spettacolo anche in quell'occasione, davanti al mistero e al dolore della scomparsa. Un'altra occasione persa per stare discretamente in silenzio. |


Inviato da: vetrobagnato
il 17/05/2012 alle 16:35
Inviato da: vetrobagnato
il 17/05/2012 alle 16:33
Inviato da: kremuzio
il 17/05/2012 alle 16:27
Inviato da: vetrobagnato
il 16/05/2012 alle 23:59
Inviato da: tiffany2021
il 16/05/2012 alle 23:53