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GRAZIE A VOI
Post n°146 pubblicato il 20 Marzo 2009 da algori
Ho cominciato lunedi 16 febbraio 2009. Subito riunione con il personale, mi sono state illustrate le procedure aziendali, i modi in cui vengono svolti gli incarichi dai tecnici di cantiere, i modelli da compilare, la situazione e le previsioni mensili, ed…….. Ed io non riuscivo nemmeno a ricordare il nome delle persone che mi stavano davanti. Continuavo a chiedermi che folle scelta avessi fatto…. Non sarei mai riuscito a svolgere quanto mi stavano chiedendo……. Accidenti, sebbene tutto andasse storto perché non sono rimasto nel mio vecchio posto di lavoro. Avevo una paura folle. Tutti erano cordiali e gentili, ma già temevo che un giorno quando si fossero accorti di quanto poco valgo, mi avrebbero cacciato via. Come aveva fatto il mio vecchio capo. Forse aveva ragione lui, sono un incapace, senza carattere e coraggio….. No, non è vero. Non sono così, io valgo di più. E lo voglio dimostrare…… A tasta bassa, cercando come un tempo di dare quello che potevo e sapevo fare, ho iniziato a guardarmi uno ad uno tutti i cantieri. A ragionare a modo mio, anche contrastando con le direttive che mi erano state imposte. Sono uscito dagli schemi che mi erano stati indicati ed ho cercato di guardare ad ogni situazione secondo la mia esperienza e le mie motivazioni. Mi sono confrontato dapprima con le persone più vicine alla mia mansione, e poi sempre più in la, cercando di capire a fondo le cose, e di dare un perché ad ogni situazione. Il primo giorno è stato un incubo. Il secondo sono sopravvissuto, il terzo sono riuscito a trovare il cancello dove entrare in azienda senza dover fare retromarcia con la macchina. Il quarto ….. è andata bene. Il quinto meglio. Domenica 22 febbraio sono andato in montagna a trovare i miei genitori perché il giorno successivo mio padre avrebbe fatto un leggero intervento. Ero certo che mi avrebbero chiesto qualcosa del nuovo lavoro. Era solo che non volevo dire loro delle mie paure, temevo anche che se avessi raccontato le enormi aspettative e fiducia che la nuova azienda aveva su di me non mi avrebbero creduto, perché tutto sembrava troppo rispetto all’anno trascorso. Con loro ho evitato il più possibile il discorso, ho parlato di tutto escluso di lavoro, e poi….. alle 9.57 arriva al mio cellulare un messaggio del nuovo capo che testualmente riportava “ Francesco ciao, allora com’è andata questa prima settimana?? Di sicuro hai dato un’ottima impressione a tutti e questo è positivo quando arriva qualcuno di nuovo in azienda. Sono contento, ed abbiamo tanta fiducia in te. Vedrai che faremo una bella squadra e ci sarà da divertirsi a lavorare. Avanti tutta e grazie per la scelta di venire da noi. Ciao e buona domenica.”. Hem lo ammetto, prima ho fatto una lacrima io, pensando a tutto ciò che l’anno scorso ho passato e sofferto, poi ho passato il cellulare a mio padre e l’ha fatta pure lui. E da allora le cose qui sono cambiate, mi sono sentito come a casa mia. Ho cominciato a parlare con i colleghi, ed a condividere con loro questo ambiente di lavoro. E già tutto scivola via come rivolto a questa primavera di un’anno nuovo. E’ poco più di un mese che sono qui, e le cose vanno bene, già mi piace stare qui, e le prospettive per il domani sembrano superare qualsiasi mio timido e semplice sogno. Il 13 marzo, mentre uscivo in permesso mezz’ora prima dal lavoro, ho incontrato il capo e non sono riuscito a salutarlo. Cosi via sms gli ho inviato un messaggio scusandomi per non averlo salutato ed avvisato adeguatamente della mia uscita anticipata. La sua risposta è stata questa ‘Tranquillo non farti di questi problemi, ho già molta fiducia in te, ma soprattutto sento che potrò andare anche molto oltre perché sei un uomo con tutte le carte in regola per essere un grande valore aggiunto per aiutarmi a portare l’azienda molto in alto. Grazie già del tuo ottimo lavoro che in pochi giorni tutti hanno compreso ed apprezzato. Ciao e buon week end.’ Che ne dite, cosa potrei chiedere di più??? Sono davvero un ragazzo fortunato, e vorrei che tutti avessero la mia stessa fortuna, di soffrire si, ma di sperare come ho fatto io che il nuovo giorno potesse regalarmi nuovamente il sorriso. Mi mancate tutti quanti e non vi ringrazierò mai abbastanza per essermi stati vicino quanto mi sentivo sbagliato e solo. Un bacio a tutti. GRAZIE. |

