Creato da vince170 il 12/01/2011
le vere cose che contano stanno sempre nel cuore

In una Vicenza onirica e maestosa Gino passeggia tra coraggiose sofferenze alla ricerca del vero amore.

Solo riscatto possibile ai tormenti quotidiani, sfuma tra le dita ogni volta che sembra raggiunto.

E' un libro veramente toccante, chiunque si troverà a leggerlo verrà affascinato dal sentimento d'amore e di amicizia. Verrà assorbito dalle pagine inconsapevolmente fino alla fine della lettura.

 

 

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« pensieri e vitapensiero »

La fine di un amore

Post n°33 pubblicato il 23 Febbraio 2011 da vince170
Foto di vince170

La sigaretta brillava al buio più di una miccia. Il balcone era a due passi, ma era più comodo mangiarsela standosene a letto sdraiato. La cenere veniva sbattuta ogni tanto sul comodino, dentro ad un piccolo affare che fungeva da posacenere, parte però cascava per terra. Il silenzio si staccò dai muri e si venne a sdraiare a fianco. Troppe parole affollarono i pensieri. Sulle labbra ci fu un ingorgo, il traffico si era bloccato. Non so cosa pensare, gli dissi. Rimase in silenzio, sentii la sua boccata di fumo perdersi nella stanza semibuia. La lampada sembrò donare i colori di un ultimo tramonto spento. E' meglio così, mi rispose. Prima o poi doveva finire. Era meglio che finivamo facendolo per l'ultima volta, non ti sembra? Era stato bello, lo era sempre quando lo facevo con lei, infondo era il mio amore. Nonostante tutto, il cuore non era felice, non quella volta. Quella era una sera mescolata ad un addio. I sudori che erano scesi salati e caldi, gelarono il corpo. Non ci furono parole, quelle  adatte per tali circostanze erano andate in ferie o avevano perso la strada. Rimase la mia voce con la balbuzie dei tanti ma, perchè, cosa è successo? Alla fine rimase da solo, quel perchè inchiodato alla croce del tempo, senza la risposta. Era la fine di un amore, di una storia, una storia qualsiasi per me importante. Ad un tratto lei si alzò, cercai di far finta di niente, ma la guardai come un codardo di nascosto. Scolpii il suo corpo con gli occhi, misurai a centimetri ogni sua parte. La nebbia scese dagli occhi in silenzio, si era tolta persino le ciabatte per non fare rumore, aveva paura anche di quello. Un uomo non può piangere, deve essere forte, e mentre in mente queste parole prendevano vita, le lacrime solcarono il viso. Dopo essersi vestita, prese l'ultimo gingillo, la sua borsetta e se ne andò. L'ultimo ciao arrivò di spalle, aveva nascosto l'ultimo suo sguardo.  Il rumore dei suoi tacchi furono per un addio. Non risposi, non ebbi la forza. Poi una porta chiusa, piantò il chiodo della sofferenza ad un cuore. 

 
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