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Un blog creato da sei_gradi il 15/09/2006

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cose che hanno detto per me

 
 
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TUTTE LE DONNE DEL PRESIDENTE

 

COME DIVENTARE GAY

Gay si nasce. O si diventa in 5 settimane. Essere etero è out. Ma diventare gay si può e in poco tempo. Lo sostiene il libro di Claudia Mauri. Provocazione o no, il dibattito è aperto.
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Ranking del 7 luglio

Presentazioni
TG La7, lunedì 7 luglio, ore 20.00
Gayvillage: Sabato 12 luglio dalle 23.30.
 

GHOST STORY

 

 

CITAZIONI CITABILI


"Ho sempre detto a tutti di non aver sprecato un minuto, di aver goduto di tutta la mia vita. Ma ora capisco che se dovessi viverla di nuovo cercherei di essere più libera con le mie idee, il mio corpo e i miei affetti. Soprattutto cercherei di trovare un qualche modo di rompere il silenzio che si impone in me in fatto di sentimenti. Avrei dovuto farti capire, Roland, quanto, e quanto teneramente e quanto appassionatamente, ti ho amato."
Lee Miller

 

CITAZIONI CITABILI

“I poeti hanno sempre avuto la tendenza a considerare la poesia come l’alfa e l’omega della letteratura. Ci furono epoche in cui una simile convinzione era giustificata, ma oggi sa di stantio. La poesia continua a esistere e non è certo un genere secondario, ma ritengo fuori luogo considerarla incomparabilmente superiore alla prosa o al dramma della vita [...]. La poesia qua, la poesia là, la poesia su, la poesia giù... nella maggior parte di frasi siffatte il soggetto potrebbe essere sostituito con “la prosa” e andrebbero ugualmente bene.

W. Szymborska, letture facoltative. Adelphi, 2006 

 

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CITAZIONI CITABILI

"Uno degli aspetti più interessanti di questo nostro universo è che più si ha motivo di lamentarsi, meno lo si fa."

"No, la mia vita è stata tutta in questi ultimi due mesi"

Tibor Fischer, La Gang del pensiero ovvero la zetetica e l'arte della rapina in banca. Garzanti, 1999

 

CITAZIONI CITABILI

Era stato ormai abbandonato, anche se lui allora non lo sapeva. Neanch'io lo sapevo: la maggior parte delle volte non si sa quando si è stati presi nè quando si è stati lasciati, non soltanto perchè ciò accade sempre a nostra insaputa, ma perchè risulta impossibile isolare il momento in cui tali ribaltamenti accadono, allo stesso modo in cui si ignora sempre se il fatto stesso di essere presi obbedisce ai propri meriti o virtù, alla propria e irripetibile esistenza, all'intervento decisivo compiuto o piuttosto, semplicemente, alla casuale intromissione di uno nella vita di un altro.

Jàvier Marias, L'uomo sentimentale. Einaudi, 2001

 
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BRAINS

WALTER SIMMONS


My parents thought that I would be
As great as Edison or greater:
For as a boy I made baloons
And wondrous kites and toys with clocks
And little engines with tracks to run on
And telephones of cans and thread.
I played the cornet and painted pictures,
Modeled in clay and took the part
Of the villian in the Octoroon.
But then at twenty-one I married
And had to live, and so, to live
I learned the trade of making watches
And kept the jewelry store on the square,
Thinking, thinking, thinking,thinking,--
Not of business, but if the engine
I studied the calculus to build.
And all Spoon River watched and waited
To see it work, but it never worked.
And a few kind souls believed my genius
Was somehow hampered by the store.
It wasn't true. The truth was this:
I didn't have the brains.

Spoon River Anthology
by Edgar Lee Masters

 

 

un nuovo miracolo europeo

Post n°157 pubblicato il 09 Novembre 2011 da sei_gradi
Foto di sei_gradi

Se ne andrà, lo ha detto. Ha detto tante cose, ma stavolta sembra vero, soprattutto per il travaso di bile che denotava la sua espressione durante il voto. Ma perchè se ne va? un italiano medio avrebbe decine di motivazioni. Perchè monopolizza l'attavità parlamentare per prevenire o risolvere i suoi problemi legali. Pperchè la prescrizione, e non l'assoluzione, l'hanno salvato dalla galera. Perchè la notte della proclamazione di Obama ha disertato impegni istituzionali per andare a prostitute; perchè socialmente si comporta come un ragazzino viziato in un campeggio, offendendo le istituzioni e gli esponenti stituzionali di mezzo mondo (dalla merkel a Obama a Schultz e via dicendo); perchè adesca minorenni al telefono. Perchè corrompe giudici; perchè fa compravendita di parlamentari; perchè asservisce il legislativo all'esecutivo per sottrarsi al giudiziario. Ebbene, queste e altre ottime ragioni per dimettersi, o per farci pretendere che lo facesse, non sono la casua dele dimissioni. Agli Italiani questo personaggio orribile è andato bene per quasi un ventennio. E' stata la pressione Europea a scacciarlo. Non il furor di popolo, la giustizia, le inchieste giornalistiche. Il Miracolo Italiano è stato un Miracolo Europeo. Il salvataggio della Gracia è meno clamoroso del nostro. abbiamo tutti poco da festeggiare, e molto su cui riflettere.

 
 
 

donne che si lamentano troppo

Post n°156 pubblicato il 04 Ottobre 2011 da sei_gradi

Le donne si lamentano troppo. Odio dirlo perchè sono una donna, e perchè nel dirlo in effetti mi sto lamentandi anche io. Ma è così. Soprattutto sul lavoro. Ora se qualcuno leggesse il blog mi ritroverei sommersa di mail di donne ansiose di dirmi che loro lavorano come schiave, e che lavorano molto più degli uomini, e che quello che ho detto è falso. Ma invece è vero. Le donne lavorano tanto ma mettono continuamente in mezzo la loro femminilità, e la loro sensibilità, e quanto e come devono lavorare rispetto agli uomini. Io lavoro un sacco. Alle altre donne in genere è sempre piaciuto, agli uomini dava un po' fastidio. Ho sempre creduto che la femminilità potesse essere un pensiero altrui, ma non dovesse essere un problema mio. E ha sempre funzionato. Per cui, gli uomini al più mi consideravano la lesbotettona, le donne una stronza. La settimana scorsa è successa una cosa strana. Un uomo ha detto che sono stronza, e una donna che sono una lesbotettona. Questo prova, almeno a me, che sul lungo periodo gli uomini tendono ad essere professionali; le donne, donne. E davvero, questo non mi va giù.

 
 
 

la nostra brava guerra

Post n°155 pubblicato il 22 Settembre 2011 da sei_gradi
 

coverNoi non conosciamo la guerra. Abbiamo la tecnologia per vederla, ma non la conosciamo.

Abbiamo i satelliti che mostrano le foto aeree ed i missili cadere dall’alto; abbiamo le immagini a infrarossi che mostrano i bombardamenti notturni, verdi su un cielo nero, da Baghdad o Kabul; abbiamo le statistiche dei caduti, dei feriti, i nomi impronunciabili di città e quartieri presi e perduti (Peshawar, Karachi), abbiamo una progressiva familiarità con parole arabe (pashtun, taliban, Mullah), e con i nomi delle armi (RPG, AK-47, IED). Ma non sappiamo cos’è la guerra.

Ce lo racconta David Finkel, giornalista del Washington Post, Premio Pulitzer nel 2006, che è stato nello Yemen, Kosovo, Afghanistan, Iraq. È stato in tutti i posti in cui c’è quella guerra che non conosciamo.

Forse nemmeno lui la conosce, ma riesce a raccontarcela. Com’è possibile?

È possibile. Perché parte del suo lavoro, della sua abilità, è proprio di trasmetterci questa sensazione, di renderci consci della nostra ignoranza.

I bravi soldati è una testimonianza (non è un saggio, e nemmeno un romanzo, credo) della guerra per il 2° battaglione del 16° reggimento di fanteria americano, di stanza in Iraq nel 2007-2008.

Senza moralismo, senza melodrammi, senza la volontà di strappare una lacrima o solidarietà per una parte o per l’altra, senza giudizi di parte, ogni capitolo si apre con una definitiva e risoluta dichiarazione dell’allora Presidente Bush sull’andamento della guerra – che non conosce, come noi, e sulla descrizione di alcuni momenti, di questa guerra, per il battaglione 2-16 – che la conosce, al contrario suo e nostro.

Cosa significa uscire ogni mattina sapendo che sul ciglio della strada potrebbe esserci un ordigno che forse esploderà all’andata, o forse al ritorno, o forse esploderà appena prima del passaggio dello humvee corazzato su cui viaggi, o forse appena dopo. Cosa significa domandarsi quale piede mettere davanti e quale dietro, sapendo che quello più esposto potresti perderlo, in tutto o in parte, insieme a tutta la gamba a una mano o a un braccio, a un occhio, a un orecchio e forse alla vita. Salire sul mezzo e sapere che forse ti salverai perché sei a destra, o che forse, perché sei a destra, morirai. O magari sarai ferito.

Quando leggiamo, sui giornali, della guerra che non conosciamo, alla parola “ferito” proviamo una forma di sollievo incerto. Ma Finkel ce lo toglie, perché ce lo racconta, quello che accade dopo la corsa frenetica alla base, ed il primo soccorso, ed il volo verso un ospedale in Germania o anche negli Stati Uniti.

Scoprendo che non conosciamo la guerra capiamo anche che proprio perché non la conosciamo, e non possiamo capirla, proprio per questo abbiamo una posizione a riguardo – a favore, contro – e proprio per questo la nostra posizione viene resa più incerta o più sicura da quello sgranare nomi e cifre, da quelle cartine che vediamo in tivù o su google, che sembrano confortare un pensiero preciso, una convinzione profonda. Che svanisca, così, già dopo una trentina di pagine.

 

Daniel Finkel, i bravi soldati – Strade Blu, Mondadori, 17,50€

 
 
 

spiare e tradire

Post n°154 pubblicato il 20 Settembre 2011 da sei_gradi
 

Un saggio appassionante come un romanzo e incredibile come un film per avere un'idea di cosa sia stato lo spionaggio della guerra fredda.

Ai bei tempi in cui 007 era Sean Connery era relativamente facile persuadere il pubblico della sussistenza di un contesto spionistico internazionale.
C'era spionaggio e controspionaggio e doppiogiochisti, traditori, corrotti, venduti, e una Intelligence appositamente orchestrata per danzarci insieme.

Non è un caso che anche Ian Flaming, il creatore della spia con licenza di uccidere, abbia avuto a che fare con l'MI6, i Servizi Segreti Britannici. E così Graham Greene e John Le Carrè.

Oggi i film di spionaggio hanno sacrificato il fattore complottista all'azione: gli agenti sono affascinati parkour che saltando di tetto in tetto acchiappano i cattivi scoperti assai fortunosamente, e i cattivi provengono da non meglio definiti paesi dell'Asia come l'Absurdistan.cover

Leggere Spiare e Tradire, la cronaca dei più celebri ed eclatanti casi della guerra fredda in questo crepuscolo spionistico, richiama alla mente casi lontani nel tempo, come quello dei coniugi Rosenberg, fino a casi più recenti che con sorpresa del lettore coinvolgono nomi del passato prossimo come il Presidente Clinton.

E come già ha fatto Syriana per il cinema,  svela un retroscena incredibilmente pieno di pasticci, equivoci, superficialità, di spie sovietiche a Los Alamos nei primi anni '40 dentro al Progetto Manhattan che avrebbe condotto a Hiroshima e Nagasaki, o come ufficiali di collegamento tra i Servizi Segreti Britannici ed americani a Washington, di spie doppie pronte a tradire e trattate con sufficienza o sfuggiti all'arresto poiché chi doveva agguantarli si è concesso un paio di giorni sulla neve.

Tra fughe di informazioni, infiltrati, alcolizzati e traditori, è incredibile, ad un certo punto, accorgersi di come la Storia, come noi la conosciamo, abbia potuto svolgersi forse loro malgrado, o forse addirittura grazie ad essi.

Phillip Deery, Mario del Piero

Spiare e Tradire – dietro le quinte della guerra fredda

Feltrinelli, 17€

 
 
 

Standard & Poor's

Post n°153 pubblicato il 20 Settembre 2011 da sei_gradi
Foto di sei_gradi

Berlusconi: è colpa dei media. I media: è colpa di Berlusconi.

 
 
 

Ricche, famose, scomparse

Post n°152 pubblicato il 12 Settembre 2011 da sei_gradi

Non ci sono più film così, e non lo dico per dire. Non è solo uno stucchevole luogo comune da persona vissuta. Davvero, non ci sono più film così. Film in cui la sceneggiatura è tutto. In cui le attrici non si accontentano di essere belle: sono eccezionali. Sono carismatiche, spassose, crudeli, sferzanti, dolcissime. Film così, in cui ti gusti ogni dialogo con una espressione di confuso stupore, di divertita costernaizione, per la verità di personaggi che amano tanto, ma non amano e basta. locandinaoggi, se il fiml è sull'amore il protagonista ama ottusamente per tutto il tempo, al 200%, e possibilmente d'amore muore, o quantomeno ha il buon gusto di essere inconsolabile. Personaggi che hanno le loro passioni, ma alle loro passioni non consacrano un'esistenza. Anche qui, se il film è odierno, non c'è verso di conciliare passioni parallele: solo una, che però corroda l'eroe, che nella finzione cinematografica non ti sembra neppure non credibile. O si consuma come Beethoven o è un idiota. Sono amiche, ma all'amicizia non votano ogni scelta: sanno discostarsi, ferirsi, perdonarsi, in un'altalena di umanità. Non ci sono più film così. Infatti, di questo leggo che è una "commedia", ma non lo è. Oggi, le commedie sono surreali, grottesche, volgari. Le eccezioni sono quasi mortificanti.

Quando il film di Cukor arriva alla fine non ti resta che il rimpianto che sia conlcuso, a litigarsi il compiacimento di averlo visto.

 
 
 

Febbra - Sarah Kane. Uun monologo.

Post n°151 pubblicato il 21 Novembre 2010 da sei_gradi
 
Tag: lgbt
Foto di sei_gradi

E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambelle e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo..

e sedermi a fumare sulle scale finchè il tuo vicino non torna  a casa e sedermi a fumare sulle scale finchè tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l’altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver  voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando poi te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente fin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancor peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te.

 
 
 

like dontlike

Post n°150 pubblicato il 24 Settembre 2010 da sei_gradi
Foto di sei_gradi

La mia nipotina di 4 anni è riuscita a ordinare un dvd online. Usa il pc meglio di me. Del web amo la sintesi, gli acronimi - anche se buffi - i comandi intuitivi. Nokia e non Samsung. Le icone che permettono di capire prima ancora di leggere.

Ma ho una domanda. Facebook ti permette di cliccare un tasto, "mi piace", con un pollice verso l'alto, praticamente su tutti i siti in cui puoi trovari: giornali, siti di ecommerce, blog... In teoria dovrebbe segnalare agli amici una cosa che val la pena di leggere, sapere, capire. Solo che "mi piace" è il solo modo di sottolineare la propria attenzione per qualcosa. Dal nuovo taglio di Britney Spears al nuovo film di Di Caprio, dalla foto pubblicata dal Guardian del piccolo Pakistano alle montagne russe più spaventose al mondo che sono una fregatura. E quando leggi del patteggiamento sul lodo Mondadori, della 60enne che a Seattle ha ucciso 4 persona prima di suicidarsi, della donna stuprata in casa nella notte, lo vedi lì, accanto al titolo, qual pollice alto con scritto "mi piace".

Non c'è proprio un'altra icona, e magari un'altro significato, per sostituirlo, o da affiancargli? Così, per condividere quel che si legge senza sentirsi disadattati.

 
 
 

Anywhere? Anything? Anyone?

Post n°149 pubblicato il 09 Settembre 2010 da sei_gradi

"Un'opera di transizione sul lato oscuro dell'opulenza"; "Una figlia salva il padre nel poetico "Somewhere"; "Il viaggio nel vuoto dello star-system". Questi sono solo alcuni dei titoli delle recensioni pubblicati da Mymovies su Somewhere, l'ultimo film di Sofia Coppola.

Io, che ho amato Lost in translation prima che ricevesse l'alloro dell'Oscar, devo essere inaridita in questi anni, perchè è inutile girarci attorno: per me sowehere avrebbe potuto tranquillamente intitolarsi "anywhere?"

La storia inizia con un bullo semi sbronzo che si frattura un polso ruzzolando da una scala. Poi però viene fuori che:

- il bullo è un divo del cinema

- il divo è, oltre che giovane, talentuosissimo

- il divo talentuosissimo, seppure soggetto ad amplessi occasionali con fanciulle di cui non ha approfondito la conoscenza, è molto sensibile e dolce: il ragazzo della porta accanto.

Ci si potrebbe costruire sopra un'opera di transizione sul lato oscuro dell'opulenza, o percorrere il viaggio nel vuoto dello star-system, o ancora esplorare la solitudine dei figli di. Oppure, potrebbe diventare un film pronto a partire per un'ora e quaranta che improvvisamente finisce.

Dopo una decina di minuti di film in cui il protagonista si rompe il polso e vengono pronunciate sì e no sette parole, con una tensione da fare impallidire Kiarostami, si ritrova (il protagonista, non Kiarostami) sul divano a fumare una sigaretta e bere una birra. Sembra ansioso che accada qualcosa, e tutti gli spettatori, sono certa, condividono questo desiderio. Ma non è così.

Il ragazzo della porta accanto è il ragazzo della porta accanto che è stato bocciato due volte alle superiori. Non la bellezza di Brad Bitt, il carisma di Johnny Depp o il fascino di Jude Law. Come per il vostro vicino senza diploma, avete difficoltà a credere che possa avere recitato con i migliori attori di Hollywood.

Natalia Aspesi, che riesce a vedere un film che io non ho visto per una faccenda di miopia emotiva, esordisce: "Vita di attore di successo a Hollywood: giovane, carino, separato quindi libero. Appartamento nel leggendario hotel Chateau Marmont, dove hanno vissuto Marilyn Monroee Leonardo Di Caprio, dove John Belushi è morto per overdose, dove James Dean ha conosciuto Natalie Wood."

Ora, credo che il cinema dovrebbe avere il raro dono, proprio delle forme d'arte, di portarti laddove non sei (mentalmente, emotivamente, spiritualmente). Persino in Titanic James Cameron mi spiega perchè la nave affonda: eppure l'iceberg è bello grosso, ci sarei arrivata. Ma qui, nulla mi è detto di Marilyn o John Beluschi. Quindi mi sembra un posto carino senza essere sfarzoso in cui ti rifanno il letto e ti consegnano una grattugia per il formaggio in camera se telefoni e lo richiedi.

Il tutto, e lo dico senza essere minimamente campanilista, aggravato da un'orrenda scena ambientata a Milano in cui il divo viene osannato come Gesù anche dai poliziotti che si fanno la foto insieme a lui con il telefonino (siamo in italia ma non è un cliché), intervistato da una belloccia svampita che gli fa delle domande a prova di Debora e Romina (siamo in italia ma non è un cliché), premiato in una serata di telegatti in cui una fiacca Simona Ventura con un Fiacco Nino Frassica presentano una trasmissione di basso profilo cinematografico (siamo in italia ma non è un cliché), intervallato da un balletto in perfetto stile berlusconiano (siamo in italia ma non è un cliché).

Afflitto dal tuo essere italiano, e per giunta per il fatto che il mondo lo sappia, puoi uscire dalla sala e andare a prendere un gelato, o cimentarti nel sudoku che non hai risolto al mare, e rientrare senza perdere il filo.

Ho avuto un guizzo di speranza quando ho creduto d'intuire che il divo era pronto a suicidarsi. Muor giovane chi è caro agli dei. A meno che non si siano assopiti anche loro.

 
 
 

Perchè on metto in croce Patrizia D'Addario

Post n°147 pubblicato il 03 Agosto 2009 da sei_gradi
 

Mi ricollego a una notizia pubblicata oggi su Repubblica, ed ai commenti che si leggono in rete su Patrizia D'Addario. E' una prostituta, il che offende o così dovrebbe un qualche senso etico che si suppone dovremmo avere. Ha registrato conversazioni e fatti privati con il preciso intento di usarle, poi, come arma. Non avrebbe disdegnato nè un seggio a Strasburgo una carica alle amministrative, nè un aiuto per le sue velleità imprenditoriali, nè, forse, alla fine, semplicemente soldi, per i servigi resi.
Questo rappresenta quello che ci offende e che incarna forse il modello all'italiana, fatto di favori e spintarelle, raccomandazioni ed aiutini, che sono corruzione quando lo fanno gli altri e "adeguamento al sistema" o "astuzie" se lo facciamo noi.
Ma a mettere in croce la D'Addario io non ci sto. Questa prostituta spregiudicata, amorale, che va a feste parigine vantandosi di aver condiviso con Berlusconi il letto di Putin è la prima persona che costringa tutti a dire che questo è quello che abbiamo, e fors'anche che meritiamo. E' la prima che costringe l'Avvenire a puntare il dito, e molti elettori, finora nascostisi dietro a "non vorrei votare Berlusconi, ma sono di destra", a rendersi conto che non possono, adesso, fare una cosa prescindendo dall'altra.
Non ho problemi a riconoscere che è una profittatrice senza scrupoli nè vergogna. Ma la cosa finisce qui. Se vai con una prostituta ed a due chilometri la tua famiglia ignara ti aspetta davanti alla ruota della fortuna o incantesimo o ciao darwin, sai che l'ennesimo servizio di Rai tre potrebbe immortalare la tua macchina, e anche che quellla donna o uomo che ti si accompagna potrebbe ricattarti. Ti esponi ad un rischio che ritieni accettabile. E' il riscio del servizio che hai scelto. Lei potrebbe ricattarti.
Forse lei dovrebbe vergognarsi? E di cosa? di aver detto a tutti che il suo ennesimo cliente non l'ha pagata quanto hanno pattuito? Se fosse andata con un cliente che l'ha scaricata senza pagarla sul bordo di una strada non staremmo a perderci tempo. Nessun giornale l'avrebbe riportano. Nessun pm avrebbe agito. Nessuno di noi si sarebbe scandalizzato. E' il rischio del mestiere. Peggio per te. Adesso questo mancato pagamento è il suo guadagno. Che lei incassa alle feste parigine e con le copie dei giornali che noi compriamo. Non me ne frega assolutamente nulla del fatto che Patrizia D'Addario si venda questa merce. Mi preoccupa invece che tutto sia negato fino all'evidenza più spudorata, come in questo caso. Prima di Patrizia, ancora sul caso Noemi, era evidente che una minorenne non legata da amicizia familiare fosse andata alle feste di Berlusconi. Il perchè non era provato, ma il solo sospetto era già un'indecenza. Ma ce lo siamo fatto andare bene. E se non fosse stato per Patrizia oggi non ne staremmo parlando più.

 
 
 

Sorridi, sei sul PDL

Post n°146 pubblicato il 27 Luglio 2009 da sei_gradi
 

O su candid camera, che è lo stesso. L'inchiesta su Tarantini ci racconta che questo altro procacciatore di bei faccini ha portato con sè uno stuolo di fanciulle alla corte del sultano il quale, per accontentarle, non si è limitato a fare loro doni (lecito, purchè a suo carico), o pagarle (pardon, ringraziarle) per le loro prestazioni (illecito, secondo la legge). E' anche arrivato a candidarle. Secondo il racconto di almeno due delle donne coinvolte, la Montereale e la D'Addario, la candidatura avrebbe potuto avvenire alle Europee. Ma poi la festa di Noemi e le liste piene di soubrette hanno indispettito Veronica Lario e portato tutto sui giornali, con il risultato che le soubrette & co hanno dovuto ritirarsi in buon ordine (quasi tutte) e ripiegare sulle comunali, come la D'Addario e la Montereale, appunto. Un caso? Forse. Erano nella lista La Puglia prima di tutto, coordinata da Tato Greco, dell'entourage di Tarantini, dell'entourage di Silvio. Ad ogni modo, oggi Repubblica ci racconta che forse anche Napoli aveva il suo Trantini, cioè Fulvio Martusciello. Fratello di un ex viceministro, consigliere regionale, che nega, ovviamente ogni cosa. Lui è un politico non procaccia fanciulle. Ma durante la spinosa questione delle candidature era emerso che Emanuela Romano fosse una delle candidate, una di quelle ragazze brillanti che avevano tanta vocazione politica, e che si era inventata il comitato "Silvio ci manchi" insieme a Virna Bello e Francesca Pascale. Oggi Virna Bello è Oggi Virna è assessore comunale all' Istruzione, nel comune di Torre del Greco per il Pdl. Francesca Pascale consigliere all Provincia di Napoli. Emanuela ha frequentato il corso per eurodeputate di via dell'umiltà, ma è stata depennata all'ultimo. Il padre, per questo, ha cercato di darsi fuoco davanti a Palazzo grazioli. Ma a inventarsi questo grupo di supporter, questa sorta di team pon-pon della politica, non sono state loro. E' stato Martusciello. Poi ci hanno raccontato che fosse un'iniziativa spontanea, popolare. No, niente affatto. Era, come sempre, marketing. Così come la Rossa salmonata, la Brambilla, oggi gloriosamente approdata al turismo, secondo i racconti dell'ex eurodeputato Marcello Vernola, chiedeva per le politiche del 2007 non tanto il curriculum, quanto il book delle possibili candidate. Sempre per la politica dei bei faccini. Oggi, ieri, domani, compra Silvio, lava più bianco.

 
 
 

il lodo alfano, la corte costituzionale e una torta in faccia

Post n°145 pubblicato il 24 Luglio 2009 da sei_gradi
 

Tutti a cena con i giudici della corte costituzionale, a parlare del più e del meno. NON del lodo Alfano, per carità, sul quale proprio la corte costituzionale deve esprimersi a ottobre. E a cena ci sono anche Berlusconi e, guara un po', Alfano.

Eppure, "non abbiamo mai cenato insieme" è quello che si dice a qualcuno per sottolineare che manchi, con questa persona, consuetudine, familiarità, amicizia. Il problema è proprio lì dove si pensa di negarlo: che cosa accomuna giudici della corte costituzionale, Berlusconi, il guardasigilli, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, e Gianni Letta? Solo e soltanto il Lodo Afano. La conduzione informale degli affari istituzionali è un classico di questo governo. E di questi signori: ricordiamo che Gianni Letta -e non solo - avevano già consumato il 'Patto della crostata', l'intesa nata sulla terrazza romana dell'abitazione di Letta, appunto: i leader di Polo e Ulivo trovano l'accordo per cambiare la legge elettorale. Perchè non vedersi nell'ufficio di uno di questi signori? perchè sarebbe sembrato quello che era: un incontro inappropriato, inopportuno, non illegale solo perchè la legge non riesce a normare tutto, nel dettaglio. e quando lo fa, si cancellano le norme, come quella che ha abrogato le "gravi mancanze".
Finisce tutto a cantucci e vino. Il punto sono i cantucci e il vino? No: è che finisce tutto.

 

I commenti alla cena sul sito di Di Pietro, dove sottoscrivere l'appello perchè si dimettano i giudici coinolti.

 
 
 

Berlusconi non è un santo, ma io non sono stupida

Post n°144 pubblicato il 22 Luglio 2009 da sei_gradi
 

Oggi Berlusconi fa lo splendido, e all'inaugurazione di un cantiere autostradale candidamente ironizza sul fatto che in giro ci siano un sacco di belle figliole, e che lui non sia un santo.

Siccome invece non tutti gli italiani sono stupidi, vorrei sottolineare qualche punto.

A Berlusconi è contestato di avere introdotto in una residenza di stato prostitute, senza controllo, alcune coinvolte in un giro di cocaina; di averle intrattenute con soldi dei contribuenti nei suoi festini, e di averle trasportate a Villa certosa con voli di stato; di averne candidate in liste collegate con il PDL per le comunali, e di aver persino proposto loro le europee; di essere andato in tivù giurando e spergiurando il falso; di avere mentito direttamente e attraverso il suo avvocato, Ghedini, insinuando di non averle mai ricevute a palazzo Grazioli; di avere mentito sull'esistenza delle intercettazioni; di aver sostenuto di essere l'utilizzatore finale, ignaro del loro mestiere, quando le intercettazioni raccontano decine di telefonate nello stesso giorno a Tarantini perchè racimolasse le prostitute per la serata; di avere disertato impegni istituzionali internazionali per restare con le escort;  e infine aggiungo che andare con le prostitute è un reato penale, punibile con il carcere.

Forse un cantiere autostradale è un buon podio per fare lo strozzapapere impunito. Ma anche in doppiopetto, resta uno che è andato a mignotte con i nostri soldi.

 
 
 

Tutti gli audio del Presidente

Post n°143 pubblicato il 22 Luglio 2009 da sei_gradi
 

Escono altre intercettazioni su l'Espresso. Berlusconi fa sesso senza precauzioni. In ogni senso. E si vede. Tanto, è Berlusconi...

Ottobre 2008. Prima di andare a Palazzo Grazioli Gianpaolo Tarantini e Patrizia si mettono d'accordo sulla serata a casa del premier

Giampaolo Tarantini: Allora ...
Patrizia D'Addario: mi volevi parlare?
GT: non volevo parlare, volevo dirti... che alle nove e un quarto vi passo a prendere l'autista e andiamo lì ...
Ragazza: andiamo lì ... poi se lui decide rimani lì ...
PDA: ...e mille per la serata.
G: Mille ora già te li ho già dati ... poi se rimani con lui ... ti fa il regalo solo lui ... ah ... vedi che lui non usa il preservativo ... eh
PDA: Ma non esiste una cosa senza preservativo ... come faccio a fidarmi?
G: Ma ... è Berlusconi ...

PDA: Ma tu chi sei? Guarda che ... sai quanta gente è rimasta ...
G: Sai quanti esami fa lui?
PDA: Lo so, ma ... sai ... per noi donne è anche più bello ... voglio dire ... ma sentire una cosa del genere ...
G: Tu puoi decidere, però lui non ti prende come escort, capito? lui ti prende come un'amica mia, che ho portato ...

 Ascolta l'audio

 
 
 

Tutte le intercettazioni del presidente

Post n°142 pubblicato il 20 Luglio 2009 da sei_gradi
 

In questi giorni si è detto di tutto sulle intercettazoni. Sin dalle prime dichiarazioni della D'Addario l'entourage del premier ha cercato di ridurre le rivelazioni al pettegolezzo, di fare di una testimone una mitomane. Ha cominciato Ghedini dicendo che era solo una ragazza amareggiata per le mancate elezioni. Era candidata in una lista collegata al PDL per Bari, la Puglia prima di tutto. Poi era solo una prostituta che voleva notorietà. Da cui non ci si poteva aspettare nulla di vero. E poi d'accordo, se era una Escort il premier non poteva sapere chi veniva invitato a casa sua: cioè a Palazzo Grazioli, la residenza di stato. E ancora: se ci aveva fatto sesso, bhe, era solo l'utilizzatore finale.

Adesso, a distanza di tempo, ci spieghino perchè la donnaccia, la prostituta, è stata candidata nella lista di cattolica ortodossia del PDL. E giustifichino le intercettazioni. Ci sono trascrizioni e audio. E la voce è quella che ci riempie le orecchie e il cervello da quindici anni, dell'uomo che può tutto, anche negare l'evidenza, perchè noi, una schiera di alici folli, corriamo come impazzite nella sua tana di coniglio.


E' il 4 novembre, sono passate due settimane. Obama sta per essere eletto alla Casa Bianca, Berlusconi e Patrizia sono nel "lettone di Putin".

SB: questo [libro?...] l'ho disegnato io
PD: l'hai fatto molto bene
SB: l'altra volta ce l'avevi?PD: Sì
SB: C'eri già l'altra volta?
PD: Sì
SB: ma tu pensa... e questa? prendi
PD: no questa no
SB: è la più bella
PD: è bellissima questaSB: prenditi questa la regali a qualcuno
PD: no
SB: no, sarebbe uno sprecoPD: anche questa l'hai disegnata tu?
SB: questa è una mia idea ma non l'ho disegnata io. ma guarda che roba...com'è fatta. questo è un mio amico che me l'ha fatta. che mi fa tutte le cose...
io mi faccio una doccia anch'io... e poi, poi mi aspetti nel lettone se finisci prima tu? PD: quale lettone.. quello di putin?
SB: quello di Putin
PD: ah che carino..quello con le tende

E l'indomani, Patrizia commenta con Giampaolo Tarantini la nottata in bianco con il premier

PD: Pronto buongiorno
GT: Buongiorno
PD: Come stai?
GT: Bene
PD: Non abbiamo chiuso occhio stanotte
GT: Eh immagino, come è andata?
PD: Bene, niente busta però
GT: Veramente?
PD: Giuro. Come mai? Tu mi avevi detto che c'era una busta. Mi ha fatto un regalino, non so, una tartarughina
GT: Uhm
PD: E poi mi ha fatto una promessa
GT: Cioè?
PD: Che..va beh te lo posso dire, tanto tu sei la guardia di tutto, mi ha detto che mi mandava gente sul cantiere, l'ha detto lui quindi ci devo credere?
GT: Si, e va beh se lo dice lui. Gli hai dato il tuo numero?
PD: Si, gli ho dato il mio numero, l'ha voluto stamattina anche il mio cognome e ha detto che mi avrebbe aiutata sul cantiere mi mandava gente
GT: E beh va beh oh
PD: E poi ha detto che vuole rivedermi con un'amica perché..in due

GT: Senti ma come? a che ora sei tornata?
PD: Adesso, adesso che ti sto chiamando
GT: Ma dove stai, in albergo già?
PD: Si adesso
GT: ci vediamo per un caffè
PD: Sì se vuoi noi siamo qui in albergo, non sappiamo nemmeno a che ora dobbiamo partire
GT: Amò ti ho mandato un messaggio ieri
PD: Ah, c'era scritto l'orario che dobbiam partire?
Siccome Barbara ha detto, appena sono arrivata ha detto 'Hai avito la busta, 5000 euro' ho detto no, io non ho preso proprio niente
GT: Ti volevo dire una cosa, di me ha detto qualcosa no?
PD: Mah mi ha chiesto solo da quanto tempo ci conosciamo io e te, ho detto da tantissimo tempo, ho fatto bene?
GT: Brava si
PD: Ho detto che ci conosciamo da tanto tempo, Barbara è anche una mia amica ho detto, lui ha detto che ha una sua amica e vuole farmi leccare da una sua amica
GT: Ahahahah
PD: Ti giuro, così mi ha detto. Molto affettuoso, tutta la notte non abbiamo dormito
GT: E' bravo comunque lui
PD: E poi lui stesso mi ha chiesto del cantiere, gli ho detto qua lo sto portando avanti da sola, però non è facile giù al sud, una ragazza da sola, anche perché è una cosa abbastanza grossa e lui mi ha detto ti manderò io qualcuno, mi auguro che sia vera

 
 
 

tutte le donne del presidente

Post n°141 pubblicato il 20 Luglio 2009 da sei_gradi
 

Recensione su booksblog.it

 
 
 

tutte le donne del presidente

Post n°140 pubblicato il 14 Luglio 2009 da sei_gradi
 

Tutte le donne del presidente su affaritaliani

copertina

 
 
 

ddl sicurezza

Post n°139 pubblicato il 03 Luglio 2009 da sei_gradi
 

 
 
 
 
 

Mi consenta, santo subito...

Post n°137 pubblicato il 02 Luglio 2009 da sei_gradi
 

 
 
 
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SEI GRADI DI SEPARAZIONE

"Ho letto da qualche parte che ciascuno sulla Terra è separato da chiunque altro da sole sei persone. Sei gradi di separazione tra noi e chiunque altro sul pianeta. Il Presidente degli Stati Uniti, un gondoliere a Venezia, basta inserire i nomi. Trovo estremamente confortante che siamo così vicini. Mi sembra anche una tortura, essere così vicina purchè trovi le sei persone giuste per creare la giusta connessione... io sono legata, tu sei legata, a ciascuno sulla Terra da un sentiero di sei persone."

John Guare, Six degrees of separation (1990)
Movie by Frank Schepisi (MGM, 1993)

 

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L'unica cosa più detestabile di un "noi" è un "io".

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"E' il prezzo che si paga ad essere scrittori. Si è assillati dal passato: sofferenza, sensazioni, rifiuti, tutto. Credo che questo aggrapparsi al passato sia un impellente, quasi disperato, desiderio di reinventarlo, in modo da poterlo cambiare."

"In casa nostra gli unici libri erano i libri di preghiere, i libri di cucina e i bollettini sui purosangue."

"Mi domando se tu non abbia scelto il tuo stile di vita allo scopo di impedire che qualcosa di emotivamente troppo intenso ti possa separare dal tuo passato."
"Gli scrittori sono sempre in fuga, ed io sono fuggita da molte cose."

Philip Roth (ed Edna O'Brien), Chiacchiere di bottega. Uno scrittore, i suoi colleghi e il loro lavoro. Einaudi, 2004

 

CITAZIONI CITABILI

Nessuno è il diavolo se si riesce a sentirlo bene.

Susan Sontag, Io, eccetera. Mondadori, 2000

 

MADRE

Era questa la madre che volevo,
scura e malinconica
lontana dal mondo
ansiosa.
Parla poco e si mangia le parole.
Cade qualche volta e si rialza in fretta.
Era questa la madre che volevo
scura dolorosa
zoppa
e ho lottato con le sorelle
ho distrutto i fratelli
perchè era questa la madre che volevo,
volenterosa ampia chiusa prigioniera.
Non volevo altra madre che questa
capelli mal cresciuti che non trovavano
forma nè pace, la copia trasandata
di se stessa, sfatta di dolcezza,
l'unico lusso era la sua fuga
davanti allo specchio
mentre si vestiva.

Davanti allo specchio mentre si vestiva
lo sguardo le si divaricava
perduto in una immagine futura,
la prima ladra in lei riconoscevo
che mi rubava l'immagine sicura
la portava fuori e poi regalava
quello che solo mio essere doveva.

Patrizia Cavalli, Poesie (1974-1992) Einaudi, 1992