« MILLE ANNIQUESTO POETA. »

BUON ANNO

Post n°86 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da Larbo
Foto di Larbo

 

AUGURI A TUTTI.. MA A TUTTI QUANTI,

AI DIAVOLI AI SANTI....

AL LADRO FURBONE CHE ASPETTA ER CENONE DE DIETRO AR PORTONE.

AUGURI ALLE DONNE, A QUELLE DE STRADA CHE FORSE STANOTTE C'AVRANNO PIU' TREGUA,

C'AVRANNO LA MENTE APPRESSO AI FORNELLI, LASCIANNO A QUELL'OMO I CARI BORDELLI.

AUGURI ALLE BESTIE DE TUTTI I COLORI,

AI CANI AI GATTI AI CRICETI, E PURE UN PO' AI RATTI,

CHE NUN CE LO SANNO CHE DE' ER CAPODANNO,

MA BENE POI FANNO A VIVE COMUNQUE  DE GIORNO IN GIORNATA,

DE PANZA RIEMPITA, DE NOTTE IN NOTTATA

E DOPO LI BOTTI NA GROSSA DORMITA.

AUGURI AGLI STRONZI, AI FINTI AI BUCIARDI,

SO TUTTA NA SFILZA, MA PE SALUTALLI FAREI TROPPO TARDI.

AUGURI ANCHE AI PAZZI, DE CERTO I PIU' SAZZI DE TUTTA STA VITA DE  PILLOLE E STRAZZI,

MA FORSE PE LORO NA LUCE SE VEDE, LA LUCE DER MATTO!!!

CHE POI SE NE FREGA DE COME SEI FATTO,

PERCHE' A QUER MATTO JE BASTA ER CONTATTO,

NA DOLCE CAREZZA, E CERCA L'EBBREZZA NON CERTO NER VINO,

A LUI DE SICURO JE BASTA DE STAJE VICINO.

AUGURI AI POTENTI, A QUEI SACRIPANTI CHE MAGNENO A SBAFO,

CHE C'HANNO LO SCAFO, ER ROLEX AR POLSO,

L'AUTISTA IN BANCHINA, NA CALDA VELINA SUL LETTO CHE ASPETTA,

AUGURI PURE A VOI ... BRUTTA GENTACCIA,

COR CULO SPOSTATO UN PO' SULLA FACCIA.

AUGURI INFINE ALLA GENTE NORMALE,

AR PORO OPERAIO CHE CONTA LENTICCHIE,

A QUELLO CREDENTE CHE PREGA LE NICCHIE,

A QUELL'EMIGRATO CHE VENNE I CARZINI ............AI SUOI SFRUTTATORI DE CERTO AGUZZINI

AUGURI A CHI FA' MUCCHIETTI DE AMBI, DE TERNI E QUATERNI,

A CHI SE RICAVA DAR TAVOLO UN PEZZO E CALA LA MATTA PE FA SETTE E MEZZO...

AUGURI SIGNORI...E' L'ORA DER TAPPO !!! STAPPATE, RIDETE, CANTATE E BALLATE,

STRIGNETE LE MANO AR VOSTRO VICINO,  A QUELLO CHE SIEDE VICINO AR CAMINO,

A QUER CHIACCHIERONE CHE MAI AVETE VISTO....

E DAAAAAATEJE UN BACIO, SCUSATE SE INSISTO!!!

NOI SEMO I FRATELLI DELL'ANNO PASSATO,

MA ME SORGE UN  DUBBIO MO' C'HO BEVUTO, MAGNATO E RUTTATO

... A QUER CHIACCHIERONE...

CHI CAZZO L'HA INVITATO??????

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 1
 

C.P.T.

Lento scorre il tempo, in questo luogo contenuto da sbarre di ferro e viali di cemento. Bordi di grigio, racchiudono un quadro grigio. Timidi fili d’erba cercano di riprodurre una natura stretta in gusci di calce. Qualche tombino quà e la spezza la monotonia del piatto, creando fosse di piombo zigrinato ove si adagia la guazza di un’ennesima notte. Antenne come cipressi robotici si piegano al vento della sera e lampioni dagli steli affusolati, offrono i frutti di una luce fredda, racchiusa in boccioli di plastica e nettare di tungsteno. I cancelli che vedo di pesante imponenza claustrofobia, danzano ripetutamente, basculando negli stetti passi di un binario scollinato, pronti a ballare agli ingressi o alle uscite dei tanti girovaghi. Tetti e ombre, cartelli e tasti esausti di essere pigiati e una macchinetta automatica del caffé che sgorga ritmicamente miscele nere di noia per dissetare gole a volte incapaci di fare altro. Il libero andamento di questo micromondo si dissolve oltre il vetro che mi contiene; un uomo s’avvicina alle acustiche fessure dello scambio umano. Sua moglie lo attende qualche muro e sbarra più in la. Con una busta in mano, percorre i soliti passi nei soliti giorni, portando magari con se in quella busta vestita di bianco, piccole ampolle di aria lontana, da far respirare ingordamente alla sua amata. Siamo qui, come ieri, come domani a guadagnare un posto nell’olimpo dei vigilanti, dei trascrittori di nomi, dei bevitori di cappuccino, dei compositori di numeri, dei pigiatori di tasti, dei culi sprofondati nelle sedie, dei pensatori lontani che volano con la fantasia oltre le fessure equidistanti di un recinto; siamo qui a stretto contatto col nulla a condividere il niente e a sentire il senza. Si potrebbe dire basta a tutto questo, spogliarsi di un’assurda contestualità di sfere che rotolano sempre nello stesso verso e nel medesimo istante liberarsi di una cravatta nera che si slega dal suo calice di stoffa, e ritrovare finalmente il senso delle cose. Nessuna gabbia in fondo ha mai contenuto i pensieri di un sognatore.
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963