Creato da ugualmenteabile il 28/02/2009
Il blog che guarda al sociale
 

 

Non voglio un figlio da te

Post n°162 pubblicato il 23 Aprile 2013 da ugualmenteabile
 
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La toccante storia di una madre a rischio è diventata unlibro pubblicato da un editore “Il mio uomo non voleva quel bambino. Ma io...”La vicenda personale di Raffaella Lamastra: “L’ho scrittaper tutti i piccoli senza padre” 

 

di Giulia Virzì

Raffaella ha scritto un libro. Lo ha scritto più di undicianni fa ormai, mentre una nuova Vita cresceva dentro di lei, nutrendosi inconsapevolmentedelle sue paure, del suo dolore, ma ancora più della sua forza e del suocoraggio straordinari. Un diario intimo, un dialogo avulso dal tempo fra lei eil bambino che diventava più grande, mese dopo mese, dentro di lei. Avulso daltempo perchè Raffaella lo ha scritto tanti anni fa, noi curiosi lettori, avidi di dolori non nostri, possiamosfogliarlo dal febbraio del 2011, quando è uscito col titolo Non voglio un figlio da te con l’editore Albatros, eil piccolo A., la creatura cui sono indirizzate queste pagine, lo leggerà quando sarà ormai un uomo, “perchèun giorno tu possa sapere e comprendere il gesto di tuo padre, il gesto di tua madre” scrive inapertura di volume Raffaella Lamastra, l’autrice.«Stavo insieme al mio compagno da quasi tre anni. Avevamoprovato più volte ad avere un bambino, senza mai riuscirci. Io avevo 37 anni, ci abbiamorinunciato. Avevamo entrambi già un figlio da una precedente relazione, e poi ciamavamo, ed eravamo d’accordo sul fatto di bastare a noi stessi. Poi, senza che ne avessi la benché minima intenzione, rimasiincinta. Ero felice, avevo un compagno che mi amava e un bambino in grembo. Per me era un dono di Dio,e naturalmente non vedevo l’ora che venisse alla luce. M. però (il compagno, ndr) non era dellostesso avviso». Raffaella inizia così a raccontare quello stralcio di vita chele ha fatto tanto male e che, come forse nessun altro, l’ha resa la personaforte che è adesso. Mentre parla, riportando alla mente questi affilatiricordi, nei suoi occhi si vedono scorrere la paura, la gioia, lo smarrimento, l’orgoglio. E io non possofar altro che scrivere, nere parole su bianco foglio, impotente, inorridita atratti, ammirata, mentre il racconto di questa donna satura l’aria. «Mi disseche dovevo abortire. Non voglio un figlio da te, mi disse. In poco tempo eracambiato, non era più l’uomo che conoscevo. Ma allora non riuscivo a capirlo,credevo ancora che fosse amore quello che io provavo per lui, e quello che lui provava per me. Tuttaviaerano diversi: io lo amavo incondizionatamente, lui amava solo me, odiando il bambino,suo figlio, che cresceva nel mio grembo. Avevo paura di perdereM., di vederlo sparire dalla mia vita, come del resto aveva minacciato

di fare nel caso avessi tenuto il bambino. Ero confusa, spaventata all’ideadi dover crescere un bambino da sola. Lamia  ancora di salvezza fu l’altro miofiglio, che allora aveva dodici anni, e che con la semplicità di cui, soli,sono capaci i bambini, mi disse “Non si ammazzano i bambini,non si fanno ibambini e poi si scappa, non c’importa di lui mamma,non ti preoccupare, questo bambinolo teniamo noi!”. La sua forza gettò un po’ di luce sulle mie paure, rendendolemeno forti del piccolo cuore che già sentivo battere infondo, da qualche parte dentro al mio corpo».M. però continua a non accettareil figlio di cui Raffaella è incinta, ed è spaventato, terrorizzato, perché sirende conto del fatto che mancano solo duesettimane allo scadere dei tre mesi, termine ultimo entro il quale è possibilecompiere un aborto, estirpare dall’utero di Raffaella il feto che non vuole cheentri a far parte della sua vita. Lascio a voi il piacere, il dolore, lo smarrimento e l’ammirazione della lettura. E, come recita la dedica a inizio libro, il farvivere il pensiero di tutti i bambini che, come A., oggi non hanno l’amore delloro papà, e ilfar vivere, e basta, tutti i bambini che non hanno e mai avranno la fortuna direspirare l’aria di questo mondo.

 

 

 
 
 

Parcheggia sull’area disabili con il pass della madre morta

Post n°161 pubblicato il 11 Aprile 2013 da ugualmenteabile
 
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E’ stato scoperto dai vigili urbani: in arrivo maxi-multa e decurtazione dei punti patente

È andata decisamente male ad un 53enne bolzanino che l’altro giorno ha parcheggiato la propria autovettura sullo stallo di sosta riservato agli invalidi in pieno centro città. Cercando di aggirare i controlli, l’uomo ha esposto sul parabrezza il contrassegno intestato alla propria madre deceduta nell’ottobre 2012.

L’agente di zona, pur notando il tesserino, ha contattato la Centrale Operativa di via Galilei ed in un attimo è emerso che l’intestataria era deceduta ormai da sei mesi. L’auto a quel punto è stata rimossa con il carro attrezzi. Quando l’uomo si è presentato al deposito per ritirarla, ha trovato ad attenderlo una pattuglia della polizia municipale.

Oltre a dover pagare la rimozione del veicolo, è stato sanzionato per sosta sullo spazio riservato agli invalidi e per utilizzo improprio del contrassegno, violazioni al codice della strada che comporteranno la decurtazione di 4 punti dalla patente di guida.

Fonte altoadige

 
 
 

IPPOCRATE: LA CARTA DEI DIRITTI DEI DISABILI

Post n°160 pubblicato il 06 Aprile 2013 da ugualmenteabile
 

Al Policlinico Gemelli di Roma è stata adottata una carta dei diritti dei disabili in ospedale, dalle barriere architettoniche al rapporto con il personale sanitario, alla presenza in reparto di persone di famiglia o di supporto a cui il disabuile grave sia abituato. Ospite prof. Giulio Debelvis, governo clinico della Cattolica.



 
 
 

Oltre 70 i ragazzi disabili sullo sci nelle piste della Val di Luce

Foto di ugualmenteabile

Una giornata ricca di emozioni quella che si è svolta giovedì 4 aprile sulle piste della Val di Luce, con ben 70 ragazzi disabili, appartenenti alle varie associazioni del territorio, che hanno potuto cimentarsi nella disciplina dello sci, in un momento interamente dedicato allo sport e all’integrazione sociale.
Si è trattato della seconda giornata dedicata alla disabilità e al valore formativo e sociale della pratica sportiva (la prima si è svolta il 19 febbraio, con la partecipazione di  200 studenti provenienti dalle varie zone della Toscana) all’interno della manifestazione “Sport per tutti sulla neve “ 2013, promossa dalla Provincia di Pistoia e giunta quest’anno alla sua undicesima edizione.
Tutte le attività si sono svolte come da programma  riscuotendo un autentico successo di partecipazione ed entusiasmo, condiviso dalle varie Associazioni partecipanti (APR, Arkè, Casa di Alice, Skacciapensieri, Pantarei, Il Sole), soprattutto in considerazione del fatto che per tutti i partecipanti era la prima esperienza sulla neve.
Durante la mattinata i ragazzi, suddivisi in due gruppi, sono stati equipaggiati con attrezzatura specifica per lo sci e sono stati accompagnati presso il campo scuola “Sprella”, dove  30 maestri specializzati, messi a disposizione dal Collegio Regionale Maestri Sci, li hanno accompagnati e seguiti nelle varie  prove di sci alpino. Forte è stata l’emozione per i ragazzi in carrozzina, che hanno potuto provare l’esperienza del dualsci, di cui sono dotati, unici in Italia Centrale, gli impianti della Val di Luce.
La Provincia di Pistoia, che ha organizzato l’iniziativa, insieme anche al Collegio dei Maestri di Sci e a tutta la Val di Luce, rivolge un sentito ringraziamento a tutti i partner (dai noleggiatori, alla Questura di Pistoia, Abetone Multipass, ecc) per la professionalità dimostrata e per la sincera passione con cui hanno gestito la complessa logistica della giornata.
“Un’iniziativa per noi davvero preziosa – ha sottolineato il Presidente della Provincia, Federica Fratoni – non solo perché realizza quel concetto di sport che da anni rappresenta il nostro principale obiettivo, coniugando la promozione del territorio con i valori sociali di integrazione e partecipazione, ma soprattutto perché consente di valorizzare le persone.
Chi ieri ha lavorato con i ragazzi sulle nevi di Abetone, lo ha fatto investendo in professionalità e cogliendo appieno la ricchezza umana di questa bella giornata di sport: un grazie di cuore a tutti coloro che l’hanno resa possibile“.

Fonte: Provincia di Pistoia

 
 
 

Ancora una truffa a danno dei disabili

Post n°158 pubblicato il 23 Marzo 2013 da ugualmenteabile
 
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Roma- La  procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 persone tra cui l'ex assessore della provincia di Roma. Gli accertamenti dei magistrati erano iniziati nel 2010 dopo il sequestro, avvenuto nell'aprile del 2010, di 24 pullmini per il trasporto disabili gestito dalla società Ati Schiaffini Travel SpA.  L’indagine era scattata dopo che gli inquirenti avevano scoperto l'assenza di mezzi nelle linee, i bus venivano utilizzati per altre attività pur figurando regolarmente operativi. Senza la presenza delle persone diversamente abili. Ancora una volta si prendona beffa delle persone disabili,questo succede grazie ad una poca attenzione per le persone che non solo vivono un disagio, ma ogni giorno devono affrontare difficolta enormi per vivere una vita quotidiana normale, che molte volte la stessa società vieta.

 
 
 
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