Lentamente ti muovi e le tue mani Mi aiutano a capire quel che dici Fino a quando il tempo non ritorni A portarci i suoi doni inariditi
Amore mio, è così che ti sento respirare Ed io so bene il tuo fiato sottile Quando fra realtà e fantasia La linea che tracciamo è così tenue (Lentamente - Branduardi)
Il mio compleanno avviene quando la terra è più vicina al sole e la sua velocità di rivoluzione è maggiore ma, nonostante questo, per via dell'inclinazione dell'asse è iniziato l'Inverno. Quest'anno mi sono fatto un regalo e quindi nello stesso momento ne ho ricevuto uno più grande, un regalo significa incontrare qualcosa che dia gioia e bellezza. Il Principe Myškin attraverso la penna di Fëdor Dostoevskij insegna che "La bellezza salverà il mondo" e di questa mi sono circondato nei giorni appena trascorsi. Un breve cambiamento di orizzonte mi ha fatto abbandonare il mare e ritrovare la città dove sono nato e dove sono diventato ingegnere: Bologna. Un viaggio tra i ricordi degli anni della giovinezza a rivedere posti e situazioni che lasciano quel sapore di cose mai perdute, i suoi vicoli medievali, i portici dove ancora so come camminare a piedi da un posto all'altro; perfino una vecchia osteria, di quelle dove si scende sottoterra per gustare i sapori della tradizione emiliana e rivedere con la memoria quella stanza più raccolta con i vecchi cantautori che hanno fatto la storia musicale di questa città alzare il bicchiere e brindare alla fortuna degli anni che verranno, degli anni che sono arrivati e passati assieme alle loro canzoni. Bologna ospita fino all'inizio di Aprile una mostra che parla giapponese, lo fa attraverso il racconto di come si sia evoluta la storia di questo paese amato attraverso l'arte della illustrazione, dai tempi delle xilografie del periodo Edo, all'uso moderno della grafica pubblicitaria e dei manga, che davvero è una caratteristica pregnante di come il Sol Levante si mostra ai turisti che lo visitano. Incontro al museo una coppia di cari amici triestini, che sono la parte più importante per festeggiare il mio compleanno; la mostra ci aspetta ed è davvero interessante, manca forse, per chi non pratica con intensità la cultura giapponese, qualche didascalia in più, per comprendere come il passato ed il presente siano collegati senza interruzione agli stilemi fondamentali della cultura, l'amore per la natura, il senso estetico e di sobrietà che da questa ne deriva, la potente capacità di sintesi è la chiave di lettura di tutto lo Zen. Attraverso l'occhio si viaggia nel tempo dalla Grande onda di Kanagawa del maestro Hokusai o del trittico che racconta di Fujiwara no Yasumasa grazie al pennello Tsukioka Yoshitoshi, che come risulta dai link sono presenti in questo blog, fino ai graficismi moderni dei poster e soprattutto dei Manga. Ancora inebriato di Giappone resta il finale perfetto per la serata: Branduardi canta al Duse di Bologna e io, che non posso nascondere un animo malandrino, ancora una volta sarò ad ascoltarlo, applaudirlo e riverberare della sua musica per giorni a venire, come si dice in acustica, per simpatia. Il suo primo incontro è stato nella vicina Repubblica di San Marino, avevo 50 anni di meno, da allora è stato davvero la colonna sonora della mia vita a partire dal primo album che ancora doveva pubblicare, ed in tutte le occasioni possibili, incontrando spesso tanti amici che allo stesso modo lo apprezzano e che fanno parte del suo Fan Club: La Locanda del Malandrino. Il pubblico lo accoglie con un applauso interminabile, prima ancora che inizi la parola o la musica, gli fa capire l'apprezzamento e l'affetto consolidato nel tempo, poi inizia il concerto, con la riproposizione quasi integrale del suo Infinitamente Piccolo, il capolavoro del 2000 dedicato alle fonti francescani ed al racconto del poverello di Assisi. Non mancano a seguire alcuni brani storici ed altri che raramente si sono sentiti in concerto, perlomeno recentemente, tra questi propongo la Collina del Sonno, tratto dal suo lavoro del 1981; questo brano in chiave pentatonica è già presente sul mio blog, ma è così deliziosamente giapponese sia per la musica che per il testo, che mi è parso essere la continuazione ideale della bellezza che ho incontrato. Poi il ritorno a casa sotto una fitta nevicata, di quelle che fanno rima con la leggerezza delle note e dei pensieri, senza la fretta di un orario di arrivo, anche il tempo trascorso in strada è davvero lieve e pieno di armonia, come una canzone. Buon anno :)
La Collina del Sonno - Branduardi al Teatro Duse di Bologna 2025
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il 17/01/2026 alle 09:28
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il 17/01/2026 alle 08:15
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il 16/01/2026 alle 08:46
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il 15/01/2026 alle 10:48