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Creato da fantozzi_rag il 23/07/2011

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Alexandra Stan - "Rihanna - Take A Bow" Live Uncut Version

Post n°8 pubblicato il 19 Ottobre 2011 da fantozzi_rag

 
 
 

Alexandra Stan

Post n°7 pubblicato il 19 Ottobre 2011 da fantozzi_rag
 
Tag: Music

Un nuovo album per Alexandra StanLa regUn nuovo album per Alexandra StanArriva nei negozi una nuova versione di 'Saxobeats' l'album di debutto della cantante romenaina di "Mr. Saxobeat" pubblicherà il 10 ottobre un nuovo disco.

Trattasi della nuova versione dell'album di debutto di Alexandra Stan, "Saxobeats", che conterrà alcune bonus tracks inedite mai pubblicate finora.

La release è già disponibile in formato digitale.

Questa giovane cantautrice romena è riuscita a conquistarsi un importante spazio nelle classifiche mondiali. Il pubblico ha già avuto modo di ascoltare tre singoli tratti dal suoi disco di esordio: nel 2009 è uscito "Lollipop (Param Pam Pam)" distribuito solo nelle radio in Romania, mentre il secondo singolo 'Mr Saxobeat' è stato un vero tormentone mondiale che ha permesso ad Alexandra di farsi conoscere in diversi paesi. Il terzo singolo, "Get Back (ASAP)", è uscito la scorsa estate.

Il video di 'Mr Saxobeat' è ormai una presenza fissa nelle nostre Classifiche!

 
 
 

BURLESQUE

Post n°6 pubblicato il 28 Agosto 2011 da fantozzi_rag
 
Tag: MUSICAL

Burlesque - la recensione del film con Christina Aguilera

Burlesque - la recensione

Ci sono film che, involontariamente o meno, riescono a catturare il loro tempo, le dinamiche sociali culturali che li circondano e li incastonano. Che si fanno specchio più ampio della storia che raccontano. Burlesque è uno di questi film.
L’appropriazione da parte del mainstream di un genere spettacolare tradizionalmente alternativo e irriverente, negli ultimi anni lentamente elaborata (con modalità e risultati diverse) da personaggi come Dita Von Teese e da cantanti come Madonna, Lady Gaga, le stesse Christina Aguilera e Cher, pare con questo film arrivare ad un compimento definivo. Ed ecco spiegato il vero perché di un titolo così perentorio, così come quello di una struttura che non è quella di un musical ma è costruita su una serie di numeri musicali che sono chiaramente videoclip che vivono di vita propria, raccordati da un filo narrativo sfacciatamente e serenamente derivativo.

Steve Antin, esordiente di buonissime intenzioni, sembra poi volersi immedesimare nella storia di riscatto e successo della sua bionda protagonista, cercando di emergere dando il meglio di sé, pur rimanendo cosciente che il massimo risultato ottenibile è quello di conquistare un ruolo di primo piano sul palco di un locale del Sunset Boulevard.
Se è ben chiaro che i modelli sono le esagerazioni camp di un David LaChapelle (o persino di un Moulin Rouge), lo è altrettanto che l’intenzione è quella di smussarli il più possibile, di filtrarli attraverso una sensibilità che sia il più possibile ecumenica ed universale. L’ancheggiare e l’ammiccare della Aguilera sono ben sotto il livello di guardia espresso in video come Dirrty, la sensualità e l’erotismo del film sono quelli tutto sommato infantili e sintetici delle Barbie e dei loto costumini di piume e paillette. Le descrizioni del mondo di un certo tipo di teatro e di rivista musicale, con tutte le sue polverose difficoltà, non hanno alcun sentore della decadenza malinconica di un Tournée. Le evoluzioni spettacolari e sentimental-carrieristiche delle protagoniste non cadono mai nel trash ricercato di uno Showgirls.

Burlesque è quindi tanto innocuo quanto insipido, talmente sfacciatamente timoroso nella sua ansia di normalizzazione da risultare (auto)ironico e strappare (in)volontari sorrisi. E proprio perché dichiaratamente lontano da ogni forma di proposizione politica, può forse toccare le corde della noia ma di certo non quelle dell’indignazione. Se poco può rimanere nel post-visione persino immediato, quel poco ha comunque la forma della straordinaria solidità di Stanley Tucci, di un ambiguo ammiccamento di Alan Cumming e di un paio di battute che, saremmo pronti a giurarlo, appartengono alla penna della non accreditata Diablo Cody. Sipario.

 
 
 

Lene Marlin

Post n°5 pubblicato il 24 Agosto 2011 da fantozzi_rag
 
Tag: Music

La carriera

A 18 anni Lene iniziò a registrare le sue canzoni negli studi Virgin ad Oslo, e contemporaneamente dovette ultimare i suoi studi al Liceo a Tromsø. Una vita sicuramente faticosa, ogni giorno un aereo che la portava dalla sua città alla capitale e nel frattempo, come ogni ragazza della sua età, gli studi per la maturità che Lene ottenne con l'ottimo voto di 5 (su un massimo di 6). Per essere riuscita a conciliare i suoi impegni artistici con quelli scolastici ottiene il premio Karolineprisen, e non sarà certo l'unico riconoscimento che avrà la nostra!

Il singolo "Unforgivable Sinner" viene pubblicato in Norvegia nel 1998, e riscuote un successo senza precedenti, rimanendo per 8 settimane al numero 1 nelle classifiche e stabilendo il record di singolo più venduto di sempre in Norvegia. Segue "Sitting Down Here" ottenendo risultati simili. L'uscita del cd "Playing My Game" supera ogni record e nei primi 3 giorni vende 64.000 copie, numero altissimo considerando che la popolazione norvegese è quasi di 5 milioni di abitanti. Le vendite proseguiranno senza sosta, convincendo la Virgin a provare a competere anche nei mercati europei. Lene vince premi su premi in patria e il suo cd viene introdotto in Giappone e mezza Europa, trovando grande successo soprattutto in Italia, dove Lene si impone nell'estate 1999, come confermano le sue partecipazioni al Festivalbar. L'album di Lene staziona da noi per quasi un anno in classifica, trascinato dal successo dei suoi singoli; anche il terzo, "Where I'm Headed", raggiunge la prima posizione in Italia.

Nel 2000 continua il successo di Lene che sfonda anche in Inghilterra, con "Sitting Down Here", mentre la sua popolarità in Italia viene ribadita dalla sua presenza al Festival di Sanremo. Con quest'apparizione Lene chiude un lungo periodo di promozioni in giro per l'Europa, prendendosi del tempo per riposarsi. La pausa però è fin troppo lunga: oltre tre anni di attesa per i suoi fans che continuano a interrogarsi sui motivi di un'assenza così prolungata. Da parte di Lene silenzio assoluto, mentre la Virgin continua a far slittare l'uscita del suo secondo album, le cui canzoni erano già pronte (o almeno così diceva lei) nel 1999. Il contratto di Lene con la Virgin prevede la pubblicazione di 5 album.

Il ritorno di Lene arriva nel luglio 2003, con la canzone "You Weren't There". A settembre il singolo esordisce al primo posto in classifica, mentre Lene è a Milano per presentare il suo nuovo album "Another Day" ai fan accorsi alla Feltrinelli. Del febbraio 2004 è il secondo singolo "Another Day" mentre a giugno, solo in Italia, esce il terzo singolo "Sorry".

A ottobre 2004 Lene partecipa ai Nordic Music Awards, ma non vince nessuno dei tre premi per i quali era in lizza.
Nel dicembre 2004 tiene in Norvegia il suo primo tour (6 concerti), seppure non da sola: ogni concerto è costituito dall'esibizione in sequenza dei 3 artisti Lene Marlin, Bertine Zetlitz e Morten Abel.
A gennaio 2005 Lene coordina assieme ad Espen Lind il progetto benefico "Venn", canzone ed album cui collaborano più di 60 artisti norvegesi in favore delle vittime del maremoto in Indonesia.

Nell'aprile del 2005, Lene presenta a sorpresa il video di "How would it be", primo singolo estratto dal suo terzo album "Lost in a moment", che viene pubblicato a giugno. L'album suggella un periodo felice della vita di lene, sempre più consapevole e sicura della sua maturità artistica. Dopo un ritorno glorioso a Taiwan nel mese di ottobre, che ha visto la promozione della canzone "Still Here", scritta appositamente per quel mercato, a novembre in Europa viene lanciato il secondo singolo "What If", ma non sortisce l'effetto sperato, per cui la promozione del terzo album si conclude qui.

Dal giugno 2006 al giugno 2008 Lene si dedica a tre collaborazioni musicali: quella principale avviene con la band svizzera Lovebugs, il cui duetto "Avalon" ha molta fortuna anche di vendite in Svizzera ma anche in Norvegia, e vede Lene esibirsi con loro su un palco per ben tre volte. La seconda collaborazione consiste in un brano co-scritto per il terzo album di Rihanna che non viene scelto come singolo, ma l'album in cui è contenuto vende molte milioni di copie in tutto il mondo. Infine Lene scrive, compone e interpreta quasi interamente un brano per la band tedesca Marquess, ma anche questa canzone non viene pubblicata come singolo.

Nell'agosto 2008 Lene si esibisce tre volte dal vivo, due volte in Norvegia in compagnia di altri artisti e una volta in Svezia completamente da solista, nell'atmosfera di un teatro. Queste esibizioni e alcuni nuovi inediti che propone nel corso di essi fanno già presagire un nuovo album, che peraltro Lene conferma ufficialmente il giorno prima del suo 28° compleanno.

Il quarto album s'intitola "Twist The Truth" ed esce il 30 marzo 2009, preceduto dal primo singolo "Here We Are", che Lene pubblica online sul suo myspace il 17 febbraio.

Lene Marlin

 
 
 

TRAMONTO DI UN MITO

Post n°4 pubblicato il 23 Agosto 2011 da fantozzi_rag
 
Tag: Music

Amy Winehouse, da autopsia niente drogaTracce di alcol in corpo, non e' chiaro se ha avuto ruolo in decesso23 agosto, 19:41
Amy Winehouse, da autopsia niente drogaAmy Winehouse, da autopsia niente droga
Amy Winehouse, da autopsia niente droga

Amy Winehouse non e' morta per droga: nel suo corpo non c'e' traccia di sostanze illegali, solo di alcol. E' questo il risultato dei test tossicologici condotti sul cadavere della cantante di Back to Black morta un mese fa nella sua casa di Camden a Londra a soli a 27 anni. Oggi ricorre un mese dalla scomparsa di Amy: e mentre un suo ritratto, opera dell'artista svedese Johan Andersson, e' stato inaugurato nella stazione della metropolitana di Camden Town, un portavoce della famiglia ha reso noto che nel corpo dell'artista sono state trovate tracce di bevande alcoliche, anche se ''non e' stato possibile determinare se l'alcol ha avuto un ruolo nella morte di Amy''.

I familiari della Winehouse hanno ringraziato la polizia e il medico legale per come li hanno tenuti informati sul loro lavoro: ''Ora aspettano l'esito dell'inchiesta in ottobre'', ha detto il portavoce. Dopo la morte di Amy lo scenario di un cocktail letale di alcol e sostanze proibite era sembrato la causa piu' probabile della morte della cantante: a pochi giorni dalla scoperta del cadavere un pusher londinese, Tony Azzopardi, che l'aveva conosciuta attraverso l'ex marito Blake Fielder-Civil, aveva sostenuto di averle venduto cocaina e eroina per 1.200 sterline poche ore prima del decesso.

Ma al funerale di Amy, il padre Mitch Winehouse aveva detto che la figlia si era riuscita a liberare delle tossicodipendenze: ''Tre anni fa era uscita dalla droga. I medici avevano detto che era impossibile, ma ci era riuscita. Ora stava provandoci con l'alcol ed aveva appena completato tre settimane senza toccare un goccio''. Si era quindi sparsa la voce che a uccidere l'autrice di 'Rehab' fosse stata una violenta crisi di astinenza.

I risultati dei test sono arrivati mentre la famiglia della star fa sempre piu' fatica a controllarne l'immagine. Mitch dovra' restituire tutti i soldi donati alla Amy Winehouse Foundation dopo aver scoperto che qualcuno aveva gia' registrato il nome e ora intende venderlo a un'asta online. C'e' poi un sito americano, Cafepress.com che sta vendendo una serie di ricordini non autorizzati e di dubbio gusto: tra questi abitini per bebe', orsacchiotti, custodie per iPod e perfino un cappottino per cani con la scritta 'Riposa in Pace Amy Winehouse'.