Creato da duerespiri il 30/04/2006

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« Heart'sLucky strike »

Lucille e le nuvole

Post n°245 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da duerespiri

Esterno giorno.

Mattino

 

Lucille era una donna straordinaria anche se un mio amico diceva che vestiva troppo semplice, effettivamente aveva ragione.

 

Ricordo il primo giorno che facemmo l'amore. Incorniciato sul muro come 

un fotografia di qualche secolo fa. 

Il suo sorriso riempiva ogni angolo della stanza.

 

Certo che da questa storia dovevo uscirne in verticale, ma si sa, gli eventi sono sempre straordinariamente contrari alla direzione delle nuvole. Gli anni passano, le rughe sono come piante rampicanti sul corpo e s'impossessano della tua pelle, ti ricordano che stai volando da un po' e che dopotutto la tua vita non è stata granché.

Queste riflessioni passavano veloci nella mia mente e intanto spingevo la manetta del gas sulla 23esima, i carburatori miscelavano il vento e la benzina spingendo tutto il mondo contro i miei occhiali a velocità folle.

Il suono del clacson mi arrivo come un proiettile alla testa.

«Cazzo!» Gridai.

Ci incrociammo con gli sguardi e l'urlo della donna al volante mi svegliò come un secchio di acqua gelata sul collo caldo.

Mi fermai a pochi metri ancora scosso, il sudore scivolava sulla schiena.

Lei aprì lo sportello, bionda, una bellezza che non aveva niente a che fare con il Texas. Delicata con gli occhi nordici e un portamento da gazzella.

Rimasi affascinato.

«Aveva intenzione di morire sotto la mia macchina?» mi disse con un accento straniero. Gli occhi mi puntavano come le canne di un fucile.

«Mi scusi signora, mi scusi ultimamente non mi sento bene.» Ed era vero.

Intanto non riuscivo a smettere di guardare le sue labbra, quel disegno così perfetto.

«Lei ha la testa fra le nuvole e le nuvole illudono le persone ed il tempo. Si faccia vedere da qualche strizzacervelli!» Si voltò e si rimise in macchina, partì bruscamente muovendo il didietro dell'auto come un serpente in fuga.

 

Era quasi mezzogiorno ed il sole schiacciava le ombre a terra. 

Guardai indietro anche se indietro non bisognerebbe guardare mai.

Quello sì fece male.

 

Oggi dovevo lavorare, scattare e seguire un giornalista. Un lavoro che facevo raramente per un investigatore di Cleburne. 

 

 

 

 

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Commenti al Post:
lotus.house
lotus.house il 11/10/12 alle 12:40 via WEB
sii.. devo dire mi piace quasi tutto il post..:)
 
 
duerespiri
duerespiri il 11/10/12 alle 16:04 via WEB
Grazie.
 
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