AMARE DAVVERO

sono una donna che ama troppo

 

immagine

 
immagine
 

VOGLIA DI STUPIRE...D'AMARE...UN FANTASMA...

CREDO IN TE....................COME IL SOLE CREDE ALL'ALBA CHE VERRA'......

COME UNA RONDINE SE NE ANDRA'..............

 

immagine

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Tutti gli utenti registrati possono pubblicare messaggi e commenti in questo Blog.
 
 

 

« Messaggio #47Messaggio #49 »

Post N° 48

Post n°48 pubblicato il 14 Febbraio 2006 da Amaredavvero
Foto di Amaredavvero

 14-02-2006 - 21:25 Combattere la propria gelosia

Per combattere la propria gelosia occorre un duro lavoro interiore , non basta dirselo.
Mi riferisco a un lavoro analitico, si tratta di capire perché una persona ama costruire una scena del genere, a che scopo, da dove viene questa necessità, cosa la muove in quella direzione. Finché non sa questo è difficile che la gelosia scompaia. È come quando un bambino ha paura del buio, si accende la luce mostrando che non c’è nessuno e il bambino si tranquillizza, spegne la luce e lui ha di nuovo paura del buio. Funziona allo stesso modo, cioè è qualcosa che siccome è temuto, e quindi a questo punto potremmo dire desiderato, non abbandona questo pensiero, a meno che non sia costretto a farlo da altri pensieri che intervengono e smontano questa costruzione. In caso contrario, non la abbandonerà mai, così come non si abbandona qualcosa che dà molto piacere o soddisfazione, non la si abbandona per niente al mondo.
Il lavoro che si tratta di compiere è inizialmente questo, cominciare a parlarne di questa cosa, parlandone ci si accorge delle connessioni con altre fantasie, con tutto ciò che un poco alla volta ha costruito questa scena perché ciò che importa, in questo caso specifico della gelosia, è la scena finale, quella scena di abbandono, quella scena in cui ci si sente abbandonati, traditi, ecc., oppure la fantasia che il proprio partner possa fare con altri le stesse cose che faceva con me. Però, questa costruzione, viene fatta ad hoc e l’obiettivo è il vivere questa scena finale che è terribilissima, provoca una grande sofferenza, questa grande sofferenza è l’obiettivo finale, esattamente ciò che si adopera per vivere, per trovare, per esperire, per godere. Tant’è che, come dicevo all’inizio, in molti casi poi si riesce in questa operazione, effettivamente si raggiunge l’obiettivo, cioè ci si ritrova abbandonati, con tutto ciò che questo comporta. Ora, la scena dell’abbandono si configura per ciascuno in modo differente, non è per tutti la stessa cosa, c’è sempre comunque, e questo è necessario che sia, l’idea che una cosa, dalla quale dipende il mio benessere e la mia felicità, cessa di essere presente, non c’è più, e quindi, se è quella la condizione per essere felici, se quella non c’è più allora sono infelice. Accade che si possa demandare a qualcuno la propria e assoluta felicità, è un’operazione rischiosissima, perché l’altro non risponde ai nostri desideri, primo, perché non li conosce; secondo, se anche li conoscesse, ciò che desidero io per me significa una certa cosa, per l’altra persona significa un’altra; terzo, occorre che lo voglia fare; quarto, occorre che lo sappia fare. Insomma, ci sono un sacco di condizioni tutt’altro che semplici da soddisfare perché si verifichi questo, e cioè che questa persona soddisfi interamente il mio desiderio. C’è l’attesa che lo faccia, le relazioni funzionano così generalmente, finché c’è questa attesa tutto fila liscio, quando questa attesa viene disattesa ecco che c’è il contraccolpo, con tutto ciò che ne segue. Certo, una questione di notevole interesse è proprio questa, perché si tende a compiere questa operazione, cioè immaginare che una certa persona, non soltanto una persona ma anche un’idea, debba soddisfare tutte le mie richieste, cioè darmi quella pienezza, quella realizzazione totale e assoluta che talvolta gli umani cercano. Perché avviene una cosa del genere, che cosa mi induce a pensare questo?
C’è ancora da aggiungere che la causa, cioè tutte le varie connessioni che la tengono in piedi, non sono sufficienti. Occorre anche si assuma la responsabilità, che compia questo passo in più, non è una scena che può capitarmi tra capo e collo ma è esattamente ciò che desidero che succeda. A questo punto, lei cessa immediatamente di avere questa necessità di soffrire e siccome la gelosia è uno strumento per soffrire allora cessa anche di essere geloso.
I motivi principali che spingono le persone ad essere gelose sono la paura dell’abbandono, la paura che qualcuno soffra, la paura che possano succedere cose terribili, ecc. Non è che sia insicura, semplicemente elabora un modo più congeniale per avere la possibilità di soffrire, la gelosia è uno di questi strumenti, non è l’unico ma funziona esattamente come tutti gli altri: ci si costruisce una scena che va a parare in una cosa tremendissima e si continua a pensare a questa scena e più la si pensa e più si soffre.
Due punti li abbiamo già individuati, uno è il cogliere che cosa l’ha costruita, sono le connessioni, ciò che la sostiene; secondo, l’assumersene la responsabilità inesorabilmente di ciò che si fa; terzo, accorgersi che è una costruzione operata da linguaggio, al pari di qualunque altra. Che una persona costruisca proposizioni terribili, catastrofiche o tragiche, oppure tranquille, pacifiche o benevolenti, è assolutamente indifferente. È un po’ come davanti a un computer, che lei scriva cose terribili o cose bellissime, per il computer non cambia granché. Stessa cosa per il linguaggio, il linguaggio deve soltanto funzionare, ha questo unico obiettivo, proseguire se stesso.
In alcuni casi sì, certo, però sono pensieri in genere ben protetti, perché uno non è che abbandoni facilmente una cosa che vuole, li difende strenuamente, ciascuno difende la propria sofferenza con forza, tant’è che se uno la sminuisce o la deride se ne ha a male. È come se fosse una cosa importante e per lui lo è, è la fonte e l’occasione di un piacere notevole, quindi la protegge da tutti i nemici.
In alcuni casi accade questo, certo, soprattutto quando all’origine, per così dire, c’è la tentazione di farlo fuori, e allora sì lo proteggo, ma lo proteggo da me. Capita che una persona sia sempre molto preoccupata per un’altra, “mi raccomando, fai molta attenzione quando attraversi la strada perché una macchina ti può investire” oppure “ci sono i banditi per strada”, oppure “può succederti un sacco di malanni”. Sì, è una possibilità, certo, come qualunque altra, però questa costruzione viene fatta perché c’è effettivamente una minaccia presente ma non da parte dei banditi o delle macchine, ma da parte mia e allora lo difendo da me. È un po’ come fa la mafia: “adesso devi darci la tangente così ti proteggiamo”, l’altro dice che non ha nemici, “ci siamo noi se non ci paghi”. Funziona esattamente così; sì, certo, la mafia lo fa in modo più esplicito, le persone lo fanno in modo più implicito, più nascosto, però la struttura è la stessa.
È possibile che accada una cosa del genere, che in qualche modo qualcuno si accorga che l’altro vuole questo e che glielo fornisca. In molti casi è così, una fanciulla cerca di scatenare una gelosia nel proprio uomo al solo scopo di interessarlo, immaginando che a lui interessi una cosa del genere, che poi sia vero o falso questa è un’altra questione, però l’intendimento è questo, in questo caso è funzionale, serve a qualche cosa, serve a farlo interessare, il più delle volte è così. Però, questo è un discorso ancora diverso, la funzione che ha all’interno di una relazione, al pari di qualunque cosa può essere utilizzata. Adesso mi riferivo a un aspetto più semplice, cioè al fatto di accorgersi di provare una fortissima gelosia per una persona senza sapere perché e senza nessun motivo. Semplicemente, costruisce questa scena terribile alla quale pensa continuamente. Si può anche fingere di essere gelosi ma questo è un discorso diverso.

AFORISMI

V'è una passione profondamente radicata nella sessualità, e che è esasperata dall'età: la gelosia.
Beauvoir, Simone

Spesso, la gelosia non è che un presentimento.
Gervaso, Roberto

La gelosia è un misto d'amore, d'odio, d'avarizia e d'orgoglio.
Karr, Alphonse

La gelosia è un abbaiare di cani che attira i ladri.
Kraus, Karl

Nella gelosia c'è più egoismo che amore.
La gelosia è il più grande di tutti i mali e quello che ispira meno pietà alle persone che la provocano.
La Rochefoucauld, François

Gelosia, infinita incertezza di sé.
Rossanda, Rossana

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: Amaredavvero
Data di creazione: 27/07/2005
 
L'AMORE PUÒ UCCIDERE...

immagine

Contro le dipendenze affettive...

http://www.maldamore.it

responsabile

dott. Roberto Cavaliere

 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

ULTIMI COMMENTI

ULTIME VISITE AL BLOG

la.cozzakrilla87princess.d1a127elosancarlo51mastro3050rodderickhoneyhoney85pantaleoefrancacolucirmgiarmoleofarfalla694johnny.rockervega330splendentedolcelunalubopo
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963