**TEST**

PENSIERI SPARSI

IL MIO MONDO, I MIEI PENSIERI

 

Il Momento

Se ne va, se ne va, se ne va!
...Se n'è andato!
E col momento,
se n'è andata l'eternità

Solo dopo che l'ultimo albero sarà abbattuto,
Solo dopo che l'ultimo lago sarà inquinato,
Solo dopo che l'ultimo pesce sarà pescato,
Voi vi accorgerete,che il denaro non può essere mangiato

(Profezia Cree)


QUANDO AL MATTINO TI SVEGLI, RINGRAZIA IL TUO DIO PER LA LUCE DELL'AURORA, PER LA VITA CHE TI CHE HA DATO E PER LA FORZA CHE RITROVI NEL TUO CORPO. RINGRAZIA IL TUO DIO ANCHE PER IL CIBO CHE TI DA' E PER LA GIOIA DELLA VITA. SE NON TROVI UN MOTIVO PER ELEVARE UNA PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO, ALLORA VUOL DIRE CHE SEI IN ERRORE (Tecumseh)

 

 

La felicità

entra nella nostra vita

quando abbiamo qualcosa da fare,

qualcosa da amare,

e qualcosa in cui sperare.

 (Joseph Addison)

 

PREGHIERA..

 

Signore, concedimi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare le cose che posso, e la sapienza per comprendere la preziosità della vita condotta ogni giorno con serenità, gustando ogni momento quietamente, accettando la contrarietà come il sentiero che conduce alla pace, accogliendo come Tu hai fatto questo mondo peccatore così quale è, non come mi piacerebbe che fosse. Confidando che tu, o Signore, ordinerai tutte le cose nella misura in cui io mi sottometterò alla tua volontà, perché possa vivere felice in questa vita e pienamente gioioso con Te per sempre nell'altra.
(Luigi Ederle)

 

Nessuna notte è tanto lunga...
...da impedire al sole di risorgere

 

ISTRIONE

Perdonatemi se, con nessuno di voi
ho niente in comune,
Io sono un istrione a cui la scena da'la giusta dimensione

 

.

 

 

 

 

 

NON ESISTE...

 

CIO' CHE VORREI

Il mondo migliore è come l'isola che non c'è.  Esiste ma nessuno sa dove sia. Neanche noi che vogliamo la pace.

Io ascolto Imagine ed entro nel surreale. In ciò che vorrei.

Poi la bolla di sapone si rompe e tutto torna com'è. 

Grazie John. Se puoi sentirli i nostri cuori sono tutti con te.

Viva la pace e la speranza.Grazie                                                  

  

 

La romanticità è

una parte del cuore

che ci porta all'oblio....

 

 

 

 

 

 

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LA MIA ANIMA HA FRETTA

Post n°96 pubblicato il 20 Settembre 2018 da tech.l

Ho contato i miei anni e ho scoperto che ho meno tempo per vivere da qui in poi rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora.
Mi sento come quel bambino che ha vinto un pacchetto di dolci: i primi li ha mangiati con piacere, ma quando ha compreso che ne erano rimasti pochi ha cominciato a gustarli intensamente.
Non ho più tempo per riunioni interminabili dove vengono discussi statuti, regole, procedure e regolamenti interni, sapendo che nulla sarà raggiunto.
Non ho più tempo per sostenere le persone assurde che, nonostante la loro età cronologica, non sono cresciute.
Il mio tempo è troppo breve: voglio l’essenza, la mia anima ha fretta. Non ho più molti dolci nel pacchetto.

Voglio vivere accanto a persone umane, molto umane, che sappiano ridere dei propri errori e che non siano gonfiate dai propri trionfi e che si assumano le proprie responsabilità. Così si difende la dignità umana e si va verso della verità e onestà È l’essenziale che fa valer la pena di vivere.
Voglio circondarmi da persone che sanno come toccare i cuori, di persone a cui i duri colpi della vita hanno insegnato a crescere con tocchi soavi dell’anima.

Sì, sono di fretta, ho fretta di vivere con l’intensità che solo la maturità sa dare.
Non intendo sprecare nessuno dei dolci rimasti. Sono sicuro che saranno squisiti, molto più di quelli mangiati finora.
Il mio obiettivo è quello di raggiungere la fine soddisfatto e in pace con i miei cari e la mia coscienza.
Abbiamo due vite e la seconda inizia quando ti rendi conto che ne hai solo una.

 
 
 

'O BENE TUOJO

Post n°95 pubblicato il 12 Settembre 2018 da tech.l

'O BENE TUOJO

Cià papà,
a ddo staje e comme staje?
mille vvote m'addumanno,
'e mille vvote diche sempe 'o stesso;
nun 'o ssaccio,
ma che pavasse pe te tene cu me.

Cià papà,
ije parlo comme si stisse ca;
pe me 'a vita è nu revuoto,
senza e te e megljo nu saccio fa;
ma po' te penzo,
e tutta 'a malincunia me passa.

Famme felice vieneme nzuonno,
dimme sulo comme staje;
che faje e si me pienze maje,
spero ca lloco nu staje mieze 'e guaje;
comme stongo ije?
che t'ò diche 'a fa,
me mantengo a galla pe nu n'affucà.

Pe me si stato nu buonu pate,
pirciò me manche assaje;
ma si tiene nu poco 'e tiempo
fattella na cammenata dint'e penziere mje;
pecchè quanno me lassaste,
ero troppo piccerillo pe capì,
'o bene tujo.

E. De Filippo

 
 
 

Bohemian Rhapsody

Post n°94 pubblicato il 23 Maggio 2018 da tech.l

Questa è la vita vera?
o è solo fantasia?
Travolto da una frana
Senza scampo dalla realtà
Apri gli occhi
Alza lo sguardo al cielo e vedrai
Sono solo un povero ragazzo,
non ho bisogno di essere capito
Perché mi lascio trasportare,
sono un indolente,
Un po’ su un pò giù
Comunque il vento continua a soffiare,
a me non importa,

Mamma, ho appena ucciso un uomo,
Gli ho puntato una pistola alla testa,
Ho premuto il grilletto, ed ora è morto,
Mamma, la vita era appena iniziata,
Ma ora l’ho lasciata e l’ho buttata via
Mamma, Non volevo farti piangere
Se non sarò tornato a quest’ora domani
Va avanti, va avanti, come se niente fosse stato
Troppo tardi, è venuta la mia ora,
Rabbrividisco
Il corpo mi fa male in continuazione,
Addio a tutti, devo andare
Devo lasciarvi tutti ed affrontare la verità
Mamma, Non voglio morire,
Qualche volta vorrei non essere mai nato
Intravedo una sottile sagoma d’uomo,
Fulmini e saette molto, molto spaventoso
Galileo, Galileo,
Galileo figaro Magnifico
Ma sono solo un povero ragazzo e nessuno mi ama
solo un povero ragazzo di povera famiglia
Risparmiate la sua vita da questa mostruosità
mi lascio trasportare, sono un indolente,
mi lascerete andare?
No, non ti lasceremo andare
lasciatelo andare
Non ti lasceremo andare
lasciatelo andare
Non ti lasceremo andare – lasciatemi andare
Non ti lasceremo andare – lasciatemi andare
No, no, no, no, no, no, no
Mamma mia, mamma mia, mamma mia lasciami andare
Beelzebù ha messo un diavolo da parte per me,
Così pensate di potermi lapidare
e sputarmi in un occhio
Così pensate di potermi amare
e lasciarmi morire
Oh tesoro non puoi farmi questo
Devo solo uscirne
Devo solo uscire dritto via da qui
Niente veramente importa
Chiunque può capirlo
Niente veramente importa,
niente veramente m’importa,
Comunque il vento continua a soffiare…

 
 
 

Bukowski

Post n°93 pubblicato il 23 Maggio 2018 da tech.l

Non ho smesso di pensarti,

vorrei tanto dirtelo.

Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,

che mi manchi  e che ti penso.

Ma non ti cerco.

Non ti scrivo neppure ciao.

Non so come stai.

E mi manca saperlo”.

Hai progetti?

Hai sorriso oggi?

Cos’hai sognato?

Esci?

Dove vai?

Hai dei sogni?

Hai mangiato?”.

“Mi piacerebbe riuscire a cercarti .

Ma non ne ho la forza.

E neanche tu ne hai.

Ed allora restiamo ad aspettarci invano”.

E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.  

E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.

Ed io ti penso ma non ti cerco”.

 
 
 

MALINCONIA

Post n°92 pubblicato il 23 Maggio 2018 da tech.l

È uno di quei giorni che
Ti prende la malinconia
Che fino a sera non ti lascia più
La mia fede è troppo scossa ormai
Ma prego e penso fra di me
Proviamo anche con dio, non si sa mai
E non c'è niente di più triste
In giornate come queste
Che ricordare la felicità
Sapendo già che è inutile
Ripetere "chissà?
Domani è un altro giorno, si vedrà"
È uno di quei giorni in cui
Rivedo tutta la mia vita
Bilancio che non ho quadrato mai
Posso dire d'ogni cosa
Che ho fatto a modo mio
Ma con che risultati non saprei
E non mi son servite a niente
Esperienze e delusioni
E se ho promesso, non lo faccio più
Ho sempre detto in ultimo
Ho perso ancora ma
Domani è un altro giorno, si vedrà
È uno di quei giorni che
Tu non hai conosciuto mai
Beato te, si beato te
Io di tutta un'esistenza
Spesa a dare, dare, dare
Non ho salvato niente, neanche te
Ma nonostante tutto
Io non rinuncio a credere
Che tu potresti ritornare qui
E come tanto tempo fa
Ripeto "chi lo sa?
Domani è un altro giorno, si vedrà"
E oggi non m'importa
Della stagione morta
Per cui rimpianti adesso non ho più
E come tanto tempo fa
Ripeto "chi lo sa?
Domani è un altro giorno, si vedrà"
Domani è un altro giorno, si vedrà

 
 
 

SEMPRE CON ME

Post n°91 pubblicato il 23 Aprile 2017 da tech.l
Foto di tech.l

 

 
 
 

SE

Post n°90 pubblicato il 23 Aprile 2017 da tech.l

SE

Se riesci a conservare il controllo quando tutti

Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;

Se riesci ad avere fiducia in te quando tutti

Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;

Se riesci ad aspettare e a non stancarti di aspettare,

O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,

O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,

e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio:

 

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina

e trattare allo stesso modo quei due impostori;

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto

Distorta da furfanti per abbindolare gli sciocchi,

O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita infrante,

E piegarti a ricostruirle con arnesi logori.

 

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite

E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,

E perdere e ricominciare di nuovo dal principio

E non fiatare una parola sulla perdita;

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi

A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tenere duro quando in te non resta altro

Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”

 

Se riesci a parlare con la folla e a conservarti retto,

E a camminare coi Re senza perdere il contatto con la gente,

Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,

Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

Se riesci a occupare il minuto inesorabile

Dando valore a ogni istante che passa,

Tua è la terra e tutto ciò che è in essa,

E – quel che è più – sei un Uomo, figlio mio!

 
 
 

Già

Post n°89 pubblicato il 15 Dicembre 2016 da tech.l

“La bellezza del passato risiede nel fatto che nessuno capisce davvero un’emozione quando la vive.

Questa si espande più tardi, ed è per questo che non abbiamo emozioni complete rispetto al presente, ma solo rispetto al passato.”
-Virginia Woolf-

 
 
 

NOSTALGIA

Post n°88 pubblicato il 15 Dicembre 2016 da tech.l

https://youtu.be/PlSNTNcTKdg

 
 
 

TEMPO FA

Post n°86 pubblicato il 15 Dicembre 2016 da tech.l

 
 
 

VIVI

Post n°84 pubblicato il 15 Dicembre 2016 da tech.l

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e... ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)... ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca... e anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!
Charles Chaplin

 
 
 

Il Cielo

Post n°83 pubblicato il 15 Dicembre 2016 da tech.l

A forza di guardare il cielo e di respirare a pieni polmoni l’aria fresca della notte, mi pareva di riempirmi di stelle.

 
 
 

Ho conosciuto il dolore

Post n°82 pubblicato il 19 Aprile 2015 da tech.l

Ho conosciuto il dolore
e lui mi ha conosciuto,
siamo amici da sempre:
io non l’ho mai perduto
lui tantomeno che anzi...
si sente come finito
se per un giorno solo
non mi vede o mi sente
ho conosciuto il dolore
e mi è sembrato ridicolo!
Quando gli do di gomito
Quando gli dico in faccia
Ma a chi vuoi far paura?

Ho conosciuto il dolore
Era il figlio malato
La ragazza perduta all’orizzonte
Il sogno svanito, la miseria
Dopo l’avventura era
Il brigante all’angolo
Che mi chiedeva la vita
Era il presuntuoso tumore
Che mi porto dentro
Da una cellula impazzita:
era Dio che non c’era
e giurava, ah se giurava di esserci,
la sconfitta patita l’indifferenza
del mondo alla fame
alla povertà, alla fatica
l’ho conosciuto:
e l’ho preso a colpi
di canzoni e parole
per farlo tremare
per farlo impallidire
per farlo tornare all’angolo
pieno di botte
che nemmeno il suo secondo
sapeva più come farlo
di nuovo salire sul ring
continuare a boxare

e l’ho fermato un giorno in un bar
che neanche lo conosceva la gente.
L’ho fermato per dirgli:
“con me non puoi niente”

Ho conosciuto il dolore
Ed ho avuto pietà di lui
Della sua solitudine
Di questo cazzo di suo mestiere;

l’ho guardato negli occhi
che sono voragini e strappi
di sogni infranti: ti vuoi
fermare un momento, gli ho chiesto
ti vuoi sedere? Vieni con me
andiamo insieme a bere

Hai fatto di tutto
Per disarmarmi la vita
E non sai, non puoi sapere
Che mi passi come un’ombra
Sottile sfiorente, appena appena
Toccante, e non hai vie d’uscita
Perché nel cuore appreso
In questo attendere
Anche in un solo attimo
L’emozione di amici che partono,
figli che nascono sogni,
che corrono nel mio presente
io sono vivo e tu, mio dolore
non conti un cazzo di niente. R. Vecchioni

 
 
 

Scendo,buon proseguimento

Post n°81 pubblicato il 22 Marzo 2015 da tech.l

Amici, credo che sia
meglio per me cominciare
a tirar giù la valigia.
Anche se non so bene l'ora
d'arrivo, e neppure
conosca quali stazioni
precedano la mia,
sicuri segni mi dicono,
da quanto m'è giunto all'orecchio
di questi luoghi, ch'io
vi dovrò presto lasciare.

Vogliatemi perdonare
quel po' di disturbo che reco.
Con voi sono stato lieto
dalla partenza, e molto
vi sono grato, credetemi,
per l'ottima compagnia.

Ancora vorrei conversare
a lungo con voi. Ma sia.
Il luogo del trasferimento
lo ignoro. Sento
però che vi dovrò ricordare
spesso, nella nuova sede,
mentre il mio occhio già vede
dal finestrino, oltre il fumo
umido del nebbione
che ci avvolge, rosso
il disco della mia stazione.

Chiedo congedo a voi
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti (fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di noi (quell'inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette,
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio) confidare.

(Scusate. è una valigia pesante
anche se non contiene gran che:
tanto ch'io mi domando perchè
l'ho recata, e quale
aiuto mi potrà dare
poi, quando l'avrò con me.
Ma pur la debbo portare,
non fosse che per seguire l'uso.
Lasciatemi, vi prego, passare.
Ecco. Ora ch'essa è
nel corridoio, mi sento
più sciolto. Vogliate scusare).

Dicevo, ch'era bello stare
insieme. Chiacchierare.
Abbiamo avuto qualche
diverbio, è naturale.
Ci siamo - ed è normale
anche questo - odiati
su più d'un punto, e frenati
soltanto per cortesia.
Ma, cos'importa. Sia
come sia, torno
a dirvi, e di cuore, grazie
per l'ottima compagnia.

Congedo a lei, dottore,
e alla sua faconda dottrina.
Congedo a te, ragazzina
smilza, e al tuo lieve afrore
di ricreatorio e di prato
sul volto, la cui tinta
mite è sì lieve spinta.
Congedo, o militare
(o marinaio! In terra
come in cielo ed in mare)
alla pace e alla guerra.
Ed anche a lei, sacerdote,
congedo, che m'ha chiesto s'io
(scherzava!) ho avuto in dote
di credere al vero Dio.

Congedo alla sapienza
e congedo all'amore.
Congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.

Ora che più forte sento
stridere il freno, vi lascio
davvero, amici. Addio.
Di questo, sono certo: io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.

Scendo. Buon proseguimento.

 
 
 

Sublime

Post n°79 pubblicato il 20 Luglio 2014 da tech.l

 
 
 

IMPRENDITORI E MERDE

Post n°78 pubblicato il 21 Luglio 2013 da tech.l

Nel corso della mia carriera professionale, ho sperimentato sulla mia pelle l'atteggiamento padronale nostrano, radicato soprattutto nella piccola imprenditoria locale che rappresenta l’ossatura della nostra economia. Un modo di “fare impresa” un po’ cafonal-popolare e paesano che tende ad identificare ancora il datore di lavoro come il “padrone”.
Non credo che il rispetto sia dovuto a prescinder...e: il rispetto è una faccenda che tutti si devono guadagnare sul campo, datori di lavoro compresi.
Molta della storia imprenditoriale recente del nostro paese ci insegna che non sempre a capo di aziende ci sono persone meritevoli: in alcuni casi incompetenti, in alcuni casi pure pezzi di merda.
E non limo il linguaggio: perché fare considerazioni sul “capo” o " Il padrone"  non può sempre prescindere dalle considerazioni sull’”uomo”.
Il lavoro è una prestazione: nessuno deve dire grazie a nessuno, o forse entrambi se lo devono dire a vicenda. Si offrono tempo e competenza in cambio di denaro.
In questo rapporto di scambio (così come in generale e in assoluto) non esistono esseri umani di serie A e di serie B, non esiste una subordinazione umana qualitativa tra modelli 740 e modelli 101: quando qualcuno si comporta come se così fosse, si merita ben più di uno sputo in fronte.
Non esiste un rispetto dovuto a prescindere nei confronti "del Padrone": a parte un bonus iniziale accordato in attesa di conoscersi sul campo, a parte l’opportunità del caso e delle contingenze (che impone buona educazione a prescindere e necessità di pagare le bollette e il mutuo), un capo che vi tratta come delle merde non merita il vostro rispetto e – educazione e valutazione contingenti a parte – la dignità che vi spetta come lavoratori che fanno bene e seriamente il loro dovere non dovrebbe essere mai messa in secondo piano.
Non avete debiti di nessun genere verso chi vi ha assunto: il vostro stipendio ve lo guadagnate onestamente ogni giorno, dedicando la maggior parte del tempo della vostra vita a far funzionare bene gli affari di qualcun altro (se così non fosse, allora siete voi a dover fare autocritica).
Esistono sempre due livelli di analisi e di relazione: quello professionale e quello umano. Entrambi devono essere bilanciati e corretti, ma nessuno deve qualcosa a prescindere, soprattutto il rispetto e la gratitudine.
Per quanto professionalmente valido e qualificato, un capo che ostenta una posizione arrogante dal punto di vista umano, o squalificante dal punto di vista lavorativo, che usa il potere come unico strumento per avere ragione o adotta ingiustamente altri comportamenti prevaricanti, non è un buon capo.
Figuriamoci se non è nemmeno professionalmente valido o qualificato.
Se uno è una merda, non si fa peccato a dirlo così come sta scritto.

 
 
 

PROSTITUTA

Post n°75 pubblicato il 23 Settembre 2012 da tech.l

I giornali hanno titolato "PROSTITUTA
picchiata selvaggiamente e data alle
fiamme a Roma ". Titoli vergognosi. Non
era una prostituta, ma una ragazza di 22
anni che veniva dalla Romania costretta
a vendere il suo corpo da parte di infami
magnaccia. Una r-a-g-a-z-z-a. Provate a
gridarlo: "RAGAZZA!!". Lei come migliaia
di altre vittime sono sotto gli occhi di tutti
autorità comprese, ogni giorno stuprate
dai loro aguzzini, da clienti schifosi e
ignobili e da chi le annulla battezzandole
"prostitute", non giovani donne, non
persone indifese, non vittime innocenti.
Non so chi merita più disprezzo, se i
mercanti di schiave, gli italiani che
posseggono il corpo di creature che mai
avrebbero rivolto a loro la minima
attenzione, o chi le cancella con il nome
di puttana, prostituta, zoccola, bagascia.
Si chiama ragazza, maledetti, ragazza,
ragazza, ragazza. Le vere puttane siete
voi.

 
 
 

AUGURI SCOMODI

Post n°72 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da tech.l

L’aria natalizia ci rende allegri come bambini intenti a scartare i regali sotto l’albero, svolgiamo ogni anno una serie di rituali che ci aiutano a vivere meglio le feste e porgiamo gli auguri ai parenti e ai conoscenti. Ma esistono degli auspici speciali che rimbombano come i botti di Capodanno, stordiscono come qualche bicchiere di spumante di troppo e lasciano senza parole come una sorpresa inaspettata: sono gli auguri scomodi di Don Tonino Bello ma ora che ci avviciniamo al Natale riecheggiano soprattutto i suoi auguri, che appaiono scomodi, come lui stesso li definisce, perché provocano tutti coloro che vivono un’esistenza fondata sull’ambizione e la smania di successo, incuranti delle famiglie che intorno a loro sono costrette a fare i conti con la povertà e la sofferenza. Nonostante la preghiera sia stata scritta prima del 1993, anno della sua morte, le parole appaiono attuali e specchio di una società che sembra non sia migliorata.

Non obbedirei mai al mio dovere di vescovo, se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire.

Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla "routine" di calendario.

Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un povero marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa l'idolo della vostra vita; il sorpasso progetto dei vostri giorni: la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi tutte le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi cortocircuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio della fame.

I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce", dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge" scrutando l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi. Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza!!!

don Tonino Bello

 
 
 

Addio Mondo

Post n°70 pubblicato il 27 Luglio 2011 da tech.l


Giace il mondo in frantumi,
lo amammo molto un tempo,
adesso anche il morire
non ci fa più spavento.

Il mondo non va disprezzato,
screziato e selvaggio egli è,
malie antichissime spirano
ancora attorno a sè.

Vogliamo separarci
grati dal suo gran gioco;
ci dette gioia e pena
ci dette molto amore.

Addio mondo,rifatti
bello e smagliante,noi
siamo della tua gioia
e della pena sazi.

                              ( Hermann Hesse)


 
 
 

Società

Post n°69 pubblicato il 01 Giugno 2011 da tech.l

"Le mosche non riposano mai

perchè la merda è veramente tanta."

Alda Merini

 
 
 
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INFO


Un blog di: tech.l
Data di creazione: 24/04/2010
 

SOFFERENZA

 

Sto davanti al carro di carbone
Del mio lutto!
Ostile come un ragno
Mi striscia sopra il tempo.
Se cadono i miei capelli
La mia testa incanutisce come un campo
Su cui l’ultimo
Mietitore falcia.
Sonno oscura le mie ossa.
Nel sogno sono già morto
Erba cresce dal mio cranio,
Di terra nera fu la mia testa.

 

 

Non bisogna mai smettere di esplorare.
Al termine delle nostre esplorazioni arriveremo
nuovamente al punto di partenza.
E finalmente lo riconosceremo.
(T. S. Eliot)

C'è il silenzio del cielo prima del temporale,
delle foreste prima che si levi il vento,
del mare calmo della sera, di quelli che si amano,
della nostra anima,
poi c'è il silenzio che chiede soltanto
di essere ascoltato.

(Romano Battaglia)

 Assaporo ogni attimo

con l’ardore dell’ultimo istante,

e l’attimo diventa assoluto.

 

 

 

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te, 

sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.

Quindi, vivi come credi.Fai cosa ti dice il cuore ... ciò che vuoi ...

una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali.

Quindi: canta, ridi, balla, ama ...

e vivi intensamente

ogni momento della tua vita ...prima che cali il sipario

e l'opera finisca senza applausi.


Sono il mare che bagna la spiaggia dove approdono i sogni

e i miraggi diventano realtà.

Sono la pioggia che alimenta le rapide del cuore

e sprofonda nell'abisso dell'anima

Sono l'acqua che scivola leggera,

che disseta, che senti, che tocchi, che sfugge alla presa.....

sono goccia e sono ruscello

sono il fiume che da la vita

sono l'oceano...la libertà che travolge!

 

Sama'53