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Post n°338 pubblicato il 18 Gennaio 2026 da la.luna.piena1
La Madre Superiora, insieme a Suor Chiara, portò la nostra suora nella sua cella e le disse di spogliarsi della gonna per vedere se il sangue era dovuto ad una ferita ( non sarebbe stato decoroso se cadendo si fosse tagliata una natica) oppure se il sangue era della sarda che Suor Paola aveva raccolto per i mici del convento. Dopo un'attenta e accurata ispezione tutte e tre le suore tirarono un sospiro di sollievo: il sangue non era di Suor Paola e quindi poterono ritornare alle loro mansioni. Passarono un paio di giorni, Suor Paola che nemmeno si ricordava più del fatto sanguigno, fu mandata a comperare delle medicine per la consorella che si era presa una bella influenza. Si deve sapere che la nostra Suora era un tipo un po' particolare: attirava i guai come una buona calamita attira tutto il ferro possibile nei suoi dintorni e anche questa volta non ci fu eccezione. Era uscita dalla farmacia con le medicine che aveva ordinato il dottore e stava ritornando in convento, quando il suo sguardo cadde sulla locandina di un quotidiano. Come titolo principale, il giornalista aveva scritto che ancora non vi era nessun indagato e la polizia brancolava nel buio. Nel leggere questo titolo, Suor Paola, si chiese di quale crimine si parlava e continuando ad essere immersa nei suoi pensieri ripreser il cammino. Forse fu a causa dell'essere distratta o forse fu la curiosità, ma si trovò davanti al commissariato di polizia che lei conosceva bene. Infatti appena la vide, il poliziotto addetto alla guardiola, le sorrise e le chiese per quale infrazione era lì. suor Paola si fermò per rispondere all'agente, quando vide in lontananza l'arrivo della persona che inconsciamente stava cercando: il commissario Locascio. Per il commissario, la suora, poteva entrare a pieno diritto nell'elenco delle 10 piaghe d'Egitto, anche se a volte ne sentiva la mancanza di poter confrontare i propri pensieri a quelli della Suora. Oramai si rese conto che non poteva più fare dietrofront per evitarla e quindi, facendo buon viso a cattivo gioco, si avvicino'. La salutò e le chiese se aveva bisogno di qualcosa e si incamminarono lungo il corridoio che portava all'ufficio del commissario. Mentre si dirigevano verso l'ufficio incrociarono alcuni poliziotti, che conoscendola bene, la salutarono cordialmente. Arrivata nell'ufficio e accomodandosi incominciò a rivolgere delle domandi banali a Locascio, che conoscendola molto bene, alla 4 domanda la fermò con un gesto della mano e le chiese che cosa voleva veramente. Suor Paola si rese conto del rossore che le imporporava il viso e preso un respiro profondo, gli chiese di quale crimine si stava occupando , sapendolo dai quotidiani. Locascio la guardò e ironicamente le chiese se le suore, oltre al breviario, leggevano pure la cronaca nera dei quotidiani. Suor Paola, sapeva che era il solito modo del commissario di sfidarla a non essere così così......suora. Prese un bel respiro e guardandolo negli occhi gli rispose che le suore non solo leggevano la cronaca nera, ma navigavano pure e a volte portavano la "luce" a quei commissari che brancolano nel buio e non sanno che pesci pigliare. Se una persona estranea li vedesse mentre battibeccavano tra loro avrebbe pensato che prima o poi uno dei due avrebbe passato dei brutti momenti a causa dell'altro, ma era tutto completamente diverso. Il commissario, che era quasi coetaneo di Suor Paola, la rispettava profondamente, come era rispettato lui dalla suora e a volte Locascio si domandava come mai era diventata suora. Va bene la devozione, va bene la chiamata di Cristo ecc ecc, ma era altresì convinto che sarebbe stata una moglie e una madre eccezionale. Il commissario alzò le mani in segno di resa( cosa che gli scocciava perchè ammetteva di aver perso) e poi le congiunse quasi come se volesse pregare. Sulla sua scrivania che è quasi sempre in ordine vi è una tazzina sporca del 3 caffè che il povero commissario aveva bevuto dal suo arrivo in commissariato. Da un lato vi sono un paio di faldoni semi aperti con i casi della settimana che sono stati sospesi a causa dell'importanza di questo appena accaduto. Come si fa a pensare alle denunce per truffa, alle risse notturne in certe vie, all'applicazione delle nuove normative per la guida in stato d'ebbrezza, all'ennesimo piccolo spacciatore che ha combinato qualche piccolo guaio quando vi è stato commesso un reato talmente assurdo, talmente strano che causerà il trasferimento del nostro commissario in un paesino fuori fal mondo e magari in Sardegna o in Valle D'Aosta? Beh se era per il commissario lui senza ombra dfi dubbio e di indecisione avrebbe etto e firmato il trasferimento in Sardegna, magari vicino al mare per potersi abbronzare, ma con la fortuna che teneva , di sicuro sarebbe stato trasferito il alta montagna dove la temperatura massima sarebbe stata vicino allo 0. Era talmente assorto in questi tragici pensieri che non si era reso conto che la sua amica lo aveva già chiamato un paio di volte er scusandosi inizio' a chiuederle alcune cose. Suor Paola, lei che è credente, che ha un stretto rapporto con quello lassù, essendo suo suocero perchè anche lei ha sposato il figlio, cosa le verrebbe pensare se entrando in un appartamento con la porta chiusa a chiave a doppia mandata, completamente in ordine con oggetti di alto valore al loro posto, le pareti tappezzate di quadri e stampe di un certo valore, ma con i proprietari che asseriscono che mancano due dipinti e lo possono dimostrare dato che hanno le foto dei dipinti appesi alla parete? Suor Paola gli chiese se queste due tele avevano un certo valore economico e alla risposta che non erano di grosso valore, ma anzi erano quelli che valevano meno rispetto agli altri rimase stupita. Il commissario le disse che il furto era stato scoperto due giorni prima quando i proprietari erano ritornati da un viaggio d'affari e appena entrati si erano resi conto che qualcosa non andava. La parete non mostrava nessun buco di assenza di un quadro e la casa era tutto in ordine. Era stato lo scoprire del furto che aveva causato un malore importante al marito e quindi l'arrivo dell'ambulanza che Suor Paola aveva visto prima di sbattere il sedere per terra....
Post n°337 pubblicato il 05 Gennaio 2026 da paolaassisi
Quella mattina nel piccolo convento vi era grande agitazione e sembrava che per Suor Paola la giornata fosse iniziata davvero male! Si agitava per la sua cella con le mani nei capelli! "Il mio velo il mio velo! Dove è finito il velo!" Bhe certo non poteva uscire dalla cella senza velo, No? Eh no, no, non poteva e lo cercava dappertutto. Sotto la scranna, sopra la scanna nell’armadietto sotto il cuscino! Alla fine rivoltò il materasso. Il veloooo! Bhe, opera diabolica, certo. Mica può finire da solo il mio velo sotto il materasso, No? Alla fine fu pronta. Si guardò nel piccolo specchio. Perfetto. Tutto perfetto: il velo, la veste, le scarpe nere! Perfettissimo ed uscì ed andò dalla Madre Superiora per ricevere le incombenze della giornata: “ Ghe xe sempre el sogolo tuto scombinà, suor Paola, e anca el velo tuto in desorden!!” Suor Paola restò gelata. Persino oggi che aveva vinto l’intervento diabolico e ritrovato il velo, per la Madre Superiora qualche cosa non andava! Allora… behe … mica poteva sempre tacere, no? E disse “ Sémpra rampruverêda da la màdra superiora, a mé. Ma csa j n’impòrta ai pôver dal mè vèl e dal mèsórgol! E a ò anca sentî dal frèd in capèla! Cme s’la stuvèta la füssa mía stêta dnadä! Me mesèra! Mo a ò fât al vòtt d’ubidién” La Madre Superiora che ben sapeva che dietro quel disordine apparente vi era una dedizione totale e sottile intelligenza lasciò stare ogni commento e sorridendole diede l’incarico di recarsi al mercato per fare acquisti, porgendole l’elenco. E mentre Suor Paola si dirigeva veloce verso il mercato il chiacchiericcio nel convento non era cessato e la novizia Agnese brontolava con le altre novizie. Intanto Suor Paola tutta soddisfatta trascinava il carrello verso il mercato passando sotto gli archi di Via Indipendenza quando all’improvviso si accorse che dal lato opposto si accalcava un gruppo silenzioso di persone che fra loro sussurravano guardando una autoambulanza che senza sirena ripartiva, osservata con occhi affranti dalla piccola folla. Ma qui fu il disastro! Suor Paola guardando l’ambulanza non si accorse di avere posato il piede sul pavimento lucido di via indipendenza e su di una cosa viscida sotto la scarpa e pataplunf.! La veste prese il volo mentre le gambe coperte dalle mutandone volavano al vento di Via indipendenza ed il fondo schiena scivolava sul selciato con due signore che spaventate correvano a rialzarla. Allora Suor Paola tutta compita si rialzò, grazie grazie diceva non è successo nulla! Solo una piccola scivolatina! E si rassettava la veste tirandola verso le caviglie nude. Ma fu questo il fatto: fu nel chinarsi che si accorse. Era scivolata su un pesce. Un pesce? guardava un pesce? Si, una sardella grassoccia. Una sarda grassoccia ammaccata. Ma sempre sarda era. Mica posso lasciare una sarda in terra, no? No!. Allora con due dita la raccolse e la pose in un sacchettino pronta per i mici del convento. Non sapendo che fare, continuò il suo viaggio verso il mercato sperando che nulla di grave fosse accaduto. Intanto nel convento l’agitazione era grande, specialmente nel gruppetto di novizie che cercavano di parlottare fra loro a stento comprendendosi mentre la più giovane diceva “ ¡Pobres de nosotras, las novicias! En esteconvento parece que estamos en Babilonia, ¡no se entiende nada! Todas hablanidiomas diferentes. Madre superiora, ¿cómo podemos nosotras, las novicias,aprender y llegar a ser verdaderas monjas?” E mentre il confabulare delle novizie continuava, Suor Paola tutta fiera dei suoi acquisti avendo anche rassettato veste, sorgolo e velo, rientrava nel convento tutta fiera salutando la Madre Superiora. E qui di nuovo fu disastro! "Suor Paola, cosa è successo!!?" "Superiora! Non è successo nulla! Behe si, in via Indipendenza c’era una ambulanza e sono scivolata su una sarda. Ora abbiamo una sarda per il gatto anche!" Ma la Superiora guardava la veste: "Suor Paola, ma sei sporca dietro"! "Dietro?" " Eh si… Suor Paola.. sei sporca. Aspetta…." La Madre superiora sfiorò con un dito la veste. Vi era una macchia raggrumata… ritrasse il dito… sangue….
Post n°336 pubblicato il 21 Dicembre 2025 da la.luna.piena1
La città si stava svegliando con un nuovo giorno. Le strade ancora semivuote dal solito traffico, vi si vedevano i pendolari che con vari mezzi di locazione iniziavano a dirigersi verso i vari posti di lavoro e il tutto era ancora semi silenzioso. Spostandoci verso la periferia vi troviamo vari edifici e a noi interessa solamente uno. Questo è un piccolo convento con circa 10 suore dedite alla vita clericale che si stanno dirigendo verso la piccola cappella per iniziare la giornata cantando le lodi. Loro sanno che una loro consorella è sempre in ritardo perchè ogni santa mattina deve combattere contro il sonno e quasi sempre vince quest'ultimo. Le ha provate tutte Suor Paola, così si chiama la protagonista, ma è sempre uscita sconfitta e oramai le consorelle l'aspettano con santa rassegnazione, alle lodi. Eccola, la vedono arrivare di corsa, mentre corre si sistema il velo e sembra che questa mattina non si sia dimenticata nulla. Chiedendo umilmente scusa dell'ennesimo ritardo, entrano tutte insieme e svolgono il primo servizio della loro particolare giornata che una di queste volte diremo con particolare precisione. Guardiamo queste sorelle che ad un certo punto della loro vita hanno deciso di lasciare una vita anche materiale, per dedicarsi al bene degli altri e ad una vita completamente diversa. Sono di varie età, la nostra eroina, non è la più giovane e tanto meno la più vecchia. Nella vita precedente voleva diventare una poliziotta, combattere contro il crimine, far arrestare i colpevoli e adesso anche con varie soddisfazioni aiuta le persone in difficoltà. Ovviamente non riesce a stare lontana dai crimini e apriti cielo se questi la vedono presente è ancora peggio. Come suora è molto affabile, ha sempre una buona parola e un consiglio per tutte le persone e sempre pronta ad aiutare. L'unica che riesce a starle dietro e a capirla fino in fondo è una ex novizia diventata suora da poco che ha preso il nome di Suor Chiara. Suor Chiara fin da ragazza sentiva di avere la vocazione, sentiva che per essere felice doveva prendere i voti e andare in convento. I suoi genitori, all'inizio cercarono di boicottare questa sua vocazione convinti di farcela, poi si dovettero arrendere e avere la loro unica figlia sposa di Cristo.Suor Chiara aveva un carattere all'opposto di Suor Paola e loro due si completevano. Come la seconda era una perenne ritardataria alla mattina, una che raramente andava con calma nel camminare e fino a quando non vedeva risolto il crimine era in agitazione, la prima era considerata una perfettina come può essere perfettino un essere umano. Gli opposti si attraggono e alla fine queste due erano diventate quasi inseparabili e quasi sempre dove vi era una vi era l'altra. Le suore tra loro si chiamano consorelle e Suor Paola e Suor Chiara erano quasi due sorelle di sangue talmente la pensavano tra loro. Suor Paola, da brava persona mortale, non era diversa dalle altre e commetteva i suoi piccoli errori. Li commetteva a volte per la troppa fretta e a volte per distrazione quando la sua mente era impegnata a pensare al crimine. Di solito si spostava a piedi per le vie della città, ma purtroppo a volte si doveva spostare usando la macchina del convento. Questa macchina era una Panda che la suora precedente non le faceva fare più dei 40 km all' ora, mentre con Suor Paola raramente scendeva sotto i 60 km/h. Anche se correva un po' le sue uniche multe erano per divieto di sosta oppure per attraversamento zona Z.T.L. La polizia locale e l'altra polizia oramai conoscevano l'auto e quindi avevano smesso di chiamare il carro attrezzi e le multe erano di cifre ridotte. In quella zona vi era un commissariato di polizia con un commissario che aveva rinunciato a tenere lontana la nostra eroina dalle varie scene del crimine e, pur non ammettendolo perfino a se stesso, era contento del suo aiuto perchè sapeva che sotto quel velo vi era una mente che sapeva pensare e a trarre ottime conclusioni. Con i suoi sottoposti faceva in modo tale che credessero che non riusciva a sopportarla, ma se non la sentiva , dopo un giorno o due al massimo, le faceva arrivare alle orecchie il crimine commesso.Quella mattina dopo le lodi, le varie consorelle iniziarono a fare i servizi della giornata e la Madre Superiora, disse a Suor Paola di raggiungerla nel suo ufficio che le doveva dare alcune commissioni da fare in giornata. Quando la raggiunse in ufficio, la Madre, le mostrò delle multe da pagare e iniziò a fare la solita predica che entrambe sapevano che non serviva a nulla, ma un po' di facciata ci voleva. Le disse che per prima cosa era meglio se queste venivano pagate in giornata e poi doveva andare a ritirare alcune cose dal loro solito negozio di articoli clericali. Si raccomandò, prima di congedarla, di non prendere la macchina e caso mai di farsi accompagnare da Suor Chiara e di stare lontana dal commissariato di polizia. Suor Paola, che aveva appena pensato di fare una visitina al suo amico commissario, fece finta di non aver minimamente pensato a fare la famosa visita e salutandola come si deve uscì e andò alla ricerca della consorella. La trovò che stava portando la roba della lavanderia a sstendere e quella asciutta a stirare a chi aveva il compito quella giornata e Suor Chiara le propose di aiutarla per far si che finissero in breve tempo e che poi sarebbero libere di uscire. Così fecero senza sapere che se fossero uscite prima non si sarebbero trovate in mezzo ad una situazione molto spinosa.....
Post n°335 pubblicato il 02 Dicembre 2025 da paolaassisi
La piccola novella delle tre amiche è terminata, ma non nello stesso modo. Vi sono infatti due finali diversi! Come in tante storie di Topolino FINALE CAPITOLO 27 Secondo una di noi vi sono alcuni punti principali della novella: i simboli indecifrabili che comnpongono le parole del libro della mamma di Maddalena, le note musicali, il pianoforte, Peter, l'uomo misterioso che il papà di Maddalena teme, il papà, suor Camilla, Maddalena. Nel finale del capitolo 27 quattro personaggi raggiungono il giardino dell'Eden, che davvero esiste. Ma per entrarci bisogna attraversare il buio... L'uomo misterioso vi entra, ma ci si perde, scompare; il papà di Maddalena si accosta al buio, vi protende le braccia, non entra, non ancora; suor Camilla vi entra, lo attraversa, entra nell'Eden ma nulla vede! La luce la accieca. Solo Maddalena entra nel giardino, lo rimira, vede forse lontana la mamma ma non è il suo tempo... Passano gli anni. I simboli altro non sono che lettere cadute dal libro e vengono raccolte da chi ama Maddalena, Peter. Le poggia sullo spartito e i simboli del libro che componevano parole divengono note musicali e la musica che dal pianoforte scaturisce racconta il libro, la sua storia, il suo fine. Perchè musica è un libro che parla parole, per chi le comprende. FINALE DUE Questo succederebbe se al primo ostacolo o alla prima fatica si rinunciasse ad ottenere ciò che si desidera, anche lottando. Il giardino dell'Eden, se veramente è esistito, è ancora là ad aspettare una coppia di esseri umani capaci di non cadere negli stessi errori che fino ad adesso abbiamo creduto di avere commesso. La nostra esistenza , la nostra vita, o sorte non viene decisa dall'alto, da una entità che si vendica se si mangia il frutto proibito, bensì da noi stesse. Dicono che siamo dotati di libero arbitrio, che a differenza degli animali noi non agiamo per istinto ma per raziocinio. Siamo dotati di un cervello, lo possiamo e dobbiamo usare nel migliore dei modi, ascoltando la nostra coscienza per far sì che si possa costruire un mondo dove ogni zolla di terreno, ogni angolo è il nostro Eden. Potrà mai succedere questa cosa? Non lo so, ma anche se le prospettive non sono delle migliori, io da buona ottimista ci spero. Le tre amiche
Post n°333 pubblicato il 23 Novembre 2025 da la.luna.piena1
Mai notte fu così lunga da far passare, per Maddalena, come quest' ultima. A volte si svegliava di soprassalto convinta che fosse almeno alba, ma vedendosi ancora circondata dalle tenebre, si sistemava e dopo un lungo sospiro cercava di riaddormentarsi. Finalmente arrivò l'alba e Maddalena fece una colazione molto rapida. Dopo un'oretta, suo padre e Suor Camilla decisero che potevano partire. In testa alla fila si mise il padre che era un po' più esperto a seguire le ombre e oramai non vi erano dubbi che chi li precedeva era da solo e dalla grandezza dello scarpone non era un uomo, essendo il piede piccolo.Per un paio di ore non videro niente di strano, anzi avevano capito che il distacco iniziale era diventato molto ridotto e decisero di stare ben attenti che forse in lontananza l'avrebbero visto/a. Ad un certo punto si accorsero di una serie di impronte, che provenendo da un'altra direzione si congiungevano con le impronte più importanti per loro. Le impronte appartenevano senza ombra di dubbio a un quadrupede e sicuramente di un felino.- Ovviamente pensarono ai più disperati avvenimenti; che fosse stata assalita, magari divorata, ma tutto ciò non poteva essere accaduto perchè non si vedevano tracce di lotta, e soprattutto nemmeno una goccia di sangue sul terreno. Il fatto più sorprendente e che faceva pensare era che da quel punto le coppie di impronte proseguivano parallelamente come se l'animale avesse deciso di accompagnarla e magari di proteggerla. Sembrava tutto assurdo, impropabile, ma se ci pensavano un attimo potevano dire che perfino il luogo dove si trovavano era assurdo, irreale. Un'ora dopo che si erano fermati per riposare e mangiare qualcosa videro in lontananza due puntini in movimento e che dovevano essere per forza ciò che stavano seguendo.Erano talmente intenti a controllare le impronte che non si accorserodel cambiamento quasi repentino del territorio. L'erba che fino ad ora si divideva il territorio con rocce e sabbia, adesso aveva preso il sopravvento e anzi era cresciuta più rigogliosa dell'altra. Naturalmente aumentava la difficoltà di seguire le orme, anche perchè, l'erba calpestata dalla coppia non restava schiacciata a lungo. Oltre al verde dell'erba vi crescevano fiori di ogni specie e di ogni colore. L'aria era satura di vari profumi, a volte che si sentivano appena e a volte davano un lieve mal di testa talmente erano intensi. Finalmente decisero di fermarsi e di riposarsi un po'. Anche se volevano con tenacia e ostinazione andare avanti nell'inseguimento, non avevano un briciolo di forza nei loro muscoli e quindi era necessario fermarsi. Stranamente non videro ne la luna e le stelle, ma verso l'Una videro che non troppo lontano da loro bruciava un falò. Partirono prima che il falò in lontananza fosse spento e muovendosi velocemente arrivarono nei paraggi del bivacco. Videro un corpo avvolto in una coperta che stava ancora dormendo e accovacciata vicina c'era una pantera che muoveva il capo velocemente come per controllare l'arrivo di eventuali nemici. Con estrema cautela si avvicinarono e aspettarono che la persona si svegliasse e che vedendoli seduti abbastanza vicino non avesse paura e che magari li facesse assalire dal suo felino di guardia. Non dovettero aspettare molto prima che la persona iniziasse a muoversi nel sonno. I tipici movimenti che qualsiasi essere umano fa quando sta per lasciare il mondo dei sogni. Quando li vide, stranamente non fece nulla che indicasse che fosse spaventata e anzi sorridendo fece cenno a loro di avvicinarsi e di mettersi vicini al fuoco per scaldarsi un po'. Purtroppo non era la persona che Maddalena e suo padre speravano che fosse,delusi e amareggiati chiesero se potevano fare delle domande. La donna, che dimostrava la stessa età della Suora, si chiamava Lia ed era una collega di studi della madre di Maddalena. Lei e Lia erano partite da alcuni mesi e dopo varie traduzioni erano convinte di aver trovato un posto mitologico, fuori dal mondo. Volevano dimostrare che il Giardino terrestre , come era conosciuto dalla persona credente ,non esisteva. Esisteva un luogo misterioso, irreale, forse nato da coincidenze temporali che avevano fatto nascere e sviluppato una storia incredibile, ma presa vera dalla gente perchè la gente , in momenti bui della loro esistenza devono credere al soprannaturale per riuscire ad andare avanti. Lo so che era un concetto da atea e da persona razionale e che miliardi di persone non ci avrebbero creduto, ma peggio per loro se volevano rimanere nella ignoranza dove la chiesa li aveva buttati. Alla domanda di dove era finita la madre, Lia rispose che stava bene, non era lontana da dove si trovavano e ovviamente , non essendo soddisfatta delle mancate risposte alle sue domande, stava lavorando per avere delle risposte migliori e che sarebbe stata ben felice di accompagnarli fino al posto dove si trovava. Finalmente Maddalena potè dare libero sfogo alle lacrime per scaricare tutta la tensione, il dolore provato in tuti questi anni e fu la prima ad alzarsi e a volersi incamminare verso sua madre....
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il 15/09/2023 alle 09:15
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